• Cadavere sui binari a Ventimiglia, sarebbe un migrante. Riaperta la linea ferroviaria

    Secondo le prime informazioni emerse, il corpo apparterrebbe a un uomo, probabilmente di origine nordafricana

    È stata riaperta intorno alle 13.30 la circolazione ferroviaria tra Ventimiglia e la Francia, sospesa in mattinata dopo il rinvenimento di un cadavere sui binari nei pressi dei Balzi Rossi. Lo stop ai treni si è protratto per alcune ore per consentire gli accertamenti dell’autorità giudiziaria e il primo esame esterno della salma da parte del medico legale.

    Secondo le prime informazioni emerse, il corpo apparterrebbe a un uomo, probabilmente di origine nordafricana. Non si esclude che possa essere stato investito da un treno durante la notte mentre tentava di oltrepassare il confine con la Francia lungo la linea ferroviaria.

    Il cadavere sarebbe stato notato soltanto in mattinata da un macchinista in transito, che ha immediatamente fermato il convoglio e dato l’allarme ai soccorsi.

    Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, il personale sanitario del 118 e gli agenti della Polizia Ferroviaria, che hanno effettuato i rilievi necessari per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Le indagini sono in corso per chiarire le circostanze della morte e identificare lo straniero.

    https://www.riviera24.it/2026/03/cadavere-sui-binari-a-ventimiglia-sarebbe-un-migrante-riaperta-la-linea-fe

    #Vintimille #asile #migrations #réfugiés #frontière_sud-alpine #Italie #France #Alpes_Maritimes #décès #mort #mourir_aux_frontières

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    ajouté au fil de discussion sur les morts à la frontière de Vintimille :
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    lui-même ajouté à la métaliste sur les morts aux frontières alpines :
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    • Morto sui binari a Ventimiglia, identificato dalla Polfer il giovane straniero


      Si chiamava #Meher_Naffouti e aveva 25 anni. Il ricordo degli amici: «Era un ragazzo generoso, sognava una vita in Francia»

      Sognava di vivere in Francia ed è morto per raggiungerla, Meher Naffouti: il ragazzo tunisino di 25 anni il cui corpo è stato trovato sabato mattina lungo i binari della linea ferroviaria che collega Ventimiglia a Mentone, in località Balzi Rossi.

      Il giovane, che per un lungo periodo aveva vissuto in Germani, era nato il 22 agosto 1999 a La Marsa, in Tunisia, dove vivono i suoi familiari. «Era una persona molto gentile, sempre disponibile per tutti; condivideva tutto ciò che aveva. Amava le motociclette e desiderava stabilirsi definitivamente in Francia», lo ricordano gli amici.

      A dare un nome a quel corpo straziato dall’impatto con un treno, sono stati gli agenti della Polizia Ferroviaria, diretti dall’ispettore della Polizia di Stato Roberto Scionti. Dietro all’identificazione, tutt’altro che semplice, c’è stato un lavoro lungo e delicato, condotto con professionalità e umanità dagli agenti della Polfer. Il giovane, infatti, non aveva con sé alcun documento: una circostanza che ha reso necessario avviare accertamenti complessi, estesi anche oltre i confini nazionali. Le verifiche hanno coinvolto più Paesi, incrociando informazioni e contatti fino a risalire alla sua identità e, soprattutto, alla sua famiglia in Tunisia, che è stata infine rintracciata.

      Un impegno investigativo che non si è limitato agli aspetti tecnici, ma che ha avuto anche una forte componente umana: restituire un nome a quel corpo e dare una risposta ai familiari del giovane.

      Nelle ore precedenti alla tragedia, Meher si era messo in contatto con gli amici in Germania. Erano circa le 23 della sera prima del ritrovamento del corpo, e aveva detto loro chiaramente quale fosse il suo obiettivo: raggiungere la Francia, il Paese in cui desiderava costruire il proprio futuro. Dopo la Germania, invece, era stato trasferito in Svizzera, ma il suo desiderio era rimasto sempre lo stesso: arrivare in Francia e stabilirsi lì definitivamente.

      Gli amici, sconvolti dalla notizia, non riescono a spiegarsi come sia potuto accadere. Raccontano di un ragazzo prudente, attento, lontano da comportamenti rischiosi. «Non aveva né documenti né soldi – dichiarano – Forse è per quello che ha provato a oltrepassare il confine a piedi». Lo ha fatto lungo i binari, al buio: impossibile per il macchinista accorgersi di quel ragazzo che camminava da solo sui binari. E’ morto con addosso il giubbotto che amava: lo stesso piumino nero che indossa nella foto sorridente scattata dai suoi amici.
      https://www.riviera24.it/2026/03/morto-sui-binari-a-ventimiglia-identificato-dalla-polfer-il-giovane-strani