• Arrêt sur Images accuse des journalistes de Libération et de L’Express d’être corrompus par l’étranger | La gestion du #budget de l’#Europe racontée par Mélenchon, ça a quand même une autre truculence que par les éditocrates... et en plus, on comprend tout !
    http://www.jean-luc-melenchon.fr/2014/12/22/arret-sur-images-accuse-des-journalistes-de-liberation-et-de-lexp

    En effet pour grossir les effets d’affichages financiers, la Commission et les États ont pris l’habitude de voter ce qui est appelé des « budgets d’engagements ». Cela ouvre le droit de passer des commandes ou de décider des subventions. Mais ces « budgets d’engagements » sont beaucoup plus élevés que les « budgets de paiements ». Ceux-là, ce sont les crédits effectivement disponibles pour payer. Entre 2007 et 2013, l’UE s’est ainsi engagée sur 976 milliards de dépenses. Mais elle n’a budgété que 925 milliards de crédits ! Alors même qu’elle n’a pas le droit d’emprunter, l’Europe a ainsi créé ce que partout ailleurs on appellerait un « déficit ». Mais comme c’est interdit par les Traités, on les appelle des « impayés ». On aurait pu les baptiser « carpes » ou « lapins » ou « coupeurs de cheveux » ce serait pareil. Mais c’est quand même un déficit.

  • Lundi matin Mélenchon publie ce billet. Certains média réagissent un peu lundi soir ou mardi matin. Bernard Cazaneuve condamne ces propos mardi soir. Mais mercredi matin France Inter, Le Monde, Rue89 et France Culture n’ont toujours pas relayé l’information.

    Zemmour se lâche en Italie : déporter cinq millions de musulmans ? Ça peut se voir !
    http://www.jean-luc-melenchon.fr/2014/12/15/zemmour-se-lache-en-italie-deporter-cinq-millions-de-musulmans-ca

    Eric Zemmour : « Les musulmans ont leur code civil, c’est le Coran. Ils vivent entre eux, dans les périphéries. Les Français ont été obligés de s’en aller. »

    Question : « Mais alors que suggérez-vous de faire ? Déporter 5 millions de musulmans français ? »

    Eric Zemmour : « Je sais, c’est irréaliste mais l’Histoire est surprenante. Qui aurait dit en 1940 que un million de pieds-noirs, vingt ans plus tard, seraient partis d’ #Algérie pour revenir en France ? Ou bien qu’après la guerre, 5 ou 6 millions d’Allemands auraient abandonné l’Europe centrale et orientale où ils vivaient depuis des siècles ? »

    Question : « [Vous parlez d’exodes provoqués par] des tragédies immenses. »

    Eric Zemmour : « Je pense que nous nous dirigeons vers le chaos. Cette situation d’un #peuple_dans_le_peuple, des musulmans dans le peuple français, nous conduira au chaos et à la guerre civile. Des millions de personnes [vivent ici], en France, [mais] ne veulent vivre à la française. »

    (…)

    Question : « Mais que signifie : vivre à la française ? »

    Zemmour : « Cela signifie donner à ses enfants des prénoms français, être monogame, s’habiller à la française, manger à la française, du fromage par exemple. [Blaguer] au café, faire la cour aux filles. Aimer l’Histoire de France et se sentir dépositaire de cette Histoire et vouloir la continuer, je cite ici #Renan. »

    Question : « [Avez-vous] l’intention d’être l’idéologue du Front national ? »

    Eric Zemmour : « Non, sur certains thèmes nous sommes éloignés. Le #Front_national, par exemple, [n’a pas assez clarifié sa position contre] le #mariage_homosexuels et, d’un point de vue social, il est [désormais] trop à gauche. Mais je ne me situe pas sur le terrain des partis, mon domaine est celui des idées. Je mène une #guerre_culturelle, comme le dirait Gramsci. »

    Il successo di Zemmour, l ?arrabbiato anti-élite « La Francia si è suicidata »
    http://archiviostorico.corriere.it/2014/ottobre/30/successo_Zemmour_arrabbiato_anti_elite_co_0_20141030_57c58d

    Contro i gay, gli immigrati, l?Ue: ha venduto mezzo milione di copie Il Front national non lotta contro le nozze gay, è troppo a sinistraPopulista «Io rivendico il populismo come rifiuto di rinunciare alla nostra maniera di vivere»

    DAL NOSTRO CORRISPONDENTE PARIGI
    Il premier socialista Manuel Valls lo detesta e lo cita più volte come minaccia alla convivenza civile ma questo non fa che accrescere la fascinazione di tanti francesi per Éric #Zemmour, 56enne editorialista del #Figaro , ubiquo polemista radiotelevisivo e autore di « Le suicide français » (Albin Michel), un saggio di 500 pagine sui «quarant?anni che hanno distrutto la Francia». Contro l?eredità del maggio 68, il femminismo, l?immigrazione, l?Europa e le nozze gay, Zemmour ha scritto un libro pieno di rimpianto per l?epoca d?oro (secondo lui) in cui gli uomini sapevano imporre la loro autorità di padri e mariti e la Francia non era «invasa dai musulmani salafisti». Soprattutto, «Il suicidio francese» è da due settimane primo in classifica, si avvia a raggiungere il mezzo milione di copie vendute e a battere il record del bestseller anti-Hollande di Valérie Trierweiler.

    Che cosa ci dice, della società francese, un successo simile? Se lo aspettava?
    «Da un punto di vista personale è un?immensa soddisfazione, ovviamente. Per la struttura mi sono ispirato al libro di un italiano, Patria 1978-2008 di Enrico Deaglio: non l?ho letto, ma ho preso da lì l?idea di mescolare la cultura popolare e il saggio politico. Mi aspettavo di creare dibattito, ma non di vendere così tanto. Questo successo è un plebiscito politico, ideologico. La gente mi ferma per strada e mi dice che finalmente qualcuno esprime la loro sofferenza. Il popolo francese non si rassegna a vedere la Francia morire sotto i suoi occhi».

    Il suo libro è una specie di manifesto reazionario e populista.
    «Ma io lo rivendico, il populismo. Apparentemente la facciata resiste, Parigi è sempre bella e le ragazze fanno ancora girare la testa, ma sotto la superficie tutto è marcio. Il populismo è il rifiuto di rinunciare alla nostra maniera di vivere».

    E chi sarebbe responsabile di questo attentato alla vecchia Francia?
    « Le Monde ha scritto che il mio è un libro complottista. Ma io non denuncio un complotto, critico un?evoluzione della società imposta dalle élite francesi. Negli ultimi quarant?anni queste élite hanno agito secondo le tre D: derisione, decostruzione, distruzione della Francia, in nome dei grandi ideali, ovvero l?Europa, l?apertura al mondo, il progresso».

    La modernità, la globalizzazione, l?immigrazione, riguardano tutti, non solo i francesi.
    «È vero, ma solo in Francia c?è un simile odio di sé veicolato dalle élite. Non fanno che ripeterci che non siamo abbastanza tedeschi, o americani, o svedesi. Tutti i modelli sono buoni, tranne il nostro. Poi, in Italia non c?è Stato forte, la società è abituata a difendersi. Noi ci sentiamo traditi dallo Stato. Siamo il Paese con la prima comunità musulmana d?Europa».

    Ma le élite che lei denuncia difendono la laicità, per esempio. La Francia è uno dei pochi Paesi dove il burqa, e pure il velo nelle scuole, sono vietati.
    «Ma sono residui, insufficienti, di un sistema ormai finito. Il modello francese era l?assimilazione, ossia ?tutti possono essere francesi se fanno lo sforzo di essere francesi?. I miei antenati erano berberi di religione ebraica, non erano certo i galli, ma io oggi dico che i miei antenati sono i galli. Tutto questo non esiste più. I musulmani hanno un loro codice civile, è il Corano. Vivono tra di loro, nelle periferie. I francesi sono stati costretti ad andarsene».

    Lei allora che cosa suggerisce? Deportare cinque milioni di musulmani francesi?
    «Lo so, è irrealista, ma la storia è sorprendente. Chi avrebbe detto nel 1940 che un milione di pieds-noirs , vent?anni dopo, avrebbero lasciato l?Algeria per rientrare in Francia? O che dopo la guerra 5 o 6 milioni di tedeschi avrebbero lasciato l?Europa centro-orientale dove vivevano da secoli?».

    Parla di esodi provocati da tragedie immense.
    «Io penso che stiamo andando verso il caos. Questa situazione di popolo nel popolo, di musulmani dentro i francesi, ci porterà al caos e alla guerra civile. Milioni di persone vivono qui, in Francia, e non vogliono vivere alla francese».

    Ma che significa vivere alla francese?
    «Significa dare ai figli nomi francesi, essere monogami, vestirsi alla francese, mangiare alla francese, formaggio per esempio. Scherzare nei caffé, fare la corte alle ragazze. Amare la storia di Francia, sentirsi i depositari di questa storia e volerla continuare, sto citando Ernest Renan».

    Se la prende con una supposta ideologia cosmopolita e totalitaria ma lei, Éric Zemmour, è sempre in tv.
    «Io dico le cose che la maggior parte dei francesi pensano, da cui il successo clamoroso del mio libro. Contro di me però c?è l?ideologia dominante delle élite, ormai screditate, che provano a imporre alla società quel che è corretto pensare: il mariage pour tous , il femminismo, l?Europa, la globalizzazione, l?immigrazione vista come una ricchezza. Ma il popolo non la pensa così».

    Lei punta a fare l?ideologo del Front National?
    «No, su certi temi siamo lontani, il Front National per esempio non si è schierato abbastanza contro il matrimonio degli omosessuali, e da un punto di vista sociale ormai è troppo a sinistra. Ma io non mi pongo sul terreno dei partiti, la mia dimensione è quella delle idee. Conduco una guerra culturale, come direbbe Gramsci».
    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    Le Figaro essaye de dégongler l’affaire, mais ces informations aggravent le cas Zemmour :

    Stefan Montefiori : le mot #déportation n’a pas été prononcé durant l’interview avec Zemmour
    http://www.lefigaro.fr/vox/societe/2014/12/16/31003-20141216ARTFIG00425-stefan-montefiori-eric-zemmour-n-a-pas-employe-le

    FIGAROVOX/ENTRETIEN - Stefan Montefiori est l’auteur de l’interview d’Eric Zemmour au Corriere della Sera qui fait polémique. Il a répondu à nos questions.

    FIGAROVOX. - L’entretien que vous avez fait avec Eric Zemmour provoque la polémique. Etes-vous surpris ?

    Stefan MONTEFIORI. - Cet entretien date du 30 octobre. À l’époque, en Italie, il n’a pas fait trop de polémique.

    Le mot déportation, à juste titre, scandalise...

    Il faut préciser qu’ #Éric_Zemmour n’a pas employé ce mot. Au terme d’une conversation sur Le Suicide français, les échecs de l’assimilation et du modèle multiculturel, je lui ai posé la question suivante : « Mais vous ne pensez pas que ce soit irréaliste de penser qu’on prend des millions de personnes, on les met dans des avions… » ; il ajoute : « ou dans des bateaux », et je reprends : « pour les #chasser ? » Ce que j’ai résumé dans la formule qui fait scandale [soit : « Mais alors que suggérez-vous de faire ? Déporter 5 millions de #musulmans français ? »]. Je ne partage pas du tout ses idées, mais en même temps cette interview n’avait pas pour objet de donner un programme politique. Après avoir évoqué les exemples pied-noirs et allemands, Eric Zemmour décrit un chaos tragique. La guerre civile que Zemmour décrit n’est évidemment pas ce qu’il souhaite, mais ce qu’il voit venir. Il pense que c’est possible.

    Votre interview est au cœur de l’actualité un mois et demi après sa publication...

    Je répète qu’il s’agissait d’un entretien cordial et correct, sans complaisance ni accablement, ce n’est pas mon rôle. Et ce n’était surement pas un guet-apens.

  • « Hollande a fait pire que Sarkozy »
    http://www.jean-luc-melenchon.fr/2014/10/17/hollande-a-fait-pire-que-sarkozy

    C’est un fait objectif ! La situation est pire aujourd’hui : le nombre de pauvres et de chômeurs a augmenté et la remise en cause des acquis sociaux continue. Par exemple, Nicolas Sarkozy avait amené la retraite de 60 ans à 62 ans, François Hollande l’a portée à 66 ans ! Tous les seuils du supportable ont été franchis. Le plus grave de tous étant qu’il nous a volé les mots, dont le premier d’entre eux, qui nous définissait : la gauche. Maintenant, si quelqu’un se dit de gauche, les gens comprennent qu’il est avec Valls et Hollande et disent que la gauche et la droite, c’est pareil.

    #politique

  • Les mères de soldats russes démentent par les faits la version du Kremlin
    http://www.lemonde.fr/international/article/2014/09/03/les-meres-de-soldats-russes-dementent-par-les-faits-la-version-du-kremlin_44

    « En fait, depuis le début, on peut estimer que jusqu’à 15 000 soldats ont été envoyés là-bas », assure Valentina Melnikova, la présidente du Comité des mères de soldats russes. Une évaluation faite à partir de ses réseaux d’information dans les régiments. « Pour le moment, nous ne recevons encore pas beaucoup d’appels de mères ou d’épouses. Mais on sait combien il y a de troupes dans chaque base militaire, et combien d’hommes manquent à l’appel… », a confié au Monde Mme Melnikova pour justifier son évaluation. Selon elle, plus de 7 000 soldats russes combattent aujourd’hui en Ukraine, bien plus que l’estimation de 1 000 hommes donnée par l’OTAN.

    Un peu plus donc, que ne l’analysait Jacques Sapir (pour qui mille militaires russes en Ukraine ne sont d’ailleurs pas une implication directe).
    http://seenthis.net/messages/289538
    Cet article semblait d’ailleurs légèrement relativiste.

    Il existe une implication russe qui se précise dans le cours du mois de juillet et début août, mais elle est indirecte et non directe.

    Version que Sapir continue de maintenir, au 3 septembre :
    http://russeurope.hypotheses.org/2753

    Il faut rappeler que la Russie n’est pas partie prenante directe de ces combats. De ce point de vue, il n’y a pas grand sens à parler, comme le fait Poroshenko, d’un « accord » entre lui et Vladimir Poutine.

    Un relativisme pro-poutinien qui réserve d’ailleurs à Sapir un soutien sans faille d’Egalité & Réconciliation, qui a republié 49 de ses articles.
    http://www.egaliteetreconciliation.fr/_Jacques-Sapir_.html

    Sapir s’énerve d’ailleurs du refus, en plein conflit russo-ukrainien, de livrer des navires militaires à la Russie.
    http://russeurope.hypotheses.org/2772

    Un léger biais belliciste enfin, sous prétexte d’anti-impérialisme américain, qui a des échos jusqu’au Parti de gauche
    http://www.jean-luc-melenchon.fr/2014/09/03/navires-mistral-francois-hollande-commet-une-trahison-insupportab

    #Ukraine #ReviensJaurès #RougesBruns

    • « Dont on ne sait rien » ? J’hallucine. C’est une association suffisamment connue pour avoir reçu entre autres le prix Nobel alternatif http://fr.wikipedia.org/wiki/Right_Livelihood_Award (doté quand même de 250 000$, qui avait récompensé précédemment le Mouvement des sans terres, Amy Goodman ou les Avnery. Un historique plus complet : http://www.droppingknowledge.org/bin/user/profile/6482.page

      Dans l’article du Monde, on apprend par ailleurs qu’elle a été interdite récemment.

      Sur le même sujet :
      http://www.franceinfo.fr/actu/monde/article/ukraine-10-000-soldats-russes-engages-en-ukraine-558069

      Moscou nie toujours être impliqué sur le terrain dans le conflit ukrainien. Mais en Russie une voix s’élève, celle du Comité des mères de soldats russes, une ONG très respectée qui dénonce l’envoi de jeunes combattants alors qu’officiellement le pays n’est pas en guerre.

      Il y a eu les guerres d’Afghanistan et de Tchétchénie, il y a désormais aussi l’Ukraine, pour les mères de soldats russes. Ces derniers jours leur comité a été assailli de témoignages de familles de militaires blessés ou morts au combat. Pourtant, officiellement, la Russie n’est pas en guerre. Alors l’infatigable meneuse du comité, Valentina Melnikova, retrouve son rôle de lanceuse d’alerte.

      Valentina Melnikova est présentée par le journal l’Humanité comme la responsable de la « principale ONG russe » quand l’association a décidé de lancer un parti en 2004 :

      Les responsables de la principale ONG russe ont décidé de fonder un parti politique pour proposer une alternative à la politique autoritaire de Poutine.

      http://www.humanite.fr/node/299705

      Un ouvrage paru aux éditions de l’Ehess paru l’année dernière retraçait l’histoire et l’implantation de cette structure dans la société russe :

      Dans la société russe postsoviétique marquée par la faiblesse de l’engagement associatif et de l’action collective, le mouvement des mères de soldats fait figure d’exception. Que nous révèle le quotidien de cette association des formes d’engagement, en Russie comme ailleurs ?
      Le Comité des mères de soldats de Russie défend les droits des conscrits et de leurs familles. Dans une société russe dont on a souvent critiqué la passivité, il apparaît, depuis sa création, en 1989, comme un lieu de résistance active face à l’arbitraire de l’armée et de la puissance publique.
      Ce livre se nourrit d’un travail de terrain au sein de cette organisation, aux côtés
      de ces femmes modestes confrontées à la machine militaire et apprenant à s’y
      opposer.

      http://editions.ehess.fr/ouvrages/ouvrage/le-coeur-politique-des-meres

      Valentina Melnikova est également l’auteure d’un ouvrage cité dans la documentation du très sérieux Observatoire des armements, une référence en ces temps de va-t-en guerre de tous bords. Bref, inconnue quoi.

      Pour le reste, 7 000 ou 1 000 soldats russes présents en Ukraine, ça ne change pas grand chose au caractère direct de l’intervention russe. Et nul besoin d’être pro-Otan pour s’en inquiéter.

  • Je vous invite à découvrir et partager ma nouvelle note de blog.

    http://www.jean-luc-melenchon.fr/2014/07/11/au-debut-de-lete

    Dans cette note : Gaza et Israël - La France abaissée en Europe - Juncker, le rusé - Le nouvel âge des luttes sociales - Les frondeurs ont fait pschitt - La tambouille de l’alternative à gauche et l’avenir du Front de Gauche

    #Gaza #Israël #Palestine #France #Europe #UE #Juncker #PS #EELV #FDG

  • Audition de Jean-Claude Juncker par le groupe GUE
    http://www.jean-luc-melenchon.fr/2014/07/10/audition-de-j-c-juncker-par-le-groupe-gue

    Mercredi 9 Juillet, le groupe GUE/NGL auditionnait Jean-Claude Juncker, candidat de l’alliance PPE-PSE pour la présidence de la Commission européenne. L’occasion pour moi de l’interpeller sur les modalités de consultation des peuples prévues avant de conclure le Grand Marché Transatlantique. Mais aussi de réclamer l’asile pour Julien Assange et Edward Snowden, héros européens ayant mis […]

    #Vidéos_&_Podcasts

  • Arrêt de « Là bas si j’y suis » : la mise au pas de la pensée se poursuit sur France Inter. - Communiqué du 27 juin 2014
    http://www.jean-luc-melenchon.fr/2014/06/27/arret-de-la-bas-si-jy-suis-la-mise-au-pas-de-la-pensee-se-poursui

    La nouvelle direction de France Inter annonce l’arrêt de l’émission de Daniel Mermet, « Là bas si j’y suis », à la rentrée. C’est un rude coup porté au pluralisme sur le service public audiovisuel. Les démocrates et les têtes dures doivent résister et protester pour que l’émission soit maintenue. Un a un, tous les espaces de […]

    #Communiqués

  • L’Europe à l’heure allemande - Communiqué du 1er juillet 2014
    http://www.jean-luc-melenchon.fr/2014/07/01/leurope-a-lheure-allemande

    Coup de force contre le résultat des élections européennes. Le social-libéral Martin Schulz vient d’être réélu président du Parlement européen. En dépit du désaveu populaire, les mêmes sont reconduits pour mener la même politique. Cette élection résulte d’un accord passé entre la droite et les sociaux-démocrates en échange du soutien à la candidature de Juncker […]

    #Communiqués

  • L’insupportable braderie de notre souveraineté continue ! - Communiqué du 2 juillet 2014
    http://www.jean-luc-melenchon.fr/2014/07/02/linsupportable-braderie-de-notre-souverainete-continue

    François Hollande et son gouvernement viennent de décider un nouvel abandon de souveraineté. Après Alcatel, EADS, Alstom, c’est cette fois le cœur de l’industrie d’armement qui est attaqué. La fusion de l’entreprise Nexter (ex GIAT industries) avec l’entreprise allemande KMW est une double faute. Une faute contre la France qui perd ainsi le contrôle à […]

    #Communiqués

  • La vie hors de Sarkozy et du foot !
    http://www.jean-luc-melenchon.fr/2014/07/02/la-vie-hors-de-sarkozy-et-du-foot

    « Les politiques d’austérité ne marchent nulle part » Cette vidéo a été consultée 19 911 fois La punition de la BNP est une provocation La fronde est une affaire de Princes Le budget de la Sécu : l’épreuve du feu Communiqué sur le vote du budget de la Sécurité sociale Des paroles et des… actes « Demain […]

  • Vote du budget de la Sécurité sociale – Communiqué de Jean-Luc Mélenchon - Communiqué du 8 juillet 2014
    http://www.jean-luc-melenchon.fr/2014/07/08/vote-du-budget-de-la-securite-sociale-communique-de-jean-luc-mele

    Si les 46 députés PS et EELV qui se sont abstenus sur le budget de la Sécurité sociale avaient voté contre, le pacte de responsabilité, projet scélérat de François Hollande, aurait été repoussé. Tels sont les couteaux sans lame. Gattaz jubile. Il vient de recevoir 40 milliards de la majorité parlementaire aux ordres de Manuel […]

    #Communiqués

  • Que fait la flotte française en mer Noire ?
    http://www.jean-luc-melenchon.fr/2014/04/17/que-fait-la-flotte-francaise-en-mer-noire

    Quatre navires de guerre français sont arrivés depuis quelques jours en mer Noire, aux côtés du destroyer lance-missiles états-unien USS Donald Cook. Je déplore que l’envoi de ces navires n’ait fait l’objet d’aucune communication du gouvernement et qu’ils aient été découverts suite à des signalements des Etats riverains de la mer Noire. Visiblement dissimulée sous l’égide de l’opération méditerranéenne de l’OTAN Active Endeavor, la présence de tous ces navires à cet endroit n’était pas prévue. Quand le gouvernement compte-t-il s’expliquer devant les Français et la représentation nationale sur ces envois de forces en mer Noire ?

    Les deux navires Dupuy de Lome et Alizé, dédiés à des missions de plongée, de renseignement ou d’intervention, ainsi que la frégate anti-sous-marine Dupleix, manifestent des intentions opérationnelles inquiétantes.

    Cette surenchère militaire dans le sillage des Etats-Unis est une erreur politique. La multiplication des provocations contre la Russie ne peut que conduire au pire.

    Je demande le retrait immédiat des navires français présents en mer Noire. Notre flotte a beaucoup à faire ailleurs, en particulier pour surveiller l’immensité du domaine maritime national, qui manque cruellement de moyens. La France n’est pas l’ennemie de la Russie et doit se comporter avec elle en partenaire.

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    J-L Mélenchon a réaffirmé son propos lors de cet entretien le 24 avril :
    http://www.dailymotion.com/video/x1r7uno_il-faut-avoir-de-grands-projets-j-l-melenchon_news

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    La marine américaine envoie des renforts en mer Noire
    http://fr.ria.ru/presse_russe/20140424/201054083.html

    Les Etats-Unis ont renforcé leur présence en mer Noire avec deux navires stationnés dans la zone aujourd’hui : le destroyer Donald Cook et la frégate Taylor. Le navire collecteur de renseignements Dupuy-de-Lôme suit également de près la situation dans la région, écrit jeudi le quotidien Rossiïskaïa gazeta.

    Dans quelle direction sont pointés les radars américains ? La réponse va de soi - le littoral criméen. Jusqu’ici les amiraux occidentaux avaient au moins cherché à cacher leur intérêt pour la péninsule et la zone ukrainienne frontalière derrière un prétexte : leur participation aux manœuvres de l’Otan. Ils ne s’en donnent même plus la peine aujourd’hui. Le site internet de l’US Navy écrit ouvertement que la mission de la frégate Taylor consiste à « assurer les alliées américains de l’Otan de la détermination de la marine américaine à renforcer et à améliorer la coopération pour accomplir des objectifs communs dans cette région ».

    En principe, les deux navires américains en mer Noire disposent de capacités offensives : le destroyer Donald Cook est doté du système Aegis et de missiles Tomahawk, et la frégate Taylor dispose de missiles antinavires Harpoon et du système antiaérien SM-1MR Standard. Toutefois, les experts sont convaincus que l’affaire n’ira pas jusqu’à la confrontation armée directe avec les navires russes. L’entrée de l’Otan en mer Noire vise clairement à faire pression sur la Russie et soutenir psychologiquement l’Ukraine, comme à l’été 2008 quand les amiraux occidentaux avaient rassemblé un groupe naval bien plus puissant près des côtes géorgiennes. Nous savons comment cela s’est terminé : les forces de l’Otan ont brandi des drapeaux de différentes couleurs avant de se retirer.

    • Le Dupuy de Lôme en mer Noire
      22/04/2014

      L’Alizé et le Dupleix
      http://www.meretmarine.com/fr/content/le-dupuy-de-lome-en-mer-noire
      En dehors du Dupuy de Lôme, la présence en mer Noire du bâtiment de soutien à la plongée Alizé (utilisé notamment par les commandos marine) est évoquée, mais n’a pas été confirmée par le ministère de la Défense. Quant à la frégate anti-sous-marine Dupleix, elle se trouve selon les militaires en Méditerranée orientale, où elle assure la permanence du dispositif de surveillance déployé depuis plus de trois ans au large de la Syrie.

    • Quatre Rafale français en Pologne la semaine prochaine
      Le 24/04/2014 à 10h27, par Guillaume Steuer
      http://www.air-cosmos.com/2014/04/24/21961-quatre-rafale-francais-en-pologne-la-semaine-prochaine

      Les Rafale français doivent mener depuis Malbork des missions de police du ciel, dans le cadre d’une posture de défense renforcée de l’Otan décidée en réponse à la pression exercée par Moscou sur le gouvernement ukrainien. Ils devraient rapidement être en mesure d’assurer une permanence opérationnelle (QRA, Quick Reaction Alert) depuis Malbork.

      l’armée française ne vivrait-elle pas au-dessus de ses moyens ?

    • Dupuy de Lome Mission 2014.1 FASM Dupleix BSP ALIZE
      http://envelopmer.blogspot.fr/2014/04/dupuy-de-lome-mission-20141.html

      Le Dupuy de Lôme est entré en mer Noire le 10 avril, franchissant le détroit des Dardanelles en compagnie du destroyer américain USS Donald Cook, l’une des unités du type Arleigh Burke dotées de moyens de défense antimissile balistique basées depuis peu à Rota, en Espagne. L’arrivée de ce destroyer de l’US Navy en mer Noire a, d’ailleurs, été marquée le 12 avril par une rencontre du bâtiment avec un avion de combat russe Su-24, qui l’a survolé à plusieurs reprises durant une heure et demi.

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      Le destroyer USS Ramage s’entraîne avec des bâtiments français
      http://www.corlobe.tk/spip.php?article34639

      Le 11 avril dernier, pendant quelques heures, le destroyer américain USS a navigué aux côtés de la frégate Dupleix et du bâtiment de commandement et de ravitaillement Var.

    • La France déploie la frégate Dupleix en mer Noire
      http://www.lecourrierderussie.com/2014/04/mer-noire-france-fregate-dupleix

      (...) Un autre navire français, l’Alizé A-645, bâtiment de soutien à la plongée ayant participé aux exercices navals à Varna (Bulgarie) en mars dernier, n’a toujours pas quitté, depuis, les eaux de la mer Noire.

      Rappelons qu’aux termes de la Convention de Montreux, signée en 1936, le tonnage global des bâtiments de guerre des puissances non riveraines sur la mer Noire est limité à 30 000 tonnes, et la durée de leur présence à 21 jours au maximum.

    • Le navire français Dupuy-de-Lôme quitte la mer Noire (source)
      http://fr.ria.ru/world/20140529/201367990.html

      Le navire de reconnaissance français Dupuy-de-Lôme s’est retiré jeudi matin de la mer Noire, a annoncé à RIA Novosti une source militaro-diplomatique.

      « Le navire français de collecte de renseignements Dupuy-de-Lôme, qui se trouvait dans les eaux de la mer Noire depuis le 14 mai dernier, a quitté la région », a indiqué l’interlocuteur de l’agence.

      Ainsi, à l’heure actuelle, il ne reste que deux navires de l’Otan dans la mer Noire, dont la frégate française Surcouf et le croiseur américain USS Vella Gulf.

      Conformément à la convention de Montreux relative au régime des détroits, les navires de pays non riverains ne peuvent pas passer plus de 21 jours consécutifs en mer Noire. Auparavant, la frégate américaine USS Taylor a violé la convention en dépassant de 11 jours la date limite de séjour dans la mer Noire.

  • Valls : beark ! beark ! beark !
    http://www.jean-luc-melenchon.fr/2014/04/10/valls-beark-beark-beark

    Le pacte de responsabilité est même complété par de nouveaux cadeaux fiscaux pour le patronat. Manuel Valls a annoncé plus de 12 milliards d’euros de baisse d’impôts pour les entreprises ! Ainsi, la « C3S », Contribution Sociale de Solidarité des Sociétés sera purement et simplement supprimée. C’est un cadeau de 6 milliards d’euros ! Sans aucune contrepartie. Et comme c’était une contribution basée sur le chiffre d’affaires, les plus grosses entreprises gagneront le plus ! D’autant que les 500 000 plus petites entreprises du pays ne gagneront rien du tout puisque la C3S n’est payée que par les entreprises dont le chiffre d’affaire dépasse 760 000 euros par an. La suppression de cette taxe était la revendication numéro un du MEDEF dans les Assises de la fiscalité des entreprises. C’est un cas typique de l’égoïsme du grand patronat. Car la C3S sert pour l’essentiel à financer le régime social des travailleurs indépendants et des commerçants. Valls satisfait donc le MEDEF sur le dos des travailleurs indépendants !

    Le MEDEF peut aussi se frotter les mains pour une autre raison. Manuel Valls prépare un deuxième cadeau fiscal. Il a ainsi annoncé une baisse du taux de l’impôt sur les sociétés. Actuellement de 33%, Manuel Valls a annoncé qu’il serait abaissé à 28% ! Selon les années, un point d’impôt sur les sociétés rapporte entre 1,2 et 1,5 milliards d’euros. Une baisse de 5 points devrait donc coûter au moins 6 milliards d’euros par an de manque à gagner pour l’Etat. Tout le monde n’est pas frappé par l’austérité ! Là encore, c’est un chèque en blanc que fait Valls : la baisse du taux d’impôts sur les sociétés sera aveugle. Elle ne fera pas la différence entre les grandes et les petites entreprises. Et les grandes entreprises pourront continuer à cumuler les niches pour faire encore plus baisser leur facture. Manuel Valls n’ayant rien dit sur le sujet, il n’y aura pas de contrepartie exigée à cette baisse d’impôt sur les sociétés, ni pour les création d’emplois, ni en obligation d’utilisation des bénéfices pour l’investissement. Aucune contrepartie au crédit d’impôt compétitivité, aucune contrepartie au pacte de responsabilité, aucune contrepartie à la suppression de la C3S, aucune contrepartie à la baisse de l’impôt sur les sociétés ! Rien qu’avec ces quatre mesures, le montant total des chèques en blanc de Hollande au grand patronat atteint plus de 42 milliards d’euros par an ! Plus de la moitié du déficit public ! Même Sarkozy n’avait pas fait autant de cadeau au MEDEF.

  • Elections municipales 2014 : les résultats du 1er tour
    http://www.vie-publique.fr/actualite/alaune/elections-municipales-2014-resultats-du-1er-tour.html

    Le ministère de l’Intérieur a publié les résultats du premier tour des #élections_municipales organisé le 23 mars 2014.

    Selon le ministre de l’Intérieur, le taux de participation est évalué à 64,13% . Au plan national, les résultats des principales tendances politiques sont les suivants : Extrême-gauche 0,58%, Gauche 37,74%, Droite 46,54%, #Extrême-droite 4,65% .

    Soit 3% des inscrits, à comparer avec les 2,8% des inscrits ayant voté #Front_national ou #MNR en 2001 http://www.interieur.gouv.fr/Elections/Les-resultats/Municipales/elecresult__Resultats-des-elections-municipales-2001/%28path%29/Resultats-des-elections-municipales-2001/index.html

    Pour 1995, je n’ai pas trouvé de résultats nationaux si détaillés.
    Par contre oui en 2008 le #FN et l’extrême droite s’étaient pris un gadin (0,6% des inscrits), essentiellement parce qu’ils avaient présentés très peu de candidats.

    • Mélenchon avait expliqué qu’on allait se retrouver avec des résultats de ce genre, car Valls a entièrement refait les classifications politiques : il avait remarqué que beaucoup de petits partis de gauche gauche allaient se retrouver dans des cases « gauche de gouvernement », ce qui va renforcer les chiffres PS, de même que le Modem pouvait se retrouver selon le contexte classé à gauche, au centre ou à droite. Ainsi, il n’y a pas la case « parti de gauche »... Donc, il avait prédit que l’extrême gauche allait forcément être créditée d’un chiffre inférieur à 1% par une simple question de distribution mathématique dans les catégories.

    • Que #Valls manipule les chiffres c’est déjà grave, encore que là, de ce que je vois, il se contente d’agréger les gauches et d’en exclure une soit disant « extrême #gauche ».

      Mais en plus qu’on ai un matraquage médiatique sur l’ explosion du FN alors qu’il ne représente que 4,6% des votants et 3% des inscrits, comme en 2001... je trouve ça complétement hallucinant et extrêmement grave.

      Comme quoi le #data_journalisme a un boulevard devant lui ! ^^

    • à mettre en lien avec ça :

      http://seenthis.net/messages/240273

      http://www.jean-luc-melenchon.fr/2014/03/24/pas-vu-a-la-tele-2

      Le Front national dépose un nombre record de listes autonomes ? Non. Pas davantage qu’en 1995 et moins que nous ! 594 pour eux plus de 600 pour nous ! Il y a un nombre record d’élus lepénistes au premier tour ? Combien ? 473 ! Et nous ? Plus de deux mille. Le Front national gagne une ville au premier tour, #Hénin_Beaumont ? Nous en gagnons 67 au premier tour. A un cheveu près, nous passions le suivant, René Revol, dirigeant national du PG, qui a réuni 49,97% des suffrages à Grabels, face à tout les autres, PS inclus !

      Ces chiffres vous stupéfient n’est ce pas ? Ils n’ont pas été évoqués une seule fois ni dans la soirée électorale, ni le lendemain matin, ni midi, ni soir. Et voici autre chose encore à savoir pour bien mesurer l’exploit accompli. Notre résultat moyen est de 11,42 % pour nos plus de 600 listes. Au total, 308 de nos listes dépassent les 10 %. Le FN, « triomphal » selon le dernier publi-reportage de quatre pages dans le journal « le Monde », ne les dépasse que dans 316 villes. Le triomphe du FN, c’est donc 8 listes de plus que nous à plus de 10 % ! Et voici une ultime info que vous ne risquez pas de trouver dans « Le Monde ». Nos 82 listes avec EELV recueillent en moyenne 15,32 % de suffrages. C’est infiniment plus que la moyenne du Front national ! C’est aussi bien davantage que les 9,69 % recueillis par les 95 listes où EELV s’était présentée seule. Et c’est ainsi que Grenoble voit pour la première fois l’opposition de gauche passer devant le PS. La troisième gauche est née, peut-être, ce dimanche à Grenoble. La leçon vaut ligne pour nous.

    • Marseille XIIIe et XIVe arrondissements : 150 000 habitants ; 46 608 votants ; 16 466 votes FN
      Bézier : 71 432 habitants ; 32 476 votants ; 15 257 votes FN
      Fréjus : 52 344 habitants ; 25 273 votants ; 11 511 votes FN
      Hénin Beaumont ; 26 868 habitants ; 12 304 votants ; 6 182 votes FN
      Mantes-la-ville : 19 839 habitants ; 6 901 votants ; 2 088 votes FN
      Le Pontet : 16 899 habitants ; 7 684 votants ; 3275 votes FN
      Beaucaire : 15 894 habitants ; 7 903 votants ; 3 146 votes FN
      Hayange : 15 730 habitants ; 6 791 votants ; 2 356 votes FN
      Cogolin : 11 119 habitants ; 5 385 votants ; 2 858 votes FN
      Villers-Cotterêts : 10 411 habitants ; 4 648 ; 1 930 votes FN
      Le Luc : 9 532 habitants ; 4 778 votants ; 2 008 votes FN

      Ça fait 64 702 votes FN, dont 43 234 sur 2 villes et un arrondissement de ville. La population concernée est de 400 068 habitants.

      Fachos mais pas FN :
      Orange : 29 302 habitants ; 12 055 votants ; 7 211 votes fachos
      Bollène : 14 040 habitants ; 7 324 votants ; 4 053 votes fachos
      Camaret-sur-Aigues : 4 596 habitants ; 2 717 votants ; 995 votes fachos

      Ça fait 12 259 votes Ligues du Sud. La population concernée est de 47 938 habitants.

  • Pas vu à la télé
    http://www.jean-luc-melenchon.fr/2014/03/24/pas-vu-a-la-tele-2

    Le Front national dépose un nombre record de listes autonomes ? Non. Pas davantage qu’en 1995 et moins que nous ! 594 pour eux plus de 600 pour nous ! Il y a un nombre record d’élus lepénistes au premier tour ? Combien ? 473 ! Et nous ? Plus de deux mille. Le Front national gagne une ville au premier tour, Hénin Beaumont ? Nous en gagnons 67 au premier tour. A un cheveu près, nous passions le suivant, René Revol, dirigeant national du PG, qui a réuni 49,97% des suffrages à Grabels, face à tout les autres, PS inclus !

    Ces chiffres vous stupéfient n’est ce pas ? Ils n’ont pas été évoqués une seule fois ni dans la soirée électorale, ni le lendemain matin, ni midi, ni soir. Et voici autre chose encore à savoir pour bien mesurer l’exploit accompli. Notre résultat moyen est de 11,42 % pour nos plus de 600 listes. Au total, 308 de nos listes dépassent les 10 %. Le FN, « triomphal » selon le dernier publi-reportage de quatre pages dans le journal « le Monde », ne les dépasse que dans 316 villes. Le triomphe du FN, c’est donc 8 listes de plus que nous à plus de 10 % ! Et voici une ultime info que vous ne risquez pas de trouver dans « Le Monde ». Nos 82 listes avec EELV recueillent en moyenne 15,32 % de suffrages. C’est infiniment plus que la moyenne du Front national ! C’est aussi bien davantage que les 9,69 % recueillis par les 95 listes où EELV s’était présentée seule. Et c’est ainsi que Grenoble voit pour la première fois l’opposition de gauche passer devant le PS. La troisième gauche est née, peut-être, ce dimanche à Grenoble. La leçon vaut ligne pour nous.

  • « alors il faut faire comme en Ukraine pour être entendu ? »
    http://www.jean-luc-melenchon.fr/2014/03/05/la-strategie-de-loutrage-permanent

    Et j’ai bien noté qu’il est dorénavant accepté en Europe de chasser à coup de bâton un président élu et son gouvernement quand il est impopulaire, qu’il y a des ministres corrompus et que le peuple subi des sacrifices indignes tandis qu’une petite minorité s’enrichi indécemment. Je peux attester du fait que le message a été bien reçu sur le terrain ! En effet, dans la manifestation des cheminots européens à laquelle j’ai participé à Strasbourg, je ne compte plus ceux qui m’ont lancé : « alors il faut faire comme en Ukraine pour être entendu ? » . C’est la première fois de ma vie politique depuis trente ans que j’ai entendu des travailleurs se référer à une insurrection populaire en cours hors de nos frontières. Que les révoltés ukrainiens en soient remerciés du fond du cœur !

    #ukraine