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  • @atelier_d_ecologie_sociale_et_communalisme
    Atelier E.S.C. @atelier_d_ecologie_sociale_et_communalisme via RSS 14/07/2026

    14 juillet
    ▻https://ecologiesocialeetcommunalisme.org/2026/07/14/14-juillet

    Une émeute qui dégénérerait en sédition est devenue moralement impossible. La surveillance de la police, les régiments casernés et tout prêts à marcher, la Maison du roi, les villes de guerre dont Paris est environné, sans compter un nombre immense d’hommes attachés aux intérêts de la cour, tout semble propre à réprimer à jamais l’apparence […] L’article 14 juillet est apparu en premier sur Atelier d’Écologie Sociale et Communalisme.

    #Évènements #Prise_de_la_Bastille #Révolution #Révolution_française

    Atelier E.S.C. @atelier_d_ecologie_sociale_et_communalisme via RSS
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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 23/06/2026

    La vita degradante nel Cpr in Albania che il governo voleva nascondere

    Proteste, autolesionismo e tentativi di suicidio: il “registro degli eventi critici” ottenuto da Altreconomia mostra che cosa succede nel centro di #Gjadër. Il modello da replicare per Roma e Bruxelles è un buco nero di sofferenza

    C’è un documento che il Governo Meloni ha in mano da oltre un anno ma ha tentato in tutti i modi di tenere nascosto all’opinione pubblica. È il racconto della sofferenza quotidiana vissuta dalle oltre 500 persone trasferite all’interno del Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Gjadër in Albania a partire dall’11 aprile 2025.

    Proteste, atti di autolesionismo, tentativi di impiccagione e risse: ben 54 “eventi critici” nei primi 48 giorni di funzionamento che mostrano che cos’è davvero quel “modello albanese” oggi elevato a esempio da replicare.

    Altreconomia ha ottenuto il “registro degli eventi critici”, il documento in cui gli operatori dell’ente gestore Medihospes, la cooperativa che ha vinto l’appalto da oltre 133 milioni di euro, annotano tutto ciò che succede nel Cpr. Leggerlo è come analizzare la “scatola nera” della detenzione amministrativa, quella che rende possibile togliere la libertà per 18 mesi alle persone senza documenti.

    Domenica 13 aprile 2025, due giorni dopo il primo trasferimento di 40 cittadini stranieri nel Cpr albanese, alle 11.30 un ospite compie atti di autolesionismo perché vuole un “dosaggio superiore della terapia in atto”. Passano poche ore e alle 15.30 un altro, per lo stesso motivo, si ferisce. Sono le 16 quando due ospiti arrivano “a una colluttazione fisica”. Un’ora dopo gli operatori annotano un “atto vandalico” contro gli infissi dell’unità abitativa sempre per avere più medicine. Ed è il motivo che spinge un altro ospite -sono le 19- a tagliarsi. Alle 22.35 un trattenuto minaccia di “recidersi la carotide con pezzo di vetro, residuo degli atti di vandalismo contro gli infissi”. Motivo? Avere più psicofarmaci. Passa un’ora e scoppia una protesta in cui “vengono divelte le grate della recinzione perimetrale”. A mezzanotte e mezza torna la calma ma dura solo trenta minuti. All’una un ospite “compie nuovamente atti di autolesionismo”. Otto annotazioni in 24 ore.

    Il 17 aprile uno dei reclusi “simula tentativo di strangolamento con il lenzuolo in uso stretto al collo” e il mediatore “lo convince a desistere”. Alle 16 un altro “con un residuo di filo tenta di cucirsi le labbra, perforandosi quello superiore e quello inferiore con un filo elettrico”. Poco dopo l’uomo arriva “a una violentissima colluttazione” con un secondo ospite. Rifiuta le medicazioni del personale e accusa il compagno di volerlo uccidere. Alle 21.20 uno dei trattenuti dà fuoco ai vestiti “provocando l’accensione dell’allarme antincendio” e meno di trenta minuti dopo un altro “crea con i lenzuoli monouso una corda simulando uno strangolamento”.

    La struttura allora è aperta da sette giorni e il totale degli eventi critici è già a quota 25. Poi il ritmo cala ma l’intensità e la gravità no. Il 23 aprile alle 13 un ospite “con uno straccio procuratosi da residui di vestiario cerca di suicidarsi”, mezz’ora dopo un altro “tenta di strangolarsi con materiale improvvisato”. Alle 17.30 alcuni ospiti “vengono sorpresi all’interno della loro cella mentre preparano una corda”. Trenta minuti dopo un altro tenta di impiccarsi. Un mese dopo la “scena” è la stessa. È il 26 maggio quando un ospite per protesta “crea una corda con materiale improvvisato minacciando di impiccarsi”, mentre un altro, verso le 21.40, ingoia due pile. “Atto dimostrativo per protestare contro la lunga permanenza nei Cpr (da nove mesi circa)”, annota l’ente gestore. Viene trasferito in ospedale dove vengono rimosse le batterie. Dall’11 aprile al 28 maggio 2025 il bilancio, come detto, è di 54 annotazioni in 48 giorni, la maggior parte per autolesionismo (22), tentativi di suicidio (12) e proteste dei reclusi (11).

    Dati e informazioni che il governo non voleva a tutti i costi far conoscere. Tanto da impugnare la sentenza del Tar del Lazio che il 13 novembre 2025 aveva riconosciuto in poche righe il diritto di Altreconomia -assistita in giudizio dagli avvocati dell’Associazione per gli studi giuridici per l’immigrazione (Asgi) Salvatore Fachile, Federica Remiddi e Anna Pellegrino- di poterli visionare. Il 23 marzo 2026 il Consiglio di Stato ha chiuso la partita, confermando la sentenza di primo grado e smontando la linea del Viminale che contestava la violazione della privacy dei reclusi.

    Nel 2025 il 25% di chi è transitato in un Cpr è stato rimpatriato. Nonostante questo il totale delle persone deportate lo scorso anno è cresciuto rispetto al 2024

    Dopo il verdetto abbiamo chiesto il registro degli eventi critici di tutti gli undici Cpr attivi: siamo in attesa di una risposta su quelli più recenti di Gjadër che ci mancavano, mentre su quelli in Italia l’esito è stato incredibilmente negativo. Alla privacy si è aggiunta la scusa dell’ordine pubblico: far conoscere ciò che succede oltre quelle mura alimenterebbe le proteste all’esterno e all’interno. E così sono stati inviati solo i dati consolidati senza la descrizione degli eventi. Anche se depotenziati dalla mancanza della descrizione, bastano comunque per capire che il centro albanese non è un’eccezione.

    Al Cpr di Palazzo San Gervasio (PZ) Officine sociali ha annotato 79 eventi critici in 87 giorni, da gennaio a marzo 2026. Sempre la cooperativa siciliana nel Cpr di Macomer, in provincia di Nuoro, tra il 20 gennaio 2025 e il 23 marzo 2026 ne registra 159 di cui 79 gesti anticonservativi e 21 scioperi della fame. Tra gennaio 2024 e aprile 2026 a Bari sono stati 521 mentre a Brindisi (48 posti) 59 gli atti di autolesionismo, 29 le risse e 17 gli ingerimenti di corpi estranei.

    Ai dati sulla sofferenza quotidiana si aggiungono poi quelli paradossali sul numero di persone che vengono effettivamente rimpatriate dopo il periodo di detenzione: nel 2025 sono state meno del 25% ed è la percentuale più bassa da quando nel 2014 la Ong ActionAid ha iniziato a elaborare i dati. Nonostante questo il governo è riuscito ad aumentare leggermente i dati sui rimpatri che tra il 2024 e il 2025 sono passatida 5.414 a 6.097. La necessità del Cpr è pura propaganda.

    Sono trascorsi due anni da quando la Cooperativa sociale Medihospes si è aggiudicata il bando per gestire i centri in Albania da oltre 133 milioni di euro senza aver ancora firmato il contratto che solitamente si finalizza entro 60 giorni

    La stessa che ha costretto a un viaggio inutile le 536 persone che sono state trasferite nella struttura albanese dall’11 aprile 2025 al 20 aprile 2026 solo per dimostrare all’opinione pubblica che quei centri erano attivi. Tranne cinque persone egiziane rimpatriate direttamente da Tirana a Il Cairo il 9 maggio 2025, come ricostruito da Altreconomia, tutte le altre sono tornate in Italia per poi essere liberate o rimpatriate a costi spropositati e in una zona grigia del diritto sotto tanti profili. In primis quello dell’appalto affidato a Medihospes: a due anni dall’aggiudicazione del bando, la Cooperativa non ha infatti ancora firmato il contratto che solitamente si finalizza entro 60 giorni. Non solo. Secondo quanto comunicato dalla prefettura di Roma a marzo 2026, trascorso un anno di operatività delle strutture, è stata fatta una sola visita ispettiva il 10 maggio 2025.

    Ma la zona grigia è soprattutto la base giuridica su cui per oltre un anno il governo ha continuato a portare persone a Gjadër nonostante fosse pendente un ricorso davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea proprio sulla legittimità del funzionamento di un Cpr posto fisicamente al di fuori del territorio nazionale e più in generale sulla validità del protocollo siglato tra Italia e Albania il 6 novembre 2023.

    La Corte si pronuncerà entro l’estate e stabilirà se è possibile considerare, secondo il diritto dell’Ue, i territori albanesi una “zona di frontiera” tanto quanto lo è, ad esempio, Lampedusa: se i giudici decideranno di sì, il “modello Albania” potrebbe allora funzionare come previsto fin dall’inizio con i trasferimenti delle persone dalle acque internazionali al territorio albanese sotto giurisdizione italiana. Il tutto è rinforzato dalle nuove norme del Patto sulla migrazione e l’asilo, in vigore dal 12 giugno, che eleva la detenzione amministrativa a strumento principe di “gestione” del fenomeno migratorio. Oltre al nuovo pacchetto di regole già approvate è in corso il trilogo tra Consiglio, Parlamento e Commissione sul nuovo Regolamento sui rimpatri.

    “Il Regolamento sui rimpatri apre la strada alla detenzione di massa, alla separazione delle famiglie e normalizza gli abusi che abbiamo visto con l’Ice” – Silvia Carta

    Un testo che secondo Silvia Carta, responsabile delle attività di advocacy della Piattaforma per la cooperazione internazionale sui migranti senza documenti (Picum) con sede a Bruxelles, “apre la strada alla detenzione di massa, alla separazione delle famiglie e normalizza gli abusi che abbiamo visto con la famigerata Ice (Immigration and customs enforcement, ndr) negli Stati Uniti, mettendo a rischio innumerevoli vite”. La bozza di partenza approvata a fine marzo 2026 dal Parlamento europeo è problematica sia nel “metodo” con cui è stata varata sia nel merito. Il progetto legislativo sui rimpatri, infatti, era rimasto bloccato per mesi con il Partito popolare europeo (Ppe), i socialisti (S&D) e i liberali di Renew Europe che non riuscivano a raggiungere un accordo sul testo. A inizio marzo qualcosa è cambiato.

    Sono 1.643 le persone rimpatriate dopo essere state rinchiuse in un Cpr nel 2025. Il dato è in netto calo rispetto alle 3.134 del 2023 e 2.526 del 2024

    “Le forze di centrodestra hanno rotto il cosiddetto ‘cordone sanitario’ che fino a quel momento, nel secondo mandato da commissaria di Ursula von der Leyen, aveva scongiurato l’alleanza del Ppe con l’estrema destra”, spiega Carta. I rimpatri sono diventati terreno d’incontro dal Rassemblement national di Marine Le Pen al gruppo Europa delle nazioni sovrane (Esn) -quello dell’ex generale Roberto Vannacci- a cui appartengono anche gli eurodeputati dell’AfD.

    Il nuovo pacchetto di regole trasforma il “Paese d’origine” di una persona in tanti diversi Paesi possibili. “Il menù da cui si può scegliere la destinazione finale della persona tragicamente si amplia”, dice Carta. La persona “irregolare” può essere spostata come una pedina verso uno Stato in cui non ha mai vissuto o da cui non è mai transitata. Può restare su quel territorio, con cui non ha nessun legame, rinchiusa dentro strutture di detenzione -i cosiddetti “return hub”- per mesi fino a che, eventualmente, verrà rimpatriata. “L’aggravante è che a livello giuridico potenzialmente la persona ‘passa’ nelle mani di un altro Stato anche dal punto di vista giurisdizionale”, osserva Carta. È quello che Gianfranco Schiavone, presidente del Consorzio italiano di solidarietà-Ufficio rifugiati di Trieste, descrive come “vendere a Paesi ‘terzi’ i migranti che non vogliamo”.

    Nel testo non mancano i riferimenti alle misure necessarie per individuare le persone “irregolari” da rinchiudere nei centri di detenzione con controlli a tappeto sul territorio. Si prevede la possibilità della confisca dei beni personali e delle perquisizioni nelle “relevant premises”: una definizione molto ampia che potrebbe includere anche le abitazioni privati e le strutture di accoglienza gestite da organizzazioni non profit. “In Europa si è formato un nuovo consenso”, ha dichiarato dopo la votazione di fine marzo Charlie Weimers, il negoziatore svedese del gruppo di destra dei Conservatori e riformisti Europei, aggiungendo che “l’era delle deportazioni è iniziata”. Adesso sappiamo come è andata in Albania.

    ▻https://altreconomia.it/la-vita-degradante-nel-cpr-in-albania-che-il-governo-voleva-nascondere
    #Albanie #Italie #externalisation #migrations #réfugiés #asile #souffrance #eventi_critici #événements_critiques #modèle_albanais #Medihospes #privatisation #rétention #détention_administrative #cpr #suicides #automutilations #violence #efficacité #inefficacité #return_hubs #relevant_premises #renvois #expulsions #déportations

    –-
    ajouté à la métaliste sur l’accord Italie-Albanie:
    ►https://seenthis.net/messages/1043873

    CDB_77 @cdb_77
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  • @reseaux
    ResEAUx @reseaux via RSS 4/05/2026

    Pollen 2026: le Res-eaux organise la session « Negotiating with Drinking Water Infrastructures in Postcolonial Situations «
    ▻https://reseaux.parisnanterre.fr/pollen-2026-le-res-eaux-organise-la-session-negotiating-with-d

    Long Abstract This panel examines the relationships between populations, drinking water infrastructures, and managing institutions in postcolonial contexts, understood as spaces marked by enduring colonial power relations. It explores how daily supply practices reveal differentiated forms of access to drinking … Lire la suite

    #Événements

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    ResEAUx @reseaux via RSS 23/04/2026

    Doctoriales des sciences sociales de l’eau 2026 (DSSE) – Strasbourg, 29 juin-1er juillet
    ▻https://reseaux.parisnanterre.fr/doctoriales-des-sciences-sociales-de-leau-2026-dsse-strasbourg

    Les Doctoriales en Sciences Sociales de l’Eau (DSSE) ont l’ambition de réunir et fédérer, tous les 18 à 24 mois, la communauté francophone des jeunes chercheur·e·s qui travaillent sur la thématique de l’eau dans des disciplines relevant des Sciences Humaines … Lire la suite

    #Événements_partenaires

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    ResEAUx @reseaux via RSS 22/04/2026

    Séminaire d’écologie politique de l’eau : réparer, partager, gouverner l’eau
    ▻https://reseaux.parisnanterre.fr/seminaire-decologie-politique-de-leau-reparer-partager-gouvern

    Des processus institutionnels qui organisent sa gestion aux mobilisations sociales qui en redéfinissent les contours et les significations, l’eau — réduite à H₂O ou élevée au rang de déesse fluviale — se fait miroir des sociétés. Co-organisée avec le laboratoire … Lire la suite

    #Événements #Séminaire_d’écologie_politique_de_l’eau_Cycle_1_et_2_ #Séminaire_d’écologie_politique_de_l’eau_Cycle_2_

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  • @obsarm
    Observatoire des armements / CDRPC @obsarm via RSS CC BY-NC-SA 19/02/2026

    « Quel état-État vivons-nous ? »
    ▻https://www.obsarm.info/spip.php?article730

    Naturellement, nous serions portés à protéger notre espace de vie, la société ; éviter les conflits, les guerres et construire humainement, ensemble. Mais, quotidiennement confrontés aux flux d’images, informations et témoignages venant de partout dans le monde, nous nous interrogeons : sommes nous en conflit, où se trouve la guerre, que veulent dire paix et tension ? Quels signes et aspects séparent ou lient un état de conflit d’un état de paix : une distance, une durée, une valeur (…) #Expositions

    / #Vie_associative, #Événements

    Observatoire des armements / CDRPC @obsarm via RSS CC BY-NC-SA
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  • @reseaux
    ResEAUx @reseaux via RSS 9/11/2025

    Séminaire d’écologie politique – cycle 3 – 2025-2026
    ▻https://reseaux.parisnanterre.fr/seminaire-decologie-politique-cycle-3-2025-2026

    From the institutional processes that organize its management (Bakker, 2003) to the social mobilizations that redefine its contours and meanings (Perreault, 2014), water—objectified in its elemental dimension (H₂O) or elevated to the status of a river goddess—reveals itself to be … Lire la suite

    #Événements #Séminaire_d’écologie_politique_de_l’eau_Cycle_1_ #Séminaire_d’écologie_politique_de_l’eau_Cycle_2_

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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 28/08/2025
    5
    @freakonometrics
    @biggrizzly
    @sombre
    @reka
    @ericw
    5
    @freakonometrics @sombre

    À la fin, qui prendra en charge le #coût des #assurances ?

    Tempêtes qui se répètent, #primes qui s’envolent, retraits d’assureurs : à l’heure du #dérèglement_climatique, une question se pose : qui règlera, in fine, la note ?

    Des mutuelles ouvrières du XIXe siècle, créées pour amortir les coups durs du développement industriel, aux logiques actionnariales des multinationales contemporaines, l’assurance a toujours reflété les grands #risques de son époque.

    Désormais sous la pression d’événements climatiques à la fréquence et à la sévérité inédites, le secteur affronte une équation nouvelle : comment rester solvable et socialement légitime lorsque la #sinistralité (montants payés par une compagnie d’assurance pour des #sinistres) croît plus vite que les primes (encaissées) ? Entre flambée des tarifs, exclusions de garanties et menace d’#inassurabilité de territoires entiers, comment la #solidarité_assurantielle doit-elle se réinventer ?

    Chacun pour tous, et tous pour chacun

    Avant d’être une industrie financière pesant des milliards d’euros, l’assurance est née comme un simple pot commun : des membres cotisent, les sinistrés piochent, et le surplus (s’il existe) revient aux sociétaires. Des organismes de solidarité et d’#assurance_mutuelle créés dans le cadre de la #Hanse (la #Ligue_hanséatique, réseau de villes marchandes d’Europe du Nord entre le XIIIᵉ et le XVIIᵉ siècle) jusqu’aux #guildes médiévales, ces associations de personnes exerçant le même métier ou la même activité, la logique est déjà celle d’un #risk-pooling, un #partage_de_risque, à somme nulle. Chacun paie pour tous, et tous pour chacun.

    Dans les guildes du Moyen Âge, en Europe, chaque maître artisan versait un droit annuel qui finançait la reconstruction de l’atelier détruit par l’incendie ou le soutien de la veuve en cas de décès. Pour l’historien de l’économie Patrick Wallis, c’est la première caisse de secours structurée. Les chartes danoises de 1256, qui imposent une « aide feu » (ou #brandstød) obligatoire après sinistre, en offrent un parfait exemple, comme le montre le chercheur en politique sociale Bernard Harris.

    Le principe traverse les siècles. Au XIXe, les sociétés de #secours_mutuel instaurent la #ristourne, quand la sinistralité s’avère plus clémente que prévu. Aujourd’hui encore, près d’un assuré sur deux en incendies, accidents et risques divers (#IARD) adhère à une #mutuelle dont il est copropriétaire statutaire.

    L’équation financière reste fragile : lorsque le #climat transforme l’#aléa en quasi-certitude, la prime n’est plus un simple « partage de gâteau » mais une avance de plus en plus volumineuse sur des dépenses futures. Le groupe #Swiss_Re a calculé que, depuis 1990, les #pertes assurées liées aux #catastrophes_naturelles croissent de 5 % à 7 % par an – 137 milliards de dollars états-uniens en 2024, la tendance est à 145 milliards de dollars en 2025 (respectivement 118 milliards et 125 milliards d’euros).

    Le #modèle_mutualiste, fondé sur la rareté relative du sinistre et la diversification géographique, se voit contraint de réinventer sa solidarité si la #fréquence double et la #gravité explose… sous peine de basculer vers une segmentation aussi fine que celle des assureurs capitalistiques.

    Tarification solidaire et optimisation actionnariale

    À partir des années 1990, la #financiarisation injecte un nouvel impératif : la prime doit couvrir les sinistres, financer le marketing, rémunérer les fonds propres et, à l’occasion, servir de variable d’ajustement pour les objectifs trimestriels. L’#optimisation_tarifaire, popularisée sous le vocable de #price_optimisation, décortique des milliers de variables de comportements (nombre de clics avant signature, inertie bancaire, horaires de connexion) afin d’estimer le prix de réserve individuel, soit le prix minimum qu’un vendeur est prêt à accepter, ou qu’un acheteur est prêt à payer, lors d’une transaction.

    Autrement dit, on estime non plus seulement la prime la plus « juste » actuariellement (l’actuaire étant l’expert en gestion des risques), au sens que lui donnait Kenneth Arrow en 1963, mais aussi la prime la plus élevée que l’assuré est prêt à payer. La prime juste étant le coût moyen attendu des sinistres, le montant que l’assureur pense payer l’an prochain pour des risques similaires.

    L’Institut des actuaires australiens dénonce, dans son rapport The Price of Loyalty, une pénalisation systématique des clients fidèles, assimilée à un impôt sur la confiance. Au Royaume-Uni, le régulateur Financial Conduct Authorities (FCA) a frappé fort. Depuis le 1er janvier 2022, la cotation à la reconduction doit être identique à celle d’un nouveau client à risque égal ; l’autorité évalue à 4,2 milliards de livres l’économie réalisée pour les ménages sur dix ans.

    Cette bataille réglementaire va bien au-delà du prix. En reléguant la logique de mutualisation au second plan, l’optimisation comportementale renforce les indicateurs socioéconomiques indirects – comme l’âge, la fracture numérique ou la stabilité résidentielle –, qui finissent par peser davantage que le risque technique pur dans la détermination du tarif.

    Désormais l’assureur a accès à des #data_lakes (données brutes) privés, où l’assuré ignore ce qui rend sa prime plus chère. Par nature, les contrats restent rétifs à toute comparaison simplifiée. L’un affiche une #franchise de 2 000 euros, l’autre un plafond d’#indemnisation plus bas ou des #exclusions reléguées dans de minuscules clauses, de sorte qu’il faut un examen quasi juridique pour aligner réellement les offres, comme le soulignait un rapport de la Commission européenne.

    #Refus d’un dossier sur deux

    La montée des #événements_extrêmes illustre brutalement ces dérives. En Australie, trois phénomènes climatiques dans la première moitié de l’année 2025, dont le cyclone Alfred, ont généré 1,8 milliard de dollars australiens (AUD), soit 1 milliard d’euros, de demandes d’indemnisation. L’Insurance Council prévient que les primes habitation verront des augmentations à deux chiffres et certains contrats pourraient atteindre 30 000 dollars autraliens par an (ou 16 600 euros par an) dans les zones les plus exposées.

    Aux États-Unis, la Californie cumule #résiliations et refus de prise en charge. Un rapport mentionné par le Los Angeles Times montre que trois grands assureurs ont décliné près d’un dossier sur deux en 2023. Une action collective accuse de collusion 25 compagnies d’assurance dans le but de pousser les sinistrés vers le FAIR Plan, pool d’assureurs de dernier ressort aux garanties réduites.

    Vers l’« inassurabilité » systémique

    Le phénomène n’est pas marginal. Les assureurs réduisent leur exposition. Les assureurs états-uniens State Farm et Allstate ont cessé d’émettre de nouvelles polices en Californie, dès 2023. En Floride, parce qu’il intervient lorsque aucun assureur privé n’accepte de couvrir un logement à un prix raisonnable, l’assureur public de dernier ressort Citizens a vu son portefeuille grossir jusqu’à environ 1,4 million de polices au pic de la crise, puis repasser sous le million, fin 2024, grâce aux transferts (takeouts) vers des acteurs privés – un progrès réel, qui révèle toutefois un marché encore fragile. Au niveau mondial, Swiss Re compte 181 milliards de dollars états-uniens de pertes 2024 restées à la charge des victimes ou des États, soit 57 % du total.

    ▻https://www.youtube.com/watch?v=ghkT9aLhqNU

    Face à ces écarts de protection croissants, les assureurs réduisent leur exposition. Cette contraction de l’offre rejaillit sur la finance immobilière : l’économiste Bill Green rappelle dans une lettre au Financial Times que la moindre défaillance d’assurance provoque, en quelques semaines, l’annulation des #prêts_hypothécaires censée sécuriser la classe moyenne états-unienne. Lorsque les assureurs se retirent ou lorsque la prime devient inabordable, c’est la #valeur_foncière qui s’effondre et, avec elle, la stabilité de tout un pan du système bancaire local.

    Refonder le #contrat_social_du_risque

    Des pistes se dessinent néanmoins. Le Center for American Progress propose la création de #fonds_de_résilience cofinancés par les primes et par l’État fédéral, afin de financer digues, toitures renforcées et relocalisations dans les zones à très haut risque.

    En Europe, la France conserve un régime #CatNat fondé sur une surprime obligatoire uniforme – 20 % en 2025 – pour un risque réassuré par la #Caisse_centrale_de_réassurance (#CCR). Ce mécanisme garantit une #indemnisation illimitée tout en mutualisant les catastrophes sur l’ensemble du territoire national. Combinés à une tarification incitative (franchise modulée selon les mesures de prévention), ces dispositifs peuvent préserver l’#assurabilité sans faire exploser les primes individuelles.

    Reste à traiter l’amont : limiter l’exposition en gelant les permis dans les zones inconstructibles, conditionner le financement bancaire à la compatibilité climat et pérenniser, à l’échelle nationale, une surtaxe de prévention climatique progressive qui financerait les adaptations structurelles tout en lissant les chocs tarifaires.

    À ce prix, l’assurance redeviendrait un #bien_commun : ni pur produit financier ni simple pot commun, mais une infrastructure essentielle où la société, et non plus le seul assureur, choisit sciemment la part de la facture climatique qu’elle accepte de supporter.

    ►https://theconversation.com/a-la-fin-qui-prendra-en-charge-le-cout-des-assurances-261610
    #coûts #changement_climatique #climat
    via et de @freakonometrics
    et aussi signalé par @sombre : ▻https://seenthis.net/messages/1131842

    CDB_77 @cdb_77
    • @freakonometrics
      freakonometrics @freakonometrics 28/08/2025
      @cdb_77 @sombre

      merci @cdb_77 et @sombre (la vidéo n’est pas de moi.. j’ai juste écrit un texte, avec Laurence Barry, et là dessus TheConversation a rajouté de la pub, de la vidéo, et fait changé plein de choses dans mon texte qu’ils trouvaient « pas assez grand public »...)

      freakonometrics @freakonometrics
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 28/08/2025

      hi hi hi... je vois, j’ai eu aussi ces discussions avec The Conversation pour cet article que j’ai publié il y a quelques mois (mais je suis très contente au final du résultat) :
      Migrations : dans les pas de ceux qui traversent les Alpes
      ▻https://theconversation.com/migrations-dans-les-pas-de-ceux-qui-traversent-les-alpes-229200

      CDB_77 @cdb_77
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  • @atelier_d_ecologie_sociale_et_communalisme
    Atelier E.S.C. @atelier_d_ecologie_sociale_et_communalisme via RSS 21/07/2025

    Notre participation aux Résistantes 2025
    ▻https://ecologiesocialeetcommunalisme.org/2025/07/21/notre-participation-aux-resistantes-2025

    Une voix communaliste au cœur des luttes et des alternatives. Nous participerons cette année au festival #Les_Résistantes_2025, à travers l’intervention de Floréal M. Romero pour l’association Écologie Sociale Communaliste « L’Adventice », dans le cadre de la table ronde intitulée « Se réapproprier les #Moyens_de_production et repenser nos alternatives éco », […] L’article Notre participation aux Résistantes 2025 est apparu en premier sur Atelier d’Écologie Sociale et Communalisme.

    #Évènements #Floréal_Romero #Luttes_sociales

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  • @reseaux
    ResEAUx @reseaux via RSS 8/07/2025

    Une nouvelle équipe reprend la barre !
    ▻https://reseaux.parisnanterre.fr/une-nouvelle-equipe-reprend-la-barre

    L’assemblée générale du 16 juin 2025 a amené un vent nouveau pour l’association : l’équipe sortante a le plaisir d’annoncer qu’Emilie Crémin (trésorerie), Oméya Desmazes (secrétariat) et Johan Krieg (présidence) prennent la barre pour coordonner la suite des activités du … Lire la suite

    #Événements

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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 23/05/2025

    Intempéries dans le Var : « Ce ne sont pas des images de guerre, mais de bêtises urbanistiques »

    Alors que des #pluies_torrentielles ont causé mardi 20 mai la mort de trois personnes dans le Var, l’urbaniste Amandine Richaud-Crambes estime que ces #événements_extrêmes dévoilent les lacunes en matière d’#adaptation du pays ainsi qu’une perte de mémoire du risque naturel.

    Près de 250 millimètres (mm) d’#eau tombés en une heure. Le 20 mai, #Le_Lavandou, station balnéaire varoise, a été frappé par des pluies torrentielles à la suite d’un violent épisode orageux. Les #précipitations dans le département ont provoqué des #inondations puissantes qui ont conduit à la destruction d’#infrastructures publiques – station d’épuration, ponts, routes – ainsi qu’à la mort de trois octogénaires, dont les corps ont été retrouvés au Lavandou et à Vidauban.

    Le pourtour méditerranéen est devenu une des régions mondiales les plus touchées par le réchauffement planétaire, comme l’a précisé le dernier rapport du Groupe d’experts intergouvernemental sur l’évolution du climat (Giec). Les scientifiques estiment que ce bassin océanique se réchauffe 20 % plus vite que le reste du globe.

    Urbaniste et ingénieure en environnement, Amandine Richaud-Crambes, experte des #risques_naturels en région méditerranéenne, revient sur cet événement extrême qui a frappé le Var. Elle rappelle les dangers de l’#artificialisation_des_sols à tous crins, la nécessaire adaptation au réchauffement planétaire et les besoins d’inculquer une culture de la #prévention_des_risques à l’heure du #chaos_climatique.

    Mediapart : L’épisode orageux violent qui a frappé le 20 mai Le Lavandou est-il un phénomène exceptionnel ?

    Amandine Richaud-Crambes : Ce n’est pas un événement rare. Le problème est qu’il n’est pas normal que ce type de phénomène se déroule au printemps. Les épisodes méditerranéens sont très fréquents, surtout sur cette partie du Var. Et, malheureusement, ce n’est pas la première fois qu’il y a des morts à la suite d’intempéries aussi violentes.

    Sauf que ces événements catastrophiques sont accentués par deux facteurs. Tout d’abord, le changement climatique : habituellement, les épisodes méditerranéens se déroulent en automne et jusqu’à décembre. Mais à cause de chaleurs printanières anormales, la mer Méditerranée se réchauffe déjà, ce qui conduit à des dépressions météorologiques et donc à des précipitations importantes. À cela s’ajoutent des températures au sol très chaudes sur le littoral du Var, intensifiant la violence de l’épisode orageux.

    Le Lavandou a enregistré près de 250 mm de précipitations en une heure.

    C’est ce qui se passe normalement pour un épisode méditerranéen. Ce sont d’énormes volumes d’eau qui peuvent tomber entre une heure et vingt-quatre heures. Dans la région, on a observé encore cet hiver des épisodes méditerranéens de cette envergure-là.

    Concernant Le Lavandou, on se retrouve donc sur un territoire où il a fait très chaud mais aussi avec une commune qui a dans son dos le massif des Maures, qui va bloquer les nuages – un peu comme durant ce qu’on appelle les #épisodes_cévenols. C’est pour cela que les #orages et les pluies intenses se sont concentrés à un endroit très précis.

    Et ce qui s’est passé, c’est qu’un des #cours_d’eau locaux qui va jusqu’au Lavandou, la #Môle, est très urbanisé, très canalisé, comme presque toutes les #rivières en France. Particulièrement artificialisées, elles représentent ce qu’on appelle des #lits_secondaires qui originellement jouaient le rôle de #bassins_de_débordement des eaux.

    En conséquence, non seulement l’#urbanisation de ces rivières empêche l’#infiltration des pluies dans les sols, mais accélère aussi les flux d’eau. Associé à la #topographie du Lavandou, un événement pluvieux important devient alors très violent. Ces mêmes éléments – des précipitations fortes et stationnaires, une topographie particulière, l’artificialisation des rivières – ont été à l’origine des inondations meurtrières à Valence, en Espagne, à l’automne dernier.

    Les messages d’urgence type #FR-Alert qui ont été envoyés sur les téléphones portables de la population pour rappeler les consignes de sécurité sont-ils selon vous suffisants ?

    Les #systèmes_d’alerte qui existent actuellement sont multiples et déjà très efficaces. Il faut savoir les respecter. Une #alerte orange avait été émise pour le Var, ce qui appelle déjà à de nombreuses mesures de prévention. Et les services de l’État, la sécurité civile, les pompiers étaient prêts à intervenir.

    Mais il faut avoir en tête que, dès que l’alerte est orange, on ne va pas chercher sa voiture, on ne sort pas, on évite les zones à risque. C’est là que nous avons un souci, parce que malheureusement un couple est mort au Lavandou parce qu’ils sont sortis de leur appartement inondé, non loin du bassin de crue. Le troisième décès est celui d’une femme à Vidauban qui était dans son véhicule durant les pluies. 90 % des morts durant ces catastrophes sont dues à des #erreurs_humaines de non-prise en compte du #risque. Nos systèmes d’alerte sont bons, ce qu’il manque aujourd’hui c’est travailler toujours plus sur la #prévention.

    Le Var, un département où les habitants sont habitués aux grosses inondations, attire par ailleurs des personnes pas forcément originaires de la région qui ont moins cette histoire et cette mémoire du risque. Les élus locaux ont tout de suite qualifié les dégâts provoqués par les orages d’« images de guerre », mais ce sont des images de bêtises urbanistiques, de changement climatique.

    Le réchauffement planétaire nous rappelle ici qu’il faut désormais privilégier l’#habitation et l’#adaptation, plutôt que le #tourisme et l’#économie à tout-va.

    L’#adaptation_urbanistique pourra-t-elle répondre aux impacts du changement climatique, qui ne cesse de s’intensifier ?

    L’urbanisme ne peut pas tout régler face au #climat, mais rappelons qu’aujourd’hui, nous ne faisons quasiment pas d’adaptation. Les quelques nouveaux #aménagements_urbains réalisés avec des systèmes d’infiltration des eaux ne vont pas du jour au lendemain changer trois décennies de #bétonisation des sols.

    Aujourd’hui, 80 % du territoire français est artificialisé. Alors l’urbanisme ne peut pas tout, mais l’urbanisme peut encore beaucoup. Et malheureusement, avec le changement climatique, dans les endroits peu bétonnés, on se retrouve par exemple dans le sud de la France avec des #sols déjà très secs qui absorbent mal les eaux.

    À l’échelle d’une mairie ou même d’une communauté de communes, pour s’adapter aux événements climatiques extrêmes, faut-il réviser chaque #plan_local_d’urbanisme (#PLU) ?

    Il faut certainement les réviser à l’aune du changement climatique, parce que nombre de PLU datent déjà de plusieurs années. Très peu de ces plans d’aménagement urbain intègrent l’adaptation, notamment dans le sud.

    Le maire de Mandelieu-la-Napoule (Alpes-Maritimes) m’a assuré encore l’hiver dernier qu’on ne peut pas à la fois demander à construire des logements sociaux, de faire du « zéro artificialisation nette » tout en réduisant les risques naturels. C’est faux. Il faut que certaines zones soient plus constructibles. Mais aussi déplacer, et c’est très dur, les populations qui habitent dans des zones à risque. Ou encore, désendiguer les bassins de rivière, c’est-à-dire relaisser de la place à la nature. Toutes ces mesures difficiles sont possibles à déployer avec le PLU.

    En attendant, nombre d’élus bataillent pour détricoter voire supprimer la loi « #zéro_artificialisation_nette ». Mais en tant qu’experte des #risques_naturels en Méditerranée, et venant du Sud, où j’ai grandi avec ces risques inondation, je vois l’artificialisation s’aggraver et surtout, une perte de #mémoire du risque.

    Nous oublions les grandes crues qui se sont déroulées il y a vingt voire cinquante ans, et nous pensons que ça ne va plus revenir. Mais le changement climatique nous rappelle aujourd’hui à la réalité naturelle de nos territoires.

    ▻https://www.mediapart.fr/journal/ecologie/220525/intemperies-dans-le-var-ce-ne-sont-pas-des-images-de-guerre-mais-de-betise
    #urbanisme #aménagement_du_territoire #intempéries #changement_climatique #pluie #oubli #ressources_pédagogiques

    CDB_77 @cdb_77
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  • @atelier_d_ecologie_sociale_et_communalisme
    Atelier E.S.C. @atelier_d_ecologie_sociale_et_communalisme via RSS 19/04/2025

    Le capitalisme à marche forcée
    ▻https://ecologiesocialeetcommunalisme.org/2025/04/18/le-capitalisme-a-marche-forcee

    Le texte qui suit sur « Le captalisme à marche forcée » suite de « La nécessité impérative de sortir du capitalisme » est un résumé de l’un des #Ateliers d’une longue série organisée par Chusma Selecta et Floréal Roméro pour mieux comprendre notre monde : la série complète s’intitule « Le royaume de l’argent ». […] L’article Le capitalisme à marche forcée est apparu en premier sur Atelier d’Écologie Sociale et #Communalisme.

    #Évènements #Critique_du_capitalisme_et_de_l'Etat #Floréal_Romero #La_Chusma_selecta

    Atelier E.S.C. @atelier_d_ecologie_sociale_et_communalisme via RSS
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 19/04/2025

      #capitalisme #sortir_du_capitalisme

      CDB_77 @cdb_77
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  • @obsarm
    Observatoire des armements / CDRPC @obsarm via RSS CC BY-NC-SA 6/12/2024

    Agir pour désarmer : regards lyonnais de 1984 au 2025
    ▻https://www.obsarm.info/spip.php?article676

    Ce colloque est organisé à l’occasion des 40 ans de l’Observatoire des armements. Il s’agit d’une journée d’échanges autour de l’évolution des formes d’engagement contre la guerre dans la cité en confrontant le regard des chercheur·euse·s avec le témoignage des participant·e·s. Programme 9h30 : Ouverture du colloque Présentation par le directeur du Musée Gadagne et le président de l’Observatoire des armements Introduction par Vincent Porhel, historien, spécialiste d’histoire contemporaine (…) #Événements

    / #Événements, #Actions_contre_la_guerre, #Mouvements_de_paix_et_de_désarmement

    Observatoire des armements / CDRPC @obsarm via RSS CC BY-NC-SA
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  • @reseaux
    ResEAUx @reseaux via RSS 24/10/2024

    Nouvelle expo photo : « Saisir l’eau dans la ville »
    ▻https://reseaux.parisnanterre.fr/nouvelle-exposition-photo-saisir-leau-en-ville

    Après le succès de ses trois précédentes expositions photographiques, l’association Rés-EAUx a le plaisir de lancer une nouvelle édition sous l’intitulé « Saisir l’eau dans la ville ».Vous trouverez sur ce lien l’appel à contribution vous invitant à participer en nous soumettant … Lire la suite

    #Événements_partenaires

    ResEAUx @reseaux via RSS
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  • @atelier_d_ecologie_sociale_et_communalisme
    Atelier E.S.C. @atelier_d_ecologie_sociale_et_communalisme via RSS 14/10/2024

    TRISE Conference 2024: PROGRAM
    ▻https://ecologiesocialeetcommunalisme.org/2024/10/14/trise-conference-2024-program

    he Transnational Institute of Social Ecology (TRISE) is glad to announce the program of its next conference on 25th – 27th October 2024 in Athens, Greece! Title: The Politics of Social Ecology: From Theory to Praxis VENUES: 25/10 – Athens School (Char. Trikoupi 138) 26-27/10 – Law School of Athens (Solonos 57) See below or […]

    #Évènements #Eventos #[VC] #[VF]

    https://ecologiesocialeetcommunalisme.org/wp-content/uploads/2024/10/trise-program_final.jpg

    ►https://2.gravatar.com/avatar/2cef04a2923b4b5ffd87d36fa9b79bc27ee5b22c4478d785c3a3b7ef8ab60424?s=96&d=
    https://trise.org/wp-content/uploads/2024/08/450908990_1005269224933404_6927070937443200234_n-1024x571.jpg

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  • @atelier_d_ecologie_sociale_et_communalisme
    Atelier E.S.C. @atelier_d_ecologie_sociale_et_communalisme via RSS 27/09/2024

    Forum 2 Inter-organisations : Écologie Sociale & #Communalisme
    ▻https://ecologiesocialeetcommunalisme.org/2024/09/27/forum-2-inter-organisations-ecologie-sociale-communal

    [ Billetterie ouverte & Programme détaillé disponible + invitation de Floréal en fin d’article : LES 48 HEURES DU MANS : TOUT UN ÉVÈNEMENT ! ] Attention : prévoir de la monnaie pour l’achat des boissons… ! Oyez, oyez ! Nous vous attendons nombreuses et nombreux les 28 et 29 septembre prochains sur le terrain de […]

    #Évènements #Ecologie_sociale #[VF] #Agora #Festival #Le_Mans #Rencontres #Sarthe

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  • @atelier_d_ecologie_sociale_et_communalisme
    Atelier E.S.C. @atelier_d_ecologie_sociale_et_communalisme via RSS 18/09/2024

    Forum 2 Inter-organisations : Écologie Sociale & #Communalisme
    ▻https://ecologiesocialeetcommunalisme.org/2024/09/18/forum-2-inter-organisations-ecologie-sociale-communal

    [ Billetterie ouverte & Programme détaillé disponible + invitation de Floréal en fin d’article : LES 48 HEURES DU MANS : TOUT UN ÉVÈNEMENT ! ] Oyez, oyez ! Nous vous attendons nombreuses et nombreux les 28 et 29 septembre prochains sur le terrain de la ferme du Bas Palluau [dôme géodésique] à la Chapelle St-Aubin […]

    #Évènements #Ecologie_sociale #[VF] #Agora #Festival #Le_Mans #Rencontres #Sarthe

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  • @atelier_d_ecologie_sociale_et_communalisme
    Atelier E.S.C. @atelier_d_ecologie_sociale_et_communalisme via RSS 17/09/2024

    Soirée évènement – Documentaire & débat
    ▻https://ecologiesocialeetcommunalisme.org/2024/09/17/soiree-evenement-documentaire-debat

    proposée et présentée par le Ciné-Club de Marjevols Projection du film « Douce France » de Geoffrey Couanon. Un documentaire rafraîchissant sur une nouvelle génération en quête de changement suivi d’un débat avec la participation de Floréal M. Romero.

    #Évènements #[VF]

    https://ecologiesocialeetcommunalisme.org/wp-content/uploads/2024/09/affiche-floreal-version-finale.png

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  • @obsarm
    Observatoire des armements / CDRPC @obsarm via RSS CC BY-NC-SA 10/09/2024

    L’ère d’un Observatoire (1984/2024)
    ▻https://www.obsarm.info/spip.php?article667

    C’est un lieu créé à l’occasion des 40 ans de l’Observatoire des armements en résonance avec la 17 e Biennale de Lyon - Art contemporain contenant des éléments en écho au bureau véridique, en collaboration avec le collectif d’artiste Foutou’art. L’œuvre créée à cette occasion est une installation qui invite à déambuler entre des documents ressources ; des enregistrements sonores ; regarder une vidéo ; une maquette d’architecture ; consulter un plan de Lyon « entre Rhône et Saône » ; (…) #Expositions

    / #Association, #Événements, #Mouvements_de_paix_et_de_désarmement

    Observatoire des armements / CDRPC @obsarm via RSS CC BY-NC-SA
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  • @bascules_blog
    BasculeS.blog @bascules_blog via RSS 5/09/2024

    Agir ici et maintenant avec Floréal ROMERO
    ▻https://bascules.blog/2024/09/05/agir-ici-et-maintenant-avec-floreal-romero

    Le 26 septembre 2024 à 18h00 au Mans La #Librairie_Thuard a le plaisir d’accueillir Floréal M Romero pour une #Conférence-débat autour de son ouvrage « Agir ici et maintenant – Penser l’écologie sociale de Murray Bookchin »1. Cet événement est l’occasion unique de plonger dans la pensée révolutionnaire de Murray Bookchin, un pionnier de l’écologie sociale […]

    #Evènements #Communalisme #Ecologie_Sociale #Le_Mans #Sarthe

    https://bascules.blog/wp-content/uploads/2024/09/thuard-floreal.png

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  • @atelier_d_ecologie_sociale_et_communalisme
    Atelier E.S.C. @atelier_d_ecologie_sociale_et_communalisme via RSS 4/09/2024

    Agir ici et maintenant avec Floréal ROMERO
    ▻https://ecologiesocialeetcommunalisme.org/2024/09/04/agir-ici-et-maintenant-avec-floreal-romero

    Le 26 septembre 2024 à 18h00 au Mans La #Librairie_Thuard a le plaisir d’accueillir Floréal M Romero pour une conférence-débat autour de son ouvrage « Agir ici et maintenant – Penser l’écologie sociale de Murray Bookchin ». Cet événement est l’occasion unique de plonger dans la pensée révolutionnaire de Murray Bookchin, un pionnier de l’écologie sociale […]

    #Évènements #[VF] #Le_Mans #Sarthe

    https://ecologiesocialeetcommunalisme.org/wp-content/uploads/2024/09/thuard-floreal.png

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    Atelier E.S.C. @atelier_d_ecologie_sociale_et_communalisme via RSS 4/09/2024

    Forum 2 Inter-organisations : Écologie Sociale & #Communalisme
    ▻https://ecologiesocialeetcommunalisme.org/2024/09/04/forum-2-inter-organisations-ecologie-sociale-communal

    [Billetterie ouverte & Programme détaillé disponible] Oyez, oyez ! Nous vous attendons nombreuses et nombreux les 28 et 29 septembre prochains sur le terrain de la ferme du Bas Palluau [dôme géodésique] à la Chapelle St-Aubin près du Mans pour ce forum participatif Inter-Organisations autour du thème de l’écologie sociale et du communalisme, [concepts clés […]

    #Évènements #Ecologie_sociale #[VF] #Agora #Festival #Le_Mans #Rencontres #Sarthe

    https://ecologiesocialeetcommunalisme.org/wp-content/uploads/2024/07/insta-forum-2-1.png

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    Atelier E.S.C. @atelier_d_ecologie_sociale_et_communalisme via RSS 10/08/2024

    Forum 2 Inter-organisations : Écologie Sociale & #Communalisme
    ▻https://ecologiesocialeetcommunalisme.org/2024/08/10/forum-2-inter-organisations-ecologie-sociale-communal

    [Billetterie ouverte & Programme détaillé disponible] Nous vous attendons nombreuses et nombreux les 28 et 29 septembre prochains sur le terrain de la ferme du Bas Palluau près du dôme géodésique pour ce forum participatif où l’intelligence collective sera de mise pour agir ici et maintenant ! La billetterie à prix libre et solidaire est […]

    #Évènements #Ecologie_sociale #[VF]

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    Atelier E.S.C. @atelier_d_ecologie_sociale_et_communalisme via RSS 28/07/2024

    Forum 2 Inter-organisations : Écologie Sociale & #Communalisme
    ▻https://ecologiesocialeetcommunalisme.org/2024/07/28/forum-2-inter-organisations-ecologie-sociale-communal

    Les 28 et 29 septembre 2024 à la Chapelle Saint-Aubin près du Mans en Sarthe (72). Nous republirons cet article fin août, il sera alors accompagné du programme détaillant le déroulé de ces deux journées (conférences, débats, ateliers thématiques – restauration à prix libre et soirée festive : apéro, concert).

    #Évènements #Ecologie_sociale #[VF]

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    ►https://2.gravatar.com/avatar/2e86edb6869ad618f52242644383e9665082817a44ce419d4c36880090934335?s=96&d=
    ▻https://ecologiesocialeetcommunalisme.org/wp-content/uploads/2024/07/flyer-a4-simplifie.png?w=724

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    Atelier E.S.C. @atelier_d_ecologie_sociale_et_communalisme via RSS 25/06/2024

    La monnaie aujourd’hui : l’actualité de la théorie monétaire de Marx
    ▻https://ecologiesocialeetcommunalisme.org/2024/06/25/la-monnaie-aujourdhui-lactualite-de-la-theorie-moneta

    Alfredo ApilánezDEUX VIDÉOCONFÉRENCES/DÉBAT 1 – Samedi 6 juin 2024 à 13hs heure argentine et 18hs heure européenne :Lien pour les étudiants : ►https://zoom.us/j/91530582346?pwd=8slpteaKaebPLez2VYnjpaa9omchBF.1 (En fait toutes les personnes intéressées par le sujet et comprenant l’espagnol peuvent assister et participer) 2 – Samedi 6 juillet 2024 à la même heure (nous communiquerons à nouveau le lien) […]

    #Évènements #[VF]

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