• Oral Desensitization to Peanuts | NEJM
    https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMe1813314

    The potential market for these products is believed to be billions of dollars. It is perhaps salutary to consider that in the study conducted by the Cambridge group, children underwent desensitization with a bag of peanut flour costing peanuts.

    Un traitement contre les #allergies aux #arachides au coin de la rue, mais les coûts sont inquiétants Société – Nouvelles Du Monde
    https://www.nouvelles-du-monde.com/un-traitement-contre-les-allergies-aux-arachides-au-coin-de-la-r

    (Français très approximatif par moments)

    Les scientifiques pensent que les enfants devront continuer à consommer des protéines d’arachide pour rester en sécurité, peut-être toute leur vie.

    [...]

    Le Dr Michael Perkin, consultant honoraire en allergies pédiatriques à l’hôpital St George’s de Londres, explique dans un éditorial du NEJM qu’il est bon de rappeler que le traitement utilisé à Cambridge était « un sac de farine d’arachide coûtant des arachides ».

    « Ce n’est pas comme si c’était une sorte de médicament miracle créé avec un anticorps monoclonal dans un laboratoire intelligent. Ils ont exactement la même farine d’arachide et l’ont insérée dans une capsule », a-t-il déclaré au Guardian.

    #prix

  • Le donne del #Niger contro il deserto

    Gli uomini partono in cerca di lavoro. A coltivare le arachidi, in assenza di pioggia, restano loro: le madri, le figlie, le spose.

    Tutti, negli 80 villaggi del dipartimento di #Dogondoutchi, nel centro-sud del Niger, conoscono la storia di Sarraounia Mangou, la regina hausa che, a fine ’800, si oppose con coraggio all’avanzata delle truppe coloniali francesi. Secondo le ricostruzioni, tramandate di generazione in generazione, Mangou organizzò la resistenza armata nascondendosi nelle foreste, che coprivano gran parte del territorio.

    Oggi, le donne di Dogondoutchi, che in hausa significa «montagne alte», dalle numerose rocce che puntellano questa pianura semi-arida, devono combattere un nemico diverso: la desertificazione. A differenza della regina, che usò tiratori d’arco scelti fra i migliori guerrieri del villaggio di Lougou, sono però rimaste da sole a battersi: una volta terminate le scorte alimentari, molti uomini partono infatti per lunghi mesi, in cerca di salari e cibo per le famiglie. Un’emigrazione silenziosa e inesorabile, verso paesi costieri più ricchi, dalla Nigeria alla Costa d’Avorio, o verso la Libia.

    Cambiamenti climatici devastanti

    Halidou Hamado Abdoulzakou, agronomo e supervisore locale per l’ONG italiana Coopi, spiega che «il fenomeno è recente. Solo cinque anni fa questo esodo dalle campagne alle città, anche verso paesi della regione come Nigeria, Ghana o Togo, non aveva queste dimensioni». Il cambiamento climatico, associato a una diminuzione della piovosità e quindi ad una riduzione della rendita di agricoltura e pastorizia, «le uniche risorse economiche del nostro dipartimento», prosegue Abdoulzakou, «ha portato ad un circolo vizioso: l’aridità riduce i raccolti e le scorte, così gli uomini partono e, nella stagione successiva, l’estensione dei terreni lavorati cala».

    Coopi lavora con i comuni del dipartimento di Dogondoutchi, per sostenere le famiglie più vulnerabili e le comunità locali, all’interno di PARC-Sad, progetto triennale contro l’insicurezza alimentare, finanziato dall’Unione Europea, di cui è partner anche Coopi Suisse."Fra le varie attività, distribuiamo sementi più resistenti, di culture locali come okra e moringa, tradizionalmente condotte dalle donne, recuperiamo terre degradate, costruiamo magazzini per conservare sementi e derrate alimentari, distribuiamo attrezzi meccanici e formiamo gruppi di donne", spiega Giacomo Fassi, capo progetto di Coopi in Niger.

    Un intervento mirato, in una regione di confine, in cui l’ONG è attiva da anni. In tutto il Niger, però, le persone in situazione di insicurezza alimentare sono tra 1,4 e 1,7 milioni, secondo le Nazioni Unite. Un trend costante negli ultimi anni, a causa anche del cambiamento climatico.

    Le donne di #Socoucoutane, uno dei comuni del dipartimento, confinante con la Nigeria, arano quindi i campi a mano, raccolgono e lavorano le arachidi, mantenendo in vita colture di sussistenza fondamentali. Altre che richiedono più manodopera, come miglio e sorgo, sono inevitabilmente calate. «almeno il 65 per cento delle donne del comune», dice l’agronomo di Coopi, «lavora nei campi, in assenza dei mariti: è a loro che offriamo sostegno e formazione, per rendere sostenibile la vita delle famiglie, elaborando piccole strategie di adattamento».


    https://www.rsi.ch/news/oltre-la-news/Le-donne-del-Niger-contro-il-deserto-10818683.html
    #arachides #agriculture #femmes #hommes #celles_qui_restent #Niger #genre #migrations #émigration

    A noter, la petite contradiction... un reportage qui parle d’un « règne de femmes », et sur l’image de couverture on ne voit que des #hommes !
    #photojournalisme #image #invisibilisation

  • Plan to dump US-grown peanuts into Haiti represents yet another failed policy
    https://www.grain.org/bulletin_board/entries/5425-plan-to-dump-us-grown-peanuts-into-haiti-represents-yet-another-failed-p

    This article in the Washington Post explores the USDA’s plans in more detail. The U.S. peanut surplus came about under incentives created in an updated Farm Bill passed in 2014. Through a complex system of subsidies, the bill encouraged more peanut production—so US farmers planted more peanuts, pushing down prices and resulting in a huge surplus.

    The cost of warehousing for this peanut surplus is too great—leading to the US government’s decision to give them away.

    Haiti needs food—what’s the problem?

    Simply put, the USDA’s plans to dump 500 metric tons of US grown peanuts into Haiti set to destroy the livelihoods of many of the people the U.S. government has sought to help since the devastating 2010 earthquake.

    Many Haitian farmers grow their own peanuts. In fact, peanuts are considered a staple part of the Haitian diet and are used to produce a thick peanut butter paste that can easily be stored and released into the local markets when prices are high. So they’re vital to the Haitian economy—a fact recognized by the US government’s Hunger and Food Security Initiative, which praised an effort to bolster peanut production by Haitian funders, a project that was partly funded by the Clinton Foundation.

    #arachides #Haïti #surproduction #subventions #marché_local #pauvreté