#Campi_Flegrei, la protesta degli #sfollati
Dopo il terremoto di magnitudo 4,7 di luglio le persone costrette fuori casa sono 4’500, centinaia gli edifici lesionati. Perché non si è intervenuti prima e il nodo degli abusi edilizi - Il reportage
In Italia, ai Campi Flegrei, sono ancora forti gli effetti del terremoto di magnitudo 4.7 registrato a fine luglio, il più forte negli ultimi decenni: 4’500 sfollati, centinaia di edifici lesionati e poche certezze sul futuro.
La rabbia degli sfollati
Chi non ha alternative si è rifugiato al palazzetto dello sport e qui vive da un mese e mezzo. C’è rassegnazione ma anche tanta rabbia. Gruppi di cittadini aspettano i politici prima dell’inizio del consiglio comunale per protestare. “È passato più di un mese e non abbiamo risposte da nessuno, né dalla Regione, né dal Comune, né dal governo”, dice una delle manifestanti alle telecamere del Telegiornale della RSI.
Le spiegazioni del sindaco di Pozzuoli
La RSI ha chiesto al sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, come mai, nonostante si conoscesse il rischio, non siano stati almeno allestiti alloggi di emergenza. “Il fenomeno del bradisismo è un fenomeno che è così da anni. Siamo in fase di “sollevamento” del 1950. Oggi ci ritroviamo, solo a distanza di qualche anno, ad aver messo in campo delle vere e proprie attività di mitigazione e di prevenzione del rischio”, risponde il sindaco.
I danni e i rischi noti
La scossa del 30 luglio è stata la più forte da decenni e i danni si vedono. Molti edifici risultano lesionati, 4’500 persone sono sfollate. Non è una sorpresa per chi tre anni fa ha ricevuto l’incarico del Governo per una mappatura del territorio su 12’700 edifici, il 10% risulta ad alto rischio.
Perché non si è intervenuti prima
Nell’area individuata come area di intervento per il bradisismo, negli ultimi decenni si sarebbe dovuto intervenire con la messa in sicurezza delle case. Ma non è andata così. “Ad oggi le richieste di finanziamento si contano sulle dita di una mano. Perché? Perché la legge dava un contributo del 50% e quindi la popolazione non era in grado di metterci l’altro 50%”, spiega alla RSI Giulio Zuccaro, responsabile del Centro studi per l’ingegneria idrogeologica, vulcanica e sismica PLINIVS. Ora si pensa di arrivare al 70%, addirittura al 100%, ma i soldi devono ancora arrivare.
Il nodo degli abusi edilizi
“Però c’è un grandissimo problema che blocca tutto e che finora ha bloccato (e che non so quanto sia risolvibile, lo dico anche molto sinceramente): il Governo giustamente adesso, per motivi politici o anche per motivi etici, non intende assolutamente derogare dal fatto che i finanziamenti non possano andare a persone che hanno irregolarità urbanistiche, cioè abusi. Il fabbricato deve essere regolare, deve avere la licenza e all’interno del fabbricato non ci devono essere stati abusi”, sottolinea Zuccaro.
Un futuro incerto
Niente è semplice qui, dove 84’000 persone abitano su un sistema vulcanico attivo, con il timore che prima della messa in sicurezza possa arrivare una nuova scossa.
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