• Les #VasesCommunicants : Le chemin de nos regards, vidéo de Anh Mat (texte et voix de Pierre Ménard) et Dans la ville de l’autre, vidéo de Pierre Ménard (texte et voix de Anh Mat)

    https://youtu.be/BLEqaqB1pXI

    https://www.youtube.com/watch?v=m-CZQDpZOWU

    http://liminaire.fr/vases-communicants/article/le-chemin-de-nos-regards-dans-la-ville-de-l-autre

    Tous les mois, faire échange de vidéo. S’emparer des images et de la bande son, entrer en dialogue avec, sans nécessairement modifier le montage de la vidéo mais en ajoutant selon ses préférences (voix off, texte lu, improvisé, écrit sur l’image, ajout de sons, de musique), puis envoyer sa propre vidéo à son correspondant pour qu’il s’en empare à son tour.
    Le premier vendredi du mois, chacun diffuse le mixage/montage qu’il a réalisé sur la vidéo de l’autre et découvre à son tour son montage mixé sur la chaîne YouTube de son invité. (...) #Journal / #Vidéo, #Architecture, #Écriture, #Sons, #Paris, #Saigon, #Paysage, #Ville, #Visages, #Regard, #Dérive, #Ciel, #Voyage, #Vidéo, #Littératube, #vidéoécriture (...)

  • Il Comune di #Bologna riconosce lo #ius_soli nel proprio statuto. Lepore: “Noi apripista”

    Ok dal Consiglio comunale con i voti contrari di FdI e Lega. Verrà istituita la cittadinanza onoraria per i minori stranieri residenti in città nati in Italia o che abbiano completato almeno un ciclo scolastico

    Il Consiglio comunale di Bologna ha approvato la delibera che modifica lo Statuto di Palazzo D’Accursio per affermare che il Comune “si riconosce nel principio dello ‘Ius soli’ come mezzo di acquisto della cittadinanza italiana” e per istituire la cittadinanza onoraria di Bologna per tutti i minori stranieri residenti in città, “nati in Italia da genitori stranieri regolarmente soggiornanti o nati all’estero, ma che abbiano completato almeno un ciclo scolastico o un percorso di formazione professionale”.

    Al termine di una lunga discussione in Aula, la delibera è passata con 26 voti favorevoli (Pd, Coalizione civica, M5s, lista Lepore, Anche tu Conti, Verdi), otto contrari (FdI, Lega) e tre non votanti (Fi, Bologna ci piace); con gli stessi numeri, il Consiglio ha approvato anche l’ordine del giorno presentato dalla maggioranza per invitare la Giunta ad “accelerare le tempistiche delle notifiche e il giuramento per ottenere la cittadinanza italiana, per modificare alcune prassi che possono essere discriminatorie in materia di di residenza e per aumentare il personale dei servizi demografici”.

    Prima del voto, gli interventi del segretario generale Roberto Finardi e della presidente del Consiglio, Caterina Manca, hanno escluso eventuali problemi legati alla nomina degli scrutatori della seduta (replicando ad una questione sollevata da Fdi). Pronta la soddisfazione da parte del Pd bolognese: “Lo Ius scholae entra nello Statuto comunale, la nostra città fa da apripista sul futuro, il Parlamento faccia altrettanto per aggiornare la legge sulla cittadinanza e guardare in faccia migliaia di bambini e bambine, ragazzi e ragazze italiane di fatto ma ancora senza diritti“, dichiara in una nota la segretaria Federica Mazzoni.

    “Siamo orgogliosi per la tenace affermazione di questo diritto di civiltà, grazie ai consiglieri e alle consigliere di maggioranza che lo hanno reso possibile”, aggiunge Mazzoni. “Così, dalla nostra Bologna progressista guidata dal sindaco Matteo Lepore che fortemente si è speso – continua la nota – si accende la scintilla che deve portare le istituzioni nazionali ad approvare una riforma di civiltà destinata a dare una risposta normativa a giovani che sono già italiani di fatto”.

    “Modificare la legge sulla cittadinanza è urgente e imprescindibile – prosegue la dirigente dem – Il superamento dello ius sanguinis verso lo ius scholae mette al centro la riflessione sul concetto di cittadinanza come appartenenza, per ampliare i diritti e allargare gli spazi di partecipazione e rappresentazione”. Mazzoni conclude sottolineando che “la nuova sinistra che stiamo costruendo come Pd fa questo: battaglia politica su questa questione di giustizia e civiltà, di attenzione e cura nei confronti delle nuove generazioni. Per costruire una società coesa. Per tutte le ragazze e per tutti i ragazzi. Per il futuro di Bologna e dell’Italia”.
    LEPORE: “NOI APRIPISTA, PORTIAMO AVANTI L’ITALIA”

    All’indomani dell’approvazione della modifica dello Statuto del Comune che introduce lo Ius soli a Bologna, con il conferimento della cittadinanza onoraria ai ragazzi stranieri nati in Italia o che abbiamo studiano in città, il sindaco Matteo Lepore torna a rivendicare la scelta di Palazzo D’Accursio: “Non è affatto solo un atto simbolico, è un atto politico perché arriva il momento nel Parlamento di discutere lo ‘Ius scholae’. La modifica dello Statuto del Comune di Bologna, di una città progressista e democratica come la nostra, chiede ad altre città di fare lo stesso, chiede al Parlamento di riconoscere a queste persone che vivono, studiano e lavorano nel nostro Paese, di avere riconosciuto un principio liberale, il più importante, che non c’è nessuna tassazione senza la rappresentanza”, ribadisce Lepore a margine della presentazione dell’ultimo libro di Andrea Segrè con il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli.

    “Bologna è apripista. Adesso aspettiamo la legge nazionale in Parlamento. Credo che anche riformisti e liberali dovrebbero pensare a questo. Visto che non si fa che parlare del fatto che liberali e riformisti sarebbero tanti, chiedo a liberali e riformisti di sostenere questa proposta”, incalza il sindaco. “Come Comune lavoreremo per le giornate della cittadinanza, per conferire a oltre 11.000 ragazzi questo riconoscimento. Ci sono cose che è evidente che vadano fatte. Dobbiamo dire a questi ragazzi che fanno parte della città, solo così possiamo ridurre quella distanza, che a volte c’è, tra loro e le istituzioni”, spiega Lepore. “La nostra differenza con Fratelli d’Italia è questa: c’è chi vuole portare avanti l’Italia e chi vuole portarla indietro“, conclude.

    Il consigliere regionale del Pd Stefano Caliandro, intanto, prende atto della novità bolognese e ‘spinge’ il Parlamento. “Chi nasce o studia a Bologna ora potrà diventare cittadino onorario, qualunque sia la sua nazionalità. Con la decisione del Consiglio comunale di Bologna, che ha recepito lo Ius Soli nello Statuto del Comune, si inaugura una nuova stagione per i diritti – afferma Caliandro – e per il futuro di chi ha scelto di essere cittadino di Bologna e italiano. Una stagione che, si spera, porterà il Parlamento a seguire la via tracciata sotto le Due Torri e ad adottare lo ‘#Ius_Scholae’, realizzando così, a tutti gli effetti, uno dei principi fondanti della nostra Costituzione: l’uguaglianza”.

    https://www.dire.it/28-06-2022/754658-il-comune-di-bologna-riconosce-lo-ius-soli-nel-proprio-statuto
    #Bologne #villes-refuge #Italie #citoyenneté #nationalité #naturalisation #école #enfants #Matteo_Lepore #appartenance #jeunes

    ping @isskein @karine4
    –-

    ajouté à la métaliste des initiatives «villes-refuge» en Europe:
    https://seenthis.net/messages/878327

    elle-même ajouté à la métaliste générale sur les villes-refuge:
    https://seenthis.net/messages/759145

  • Meeting de Macron en 2017, gala de Leonardo DiCaprio... des policiers payés au black pour jouer les agents de sécurité
    https://www.leparisien.fr/paris-75/meeting-de-macron-en-2017-gala-de-leonardo-dicaprio-des-policiers-payes-a

    Des policiers sans autorisation pour exercer dans la sécurité privée ont été payés de la main à la main pour assurer le service d’ordre lors des meetings d’Emmanuel Macron en 2017, à Paris, ou lors d’un gala de Leonardo DiCaprio dans le Var. Malgré de « nombreux manquements », le Cnaps, l’autorité de contrôle, a choisi de « classer sans suite » cette affaire.

    Bercy (Paris), 17 avril 2017. Dernier meeting d’Emmanuel Macron avant le premier tour de la présidentielle. Des stars, une foule en transe. En coulisses, le service d’ordre est composé de policiers provenant des Alpes-Maritimes. Des gardiens de la paix, dont la moitié sont en poste dans des brigades anticriminalité, et qui n’ont pas de carte professionnelle les autorisant à exercer dans la sécurité privée. Peu importe finalement, puisqu’ils sont payés au noir par Fortunato B., 56 ans, leur chef et intermédiaire, qui a été mandaté pour effectuer la sécurité, alors que ses entreprises sont pourtant… interdites d’exercer en France. Il ne possède d’ailleurs pas de compte « employeur » à l’Urssaf.

  • "DE FACTO, projet européen fédérant chercheurs, journalistes et acteurs de l’éducation aux médias et à l’information, lance une consultation nationale #MieuxSinformer de 3 mois avec plusieurs médias autour de la question : « Comment permettre à chacun de mieux s’informer ? ». Ouverte à tous les citoyens, cette initiative vise à faire émerger des propositions de solutions concrètes pour l’accès à une information libre, plurielle et indépendante."

    https://www.clemi.fr/fr/evenements/toutes-les-actualites/actualite/news/detail/News/de-facto-lance-une-consultation-citoyenne-nationale-comment-permettre-a-chacun

    #emi #information #médias #citoyenneté

  • « Salvador » : acte de naissance d’un cinéaste engagé
    https://www.blast-info.fr/articles/2022/salvador-acte-de-naissance-dun-cineaste-engage-xtMYrOSwSvu5pW68gw92PA

    Le troisième film d’Oliver Stone, réalisé juste avant « Platoon » , compte parmi ses meilleurs. Violente charge contre l’interventionnisme de Ronald Reagan en Amérique du Sud, « Salvador » dénonce le financement par les États-Unis des escadrons de la…

    #Cinéma #Oliver_Stone
    https://static.blast-info.fr/stories/2022/thumb_story_list-salvador-acte-de-naissance-dun-cineaste-engage-xt

  • Quand le centre de rétention administrative de Rennes se prépare à accueillir des enfants – Alter1fo
    https://alter1fo.com/cra-retention-rennes-mineur-famille-135382

    « La rétention administrative, c’est un univers carcéral, avec des barbelés, des verrous, une surveillance policière, expliquait Jean-Claude Mas, l’ancien secrétaire général de la #CIMADE. C’est traumatisant pour toutes les personnes enfermées, au seul motif de papiers pas en règle, mais ça l’est encore plus pour des enfants. C’est de la maltraitance, même pour un jour ou deux. »

  • La recherche française selon #Pascal_Canfin, député européen (#LREM)...

    Journaliste : Pensez-vous qu’il faille mettre le paquet sur la recherche en France ?

    Pascal Canfin : Ce que je vois c’est que le nombre de pépites que l’on sort de nos universités, de nos grandes écoles, de nos laboratoires, du CNRS et d’autres, qui sont ensuite transformées d’un point de vue médical, économique, financier etc. par d’autres, que ce soit au Royaume-Uni, aux Etats-Unis, voire en Allemagne c’est une perte de valeur incroyable, incroyable… Donc si il y a une chose à prioriser, c’est de faire en sorte que tout ce qui sort chez nous, et on a une recherche - même si elle est abîmée par certains endroits - [qui] reste exceptionnelle, c’est un atout exceptionnel et on ne la valorise pas assez dans le résultat des débouchés qui permettraient ensuite aussi de créer davantage de valeur financière pour les chercheurs et donc d’avoir un cercle vertueux dans lequel tout le monde se retrouverait.

    https://www.radiofrance.fr/franceculture/podcasts/politique/pascal-canfin-on-a-beaucoup-a-gagner-a-apprendre-une-nouvelle-culture-po

    –-> à partir de la minute 30’15

    #Pascal_Canfin #Canfin #France #recherche #pépite #valeur #valorisation #valeur_financière #cercle_vertueux #excellence #citation

  • Putting Employee Health Front and Center
    https://www.ea.com/en-gb/news/supporting-our-people

    As EA’s executive team, we want to reiterate our unwavering support for you, our employees. Today, the U.S. Supreme Court overruled Roe v. Wade regarding abortion in the United States. We know this issue matters, generating a range of emotions for you and your loved ones, whether you’re based in the U.S. or abroad.

    Your health and well-being are our top priority. We are working closely with our U.S. healthcare provider, Cigna, and will soon offer expanded travel health benefits, for eligible U.S. employees and their eligible dependents. Our aim is to provide the support and services that empower you and your eligible dependents to get the care needed to be the best, most authentic version of yourself at work and in other areas of your life.

    Electronic Arts annonce travailler avec son assurance santé pour couvrir les frais de voyage en cas d’avortement sollicité par ses collaboratrices, alors que la Cour Suprême américaine délègue le droit à (ou l’interdiction de) l’avortement aux Etats, cessant ainsi la garantie légale d’accès à l’avortement aux Etats-Unis.

    Avec plus ou moins de communication, d’autres studios et éditeurs américains (mais pas tous ?) semblent aller dans ce même sens :

    https://seenthis.net/messages/965212

    #jeu_vidéo #jeux_vidéo #roe_v_wade #assurance_santé #ressources_humaines #législation #avortement #ea #electronic_arts #cigna

  • Manifeste pour les cités-jardins du XXIe siècle
    https://topophile.net/savoir/manifeste-pour-les-cites-jardins-du-xxie-siecle

    1898, Ebenezer Howard publie le texte fondateur des cités-jardins dont le modèle radical sera largement reproduit dans le monde entier sous une forme édulcorée. Celui-ci imagine une communauté solidaire combinant le meilleur de la ville et le meilleur de la campagne reposant notamment sur la propriété collective du sol et la mise en réseau des... Voir l’article

  • Fascination Shibuya : Portraits arrachés à la ville flux
    http://liminaire.fr/derives/article/fascination-shibuya

    https://youtu.be/iU7TEzhqDYI

    J’avance. Je ne vois rien. La musique des immeubles avec leurs publicités aux images obsédantes et répétitives, lumières clignotantes, signes enchevêtrant, et ce bruit inouï qui se mêle aux sons de la circulation, des métros aériens, de la gare toute proche, et des avions dans le ciel. Une jeune femme dans un long manteau vert kaki qui porte une besace de couleur bleu, la lanière en cuir au creux de son bras replié, dans le pli du coude, la main serrée sur son téléphone portable tout contre son cœur. J’avance. Je ne peux pas regarder les immeubles qui entourent le carrefour et traverser sans risquer de me heurter à l’un des passants qui vient en sens inverse. Une femme brune, lunettes aux fines montures, vêtue d’une robe en jean, d’une veste en laine côtelée bleu marine, elle porte son sac à dos noir sur sa poitrine, elle fouille à l’intérieur pour en sortir un titre de transport sans y jeter le moindre regard, la force de l’habitude. J’avance. Les regards sont fuyants. Le pas pressé. (...) #Journal / #Vidéo, #Architecture, #Écriture, #Sons, #Tokyo, #Japon, #Shibuya, #Paysage, #Ville, #Visages, #Regard, #Dérive, #Ciel, #Voyage, (...)

  • Covid-19 : le Japon rouvre frileusement ses frontières aux visiteurs étrangers
    https://www.lemonde.fr/planete/article/2022/06/13/covid-19-le-japon-rouvre-frileusement-ses-frontieres-aux-visiteurs-etrangers

    Covid-19 : le Japon rouvre frileusement ses frontières aux visiteurs étrangers
    Depuis le 10 juin, le Japon accepte à nouveau des groupes de touristes étrangers, mais placés sous haute surveillance.
    Par Philippe Pons(Tokyo, correspondant)
    Publié aujourd’hui à 10h53, mis à jour à 13h47
    Après deux ans de fermeture pour enrayer la contamination par le Covid-19 – dont une période particulièrement sévère en restrictions à la suite de l’apparition du variant Omicron, en octobre 2021 –, le Japon met partiellement fin à un isolement qui le plaçait à la traîne des autres pays du G7 et le faisait figurer parmi les dernières destinations fermées. Il envisage d’autoriser l’entrée dans l’archipel de 30 000 visiteurs par jour (actuellement 20 000). Avant la pandémie, on comptait en moyenne 100 000 arrivées quotidiennes sur le sol japonais.Les nouvelles mesures, en vigueur depuis le 10 juin, s’appliquent aux touristes voyageant en groupe et aux membres de famille de résidents étrangers en cas de « circonstances exceptionnelles », y compris s’ils sont pacsés ou conjoints non mariés. Mais cette procédure est d’une rare complexité, sinon dissuasive. Depuis le 1er mars, le Japon délivre, en outre, à nouveau des visas aux étudiants et aux personnes désirant se rendre dans l’archipel pour des raisons professionnelles. Mais les touristes individuels ne sont toujours pas autorisés.Aux termes des nouvelles dispositions, les visiteurs étrangers sont classés en trois catégories – bleu, jaune et rouge – en fonction des risques de contamination que présente le pays dont ils sont ressortissants. Ceux qui appartiennent au groupe des 98 pays classé en bleu où le risque de contamination est faible – dont fait partie la France – sont exemptés d’un test à l’arrivée (exigé au départ) et de confinement. Dans le cas des autres groupes, les règles sont plus restrictives et peuvent aller, pour le groupe rouge, jusqu’à une quarantaine de trois à sept jours.
    Pendant la majeure partie de la pandémie, le Japon a interdit l’accès de son territoire aux touristes et, dans les périodes de forte circulation virale, il n’avait autorisé à revenir que les citoyens japonais et les résidents étrangers, qui tous étaient soumis à d’interminables vérifications à l’aéroport et une période de confinement.Le Japon a rouvert aux vols internationaux des aéroports de province, comme celui de Naha (Okinawa) et Chitose (Hokkaido). La réouverture de l’archipel devrait s’échelonner sur plusieurs mois en fonction des résultats de « circuits tests » qui viennent de s’achever auprès de petits groupes de touristes (venus d’Australie, des Etats-Unis, de Singapour et de la Thaïlande). Des tests destinés à évaluer les capacités de réaction des autorités en cas d’apparition de cas de contamination.Les touristes en groupes seront encadrés en permanence du début à la fin de leur séjour. Ils devront se plier au port du masque, toujours considéré comme une protection – les Japonais continuent à 99 % à le porter dans les rues, les transports, les magasins… – à une prise de température quotidienne et à des tests antigéniques réguliers. Ils devront, en outre, prendre une assurance médicale. Accompagnés en permanence de leurs guides, ils n’auront pas le droit d’utiliser les transports publics.
    Le gouvernement est d’autant plus prudent dans la réouverture du pays que l’opinion a longtemps été favorable à la restriction d’entrée des étrangers. Au début de la crise sanitaire, les atermoiements et cafouillages du gouvernement de Shinzo Abe puis de son successeur, Yoshihide Suga, obsédés tous deux par la tenue des Jeux olympiques de Tokyo, avaient mécontenté l’opinion et fait chuter leur cote de popularité. La tenue de ces JO, grevés par des investissements aussi colossaux que disproportionnés, dont la majorité des Japonais ne voulaient pas, a porté un coup fatal à M. Suga. Son successeur, Fumio Kishida, s’efforce de tenir compte des erreurs de jugement de ses prédécesseurs.Dès l’apparition du variant Omicron, à la fin de 2021, son gouvernement a suspendu les entrées d’étrangers. Une fermeture souhaitée par l’opinion japonaise : selon le sondage réalisé au début de décembre 2021 par le quotidien Yomiuri, 89 % des personnes interrogées étaient favorables à ces mesures estimant que ce filtrage des nouveaux arrivants était nécessaire. Depuis quelques semaines, la majorité est favorable à une réouverture progressive des frontières, mais 70 % approuvent la politique restrictive du gouvernement qui a permis d’enrayer la contagion. Le Japon recense actuellement quelque 15 000 cas par jour.
    Restauration et tourisme sinistrésLa prudence qui accompagne la stratégie de réouverture de M. Kishida s’explique par la tenue d’élections sénatoriales en juillet. Une reprise épidémique, quelle que soit son origine, serait aisément exploitée par l’opposition. Une fois passé le cap électoral, M. Kishida s’orientera probablement vers une levée des restrictions aux frontières, qui devrait faciliter une reprise des activités des secteurs sinistrés par la pandémie, la restauration et le tourisme.La relance du tourisme intérieur est attendue en juillet. L’afflux de touristes en provenance de l’étranger devrait, pour sa part, être favorisé par la dépréciation du yen, qui rend l’archipel plus attrayant en termes de coûts. Cette reprise du tourisme international comporte néanmoins un point noir : elle risque de provoquer à nouveau le mécontentement des habitants des régions les plus attractives. En une décennie, le nombre de touristes a quintuplé passant de 6,7 millions en 2009 à 32 millions en 2019.
    La chasse aux touristes étrangers lancée par le gouvernement nippon entraîne par ailleurs une dépendance accrue vis-à-vis de la Chine. En 2019, un tiers des visiteurs arrivant au Japon étaient chinois (la moitié, si on inclut Taïwan et Hongkong) et comptaient pour 34 % dans les revenus du secteur. Dans le climat de tension internationale actuelle, le poids de la Chine dans l’industrie touristique japonaise constitue un levier de pression de Pékin sur Tokyo.

    #Covid-19#migrant#migration#japon#sante#pandemie#tourisme#economie#frontiere#circulation#etranger#chine

  • Michael Mann ou la modernité mélancolique
    https://laviedesidees.fr/Michael-Mann-ou-la-modernite-melancolique.html

    À propos de : Jean-Baptiste Thoret, Michael Mann : mirages du contemporain, Flammarion. Des mégalopoles immenses où les individus se perdent, des systèmes froids où les personnages sont de simples rouages, des métiers dans lesquels les hommes s’épuisent : Michael Mann pose un regard acéré et mélancolique sur le monde contemporain.

    #Arts #capitalisme #États-Unis #modernité #cinéma #post-modernité
    https://laviedesidees.fr/IMG/docx/20220513_mann_corrige-4.docx
    https://laviedesidees.fr/IMG/pdf/20220513_mann_corrige-3.pdf

    • "European diplomats: Israel has not presented sufficient evidence against civilian organizations in the West Bank
      According to sources, the European Commission is not expected to open an investigation into the organizations that Defense Minister Ganz has accused of terrorist activity, after being under the impression that the evidence presented in the case “does not reach the standard required for proof.”
      Israel has not provided European countries with sufficient evidence regarding the six civil society organizations in the West Bank that it has accused of activities on behalf of the Popular Front for the Liberation and Funding of Palestine, European diplomats said in talks with Haaretz. According to sources, the European Commission’s Fraud Investigation Office (OLAF) is not expected to open an investigation into the organizations following an initial investigation into the matter.
      In October, Defense Minister Bnei Gantz signed an order declaring the organizations Admir, al-Haq, Bisan, the women’s committees, DCI-P and the agricultural committees as terrorist organizations. Organizations deny this claim. Talks with the representatives of six countries show that in recent months Israel has provided them with materials designed to prove its claims against them through diplomatic channels and intelligence channels. “It’s simple, we were given evidence and we did not find it strong enough,” said one of the diplomats. Another added that in most countries it is believed that the evidence presented “does not reach the required threshold of proof of transfer of funds”.
      So far, most representatives of the EU member states have refrained from making public statements, also due to the intention to wait for the EU’s position on the matter to be published. In early May, the Belgian Minister for Development Cooperation, Miriam Kithir, said that an inspection conducted by the administration found “no information confirming the allegations regarding the organizations that Belgium supports”, and that there was no reason to take action against them. The Bissan and DCIP organizations receive indirect funding from the Belgian government through funds. In December, Denmark stated that it had not yet been presented with evidence to support Israeli claims against the organizations, and sources made it clear that its position had not changed since. The Dutch foreign minister recently met with representatives of al-Haq in Ramallah, and was later quoted as saying that “no single European country has reached the same conclusions as Israel.”
      Last May, the European Commission suspended its support for al-Haq, even before Gantz’s statement, after Israel made allegations about the connection between the organization and the Popular Front. Following Gantz’s statement, the commission also froze funding given to the organization of agriculture committees by the Oxfam organization. In talks with Haaretz, diplomats defined the commission’s choice to freeze its support for al-Haq as early as May as an unusual move. “It was very strange to see the Commissioner take a different position from the member states,” said one of them.
      In talks with diplomats, the name of Oliver Varhali, the EU commissioner for neighboring countries close to Hungarian Prime Minister Victor Urban, was raised as the factor behind the move. “The prevailing perception today is that Varhali is pushing the Hungarian position,” said one of the diplomats. Others also noted the delay in European support for the Palestinian Authority over allegations of anti-Semitism in textbooks as a move by Varhali. “This is the first time we have seen such a thing, and it is not just towards Palestine,” another source said. Al-Haq argues that the European Commission’s conduct regarding the suspension of funds was characterized by a lack of transparency and a lack of response that are “violations of the standards of good administration.”
      Some organizations claim that during the examination of the Israeli claims, budgets intended to support them were delayed or stopped, and in some cases the funding has been renewed since then. In April, UN experts called for a resumption of funding delayed for organizations while the allegations were being investigated. In January following the freeze on Oxfam’s support, in January Dutch funding for the organization was finally suspended following the publication of government conclusions regarding the organization’s conduct, which found no evidence of transfer of funds to the Popular Front, but found personal links between workers and members of the organization and the Popular Front.
      A diplomatic source told Haaretz that regardless of an official decision on the matter, the damage to the organizations had already been done. “I think Israel got what it wanted,” he said. “It will deter the countries in any case - because we will never know if Israel will enforce its decisions, and what the consequences will be for non-profit workers on our behalf, for example.”
      Obei Abodi of the Bissan organization said it was an attempt to isolate Palestinians from the international community. Aboudi, whose departure abroad was prevented by the GSS after being convicted as part of a plea deal with companies at the front, said that “this is part of Israel’s general policy - to isolate the Palestinians more and more, so that it can continue its activities without documentation.”
      The Foreign Ministry said: "The declarations of the six organizations as terrorist organizations were made after a careful examination of all relevant elements in Israel, signed by the Minister of Defense and in force. “On an important and significant issue, but their consent is not a condition for the implementation of the declarations, and we expect them to respect the Israeli decision and prevent assistance from organizations that have been legally defined as terrorist organizations in Israel.”
      The EU’s Fraud Investigation Office has said it does not respond to cases it handles to protect the confidentiality of investigations. The European Commission said: "Civil society contributes to good governance and sustainable development in the EU, in Israel, in Palestine and everywhere. European funding for Palestinian civil society organizations is an important element of our support for a two state solution. “International law, human rights and democratic values. We comprehensively analyze the additional information received from the Israeli authorities after the announcement by the Israeli Ministry of Defense in November 2021. Declarations coming from partner countries are taken very seriously.”

  • Législatives - Français à l’étranger - 1er tour

    #circo - LREM vs Nupes / participation

    #1  - 35 vs 33 / 21%
    #2  - 34 vs 28 / 15%
    #3  - 38 vs 31 / 28%
    #4  - 38 vs 32 / 29%
    #5  * 24 vs 27 / 24%
    #6  - 36 vs 20 / 22%
    #7  - 34 vs 26 / 29% (LREM est Modem)
    #8  - 28 vs 27 / 12% (UDI/LR vs LREM)
    #9  * 27 vs 39 / 14%
    #10 - 32 vs 22 / 19%
    #11 - 38 vs 24 / 28%

    les sortant.e.s sont tous des LREM
    (ou le contraire) ; sauf 8e (UDI) et 9e (candidate LREM pas sortante).

    les écarts au 1er tour sont tous >5%, sauf 1ere, 5e et 8e.

    participation 20-30%, sauf 2e, 8e et 9e à 12-15%

    Nupes en tête : 2/11 (5e et 9e)
    LREM en tête : 8/11

    Valls était dans la 5e, fait 15% et appelle à voter pour le sortant, dissident LREM.

    source : https://lepetitjournal.com/expat-politique/actualites/resultats-premier-tour-legislatives-francais-etranger-339557

  • A l’occasion de la Journée Mondiale sans tabac, la ville de #Montpellier et la Ligue contre le Cancer de l’Hérault s’unissent pour labéliser 10 premiers espaces publics sans tabac
    https://www.montpellier.fr/evenement/26266/3624-a-l-occasion-de-la-journee-mondiale-sans-tabac-la-ville-de-montpell

    10 premiers « Espaces publics sans tabac » labélisés

    Les espaces sans tabac sont des lieux extérieurs délimités où la consommation de tabac est interdite. Les objectifs de ce dispositif sont multiples :

    – Dénormaliser la consommation de tabac
    – Limiter la pollution par les mégots et réduire les coûts liés à cette pollution,
    – Réduire l’initiation au tabagisme des jeunes et à encourager l’arrêt du tabac

    Les 10 parcs qui deviennent sans tabac à partir du 31 mai 2022 :
    – ­Square Flahaut : Rue Ferdinand Fabre, 34000 Montpellier
    – ­Square Intendance du Languedoc : 8 Rue d’Aigrefeuille, 34000 Montpellier
    – ­Parc Magnol : 155 Rue de las Sorbes, 34000 Montpellier
    – ­Parc Edith Piaf : 25 Av. Saint-Lazare, 34000 Montpellier
    – ­Square des Arceaux : Boulevard des Arceaux, 34000 Montpellier
    – ­Parc des Pastourelles : Rue Jules Isaac, 34000 Montpellier
    – ­Parc du Belvédère : Rue de Bugarel, 34000 Montpellier
    – ­Parc Montcalm : 11 Rue des Chasseurs, 34070 Montpellier
    – ­Bois de Montmaur : Rue Val de Montferrand, 34090 Montpellier
    – ­Parc Dioscoride : Esplanade de Celleneuve Allée de Paris, 34080 Montpellier

  • Covid-19 : faut-il relativiser notre hiérarchie des différents vaccins ?
    https://www.lemonde.fr/planete/article/2022/06/02/covid-19-faut-il-relativiser-notre-hierarchie-des-differents-vaccins_6128595

    Covid-19 : faut-il relativiser notre hiérarchie des différents vaccins ?
    Selon une étude d’observation récente, le vaccin chinois de Sinovac est aussi efficace, à trois doses, que celui de Pfizer. Mais les vaccins à ARN continuent d’exercer une fascination, y compris dans les pays du Sud, en Chine et en Russie.
    Par Florence Rosier

    En dehors des vaccins à ARN, point de salut contre le Covid-19. Ce préjugé imprègne les pays du Nord comme les pays du Sud. Il faut dire que l’arrivée, début 2020, des deux vaccins à ARN contre le SARS-CoV-2, celui de Pfizer-BioNTech et celui de Moderna, a marqué les esprits. Ils ont été développés en un an à peine, du jamais-vu. Et leur efficacité contre les formes légères de Covid-19 est apparue quasi miraculeuse : à l’issue des premiers essais cliniques, ils protégeaient de 90 % à 95 % contre les formes légères à modérées de la maladie. « On nous serine une hiérarchie sur l’efficacité des différents vaccins anti-Covid », regrette cependant Michel Kazatchkine, médecin immunologiste, membre du Groupe indépendant sur la préparation et la riposte à la pandémie, mandaté par l’Organisation mondiale de la santé (OMS) en 2020.Plusieurs études récentes, passées relativement inaperçues, pourraient-elles conduire à relativiser la place des vaccins à ARN sur ce podium ? Parmi elles, une étude de l’université de Hongkong, publiée en preprint en mars, suggère qu’un vaccin chinois, celui de la firme Sinovac, le CoronaVac, pourrait faire aussi bien en termes de protection contre les formes sévères que le vaccin à ARN de Pfizer-BioNTech, à condition d’en administrer trois doses, et non pas seulement deux.
    Ce vaccin de Sinovac utilise une technologie ancienne : il s’agit d’un vaccin « inactivé », à base du virus SARS-CoV-2 entier, rendu inoffensif (c’est aussi le cas d’un autre vaccin chinois, celui de la firme Sinopharm).Première suspicion ayant pesé sur ce vaccin : les résultats des essais cliniques rigoureux de grande ampleur menés avec Sinovac n’ont pas été publiés. Mais les efficacités rapportées par le laboratoire variaient considérablement d’un site à l’autre : de 50,7 % au Brésil à 83,5 % en Turquie, contre les formes légères de Covid-19.Voyons maintenant les résultats des études de terrain. Au Chili, le vaccin Sinovac est administré à grande échelle depuis le 2 février 2021. Son efficacité a été étudiée, entre le 2 février et le 1er mai 2021, chez 10,2 millions de personnes (5,47 millions non vaccinées, 4,17 millions vaccinées à deux doses et 542 418 à une dose). Résultats, publiés en septembre 2021 : chez les personnes vaccinées avec deux doses, le vaccin Sinovac a évité 65,9 % des infections au Covid-19, 87,5 % des hospitalisations, 90,3 % des admissions en soins intensifs et 86,3 % des décès pour Covid-19.Ce type d’études « dans la vraie vie » a aussi permis de comparer l’efficacité des vaccins entre eux. Par exemple à Hongkong, où deux vaccins très différents sont déployés : Pfizer (59 % des doses totales administrées) et Sinovac (41 % des doses). Une équipe de l’université de Hongkong a comparé, entre le 31 décembre 2021 et le 8 mars 2022, l’efficacité de ces deux produits. Durant cette période, Hongkong a connu une flambée importante de Covid-19 liée au variant Omicron, avec 486 074 infections confirmées, dont 5 474 formes légères à modérées, 5 294 formes sévères et 4 093 décès. Sur cette même période, 12,7 millions de doses de vaccin ont été administrées aux quelque 7,5 millions d’habitants de Hongkong.Le coordinateur de ce travail est un épidémiologiste britannique respecté, le professeur Ben Cowling. Un autre coauteur, Gabriel Leung, doyen de la faculté de médecine de l’université de Hongkong, est « un excellent médecin épidémiologiste », témoigne Antoine Flahault, directeur de l’Institut de santé globale à Genève. L’étude montre que, chez les 20-59 ans, les vaccins de Pfizer ou de Sinovac, à deux doses, sont à peu près aussi efficaces contre les formes graves et les décès (95,2 % pour le premier, 91,7 % pour le second). Mais chez les 60 ans et plus, ceux qu’il faut protéger en priorité, deux doses de Pfizer font nettement mieux que deux doses de Sinovac (88,2 % de protection, contre 74,1 %).Et surtout, trois doses de Sinovac font aussi bien que trois doses de Pfizer contre les formes sévères (98,1 % de protection) ou mortelles (98,6 % de protection), tous âges confondus. Reste à connaître la durée de la protection conférée par ces trois doses, observe la virologue Marie-Paule Kieny, qui note qu’avec les vaccins à ARN, la décroissance de la protection est tout de même assez rapide, par rapport à d’autres vaccins.
    « Les vaccins à ARN sont les plus efficaces face aux mutants, estime de son côté Jean-Daniel Lelièvre, chef du service d’immunologie clinique et maladies infectieuses de l’hôpital Henri-Mondor, à Créteil (AP-HP). Mais comme l’enjeu est de vacciner l’ensemble de la population, ce qui implique des volumes importants de production, en évitant de créer une dépendance de certains pays à l’égard d’autres, l’utilisation de vaccins possiblement moins efficaces est tout à fait envisageable. Ce sont des questions diplomatiques autant que scientifiques. »La Chine est parmi les grands pourvoyeurs de vaccins dans le monde. Ces armes anti-Covid-19 sont, pour elle, « un outil de diplomatie sanitaire », note Antoine Flahault. De fait, s’il est difficile d’obtenir des chiffres à l’échelle mondiale, « les vaccins chinois CoronaVac et Sinopharm représentent près de la moitié des 7,3 milliards de doses de vaccin anti-Covid-19 délivrées dans le monde, et ont joué un rôle énorme dans la lutte contre la pandémie, en particulier dans les pays moins riches », relevait la journaliste Smriti Mallapaty, le 14 octobre 2021, dans la revue Nature.
    Selon l’OMS, le Sinovac est déployé dans 56 pays, en Asie, au Moyen-Orient, en Amérique latine, dans le Pacifique et en Afrique. Au Chili, par exemple, 75,1 % des doses administrées ont été du Sinovac, 23,3 % du Pfizer et 1,6 % de l’AstraZeneca, selon le site Our World in Data, fin mai. A titre de comparaison, dans l’Union européenne, 72 % des doses administrées étaient du Pfizer, 17,3 % du Moderna, 8 % de l’AstraZeneca, 2,2 % du Johnson & Johnson, et tout le reste (0,5 % au total), du Sinopharm, du Spoutnik V, du Novavax, du Sinovac ou du Covaxin (un vaccin indien).
    Etrange paradoxe : les vaccins à ARN, avec leur technologie moderne, exercent « une fascination dans les pays en développement alors qu’en Occident, ils suscitent la répulsion des antivax », relève Antoine Flahault. Or, la perception par l’opinion publique de la qualité de l’offre vaccinale est importante pour qu’elle puisse adhérer à la vaccination.« La mauvaise réputation qui colle à la peau des vaccins chinois, notamment, s’observe à la fois dans les pays du Nord et du Sud, poursuit Antoine Flahault. Les Chinois, par exemple, regrettent de ne pas avoir accès aux vaccins occidentaux. » « Pour moi, la pandémie de Covid-19 a mis en lumière une fracture, déplore Michel Kazatchkine. Elle a illustré l’incapacité du monde à se mettre en ordre de marche pour délivrer un bien public mondial, en matière de santé. » D’un côté, il y a le lobbying intensif des laboratoires occidentaux qui ont développé les vaccins à ARN ; de l’autre, la Chine, qui cherche à étendre son influence par la vente ou le don de ses propres vaccins.« Il n’y a pas qu’un seul type de vaccins salvateurs pour le monde, poursuit Michel Kazatchkine. Chaque vaccin a ses avantages et ses inconvénients. Il serait sain, à mon sens, que l’OMS réunisse enfin des groupes d’experts pour recommander des schémas vaccinaux optimaux. » Schémas pouvant combiner différents types de vaccins : à ARN pour les deux premières doses, par exemple, puis inactivés ou à base d’adénovirus pour le rappel – ou le contraire. « Cette vaccination hétérologue suscite de plus en plus d’intérêt, observe Marie-Paule Kieny. C’est peut-être dans ce cadre que le vaccin Sinovac pourrait trouver sa meilleure place. »

    #Covid-19#migrant#migration#sante#vaccin#circulationtherapeutique#chine#omicron#mutant#diplomatiesanitaire

  • #Journal du #Regard : Mai 2022
    http://liminaire.fr/journal/article/journal-du-regard-mai-2022

    https://youtu.be/ev0MVz9MfP0

    Chaque mois, un film regroupant l’ensemble des images prises au fil des jours, le mois précédent, et le texte qui s’écrit en creux. « Une sorte de palimpseste, dans lequel doivent transparaître les traces - ténues mais non déchiffrables - de l’écriture “préalable” ». Jorge Luis Borges, Fictions Nous ne faisons qu’apparaître dans un monde soumis comme nous au pouvoir du temps. Dans le silence qui suit la fin du signal de départ. Dans un seul et unique instant. Non pas suites sans principe de (...) #Journal / #Vidéo, #Architecture, #Art, #Écriture, #Voix, #Sons, #Paris, #Hydra, #Grèce, #Athènes, #Paysage, #Ville, #Journal_du_regard, #Regard, #Dérive, #Ciel, #Voyage, (...)

  • Covid-19 : à Shanghaï, le début du retour à la vie après deux mois de confinement drastique
    https://www.lemonde.fr/international/article/2022/05/31/a-shanghai-un-debut-de-retour-a-la-vie-apres-deux-mois-de-confinement-drasti

    Covid-19 : à Shanghaï, le début du retour à la vie après deux mois de confinement drastique
    Le nombre de personnes atteintes par le Covid-19 était de vingt-neuf seulement, mardi 31 mai, contre plus de 27 000 cas quotidiens à la mi-avril, dans la ville la plus peuplée de Chine. Après la levée quasi complète des restrictions, le 1er juin, des tests PCR réguliers seront pratiqués.
    Par Simon Leplâtre(Shanghaï, correspondance)
    Publié aujourd’hui à 10h25, mis à jour à 12h10
    Les autorités de Shanghaï ont annoncé qu’elles allaient prendre des mesures importantes, mercredi 1er juin, en vue de la réouverture de la plus grande ville de Chine, après deux mois de confinement dus au Covid-19.
    Les autorités de Shanghaï ont annoncé qu’elles allaient prendre des mesures importantes, mercredi 1er juin, en vue de la réouverture de la plus grande ville de Chine, après deux mois de confinement dus au Covid-19. ALY SONG / REUTERS

    Des familles qui marchent d’un pas tranquille le long du fleuve Huangpu, des coureurs en shorts fluo qui trottinent, une jeune fille sur un skateboard tirée par son chien… sur le « West Bund », les rives aménagées du fleuve qui sépare Shanghaï en deux, la vie semble presque revenue à la normale. Ne manquent que les cafés et les musées, pas encore ouverts et les espaces de jeux, entourés de barrières. Un peu partout dans la ville, les promeneurs, libérés, ont repris les rues, à pied ou à vélo. Les voitures sont toujours interdites : les seuls véhicules motorisés sont des camions, ou des voitures de polices, ou les rares bénéficiaires d’autorisations de sortie. Il règne, dans la ville la plus peuplée de Chine, une atmosphère étrange : les habitants qui le peuvent profitent de leur liberté retrouvée tandis que quelques millions d’entre eux sont encore enfermés. A Shanghaï, la ville de l’argent roi, les habitants n’ont nulle part où consommer, au grand dam des patrons de boutiques encore condamnées par des scellés.
    Après deux mois de confinement drastique, la plupart des habitants de Shanghaï devraient être libérés mercredi 1er juin. L’approche extrêmement stricte des autorités chinoises a atteint son objectif : vingt-neuf cas de Covid-19 seulement, mardi 31 mai, contre plus de 27 000 cas quotidiens à Shanghaï, à la mi-avril. Entre-temps, les habitants ont dû serrer les dents, enfermés chez eux, comptant sur les distributions alimentaires du gouvernement pour se nourrir, et des commandes en ligne, très aléatoires. Après avoir encore renforcé les restrictions au début de mai, la municipalité de la ville avait annoncé, le 16 avril, le déconfinement progressif de la ville sous quinzaine. Un cap qu’elle a pu tenir grâce à la baisse régulière des cas. Au 1er juin, seuls les quelque 900 000 habitants des résidences à risques « moyen et élevé » – des cas ayant été enregistrés ces deux dernières semaines – resteront enfermés.Quelques jours plus tôt, la première sortie en deux mois avait quelque chose d’irréel : « Oui, vous pouvez sortir faire de l’exercice, mais n’allez pas trop loin », avait concédé le gardien de notre résidence. Quelques voisins, en bons termes avec lui, se permettaient déjà des sorties discrètes, mais c’était pour la première fois une réponse claire. De quoi redécouvrir à petites foulées une ville encore marquée par deux mois de confinement extrême. Un festival de barricades, palissades, barrières de chantier, enfermait encore de très nombreux quartiers. Des contrôles de police barraient certaines rues, contrôlant notamment les permis de circuler des livreurs à scooter, et des camions. En plein centre, le parc Xiangyang, transformé en centre de test de masse au début de mars, était toujours occupé par les grands barnums blancs abritant du personnel médical. Des habitants profitaient de la fraîcheur du soir et de leur liberté retrouvée.
    Sur les marches d’un magasin du centre de Shanghaï, quatre hommes étaient assis autour d’une plaque électrique posée sur un carton, où bouillonnait leur dîner. Autour, quelques cartons contenaient leurs affaires, des couvertures et de grosses boîtes siglées Meituan, l’une des principales plates-formes chinoises de livraisons de repas. Ces travailleurs migrants, originaires de l’Anhui, une province pauvre située à l’ouest de Shanghaï, dormaient ici depuis le début d’avril, la première semaine du confinement généralisé à Shanghaï. « Evidemment, c’est dur, confiait l’un d’eux, un quadragénaire souriant au teint hâlé par les journées passées à l’extérieur. Mais on est ensemble. Dormir dehors, on s’y habitue. Au moins, on sort, et on peut continuer à gagner notre vie. » A Shanghaï, c’est déjà une chance. Quelques jours après, ils n’étaient plus là : les autorités ont fait place nette avant la réouverture de la ville.
    Pour l’instant, le contrôle de la population est encore aléatoire. Alors que les habitants des districts périphériques peuvent circuler librement dans leur quartier depuis des semaines, ceux du centre, plus touchés par le Covid-19, ont été libérés au compte-gouttes, et sans explications claires, suscitant la colère des résidents enfermés. Parfois, des conflits générationnels éclatent au sein des communautés, entre les jeunes qui veulent sortir plus vite et leurs aînés, plus inquiets, qui préféreraient voir leurs résidences fermées un peu plus longtemps. Le soir du 29 mai, des habitants étaient agglutinés au portail d’une petite ruelle du district de Jingan, dans le centre, pour demander haut et fort leur libération. Plusieurs voitures de polices tentaient de faire circuler les passants compatissants. « C’est vraiment injuste. C’est incroyable. En ce moment, Shanghaï, c’est une prison… », soupire un quadragénaire en débardeur, sorti faire un tour.
    Face à l’arbitraire des mesures locales, la municipalité a dû préciser que « mis à part les zones à risques haut et moyen, tous les comités de districts, de villages, les syndics, etc., ne doivent pour aucune raison empêcher les résidents vivant dans la communauté d’aller et venir », à partir du 1er juin. La veille de l’ouverture officielle, beaucoup d’habitants n’avaient toujours pas le droit de sortir de chez eux, tandis que d’autres étaient encore soumis à des autorisations limitées à une personne par foyer pour quelques heures. Mardi 31 mai, quelques restaurants faisaient le ménage pour se préparer à rouvrir « d’ici quelques jours » et après une inspection sanitaire. Dans un premier temps, les enseignes ne seront autorisées qu’à proposer de la vente à emporter.Les autorités ont conscience de l’ampleur de l’impact économique de la politique « zéro Covid ». Mercredi 25 mai, le premier ministre, Li Keqiang, a tenu une réunion en ligne avec tous les niveaux de gouvernement en Chine, des provinces jusqu’aux comtés, soit environ 100 000 responsables locaux. Le numéro deux chinois a dressé un tableau particulièrement noir de la situation : « Beaucoup de petites et moyennes entreprises et les autorités locales m’ont dit qu’ils vivaient leur période la plus difficile », a affirmé le dirigeant, avant de pousser les responsables locaux à faciliter la reprise de l’activité. Au mois d’avril, les ventes au détail, une mesure de la consommation, ont chuté de 11 % sur un an en Chine, et la production industrielle a reculé de 3 %. C’est la première baisse depuis les confinements du début de 2020. Pour le premier ministre, la situation est, « dans une certaine mesure, pire qu’en 2020 », rapporte le Financial Times, qui a eu accès à ce discours.
    En 2020, les mesures de confinement avaient permis un retour rapide de la production et de la consommation en Chine, permettant aux Chinois de mener une vie relativement normale, à l’intérieur de leurs frontières fermées. Mais l’arrivée des variants plus contagieux a changé la donne : malgré les efforts consentis par une ville confinée après l’autre, les foyers n’ont cessé d’apparaître.Pour tenter de maintenir une certaine stabilité après un printemps marqué par les confinements, les autorités prévoient de généraliser les tests PCR réguliers à l’ensemble de la population. A Shanghaï, comme dans d’autres villes chinoises, des centaines de petites stations de tests de proximité ont été installées sur les trottoirs. Pour accéder à tous les lieux publics, les habitants devront désormais montrer leur QR code de santé, qui doit mentionner un test de moins de soixante-douze heures. Les résidences de la ville ont commencé à s’équiper en lecteur de codes pour contrôler toutes les entrées. De quoi découvrir d’éventuels cas de Covid-19 rapidement… tout en renforçant encore la surveillance de la population.

    #Covid-19#migrant#migration#chine#shanghai#confinement#travailleurmigrant#depistage#QRcode#politiquesanitaire#zerocovid#circulation

  • As Shanghai reopens, what Day 1 without stringent Covid-19 prevention measures will look like | South China Morning Post
    https://www.scmp.com/business/china-business/article/3179847/shanghai-reopens-what-day-1-without-stringent-covid-19

    As Shanghai reopens, what Day 1 without stringent Covid-19 prevention measures will look like.The Shanghai Composite has recouped most losses caused by the pandemic, but stocks will continue to face a challenging environment.The closed loop system will remain in place for a while because local authorities want to minimise the risks of a resurgence in Covid-19 cases
    Daniel Ren in Shanghaiand Zhang Shidong in Shanghai
    Published: 5:30pm, 31 May, 2022
    Shanghai, China’s commercial and financial capital, is set to relax a two-month long citywide lockdown on Wednesday. The city will do so in a phased manner, with the goal of returning to normal by the end of June.
    More than 90 per cent of Shanghai’s 25 million inhabitants will be able to leave their residential compounds, and public transport will be resumed fully.Here is what we can expect to happen in Shanghai on June 1.
    How will the end of the lockdown affect the stock market?
    The Shanghai Composite Index, which tracks the 2,096 companies listed on the local exchange, had dropped 0.8 per cent through Monday since the lockdown was enacted on March 28. The gauge has recouped most losses caused by the pandemic, thanks to Beijing ramping up policy loosening, lowering banks’ reserve requirement ratios and cutting mortgage rates for first-home purchases.Stocks will, however, continue to face a challenging environment. Investment banks from JPMorgan to UBP have said that China’s economy will probably contract this quarter as a result of the lockdown in Shanghai and elsewhere, because of halted production and logistic snarls. And while the market has mostly reached a consensus that the worst of the current Covid-19 outbreak was behind it, a key question investors are asking is whether all headwinds from the economy and corporate earnings have been priced in.
    Can everyone return to their offices on Wednesday?Technically, the 22.5 million people who currently live in low-risk “precautionary zones” that have been Covid-19 free for 14 days, can leave their compounds and use public transport between their homes and offices every day. Some state-owned companies have already asked their employees to return to work on June 1.But some companies have decided not to call back all their staff initially. People are also required to provide negative results from nucleic acid tests taken within 72 hours before using public transport and visiting public venues, including office buildings, parks and shopping centres.
    How much traffic is expected at Shanghai’s airports and seaports?
    Shanghai’s ports have been up and running at nearly full capacity since mid-May, with workers and engineers working under a “closed loop”, where workers essentially sleep on-site to avoid contact with outsiders.
    Dozens of harbours along the city’s 200 kilometre-long coast, including Yangshan Deep-Water Port, the world’s largest container port, can expect to be busy, as manufacturers accelerate cargo flows to make up for lost ground following a citywide lockdown from April 1.Tesla’s Gigafactory 3 has exported a combined 9,000 vehicles to Europe since May 11. The Shanghai manufacturing hub of the US carmaker has restored production to pre-lockdown levels and is set to send more overseas shipments to Europe and Japan.Meanwhile, Zong Ming, the city’s vice-mayor, told a press briefing on Tuesday that the Hongqiao and Pudong international airports will allow airlines to resume flights in a gradual manner. Since the end of March, only a handful of international flights have taken off or landed at the two airports each day, with all domestic flights suspended.It is expected that no more than 100 passenger flights will resume on June 1, compared with about 1,700 flights the two airports handled on a typical day in 2021.
    Shanghai residents flee city as Covid-19 measures ease ahead of city reopening
    Will the city see an exodus of people?
    Anecdotal evidence suggests that many people from other parts of mainland China will leave the city amid concerns that Shanghai’s government might backtrack from its plan to ease the lockdown. The city’s original plan was to impose an eight-day phased and rolling lockdown between Pudong and Puxi, the eastern and western banks of the Huangpu River that cuts through Shanghai, from March 28. But this was replaced with a citywide shutdown on April 1.Thousands of migrant workers who have lost their jobs due to the lockdown are set to leave, while some white-collar workers, disappointed with Shanghai’s chaotic management of the coronavirus pandemic, are also expected to exit the city. Shanghai has been a magnet for mainland professionals over the past three decades, but the economic hardship caused by the lockdown and scenes of some hungry residents looting grocery stores have tainted its image as the mainland’s most developed metropolis.

    #Covid-19#migrant#migration#shanghai#sante#frontiere#circulation#confinement#travailleurmigrant#exode

  • Coronavirus: Japan test tour by 4 Thai people cancelled after Covid infection | South China Morning Post
    https://www.scmp.com/news/asia/east-asia/article/3179862/coronavirus-japan-test-tour-4-thai-people-cancelled-after-covid

    Coronavirus: Japan test tour by 4 Thai people cancelled after Covid infection. The traveller was in Oita when his or her infection was confirmed on Monday; three other close contacts have all tested negative and are isolating in a hotel. The small-scale test tour was part of the government’s programme for when Japan continues easing Covid-19 border controls and accepts foreign tourists in Jun
    Published: 5:05pm, 31 May, 2022
    A test tour for inbound travellers in Japan has been cancelled after one of four Thais taking part tested positive for the coronavirus, Japan’s tourism agency has said.The traveller was in the southwestern prefecture of Oita when his or her infection was confirmed on Monday. The three other participants were deemed close contacts but have all tested negative. They are currently isolating in a hotel, the agency said. The route of the infection is unknown

    #Covid-19#migrant#migration#japon#thailande#sante#circulation#frontiere#tourisme#depistage#cascontact#etranger

  • « Cela fait trois jours que je ne dors pas » : à Marseille, l’interminable attente des clients d’Algérie Ferries
    https://www.lemonde.fr/afrique/article/2022/05/30/cela-fait-trois-jours-que-je-ne-dors-pas-a-marseille-l-interminable-attente-

    « Cela fait trois jours que je ne dors pas » : à Marseille, l’interminable attente des clients d’Algérie Ferries
    En prévision de la saison estivale, le ministère algérien des transports a annoncé un renforcement des traversées maritimes, mais la très forte demande a fait dérailler le système de réservation.
    Par Safia Ayache(Alger, correspondance)
    « Il faut prendre un ticket numéroté et attendre son tour », indique un agent de sécurité posté devant l’agence d’Algérie Ferries à Marseille. Un semblant de calme était revenu, vendredi 27 mai, aux abords des locaux de la compagnie maritime nationale algérienne dans la cité phocéenne. Deux jours plus tôt, l’afflux de clients cherchant désespérément à réserver un bateau pour l’Algérie avait failli tourner à l’émeute, entraînant l’intervention des forces de l’ordre. Deux ans après la fermeture de ses frontières pour cause d’épidémie de Covid-19, l’Algérie s’ouvre peu à peu mais pas assez vite, estiment ses ressortissants et les membres de sa diaspora.
    A l’entrée de l’agence marseillaise, les rideaux métalliques ont été descendus de moitié et des agents filtrent les passages. Une cinquantaine de personnes patientent, debout derrière des barrières ou assis sur des chaises pliables. « Certains sont venus hier soir et ont dormi ici pour être sûrs d’acheter leur billet », indique Abdelhamid. Cet Algérien qui réside à Marseille souhaite se rendre à Alger, mais il est prêt à embarquer pour n’importe quelle ville algérienne, « tant que j’arrive à partir ».
    Lire aussi : Article réservé à nos abonnés En Algérie, les drames encore invisibles des féminicides
    Muni de son ticket, il fait le pied de grue sous le soleil en attendant que son épouse vienne prendre le relais lorsqu’il devra se rendre au travail. « C’est toute une organisation, mais on ne peut rien y faire, c’est comme ça », dit-il, fataliste. Comme d’autres, il n’est pas allé en Algérie depuis longtemps. « Cela fait deux ans, précise-t-il. Ma mère est âgée et je veux la voir. J’ai même regardé les dessertes entre Alicante [en Espagne] et Oran mais il n’y a rien et les prix des compagnies aériennes sont trop chers. »
    Des sites Internet saturésEn prévision de la saison estivale, propice au retour au pays des membres de la diaspora et des Algériens résidant à l’étranger, le ministère des transports a annoncé le 19 mai un renforcement du programme des traversées maritimes. Algérie Ferries et la compagnie privée française Corsica Linea ont chacune été autorisées à opérer cinq dessertes hebdomadaires supplémentaires, notamment entre Marseille et les villes d’Alger, Oran, Bejaïa et Skikda.Mais à l’ouverture de la vente des billets, le 23 mai, la très forte demande a fait dérailler le système de réservation. Les sites Internet des deux compagnies ont rapidement été saturés. La forte affluence – « 200 000 connexions par seconde » lors des deux premiers jours de mise en service, précise Algérie Ferries – a provoqué d’importants problèmes informatiques. Si la compagnie affirme qu’il est désormais possible de réserver en ligne « en toute sécurité », les voyageurs peinent toujours à y parvenir et sont contraints de se rendre dans les agences.Depuis plusieurs jours, les scènes de files d’attente interminables et de tensions se multiplient devant les locaux de la compagnie maritime à Paris, Lyon, Lille et Marseille. « J’ai pu réserver des billets mais je n’ai pas pu payer sur Internet, voilà pourquoi je suis là », explique Selma. Assise à quelques mètres des portes de l’agence marseillaise, cette mère de famille occupe ses deux enfants tandis que son mari patiente dans la longue file.
    Si elle a privilégié la compagnie algérienne, c’est parce qu’elle voulait profiter des tarifs promotionnels annoncés récemment. « L’ENTMV [Entreprise nationale de transport maritime de voyageurs, dont Algérie Ferries est une filiale commerciale] a baissé les prix des billets de 50 %, ce qui explique cette demande importante par rapport à d’autres compagnies étrangères », indiquait Karim Bouzenad, son directeur commercial, sur la chaîne de télévision algérienne Echorouk TV le 24 mai.Sur son téléphone, Selma montre sa réservation : un aller-retour pour deux adultes, deux enfants et un véhicule, le tout pour 1 800 euros. Un tarif avantageux comparé aux prix pratiqués par les compagnies aériennes. Alors qu’un aller-retour France-Algérie en avion coûtait environ 300 euros avant la pandémie, le prix d’un aller simple peut aujourd’hui monter jusqu’à 600 euros.(...) Pour pouvoir répondre à la forte demande, les compagnies, tributaires des autorisations accordées par les autorités, promettent de mettre les bouchées doubles. « Les voyages supplémentaires autorisés offrent trois fois plus de capacité », a indiqué Algérie Ferries dans un communiqué publié le 22 mai. Un troisième navire pouvant transporter 1 300 passagers et 450 véhicules doit être prochainement mis en service. La compagnie française Corsica Linea devrait elle aussi affréter, en juin, un troisième navire d’une capacité de 2 800 passagers.

    #Covid-19#migrant#migration#algerie#sante#pandemie#frontiere#circulation#retour#diaspora#france

  • UbuWeb Film & Video : Masao Adachi & Kôji Wakamatsu - Sekigun-PFLP : Sekai Senso Sengen (The Red Army/PFLP : Declaration of World War) [1971]
    https://ubu.com/film/adachi_red.html

    Japanese
    1971
    70 min
    Co-edited by Red Army (Red Army Faction of Japan Revolutionary Communist League) and PFLP (Popular Front for the Liberation of Palestine)

    In 1971, Koji Wakamatsu and Masao Adachi, both having ties to the Japanese Red Army, stopped in Palestine on their way home from the Cannes festival. There they caught up with notorious JRA ex-pats Fusako Shigenobu and Mieko Toyama in training camps to create a newsreel-style agit-prop film based off of the “landscape theory” (fûkeiron) that Adachi and Wakamatsu had developed. The theory, most evident at work in A.K.A. Serial Killer (1969), aimed to move the emphasis of film from situations to landscapes as expression of political and economical power relations.

    In 1974 Adachi left Japan and committed himself to the Palestinian Revolution and linked up with the Japan Red Army. His activities thereafter were not revealed until he was arrested and imprisoned in 1997 in Lebanon. In 2001 Adachi was extradited to Japan, and after two years of imprisonment, he was released and subsequently published Cinema/Revolution [Eiga/Kakumei], an auto-biographical account of his life.

  • Japan to reopen to foreign tourists after two-year pandemic closure | Japan | The Guardian
    https://www.theguardian.com/world/2022/may/27/japan-to-reopen-to-foreign-tourists-after-two-year-pandemic-closure
    https://i.guim.co.uk/img/media/888cb8f738988e79f918af974dab020b5fa2069d/506_78_5248_3149/master/5248.jpg?width=1200&height=630&quality=85&auto=format&fit=crop&overlay-ali

    Japan to reopen to foreign tourists after two-year pandemic closure
    Government to allow in tourists from 98 countries and regions next month – but only as part of tour groups
    Agence France-Presse
    Fri 27 May 2022 04.20 BST
    Japan has announced it will end a two-year pandemic closure and reopen to tourists from 98 countries and regions next month, but travellers will only be allowed in as part of tour groups.The decision comes after the government last week said it would test allowing small group tours with visitors from the US, Australia, Thailand and Singapore from this month.
    On Thursday, the government revised border controls to resume accepting package tours from the 98 countries and regions – including Britain, the US, France, Spain, Canada and Malaysia – starting on 10 June.Japan will also expand the number of airports that accept international flights to seven, adding Naha in its southern Okinawa prefecture and New Chitose near Sapporo in northern Hokkaido.
    Japanese tourists at the entrance to Kiyomizu-dera temple in Kyoto
    Covid robbed Kyoto of foreign tourists – now it is not sure it wants them back. For most of the pandemic Japan has barred all tourists and allowed only citizens and foreign residents entry, though even the latter have periodically been shut out.All arrivals have to test negative to Covid before travel to Japan and many must be tested again on arrival, though triple-vaccinated people coming from certain countries can skip the additional test as well as a three-day quarantine required for others.Tour groups are expected to take responsibility for ensuring visitors respect Japan’s near-universal mask-wearing and other measures that have helped keep the toll from Covid comparatively low.Just how many people will be able to take advantage of the careful reopening is unclear as Japan is planning to double a daily entry cap, but only to 20,000.The prime minister, Fumio Kishida, has said he wants to ease border control measures, but moves are expected to proceed slowly, with strong public support for the current restrictions.Japan welcomed a record 31.9 million foreign visitors in 2019 and had been on track to achieve its goal of 40 million in 2020 before the pandemic hit.

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