L’idea indigena del «progresso a termine», distrutta dal colonialismo
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In uno dei suoi primi soggiorni presso i Banande, coltivatori del Nord Kivu (Repubblica democratica del Congo), chi scrive ebbe modo di apprendere la parola abakondi, pronunciata con vigore da un gruppo di giovani in risposta alla domanda: qual è il nome giusto per indicare i Banande? Abakondi significa "abbattitori di alberi", "distruttori di foresta". Quei giovani non facevano di mestiere gli abakondi, e tuttavia ritenevano che fosse il termine più appropriato. A ciò aggiunsero: gli "altri" (le altre etnie della regione) sono ngata, "fannulloni", "buoni a nulla". "Noi" abakondi continuiamo a progredire nella conquista del territorio; gli altri, ngata, se ne stanno fermi nella loro ignavia. La lezione dei pigmei del Congo, (…)
