• In racist, anti-immigrant diatribe, Trump declares, “I am a nationalist” - World Socialist Web Sitehttps://www.wsws.org/en/articles/2018/10/24/trum-o24.html

    In racist, anti-immigrant diatribe, Trump declares, “I am a nationalist”
    By Barry Grey
    24 October 2018

    President Donald Trump delivered a fascistic anti-immigrant diatribe at a campaign appearance in Houston on Monday for incumbent Republican Senator Ted Cruz.

    Amid xenophobic slurs against the thousands of impoverished Central American workers in the caravan making its way through Mexico to the US border, and against immigrants in general, Trump denounced the Democratic Party as “globalists” and declared, “I am a nationalist.”

    To chants of “USA! USA!” from the crowd of 18,000 supporters packed into the Toyota Center sports palladium, he urged his audience to “use that word [nationalist].”

    #trump #racisme #xénophobie #nationalisme #extrême-droite #états-unis




  • Russian Intelligence Is Co-opting Angry Young Men - The Atlantic
    https://www.theatlantic.com/international/archive/2018/08/russia-is-co-opting-angry-young-men/568741

    Deep in the forests of Slovakia, former Russian Spetsnaz commandos trained young men from a right-wing paramilitary group called the Slovak Conscripts. Following Russia’s invasion of Ukraine in 2014, some of these freshly-minted paramilitaries went to fight with Russian forces in eastern Ukraine while others stayed at home to agitate against NATO as a “terrorist organization.”

    On the streets of the French city Marseille, Russian soccer hooligans sporting tattoos with the initials of Russia’s military intelligence service, GRU, brutally attacked English soccer fans in June 2016, sending dozens of bloodied fans to the hospital. Alexander Shprygin, an ultranationalist agitator and the head of the All-Russian Union of Supporters (a soccer fan club that he claims was established at the behest of the Russian Federal Security Service, or FSB), was arrested during the melee and deported from France.

    #europe #néonazis #extrême-droite #populisme #russie #slovaquie #hooligans


  • #Giuseppe_Valditara

    Sono nato a Milano il 12.1.1961, ho studiato al Berchet ed alla Statale dove mi sono laureato in Giurisprudenza. Sono diventato poco dopo i 30 anni ordinario di Diritto Romano. Insegno a Torino, ma non ho nessuna voglia di abbandonare la mia città natale. Ho raccontato il diritto romano anche ai cinesi e sono stato per qualche anno preside della Facoltà di Giurisprudenza della Università Europea di Roma. In politica ho fatto l’assessore all’Istruzione e all’Edilizia scolastica della Provincia di Milano e per 12 anni il senatore, prima di An, poi del Pdl, quindi di Fli, di cui sono stato vicepresidente del Gruppo parlamentare. Mi sono occupato di riforme costituzionali, di ricerca e di istruzione.

    Ora ho fondato con tanti amici un gruppo facebook che si chiama Crescita e Libertà, che ha già avuto l’onore delle cronache per qualche battaglia non marginale.

    Ritengo la politica, nonostante tutto, lo strumento che ha ogni cittadino per contribuire a costruire un Paese migliore.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/blog/gvalditara

    #extrême-droite #Italie #Lega_Nord
    cc @albertocampiphoto @marty

    • Sovranismo, il Manifesto di Giuseppe Valditara: rivoluzione culturale e politica contro la sinistra “globalista”

      “Sovranismo”, si sente sempre più spesso ripetere nel dibattito politico, come risposta necessaria al forte disorientamento di vaste aree del ceto medio da tempo deluso da una politica [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] che appare incapace di reagire ad una visione del mondo che, globalizzato nell’economia, dimostra anche di aver perduto ogni riferimento culturale, ideologico e identitario, quelli che poggiano sul concetto di Nazione, espressione delle radici più profonde dei popoli, sostituita da una visione della società senza valori, senza stati, senza confini.

      E di Sovranismo, come espressione di un’idea “forte” che si alimenta della identità di un popolo, scrive Giuseppe Valditara in un volume che già si è guadagnato recensioni e presentazioni in giro per l’Italia: Sovranismo”, Una speranza per la democrazia”, che sta rinnovando il successo di un fortunato libro del 2007, “Saggi sulla libertà, dei romani, dei cristiani e dei moderni” (Rubbettino), nel quale Valditara in qualche modo ha anticipato alcune sue riflessioni in tema di identità. Perché, come si legge nella presentazione di questa raccolta di saggi, “per sapere dove vogliamo andare, quale futuro dare alla nostra società, dobbiamo recuperare la consapevolezza dei nostri valori di riferimento”, appunto la nostra identità.

      Professore ordinario di diritto romano nell’Università di Torino, una vasta produzione scientifica, senatore per due legislature, Valditara è il Direttore scientifico di Logos (www.logos-rivista.it), rivista che vanta un Comitato di esperti composto da prestigiosi docenti universitari e professionisti che costituisce una sorta di “pensatoio”, un think thank, come oggi si dice, del Centrodestra e della Lega in particolare che del sovranismo ha fatto una bandiera in Italia e in Europa e che, abbandonato il riferimento al “Nord”, si è collocata al centro del dibattito politico con visione compiuta dell’Italia, della sua storia e delle sue diversità, di quella varietà di sentimenti e di esperienze umane e culturali che costituiscono la ricchezza di questo nostro Paese.

      Il libro guida il lettore tra storia e pensiero politico alla ricerca delle radici della cultura italiana ed europea, sicché costituisce un vero e proprio “Manifesto dei sovranisti”, una risposta a quanti, in particolare dal dopoguerra, hanno cavalcato con entusiasmo, certo degno di migliore causa, la fine delle ideologie in un percorso che al fondo ha inaridito anche le idee le quali hanno identificato negli anni partiti e movimenti politici, così sminuendo agli occhi dei cittadini e degli elettori le tradizionali distinzioni della politica, tra Destra e Sinistra, nell’illusione che pace e prosperità sarebbero state assicurate dalla globalizzazione dell’economia e da quella dimensione cosmopolita e internazionalista “gradualmente diventata il punto di riferimento di quei movimenti politici che avevano sempre contrastato i fenomeni identitari, variamente legati all’idea di nazione”, come scrive Valditara che analizza le ragioni della crisi delle tradizionali divisioni politiche.

      Ed identifica in certo “Cattolicesimo mondialista”, che concepisce il messaggio cristiano più come una “ideologia sociale che come una parola di salvezza individuale”, la sponda agli interessi finanziari internazionali che traggono vantaggi da una società senza frontiere per le merci e per gli uomini. Come dimostra l’aiuto fornito da ambienti finanziari internazionali all’immigrazione incontrollata che assicura forza lavoro a basso costo per comprimere i salari.

      In politica la globalizzazione, che patrocina un mondo senza frontiere, presuppone la cancellazione delle identità dei popoli, della loro storia, della loro cultura, di quelle tradizioni che, nel corso dei secoli, hanno formato le nazioni le quali si identificano per la lingua, l’ambiente, le istituzioni. Ne dà dimostrazione la scuola con il progressivo allontanamento dalla cultura classica nella convinzione, errata, che lo studio delle discipline scientifiche sia quello che offre maggiori occasioni di lavoro. Così privando i nostri giovani di quella base culturale sulla quale più facilmente si collocano e si consolidano i vari saperi, anche quelli scientifici, come dimostra l’esperienza dei tanti professionisti e studiosi che hanno conquistato in Europa e nel mondo posizioni di elevato prestigio.

      Per Valditara è mancata spesso la capacità di sviluppare una proposta alternativa, politica e di governo, che poggi su solide basi storiche e culturali, identitarie, appunto, “con una visione chiara e positiva del futuro, in grado di convincere quote maggioritarie di elettorato in particolare quello più moderato, che è decisivo per vincere”. Ed è innegabile – osserva ancora –“che in alcuni Paesi le tradizionali forze “conservatrici” fatichino a trovare un percorso propositivo fortemente innovativo a rimodellare la loro identità per essere capaci di affrontare la nuova sfida mondiale, che è culturale prima ancora che politica”.

      C’è al fondo una riscoperta dell’idea di nazione, di un nazionalismo che non è quello aggressivo di fine ‘800 che ha prodotto prevaricazioni e guerre, ma liberal conservatore, che rivendica l’identità di un popolo anche come mezzo di confronto con altri popoli, che, come scrive Andrea Geniola, nella prefazione al libro di Michael Billig, “Nazionalismo banale”: una identità che “sopravvive alla globalizzazione perché nelle democrazie avanzate spesso abbandona i tratti più marcatamente aggressivi o rivendicativi per comparire sotto le vesti “banali” della bandiera esposta negli uffici pubblici, nei riferimenti culturali diffusi dai mass media, nella simbologia più o meno esplicita delle ritualità sportive”.

      Insomma il nazionalismo si riproduce “in tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana come un fenomeno normalizzato e rassicurante. Occorre rendersene conto per comprendere il mondo in cui viviamo senza ricadere nelle semplificazioni giornalistiche”. Secondo la cultura borghese-liberale, che “più di altri aveva enfatizzato, dall’Ottocento in avanti il legame tra nazione e libertà, tra indipendenza nazionale e progresso storico, e aveva fatto del nazional-patriottismo, inteso in senso etico politico, l’unica base di legittimazione dello Stato democratico e lo strumento privilegiato di integrazione politica delle masse popolari”, come scrive Alessandro Campi (Nazione, Il Mulino, 200).

      Il libro sviluppa l’analisi della risposta sovranista su una solida base culturale partendo dalla storia, dagli studi che affondano le radici nell’esperienza della Roma repubblicana e imperiale che consentono a Valditara di individuare concetti precisi e chiari in “sovranista” e “identitario” che ritiene “essenzialmente legato al grande tema delle vicende della sovranità popolare, prima ancora che della sovranità nazionale, la cui crisi è una conseguenza della crisi della prima”. È anche una risposta al tentativo di “sovvertire tradizioni e sconvolgere identità mettendo in crisi un mondo certamente distante da quello “progressista” e, anzi a esso politicamente alternativo nel suo consueto conservatorismo valoriale”. Questa visione storica ha l’obiettivo di definire un pensiero corretto, scientificamente corroborato da riflessioni di studiosi di scienza della politica e del diritto pubblico che vada oltre gli slogan dei movimenti sbrigativamente definiti “populisti”, qualificazione che ha assunto un significato a volte dispregiativo e comunque limitativo dell’offerta politica, per passare dalle sensazioni ad una costruzione solida, “per contestualizzare i dati dell’attualità riguardanti temi interconnessi quali l’immigrazione di massa, la perdita progressiva di identità culturale e nazionale e la crescita dei poteri sovrannazionali”, come ha scritto Thomas D. Williams PhD, Professore di Filosofia etica, University of Saint Thomas, nella prefazione: Valditara delinea idee, speranze e programmi politici che dovrebbero essere condivisi dai movimenti di tutti i Paesi e coagulare un blocco in grado di contrastare il dilagante globalismo.

      Proseguendo nell’analisi del presente Valditara rileva come ormai la sovranità popolare è umiliata da oligarchie che rispondono ai grandi gruppi economici, da governi sovranazionali che non rappresentano i popoli, da Corti internazionali che condizionano la giustizia nazionale. Sicché anche il voto, espressione massima della democrazia, si rivela privo di reale efficacia in quanto il potere è gestito da politici che si occupano soprattutto dei loro referenti e trascurano il bene comune. Questo provoca sfiducia nei confronti dello Stato che dimostra di non tutelare l’identità, le tradizioni, gli usi e i costumi, dei quali la gente – anche la più umile – si sente generalmente gelosa custode.

      Nell’Antica Roma, ricorda Valditara, autore di un aureo volumetto che ha avuto molto successo, “L’immigrazione ai tempi dell’antica Roma”, tutti erano fieri di definirsi civis romanus. Oggi pochi si sentono civis europeus, anche se l’Europa è certamente nelle nostre radici indiscutibilmente greco-romane e giudaico-cristiane che si ricollegano a quelle delle singole Patrie di cui parlava il Generale De Gaulle.

      Nella primavera 2019 voteremo per il rinnovo del Parlamento europeo ed è certo che il dibattito tra i partiti dovrà affrontare le gravi carenze dimostrate concretamente dalle Istituzioni comunitarie, anche per quel deficit di democrazia e per l’ambiguità dei rapporti tra di esse, per come siamo abituati a guardarle sulla base della separazione dei poteri enunciata tre secoli fa da Charles-Louis de Secondat, Baron de La Brède et de Montesquieu, giustamente evocato da Giuliano Amato a Bruxelles in occasione del discorso di insediamento della Convenzione europea, attestando che il Barone francese “non è mai passato per Bruxelles”.

      Il tema è quello del ruolo degli stati e, per noi, dell’Italia, se “indipendente” o “integrata”, alternativa all’evidenza frutto di un equivoco. Perché partecipare ad una Europa integrata, scegliendo di essere protagonisti di un’unione politica che garantisca il mercato unico e la democrazia liberale è certamente compatibile con la lettura sovranista del ruolo degli stati. Si tratta, dunque, ancora una volta ricordando l’insegnamento di Montesquieu, di rendere più aperti, trasparenti e capaci di rispondere alle istanze dei cittadini quei processi decisionali a livello europeo nei quali oggi marginale è il ruolo della Commissione e assolutamente insufficiente quello del Parlamento, essendo le scelte significative rimesse alle riunioni deli Consigli dei capi di stato e di governo dove fa premio il “peso” politico ed economico-finanziario dei singoli stati.

      Il libro ha, dunque, l’ambizione di offrire idee ai boni viri, a quella “maggioranza morale di persone serie, per bene, responsabili e autenticamente generose, che hanno a cura innanzitutto il destino dei propri figli e dei propri nipoti”. Perché diano vita a quella rivoluzione “identitaria e sovranista, che è poi una rivoluzione democratica” la quale “presuppone proposte non improvvisate, concrete, realistiche, presuppone riflessione e studio” come scrive Valditara nelle conclusioni. Nelle quali richiama opportunamente l’esigenza di riscoprire il realismo contro l’ideologismo. E lo fa con rinvio al pensiero di un giurista e console romano, Sesto Elio: “a differenza dei Greci, amanti del filosofeggiare, i Romani preferivano la certezza del diritto, e il diritto deve a sua volta dare risposte efficaci ed equilibrate ai bisogni quotidiani dei cittadini”.

      È corretto, dunque, definire il libro di Valditara il “Manifesto” del sovranismo, idee e volontà di sviluppare un grande progetto di respiro internazionale alternativo al “globalismo”, “che vada oltre la pur nobile azione di contrasto e di rigetto di alcuni sui principi e di alcune sue realizzazioni”.

      https://www.blitzquotidiano.it/opinioni/salvatore-sfrecola-opinioni/sovranismo-il-manifesto-di-giuseppe-valditara-2912868
      #souverainisme #globalisme

    • Giuseppe Valditara

      - Nel 1993 è nel direttivo della Fondazione Salvadori presieduta da Gianfranco Miglio e contribuisce a scrivere la bozza di Costituzione federale, approvata poi dal Congresso di Assago della Lega Nord.

      – Gennaio 1994: prende parte alla delegazione leghista che firma il patto Maroni-Segni (v. Montanelli, L’Italia di Berlusconi; Vespa, Il cambio). Sempre nel 1994 fonda e dirige Associazione per le Libertà che lancia per prima la proposta di un Partito Repubblicano che federi tutte le anime della destra italiana sul modello americano.

      – 1996: con Pinuccio Tatarella fonda Oltre il Polo per la costruzione in Italia di una destra «gollista e federalista».

      – 1998: alla conferenza programmatica di AN a Verona redige il documento sulla Questione settentrionale e scrive la proposta per statuti di autonomia particolare.

      – 1998: fa parte della Commissione istituita dalla Regione Lombardia per la redazione di uno statuto di autonomia particolare.

      – 1998: collabora con Pinuccio Tatarella alla redazione di uno statuto di autonomia particolare per la regione Puglia

      – Dal 1999 al giugno 2001 è stato vicepresidente dell’Istituto Regionale di Ricerca della regione Lombardia.

      – Dal 1998 è stato vicepresidente del comitato scientifico della rivista Federalismo e Libertà.

      – Assessore all’Istruzione e all’edilizia scolastica per la provincia di Milano dal giugno 2000 al luglio 2001.

      – Senatore della Repubblica dal maggio 2001 al marzo 2013 (Legislature XIV, XV, XVI).

      – Eletto nel 2001 al Senato della Repubblica per la Casa della Libertà in Lombardia, aderisce al gruppo di Alleanza Nazionale.

      – Rieletto nel 2006 in AN. Dal 2001 è responsabile del dipartimento Scuola e Università di AN.

      – Nel novembre 2007 propone un emendamento alla legge finanziaria per l’aumento delle borse di studio degli studenti di dottorato delle università pubbliche italiane da 800 euro a 1.100 euro circa. Nonostante il parere contrario del Governo Prodi II, l’emendamento viene approvato.[1]

      – Rieletto al Senato nel 2008 nel PDL.

      – Nel 2010 si distingue particolarmente nella stesura della Riforma Gelmini per l’università pubblica italiana.

      – Nel 2010 aderisce a Futuro e Libertà per l’Italia, divenendo coordinatore regionale della Lombardia.

      – Nel marzo 2015 ha fondato e dirige LOGOS ( www.logos-rivista.it ), rivista politico-culturale on line, un think tank vicino alle posizioni della Lega Nord e Noi con Salvini.

      https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Valditara


  • Global Neo-Nazism Is Increasing. Why Is The State Department Anti-Semitism Envoy Position Still Vacant?
    https://forward.com/scribe/407102/global-neo-nazism-is-increasing-why-is-the-state-department-anti-semitism-e

    The absence of a Special Envoy makes the media’s role of spotlighting outbreaks of hatred and anti-Semitism even more vital. This is why I was deeply alarmed to see the New York Times downplay and whitewash a neo-Nazi gang in a recent article [https://www.nytimes.com/2018/07/21/world/europe/ukraine-roma-attacks.html] about Ukraine.

    [...]

    Over the past three years, the trajectory of far-right development in #Ukraine has gotten worse. The government has declared #Nazi collaborators guilty of slaughtering Jews to be freedom fighters; parades to these groups are a common sight in Ukraine. Often, they are accompanied by rank anti-Semitism: In January 2017, chants of “Jews out” were heard at a torchlight parade in Kiev. According to RFE, Nazi salutes were seen when 20,000 marched last October. This April, the Anti-Defamation League’s Director of European Affairs tweeted a video of Nazi salutes as hundreds of people marched in the memory of a Waffen SS unit.

    [...] And while the country’s prime minister is Jewish, Deputy Interior Minister Vadym Troyan has a long history of involvement with #neo-Nazi gangs. In 2014, Jewish groups, including Ukrainian Jewish leaders, were appalled at the idea of Troyan becoming chief of police in Kiev; today, he is one of the most powerful men in the country. And according to the Washington Post, another extremely powerful figure, Parliament Speaker Andriy Parubiy, spent over a decade running the overtly neo-Nazi Social-National Party of Ukraine. Parubiy is no longer formally affiliated with neo-Nazi organizations, but his dark past is deeply troubling, especially in a nation where gangs such as C14 act with impunity (according to Human Rights Watch, Amnesty International and the United Nations).

    #extrême-droite #silence


  • ″Inside AfD″: Vorwürfe gegen den Verfassungsschutz | Deutschland | DW | 01.08.2018
    https://www.dw.com/de/inside-afd-vorw%C3%BCrfe-gegen-den-verfassungsschutz/a-44914853

    Bei diesen Treffen habe Verfassungsschutzpräsident Hans-Georg Maaßen Petry, also der AfD, Tipps gegeben. „Petry berichtete mir später, Maaßen habe ihr gesagt, was die AfD jetzt tun müsse, um einer Beobachtung durch den Verfassungsschutz zu entgehen, die er selbst nicht wünsche“, heißt es in Schreibers Buch. An anderer Stelle schreibt sie: „Die beiden schienen so etwas wie Sympathie füreinander entwickelt zu haben.“

    • Le chef des renseignements intérieurs allemands a conseillé le parti d’#extrême-droite AfD. - World Socialist Web Site
      https://www.wsws.org/fr/articles/2018/08/06/eafd-a06.html

      ... le #BfV maintien sa défense de l’#AfD. Dans un nouveau rapport sur la protection de la Constitution que Maaßen et le ministre de l’Intérieur Horst Seehofer (Union chrétienne sociale – CSU) présentèrent récemment lors d’une conférence de presse à Berlin, le chapitre sur l’ « extrémisme de droite » ne mentionne pas du tout l’AfD. Son nom apparaît plus fréquemment dans le chapitre sur l’ « extrémisme de gauche » – comme « victime » de prétendus « extrémistes de gauche ».

      Le rapport se lit comme s’il avait été écrit à la centrale de l’AfD. « Les protestations contre les deux conférences de l’Alternative pour l’Allemagne (AfD) tenues à Cologne en avril et à Hanovre en décembre » y sont citées comme critères de définition de l’ « extrémisme de gauche ». Il en est de même de la « ‘lutte’ persistante contre les extrémistes de droite » et du fait que, outre l’AfD, les « extrémistes de gauche » tiennent aussi le « gouvernement fédéral des chrétiens-démocrates et des sociaux-démocrates, tout comme le parti Alliance 90/Les Verts, responsables du renforcement des lois d’asile ».

      Quiconque critique l’extrême-droite ou rejette la politique brutale et inhumaine envers les réfugiés de la « grande coalition » est, suivant la définition du service secret, un « extrémiste de gauche » et une menace pour la Constitution. Plus répréhensible encore, selon ce rapport, est la collecte d’ « information sur des extrémistes de droite vrais ou présumés et leurs structures. »


  • https://offensivesonore.blogspot.com/2018/07/cartographie-de-lislamo-gauchisme.html

    Cartographie de l’Islamo-Gauchisme

    Emission du 20 juillet 2018, nous recevons @lieuxcommuns pour parler une nouvelle fois de l’islamo-gauchisme avec la sortie d’une infographie qui permet de visibiliser cette mouvance. Le phénomène islamo-gauchiste semble paradoxal : une partie de la gauche et de l’extrême-gauche soutiennent l’extrême-droite musulmane. C’est pourtant la convergence construite entre les héritiers des totalitarismes marxistes et la montée du totalitarisme islamique. Ils en reprennent méthodes de propagande, schémas victimaires, idéologies complotistes, certitude d’être dans le Sens de l’Histoire, volonté d’instaurer le Bien sur Terre en luttant contre le Mal, par tous les moyens...

    #audio #radio #offensive_sonore #radio_libertaire #audio #islamismes #islamogauchisme #islamophobie #islam #gauchisme #religion#complaisance #paternalisme #lieux_commun #urss #postmodernisme #Islam #Politique #Religion #Houria_Bouteldja #Daniel_Obono #Edwy_Plenel #ccif #Alain_Soral #Rokaya_Diallo #Médine #Tariq_Ramadan #lamanifpourtous #extrème-droite #musulmans


  • The far right determine Europe’s refugee policy - World Socialist Web Site

    https://www.wsws.org/en/articles/2018/06/15/anti-j15.html

    The far right determine Europe’s refugee policy
    By Peter Schwarz
    15 June 2018

    The European Union (EU) Commission plans to nearly treble its spending on migration in the next six-year financial period, from 13 to 35 billion euros ($US 15 to 40.5 billion).

    This money will not be spent on supporting and integrating refugees, but rather on sealing off Europe’s external borders, deporting refugees en masse, as well as on other measures aimed at deterring refugees from entering. The EU border protection authority Frontex is to be increased from its present staff of 1,000 to 10,000 officials and expanded into a high-tech, up-to-date, military-style border police.

    With its plans, the EU Commission is reacting to the failure of its previous efforts to distribute refugees through the 28 member European states based on a quota system. Right-wing, nationalist governments—such as the Hungarian, Polish and Czech—had refused to accept even a single refugee. The dispute over the refugees and the sealing off of internal European borders threatened to blow up the EU.

    #extrême-droite #europe


  • Devinette pour le week-end : qui est-il ? Premier indice : il était détesté par l’#extrême-droite. Second indice : il a eu l’idée du Festival de Cannes. Allez, un dernier pour la route : son nom est celui de beaucoup d’écoles françaises.

    http://sms.hypotheses.org/2121

    #Front_populaire, #mémoire, #république, #panthéon, #Jean_zay, #biographie, #histoire, #cannes, #politique


  • Slovenian nationalist party wins parliamentary election | World news | The Guardian

    https://www.theguardian.com/world/2018/jun/03/anti-immigration-party-leads-exit-poll-in-slovenian-election

    Après l’Italie, le Slovénie.

    n anti-immigration opposition party has won Slovenia’s parliamentary election, taking 25% of the vote, with 98% of the vote counted.

    However, the centre-right Slovenia Democratic party (SDS) of former prime minister Janez Janša may struggle to pull together a government as its hardline stance on immigration has left it short of potential coalition partners.

    #slovéni #extrême-droite #populisme


  • Exclusive : Trump’s Right Hand Man in Europe Wants To ‘Empower’ European Anti-Establishment Conservatives
    http://www.breitbart.com/london/2018/06/03/trumps-right-hand-man-in-europe-wants-to-empower-european-anti-establishm

    Les #Etats-Unis de Trump veulent renforcer l’#extrême-droite en #Europe

    BERLIN, Germany: Trumpian U.S. Ambassador to Germany Richard Grenell has expressed great excitement over the wave of anti-establishment conservatism in Europe, saying he wants to “empower” leaders of the movement.


  • How YouTube’s « #Super_Chat » System Is Pushing Video Creators Toward More Extreme Content
    https://www.buzzfeed.com/ishmaeldaro/youtube-comments-hate-speech-racist-white-nationalists-super

    L’#argent d’#extrême-droite n’a pas d’#odeur selon YouTube

    Prominent far-right and white nationalist figures have for months been helping YouTube channels earn thousands of dollars thanks to frequently racist commenters who pay for the opportunity to make their voices heard. BuzzFeed News tallied the Super Chat amounts from two recent videos featuring white nationalists Richard Spencer and Mike Enoch and found they brought in just over $4,000, of which #YouTube itself takes a cut. (The company declined to say how much.)

    #racisme_autorisé


  • Anti-Semitic crime, mostly with far-right motive, edges up in Germany | Article [AMP] | Reuters
    https://uk.reuters.com/article/uk-germany-antisemitism/anti-semitic-crime-mostly-with-far-right-motive-edges-up-in-germany-idUK

    Interior Minister Horst Seehofer said that 1,504 anti-Semitic offences were reported in 2017, up from 1,468 in 2016, though he said there had been fewer attacks on hostels housing refugees.

    “It is not surprising that the so-called ‘imported anti-Semitic crimes’ are rising - even if at a lower level. But I want to make clear that almost 95 percent of anti-Semitic crimes in 2017 had a right-wing motive ,” said Seehofer.

    #extrême-droite #allemagne


  • De quoi le « nouvel antisémitisme » est-il le nom ? Annie Benveniste et Annie Cyngiser

    Nous souhaitons contribuer aux vigoureuses protestations qui viennent de s’élever (ici ou là) devant la publication d’un « Manifeste », signé par quelques centaines de personnes du monde politique, artistique et intellectuel et qui de fait constitue un appel à la haine et à une guerre civile larvée qui ne dit pas son nom.

    Prétendant dénoncer « un nouvel antisémitisme », ce manifeste impute au seul « islam radical » les agressions commises à l’égard de citoyens français juifs, sans référence aucune à l’antisémitisme d’extrême-droite qui monte dans toute l’Europe (pays de l’Est, Allemagne, Autriche) et dont on ne peut ignorer la présence en France.

    Dans leur souci d’éviter toute référence aux courants d’#extrême-droite actifs, y compris juifs, est aussi bien passée sous silence, la tentative d’intervention au col de l’Echelle du groupe #génération-identitaire contre les passages de frontières d’immigrés venus d’Italie que la présence tolérée, lors de la dernière marche silencieuse, de la Ligue de défense juive ( #LDJ ) qui a tenté de s’instituer en service d’ordre, alors que ce groupe est interdit en Israël même.

    Leur prétendu antiracisme, dont fait partie la lutte contre l’antisémitisme, est donc à géométrie variable.

    Au mépris total des faits et de l’histoire de France, avec une manipulation douteuse des chiffres en matière d’agressions, cette tribune ne peut qu’exacerber les tensions sociales en France. En outre, elle prend en otage ceux d’entre nous, qui juifs, se sentent constamment soumis au chantage d’un péril antisémite, hélas aujourd’hui réel, dès qu’ils se démarquent de la politique d’un Etat qui n’est pas le leur.

    Elle semble condamner tout communautarisme, mais elle cherche à imposer la notion de « communauté juive » supposée intégrer tous les juifs de France sous la bannière du CRIF( qui n’en représente qu’un nombre infime), et ainsi exacerbe l’antisémitisme qu’elle dit vouloir combattre.

    Cette tribune qui perpétue le fantasme d’une future et discrète Nuit de cristal en France à travers une prétendue « épuration ethnique à bas bruit » semble également ignorer l’article du Monde du 21 avril dernier qui nuance ainsi les faits : « Qu’un certain nombre d’agressions soit le fait de personnes de confession musulmane, nul ne le nie. Reste que les statistiques de la police rappellent que dans 95% des cas, les auteurs de délits antisémites enregistrés en 2017 étaient liés à l’extrême droite » (cf. « La recrudescence des actes violents contre les juifs en Allemagne » ; cf. aussi Nicolas Barotte, « Un nouvel antisémitisme met à l’épreuve la mémoire allemande », Le Figaro du 29/03/2018).

    Aussi, nous dénonçons le tissu d’amalgames et de contre vérités qui courent tout au long de ce « Manifeste » :

    • Amalgame entre, d’une part, des violences et des actes meurtriers perpétrés contre des citoyens juifs français par des terroristes déclarés et, d’autre part, des assassinats de type crapuleux, comme celui de madame Knoll, dont la preuve qu’il relèverait de l’antisémitisme ne repose que sur la connaissance, par l’auteur du crime, de la religion de sa victime.

    • Amalgame entre une #idéologie politico religieuse, le salafisme, et une religion essentialisée comme seule porteuse de violences, l’#islam. Quant à la nécessité de réviser les textes sacrés, ni la #Bible ni les #Evangiles n’ont été critiqués ou remis en cause par Vatican II qui a fait supprimer de la liturgie, certains passages accusant les juifs de #déicide, sauf dans les églises intégristes qui ne reconnaissent pas l’intervention pontificale. Les textes sacrés restent sacrés. Seules leur lecture et interprétation ont été revisitées (cf. Rachid Benzine, « L’urgence n’est pas d’expurger le #Coran mais d’en faire une lecture critique », La Croix, 23/04/2018). S’appuyer sur les prêches et interprétations du Coran des imams salafistes pour demander que « des versets du Coran soient frappés d’obsolescence », c’est attribuer à l’ensemble des croyants multiformes musulmans une attitude haineuse envers les juifs. C’est aussi leur attribuer une identité ethno-religieuse, à l’instar de l’image façonnée, au cours des siècles, des juifs comme « race à part ».

    • Amalgame entre #antisionisme et antisémitisme qui assimile la contestation de la politique coloniale et raciale d’#Israël à l’égard des #Palestiniens (sans oublier les discriminations à l’égard des #Falachas juifs d’Ethiopie et de la récente émigration africaine, commises notamment par les courants #ultra-orthodoxes) à la dite « volonté de destruction des juifs » par des mouvements extrémistes au Proche-Orient. En oubliant que l’Etat israélien s’autoproclame « #Etat_juif » et s’arroge le droit de parler au nom des juifs du monde entier. Amalgame dont plusieurs personnalités « hors de tout soupçon » ont risqué de faire les frais (Maspéro et tant d’autres) lorsque l’on a cherché à les faire condamner par la justice comme antisémites. De même pour tous ceux et celles, juifs et juives, qui ont subi diffamation ou calomnies publiques comme par exemple l’ex-ambassadeur et ancien déporté Stéphane Hessel, auteur du manifeste « Indignez-vous », Edgar Morin ou l’ancien président du #CRIF, Théo Klein dés qu’ils refusèrent de cautionner inconditionnellement l’Etat d’Israël. Et dernièrement l’actrice Natalie Portman, traînée dans la boue par le gouvernement et la presse israélienne parce qu’elle avait refusé de prêter son nom et sa présence à un « Prix Nobel juif ».

    S’il ne faut pas négliger la progression d’une idéologie salafiste et wahhabiste, dans les prisons comme dans les quartiers que la République française nomme de « non droits », il faut rappeler que cette même république a été sourde aux appels de travailleurs sociaux – laïques et musulmans (mais pourquoi définirait-on certains citoyens par leur appartenance religieuse ?) pour lutter contre les prêches de ces imams. Cette même république a été sourde également aux études des anthropologues et des sociologues sur la montée des mouvements religieux servant de rempart ou de colmatage socio-éducatif au retrait des services publics et des pouvoirs régaliens dans certaines périphéries paupérisées. Les attaques contre la pensée critique, appelée par le manifeste pensée de la « gauche radicale » réduisent les analyses des phénomènes de paupérisation et de ségrégation sociale – conjugués à la montée du consumérisme et au ressentiment de ne pas être du bon côté de la fracture – à une unique position idéologique. Les détracteurs de la pensée critique, eux, pensent si bien qu’ils parlent d’épuration ethnique pour désigner la fuite des quartiers paupérisés vers des quartiers plus « sécurisés » et gentrifiés de certaines fractions de la population juive. Quand, dans l’Afrique du Sud post-apartheid, des fractions aisées de la population noire ont quitté les townships pour des quartiers blancs, et que les Blancs ont déserté ces mêmes quartiers a-t-on parlé d’une « #épuration_ethnique » ?
    Tant de confusions et d’amalgames font donc de ce manifeste, à l’opposé du souhait annoncé de bon nombre de ses signataires, une véritable incitation à la #haine_raciste et même #antisémite.

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    Annie Benveniste est anthropologue, Université Paris 8 ; Annie Cyngiser est sociologue retraitée
    Source : Paul Jorion https://www.pauljorion.com/blog/2018/04/28/de-quoi-le-nouvel-antisemitisme-est-il-le-nom-par-annie-benveniste-annie-cyngiser/#more-103934


  • Le FN tourne la page de la « dédiabolisation »
    https://www.mediapart.fr/journal/france/110318/le-fn-tourne-la-page-de-la-dediabolisation

    Militants du FN Arrondir les angles, durcir la ligne. Lors de son XVIe congrès, qui se tenait à Lille ce week-end, le #Front_national s’est livré à un remarquable grand écart : revendiquer une « refondation » sous le signe du « rassemblement », tout en se glorifiant de la présence du sulfureux #Steve_Bannon, soutenu par les milieux suprémacistes américains et en adoptant un nom qui rappelle un mouvement collaborationniste.

    #France #extrême-droite #Jean-Marie_Le_Pen #Marine_Le_Pen



  • MIGRATIONS : La situation des migrant·es et demandeur/euses d’asile | forumcivique.org

    http://www.forumcivique.org/fr/articles/migrations-la-situation-des-migrant%C2%B7es-et-demandeureuses-d%E2%80%

    MIGRATIONS : La situation des migrant·es et demandeur/euses d’asile
    de Szonja Kravinszkaja et Krisztina Virányi,12.12.2017
    Archipel émission 265 (12/2017)
    Archipel

    Le 23 octobre 2017, jour de fête nationale en Hongrie, Viktor Orbán a fièrement annoncé dans son discours que la Hongrie est la dernière zone de l’Europe sans migrant·es et qu’il a l’intention qu’elle le reste.
    Suite à cette déclaration, toute nouvelle directive et action politique mise en place vise à tenir migrant·es et demandeur/euses d’asile loin de Hongrie. Ceci afin d’instiller une culture de la peur dans la société hongroise, et cela va de pair avec un durcissement de la répression à l’encontre des structures de soutien et d’ONG qui travaillent avec les réfugié·es. Il a été annoncé que toutes les personnes en lien avec des organisations civiles seront traitées comme des criminelles de guerre, des saboteuses, des patricides.

    #migrations #asile #hongrie #populisme #extrême-droite


  • Rise of populism in Europe ’a real threat to democracy’ | Euronews
    http://www.euronews.com/2017/12/29/rise-of-populism-in-europe-a-real-threat-to-democracy-

    A “blue wave” of populism has taken hold in large parts of Europe and in some cases is posing a dangerous threat to democracy. So say the US-based authors of a major study of the phenomenon in European politics since the start of the millennium.

    #populisme #extrême-droite #europe


  • Quand les fantômes historiques sont convoqués
    Invention de hauts lieux et réification des identités territoriales dans les Carpates roumaines

    parGábor Szalkai
    Eötvös Lorán University
    Department of Regional Science

    https://www.cairn.info/revue-espace-geographique-2017-2-page-143.htm

    Attention Pay wall

    Le Ghimeş, dans la haute vallée du Trotuş dans les Carpates orientales roumaines, est devenu à partir de 2008 et en seulement quelques années un haut lieu de la ferveur nationale hongroise. L’article reconstitue le processus de convocation des « fantômes historiques » par des acteurs locaux et extérieurs dans ce petit pays de la minorité Csángós. Il montre comment se combinent l’affirmation identitaire et l’opportunisme économique dans le processus d’invention d’un lieu de mémoire de « la frontière de mille ans » et analyse les effets de la concurrence des symboles sur la réification et la dualisation des identités culturelles et territoriales.

    #europe #populisme #extrême-droite #hongrie #autriche #pologne


  • Right-wing extremists enter government in Austria - World Socialist Web Site

    https://www.wsws.org/en/articles/2017/12/18/aust-d18.html

    L’#extrême-droite au ministère de l’intérieur en #Autriche, même dans mes pires cauchemars...

    The conservative Austrian People’s Party (ÖVP) and the far-right Freedom Party (FPÖ) agreed on a coalition deal and presented the government’s programme and ministers on Saturday. The government is to be sworn in today.

    It will be the most right-wing government in Vienna since the Austro-fascist state under Kurt Schuschnigg, who governed Austria as a dictator from 1934 until the Anschluss with Hitler’s Germany in 1938. The FPÖ is a member of the “Europe of Nations and Freedom” group within the European parliament, which includes France’s Front National, the Dutch PVV of Geert Wilders, Italy’s Lega Nord and other right-wing extremist parties.


  • L’arrivée de l’#extrême-droite dans le gouvernement en #Autriche accueillie par un gigantesque silence européen
    https://www.franceinter.fr/monde/l-arrivee-de-l-extreme-droite-dans-le-gouvernement-en-autriche-accueilli

    Les seules réactions sont celles des leaders d’extrême-droite, réunis samedi à Prague qui ont salué une décision historique. En écho, le vice-président du Front national Nicolas Bay s’est « réjouit de cette alliance gouvernementale » entre le FPÖ et le parti conservateur autrichien ÖVP. 

    Invité de Questions politiques, Nicolas Bay a toutefois estimé que cette configuration n’est pas « forcément exportable » en France « parce que la situation autrichienne n’est pas forcément la même ». C’est néanmoins pour le numéro 2 du FN « la preuve que nos alliés sont prêts à travailler à l’intérêt général des Autrichiens, mais d’une manière générale, de l’#Europe et des peuples européens ».


  • Laurent #Wauquiez élu à la tête des #Républicains dès le premier tour avec plus de 74% des voix : retrouvez « #Sous_la_parka », l’enquête des Jours avec les deux premiers épisodes en accès libre.


    https://lesjours.fr/obsessions/wauquiez/ep1-mont-mezenc
    https://lesjours.fr/obsessions/wauquiez/ep2-chasse
    #les_républicains

    La majorité des photos de l’obsession est signée @albertocampiphoto et les articles par des membres de @wereport