• L’obiezione è un’incoscienza. Se non vuoi praticare aborti, puoi fare il dermatologo.

    Pochi giorni fa è stata data notizia che a luglio un medico obiettore di Napoli è stato licenziato dalla Asl in cui lavorava dopo che si è rifiutato di prestare cure mediche a una donna alla 18esima settimana di gravidanza. La donna è arrivata al presidio in travaglio, con il feto già privo di battito cardiaco e necessitava di un aborto farmacologico, che il ginecologo non ha voluto praticare appellandosi all’obiezione di coscienza. La paziente è stata salvata da un altro medico, chiamato di urgenza da un’ostetrica. L’Asl di Napoli ha licenziato l’obiettore per omissione di assistenza, e presto il caso passerà alla Procura e all’Ordine dei Medici. In Italia, 7 ginecologi che operano negli ospedali su 10 sono obiettori. La percentuale di obiezione supera l’80% in ben sette regioni, arrivando al 96,9% in Basilicata, senza contare gli anestesisti (48.8%) e il personale non medico (44%). A questo si aggiunge la galassia sommersa di “farmacisti obiettori”. Le virgolette sono obbligatorie, dato che secondo la legge 194/78 (la legge che ha depenalizzato l’aborto in Italia, promulgata nel 1978), “L’obiezione di coscienza esonera il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie dal compimento delle procedure e delle attività specificamente e necessariamente dirette a determinare l’interruzione della gravidanza”. Ma, come specificato dall’OMS, la pillola del giorno dopo e dei cinque giorni dopo – che spesso i farmacisti si rifiutano di vendere adducendo fantasiose giustificazioni su ricette mancanti (che non sono obbligatorie per le maggiorenni) o il grande classico: “Mi spiace ma l’abbiamo finita”, guarda caso quando serve a te – non ha alcun effetto abortivo, pertanto l’obiezione non si può applicare. In Germania gli obiettori sono il 6%, in Francia il 3% mentre in Svezia e in Finlandia non esistono nemmeno.

    Il problema dell’obiezione di coscienza è che rende molto difficile per una donna ottenere l’IVG (interruzione volontaria di gravidanza) entro i tempi previsti dalla legge, cioè entro 90 giorni dal concepimento, conteggiati dal primo giorno dell’ultima mestruazione. Posto che non tutte le donne si accorgono subito di essere incinte e che la legge prevede la cosiddetta “pausa di riflessione” di sette giorni tra il rilascio del certificato medico che autorizza l’IVG e la conferma dell’appuntamento, tre mesi non sono poi così tanti, soprattutto se tutto questo percorso già abbastanza complesso da un punto di vista psicologico e pratico viene ostacolato da medici, infermieri, psicologi, personale sanitario e sistema burocratico. Per non parlare di quelli che si mettono fuori dagli ospedali o dalle università con vangeli, immagini di feti photoshoppati male e crocifissi per terrorizzare le donne che vogliono praticare un aborto. Per quanto la legge 194 tuteli l’obiezione di coscienza, essa sancisce chiaramente che “Gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare l’espletamento delle procedure”. Questo, però, spesso non avviene. L’antropologa Silvia De Zordo ha condotto una ricerca negli ospedali di Roma e Milano per cercare di spiegare le cause della diffusione dell’obiezione di coscienza in Italia. I motivi religiosi, infatti, giustificano solo in parte questo fenomeno. La religione cristiana, ponendo l’accento sulla sacralità della vita sin dal concepimento, equipara l’aborto all’omicidio. Ma in casi come quello di Napoli, l’ostinazione a preservare la vita del feto (per altro già privo di battito cardiaco) ha quasi causato il decesso della madre. La legge 194 protegge l’obiezione di coscienza, ma ancor più la sicurezza delle donne. È stata fatta innanzitutto per contrastare le tecniche di aborto clandestine, a cui le donne ricorrevano per disperazione e che prevedevano pratiche molto pericolose come l’inserimento di ganci nell’utero, l’intossicazione tramite farmaci o erbe velenose, che in molti casi potevano portare a infezioni, perforazioni e quindi a emorragie e non difficilmente alla morte. L’accesso a tecniche mediche sicure per interrompere la gravidanza ha salvato moltissime vite. Ci sono molte altre specializzazioni di medicina altrettanto remunerative che un medico obiettore può intraprendere, se non ha a cuore la vita delle persone che esistono già perché preferisce quelle che devono ancora nascere. Dopotutto, un cristiano ortodosso che considera immorale prelevare organi dai cadaveri non si specializza di certo in trapianti. Storicamente, l’obiezione di coscienza era un atto di coraggio per contrastare un divieto o una legge che si riteneva sbagliata, e le conseguenze potevano essere molto pesanti. Un uomo che rifiutava la leva obbligatoria, ad esempio, veniva punito come un disertore: in tempo di guerra, rischiava la fucilazione. In Italia, l’obiezione di coscienza diventa un diritto dal 1972, anno in cui viene introdotta la legge n. 772. Da questo momento il concetto cambia: il servizio civile (quindi il modo in cui si esercita l’obiezione) è un’alternativa al servizio militare, una scelta. Semplificando, il danno procurato alla collettività per non aver svolto la naja, veniva ripagato con un altro lavoro di utilità sociale. Nel caso dell’aborto, però, non c’è un’alternativa, ma soltanto un enorme squilibrio. Chi fa obiezione per l’aborto non offre un’alternativa all’IVG, ma sottrae a una donna un diritto che per legge le è garantito.

    Non solo: l’obiezione di coscienza del singolo ricade anche sulla gestione del lavoro dell’intero reparto, con conseguenze gravi anche sui non obiettori. L’IVG infatti è una pratica abbastanza semplice e monotona e viene considerata generalmente un lavoro poco gratificante. Questo è dovuto al fatto che i pochi ginecologi non obiettori si ritrovano a praticare da soli tutti gli aborti, che vengono percepiti come un lavoro “accessorio”, nonostante siano la pratica medico-ginecologica più diffusa dopo il parto. I medici intervistati da De Zordo aggiungono anche il fatto che manchi un’adeguata formazione sulle nuove tecniche di aborto, come la D&E (dilatazione ed evacuazione strumentale) che all’estero viene praticata in anestesia totale dopo la diciassettesima settimana, mentre in Italia si preferisce ancora il travaglio indotto, obbligando la donna a un parto che non vuole fare. In generale, secondo De Zordo, il lavoro dei ginecologi che esercitano nell’ambito prenatale enfatizza molto il ruolo del feto e dell’embrione, che diventa quasi l’unico “paziente” a discapito della madre. Per questo motivo, molti medici si avvicinano a posizioni obiettanti. In alcuni ospedali, poi, l’obiezione è una scelta di comodo. Molti medici non obiettori si sentono stigmatizzati o esclusi da parte dei colleghi anti-abortisti. Quando questi ultimi occupano posizioni di prestigio all’interno degli ospedali, la carriera dei non obiettori può arenarsi proprio sulla pratica dell’IVG. Negli ospedali del Nord Italia, ad esempio, gli esponenti cattolici hanno un potere vastissimo: gran parte della sanità lombarda è dominata dal gruppo Comunione e Liberazione, che in alcuni casi, come la discussione sull’adozione della pillola abortiva Ru486, ha interferito con le decisioni del Pirellone, allora guidato da Roberto Formigoni, esponente di CL. All’interno di sei strutture lombarde, inoltre, è presente una sede del Movimento per la vita che sulla porta espone un’immagine di un feto con la scritta: “Mamma, ti voglio bene, non uccidermi”. Molte donne hanno raccontato di essere state indirizzate nei loro uffici dopo aver richiesto un IVG in un ospedale pubblico.

    C’è poi la questione economica. L’IVG si può praticare in ospedali pubblici, gratuitamente, sia in cliniche private. Per la sanità pubblica, l’aborto non può rientrare nelle procedure ospedaliere intra moenia, cioè nelle prestazioni di libera professione erogate nelle strutture ambulatoriali dell’ospedale. Questo legittima molti medici a dichiararsi obiettori per il SSN, ma poi eseguire l’IVG a pagamento nei propri ambulatori. Secondo i medici intervistati da De Zordo ci sarebbe una situazione fuori controllo per quanto riguarda gli “obiettori di comodo” o “falsi obiettori”, e inserire l’aborto tra le pratiche intra moenia potrebbe effettivamente incentivare molti ginecologi obiettori per motivi non religiosi (quindi quelli che rinunciano a praticare IVG per non restare indietro con la carriera) a prestare questo servizio anche nelle strutture pubbliche. A quarant’anni dalla sua approvazione, la legge 194 dovrebbe essere aggiornata. Quel testo fu l’esito di una lunghissima negoziazione con le forze cattoliche, evidente sin dal primo articolo (“Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio”). Le cose nel nostro Paese sono molto cambiate dal 1978: calano i cattolici praticanti, mentre aumentano gli obiettori e, come denuncia LAIGA (Libera Associazione Italiana Ginecologi per l’Applicazione della legge 194/78), l’età media dei non obiettori è alta e non sta avvenendo un ricambio generazionale. Questo perché, evidentemente, l’obiezione non è dettata tanto dalla coscienza, ma da interessi di altro tipo. L’obiezione andrebbe quindi regolamentata in modo chiaro e la specializzazione in ginecologia sconsigliata a chi non vuole praticare aborti: l’Italia ha già ricevuto due sanzioni dall’Unione Europea perché, nonostante la 194 imponga la garanzia del diritto all’IVG anche in presenza di medici obiettori, questo nei fatti non viene garantito. Una soluzione potrebbe essere quella di assicurare il 50% di personale non obiettore in tutte le strutture, oppure quella più drastica, già attuata dall’ospedale San Camillo di Roma, di non assumere medici obiettori. Finché avremo questo governo, pensare di cambiare la legge è un’idea un po’ troppo ottimistica. Visto l’attuale clima reazionario, ultracattolico e nemico dei diritti, è già tanto se riusciremo ancora ad avere diritto all’interruzione di gravidanza.

    https://thevision.com/attualita/aborto-obiettore-di-coscienza

    #IVG #femmes #Italie #statistiques #objection_de_conscience #médecine #chiffres #interruption_volontaire_de_grossesse #santé #accès #accès_aux_soins #gynécologie #pharmaciens #loi #legge_194/78 #avortement #religion #hôpitaux #comunione_e_liberazione #CL #movimento_per_la_vita

  • #Shervin_Hajipour - #Baraye برای / #for

    > Shervin Hajipour was arrested during the #Mahsa_Amini protests in Iran after publishing his song to commemorate the Kurdish woman Mahsa Amini who died due to police brutality. The video of his song “Baraye...” (Persian: برای, For...) in which he used protest tweets with the word Baraye..., was seen more than 40 million times in less than two days on his Instagram page only. The main theme of the song is support of women with the slogan “Women, Life, Freedom”. He was forced to delete the song due to the pressure of government officials.
    https://en.wikipedia.org/wiki/Shervin_Hajipour

    https://www.youtube.com/watch?v=5qQchsJGNPQ

    #musique_et_politique #Iran #FemmesVieLiberté

  • Je te paie pour que tu ne dises pas non

    Je veux parler des hommes qui achètent du sexe, et comment ça met en lumière ce qu’est la prostitution. Le modèle nordique est le seul cadre légal que j’aie vu jusqu’ici qui reconnaisse ces réalités, et voici quelques-unes de mes raisons, en tant que survivante de la prostitution, pour le soutenir.

    Le débat sur la prostitution a été bloqué depuis quelque temps sur la question : est-ce que le « travail du sexe » est du travail ou pas ? Du point de vue de quelqu’un qui a été victime de trafic sous couvert d’une agence d’escort haut de gamme et qui a « choisi » la prostitution suite à une situation d’addiction et de violence conjugale, ma réponse est : « absolument pas ». La prostitution est, en tant que système et pour la majorité des personnes qui y sont piégées, de l’exploitation sexuelle et une oppression.

    https://entreleslignesentrelesmots.wordpress.com/2022/10/01/je-te-paie-pour-que-tu-ne-dises-pas-non

    #féminisme #prostitution

  • Appel à condamner le projet de protocole de la Conférence de La Haye et les principes de Vérone qui visent à encourager la GPA transfrontière

    Les personnes soussignées, associations féministes et autres organisations de la société civile, en tant que défenseurs des droits humains des femmes et des enfants, considèrent que les deux initiatives mentionnées ci-dessous faciliteront et donc encouragerons la GPA transfrontière, en s’appuyant sur une interprétation trompeuse de l’intérêt supérieur de l’enfant, en piétinant les droits des femmes, au seul profit de ceux qui n’ont aucun scrupule à recourir à cette pratique et donc du marché.

    https://entreleslignesentrelesmots.wordpress.com/2022/09/30/appel-a-condamner-le-projet-de-protocole-de-la

    #féminisme #gpa

  • La dangerosité de « l’assistanat sexuel »

    L’une des raisons invoquées pour justifier la prostitution est le droit des hommes handicapés à avoir des relations sexuelles avec une prostituée.

    « Et les hommes handicapés ? Les hommes handicapés ont aussi le droit d’avoir des relations sexuelles, n’est-ce pas ? » disent-ils.
    Je pense qu’il est intéressant de noter que ce n’est pas un argument défendu par les organisations de personnes handicapées mais par des personnes valides justifiant le commerce du sexe.

    J’ai travaillé comme réceptionniste dans un bordel légal haut de gamme à Victoria, en Australie. Avant cela, j’aurais été d’accord avec cet argument, mais après avoir vu l’intérieur de l’industrie du sexe et à quel point elle est misogyne et exploiteuse, et à quel point les bordels sont minables et sordides (la majorité sont illégaux), je vois les choses différemment. Je considère maintenant cet argument comme discriminatoire et offensant pour une multitude de raisons.

    https://entreleslignesentrelesmots.wordpress.com/2022/09/29/la-dangerosite-de-lassistanat-sexuel

    #féminisme

  • #AlbertCamus
    #anarchisme #autogestion #émancipation #écologie
    #antimilitarisme #anticléricalisme
    #fédéralisme_libertaire #feminisme
    #antiétatisme #anticapitalisme #antifascisme #internationalisme

    ★ Albert Camus, un libertaire

    https://www.socialisme-libertaire.fr/2022/09/albert-camus-un-libertaire.html

    ■ Cet hommage de l’ami Jordi Torrent Bestit [1] à l’auteur de L’Homme révolté a été prononcé à la Journée d’hommage à Albert Camus célébrée le 19 avril 2018 à la Bibliothèque Gòtic-Andreu Nin de Barcelone. La version française que nous en donnons ici...

  • La #Bretagne connaît un taux de #cancer de la #peau trois fois supérieur à la moyenne nationale - Le Parisien
    https://www.leparisien.fr/societe/sante/la-bretagne-connait-un-taux-de-cancer-de-la-peau-trois-fois-superieur-a-l

    Plusieurs facteurs peuvent expliquer cette singularité de la péninsule armoricaine, avec près d’un millier de #mélanomes diagnostiqués chaque année et, chez la #femme, « une #surmortalité importante de 28 % par rapport à la France métropolitaine », selon l’Assurance maladie. En premier lieu, les habitants ont tendance à ne pas se protéger face à une météo parfois fraîche et nuageuse. « Or, malgré tout ce qu’on dit (sur le climat breton), la Bretagne a quand même une incidence #UV importante », note le dermatologue Luc Sulimovic, président du Syndicat national des dermato-vénéréologues (SNDV).

    « Les coups de soleil peuvent aussi se produire quand la température est plus faible, au niveau de l’intensité à partir du niveau UV 3, il faut se protéger et pas qu’à la plage », renchérit Élodie Poullin.

    Autre explication à cette singularité bretonne : le peuplement. « Parmi la population, on a beaucoup de phototype 1. Quand on a une peau, les yeux, une carnation, une couleur de cheveux claire, on est plus à risque génétiquement de développer un cancer », souligne Élodie Poullin.

    Enfin, dans une région où les côtes se comptent en milliers de kilomètres, les habitants ont tendance à être beaucoup en extérieur, sans compter une importante population d’agriculteurs et de pêcheurs « qui s’exposent continûment » sans avoir toujours le réflexe d’utiliser de la crème solaire, relève Nicole Cochelin, dermatologue à Montfort-sur-Meu, à l’ouest de Rennes.

    #santé

  • 🛑 #Iran

    ❤️💜🖤 #MahsaAmini #JinaMahsaAmini
    #solidarité

    #intégrisme #obscurantisme #patriarcat #domination
    #anticléricalisme
    #féminisme #IranProtests
    #droitsdesfemmes #DroitsHumains #Liberté

    Le cri de l’Iran : “Parlez de nous !”

    " S’il est une demande des femmes, des jeunes et de tous ceux qui descendent dans la rue contre le régime en Iran, c’est bien celle-là. “Parlez de nous, ne laissez pas le silence s’installer avec la répression”.

    Voilà quinze jours déjà que Jina (Mahsa) Amini, jeune femme de 22 ans, a succombé aux coups des forces iraniennes, dont la brigade des mœurs, qui l’avaient arrêtée, pour sa mèche de cheveux qui dépassait. Voilà plus de dix jours que ce meurtre a catalysé une révolte politique contre le régime des Mollahs, avec aux premiers rangs les femmes, jeunes et moins jeunes.

    Toutes les contestations de ces dernières années, éparses et très durement réprimées, ont trouvé là une raison de se rejoindre dans la rue (...) "

    https://www.kedistan.net/2022/09/28/iran-parlez-de-nous

  • #anarchisme #communisme_libertaire #autogestion #émancipation #écologie
    #antimilitarisme #anticléricalisme
    #fédéralisme_libertaire #feminisme
    #antiétatisme #anticapitalisme #antifascisme #internationalisme

    ★ Le manifeste anarchiste : Que veulent les anarchistes-communistes ?

    https://www.socialisme-libertaire.fr/2022/08/le-manifeste-anarchiste-que-veulent-les-anarchistes-communiste

    Pierre Ramus (1878 - 1942) ★ Pierre Ramus - Le manifeste anarchiste : Que veulent les anarchistes-communistes ? (1907) Anarchisme et Non-Violence n°16 - janvier-février 1969. « Nous, qui défendons la théorie de l’anarchisme-communisme, sommes adversaires...

  • Avant propos inédit de Geneviève Fraisse à la réédition de son livre : Du consentement

    Et une libération de l’écoute ?
    Depuis l’automne 2017, notre société assisterait à une libération de la parole. La formule est passive et on ne sait pas « qui » a libéré la parole ; formule passive car on aime aussi souligner qu’elle s’est mécaniquement libérée ; image abstraite qui efface la cause de cette parole devenue publique. Cependant, on a vite compris que les femmes avaient « pris » la parole, geste affirmatif, et surtout subversif, puisque le contenu de cette parole est de dire la violence subie tout en désignant les auteurs de cette violence. Or, pour prendre la parole, il faut des moyens, notamment une solidité de vie personnelle, et une sécurité économique. C’est ainsi que MeToo a commencé, grâce à des femmes socialement fortes. D’où la possibilité, et désormais la nécessité, que l’écoute, jusque-là volontairement empêchée, soit libérée elle aussi.

    https://entreleslignesentrelesmots.wordpress.com/2022/09/27/avant-propos-inedit-de-genevieve-fraisse-a-la-

    #féminisme

  • « Calmez-vous, ça va bien se passer ! » Comment ces activistes ont piégé Darmanin
    https://www.lemediatv.fr/emissions/2022/calmez-vous-ca-va-bien-se-passer-comment-ces-activistes-ont-piege-darmanin

    Ils et elles ont réussi à gâcher le week-end de Gérald Darmanin. De qui s’agit-il ? Des militants du collectif Ibiza, qui ont préparé une “belle” surprise ce samedi au ministre de l’Intérieur. Gérald Darmanin était en déplacement dans les Yvelines. Et…

    #Féminisme #Violences_sexistes_et_sexuelles

  • #anarchisme #autogestion #émancipation #écologie
    #antimilitarisme #anticléricalisme
    #fédéralisme_libertaire #feminisme
    #antiétatisme #anticapitalisme #antifascisme #internationalisme

    ★ Qui sont les anarchistes et qu’est-ce que l’anarchisme ?

    https://www.socialisme-libertaire.fr/2022/08/qui-sont-les-anarchistes-et-qu-est-ce-que-l-anarchisme.html

    « Dans le sillage de l’utilisation de tactiques de rue militantes lors des manifestations d’investiture de Trump, de la fermeture controversée de deux conférenciers d’extrême-droite à l’Université de Californie, Berkeley, et d’une variété d’actions de...

  • Les organisations de femmes palestiniennes se battent pour la liberté

    L’Union des comités de femmes palestiniennes défend son rôle historique dans la lutte contre l’occupation israélienne

    L’Union des comités des femmes palestiniennes (UCFP) est une organisation féministe, populaire, civile et progressiste fondée en 1980. Depuis lors, l’entité s’est toujours battue pour construire une société palestinienne civile, démocratique et progressiste, exempte de toute forme de discrimination, dans la poursuite de la justice. L’Union vise à améliorer la situation des femmes palestiniennes et à leur donner les moyens d’assurer une égalité réelle entre les hommes et les femmes et la justice sociale pour tous les secteurs de la société.

    https://entreleslignesentrelesmots.wordpress.com/2022/09/24/les-organisations-de-femmes-palestiniennes-se-

    #international #palestine #féminisme

  • Lettre à sandrine rousseau
    https://blogs.mediapart.fr/jean-pierre-boudine/blog/210922/lettre-sandrine-rousseau

    Ci-après une lettre que Daniel Shapira, militant connu du POI, a envoyée à la Députée.

    Paris, le 19 septembre

    Sandrine,

    Je réagis par écrit à ton dernier message concernant Adrien Quattenens.

    Je voudrais d’abord te faire part de mon indignation profonde vis-à-vis de la véritable curée médiatique qui se déverse depuis quelques jours contre lui.

    Des millions sont pris à la gorge par l’augmentation des prix dans tous les domaines, de l’alimentation à l’énergie en passant par les transports.

    Les universités, les écoles, les hôpitaux, déjà étranglés, ne savent pas comment faire face à la hausse des prix de l’énergie.

    Des dizaines de milliers de communes sont contraintes de procéder à des coupes car étant dans l’incapacité de payer les factures d’énergie.

    Face à cette situation, la Nupes (sauf le PCF), et de nombreuses autres organisations dont le POI, ont lancé l’appel à marcher contre la vie chère le 16 octobre.

    Mais de quoi parlent les médias depuis trois jours ? De l’enterrement de la reine et de Quattenens !

    Et toi, tu n’as pas trouvé mieux que de prendre ta part dans cette curée. Tu as osé demander à Quattenens de se mettre « en retrait » de toute « parole » ou « vie » publiques, allant même jusqu’à exiger « des sanctions » contre lui.

    Mais pourquoi cette surenchère contre un camarade membre comme toi de la NUPES ? Penses-tu un instant qu’en accablant un camarade tu vas servir la cause des femmes ? Tu sais bien qui va tirer profit de ces outrances.

    Tu connais comme moi les faits.

    Céline Quattenens a déposé une main courante en demandant qu’il n’y ait aucune publicité.

    Dès que « l’affaire » est lancée publiquement, Adrien et Céline Quattenens ont publié un communiqué commun demandant « le respect de leur vie privée ».

    Ensuite, Adrien Quattenens a publié une longue lettre où il prend tout sur lui, faisant preuve comme l’a dit Jean-Luc Mélenchon de « dignité et courage ».

    Et toi, en contradiction avec le souhait commun du couple Quattenens, tu te crois obligée de participer à la meute. Ce n’est pas rendre service à Céline Quattenens que tu prétends défendre et qui a demandé avec Adrien qu’on ° « respecte sa vie privée ».

    Comme députée, j’aurais préféré te voir réagir à l’annonce de la marche du 16 octobre en appelant immédiatement à la préparer dans notre arrondissement, avec notamment la convocation d’une assemblée populaire.

    Faut-il une nouvelle fois te rappeler que tu n’es là, élue députée, que parce que Jean-Luc Mélenchon a obtenu 22% au premier tour de l’élection présidentielle et qu’il y a eu ensuite l’accord de la NUPES qui, pour donner la possibilité à chacune de ses composantes d’avoir un groupe à l’Assemblée, t’a « offert » la circonscription, gagnée grâce à l’engagement sans faille de tous les militants LFI de l’arrondissement ?

    Est-ce trop te demander que de respecter le mandat sur lequel tu as été élue, et de ne pas chercher à enfoncer un militant à l’encontre des souhaits de sa femme ?

    A te lire.

    Daniel Shapira

    #Femmes #Social #sandrine_rousseau #Céline_Quattenens #Adrien_Quattenens #Nupes #POI (Parti Ovrier.e.s Internationnal) #LFI #eelv

  • La prostitution est un enfer particulier que les hommes ont créé pour les femmes

    Le coût de la vente de votre âme pour survivre ? Il est sans prix.

    Une femme, qui souhaite rester anonyme, a envoyé ce texte puissant et déchirant par l’intermédiaire de notre page « Share Your Sex Work Story » (Partagez votre récit de la prostitution), qui offre un espace aux femmes pour raconter en leurs propres mots leur vécu de la prostitution.

    Quand je ferme les yeux, je m’en souviens. Je ne vais pas mâcher mes mots. Ma vie était un enfer. Il n’y a jamais eu de moment où je n’étais pas malheureuse, ou déprimée.

    https://entreleslignesentrelesmots.wordpress.com/2022/09/23/la-prostitution-est-un-enfer-particulier-que-l

    #féminisme #prostitution

  • #anarchisme #autogestion #émancipation #écologie
    #antimilitarisme #anticléricalisme
    #fédéralisme_libertaire #feminisme
    #antiétatisme #anticapitalisme #antifascisme #internationalisme

    ★ E. Armand : L’idéal libertaire et sa réalisation

    https://www.socialisme-libertaire.fr/2022/04/l-ideal-libertaire-et-sa-realisation.html

    E. Armand (1872 - 1962) ★ E. Armand, “L’idéal libertaire et sa réalisation” (1904). « L’autorité a fait son temps : sous quelle forme qu’elle se présente : dogmes, lois, conventions, morales, — que ce soit au point de vue éducatif, économique, intellectuel,...

    • J’ai passé une si grande partie de mes années d’études supérieures à manifester, à organiser et à distribuer des tracts que j’aurais probablement dû obtenir un doctorat en subversion politique plutôt qu’en biologie cellulaire. »

      C’est avec ces mots que Barbara Ehrenreich, qui nous a quitté le 1er septembre dernier, évoquait en 1984 ses jeunes années de lutte. Elle n’a par la suite jamais cessé de se battre.

      Barbara Ehrenreich fut chroniqueuse, féministe, socialiste et activiste politique américaine. Elle a joué un rôle majeur dans le mouvement de santé radical et le mouvement de santé des femmes. Elle a écrit de nombreux ouvrages, et parmi les rares traduits en français il est indispensable de lire Sorcières, sages-femmes et infirmières et Fragiles ou contagieuses, co-écrit avec Deirdre English et parus aux éditions Cambourakis.

    • Donner le pouvoir au peuple, les premiers temps de Health/PAC | Barbara Ehrenreich
      https://cabrioles.substack.com/p/les-premiers-temps-de-healthpac-barbara

      J’aimerais pouvoir vous transmettre un peu de l’excitation de ces jours-là, du tourbillon de personnes et d’activités qui traversaient Health/PAC. Il y avait les Black Panthers ; il y avait les leaders des églises noires ; il y avait les Young Lords, parlant leur mélange particulièrement attachant de marxisme et d’argot de barrio. Il y avait Howard Levy, tout juste sorti de la prison fédérale. Il y avait Leslie Cagan tout juste rentrée de la première Brigade Venceremos à Cuba et qui parlait de révolution… Notre horizon n’était pas seulement un système qui donne aux gens les services, mais un système qui leur donne le pouvoir. Car s’il y a une chose que nous avons apprise, c’est que tout comme la guérison est une forme d’autonomisation, l’autonomisation est une forme de guérison.

      #santé #santé_publique #luttes

    • Dans un autre livre Smile or Die : How Positive Thinking Fooled America and the World, elle démontre que la « pensée positive » n’a d’affirmative que le nom.

      Cette philosophie serait même l’outil de manipulation idéal pour convaincre des employés de dire « oui » en souriant à tous les abus éventuels de leurs patrons. Sur le plan spirituel, c’est aussi un moyen de recrutement pour les sectes en tout genre.

      Vu sur la page Wikipedia fr de la dame ; ils citent en ref une book review du guardian de 2010 https://www.theguardian.com/books/2010/jan/10/smile-or-die-barbara-ehrenreich

  • Élections du Québec 2022 : Revendications féministes
    Les membres du RGF-CN, à leur rencontre du 12 mai 2022, ont adopté une plateforme de revendications dans le cadre des élections provinciales de 2022. Le RGF-CN ne favorise aucun parti politique en particulier. Cependant, il vise l’égalité entre les femmes et les hommes, entre les femmes elles-mêmes, la redistribution de la richesse, l’amélioration des conditions de vie des personnes les plus vulnérables et des mesures politiques concrètes pour un mode de vie respectueux de l’environnement.

    https://entreleslignesentrelesmots.wordpress.com/2022/09/21/elections-du-quebec-2022-revendications-femini

    #féminisme

  • Élections du Québec 2022 : Revendications féministes

    Les membres du RGF-CN, à leur rencontre du 12 mai 2022, ont adopté une plateforme de revendications dans le cadre des élections provinciales de 2022. Le RGF-CN ne favorise aucun parti politique en particulier. Cependant, il vise l’égalité entre les femmes et les hommes, entre les femmes elles-mêmes, la redistribution de la richesse, l’amélioration des conditions de vie des personnes les plus vulnérables et des mesures politiques concrètes pour un mode de vie respectueux de l’environnement.

    https://entreleslignesentrelesmots.wordpress.com/2022/09/21/elections-du-quebec-2022-revendications-femini

    #féminisme

  • Violences sexistes et sexuelles : l’impunité est révolue, place à la relève féministe
    Nous sommes 558 à avoir signé cette tribune en non-mixité choisie
    https://www.liberation.fr/idees-et-debats/tribunes/violences-sexistes-et-sexuelles-limpunite-est-revolue-place-a-la-releve-f
    https://www.liberation.fr/resizer/2yRvkMjhvwoJ8WgkazoMaKiX-DA=/1200x630/filters:format(jpg):quality(70):focal(1710x3724:1720x3734)/cloudfront-eu-central-1.images.arcpublishing.com/liberation/OLKKEMYDPRETXD4TNOY6QRXEN4.jpg
    Relève Féministe : https://twitter.com/ReleveFeministe
    Déferlante #ReleveFeministe : https://twitter.com/hashtag/ReleveFeministe?src=hashtag_click&f=live

    Lorsqu’un groupe politique porte un programme féministe, on est en droit d’attendre qu’il cesse de protéger les agresseurs. Surtout quand on sait qu’en France, au moins 213 000 femmes sont victimes de violences conjugales par an.
    /.../
    Doubles voire triples victimes, les personnes racisées et/ou LGBT+ ne sont pas épargnées, et sont souvent asphyxiées par la charge sexiste et raciale. Fétichisation, violences islamophobes, agressions racistes, invisibilisation en politique et dans le débat public. Le défi unique auquel elles font face est l’impossibilité de séparer ce qui relève du sexisme et du racisme.
    /.../
    Etre féministe, c’est également soutenir les luttes antiracistes, antivalidistes et en faveur des droits des personnes LGBT+.
    /.../
    Les agresseurs et auteurs de violences ne peuvent représenter nos combats politiques et nous refusons catégoriquement de militer avec des hommes auteurs de violences, ou leurs ami·e·s complices.

    #feminisme

  • Violences sexistes et sexuelles : l’impunité est révolue, place à la relève féministe – Libération
    https://www.liberation.fr/idees-et-debats/tribunes/violences-sexistes-et-sexuelles-limpunite-est-revolue-place-a-la-releve-f

    Silence, consternation, puis explosion de colère : chez les féministes, ce n’est pas une vague de dégoût qui nous a emporté·e·s après les déclarations de nombreux cadres et partis de gauche, c’est un vrai tsunami. Face à une solidarité masculine qui protège les agresseurs pullulant dans nos sphères politiques, nous appelons à une relève féministe.

    Sans vouloir être pénible, c’est un tsunami uniquement dans les milieux féministes... Parce qu’en dehors, c’est un petit peu la Bérézina. Quand je lis que Borne a eu un commentaire sur l’affaire, alors que son parti accumule les bras d’honneur à tout ce qui est féministe... je continue de hurler intérieurement, à la fois pour l’horreur que ce mépris assumé représente, mais aussi pour cette manie qu’on trouve entre nous à se déchiqueter les uns les autres sans fin. Car tu vois, les machos, chez les gauchos, on les vire, en moins de 72 heures, mais c’est pas encore suffisant. On te dit que les 72 heures, c’était déjà de trop. Et que c’était pas exprimé ceci ou cela.

    Je fais l’hypothèse que cette sorte d’acharnement (ce ne sont que des mots qui sont échangés, c’est un acharnement gentil, on est d’accord), n’est qu’un exutoire du fait de l’injustice et du mépris du camp d’en face. Mais. Bon. Là, ça a des aspects défouloir suicidaire.

    Eric Coquerel, Taha Bouhafs, et des propos insupportables tenus sur le sujet par Jean-Luc Mélenchon, leader de La France insoumise. Julien Bayou, pour lequel la commission interne d’EE-LV a été saisie pour violences psychologiques. Thomas Piketty. Puis Maxime Cochard au PCF et Benjamin Amar à la CGT, accusés de viol. Samir Elyes, du comité Adama, mis en cause pour violences physiques et psychologiques. Aujourd’hui Adrien Quatennens, visé par une main courante de son ex-compagne révélée sans l’accord de l’intéressée. A LFI, un silence de plomb de plusieurs jours. Les féministes alarmé·e·s guettent les réactions des cadres du parti qui, eux, regardent leurs pompes.

    • Des mois que les féministes doivent rappeler que les VSS s’inscrivent dans un système de prédation des femmes qui n’épargne aucun parti, aucune orga, aucune famille, aucun corps professionnel.
      https://threadreaderapp.com/thread/1572286276329672704.html

      Des mois que les féministes doivent rappeler que les VSS s’inscrivent dans un système de prédation des femmes qui n’épargne aucun parti, aucune orga, aucune famille, aucun corps professionnel.
      Des mois qu’en face on les noie de reproches pour/sans que rien ne change.
      Et aujourd’hui t’as la 1e ministre et d’autres membres de LREM qui se sont illustrées par leur impuissance dans les affaires Darmanin, Abad, Simiand, Peyrat, qui viennent leur demander des comptes ?
      L’audace ?
      Pardon mais si des affaires à droite sortent peu, c’est peut-être qu’elles sont étouffées ? Qu’elles ne ralentissent ni ne nuisent à la carrière des mis en cause avant que les féministes s’en emparent ?
      Ça devrait nous alerter un peu ?
      L’exigence d’égalité qui permet de dégager les auteurs de VSS à gauche devrait idéalement servir d’exemple aux autres partis ; en lieu et place, on a droit à des déclarations qui n’affichent aucune solidarité avec ces militantes, mais en plus les accuse de ne pas en faire assez.
      Absolument hallucinant. Je place mes espoirs et mon respect à toutes celles qui font bouger les choses.
      Plein soutien et beaucoup de courage aux féministes, ainsi qu’aux députées de 1e rang de la NUPES qui sont sous les feux de la rampe
      @ReleveFeministe

    • Je suis atteré qu’il n’y ait aucun travail mené notamment dans les partis politiques, sur le sentiment de puissance que donne le pouvoir et qui est tellement intense qu’il fait oublier l’existence de l’autre qui est dès lors transformé en figurant, en objet.

    • On ne nait pas prédateur, on le devient, idem pour le meurtre, la violence, la domination, l’humiliation infligée aux autres etc... ces potentialités d’un parcours humain n’appartiennent pas qu’a quelques catégories d’individus (les autres) elles sont potentiellement en chacun d’entre nous qui va en fonction des circonstances les canaliser, les domestiquer, les éteindre ou au contraire les laisser prospérer, les légitimiter par la construction d’une pensée, d’une idéologie, d’une position de pouvoir.

      Le monde de l’entreprise, le monde associatif, syndical et politique et ses structures pyramidales sont de véritables écoles du meurtre qu’ils soient réels ou symboliques.

      C’est sur cela que les groupes doivent travailler pas seulement sur le repérage des abuseurs présents tout en continuant à fabriquer les abuseurs futurs...

    • J’ajoute que ces députés ont des vies professionnelles intenses, avec des sollicitations dans tous les sens, les commissions, les sessions parlementaires, les sollicitations des journalistes, des administrés. Leur demander d’avoir à tous moments une réaction pertinente sur tous sujets dont ils n’ont pas tous les tenants et aboutissants, ce n’est pas raisonnable. C’est du pur harcèlement, et quand certains supposent que la LFI c’est le PC de Staline, hypercentralisé et hypercontrôlé, je crois qu’ils se foutent le doigt dans l’oeil. On en a au contraire une nouvelle démonstration de l’absolu opposé. Ils ont un mal fou à se mettre d’accord les uns les autres sur les bons éléments de langage, et pour ma part, je trouve ça plus rassurant que les robots LREM/Renaissance. Ceci dit, à cause de ça, on se retrouve avec certains députés LFI qui comme le premier Aliot venu ne cessent de réclamer la réintégration des soignants-crétins antivax-anti-tout...

      Mais oui, il faudrait que ces organisations soient en mesure de former leurs cadres sur ces sujets. Mais... Exactement comme ce n’est pas à l’école qu’on doit t’apprendre à dire merci... ce n’est pas aux partis à apprendre aux mâles de ne plus se comporter en patriarches... c’est à la société toute entière de montrer l’exemple. Et c’est bien la difficulté.

      Pour être à ces niveaux de militance et de pouvoir, il faut un tempérament particulier. Et hélas, la sélection se fait sur des traits comportementaux toxiques. Etre « charismatique », il doit forcément y avoir des lectures à ce sujet, mais ce n’est pas forcément être respectueux des consentements et tout et tout. etc...

    • C’est là où Geoffroy de Lagasnerie a raison, c’est sur l’éducation et le temps long qu’il faut travailler, ceux qui sont au pouvoir aujourd’hui ont 40-50-60 ans, ils ont été socialisés et éduqués il y a 30 ou 40 ans, la grande majorité est tout à fait incapable d’intégrer les bouleversements de ces 20 dernières années ou même de les comprendre faute de pouvoir prendre le temps.

      Concernant les mécanismes de domination donc d’abus et de passages à l’acte divers à part quelques articles de criminologie je n’ai jamais rien trouvé d’accessible qui viendrait étayer mes hypothèses sur la violence physique des mecs ou la violence psychologique des femmes...

    • Sur les jeunes, c’est pas gagné non plus avec — entre autres — la domination de la porn culture qui fait que les gamines se sentent obligées de pratiquer la sodomie, ce genre de trucs…

      Ce serait une erreur de limiter ça à des questions générationnelles.

      Tu peux éduquer autant que tu veux, tant que l’exemple ne vient pas d’en haut, on n’a pas sorti le cul des ronces.

      Et puis, renoncer à la domination masculine, c’est renoncer à la masse incroyable de privilèges qui vont avec et quand la société se durcit sous les contraintes des prédateurs économiques, ce n’est pas le moment de lâcher le moindre avantage. Les féministes 1.0 n’avaient de cesse de le rabâcher  : le moindre retournement de conjoncture s’essuie immédiatement les pompes sur le dos des femmes.

    • Concernant la porn culture je ne comprends en effet pas bien quel est l’intérêt de banaliser la fellation, la sodomie après avoir valorisé « le missionnaire » si ce n’est en effet une question de domination « symbolique »...

      Le cinéma, les séries, les réseaux sociaux, les jeux ont une responsabilité évidente dans la fabrication des modèles « désirables »

      et la question du plaisir partagé semble ne pas franchir la rampe des conversations des comptoirs numériques...

      Après je pense que l’exemple ne vient pas que du haut, et que la domination masculine est aussi très bien enseignée par les femmes qui face à la violence du monde préférent « armer » leur progéniture en leur remplissant le crâne de notions guerrières (tu seras ingénieur mon fils et tu pourras passer 40 ans de ta vie devant un ordinateur en ne connaissant du monde que ce que les médias t’en raconteront...) ou alternative (tu feras une école de commerce et seras manager) tu appartiendras à l’élite qui décide ce qui est bon pour le peuple et tu gagneras bien ta vie ...

      Les parloirs de prison sont remplis de femmes qui n’auraient jamais imaginés : « il était si gentil quand il était petit, si sage... »

    • En politique, dans l’entreprise, les ONG, les assoces, les medias, le pouvoir se conquiert dans et par la violence, constitutive de tous les process de domination. Ce qui est parfaitement compatible avec les valeurs dites « de droite ». A gauche les mêmes processus sont en cours, mais sont totalement antagoniques avec les valeurs officiellement revendiquées. Donc ça implose, d’où le tableau actuel. Entièrement d’accord avec BigGrizzly et Olivier sur la « lessiveuse » que constitue désormais le maintien d’une position de pouvoir. Et là c’est un impensé colossal...

    • Caroline de Haas : cher J-LM,

      Tes prises de parole et celles de plusieurs personnes de ton entourage ont été une déflagration.

      Elles ont envoyé un message à toutes les #femmes qui ont été giflées : « c’est plus compliqué, vous comprenez ».

      Elles ont envoyé – que tu le veuilles ou non - un message à tous les hommes qui ont giflé : ils sont dignes et tu leur envoies ton affection.

      Elles ont envoyé enfin un message aux militantes féministes : vous n’êtes pas grand-chose.

      Tu le sais : la parole publique est normative. Quand un homme ou une femme politique prend la parole, cela cadre, renforce ou détruit. Ces derniers jours, tes déclarations ont abîmé le discours politique sur les #violences_sexuelles que nous avons construit, développé, structuré ces dernières années.

      Tu as dit que tu pouvais faire mieux. Il faudra. Il y aura d’autres histoires de violences dans les semaines, mois ou années qui viennent. Comment je le sais ? Parce que les #violences_sexistes et sexuelles sont massives, structurelles, présentes partout. Il y a d’autres victimes qui prendront la parole. Et donc d’autres personnes mises en cause.

      Tu parles beaucoup depuis quelques jours de « principes stables », de règles. Ces principes et ces règles existent lorsque l’on prend la parole sur les violences sexistes et sexuelles. Tu les as bafoués.

      #LFI #Nupes #Jean-Luc_Mélenchon #féminisme #féministes #gauche