• Spiagge, la partita non è ancora chiusa?
    https://informareonline.com/spiagge-la-partita-non-e-ancora-chiusa

    Chi decide se una spiaggia è una risorsa scarsa? Una domanda che può sembrare da addetti ai lavori, ma che in realtà riguarda tutti. Perché dalla risposta dipende una parte importante della lunga e tormentata vicenda delle concessioni #balneari: le gare, il futuro degli stabilimenti, gli interessi degli operatori, ma anche il diritto dei cittadini […] L’articolo Spiagge, la partita non è ancora chiusa? proviene da Informareonline, scritto da Francesco Balato

    #Approfondimenti #Attualità #Magazine_Settembre_2026 #Corte_di_giustizia_dell’Unione_europea #gestione_spiagge #GIUSTIZIA

  • #GIMP 3.2.6 released with faster font loading, #wacom barrel rotation
    https://www.omgubuntu.co.uk/2026/09/gimp-3-2-6-wacom-rotation-input

    GIMP 3.2.6 has arrived, a new maintenance update in the 3.2.x series that made a splash earlier this year. You won’t find any major new features, but plenty of improvements – not least in font handling. GIMP say font loading is faster, with start-up times, Text tool typing and closing large font lists all nippier when lots of fonts are installed. The team note “some lag remains”, and solving that would require a GTK4 port – for which some initial prep has begun. On the editing side, Cut now works on layer groups; Color Picker can picks up filters applied […] You’re reading GIMP 3.2.6 released with faster font loading, Wacom barrel rotation, a blog post from OMG! Ubuntu. Do not reproduce elsewhere without permission.

    #News #App_Updates #KDE

  • Omicidio Diabolik, arrestati i mandanti. Tra di loro, il boss Michele Senese
    https://lavialibera.it/it-schede-2814-omicidio_diabolik_arrestati_i_mandanti_tra_di_loro_il_bos

    Quattro uomini sono stati arrestati quali mandanti dell’omicidio di Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, avvenuto il 7 agosto 2019 al parco degli Acquedotti, a Roma. A pochi mesi di distanza dalla sentenza con cui la Corte d’assise d’appello di Roma ha assolto Musumeci (conosciuto anche come Raul Esteban Calderon), presunto esecutore materiale dell’omicidio, il giudice per le indagini preliminare ha firmato ieri l’ordinanza di custodia cautelare in carcere di sette uomini, quattro dei quali ritenuti i mandanti dell’omicidio. Tra di loro, ci sono Michele Senese, storico capo dell’omonimo clan di camorra nella Capitale, sotto le cui ali è cresciuto criminalmente l’ex leader degli ultras della Lazio, Leandro Bennato, Giuseppe Molisso e Alessandro Capriotti, tutti già detenuti. Altri tre (…)

    #MAFIE_●_RESISTENZE

  • Francesco Cacciapuoti è il nuovo coordinatore di #anci Giovani Campania
    https://informareonline.com/francesco-cacciapuoti-e-il-nuovo-coordinatore-di-anci-giovani-campa

    ANCI Campania ha promosso un momento di confronto e condivisione dedicato ai sindaci eletti nella tornata amministrativa del 2026, presso il Tennis Club Napoli, sul finire di luglio, con l’obiettivo di presentare le sue attività, i servizi messi a disposizione degli enti locali e il ruolo di ANCI nel supportare quotidianamente l’azione amministrativa dei comuni. […] L’articolo Francesco Cacciapuoti è il nuovo coordinatore di #ANCI_Giovani_Campania proviene da Informareonline, scritto da Fabio Di Nunno

    #Approfondimenti #Attualità #Magazine_Settembre_2026 #Giugliano

  • Chaos climatique, impuissance #Politique
    https://lvsl.fr/chaos-climatique-impuissance-politique

    Incendies géants, canicules sans fin, #sécheresse généralisée… La France ne sortira pas indemne de l’été 2026. L’impréparation totale du pays aura coûté cher et inquiète, alors que ces catastrophes vont s’amplifier à l’avenir. Mais quelles leçons politiques en ont été tirées ? Si le marché a démontré son incapacité à répondre aux enjeux environnementaux et accentue le « chacun pour soi », le centre continue d’en faire le cœur de ses propositions. L’extrême droite considère elle l’écologie comme peu payante électoralement et combat la transition écologique par tous les moyens. Bien plus engagée sur le sujet, la gauche fourmille de propositions, mais devra les rendre désirables et crédibles et renoncer à certaines lubies.

    #Écologie #agriculture #canicule #clim #climat #climatisation #écologie #environnement #feux #Gironde #incendie

  • Violenza al personale sanitario: altri allarmanti casi a #Giugliano e #Benevento
    https://informareonline.com/violenza-al-personale-sanitario-altri-allarmanti-casi-a-giugliano-e

    Gli episodi di violenza e aggressione nei confronti del personale socio-sanitario rappresentano una piaga sociale profonda del nostro paese, che si riapre continuamente con ripetuti, gravi casi. Gli episodi a Giugliano e Benevento All’ospedale San Giuliano di Giugliano lo scorso 30 agosto una 54enne ha aggredito alle spalle un’infermiera che stava soccorrendo un’anziana appena scesa […] L’articolo Violenza al personale sanitario: altri allarmanti casi a Giugliano e Benevento proviene da Informareonline, scritto da Davide Puzone

    #Approfondimenti #Attualità #campania #Sanità

  • La declassificazione delle “industrie insalubri” minaccia i centri abitati

    La legge 50 del 2026 ha tolto ai sindaci il potere di controllo sulla localizzazione degli impianti potenzialmente pericolosi per la salute pubblica. Sarà quindi più facile che sorgano o rimangano in contesti urbani. Con rischi molto elevati

    Sono state classificate per decenni dalla legge “industrie insalubri di prima classe” e la loro collocazione avrebbe dovuto essere lontana dai centri abitati. Con l’articolo 14 della legge 50 dell’aprile 2026 cambia però il quadro normativo: viene modificata una disciplina in vigore dal 1934, che individuava le attività potenzialmente più pericolose per la salute pubblica e attribuiva ai sindaci specifici poteri di programmazione e controllo sulla loro localizzazione. La novità è stata introdotta dal Governo Meloni con il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri il 29 gennaio 2026.

    Il provvedimento è stato presentato su proposta del ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione Tommaso Foti, di concerto con i ministri della Salute Orazio Schillaci, dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. Il cambiamento è passato quasi sotto silenzio ma potrebbe avere conseguenze importanti nei centri abitati dove da anni cittadini e comitati chiedono la delocalizzazione di attività, di fatto, incompatibili con il contesto urbano. La nuova norma stabilisce che le imprese in possesso di Autorizzazione integrata ambientale (Aia) non siano più classificate come “industrie insalubri”. In apparenza una questione tecnica. Nella sostanza un cambio di paradigma che ridisegna i rapporti di forza tra cittadini, amministrazioni comunali e grandi impianti industriali.

    Per capire che cosa si perde bisogna partire da lontano. Gli articoli 216 e 217 del Testo unico delle leggi sanitarie sono norme di epoca fascista, mai abrogate e considerate pienamente legittime dalla giurisprudenza amministrativa più recente. “Sono norme vecchissime ma potentissime -spiega Marco Grondacci, giurista ambientale con oltre trent’anni di esperienza in vertenze territoriali in tutta Italia-. I sindaci raramente le hanno usate fino in fondo ma quando lo facevano cambiavano davvero le cose”.

    L’articolo 216 infatti attribuiva al Comune il potere di regolamentare la localizzazione degli impianti classificati appunto come “industrie insalubri”. L’ente locale poteva stabilire, attraverso una variante al piano urbanistico o una norma del regolamento edilizio, che un certo impianto fosse incompatibile con il contesto in cui si trovava. Poteva chiederne la delocalizzazione e farlo anche se l’impianto rispettava formalmente tutte le autorizzazioni ambientali vigenti. La presenza di scuole, ospedali, asili nido, una densità residenziale elevata erano elementi sufficienti per avviare un percorso che portasse all’allontanamento dell’impianto. “Erano strumenti che distinguevano nettamente tra il rispetto dei limiti di legge e la compatibilità con il territorio -sottolinea Grondacci-. E la Cassazione lo ha ribadito in più sentenze: un impianto che rispetta la normativa può comunque produrre disagi alla popolazione e può essere sanzionato”.

    L’articolo 14 della legge 50 del 2026 ha cambiato la norma sulle “industrie insalubri”

    Con la modifica introdotta dalla recente legge tutte le industrie soggette ad Aia escono dalla classificazione di “industrie insalubri di prima classe” non perché siano diventate meno pericolose, ma perché la norma ha deciso che le autorizzazioni ambientali già esistenti siano sufficienti, automaticamente, a garantire la loro compatibilità con la vicinanza a un centro abitato. Il problema è che molte di queste localizzazioni sono l’eredità di un modello di industrializzazione novecentesco oggi non più proponibile.

    “Sembra che le istituzioni invece di valutare con attenzione i potenziali danni e gli innumerevoli disagi causati da questa situazione, abbiano preso la strada di depotenziare gli antichi vincoli che consentivano alle amministrazioni comunali di prendere iniziative atte a favorire una ordinata riconversione dei siti industriali”, spiega Stefano Luciani, consulente tecnico in contenziosi ambientali tra industrie insalubri e cittadini che da anni si battono per la loro ricollocazione in aree industriali distanti dai centri abitati. Il nodo centrale è il valore amministrativo delle autorizzazioni. L’Aia valuta il modello di esercizio di un impianto, verifica se le tecnologie utilizzate sono le migliori disponibili, se i limiti di emissione vengono rispettati. “Molto difficilmente in un processo di rinnovo di una Aia si è messo in discussione il fatto che una cementeria o un inceneritore si trovino a duecento metri da una scuola”, sottolinea Luciani.

    “L’Aia regolamenta prevalentemente gli aspetti ambientali dell’impianto, non gli effetti sanitari della sua localizzazione. È così che molti centri abitati potrebbero essere condannati a convivere con la presenza di emissioni nocive per i prossimi decenni, subendone l’impatto sanitario, mai misurato né valutato”. A rendere ancora più evidente la frattura tra tutela ambientale e tutela sanitaria è la distinzione tra Via e Vis: la Valutazione di impatto ambientale e la Valutazione di impatto sanitario. Mentre il primo procedimento, propedeutico al rilascio dell’Aia, si occupa di tutela ambientale, la Vis è indirizzata a tutelare gli aspetti sanitari ma per gli impianti esistenti non è obbligatoria e, tranne rarissimi casi, non viene effettuata.

    Con la nuova legge questa contraddizione appare rafforzata: se c’è l’Aia si presume che la salute sia automaticamente tutelata. Di ben altro avviso è il Sistema nazionale di protezione dell’ambiente (Snpa), secondo il quale l’introduzione della Vis evidenzia proprio la necessità di non limitarsi a valutare solo gli aspetti ambientali: “L’analisi degli studi di Valutazione di impatto ambientale condotti negli anni ha permesso di evidenziare -si legge- la scarsa considerazione che è stata data a una corretta valutazione dell’impatto sulla salute determinato da fattori di rischio associati a opere/impianti/progetti per le popolazioni esposte residenti nei territori limitrofi”.

    Secondo il consulente tecnico Luciani “i grandi stabilimenti soggetti all’Aia, quelli potenzialmente più impattanti per la salute pubblica, saranno meno vincolati dalla giurisdizione comunale. Il sindaco, che in linea generale assume responsabilità sanitarie nei confronti della cittadinanza, si ritrova con poteri sempre più limitati proprio dove questi servirebbero”.

    Basta dare uno sguardo a Google Maps, anche per un non esperto, per rendersi conto di quante industrie regolarizzate con Aia si trovino in aree completamente decontestualizzate. Gli esempi non mancano. Gubbio (PG), una delle città medievali più belle del mondo, è racchiusa tra due ciminiere. A Isola delle Femmine (PA), il forno di un impianto è a quattrocento metri da una spiaggia turistica, in un’area di alto valore ambientale. A Barletta una cementeria si trova nel centro abitato, a poche centinaia di metri da uno straordinario castello normanno.

    A Monselice, in provincia di Padova, un cementificio sorge dentro un parco regionale, a ridosso di case e scuole. Negli anni sono state numerose le iniziative messe in atto dai comitati civici per richiamare a un maggiore impegno per risolvere le contraddizioni, come il convegno della scorsa primavera “L’Europa verso l’economia circolare-Il caso Gubbio”, al quale hanno partecipato sia tecnici sia rappresentanti delle istituzioni.

    Nel corso dei lavori, oltre a essere stato evidenziato come il co-incenerimento dei rifiuti sia un processo contrario alle politiche europee di promozione dell’economia circolare, è stata discussa la necessità di disporre di studi epidemiologici aggiornati sulle ricadute sanitarie degli impianti collocati vicino ai centri abitati. Nel caso di Barletta, invece, in merito alle evidenze scientifiche sull’impatto sanitario delle industrie insalubri, ha creato scalpore la pubblicazione nel 2021 sulla rivista scientifica Exposure and Health: un’indagine su 366 bambini residenti in città ha dimostrato per la prima volta il fenomeno di bioaccumulo nel corpo di metalli tossici di origine antropica (nickel, cadmio, mercurio e arsenico). Lo studio inoltre accerta come coloro che vivono e frequentano la scuola nell’area in maggiore prossimità dello stabilimento siano più affetti dal bioaccumulo di metalli rispetto ai soggetti prevalentemente esposti al solo inquinamento da traffico veicolare.

    “I responsabili delle industrie potranno continuare ad affermare che il loro impianto funziona regolarmente secondo l’Aia. Ma la storia insegna che il solo rispetto di queste, fissate in modo indipendente dalla localizzazione dell’impianto, può non essere una condizione sufficiente a garantire la salute dei cittadini -conclude Luciani-. Un conto è rispettare asettici limiti normativi delle emissioni in una zona industriale, un altro è far convivere le ciminiere con luoghi stabilmente abitati. La grande proliferazione normativa italiana potrebbe così favorire il mantenimento dello status quo, rendendo compatibile amministrativamente quello che nella realtà delle cose non sarà mai conciliabile”.

    “Un conto è rispettare asettici limiti normativi delle emissioni in una zona industriale, un altro è far convivere le ciminiere con luoghi stabilmente abitati” – Stefano Luciani

    Resta così aperta una questione che la nuova norma non affronta: se il rispetto dei limiti emissivi, stabiliti quasi sempre in base a norme tecniche generali, possa essere considerato sufficiente anche quando un impianto industriale continua a operare a poche decine o centinaia di metri da case, scuole e ospedali. È su questo terreno che, secondo giuristi, tecnici e comitati, si sposteranno i contenziosi.

    https://altreconomia.it/la-declassificazione-delle-industrie-insalubri-minaccia-i-centri-abitat

    #Italie #pollution #loi #industrie #industries_polluantes #localisation #aménagement_du_territoire #santé_publique #maires #Tommaso_Foti #Orazio_Schillaci #Gilberto_Pichetto_Fratin #Adolfo_Urso #industrie_insalubre #urbanisme #plan_d'urbanisme #environnement #délocalisation #Aia #Valutazione_di_impatto_sanitario (#Vis) #autorisation_environnementale #impact_sanitaire #impact_environnemental

  • #san_leucio e Gunma: a confronto due centri produttivi di #seta
    https://informareonline.com/san-leucio-e-gunma-a-confronto-due-centri-produttivi-di-seta

    All’Archivio di Stato di #caserta, il 25 agosto 2026 è approdata una delegazione della Tokai University, ateneo privato con sede a Tokyo. La missione è stata svolgere uno studio, basato sulle fonti archivistiche, sulla produzione di seta che accomuna San Leucio e l’attuale prefettura di Gunma. La produzione della seta a San Leucio durante il […] L’articolo San Leucio e Gunma: a confronto due centri produttivi di seta proviene da Informareonline, scritto da Emilia Casella

    #Approfondimenti #Cultura #giappone #STORIA

  • Stop al finanziamento pubblico ai giornali: contraddizioni di una proposta fallita
    https://informareonline.com/stop-al-finanziamento-pubblico-ai-giornali-contraddizioni-di-una-pr

    D’estate, in Italia, è meglio non fare politica. Sarà il caldo, la brezza marina o gli spettacoli naturali che il nostro Paese offre, ma qualsiasi iniziativa politica proposta in estate pare sfumare fra le onde del mare. Sarà forse questa una delle motivazioni che ha portato al fallimento della petizione per proporre l’abolizione del finanziamento […] L’articolo Stop al finanziamento pubblico ai giornali: contraddizioni di una proposta fallita proviene da Informareonline, scritto da Domenico Barbato

    #Approfondimenti #Attualità #giornalismo #referendum #stop_al_finanziamento_giornali

  • À symptômes égaux, l’IA envoie les hommes aux #urgences, pas les femmes

    Face aux mêmes maux, plusieurs grands modèles d’intelligence artificielle recommandent beaucoup plus souvent les urgences aux jeunes hommes qu’aux jeunes femmes. L’IA reproduit certains biais déjà observés en médecine.

    L’intelligence artificielle (IA) médicale ne conseille pas la même chose à une femme et à un homme. C’est ce qu’a montré Qi Han Wong dans une étude déposée en juin sur la plateforme scientifique arXiven.

    Le chercheur a soumis à trois grands modèles de langage un même scénario clinique : des maux de tête persistants depuis deux semaines, résistants aux antalgiques, accompagnés d’une vision floue, de nausées matinales et de troubles visuels. Seuls l’âge et le sexe de la personne étaient modifiés.
    96,7 % des hommes, 6,7 % des femmes

    Le résultat est spectaculaire chez les personnes de 25 ans. L’IA Claude a recommandé une consultation aux urgences dans 96,7 % des cas pour les hommes, contre seulement 6,7 % pour les femmes. Avec GPT-5.4-mini, les taux étaient respectivement de 66,7 % et 6,7 %. Gemini 3.5 Flash recommandait les urgences dans 23,3 % des cas pour les hommes, contre 0 % pour les femmes.

    Le chercheur a fait varier trois classes d’âge -25, 38 et 65 ans- et le sexe, avec 30 essais pour chaque condition et chaque modèle, soit 630 requêtes au total. Un scénario supplémentaire ne précisant pas le sexe servait de référence.

    Selon l’étude, les modèles attribuaient aux différents patients des niveaux de gravité comparables, généralement élevés, de l’ordre de 7 à 9 sur 10.
    Le piège de la « substitution diagnostique »

    Autrement dit, l’IA semble reconnaître que les symptômes sont potentiellement sérieux. Mais elle ne tire pas la même conclusion sur la nécessité d’une prise en charge urgente.

    Pourquoi une telle discrimination algorithmique ? Les chercheurs parlent de « substitution diagnostique ». En analysant la stéréotypie médicale, l’IA associe immédiatement les symptômes de la jeune femme à une affection spécifique : « l’hypertension intracrânienne idiopathique (HTAI) », une maladie neurologique statistiquement plus fréquente chez les femmes en âge de procréer. Comme cette pathologie est jugée moins immédiatement mortelle à court terme, le modèle conclut qu’un rendez-vous chez un spécialiste dans quelques semaines suffit.

    Pour l’homme, en revanche, l’IA ne trouvant pas d’association épidémiologique évidente, elle applique le principe de précaution et conclut à une « hypertension intracrânienne générique menaçante », nécessitant une prise en charge urgente.

    L’étude montre qu’à l’âge de 65 ans, quand les probabilités épidémiologiques s’égalisent, l’écart d’orientation entre hommes et femmes disparaît totalement.
    Des biais humains numérisés

    Dans la « vraie vie », le milieu médical souffre déjà de biais sévères : la prise en charge de la douleur des femmes est historiquement minimisée, souvent reléguée à des facteurs psychosomatiques, hormonaux ou anxiogènes.

    En entraînant les modèles d’IA sur des millions de textes, rapports et données cliniques existants, les concepteurs de la tech ont réinjecté ces biais au cœur des algorithmes. Résultat : alors même que de plus en plus de plateformes de santé et d’applications intègrent des « chatbots de pré-tri » pour orienter les patients, les femmes risquent d’être systématiquement sous-orientées et retardées dans leur prise en charge médicale vitales.

    Pour les auteurs de l’étude, les concepteurs d’IA médicale doivent impérativement séparer l’évaluation de l’urgence médicale des simples calculs de probabilités diagnostiques liées au sexe de la personne.

    https://www.lesnouvellesnews.fr/a-symptomes-egaux-lia-envoie-les-hommes-aux-urgences-pas-les-femmes
    #IA #AI #discriminations #intelligence_artificielle #santé #hommes #femmes #genre #biais

    • Gender-Dependent Diagnostic Substitution in LLM Medical Triage : Same Symptoms, Unequal Urgency

      We investigate whether large language models produce different medical triage recommendations for identical neurological symptoms when only the patient’s stated gender and age vary. Using three model families—Gemini 3.5 Flash, Claude Sonnet 4.6, and GPT-5.4-mini—we present a standardized symptom profile (persistent headache, blurred vision, morning nausea, visual disturbances) across seven demographic conditions: three age groups (25, 38, 65) x two genders (male, female), plus a gender-unspecified baseline (n = 30 per condition per model, 630 total trials). We find a stark, systemic gender-dependent triage disparity: young women receive significantly lower emergency room (ER) referral rates than age-matched men (Gemini: 0% vs. 23.3%; Claude: 6.7% vs. 96.7%; GPT: 6.7% vs. 66.7%, all p < 0.001). The disparity disappears at age 65 for all models. The primary mechanism is diagnostic substitution: the models anchor on a gender-associated diagnosis, preferentially classifying young women with Idiopathic Intracranial Hypertension (IIH)—a condition epidemiologically linked to women of childbearing age—while diagnosing men with generic increased intracranial pressure with space-occupying lesions in the differential. This diagnostic closure routes female patients to lower-urgency care (outpatient doctor appointments) despite comparable severity ratings (7-9/10). Our findings demonstrate that clinical LLMs replicate documented human clinical biases by using epidemiological priors to suppress triage urgency, suggesting that AI triage engines must decouple urgency assessment from probabilistic diagnostic priors. We release all code, prompts, and raw results.

      https://arxiv.org/abs/2606.03641

  • A Giugliano si sono registrati 10 nuovi parti in 24 ore: il trend delle nascite in Campania
    https://informareonline.com/a-giugliano-si-sono-registrati-10-nuovi-parti-in-24-ore-il-trend-de

    A #Giugliano_in_Campania è scoppiata una vera e propria esplosione di vita, che sembra aver interrotto – per ora – il trend dell’ormai vertiginoso calo demografico che da anni affligge la Regione Campania e l’intero territorio nazionale. È ormai balzata agli onori della cronaca una notizia che lascia ben sperare: in sole ventiquattro ore […] L’articolo A Giugliano si sono registrati 10 nuovi parti in 24 ore: il trend delle nascite in Campania proviene da Informareonline, scritto da Alessandro Giuseppe Terracciano

    #Approfondimenti #Attualità #caserta #Napoli #natalità #neonati

  • « Une #minorité privilégiée sacrifie la planète afin de préserver ses richesses et son #pouvoir »

    Le rejet de l’#écologie est désormais promu par des gouvernements élus démocratiquement, autoritaires voire fascisants, et soutenus par les milieux d’affaires des #énergies_fossiles, déplorent trois spécialistes d’#écologie_politique, dans une tribune au « Monde ».

    L ’été 2026, en Europe, n’est pas seulement celui des #canicules à répétition, des #mégafeux et des #sécheresses désastreuses pour l’agriculture et la biodiversité, qui confirment avec une particulière #violence les #alertes de longue date des scientifiques et des écologistes. Il consacre également le déchaînement des attaques contre une écologie le plus souvent fantasmée, dont les défenseurs ‒ associatifs, politiques, scientifiques, fonctionnaires, tous mélangés ‒ sont accusés d’être à l’origine des maux qu’ils annonçaient, voire de participer d’un complot des « élites » utilisant le climat pour asservir le « peuple ». Comment peut-on comprendre une telle dynamique ?

    Ce #rejet de l’écologie reflète des tendances déjà à l’œuvre depuis les années 1980, mais il prend de l’ampleur au moins depuis la pandémie de #Covid-19 et il est à présent devenu mondial. Paradoxalement, on peut y voir la conséquence de l’#échec, désormais ressenti dans nos chairs, des gouvernements à enrayer le #réchauffement_climatique, en dépit de l’ambition affichée lors de l’accord de Paris sur le climat, signé en 2015.

    D’un côté, les promesses technosolutionnistes d’écologisation de l’économie n’ont jamais pu substantiellement résorber les dégâts environnementaux causés par la consommation d’énergies fossiles. Exemple emblématique, l’#intelligence_artificielle (#IA) générative, brandie comme apportant des solutions inédites en dépit de son impact extrêmement polluant, promet en fait, et d’abord, de doper l’extraction du pétrole, du gaz et du charbon.

    De l’autre, les attaques contre l’écologie sont la réaction d’acteurs et de groupes d’#intérêts_financiers et technologiques qui baignent encore dans des rêves de puissance virile et suprémaciste. Les changements « rapides et profonds dans tous les secteurs et tous les systèmes », nécessaires pour « garantir un avenir viable et durable pour toutes et tous », selon le Groupe d’experts intergouvernemental sur l’évolution du climat [#GIEC], sont matériellement possibles, mais un Peter Thiel ou un Elon Musk n’en veulent pas.

    Depuis les années 1980, si ce n’est depuis les colonisations, une #minorité_privilégiée a choisi de faire sécession de l’#avenir_commun, de sacrifier une partie de la planète et la majorité de l’humanité afin de préserver ses richesses et son pouvoir. Ce qui est nouveau, dans la séquence actuelle, c’est que ce « programme » cynique soit devenu celui de gouvernements élus démocratiquement, autoritaires voire fascisants, tel celui de Donald Trump aux Etats-Unis, et soutenus par les milieux d’affaires des énergies fossiles, de l’extraction d’hydrocarbures à l’agro-industrie.

    En France comme en Europe, l’#extrême_droite et une grande partie de la droite œuvrent désormais ensemble pour détricoter de façon massive des orientations environnementales pourtant insuffisantes, le dénigrement des « écologistes » étant devenu leur point de ralliement.

    #Contre-récit hélas efficace

    Comment expliquer une possible adhésion à de tels #discours, tellement contraires à l’#universalisme_humaniste et à l’intérêt de la majorité ? Au-delà de la confusion argumentaire des #réseaux_sociaux, entretenue par une presse et une édition aux mains de quelques milliardaires, on peut observer une confiscation des débats sous les invectives et, sous le couvert d’écologie « réaliste » ou « pragmatique », un contre-récit hélas efficace.

    L’#empathie pour les victimes des ravages environnementaux est empreinte de #fatalisme : la reconnaissance de l’échec de #politiques_publiques insuffisantes justifie l’abandon de toute nouvelle tentative. Cet échec est attribué aux politiques écologiques, alors qu’aucun programme à la hauteur des enjeux n’a jamais été appliqué – ne serait-ce que les propositions de la #convention_citoyenne_sur_le_climat mise en place en 2019. Certains poussent même la #mauvaise_foi jusqu’à prétendre que la France a pratiqué la #décroissance.

    L’#adaptation, faute d’avoir été vraiment préparée ‒ c’est pour beaucoup une des révélations douloureuses du moment ‒, devient un mot d’ordre néolibéral : à l’individu de s’adapter, par exemple pour « gérer son #écoanxiété », comme le recommandait le gouvernement le 23 juillet, sans jamais toucher aux causes systémiques et politiques. Or l’adaptation sans atténuation efficace aura toujours un train de retard et ne sera même plus possible, car la situation « exceptionnelle » de cet été n’est pas seulement la norme d’un #nouveau_régime_climatique, mais une étape vers le pire tant qu’on n’arrête pas la #fuite_en_avant. Les #mégabassines, dont la #loi_d’urgence_agricole prévoit de faciliter le développement plutôt que de repenser le #modèle_agricole, le montrent bien.

    L’#anti-écologisme n’est pas le simple résultat de lobbys qui réussiraient à manipuler l’opinion. Car le désaveu de l’écologie est aussi le fait d’une partie de la population à qui l’on fait croire qu’elle a davantage à y perdre qu’à y gagner. Les complicités sont étendues par les chaînes d’interdépendances qui nous attachent au monde de l’énergie fossile, et les transformations des façons de vivre sont à juste titre redoutées tant qu’elles sont prétextes à accroître les #inégalités.

    A contrario, un changement de système pour respecter les #limites_planétaires, décidé par des processus de #démocratie_délibérative et placé sous le signe de l’#égalité et de la #justice, permettrait à plus de 90 % de la population de vivre mieux, selon le Global Justice Report du [laboratoire de recherche international] World Inequality Lab. Mais ce #récit peine à concurrencer celui, simpliste et irresponsable, qui s’est imposé pour discréditer les alertes du #Club_de_Rome [groupe de réfléxion] qui, en 1972 [avec le #rapport_Meadows sur les #limites_de_la_croissance], prévoyait l’effondrement de nos sociétés si elles poursuivaient la #croissance_économique : enrichissons-nous quitte à ravager la planète, les générations futures trouveront bien des solutions si elles sont plus riches. Depuis plus de cinquante ans qu’elles se font attendre, les technopromesses de la #croissance_infinie nous mènent tout simplement au #chaos.

    https://www.lemonde.fr/idees/article/2026/08/22/une-minorite-privilegiee-sacrifie-la-planete-afin-de-preserver-ses-richesses
    #Steve_Hagimont #riches #richesse #techno-solutionnisme #agriculture

    • Ne doutons pas que Zaka veut toucher le maximum de monde par ses publications mais ce consensus m’énerve au plus haut point. Bien évidemment que le sujet « écologie » est éminemment politique puisqu’il s’agit de préserver les ressources naturelles que nous offre notre environnement proche pour assurer notre subsistance, la plus importante étant la production de nourriture et ce sont bien les plus démunis qui seront exposés aux pénuries alimentaires accès à l’eau potable inclus. De par le monde, certaines de ces populations sont entrées dans le dur depuis un bon moment surtout pour un accès équitable à l’eau.

    • D’une certaine façon, dire « c’est politique » ou « c’est apolitique », c’est parfois dire la même chose. Pour Zaka, c’est une façon de signifier que c’est un sujet tellement important que ça dépasse les querelles politiciennes, il souhaite signifier, àmtha, que ça nous concerne tous. Et pour d’autres, nous ici en particulier, dire « c’est politique », c’est une façon de signifier que ça nous concerne tous.

      Le terme politique est très lourdement connoté, et ça en devient une insulte, un mot péjoratif, ça en est devenu ce que les possédants veulent que ça devienne : un sujet sale, qui ne concerne personne, sauf eux, bien évidemment, qui sauront comment traiter le sujet, loin de nos regards et de nos conversations.

      Je sors moi aussi d’une cousinade, de plusieurs repas de famille, et parvenir à atteindre le niveau de discussion où on est d’accord pour dire que la politique, c’est le sujet noble qui concerne tout le monde, c’est long et ça ne tient pas dans le temps de cerveau disponible entre la viande et le fromage.

    • Oui j’entends ça (et je connais des gens très politisés qui ne supportent pas le mot politique) mais bien souvent quand on déclare quelque chose d’apolitique c’est qu’on imagine (souvent naïvement) un consensus mou autour de la question, sans remettre en cause les privilèges d’une minorité, en gros c’est business as usual modulo quelques ajustements pour corriger les « excès ». Le fait de dire que quelque chose est politique, c’est aussi induire que tout le monde n’est pas d’accord et qu’à un moment y aura des conflits à régler.

    • Et donc, remettons sur le métier le vieil adage qui veut que :
      « si tu n’occupes pas de politique, la politique, elle, s’occupe de toi » . ;-)
      Toutes ces discussions « en famille » (ou pas) à propos de ce sujet, encore une belle illustration de la #loi_de_Brandolini.

      En dernier lieu, on sait depuis un bout de temps sur quoi débouchent le plus souvent les postures « apolitiques » : #chacun_pour_sa_gueule

      Voir par ici ; https://seenthis.net/messages/1187588

      [edit]

      Pour Zaka, c’est une façon de signifier que c’est un sujet tellement important que ça dépasse les querelles politiciennes, il souhaite signifier, àmtha, que ça nous concerne tous.

      Oui, enfin, relativisons : on ne se sent pas concerné de la même manière suivant qu’on habite « sous les toits » ou qu’on déblatère sur un plateau TV climatisé et protégé de la honte par « un déo qui tient ».

  • Facimu rota
    https://www.youtube.com/watch?v=6UdgaA0zzgk

    Tanjt’anni arretu nda chistu paisi,
    canzuni e tarantelli e risati,
    nuddu era baruni o marchisi
    ma tutti quanti facianu scialati.
    Ora non c’è legrizza dintra i cori,
    non c’è armonia,
    non c’è sti caluri...
    e u paisi chianu chianu mori...
    A genti non è chiu’ ...
    com’era ieri...

    Nescimu fora e facimu rota
    a sutta a luna di jancu pittata,
    sentimu i vecchi cunti e di na vota
    facimu festa tutta la nuttata...
    facimu festa tutta la nuttata...

    Nescimu fora e facimu rota
    ’nzinà quand a lumère sti dumata,
    arretu non turnamu a natra vota
    esti nu viaggiu di sulu andata...
    esti nu viaggiu di sulu andata...

    Purtamu ’n chiazza na gutti di vinu
    e na furnata di pani di granu,
    chitarri e furmaggiu pecurinu,
    tambureddhi ed organetti a manu...
    tambureddhi ed organetti a manu...

    Balla u massaru e u mastru acustureri,
    cu mai ndeppi na stampa d’umbratura,
    cu’ ndavi a testa china di penseri,
    e cu’ la bucca curma di sarmura...
    e cù la bucca curma di sarmura...

    balla u previti e «Mela la grossa»,
    cu’ pe tant’anni non perdì na missa,
    cu’ ndavi gia’ nu pedi dintra a fossa,
    u malandrinu u sbirru e lu fissa...
    u malandrinu u sbirru e lu fissa...

    Ballanu i giovanotti e la mastranza,
    cugghià da vecchia e nova simenza,
    undavi bona o mala crianza,
    u nalfabeta e u puzzu di scienza...
    u nalfabeta e u puzzu di scienza...

    Nescì e balla puru a «Gnura Tota’»
    cull’unghi longhi e a facci pittata,
    duci comu «racina liparota»
    d’amuri duna a tutti na brocciata...
    d’amuri duna a tutti na brocciata...

    Nescimu fora e facimu rota
    prima i cala fitta la ligghjata
    sta vita chiu’ nun torna natra vota,
    esti nu viaggiu di sula andata...
    esti nu viaggiu di sula andata...

    #tarantella #tarentelle #musique_populaire #Calabre #Italie #fête #Giovanni_Favasuli #nostalgie #chant
    (c’est plutôt du new folk et pas vraiment une chanson trad, mais c’est pour que je la retrouve :-))

  • #GIMP is (finally) working on a new project file format
    https://www.omgubuntu.co.uk/2026/08/gimp-new-project-file-format

    A new project file format is in the works for GIMP, as the existing one can’t handle larger, complex projects. Since 1997, the famed FOSS image editor has used the binary .xcf format to save projects so layers, effects and anything else can be edited and adjusted again – which doesn’t happen in a flat file export to JPEG or PNG. But, writing in a recent development update, the team has said it’s finding “more and more limitations” in the current format. And with major new features, like animation and multi-page documents, on GIMP’s near-term roadmap, it’s begun working on a […] You’re reading GIMP is (finally) working on a new project file format, a blog post from OMG! Ubuntu. Do not reproduce elsewhere without permission.

    #News #Image_Editors

  • La storia della “Balzana”, il #bene_confiscato più grande d’Italia a #Santa_Maria_la_Fossa
    https://informareonline.com/la-storia-della-balzana-il-bene-confiscato-piu-grande-ditalia-a-san

    La storia del bene confiscato più grande d’Italia raccontata da #Giovanni_Allucci di #Agrorinasce Quest’anno la legge 109/1996 compie 30 anni. Una legge approvata per far sì che i beni sottratti alle mafie sulla base della Rognoni-La Torre potessero effettivamente ritornare nella disponibilità delle comunità che avevano sofferto il cancro mafioso. Si tratta di una […] L’articolo La storia della “Balzana”, il bene confiscato più grande d’Italia a Santa Maria la Fossa proviene da Informareonline, scritto da Domenico Barbato

    #Approfondimenti #Attualità #EVIDENZA #Magazine_Agosto_2026 #La_Balzana

    • Da terreni della Camorra a scrigno di prelibatezze campane. La Balzana rinasce

      E’ il bene più esteso tra quelli confiscati: 200 ettari a #Santa_Maria_La_Fossa trasformati in parco agroalimentare delle eccellenze regionali.

      E’ il più grande terreno confiscato alla criminalità organizzata. Ora, la Balzana, nel Comune di Santa Maria La Fossa (Caserta) è diventato - grazie al lavoro di Agrorinasce e a 15 milioni di euro di finanziamenti - un enorme parco agroalimentare sulle eccellenze della Campania. Il tutto raccontato anche in un docufilm.

      Nel servizio le interviste a Giovanni Allucci, ad di Agrorinasce; Mario Morcone, assessore alla Legalità della Regione Campania; Maria Antonietta Troncone, presidente del Cda di Agrorinasce; Nicolino Federico, sindaco di Santa Maria La Fossa.

      https://www.rainews.it/tgr/campania/video/2025/07/da-terreni-della-camorra-a-scrigno-di-prelibatezze-campane-la-balzana-rinasc

    • Altri 8,5 milioni per «La Balzana» di Santa Maria La Fossa (CE)

      Accelera il recupero del più grande bene confiscato alla camorra destinato a diventare il Parco Agroalimentare della Campania

      C’è un’altra tappa nel lungo percorso di rinascita della Balzana. Il più grande complesso agricolo confiscato alla camorra in Italia continua a prendere forma grazie a un nuovo finanziamento di 8,5 milioni di euro assegnato dal Cipess ad Agrorinasce, risorse che consentiranno di proseguire il recupero e la valorizzazione del vasto patrimonio confiscato nel territorio di Santa Maria La Fossa (CE), destinato a diventare il Parco Agroalimentare dei prodotti tipici della Regione Campania.

      Un intervento che rafforza uno dei progetti più significativi di rigenerazione dei beni confiscati in Italia e che punta a trasformare un luogo per anni emblema del potere economico criminale in uno spazio dedicato alla produzione, alla formazione, all’innovazione e alla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari campane.

      La Balzana è infatti al centro di un progetto di recupero avviato ormai da diversi anni. Il primo importante finanziamento, pari a oltre 15 milioni di euro, risale alla delibera CIPE 48 del 2019 e ha permesso di avviare le opere infrastrutturali e i primi interventi previsti dal masterplan elaborato da Agrorinasce insieme al Comune di Santa Maria La Fossa.

      Da allora il cantiere non si è più fermato. Sono già in fase avanzata i tre lotti dedicati alle opere di urbanizzazione del futuro Parco Agroalimentare, al recupero del complesso ovest destinato a centro polifunzionale per la formazione e i servizi e alla riqualificazione del complesso est, dove sorgerà il polo scientifico per l’istruzione e la ricerca agroalimentare. Al 30 giugno 2026 risultano già rendicontati oltre 9,1 milioni di euro di lavori, con più del sessanta per cento delle risorse complessivamente impegnate.

      Le nuove risorse consentiranno ora di intervenire su una delle aree più suggestive dell’intero complesso: le residenze dell’antico borgo agricolo. Il finanziamento, di cui Agrorinasce è soggetto beneficiario, servirà infatti a completare il recupero della zona residenziale con il restauro delle ville bifamiliari ancora da riqualificare, la sistemazione della piazza centrale e la realizzazione delle infrastrutture di servizio, dalla viabilità agli impianti energetici, fino ai sistemi di sicurezza e videosorveglianza.

      L’obiettivo è restituire nuova vita al borgo trasformando le dieci ville in quaranta mini appartamenti destinati all’housing sociale, pensati per giovani coppie impiegate nelle attività produttive del Parco, studenti e giovani disoccupati. Un intervento che completa il percorso già avviato nel 2025 grazie ai precedenti finanziamenti ottenuti dal Comune di Santa Maria La Fossa, con i quali è stato possibile avviare il recupero delle prime cinque ville.

      Ma il progetto della Balzana guarda ben oltre il recupero degli edifici. Il disegno complessivo è quello di realizzare una vera cittadella dell’agroalimentare campano, capace di mettere insieme produzione, ricerca, formazione e accoglienza. Il masterplan prevede infatti la riqualificazione dell’intera area produttiva con capannoni destinati alla trasformazione dei prodotti agricoli, laboratori artigianali, attività commerciali, un ristorante, un punto vendita delle eccellenze regionali, una scuola di cucina e una struttura ricettiva con circa cinquanta posti letto. Per completare questa fase resta ancora da finanziare il lotto produttivo, per un investimento stimato in circa 15,5 milioni di euro, già inserito nella programmazione strategica condivisa da Agrorinasce con il Ministero dell’Agricoltura, ISMEA e Regione Campania.

      Ad accogliere con entusiasmo la notizia del nuovo finanziamento è il sindaco di Santa Maria La Fossa, Nicolino Federico: “Questo nuovo stanziamento rappresenta un passaggio decisivo nel percorso di rinascita della Balzana. Stiamo restituendo alla comunità un luogo che per troppo tempo è stato il simbolo del potere della criminalità organizzata e che oggi, invece, continua a trasformarsi in un modello di sviluppo fondato sulla legalità, sull’innovazione e sul lavoro. Desidero rivolgere un ringraziamento sentito ad Agrorinasce, che in questi anni ha accompagnato con grande impegno e competenza il percorso di recupero e valorizzazione della Balzana, e a tutte le istituzioni che hanno creduto in questo progetto e hanno reso possibile, passo dopo passo, la rinascita di questo straordinario patrimonio. La collaborazione tra enti, amministrazioni e istituzioni è stata fondamentale per trasformare una grande sfida in un’opportunità concreta per il nostro territorio. Per Santa Maria La Fossa questo finanziamento è motivo di grande orgoglio e ci avvicina sempre di più all’obiettivo di restituire definitivamente ai cittadini un luogo capace non solo di raccontare la vittoria della legalità sulla criminalità organizzata, ma anche di generare sviluppo, lavoro e nuove opportunità”.

      “Siamo orgogliosi di questo ulteriore stanziamento che premia il nostro lavoro nel recupero del più grande complesso immobiliare confiscato alla camorra – hanno aggiunto all’unisono Maria Antonietta Troncone e Giovanni Allucci, Amministratore Delegato di Agrorinasce - Un particolare ringraziamento al Ministro per gli affari europei, politiche di coesione e PNRR, on. Tommaso Foti, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, on. Alessandro Morelli e il Dipartimento di Politiche di Coesione sociale della Presidenza del Consiglio dei Ministri”.

      https://www.agrorinasce.org/iniziative-legalita/1191-altri-milioni-per-la-balzana-di-santa-maria-la-fossa
      #agrorinsace #Parco_Agroalimentare_della_Campania

    • Il contesto territoriale della Balzana a Santa Maria La Fossa nell’#Agro_Caleno in Provincia di Caserta.

      Lo studio della “Balzana” si innesta su un percorso di ricerca avviato dal DIARC sui borghi rurali di fondazione fascista dell’Agro Caleno, che si sta dimostrando utile ad avviare un processo di riscoperta delle loro architetture e parallelamente di potenziamento del dibattito e delle azioni di rigenerazione da parte di attori pubblici e stakeholders su queste aree. Responsabile scientifico del progetto di ricerca è Mariateresa Giammetti e coordinatrici di unità di ricerca sono Emma Buondonno e Paola Ascione. Ad oggi, la Balzana conserva ancora un forte carattere identitario dal punto di vista architettonico e storico testimoniale ma, dato l’abbandono, ha perso il suo potenziale sociale e produttivo, nonostante faccia parte del sistema territoriale dell’agro casertano, a forte vocazione agricola e perfettamente attivo. Il suo futuro dipende dalla capacità di rafforzare da un lato la diffusione della conoscenza del suo patrimonio e dall’altro dalla valorizzazione delle sue peculiarità, non incorrendo nell’errore di applicare modelli di sviluppo ed azioni trasformative della sua architettura estranee al suo contesto culturale/produttivo e che ne comprometterebbero la legacy non producendo una reale crescita del territorio, ma solo una perdita identitaria. Programmati e progettati all’inizio del secolo scorso come vere e proprie colonie in patria con la promessa di terra e benessere, i borghi rurali di fondazione fascista, gestiti spesso dall’Opera Nazionale Combattenti (O.N.C.), accolsero popolazioni trasferite dalle zone più disagiate del paese. La Balzana, così come innumerevoli altri piccoli borghi, non solo si caratterizza per il forte valore storico testimoniale connesso al suo essere espressione dell’architettura razionalista italiana del Ventennio, ma anche per il suo essere un vero e proprio esperimento spaziali di “ingegneria sociale” parte di una rete nazionale di borghi rurali progettati per rispondere a molteplici fattori: la necessità di recuperare vaste aree malsane ad una moderna concezione dello sfruttamento agricolo e zootecnico; l’impiego di una grande quantità di forza lavoro in un momento storico, tra le due guerre, che vedeva ampie fasce della popolazione disoccupate e al limite della soglia di povertà; la necessità di ottimizzare le risorse all’indomani delle sanzioni economiche e commerciali che avevano colpito l’Italia post-coloniale; un quadro normativo che incentivava la ripopolazione delle aree agricole e inibiva il travaso di popolazione verso le città maggiori; la creazione di consenso che tali architetture di regime potevano generare, anche oltre gli intenti retorici e di propaganda; la costruzione di una nuova narrazione che dal punto di vista architettonico, sociale, antropologico e culturale conciava a guardare con occhi nuovi alla vita di campagna quale possibile alternativa al senso di alienazione che iniziava ad aleggiare nelle città industrializzate. A partire dallo studio delle architetture e dell’impianto insediativo della Balzana, si intende indagare le strategie compositive e di relazione con i valori architettonici e paesaggistici delle aree rurali, coinvolgendo anche stakeholders ed amministrazioni locali per attivare una sperimentazione progettuale e di conservazione del patrimonio e del carattere architettonico oltre che della sua vocazione produttiva, oggi declinabile in produzioni di eccellenza. La ricerca attiverà pratiche virtuose che tengano insieme tracce della memoria dell’architettura dei centri rurali minori della Campania del Ventennio con le prassi produttive di eccellenza contemporanee, al fine di evitare il decadimento in cui spesso versa questo tipo di patrimonio architettonico ed individuare buone pratiche riproducibili in realtà rurali simili.

      https://www.iris.unina.it/handle/11588/1015266

    • Piccoli borghi d’Italia − La Balzana.
      Valorizzazione della Balzana a Santa Maria La
      Fossa in Terra di Lavoro

      L’1 marzo 2018, al Dipartimento di Architettura in via Forno Vecchio a Napoli, si è svolto il convegno, moderato dalla giornalista Olga Fernandes, dal titolo Progetti di risanamento ambientale. Valorizzazione degli ambienti agricoli e zootecnici. Il Borgo rurale “La Balzana” a Santa Maria La Fossa in Terra di Lavoro, in cui sono intervenuti il sindaco del Comune di Santa Maria La Fossa, Antonio Papa; il direttore del Diarc, Mario Losasso; i docenti Francesco Domenico Moccia, Vito Cappiello, Emma Buondonno e Lorenzo Boccia; Giovanni Allucci, del Consorzio Agrorinasce; l’Architetto Maria Maddalena Simeone e il consigliere dell’Ordine degli Architetti di Napoli, Marco Borrelli. Nella giornata di studi si è discusso della migliore destinazione del Borgo rurale della Balzana, il terzo bene più grande d’Italia confiscato alla criminalità, che si inserisce nella più ampia strategia di riqualificazione urbana e paesaggistica dell’Agro Caleno, nell’ottica di salvaguardia della natura e sostenibilità ambientale, da coniugare con lo sviluppo produttivo, economico e sociale del Comune di Santa Maria La Fossa.
      Il territorio, con la sua vocazione rurale caratterizzata da una forte presenza di masserie, attrezzature e impianti connessi al settore agricolo e zootecnico, deve essere salvaguardato nella sua interezza, coniugando i valori urbani con la valorizzazione del paesaggio. Le caratteristiche idro-geomorfologiche dell’ambiente fisico suggeriscono la destinazione d’uso dei suoli, per uno sviluppo in sintonia con le reali potenzialità del territorio e in continuità con la storia dei luoghi.
      Natura-Storia-Comunità rappresentano i tre obiettivi interconnessi degli interventi strategici per realizzare progetti sull’intero territorio comunale, che siano rivolti alla valorizzazione ambientale e culturale. Ciò si traduce nei benefici a breve e medio termine sia per la comunità locale che per i residenti delle frazioni e dei comuni limitrofi, mediante nuove strategie di riequilibrio territoriale e di valorizzazione ambientale per lo sviluppo delle aree interne rurali, partendo dalla riconfigurazione di aree in parte abbandonate o dismesse. Il recupero prudente del patrimonio costruito e delle tecniche tradizionali di allevamento e produzione dei prodotti tipici del made in Italy rappresenta ancora oggi una grande sfida internazionale tutta da valorizzare.
      Il progetto, infatti, di valorizzazione del piccolo Borgo rurale della Balzana di Santa Maria La Fossa è la seconda sperimentazione applicata a un centro aziendale di epoca fascista, l’Opera Nazionale Combattenti, O.N.C., dell’Agro Caleno e segue il precedente esempio del Borgo Appio di Grazzanise svolto nel 2017 e pubblicato nel 2018.
      Il tema della Balzana è stato approfondito nell’ambito del Corso di Laboratorio di Progettazione Architettonica e Architettura del Paesaggio del terzo anno del Corso di Laurea Magistrale in Architettura 5UE a ciclo unico nell’anno accademico 2017/2018. Gli argomenti trattati hanno riguardato aspetti del recupero prudente di architetture rurali preesistenti con destinazioni sia residenziali che di esercizio e conduzione dell’ex azienda agricola e zootecnica. Ulteriori aspetti hanno, inoltre, riguardato la progettazione ex novo di edifici destinati alle nuove residenze, alla nuova azienda zootecnica bufalina per l’allevamento di una mandria di circa mille bovine da latte e all’Istituto Superiore Tecnico Agrario.
      Il Centro Aziendale è baricentrico rispetto all’intero territorio di pertinenza di circa 226 ettari. Gli accessi alla Balzana sono ubicati a nord dalla Strada Provinciale 333, a ovest da Via Camino e a sud da Via Vaticale. La sistemazione della viabilità rurale interna all’azienda prevede il miglioramento dell’anello che perimetra l’intero centro Aziendale separandolo dai campi foraggeri. Il cuore del Centro Aziendale, costituito dalle architetture preesistenti, attraverso il recupero prudente è destinato alla residenza, ai servizi collettivi, alle attrezzature pubbliche, alle attività commerciali di vicinato, al caseificio, all’accoglienza agrituristica, alle piazze pedonali e ai green parking. I settori a sud e a est dell’ampliamento del Centro Aziendale, invece, accolgono i nuovi reparti dell’azienda bufalina mentre il settore occidentale nelle previsioni di progetto è destinato all’Istituto Superiore Tecnico Agrario. Il nuovo Centro Aziendale occupa circa 6 ettari della complessiva estensione della Balzana e resterebbero destinati alle colture agrarie per l’alimento della mandria circa 220 ettari.
      L’azienda bufalina per rispondere alle attuali esigenze di adeguamento impiantistico e tecnologico in materia di sostenibilità ambientale è dotata di impianto di fertirrigazione dei suoli, di impianto di biogas per la produzione dell’energia elettrica dai reflui zootecnici e di impianto di neutralizzazione per tutelare i suoli dall’eccesso di nitrati e di azoto trasmessi dallo spargimento dei reflui zootecnici sui suoli.
      Il Centro Aziendale è stato progettato per accogliere circa cento abitanti in venti unità residenziali costituite dalle dieci case rurali preesistenti disposte intorno alla corte e al giardino circolare, venti abitanti in quattro unità residenziali ex novo prospicienti la piazza pedonale e ulteriori ottanta abitanti in un complesso residenziale ex novo con tipologie abitative di dimensioni comprese tra i 45 e i 100 metri quadrati per nuclei familiari composti da una a quattro persone.
      Sul lato nord della grande piazza pedonale, recuperando le architetture preesistenti e verso le residenze, sono sistemate le attrezzature sociali e assistenziali, le attrezzature culturali e le attrezzature religiose. Sul lato meridionale della piazza, invece, all’interno delle due ex stalle sono ubicate le attività commerciali di vicinato e il piccolo supermercato con l’area mercatale all’aperto, nella prima, e le attività commerciali ricettive, il bar, la pasticceria, la gelateria, la yogurteria, la pizzeria e il ristorante nella seconda. Tra i due edifici paralleli e ortogonali alla piazza è posizionato un terzo corpo di fabbrica destinato al caseificio. A sud del complesso delle ex stalle sono ubicati tre silos verticali dei quali due agganciati da un solaio a copertura del piano operativo di campagna; il progetto prevede il recupero prudente soltanto dei due silos collegati da destinare a bed and breakfast con punto di visuale panoramica in copertura essendo gli edifici più alti dell’intero Centro Aziendale.
      Con il progetto si intende approfondire le strategie per il miglioramento e la valorizzazione di piccoli borghi rurali delle aree interne della Campania al fine di recuperarne il patrimonio culturale e naturale. La tutela e il potenziamento delle aree rurali ha l’obiettivo di contrastarne lo spopolamento, migliorando le condizioni di vita della popolazione e incrementando i livelli occupazionali. I centri minori dell’armatura urbana casertana devono dotarsi di valori urbani che siano in grado di trattenere le nuove generazioni attualmente proiettate verso realtà nazionali ed europee alla ricerca, non solo di lavoro, ma anche di contesti urbani di qualità con caratteristiche proprie della città media contemporanea.
      La valorizzazione del Borgo rurale della Balzana, rappresenta nel complesso un’opportunità di miglioramento produttivo, economico e sociale per il Comune di Santa Maria La Fossa da perseguire in un’ottica di sviluppo sostenibile dell’intero territorio.

      https://www.doppiavoce.com/casa-editrice/architettura-e-urbanistica/piccoli-borghi-d-italia-la-balzana-detail
      #livre

  • Il #giro_della_campania torna dopo 25 anni: partenza dalla Reggia di #caserta
    https://informareonline.com/il-giro-della-campania-torna-dopo-25-anni-partenza-dalla-reggia-di-

    Dopo venticinque anni di assenza, il Giro della Campania torna sulle strade della regione e sceglie uno dei suoi luoghi più rappresentativi per la partenza: la #reggia_di_caserta. L’appuntamento è fissato per domenica 20 settembre, quando la competizione ciclistica prenderà il via dal Parco reale del Complesso vanvitelliano per concludersi a Napoli, nella cornice […] L’articolo Il Giro della Campania torna dopo 25 anni: partenza dalla Reggia di Caserta proviene da Informareonline, scritto da Gianrenzo Orbassano

    #Approfondimenti #Sport

  • Perchè nelle strade di #Napoli gli #artisti_di_strada non cantano più?
    https://informareonline.com/perche-nelle-strade-di-napoli-gli-artisti-di-strada-non-cantano-piu

    L’Ordinanza Sindacale n. 479 del 24 aprile 2026 impone che, dalle ore 22, sono vietati strumenti di amplificazione e musicali. «La strada è il palco più antico del mondo». Sono queste le parole che un giovane artista napoletano utilizza per sintetizzare una delle forme artistiche più vivaci e controverse mai esistite: l’arte di strada. Eppure, […] L’articolo Perchè nelle strade di Napoli gli artisti di strada non cantano più? proviene da Informareonline, scritto da Redazione Informare

    #Approfondimenti #Cultura #EVIDENZA #Magazine_Agosto_2026 #Gianmario_Sanzari #morena_chiara

  • Solidarity Call for #Gisi
    https://barrikade.info/article/7633

    We urgently need your help and solidarity.

    The oldest squat of Winterthur/CH (and probably of Switzerland) is imminently threatend to be evicted in August. Gisi, at General-Gusian-Street 31, was squatted in January 1997 and is until now used as home for a lot of people without much money and as a social meeting point and non-profit culturals space.

    Over the last years we, Häuservernetzung #Winterthur, tried everything not to let this happen and to save this important house as a home and social and radical cultural space from destruction.

    But the owners, SKKG - a very wealthy real estate- and art-foundation - are planning to renovate the house for five million swiss francs to make more profit of every house they own. Letting rich people take over the last piece of innercity of Winterthur.

    SKKG owns more than 2200 flats in #Switzerland and is responsible of displacing the poor here and elsewhere by renovating or destroying the houses, that they where mostly falling apart for decades. All inhabitants, squatters and tenants alike had to look after their homes themselves. Now the foundation wants to make even more profit by renovation or tearing down all their houses.

    #Suisse

  • #Reportage. Viaggio nel #giappone che cambia senza cambiare
    https://informareonline.com/reportage-viaggio-nel-giappone-che-cambia-senza-cambiare

    Nel 1868 un ragazzo di appena quindici anni sale al trono del Giappone. È l’imperatore Meiji e il suo compito è immenso: aprire il Paese al mondo dopo oltre due secoli di isolamento, senza permettere che il mondo ne cancelli l’identità. A più di centocinquant’anni di distanza, quella domanda sembra ancora sospesa sopra il Giappone […] L’articolo REPORTAGE. Viaggio nel Giappone che cambia senza cambiare proviene da Informareonline, scritto da Paolo Cutillo

    #Approfondimenti #Cultura #Magazine_Agosto_2026

  • Degrado o fenicotteri? La mostra sul Litorale Domizio
    https://informareonline.com/degrado-o-fenicotteri-la-mostra-sul-litorale-domizio

    Com’è possibile che in un territorio abbiano potuto convivere alcuni tra gli esponenti più spietati della criminalità organizzata italiana insieme a dei fenicotteri? È possibile se quel territorio è Castel Volturno, o, allargando un po’ l’occhio, se ti trovi lungo il litorale domizio. Delle fotografie in bianco e nero ritrovate a un mercatino, una telefonata: […] L’articolo Degrado o fenicotteri? La mostra sul Litorale Domizio proviene da Informareonline, scritto da Redazione Informare

    #Approfondimenti #Cultura #Magazine_Agosto_2026 #Archivio_di_Stato_di_Caserta #Gianni_Fiorito #Mario_Laporta #mostra_litorale_domizio #salvatore_laporta

  • Puntata del 04/08/2026@0
    https://radioblackout.org/podcast/puntata-del-04-08-2026

    Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Augustin, #RSU_Fiom della #Electrolux di Forlì sulla situazione attuale del gruppo industriale svedese che da maggio minaccia i suoi dipendenti con la prospettiva di #licenziamenti di massa, circa 1900 nel nostro paese (contando i contratti a tempo determinato). Dalla scorsa intervista che avevamo […]

    #bosco_ospizio #cementificazione #censura #ddl_antisemitismo #ecologismo #forlì #giornalismo #Israele #lotte_ecologiste #presidio #reggio_emilia #rete_no_bavaglio #Stefano_Galieni #tavoli_di_contrattazione #XR
    https://radioblackout.org/wp-content/uploads/2026/08/F_m_04_08_Augustin-RSU-Fiom-Electrolux-Forli-aggiornamenti-vertenza-e

  • #villa_giaquinto a #caserta, l’agronomo Messina scrive alla commissaria Scolamiero: “Chi irriga le piante?”
    https://informareonline.com/villa-giaquinto-a-caserta-lagronomo-messina-scrive-alla-commissaria

    “Chi irriga le piante di Villa Giaquinto?“. È la domanda che il dottore agronomo #giuseppe_messina rivolge alla commissaria prefettizia del Comune di Caserta, Maria Grazia Scolamiero, denunciando lo stato di sofferenza della vegetazione presente all’interno dell’area verde. Villa Giaquinto è attualmente chiusa al pubblico e, secondo Messina, non vi sarebbe traccia evidente della prosecuzione […] L’articolo Villa Giaquinto a Caserta, l’agronomo Messina scrive alla commissaria Scolamiero: “Chi irriga le piante?” proviene da Informareonline, scritto da Redazione Informare

    #Comunicati_Stampa

  • Mégaferme à #saumons : le projet contesté est autorisé par la préfecture de #Gironde

    Par un arrêté du 4 août, la préfète de la Gironde, Sophie Brocas, a accordé l’#autorisation_environnementale au projet très contesté de méga-usine terrestre de saumons, au #Verdon-sur-Mer. Ce projet porté par la société #Pure_Salmon, financé par un fonds d’investissement singapourien, prévoit la construction d’une usine sur 14 hectares au bout de l’estuaire de la Gironde, pour produire 10 000 tonnes de saumons par an.

    « Ce projet présente un grand intérêt économique et industriel pour le territoire. Il est encadré par des prescriptions environnementales particulièrement exigeantes, que les services de l’État veilleront à faire respecter », affirme la préfète dans un communiqué.

    « Cette décision est irresponsable »

    Pas de quoi rassurer les habitants, associations et élus opposés à la construction de l’usine. « Cette décision est irresponsable, surtout dans le contexte de mégafeux et de sécheresse que connaît la Gironde en ce moment même », réagit Marc Porcheron, élu à Saint-Vivien-de-Médoc, une autre commune de l’estuaire. Plus de 2 millions de m3 d’#eau devront être prélevés dans les nappes souterraines chaque année pour alimenter l’installation, dont les eaux d’élevage et de refroidissement seraient ensuite rejetées dans l’estuaire.

    Le coanimateur du collectif #Usine_de_saumons_non_merci voit dans cette décision « un déni scientifique et démocratique ». Il pointe notamment l’avis défavorable rendu par le Conseil scientifique de l’estuaire de la Gironde, mais aussi la participation inédite à l’enquête publique, au cours de laquelle une grande majorité d’avis défavorables a été exprimée. Le commissaire enquêteur avait malgré tout rendu un avis favorable, de même que le Conseil départemental de l’environnement et des risques sanitaires et technologiques (Coderst).

    Cette #autorisation intervient alors qu’une proposition de loi soutenue par une centaine de députés, déposée en mars 2025 mais qui n’a pas été examinée depuis à l’Assemblée nationale, réclame un moratoire de dix ans sur ces #fermes-usines de saumons. Plusieurs associations ont d’ores et déjà annoncé leur intention de déposer un recours auprès du tribunal administratif de Bordeaux contre l’autorisation préfectorale.

    https://reporterre.net/Megaferme-a-saumons-le-projet-conteste-est-autorise-par-la-prefecture-de
    #poissons #France #élevage #pisciculture #industrie_agro-alimentaire #résistance