• #Beckett diaries (only now - quite lately !) published about his st...
    https://diaspora.psyco.fr/p/12657366

    #Beckett diaries (only now - quite lately !) published about his stay in Nazi Germany 1936-37 #Guardian https://archive.ph/b2f9p Their Strength Through Joy conversation is killing me’: Samuel Beckett’s German diaries I also recommend Witold #Gombrowicz diaries with the quite surreal (if I remember correctly) description of his stay in Germany after the war

  • #Google_Maps ha cancellato le recensioni delle carceri dell’Ice, togliendo voce ai rinchiusi

    La piattaforma ha fatto sparire le #reviews dalle pagine di tutti i 117 centri di detenzione dell’agenzia governativa e ha disattivato la possibilità di pubblicarne di nuove. Secondo un’indagine della ricercatrice Muira McCammon, quei commenti rappresentavano una rara raccolta di testimonianze dirette di detenuti e familiari su condizioni e violazioni patite. La rimozione silenzia uno spazio di denuncia pubblica e può far perdere prove utili per futuri processi.

    Google Maps ha cancellato e disattivato le recensioni dei centri di detenzione dell’Ice scritte dalle persone rinchiuse lì dentro e dai loro familiari. Con il pretesto di proteggere la reputazione di un’istituzione pubblica la multinazionale ha quindi eliminato contenuti giudicati non coerenti alle “linee guida aziendali”, rimuovendo di fatto potenziali elementi di prova a carico dell’agenzia del governo statunitense che si occupa di immigrazione e che è responsabile di sistematiche violazioni di diritti umani, omicidi e della deportazione di quasi 360mila persone dal 2025 a oggi.

    Lo ha fatto emergere un paper pubblicato a giugno di quest’anno da Muira McCammon, ricercatrice di Comunicazione istituzionale e digital culture presso l’Università di Tulane, a New Orleans, che ha raccolto e analizzato 1.636 recensioni di 26 strutture detentive che, nell’agosto 2025, quando ha iniziato la ricerca, non erano ancora state censurate.

    “La decisione di disattivare l’accesso all’intero archivio delle recensioni dimostra chiaramente che Google sta decidendo quali narrazioni possano essere visibili e, di conseguenza, quali possano avere valore”, spiega McCammon ad Altreconomia, che ritiene che le reviews di Google Maps non siano dei semplici commenti ma costituiscono una raccolta di testimonianze sulle condizioni di detenzione e sulle violazioni di diritti all’interno dei centri.

    Il lavoro di ricerca, ripreso negli Stati Uniti da The Intercept, ne riporta alcune. “Questa è stata una delle esperienze più difficili e disumanizzanti della mia vita -ha scritto un ex detenuto finito nelle mani dell’Ice-. Che cosa succede dentro strutture come questa deve essere visto e capito per quello che è davvero, non un semplice centro di detenzione, ma una vera e propria prigione”.

    Altri utenti hanno invece denunciato le condizioni igieniche e il trattamento ricevuto: “Il posto è infestato da scarafaggi che strisciano su tutto il corpo dei detenuti”, “Pessima esperienza ho speso due mesi in questo inferno, il 99% dello staff è crudele e razzista”.

    Anche alcuni familiari hanno lamentato difficoltà nella comunicazione con l’interno della struttura: “Non si riesce a sentire il detenuto quando fai una chiamata”.

    Questi commenti tuttavia non sono più leggibili online. Quando McCammon ha iniziato la sua analisi nel 2025 Google aveva già disattivato la possibilità di scrivere recensioni in 91 strutture su 117, eliminando anche quelle esistenti. La censura è continuata e dopo che, a luglio 2026, diversi giornali statunitensi -tra cui il San Francisco Standard e, appunto, The Intercept– hanno segnalato il suo paper anche i commenti sotto le restanti strutture sono stati disattivati.

    “Può essere che l’Ice in futuro, e con un governo diverso, venga chiamata a rispondere delle proprie azioni davanti alle corti, se così fosse avremmo perso un’importante fonte di prove”. Non solo, la ricercatrice esprime “forti preoccupazioni che chi ha scritto le recensioni possa essere rintracciato e subire dei controlli da parte dell’Ice”.

    Spesso le reviews di Google Maps sono uno dei pochi mezzi che detenuti e familiari hanno per raccontare e informarsi su cosa succede all’interno, continua McCammon. Questo perché “molte delle persone che transitano nei centri di detenzione non hanno le conoscenze o i mezzi necessari per capire a chi rivolgersi per far sentire la propria voce e contestare l’istituzione. Oltre al fatto che è molto raro che un’agenzia o un ente statale apra altre vie di comunicazione ufficiali come delle consultazioni pubbliche”.

    Google aveva giustificato in precedenza l’eliminazione delle recensioni dei centri detentivi e delle stazioni di polizia in un articolo pubblicato sul suo blog aziendale The Keyword nel novembre 2023. L’azienda ha detto di applicare una “protezione a lungo termine” per i luoghi in cui le persone si recano senza una scelta deliberata (come le prigioni) o quelli che sono accessibili solo al personale autorizzato (come le stazioni di polizia). In questi casi i contributi degli utenti sono ritenuti costantemente “inutili, dannosi o fuori tema”.

    Per McCammon però questa giustificazione lascia dei dubbi: “Non è chiaro in che misura l’Ice si coordini o influenzi le scelte di Google”. E, spiega, “più in generale in molti casi è difficile capire se le informazioni presenti nelle pagine di Google Maps delle carceri siano gestite direttamente dall’agenzia governativa”.

    Interpellata più recentemente dal San Francisco Standard, la società ha ammesso di aver disattivato le recensioni relative ai centri Ice ma che ciò “non era legato a una richiesta del governo”. Tuttavia non c’è modo di verificarlo, considerato che spesso gli accordi tra le aziende tecnologiche e l’amministrazione Trump non sono affatto trasparenti.

    L’esistenza di un controllo da parte del governo sui contenuti online non sarebbe peraltro una novità: solo lo scorso ottobre Donald Trump ha ottenuto da Apple la rimozione della app “IceBlock” che serviva per segnalare gli avvistamenti di agenti Ice. Google stessa è già parte di accordi di collaborazione con l’amministrazione, come quello concluso a fine aprile 2026 con il dipartimento della Difesa per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in operazioni classificate.

    In ogni caso la società non ha preso ad oggi una posizione ufficiale sulla gestione dell’immigrazione e dei centri detentivi Ice e si è limitata a inquadrare le recensioni in un discorso di problemi puramente tecnici e commerciali invece di riconoscere che possano essere atti di contestazione politica e democratica da preservare.

    “Quello che spero è che anche in altri Stati fuori dagli Usa ci si ponga lo stesso problema, considerato che Trump sta collaborando con governi di tutto il mondo per creare, di fatto, ulteriori strutture di detenzione e potrebbero esserci Paesi che hanno già incentivato Google a disattivare le recensioni -conclude McCammon-. Ed è molto difficile documentarne l’assenza”.

    https://altreconomia.it/google-maps-ha-cancellato-le-recensioni-delle-carceri-dellice-togliendo
    #censure #ICE #détention_administrative #rétention #USA #Etats-Unis #témoignage #témoignages #effacement #silenciation #preuves #cartographie

    • Google Is Censoring Reviews of ICE Detention Centers

      In the past year, Google Maps was deleting all the reviews for dozens of ICE jails, a new study found.

      While they’re not as common as reviews for cafes and dry cleaners, reviews have poured into Google Maps by the thousands for the growing network of jails operated by U.S. Immigration and Customs Enforcement. The reviews have come from internet users sharing their often harrowing experiences in the detention facilities.

      Google then purges these reviews and blocks the ability to write new ones, according to newly published research.

      “Google actively suppresses carceral information, narratives, and digital trace data related to the U.S. Immigration and Customs Enforcement’s (ICE) detention facilities,” wrote Muira McCammon, a professor at Tulane University’s Department of Communication who has been scraping and analyzing self-reported accounts of ICE imprisonment posted to Google Maps since last year.

      Much of this record is now permanently deleted, erasing detailed testimony of people ingested by the U.S. deportation machine.

      Last August, McCammon aggregated 1,636 posts from 26 different ICE facilities where Google still allowed users to post reviews and discovered there were 91 other immigration jails on Google Maps with no reviews.

      “Google had already turned off reviews for the remaining 91 facilities,” McCammon told The Intercept. “Almost all of the Google reviews that I originally collected in 2025 are now no longer available.”

      Only four ICE facilities appear to still permit reviews on Google Maps, she said.

      Pulling the reviews has come with no public notice or explanation.

      In 2023, Google said in a corporate blog post that it reserved the right to delete Maps reviews for locations that are “consistently unhelpful, harmful, or off-topic. This includes places that people go to without choice or places only accessible to people stationed or assigned there—such as police stations and prisons.”

      Unhelpful to whom, however, is unclear: While some of the reviews in question were statements of protest that could have been left by anyone, many appeared to come from people directly affected by ICE. They described a variety of issues that would be of great material interest to anyone detained in the facilities or for people close to them.

      “Reviews help people make decisions on where to go,” Google spokesperson Genevieve Park said in a statement, “and we don’t show reviews on several categories of places where people go without choice,” citing the company’s policy of removing Google Maps reviews that are “unhelpful, harmful, or off-topic.”

      In the past, Google has complied with requests to censor speech about ICE. In 2025, the company blocked Android users from downloading ICEBlock, an app that alerted people to crowdsourced sightings of ICE agents.

      Asked if the Department of Homeland Security, ICE’s parent agency, had communicated with Google about the reviews, Park said the takedowns were “unrelated—it was about enforcing our policy that prohibits reviews for places that people go to without choice.”

      In a statement to The Intercept, a spokesperson for DHS denied that ICE requested any reviews of detention facilities be removed.

      “Being in detention is a choice,” the Homeland Security spokesperson said, citing the department’s program to encourage an app-based system for self-deportation.

      Many of the reviews McCammon aggregated were from despairing friends and relatives.

      “My friend’s dad was sentenced to one month in jail,” read one review. “He served the time and then was moved to this facility for another 3 months. How is it not illegal to hold someone 3x longer than what they were sentenced to serve?”

      A Spanish language review McCammon collected read, “You can barely hear the detainee when you make a phone call.”

      Other posts reflect what apparent former detainees described as poor conditions, such as “The place is infested with roaches crawling all over the inmates body there,” or “Very bad experience i spent 2 months in this hell . . . 99% of staff is cruel and racist.”

      One reviewer said many detainees weren’t able to communicate with ICE staff because of the language barrier:

      I stayed there for more than a month. The food there was okay, but very unpalatable. They were all very kind. Due to the language barrier, there was a big barrier to communication. I felt that most people couldn’t express their thoughts and needs. Why didn’t they have a translator? ! Even if it’s not expensive. The air conditioner there was very cold, and many people, including me, caught cold from the cold. Even so, they were unwilling to turn up the air conditioner temperature. When I slept at night, I only had a thin blanket to cover myself, and it felt very cold.

      Although Google’s stance appears to be that the censorship is based on a common-sense, consumer-centric view of Google Maps’ purpose, McCammon argues in her paper that these are essentially political decisions, made by “suppressing the circulation of carceral information and counter-narratives [and] calling into question how the company approaches the ideology of search, when it concerns the reputation of the U.S. administrative state.”

      https://theintercept.com/2026/07/20/google-maps-reviews-ice-detention-centers

    • “You can call it whatever you like, but this is a prison”: A sociotechnical audit of US Immigration and Customs Enforcement Google reviews and ratings

      An informed citizenry is thought to be key to democratic accountability, yet the question of where people can go online to evaluate the US administrative state is a sociotechnically complex one. Drawing on the lens of governmentality, this research argues that in its moderation of ratings and reviews, Google actively suppresses carceral information, narratives, and digital trace data related to the US Immigration and Customs Enforcement’s (ICE) detention facilities. It interrogates Google’s role in shaping the visibility of carceral institutions through content moderation. The study draws on a scraping audit of Google reviews of ICE detention facilities. The governmentality employed by Google shows how search engines can—on an ad hoc basis—limit attempts to circulate carceral narratives. Though this study focuses on carceral institutions in the United States, the method is transferable to other jurisdictions, including to countries, whose governments are now co-producing carceral infrastructure at the request of the Trump administration.

      https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/14614448261445062

  • #Artificial_intelligence for #Global_health: a tragedy of the commons brewing in Geneva’s basement
    https://redasadki.me/2026/08/14/artificial-intelligence-for-global-health-a-tragedy-of-the-commons-brewing

    In “The Machine in Geneva’s Basement”, Rifat Hossain sets the scene for the potential impact of #Artificial_Intelligence on the #World_Health_Organization (WHO) with a story. A ministry official points a general-purpose assistant at WHO’s own open guidance library and has a serviceable national protocol before lunch. If this is possible, he asks, why […]

    #accountability #agentic_AI #capacity_development #epistemic_injustice #expertise #global_health #governance #health_systems #health_workforce #knowledge_production #peer_learning #workforce_development

  • Face aux tensions dans le Golfe, la Chine inaugure sa « #route_de_la_soie_arctique » vers l’Europe

    Les bateaux passent au compte-gouttes dans le #détroit_d’Ormuz, mais rien ne semble pouvoir limiter l’inexorable #expansion_commerciale chinoise, notamment vers l’#Europe. Le made in China est pénalisé par l’administration américaine. Avec sa « route de la soie » glacée, Pékin mise donc sur l’Arctique, une voie #alternative aux détroits du #Golfe_persique.

    À partir de mercredi 12 août, la compagnie chinoise #Sea_Legend inaugure la première ligne régulière de #fret_maritime qui relie les #ports chinois et européens par l’Arctique. La nouvelle #route_polaire doit permettre un gain à la fois de temps et de sécurité, et donc un gain financier : une vingtaine de jours de voyage contre 40 en passant par le #canal_de_Suez ou 50 en contournant l’Afrique par le #cap_de_Bonne-Espérance.

    Le projet date des années 2000 avec les premières expéditions scientifiques envoyées par Pékin. Et depuis 2013, la Chine est observateur permanent au #Conseil_de_l'Arctique, même si elle n’a pas de rive sur ces eaux glacées.

    Un partenariat vital avec Moscou

    Dans ce projet, la #Russie a investi massivement pour organiser cette #navigation. « Les Russes ont créé une commission mixte russo-chinoise pour cette navigation arctique et c’est les Chinois qui sont les premiers clients. Les Chinois sont intervenus à de multiples reprises depuis 2014 pour sauver certains projets russes, en particulier des projets de #gaz_liquéfié », précise Jean Radvanyi, géographe, géopolitologue et auteur de L’Arctique russe, un nouveau front stratégique.

    Conséquences sur l’#environnement : parce qu’elle est plus courte, cette voie commerciale arctique réduit, certes, les émissions de carbone d’environ 30% par rapport à la route par le canal de Suez, mais la #pollution causée par les navires va largement perturber les écosystèmes et les populations du cercle polaire.

    https://www.rfi.fr/fr/asie-pacifique/20260812-face-aux-tensions-dans-le-golfe-la-chine-inaugure-sa-route-de-la-soie-a
    #route_de_la_soie #arctique #Chine

  • « On a rayé des cartes les petits #cours_d’eau, et la sécheresse s’est répandue »

    En rayant des cartes tous les petits cours d’eau, la France a ainsi alimenté la terrible sécheresse que nous connaissons, écrivent les auteurs de cette tribune. Ceux-ci sont pourtant essentiels pour nourrir les vallées et les #nappes_phréatiques.

    La France a longtemps été un pays de rivières mais aussi de « #petits_chevelus » qui irriguaient merveilleusement les paysages, rechargeaient les nappes phréatiques, nourrissaient les #zones_humides et les grandes vallées. Aujourd’hui, ce réseau fin de milliers de petits #ruisseaux — rus, béals, filets d’eau de tête de bassin versant — se défait silencieusement, et alimente la terrible sécheresse que nous connaissons, tout autant que le déficit de #pluie.

    Cette affirmation n’est pas du catastrophisme. Elle découle de constats d’observation réalisés sur les petits cours d’eau, de bulletins hydrologiques, de mesures des nappes phréatiques, de cartes de sols dégradés réalisés dans toute la France sous le contrôle d’Eau France par Ades, la banque d’accès aux données de quantité et de qualité des #eaux_souterraines.

    Ces relevés racontent la même histoire : la géographie de notre pays bascule vers des changements de #paysages considérables, défavorables aussi bien à l’agriculture qu’aux humains — sans même parler des non-humains, de plus en plus vulnérables avec la prolongation des sécheresses.

    Victimes de l’#agriculture productiviste et de l’#urbanisation aveugle

    Pour comprendre cette disparition des petits cours d’eau, remontons un peu le temps. Le 30 décembre 2006, une #loi_sur_l’eau_et_les_milieux_aquatiques (#Lema) était adoptée en France, qui transposait dans le droit une directive européenne visant à restaurer l’état écologique des masses d’eau douce d’Europe d’ici à 2015.

    Certains syndicats agricoles n’ont pas vu cette ambition d’un bon œil, notamment la #FNSEA, représentant majoritaire de l’#agriculture_productiviste, désormais contrainte d’interdire les rejets de #nitrates dans les cours d’eau. L’Union européenne condamnera d’ailleurs plusieurs fois l’État français pour son laxisme vis-à-vis de ces pratiques (https://www.actu-environnement.com/ae/news/nitrates-cjue-condamnation-france-z).

    Mais grâce au gouvernement socialiste de l’époque (Reporterre l’a raconté en 2017 : https://reporterre.net/La-nouvelle-cartographie-des-cours-d-eau-menace-l-interet-general), un tour de passe-passe résolut le dilemme : de cours d’eau, les petits ruisseaux devinrent des « fossés », « canaux » ou « ravines », privés de la protection instaurée par la loi de 2006. Résultat : plus de bandes-tampons obligatoires pour les préserver des constructions et autres barrages hydrauliques, plus d’encadrement des #épandages de #pesticides. Sortis du droit, ils furent aussi effacés des #cartes administratives hydrologiques que l’on commençait alors à réaliser. Dans certains départements, la moitié d’entre eux ont tout simplement été rayés des cartes.

    Invisibilisés, ces petits cours d’eau ont pu être maltraités sans égards par des #pollutions diverses, malmenés par des sécheresses prolongées, ou tout simplement comblés par des propriétaires, et ainsi à jamais perdus. Leur #ruissellement ne s’effectuant plus, ou plus correctement, ils ne jouent plus leur rôle de capillaires du territoire. Des milliers de vallons se retrouvent ainsi privés d’eau pendant des semaines, voire des mois.

    Leur #disparition n’est pas seule en cause dans l’assèchement des sols, il faudrait aussi parler par exemple de l’abandon des #réseaux_gravitaires et autres #canaux_d’irrigation. Mais elle est essentielle pour comprendre la sécheresse des #sols et l’épuisement des nappes phréatiques, qui a ouvert la voie à des transformations profondes de nos terres et de nos habitats.

    Une véritable fuite en avant

    Chacun peut le constater, la sécheresse transforme les #paysages. Les images prises depuis le ciel sont saisissantes : rivières réduites à des rubans de cailloux, lacs contractés, champs grillés, forêts jaunies au cœur de l’été. Le manque d’eau dans les sols stoppe la croissance des arbres, bloque la photosynthèse (faisant dépérir certaines essences), et réduit leur possibilité de stockage de carbone. Le risque d’incendie et de ravageurs augmente en proportion.

    Les habitats humains en subissent aussi les conséquences. La rétractation des argiles l’été, puis leur gonflement au retour des pluies, fissure les murs, déstabilise les fondations. En France, plus de 60 % des maisons individuelles se situeraient désormais dans des zones d’exposition moyenne ou forte à ce phénomène, ce qui provoque de silencieuses migrations, du fait du coût élevé des réparations.

    Pour tenter de compenser la sécheresse provoquée par la disparition progressive de ces petits cours d’eau, l’agriculture développe l’#irrigation_sous_pression (#aspersion, #goutte-à-goutte), accaparant l’été une part très importante de l’eau, au prix de #conflits_d’usage croissants avec les milieux aquatiques, la production d’énergie, les usages domestiques.

    Des projets fantasmagoriques refont surface, comme les « #autoroutes_de_l’eau » qui détourneraient les eaux du Rhône ou d’autres fleuves vers des territoires en tension. Comme si l’on pouvait corriger la géographie par quelques tuyaux géants, alors que les grands cours d’eau eux-mêmes voient leurs débits diminuer. Une véritable fuite en avant !

    Instaurer une #démocratie_de_l’eau

    Si la sécheresse est bien amplifiée par le réchauffement global, la vulnérabilité de la France face à ce choc est donc largement le produit de ses choix. Elle a trop traité l’eau comme un stock à répartir, et non comme une trame à préserver, préférant contester les contraintes juridiques et écologiques plutôt que de réorganiser ses pratiques agricoles.

    Il faut désormais le reconnaître : nous avançons, année après année, vers un nouveau paysage, une nouvelle géographie. Nous ne retrouverons plus un état antérieur. Pour éviter la déshydratation continue du pays, il faut renouer avec la #géographie_de_l’eau en :

    – cessant de rayer des cartes tous les petits cours d’eau, et en les restaurant pour redessiner une trame vitale du territoire ;
    - en réorganisant l’agriculture autour de la #sobriété_hydrique, avec l’#agroécologie ;
    - en mettant l’eau au centre des politiques d’#aménagement_des_territoires, de l’extension des villes notamment. Plus rien ne devrait être construit sans tenir compte des sources disponibles.

    Il est temps de faire de la protection et de l’accès égalitaire à la ressource en eau un axe central de la #planification_écologique. Il est temps de simplifier et de rendre transparente pour tous les citoyens la #gestion_de_l’eau et de sortir d’une complexité administrative sans issue. Sans eau, il n’y aura ni territoire, ni économie, ni démocratie viables.

    https://reporterre.net/On-a-gomme-les-petits-cours-d-eau-des-cartes-et-la-secheresse-s-est-repa

    #eau #rivière #France #sécheresse #hydrologie #invisibilisation

    signalé aussi par @colporteur :
    https://seenthis.net/messages/1186226

    voir aussi :
    Une #cartographie inédite des cours d’eau officiels pointe les incohérences de la #réglementation
    https://theconversation.com/une-cartographie-inedite-des-cours-deau-officiels-pointe-les-incohe
    https://seenthis.net/sites/7282461336008050837
    via @sombre

    • Quand le gouvernement et la FNSEA redessinent la carte des cours d’eau
      (publié en 2017)

      La loi sur l’eau de 2006 vise à retrouver un « bon état » écologique des masses d’eau douce. Mais discrètement, pour complaire à la FNSEA, le gouvernement a entrepris de soustraire une partie des cours d’eau à l’application de la loi. Premier volet de la grande enquête de Reporterre

      C’est l’histoire d’un incroyable coup de force. Dans le secret de quelques bureaux, une coalition de politiques et de lobbyistes de la FNSEA (Fédération nationale des syndicats d’exploitants agricoles) a décidé de changer la carte géographique et physique de la France. En voici le déroulé, tel que reconstitué par Reporterre.

      Quand François Hollande a été élu président de la République en 2012, la FNSEA n’en éprouve aucune crainte. Ce « syndicat » paysan règne sur la politique agricole depuis plus de soixante ans. La Quatrième République, puis le régime gaulliste après 1958, ont en effet accepté de cogérer avec ses dirigeants les dossiers agricoles essentiels. Un nouveau virage a été pris quand Jacques Chirac, ministre de l’Agriculture dans les années 1970, a instauré la cogestion des politiques publiques agricoles avec la FNSEA, le syndicat ultramajoritaire dans la profession.

      L’industrialisation des campagnes, les élevages concentrationnaires, l’irruption des pesticides, la destruction des haies et des talus boisés, le remembrement, le recalibrage des rus, ruisseaux et rivières, sont une œuvre partagée. Essentiellement entre le ministère de l’Agriculture, les directions départementales de l’Agriculture (DDA), où règnent les Igref — ingénieurs polytechniciens chargés des « eaux et forêts » —, et la FNSEA, qui contrôle les puissantes chambres d’agriculture.

      Le désastre qui s’ensuit est donc le leur, qu’ils présentent pourtant comme un triomphe de la modernité. En 2007, quand Sarkozy lance son Grenelle de l’environnement, promettant une « révolution écologique » qui n’aura jamais lieu, les chefs de la FNSEA s’inquiètent. À tort. Après avoir copieusement brassé le vent, Sarkozy lance en novembre 2011 sa fameuse phrase : « Je voudrais dire un mot de toutes ces questions d’environnement, parce que là aussi, ça commence à bien faire. »
      L’élection de Hollande n’est pas une mauvaise nouvelle

      La FNSEA aurait sans problème fait affaire avec un Sarkozy réélu président, mais la gauche gouvernementale ne lui a jamais fait défaut. Faut-il rappeler qu’un Henri Nallet, jadis ministre de l’Agriculture de Mitterrand — 1985-1986, puis 1988-1990 —, a commencé sa carrière comme chargé de mission de la FNSEA ? Qu’Edgard Pisani, devenu socialiste sur le tard et vice-président de la Commission européenne en 1984, a été le ministre de l’Agriculture de De Gaulle entre 1961 et 1966, lançant réforme sur réforme en compagnie de Michel Debatisse, futur président de la FNSEA ?

      En bref, l’élection de Hollande n’est pas une mauvaise nouvelle. Et d’autant que la présidence se révèle d’une grande faiblesse politique, donc bien plus impressionnable. La FNSEA de Xavier Beulin — il est devenu son président en 2010 — sent rapidement qu’elle peut espérer beaucoup de la gauche, peut-être davantage que d’une droite sarkozyste. Beulin devient en quelques mois un interlocuteur privilégié de Hollande, ce qui permet de mieux comprendre la suite.

      Les productivistes agricoles n’ont en fait jamais digéré la loi sur l’eau et les milieux aquatiques (Lema) du 30 décembre 2006. Celle-ci transpose dans le droit français une directive européenne sur l’eau adoptée en octobre 2000. Or cette loi a pour objectif — entre autres — de parvenir à un « bon état » écologique des masses d’eau douce d’Europe d’ici 2015. La FNSEA, qui sait à quoi s’en tenir, y voit une menace directe : l’agriculture industrielle dissémine massivement des pesticides et pollue les rivières et les rivages avec ses nitrates. En 2014, l’Europe a d’ailleurs condamné une nouvelle fois la France pour sa politique trop laxiste contre l’épandage des nitrates.
      Nul n’est censé ignorer la loi, sauf les paysans

      Comment en sortir ? La création en 2006 de l’Office national de l’eau et des milieux aquatiques (Onema), chargée de la police de l’eau, annonce-t-elle la fin de l’impunité pour les pollueurs ? Possible. En 2010, une circulaire du ministère, alors de l’Écologie, durcit le ton : « Il est impératif de consolider la pratique des contrôles et de mieux coordonner l’intervention des services et établissements chargés des polices de l’eau et de la nature. » Une guérilla invisible commence. Quelques contrôles de terrain de l’Onema aboutissent à des procès-verbaux pour épandage de lisier ou comblement de ruisseaux, qui viennent heurter de plein fouet les habitudes agricoles. Fin 2013 commence un cycle de manifestations musclées de la FNSEA, avec déversement de fumier, devant les sièges décentralisés de l’Onema. On y refuse le principe même des contrôles.

      C’est alors que tout dérape au sommet de l’État. Manuel Valls, devenu Premier ministre, décide de se soumettre au lobby agricole, et commande en novembre 2014 un rapport sur « la mise en œuvre des contrôles » de terrain à la députée socialiste de l’Ariège Frédérique Massat. Le texte, publié fin mai 2015, ne peut que combler la FNSEA, car il prend parti, jusqu’à la caricature. On y lit par exemple cette phrase d’anthologie, qui ridiculise toute inspection de terrain : « La mission recommande qu’aucun constat de non-conformité ne soit dressé pour des points de contrôle dont les règles n’auraient pas été portées à la connaissance des agriculteurs en temps utile ».

      En somme, nul n’est censé ignorer la loi, sauf les paysans. Au-delà, le rapport ouvre une porte à des enjeux plus lourds encore, en réclamant la réalisation de cartes des cours d’eau, département par département. Pour la FNSEA, c’est décisif, car si un ru ou un ruisseau ne sont plus considérés comme des cours d’eau, ils ne relèvent évidemment plus de la loi qui les protège. Tout est alors en place pour une vaste comédie, qui se révélera être un drame.

      https://reporterre.net/Quand-le-gouvernement-et-la-FNSEA-redessinent-la-carte-des-cours-d-eau

  • Courts Find Platforms Addictive and Dangerous by Design
    https://techpolicy.press/courts-find-platforms-addictive-and-dangerous-by-design

    In a landmark ruling last Thursday, a New Mexico judge not only ordered #Meta to pay an additional fine of more than half a billion dollars in a case about teen mental health and child exploitation but also imposed a slew of safety measures aimed at mitigating harmful design features that could have repercussions for child safety everywhere. The fine—in what appears to be the first case in which a #platform has been determined to be a “public nuisance”—will not go to the state’s coffers, but to therapists, screening, and treatment for the teenagers New Mexico says Instagram already hurt. Courts tend to write remedies like that when they’ve decided the harm wasn’t an accident but rather part of a company’s business plan.

    While Meta says it will appeal, the ruling could set a precedent with consequences not only for the parent company of Instagram and #Facebook but also for other social media companies. Especially since this is only one of many cases that 41 state attorney generals have filed against Meta for addiction and harm, and a #California district court denied a preliminary injunction sought by #Meta, #Google, and #TikTok on #First_Amendment grounds to prevent enforcement of the state’s Protecting Our Kids from Social Media Addiction Act.

  • Non à la garantie par l’État d’un prêt bancaire au profit du RN
    https://bellaciao.org/Non-a-la-garantie-par-l-Etat-d-un-pret-bancaire-au-profit-du-RN

    Nous, citoyens français, nous opposons fermement à tout projet consistant à faire garantir par l’État un prêt bancaire destiné au financement du Rassemblement National. L’argent des contribuables n’a pas vocation à couvrir le risque financier d’un parti politique. Les Français ne doivent pas être les garants des emprunts contractés par une formation politique, quelle qu’elle soit. Cette opposition est d’autant plus forte que plusieurs responsables du Rassemblement National ont été (…) #Contributions

    / #Extrême_droite, #Gouvernements, #Présidentielle_2027

  • Fusion power darling Commonwealth Fusion Systems raises another $1B
    https://techcrunch.com/2026/07/30/fusion-power-darling-commonwealth-fusion-systems-raises-another-1b

    #Commonwealth_Fusion_Systems (#CFS) has long been the best-funded #fusion power #startup. Now, it’s extending its lead.

    CFS announced Thursday that it raised $1 billion in a new round that included “significant institutional investors, such as pension funds, sovereign wealth funds, and infrastructure and industrial corporate partners,” the company said. When asked by TechCrunch, the company declined to name the specific investors. To date, CFS has raised $4 billion.

    The funding arrives as the company’s spending ramps up. CFS is currently building #Sparc, its #demonstration reactor, and finalizing the design of #Arc, its first #commercial power plant.

    (...)

    This is CFS’s largest round since raising $1.8 billion in 2021. The startup’s previous fundraise, announced in August, added $863 million to its coffers and included #Nvidia, #Google, Khosla Ventures, and Breakthrough Energy Ventures among its investors.

    CFS is pursuing a form of fusion known as magnetic confinement, in which powerful magnetic fields confine plasma inside the reactor, keeping the plasma dense and hot enough to spark fusion reactions. When atomic nuclei from the fusion fuel fuse, the reaction releases enormous amounts of energy. CFS plans to harvest the heat thrown off by the reaction to power a steam turbine.

  • Google Shuts Down Its Nobel-Prize Winning AlphaFold Project - Slashdot
    https://tech.slashdot.org/story/26/07/29/2053245/google-shuts-down-its-nobel-prize-winning-alphafold-project

    #Google has dismantled the original #AlphaFold team, according to Financial Times (paywalled), reassigning many researchers to #Gemini and Isomorphic Labs. Several other key members, including Nobel laureate John Jumper, left for Anthropic. Engadget reports:

    "AlphaFold is an #AI program that can accurately predict three-dimensional structures of proteins from their amino acid sequences in minutes instead of years. It’s now being used to accelerate drug discovery, develop vaccines and understand the structural changes in proteins associated with neurodegenerative diseases like Alzheimer’s and Parkinson’s.

    #DeepMind started developing AlphaFold in 2018. In 2020, it was recognized as a solution to humanity’s 50-year-old “protein folding problem,” which sought to answer how amino acids automatically fold into complex 3D shapes. Those shapes determine the biological role of a protein. Scientists had identified the structures of roughly 170,000 proteins over the past 50 years, using tools and techniques like X-ray and nuclear magnetic resonance. The AlphaFold team took information from those previous work and then fed it to their AI to train AlphaFold.

    In 2021, Nature published the papers with AlphaFold’s methodology and the structure predictions of the entire human proteome, or the complete set of proteins expressed by our species. DeepMind then launched the AlphaFold Protein Structure Database, giving researchers free access to over 200 million protein structure predictions. In 2024, DeepMind CEO Demis Hassabis and John Jumper, who was a staff research scientist when the project began and who eventually became a VP and engineering fellow, won the #Nobel_Prize in Chemistry for their work on AlphaFold."

  • A Whole Bunch of People’s Claude Chats Are Publicly Accessible Online, and There’s Some Wildly Private Stuff in There
    https://futurism.com/artificial-intelligence/claude-chats-publicly-accessible

    #Anthropic said the system is working as intended.

    A trove of chat logs and projects created with Anthropic’s #Claude — some including sensitive personal and company information — have been left exposed to Google, making them them searchable to anyone on the web.

    Many of the materials appear to have been made public when Claude users opted to distribute a given chat or project to colleagues or associates using the chatbot’s “share” feature. After hitting the “share” button in the top right corner, Claude notes that sharing will create a “public” link, which “anyone with the link can view.” The warning, though, doesn’t alert users that shared content could wind up being indexed by a search engine — meaning that a user could effectively be sharing their Claude-generated document with the entire internet.

    Other materials were shared in the form of Claude #Artifacts, a feature that allows users to save certain projects as standalone apps or tools. That platform does warn users that publishing an Artifact “will make it accessible to anyone on the internet and potentially visible in search engine results.”

    Some of the materials exposed to the web and indexed by #Google, such as #personal_websites and some #vibe-coded_apps, appear to have been created for public consumption. But much of the discoverable content seems as though it was only intended to be shared internally at a company, or between a small handful of people.

  • Chrome finally arrives on Arm64 Linux, Widevine DRM included
    https://www.omgubuntu.co.uk/2026/07/chrome-arm64-linux-available

    You can now install an official #Google_Chrome build on Arm64 Linux devices, including the Raspberry Pi. Back in March, Google promised Chrome for Arm64 Linux in “Q2 2026” so users on SBCs, AI desktops and the growing-fleet of Snapdragon laptops out there, could use the flagship browser and benefit from the handful of extras it offers over a vanilla Chromium build. The search giant has said a whole lot about that effort since, but Arm64 builds of Chrome has recently been added to the browser’s official Linux repos for Debian and RPM-based Linux distributions – thanks Steven H. However, when I went […] You’re reading Chrome finally arrives on Arm64 Linux, Widevine DRM included, a blog post from OMG! Ubuntu. Do not reproduce elsewhere without permission.

    #News

  • Metà delle #coste in #campania è “fuori legge”: i dati del monitoraggio #goletta_verde
    https://informareonline.com/la-meta-delle-coste-in-campania-e-fuori-legge-i-dati-del-monitoragg

    Su un totale di circa 31 prelievi, 15 sono risultati “oltre i limiti di legge”. È questo il conto, quasi diviso a metà, che Goletta Verde ha registrato lungo le coste della Campania, tra le province di #caserta, #Napoli e Salerno. Ma non è tutto: i dati – rilevati tra il 29 giugno e il […] L’articolo Metà delle coste in Campania è “fuori legge”: i dati del monitoraggio Goletta Verde proviene da Informareonline, scritto da Alessandro Giuseppe Terracciano

    #Approfondimenti #Attualità #EVIDENZA

  • Féminicide d’Hélène Rytmann-Legotien : comment Louis Althusser a tué sa femme et “inventé” le masculinisme | Francesca Barca
    https://voxeurop.eu/fr/feminicide-helene-rytmann-legotien-louis-althusser-masculinisme

    Cette histoire, à la fois banale et terrible, ressemble à celle de tant de femmes assassinées par leur partenaire : elle, la sociologue Hélène Rytmann-Legotien, voulait quitter son mari ; lui était violent et abusif. Il l’a tuée. Le meurtrier est Louis Althusser, philosophe marxiste célèbre et respecté du siècle dernier, qui a utilisé le mot “masculinisme” plusieurs décennies avant qu’il ne soit identifié comme un mouvement dangereux. Source : Vox Europ

  • Google AI Overviews : Cronos dévorant ses enfants ?
    https://affordance.framasoft.org/2026/07/google-ai-overviews-cronos-devorants-ses-enfants

    Déjà en place aux USA et dans plus de 120 pays depuis 2 ans, #Google #AI_Overviews débarque en #France cet été (c’est effectif depuis ce mercredi 22 juillet). Le principe est simple : pour chaque requête sur le moteur, c’est l’#IA de Google (#Gemini) qui propose des résumés ou plus exactement, et la précision me semble d’importance, des synthèses et – souvent – des préconisations.

    Cette arrivée durant l’été est annoncée comme un tremblement de terre, notamment par les éditeurs de presse qui, comme c’est le cas depuis plus de 20 ans avec le lancement de #Google_News en 2002, ne trouvent aucune issue au pacte attentionnel Faustien qui leur a été imposé : laissez-moi indexer et réutiliser vos contenus et en échange vous serez visibles, ou empêchez-moi de le faire et l’audience de vos sites sera quasi nulle.

    L’article de Nicolas Lellouche sur Numérama résume très bien les principaux enjeux de cette arrivée et le changement de statut de celui qui était, jusqu’ici, un moteur de recherche.

  • États-Unis : Donald Trump souhaiterait placer Gianni Infantino à la tête de l’ONU
    https://www.lejdd.fr/International/etats-unis-donald-trump-souhaiterait-placer-gianni-infantino-a-la-tete-de-lonu

    États-Unis : Donald Trump souhaiterait placer Gianni Infantino à la tête de l’ONU
    Le président américain souhaiterait que le président de la Fifa, Gianni Infantino, soit nommé secrétaire général de l’Organisation des Nations unies (ONU) en décembre prochain. Plusieurs candidats sont déjà en lice pour succéder au portugais António Guterres.

  • Et si, #Grenoble se réconciliait (enfin) avec l’#eau ?

    Dans cet épisode, habitant-es, associations, professionnel-les interrogent notre rapport à l’eau et imaginent comment Grenoble pourrait renouer avec ses cours d’eau à horizon 2040. À travers les expériences de baignade urbaine dans l’Isère et le Drac, les #initiatives_citoyennes ou encore les réflexions autour de l’urbanisme et de l’#aménagement, les intervenant-es questionnent la place que nous accordons aujourd’hui à l’eau dans la ville.

    Comment transformer des rivières longtemps perçues comme dangereuses ou repoussantes en espaces de fraîcheur, de #santé et de #lien_social ?
    Cet épisode explore aussi les grands enjeux climatiques, sociaux et politiques liés au partage de l’eau : adaptation aux canicules, gestion des crues, accès gratuit à la fraîcheur, justice sociale ou reconnexion au vivant.

    Au fil des témoignages, une conviction émerge : renouer avec l’eau, c’est aussi transformer nos imaginaires et notre manière d’habiter la ville.

    Entre culture du risque, gouvernance collective et désir de réappropriation des rivières, cet épisode esquisse le futur d’une ville où l’eau redevient un bien commun, vivant et accessible à toutes et tous.

    https://podcast.ausha.co/ville-de-grenoble/et-si-grenoble-se-reconciliait-enfin-avec-l-eau
    #baignade_urbaine #réconciliation #rivière #gouvernance_de_l'eau #baignade_citoyenne #collectif_des_gens_qui_ont_chaud #les_gens_qui_ont_chaud #Drac #Isère #chaleur #fraîcheur #canicule #villes #urbanisme #urban_matter #qualité_de_l'eau #podcast #audio

  • Où va le SEO en 2026 en France ? Entretien avec Aurélien Bardon, fondateur de ASEOX
    https://oliviersauvage.com/2026/05/28/ou-va-le-seo-en-2026-en-france-entretien-avec-aurelien-bardon-fondat

    Le nouveau marché du SEO : l’achat de #citations

    Olivier : Finalement, ça revient à faire du #SEO classique, en produisant du contenu ou en obtenant des citations sur d’autres sites. Ma conclusion, c’est qu’on va passer de l’achat de #backlinks à l’achat de citations sans lien.

    Aurélien Bardon : Tout à fait. C’est le nouveau marché des places de netlinking, souvent à un coût un peu moindre. Les études montrent que les contenus qui performent sont ceux qui facilitent l’extraction d’information pour l’algorithme : comparatifs, données précises, et mise en forme lisible (tableaux, phrases courtes). Encore une fois, un bon article SEO intègre déjà cette clarté, l’UX, et l’accessibilité.

    Cependant, il faut noter l’impact majeur des LLM sur le SEO. Google est agacé de se faire scraper par des concurrents (comme #ChatGPT) et a pris des mesures concrètes : il a recruté pour lutter contre le #scrapping, ce qui complique aussi la vie des SEO qui scrapent pour surveiller leurs positions. #Google a même utilisé une méthode redoutable, déjà vue chez #Amazon : renvoyer de fausses données aux scrapers pour pourrir leur base, favorisant au passage ses propres services (comme #YouTube). C’est une guerre ouverte.

    (...)

    Olivier : Pour conclure, quelle recommandation globale donnerais-tu à une PME pour sa stratégie #marketing ?

    Aurélien Bardon : Le #GEO n’est pas le sujet prioritaire en France pour l’instant, mais il faut le garder sous le coude. Pour toute entreprise ayant les moyens, la veille et l’investissement exploratoire sont obligatoires. Nous faisons face à une révolution gigantesque que nous ne pouvons ignorer.

    Si Google décidait de mettre #Gemini en avant par défaut, l’usage exploserait à des milliards de requêtes par jour. Deux facteurs freinent cela :

    – Les Coûts : Traiter une requête #LLM est beaucoup plus coûteux qu’une requête de recherche classique. Ils attendent une baisse des coûts de traitement.
    – La #Publicité : Google doit réussir à intégrer la publicité dans les réponses LLM de manière rentable, sans impacter les clics sur les publicités existantes.

    Cette révolution est sociétale et impacte tout. Nous vivons une période de destruction-création, rappelant les débuts du web, mais en plus brutal. Il y a un sentiment de paralysie face à l’incertitude sur l’avenir des compétences traditionnelles.

  • In nome del business: la metamorfosi della violenza da parte della criminalità organizzata
    https://irpimedia.irpi.eu/mafieglocal-metamorfosi-violenza-criminalita-organizzata

    Oggi in Italia la violenza mafiosa è silenziosa: viene utilizzata come strumento per regolare il commercio al dettaglio e le faide interne ai clan. In Europa, invece, cresce e si sposta anche verso i centri più piccoli L’articolo In nome del business: la metamorfosi della violenza da parte della criminalità organizzata proviene da IrpiMedia.

    #Mafie_e_Criminalità #'Ndrangheta #Calabria #Camorra #Campania #Cosa_Nostra #Mafieglocal #Puglia #Sicilia

    • Governance and trade: Mafias’ multifunctional violence in Italian drug markets

      Systemic violence is a structural feature of drug economies and a key spillover of prohibitionist drug policies. Despite its centrality, the concept is often applied in ways that obscure its distinct purposes, market levels, and organizational contexts. To address this gap, the study examines violence at the intersection of mafia activity and drug markets, focusing on its distribution across market levels (retail, national wholesale, transnational), organizational functions (governance and trade), and rivalry configurations (inter-, intra-, and extra-clan). It draws on a press-based dataset of mafia-related homicides in Italy (2014–2024) to code and analyze these dynamics. Results show that more than half of all mafia homicides are drug-related, mainly tied to governance activities and concentrated at the retail level of the market. This pattern marks a qualitative shift in mafia violence: increasingly selective, embedded in market dynamics, confined to criminal circuits. Statistical analyses reveal significant associations between activity type, market level, and rivalry configuration, indicating that coercion concentrates where regulatory control and market participation intersect. This pattern underscores the multifunctional nature of Italian mafias, which govern markets from within while actively engaging in trade. By grounding this overlap empirically, the study advances theoretical debates on organized crime’s role in shaping illicit economies. It also offers a replicable framework for analyzing drug-related violence in the absence of official statistics.

      https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0955395926000356

  • L’IA rend l’#édition_scientifique « plus lente, de moins bonne qualité et plus chère »

    Alors que de plus en plus d’#articles_scientifiques sont créés en utilisant l’IA générative, le rédacteur en chef de Science, Holden Thorp, considère qu’elle fait plus de mal que de bien à l’édition scientifique.

    Pour Holden Thorp, le responsable éditorial de toutes les revues de l’éditeur scientifique Science, l’arrivée de l’IA générative pousse l’édition scientifique dans une forme de « #taylorisme ». « Ce défi exige encore plus d’efforts humains, ce qui rend l’ensemble du processus plus lent et plus coûteux », explique-t-il dans un édito de la revue phare (https://www.science.org/doi/10.1126/science.aek5570).

    L’année dernière, des chercheurs prévenaient que l’IA pourrait faire, au final, « plus de mal que de bien » à la recherche sans pour autant nier certaines avancées qu’elle pouvait amener. Fin 2025, submergée par les propositions d’articles générées par IA, la plateforme de prépublications #arXiv décidait de modérer plus strictement. Elle a ensuite mis en place une mesure de suspension d’un an des chercheurs qui soumettent des articles erronés générés par IA.

    #Hallucinations, #cherry_picking et #manipulation_de_données

    Mais les revues et les conférences scientifiques sont aussi touchées par le phénomène. Holden Thorp ne nie pas la capacité des grands modèles de langage (LLM) à permettre des avancées scientifiques comme la prédiction des structures protéiques ou l’accélération de la découverte de nouveaux matériaux.

    Mais il s’appuie sur un article scientifique récent (https://www.science.org/doi/10.1126/science.adz4351) qui explique que les LLM « éprouvent encore des difficultés dans les domaines qui exigent un jugement clinique nuancé, un raisonnement expérimental ou une réflexion et une synthèse approfondies en biologie » et sur l’existence des hallucinations (dont même les chercheurs d’OpenAI avouent avoir du mal à se débarrasser) pour expliquer que leur utilisation dans la rédaction d’articles scientifiques peut être problématique.

    « De plus, certains de ces agents sont plus enclins que les humains à se livrer à ce qui s’apparente à des #fautes_professionnelles en matière de recherche, telles que la #sélection_arbitraire_de_données [cherry picking] et la manipulation des analyses statistiques jusqu’à l’obtention du résultat souhaité », ajoute-t-il, citant un autre article mis en ligne sur arXiv (https://arxiv.org/pdf/2509.08713).

    Et, alors que l’ajout d’erreurs par l’IA générative dans les articles demande une attention accrue, elle accélère aussi le rythme de soumission d’articles aux revues scientifiques et crée des #goulots_d’étranglement. Certains éditeurs, comme Elsevier, laissent facilement passer des #erreurs parfois impardonnables. « La prolifération d’#AI_slop [informations erronées liées à l’IA] dans la littérature scientifique et, plus généralement, sur Internet, nuit à la #crédibilité de la #science », déplore le responsable éditorial de Science.

    Le taylorisme arrive dans l’édition scientifique

    Holden Thorp compare ce moment de l’arrivée de l’IA générative dans l’édition scientifique à l’arrivée du taylorisme dans l’économie américaine. Frederick Winslow Taylor « a encouragé les entreprises à recourir à la surveillance pour pousser les salariés à travailler plus dur et plus longtemps, une approche qui a épuisé et découragé les travailleurs et a conduit au transfert des connaissances et de tout pouvoir décisionnel des travailleurs vers la direction », explique-t-il.

    Remarquons quand même que, si Holden Thorp déplore l’utilisation massive de l’IA générative dans les articles scientifiques, son article est lui-même parsemé de liens accompagnés de paramètres UTM laissant la trace de l’utilisation de ChatGPT (par exemple : https://arxiv.org/abs/2605.07723.

    https://next.ink/247785/lia-rend-ledition-scientifique-plus-lente-de-moins-bonne-qualite-et-plus-chere
    #AI #intelligence_artificielle #vitesse #qualité #ESR #recherche #revues_scientifiques

  • États-Unis : les soldats subiront chaque année un test de leur taux de testostérone | 7sur7.be
    https://www.7sur7.be/monde/etats-unis-les-soldats-subiront-chaque-annee-un-test-de-leur-taux-de-testoster

    #gorafi

    Le ministre de la Défense, Pete Hegseth annonçant l’instauration d’un test de testostérone pour les soldats américains, le 15 juillet 2026. © via REUTERS

    Le ministre de la Défense, Pete Hegseth annonçant l’instauration d’un test de testostérone pour les soldats américains, le 15 juillet 2026.
    États-Unis : les soldats subiront chaque année un test de leur taux de testostérone

    À partir de l’âge de 30 ans, les soldats américains subiront un test annuel pour mesurer leur taux de testostérone dans le sang, a annoncé le ministre de la Défense, Pete Hegseth, dans une vidéo diffusée sur le réseau social X.

    Les soldats américains seront désormais testés pour déterminer leur taux de testostérone afin “d’optimiser (les) capacités naturelles” des militaires en leur proposant un traitement en cas de déficit de cette hormone qui favorise notamment le développement des muscles, fait savoir Pete Hegseth.

    Cet examen fera partie de la visite médicale annuelle. En cas de niveau de testostérone trop bas, un traitement sera recommandé - mais pas obligatoire. Les soldats de moins de 30 ans pourront se soumettre au test de manière volontaire.

    Pete Hegseth, qui défend une vision viriliste de l’armée, lie testostérone et performance.

  • L’autostrada della cocaina disegnata dai motoscafi veloci
    https://irpimedia.irpi.eu/narcotraffico-cocaina-barche-veloci

    Come una flotta di go-fast abbia cambiato il volto del mare, e del #Narcotraffico. L’Europa viene inondata di cocaina in un moderno Mad Max tra narcos e forze dell’ordine in pieno Oceano Atlantico L’articolo L’autostrada della cocaina disegnata dai motoscafi veloci proviene da IrpiMedia.

    #Mafie_e_Criminalità

  • La charge de Mélenchon contre Attal sur le scandale des canadairs
    https://www.lemediatv.fr/emissions/2026/la-charge-de-melenchon-contre-attal-sur-le-scandale-des-canadairs-EuDe1h3v

    Le 14 juillet, la France fait défiler sa puissance militaire dans le ciel pendant qu’une forêt brûle à quelques kilomètres de Paris et que les pompiers manquent de canadairs.

    #Climat #Gouvernement