• La città post-pandemica non potrà esistere senza giustizia sociale e spaziale

    Dove eravamo arrivati

    Parlare oggi di rigenerazione urbana e innovazione sociale non può avere lo stesso significato di qualche mese fa. È chiaro come l’emergenza pandemica lascerà un segno sia sulla capacità delle comunità urbane di attivarsi, sia sulla possibilità delle istituzioni di sostenerle.

    La letteratura sull’innovazione sociale sottolinea da tempo come le forme di innovazione sociale si attivino soprattutto in aree urbane a forte capitale sociale e che abbiano già sperimentato forme di attivazione dal basso; troviamo inoltre innovazione sociale soprattutto in quelle aree urbane capaci di favorire spazi di relazione caratterizzati da diversità sociale e culturale. Esiste quindi una relazione problematica tra innovazione sociale e diseguaglianze urbane.

    Le ricerche condotte in questi anni hanno inoltre dimostrato che l’innovazione sociale ha un forte bisogno di spazio e delle istituzioni per potersi ancorare e definire progettualità durature nel tempo e potenzialmente inclusive.
    Quali cambiamenti

    Capitale sociale, spazi in disuso, presenza delle istituzioni. L’emergenza pandemica avrà sicuramente un impatto su come questi 3 “ingredienti” dell’innovazione sociale si comporranno nei territori.

    Ci troveremo probabilmente di fronte ad una città mutata, dove le diseguaglianze sono destinate ad aumentare con un impatto su come il capitale sociale e la presenza di vuoti urbani saranno distribuiti nello spazio. Ci troveremo presumibilmente di fronte ad un aumento della dotazione di spazi vuoti, in maniera simile a quanto accadde dopo la crisi del 2008, ma ancora non conosciamo le geografie dell’abbandono e nemmeno le traiettorie con cui le società riabiteranno le città e le aree interne.

    Abbiamo di fronte un enorme spazio di opportunità. Quello di ripensare alla rigenerazione urbana via innovazione sociale non più come un insieme di pratiche, di sperimentazioni. Ma come una componente essenziale della pianificazione urbana se pensiamo che la città post-pandemica debba moltiplicare i suoi anticorpi per combattere le forme crescenti di diseguaglianze sociali e nell’accesso ai servizi pubblici di base.
    Nuove infrastrutture di comunità

    Questo orizzonte di opportunità si è intravisto in pieno lockdown alcuni mesi fa. In tantissimi comuni, in piena emergenza, gli spazi di rigenerazione sono diventati infrastrutture di comunità, servendo i territori e le persone più in difficoltà. Luoghi in cui lasciare la spesa sospesa, dove organizzare i volontari per le distribuzioni di quartiere, dove raccogliere fondi per le famiglie più in difficoltà. In diversi casi si sono create delle collaborazioni inedite tra comunità e istituzioni, andando oltre le classiche frammentazioni tra corpi sociali, per rispondere ad una emergenza sanitaria senza precedenti. Anche la collaborazione tra città e comuni più piccoli su scala metropolitana è spesso stata facilitata dai legami a rete tra questi spazi di comunità. Una infrastruttura sociale importante che in diversi casi ha saputo uscire dai confini comunali.

    In una crisi epocale, ‘le iniziative di innovazione sociale si sono moltiplicate uscendo spesso da classici steccati di appartenenza perché al centro è sembrato tornare l’essere umano più che le categorie a cui appartiene’. In un articolo scritto su The Guardian in piena pandemia, Richard Sennett aveva aperto ad alcuni interessanti ragionamenti in questo senso.

    Le esperienze di innovazione sociale, in particolare in emergenza Coronavirus, mostrano che lo spazio conta: spazi innesco specifici o sistemi di spazi da cui partono azioni variegate con effetti territoriali più o meno rilevanti. Senza spazi a cui ancorare il lavoro di comunità, tante azioni di mutuo aiuto non sarebbero state attivate in emergenza Coronavirus.

    È all’interno di spazi che abbiamo visto organizzarsi le comunità. Spazi che sono diventati infrastrutture di prossimità: luoghi capaci non solo di essere spazi di welfare, ma di essere infrastrutture per le istituzioni che hanno provato ad adattarsi per rispondere meglio all’emergenza. Non è un caso che la VII Commissione del Parlamento italiano abbia per la prima volta riconosciuto con una risoluzione il ruolo degli spazi rigenerati a base culturale come vere e proprie infrastrutture sociali a cui le istituzioni si possono ancorare per definire percorsi di welfare innovativi.

    Nella situazione eccezionale che ha portato a collaborare oltre i soliti steccati di appartenenza, spazi abitativi, servizi socio-sanitari, servizi educativi e religiosi, spazi commerciali e spazi abitativi hanno dimostrato la potenzialità, insieme, di generare o catalizzare forme di capitale sociale. In ognuno di questi spazi è stato mobilitato capitale sociale da utilizzare in chiave di cambiamento, a riprova del fatto che quando parliamo di innovazione sociale, si intendono processi capaci di rigenerare a partire dal supporto di tutte le infrastrutture sociali e spazi di welfare presenti sul territorio.
    Le sfide alla pianificazione urbana

    Come questo scritto ha provato a far vedere, gli spazi di rigenerazione urbana via innovazione sociale hanno dimostrato un valore potenziale nuovo. Quello di essere finalmente riconosciuti anche per il loro valore di presidi e infrastrutture di comunità, capaci di mettere in campo forme inedite di sostegno e di welfare, in collaborazione con le istituzioni e altri corpi intermedi.

    A maggior ragione in questo momento torna al centro la necessità per la pianificazione urbana di riconoscere il valore di questo micro-spazi di relazione. Siamo di fronte alla necessità di un cambio di paradigma, non solo per le forme di analisi urbana e territoriale. La pianificazione ha sempre di più il compito di definire possibili traiettorie di cambiamento di cui soggetti diversi si possono appropriare per definire forme di collaborazione anche inedite con la pubblica amministrazione. La pianificazione è posta di fronte sempre di più alla necessità di facilitare processi più che solo progettarli e in quest’ottica lo spazio di prossimità appare come una palestra per l’azione importante. La pianificazione, in particolare in emergenza, necessita di tempi di azione diversi, di saper lavorare per scenari intermedi senza perdere un orizzonte di cambiamento.

    Il Comune di Bologna, spesso pioniere in questo campo, ha lavorato alla definizione di un Piano Urbanistico Generale che identifica 24 strategie di prossimità in cui gli spazi di innovazione sociale diventano occasioni stabili di interazione, luoghi importanti non solo per l’analisi dei bisogni ma anche per definire future traiettorie di trasformazione. Spazi intermedi di progettazione dove poter davvero mettere al valore su scala di prossimità proposte su più settori (abitare, economia, sociale, ambiente, infrastrutture) senza però rinunciare ad una pianificazione su scala più ampia, quella urbana.

    Nella città post-pandemica, il concetto di giustizia sociale e spaziale riprenderà ancora più senso. Porre attenzione (e quindi intervenire) sull’inserimento differenziato allo spazio abitativo, allo spazio pubblico e alla sfera pubblica, alle opportunità lavorative, nonché al reale coinvolgimento nei processi di policy, significa agire in alcune dimensioni sociali e materiali che sono all’origine delle diseguaglianze urbane.

    Sono questi alcuni dei ragionamenti che ci hanno portato, anche quest’anno, a rivedere l’offerta formativa di Master U-Rise dell’Università Iuav di Venezia, potenziandole l’interdisciplinarietà e la capacità progettuale. Perché un professionista che vuole lavorare in ambienti complessi non può rinunciare ad essere allo stesso tempo riflessivo e pratico, a mantenere uno sguardo alto sul mondo ma sapendone maneggiare gli attrezzi giusti una volta sul campo.

    https://www.che-fare.com/urise-citta-post-pandemica-giustizia-sociale-spaziale

    #Elena_Ostanel
    #villes #coronavirus #pandémie #post-pandémie #urban_matter #urbanisme #géographie_urbaine #innovation_sociale #régénération_urbaine #inégalités #friches_urbaines #vide #planification_urbaine #justice_sociale
    #TRUST #master_TRUST

    • Le projet #Neighbourchange de Elena Ostel

      #Neighbourchange

      In and beyond Europe today we witness strengthened structural spatial divisions within city neighbourhoods, with increased inequality and sharper lines of division. Neighbourhoods are increasingly diverse in socio-economic, social and ethnic terms, but many differences also exist in lifestyles, attitudes and activities. Continuing immigration and increasing socio-economic and ethnic concentration in neighbourhoods question social cohesion in local societies worldwide.

      In Europe, high rates of unemployment, austerity and poverty make diverse neighbourhoods and local societies increasingly complex and contested. The polarisation of urban space exacerbates and ethnic concentration in neighbourhoods overlaps with situations of social exclusion and deprivation.

      Against this backdrop, we witness a stalled urban regeneration investment as well as the welfare state provisions across many European cities and disadvantaged neighbourhoods, with finance enormously inhibited outside core economic areas following the 2007 financial crisis; more importantly, dissimilar top-down revitalisation strategies have resulted in new urban dynamics and urban tensions, gentrification processes and social exclusion.

      In this context, urban neighbourhoods have become a privileged unit of policy intervention where community-based initiatives have been experimented with the aim to produce social cohesion and transforming power relations and socio-spatial inequalities. Social innovation has become a buzzword often associated to community-led regeneration processes.

      But the efficacy of community-based initiatives inspired by a social innovative approach needs to be further assessed in a condition when the State is constantly retreating.

      https://www.elenaostanel.com/neighbourchange

  • Organizing amidst Covid-19


    Organizing amidst Covid-19: sharing stories of struggles
    Overviews of movement struggles in specific places

    Miguel Martinez
    Mutating mobilisations during the pandemic crisis in Spain (movement report, pp. 15 – 21)

    Laurence Cox
    Forms of social movement in the crisis: a view from Ireland (movement report, pp. 22 – 33)

    Lesley Wood
    We’re not all in this together (movement report, pp. 34 – 38)

    Angela Chukunzira
    Organising under curfew: perspectives from Kenya (movement report, pp. 39 – 42)

    Federico Venturini
    Social movements’ powerlessness at the time of covid-19: a personal account (movement report, pp. 43 – 46)

    Sobhi Mohanty
    From communal violence to lockdown hunger: emergency responses by civil society networks in Delhi, India (movement report, pp. 47 – 52)
    Feminist and LGBTQ+ activism

    Hongwei Bao
    “Anti-domestic violence little vaccine”: a Wuhan-based feminist activist campaign during COVID-19 (movement report, pp. 53 – 63)

    Ayaz Ahmed Siddiqui
    Aurat march, a threat to mainstream tribalism in Pakistan (movement report, pp. 64 – 71)

    Lynn Ng Yu Ling
    What does the COVID-19 pandemic mean for PinkDot Singapore? (movement report, pp. 72 – 81)

    María José Ventura Alfaro
    Feminist solidarity networks have multiplied since the COVID-19 outbreak in Mexico (movement report, pp. 82 – 87)

    Ben Trott
    Queer Berlin and the Covid-19 crisis: a politics of contact and ethics of care (movement report, pp. 88 – 108)
    Reproductive struggles

    Non Una Di Meno Roma
    Life beyond the pandemic (movement report, pp. 109 – 114)
    Labour organising

    Ben Duke
    The effects of the COVID-19 crisis on the gig economy and zero hour contracts (movement report, pp. 115 – 120)

    Louisa Acciari
    Domestic workers’ struggles in times of pandemic crisis (movement report, pp. 121 – 127)

    Arianna Tassinari, Riccardo Emilia Chesta and Lorenzo Cini
    Labour conflicts over health and safety in the Italian Covid19 crisis (movement report, pp. 128 – 138)

    T Sharkawi and N Ali
    Acts of whistleblowing: the case of collective claim making by healthcare workers in Egypt (movement report, pp. 139 – 163)

    Mallige Sirimane and Nisha Thapliyal
    Migrant labourers, Covid19 and working-class struggle in the time of pandemic: a report from Karnataka, India (movement report, pp. 164 – 181)
    Migrant and refugee struggles

    Johanna May Black, Sutapa Chattopadhyay and Riley Chisholm
    Solidarity in times of social distancing: migrants, mutual aid, and COVID-19 (movement report, pp. 182 – 193)

    Anitta Kynsilehto
    Doing migrant solidarity at the time of Covid-19 (movement report, pp. 194 – 198)

    Susan Thieme and Eda Elif Tibet
    New political upheavals and women alliances in solidarity beyond “lock down” in Switzerland at times of a global pandemic (movement report, pp. 199 – 207)

    Chiara Milan
    Refugee solidarity along the Western Balkans route: new challenges and a change of strategy in times of COVID-19 (movement report, pp. 208 – 212)

    Marco Perolini
    Abolish all camps in times of corona: the struggle against shared accommodation for refugees* in Berlin (movement report, pp. 213 – 224)
    Ecological activism

    Clara Thompson
    #FightEveryCrisis: Re-framing the climate movement in times of a pandemic (movement report, pp. 225 – 231)

    Susan Paulson
    Degrowth and feminisms ally to forge care-full paths beyond pandemic (movement report, pp. 232 – 246)

    Peterson Derolus [FR]
    Coronavirus, mouvements sociaux populaires anti-exploitation minier en Haïti (movement report, pp. 247 – 249)

    Silpa Satheesh
    The pandemic does not stop the pollution in River Periyar (movement report, pp. 250 – 257)

    Ashish Kothari
    Corona can’t save the planet, but we can, if we listen to ordinary people (movement report, pp. 258 – 265)
    Food sovereignty organising

    Dagmar Diesner
    Self-governance food system before and during the Covid-crisis on the example of CampiAperti, Bologna (movement report, pp. 266 – 273)

    URGENCI
    Community Supported Agriculture is a safe and resilient alternative to industrial agriculture in the time of Covid-19 (movement report, pp. 274 – 279)

    Jenny Gkougki
    Corona-crisis affects small Greek farmers who counterstrike with a nationwide social media campaign to unite producers and consumers on local level! (movement report, pp. 280 – 283)

    John Foran
    Eco Vista in the quintuple crisis (movement report, pp. 284 – 291)
    Solidarity and mutual aid

    Michael Zeller
    Karlsruhe’s “giving fences”: mobilisation for the needy in times of COVID-19 (movement report, pp. 292 – 303)

    Sergio Ruiz Cayuela
    Organising a solidarity kitchen: reflections from Cooperation Birmingham (movement report, pp. 304 – 309)

    Clinton Nichols
    On lockdown and locked out of the prison classroom: the prospects of post-secondary education for incarcerated persons during pandemic (movement report, pp. 310 – 316)

    Micha Fiedlschuster and Leon Rosa Reichle
    Solidarity forever? Performing mutual aid in Leipzig, Germany (movement report, pp. 317 – 325)
    Artistic and digital resistance

    Kerman Calvo and Ester Bejarano
    Music, solidarities and balconies in Spain (movement report, pp. 326 – 332)

    Neto Holanda and Valesca Lima [PT]
    Movimentos e ações político-culturais do Brasil em tempos de pandemia do Covid-19 (movement report, pp. 333 – 338)

    Margherita Massarenti
    How Covid-19 led to a #Rentstrike and what it can teach us about online organizing (movement report, pp. 339 – 346)

    Dounya
    Knowledge is power: virtual forms of everyday resistance and grassroots broadcasting in Iran (movement report, pp. 347 – 354)
    Imagining a new world

    Donatella della Porta
    How progressive social movements can save democracy in pandemic times (movement report, pp. 355 – 358)

    Jackie Smith
    Responding to coronavirus pandemic: human rights movement-building to transform global capitalism (movement report, pp. 359 – 366)

    Yariv Mohar
    Human rights amid Covid-19: from struggle to orchestration of tradeoffs (movement report, pp. 367 – 370)

    Julien Landry, Ann Marie Smith, Patience Agwenjang, Patricia Blankson Akakpo, Jagat Basnet, Bhumiraj Chapagain, Aklilu Gebremichael, Barbara Maigari and Namadi Saka,
    Social justice snapshots: governance adaptations, innovations and practitioner learning in a time of COVID-19 (movement report, pp. 371 – 382)

    Roger Spear, Gulcin Erdi, Marla A. Parker and Maria Anastasia
    Innovations in citizen response to crises: volunteerism and social mobilization during COVID-19 (movement report, pp. 383 – 391)

    Breno Bringel
    Covid-19 and the new global chaos (movement report, pp. 392 – 399)

    https://www.interfacejournal.net/interface-volume-12-issue-1

    #mouvements_sociaux #résistance #covid-19 #confinement #revue #aide_mutuelle #Espagne #résistance #Irlande #Kenya #impuissance #sentiment_d'impuissance #faim #violence #Delhi #Inde #féminisme #Wuhan #Pakistan #PinkDot #LGBT #Singapour #solidarité_féministe #solidarité #Mexique #care #Berlin #Allemagne #queer #gig_economy #travail #travail_domestique #travailleurs_domestiques #Italie #Egypte #travailleurs_étrangers #Karnataka #distanciation_sociale #migrations #Suisse #route_des_Balkans #Balkans #réfugiés #camps_de_réfugiés #FightEveryCrisis #climat #changement_climatique #décroissance #Haïti #extractivisme #pollution #River_Periyar #Periyar #souveraineté_alimentaire #nourriture #alimentation #CampiAperti #Bologne #agriculture #Grèce #Karlsruhe #Cooperation_Birmingham #UK #Angleterre #Leipzig #musique #Brésil #Rentstrike #Iran #droits_humains #justice_sociale #innovation #innovation_sociale

    ping @isskein @karine4

  • Innovations sociales en montagne

    Vous êtes sur la plateforme de l’innovation sociale en montagne.

    Vivre en montagne, c’est bien souvent vivre différemment. C’est s’attacher à des enjeux de climat, de relief, de mobilités, d’enclavement, de saisonnalité.
    Vivre en montagne, c’est faire face à des conditions qui peuvent aussi devenir des ressources spécifiques.
    Les territoires de montagne sont confrontés, peut-être plus fortement qu’ailleurs, à l’urgence de la transition écologique et sociétale.

    Les territoires de montagne sont autant de sociétés locales avec leurs aspirations et leurs besoins particuliers.
    La recherche d’une meilleure adaptation aux contraintes, d’une meilleure qualité de vie et d’une harmonie entre les populations et leur environnement nous conduisent à une quête d’innovations sociales.

    Ces innovations sociales renforcent la capacité à agir de tous les participants à la société locale, dans un souci de partenariat et d’intérêt général.

    Pour donner de la visibilité à ces projets qui donnent de l’espoir aux territoires de montagne, nous souhaitons, à travers cette plateforme, aider chacun à les connaître, à les comprendre et à les répercuter.

    Et une liste des #initiatives :
    https://ferme.yeswiki.net/InnovationsMontagne/?ListeInnov
    https://ferme.yeswiki.net/InnovationsMontagne/?PagePrincipale
    #innovation_sociale #innovations_sociales #montagne #plateforme #base_de_données #database #cartographie #visualisation

  • #Curing_the_Limbo

    “Curing the Limbo” is a program aiming to implement a dynamic and innovative model for integration that allows refugees to become socially active. This can be achieved through attending courses in Greek, English, Creative Expression and ICT, gaining access to affordable housing, and receiving professional counseling services tailored to their needs. Refugees are thus integrated in the life of the city, by interacting with active citizen groups and participating in public events held in the neighbourhoods of Athens. In coming together, the refugees and the city exit their “limbo” state, boosting activity, cooperation, and co-existence.


    https://curingthelimbo.gr/en/home
    #Athènes #intégration #hébergement #villes #urban_matters #réfugiés #asile #migrations #Grèce #CuringtheLimbo #hébergement #logement #intégration_professionnelle #travail #innovation_sociale

    Pour info : financement de 5 mio d’EUR sur 5 ans pour ce projet exploratoire...

  • #CAMIGRI

    CAMIGRI est un programme de recherche financé par l’Agence Nationale de la Recherche (ANR) et la Région Nouvelle-Aquitaine. Il entend revisiter l’étude des #campagnes françaises au prisme des migrations internationales et de la diversification croissante des formes de mobilité. Le projet a démarré le 01/10/2016.

    Ce carnet de recherche a vocation d’interface entre les mondes scientifique, associatif et professionnel intéressés par les questions de développement rural et de migrations internationales dans les espaces ruraux. Il permet de :

    – faire connaître les travaux de l’équipe et de suivre l’actualité du programme (comptes rendus de terrain, de séminaires, de présentations),

    – faciliter les liens et les échanges entre les différents acteurs intéressés par ces questions (construction d’un répertoire-réseau en ligne),

    – publier des supports produits par les chercheurs sur les terrains d’enquête (monographies de lieux, photographies commentées, portraits et entretiens d’acteurs socio-économiques).

    https://camigri.hypotheses.org/a-propos
    #accueil #asile #migrations #réfugiés #espace_rural #espaces_ruraux #campagne #France #Loire_Anjou_Tourraine #Périgord_Limousin #Pyrénées_Ariégeoise

    • Lettre d’information n°1

      Camigri édite sa première lettre d’information trimestrielle. Elle s’adresse à tout public soucieux de poser un nou-veau regard sur les « mondes ruraux ». Confrontées à la diversification croissante de mobilités internationales plus ou moins visibles et reconnues, les campagnes françaises connaissent en effet des changements socio-économiques et territoriaux parfois inaperçus, silencieux, sous-étudiés. L’équipe entend ici partager ses travaux à travers certaines activités menées dans le cadre de son programme de recherche financé par l’Agence Nationale pour la Recherche (ANR) et la Région Nouvelle-Aquitaine. Il est ainsi question de livrer, de manière élargie, le fruit de nos réflexions engagées dans plusieurs localités rurales de la France de l’ouest et qui trouveront certainement un écho plus lointain, au sein d’autres territoires. Actuellement lancée dans des opérations d’enquête et d’observations sur plusieurs terrains (Ariège, Dordogne, Vienne, Maine-et-Loire), l’équipe souhaite transmettre quelques principes fondateurs de son approche : proximité mesurée avec les territoires étudiés et ses habitants, production et commu-nication dans des réseaux scientifiques, usage réflexif de l’image comme outil de travail, de communication et de réflexion.

      https://f-origin.hypotheses.org/wp-content/blogs.dir/3777/files/2018/09/Web_Sept2018_Journal_CAMIGRI-compressed.pdf
      #agriculture #fraises #Pays_Vernois #mineurs #MNA #mineurs_non_accompagnés #Ariège #marginalité #millieu_rural

    • Lettre d’information n°2

      L’installation des populations migrantes dans les campagnes de l’Ouest français peut prendre des formes très différentes, s’inscrire dans une tradition d’accueil ancienne parfois réactivée par des initiatives indivi-duelles plus récentes. Comment les populations installées ou celles qui se sont succédé ont-elles pu contribuer à l’évolution démographique des territoires ruraux étudiés ? L’équipe CAMIGRI vous propose, dans la deuxième édition de sa newsletter, quelques exemples illustrés à partir de ses travaux de recherche en cours

      https://sharedocs.huma-num.fr/wl/?id=DD6uCq2mdZue9rVdu5tG6Z24ZbspMlj7
      #campagnes_hospitalières #Carla-Bayle #CADA #innovation_sociale #Saint-Just-Le-Martel #agriculture #maraîchage #développement_local

  • Comment l’Islande a vaincu l’addiction ?
    http://www.internetactu.net/a-lire-ailleurs/comment-lislande-a-t-elle-vaincu-laddiction

    Mosaïc Science (@mosaicscience), une publication scientifique du Wellcome Trust britannique (Wikipédia), cette fondation dédiée à la promotion de la recherche sur la santé, a publié un long article qui explique comment l’Islande a réussi à combattre l’addiction des plus #jeunes au tabac, à l’alcool et aux drogues. Il y a (...)

    #A_lire_ailleurs #Usages #addiction #comportements #Education_et_formation #innovation_sociale #politiques_publiques #psychologie #Territoires

  • Qu’est-il arrivé aux solidarités ?
    http://www.internetactu.net/2016/05/24/quest-il-arrive-aux-solidarites

    Où sont passées les protections sociales et les institutions qui les défendent ? Dans un monde « sans alternative », les protections sociales semblent partout reculer, comme l’illustre la lutte contre la loi #travail. « Qu’est-il arrivé aux solidarités traditionnelles ? », interrogeait Arthur de Grave (@arthdeg), rédacteur en chef de #ouishare Magazine, lors d’une session du Ouishare Festival, qui…

    #Consommation_collaborative #coopération #empowerment #innovation_sociale

  • Ensemble, accélérons ! - Modernisation.gouv.fr
    http://alireailleurs.tumblr.com/post/141192502505

    Le secrétariat général pour la modernisation de l’action publique (Sgmap) publie un intéressant rapport sur la diffusion des innovations sociales et publiques qui fait le point sur les modalités pour les faire changer d’échelle et essaimer. Comme l’explique la designer Laura Pandelle de la 27e Région, le passage à l’échelle des innovations sociales et publiques est depuis l’origine un enjeu majeur de l’appropriation de ces formes d’innovation. Le rapport pointe pourtant que s’il existe des dispositifs de soutien à l’innovation, au lancement et au montage de projets, il y a bien moins de dispositifs pour favoriser leur déploiement. L’injonction à innover, à expérimenter n’est pas reliée a des processus pour consolider, diffuser, reproduire, essaimer… Or la survie des projets innovants nécessite bien souvent (...)

    #capacitation #innovation_sociale #innovation_publique #politiques_publiques

  • La technologie est-elle magique ou hantée ?
    http://www.internetactu.net/2016/03/09/la-technologie-est-elle-magique-ou-hantee

    Pour Nicolas Nova (@nicolasnova), initiateur et organisateur de cette ultime session de l’édition 2016 des conférences #lift, l’un des mantras du #design d’interaction consiste à rendre la technologie invisible… et donc parfaitement magique. Cette intuition repose s’une l’une des 3 lois de l’écrivain de Science-fiction, Arthur C. Clarke : “toute technologie suffisamment avancée est indiscernable de la magie”. Cela signifie…

    #complexité #confiance #genre #identité #innovation_sociale #internet_des_objets #lift16 #psychologie

  • Le projet “zéro chômage de longue durée”, bientôt une réalité - La Croix
    http://alireailleurs.tumblr.com/post/134851171913

    La Croix revient sur le projet d’expérimentation lancé par ATD-Quart Monde d’embauche de chômeurs au SMIC plutôt que de compenser leur inactivité par des prestations sociales qui sera lancé dans 10 territoires locaux. Un projet initié en 2003 et qui devrait toucher quelques 200 chômeurs pour 5 ans, avant d’en faire le bilan pour élargir l’expérimentation ou l’arrêter. Un bel exemple qui montre la difficulté à expérimenter sur un sujet pourtant capital.

    #innovation_sociale #emploi

  • Avons-nous besoin d’une vitesse limitée sur l’internet ?
    http://www.internetactu.net/2015/12/01/avons-nous-besoin-dune-vitesse-limitee-sur-linternet

    Internet est-il trop centralisé ? Sommes-nous au bord de la congestion du réseau des réseaux ?… Ces alarmes reviennent régulièrement. En mai dernier, Martin Untersinger pour Le Monde revenait sur la crise de capacité (capacity crunch) mise en avant par la Royal Society britannique, l’équivalent de notre Académie des sciences. Pour Andrew Ellis, de l’université de Birmingham, les innovations n’arriveront…

    #écologie #biens_communs #communauté #empowerment #innovation_ascendante #innovation_sociale #mobilité #pays_en_développement #politiques_publiques #transitions #Usages

  • Vers des plateformes réellement coopératives
    http://www.internetactu.net/2015/11/25/leconomie-solidaire-necessite-un-internet-de-la-solidarite

    Les professeurs Nathan Schneider (@nathanairplaine) et Trebor Scholz (@trebors, le père du concept de Digital Labor) publient sur The Next System Project (@thenextsystem) un intéressant manifeste. L’économie solidaire nécessite un internet de la solidarité La plupart des technologies inventées (radio, télévision, internet, blockchain…) prônent dans leurs premières versions un idéal de liberté et de démocratie, de décentralisation. Mais récupérées par…

    #économie #biens_communs #coopération #empowerment #innovation_sociale #intelligence_collective

  • Brève histoire de l’empowerment : à la reconquête du sens politique
    http://www.internetactu.net/2015/11/13/breve-histoire-de-lempowerment-a-la-reconquete-du-sens-politique

    Valérie Peugeot, chercheuse en charge des questions de prospective au sein du laboratoire de sciences humaines et sociales d’Orange Labs, présidente de l’association Vecam et membre du Conseil national du numérique, nous livre dans cette brève histoire de l’empowerment matière à réflexion sur la longue ambiguïté de ce concept, qui promeut l’”autonomisation”, la “capacitation” ou le “pouvoir d’agir” des individus.…

    #empowerment #innovation_ascendante #innovation_sociale #Participation

  • #bodyware : santé disruptive
    http://www.internetactu.net/2015/10/01/bodyware-sante-disruptive

    Durant toute la durée du groupe de travail Bodyware de la Fondation internet nouvelle génération, nous avons été confrontés à des questions sur l’innovation dans le système de santé (alors que notre enjeu était plus de s’intéresser au #corps qu’à la santé), notamment parce que la médecine est certainement l’un des plus riches territoires d’innovation qui soit. Nous avons donc…

    #innovation_sociale #politiques_publiques #prospective

  • #Consommation_collaborative : l’enjeu du financement et de la gouvernance
    http://www.internetactu.net/2015/04/21/consommation-collaborative-lenjeu-du-financement-et-de-la-gouvernance

    Depuis février 2014, la Fing, Ouishare et leurs partenaires ont mené ensemble un projet de R&D collaborative autour de la consommation collaborative, baptisé #sharevolution, dans le but de produire de nouvelles pistes de connaissances, de réflexions et d’innovation. Nous vous livrons sur InternetActu.net la synthèse du troisième axe de ces réflexions (voir le premier et le second), consacrée à l’exploration…

    #coopération #empowerment #hyperlocal #innovation_sociale #Participation

  • Des hubs de partage pour la #Consommation_collaborative
    http://www.internetactu.net/2015/04/13/des-hubs-de-partage-pour-la-consommation-collaborative

    Depuis février 2014, la Fing, Ouishare et leurs partenaires ont mené ensemble un projet de R&D collaborative autour de la consommation collaborative, baptisé #sharevolution, dans le but de produire de nouvelles pistes de connaissances, de réflexions et d’innovation. Après la piste consacrée à la partagabilité des objets, nous vous livrons sur InternetActu.net la synthèse du second axe de ces réflexions,…

    #économie #communauté #confiance #habitat_connecté #hyperlocal #innovation_sociale #internet_des_objets #Participation #web_local

  • Les démocraties sont-elles condamnées à devenir toujours plus démocratiques ?
    http://www.internetactu.net/2015/04/09/les-democraties-sont-elles-condamnees-a-devenir-toujours-plus-democrat

    La démocratie est-elle en récession ?, s’interrogeait l’éditorialiste vedette du New York Times, Thomas Friedman en faisant référence à une étude (.pdf) de l’universitaire de Stanford, Larry Diamond, directeur du Centre pour le développement de la démocratie, publiée dans le Journal of Democracy, qui revient sur sur le coup d’arrêt depuis 2006 de l’expansion de la démocratie dans le monde…

    #biens_communs #futur #innovation_sociale #intelligence_collective #politique #politiques_publiques #prospective

  • Les bons comportements peuvent être tout aussi contagieux que les mauvaises habitudes - FastCoExist
    http://alireailleurs.tumblr.com/post/114395413299

    La théorie de la contagion sociale a été inventée par le professeur à Harvard Nicholas Christakis (@nachristakis), l’auteur (avec James Fawler de Connecté : l’étonnant pouvoir des réseaux sociaux et comment ils transforment nos vies) et directeur du Human Nature Lab (voir également sa conférence TED et les articles dans lesquels nous avons déjà évoqué ses recherches). Cette théorie souligne que nos amis ont une réelle influence pour nous faire adopter de mauvaises habitudes, et que celles-ci, comme l’obésité ou le tabagisme peuvent être contagieuses jusqu’à trois degré relationnel, c’est-à-dire s’étendre jusqu’à nos amis d’amis. Les recherches de Christakis se sont aussi intéressées aux bons comportements montrant que nous avons tendance à être heureux si nous avons des amis et des amis d’amis qui le sont. Si les (...)

    #santé #économie_comportementale #innovation_sociale #bodyware

  • De la prévention du suicide… en ligne
    http://www.internetactu.net/2015/03/23/de-la-prevention-du-suicide-en-ligne

    Sur Slate.com (@slate), la journaliste Amanda Hess (@amandahess) livre un long article sur l’état de la prévention au suicide en ligne aux Etats-Unis. Si les Etats-Unis ne sont pas le pays le plus touché par le suicide (cf. Wikipédia), la question de la prévention et des transformations des formes d’intervention à l’ère d’internet se posent avec autant d’acuité qu’ailleurs. Elle…

    #analyse_des_réseaux #économie_comportementale #éducation #communauté #corps #famille #innovation_sociale #intelligence_collective #jeunes

  • Qu’est-il arrivé à la #Big_society ? - Huffington Post
    http://alireailleurs.tumblr.com/post/110239734249

    Caroline Slocock (@carolineslocock), directrice de Civil Exchange vient de diriger une étude (.pdf) en forme de bilan de la Big Society, cette conception de l’Etat défendue par le parti conservateur britannique de David Cameron en 2010, censé transformé la relation entre l’Etat et la société. Mais où en est ce programme 5 ans après ? interroge-t-elle dans le Huffington Post. Aujourd’hui, les références à la Big Society ont disparu des sites web du gouvernement britannique. Ce projet de société qui remonte à la troisième voie du travailliste Tony Blair et qui s’appuyait sur une certaine conception de l’innovation sociale (voir notre dossier “Voyage dans l’innovation sociale britannique”) proposait “d’habiliter les communautés et les citoyens et de veiller à ce que le pouvoir soit plus équitablement réparti (...)

    #innovation_sociale #politiques_publiques #politique

  • Les limites des objets pour le changement social - Forbes
    http://alireailleurs.tumblr.com/post/109285805143

    Michael Zakaras d’Ashoka, une ONG spécialisée dans l’innovation sociale, livre pour Forbes une intéressante tribune sur les limites de l’innovation sociale. Les objets, des téléphones mobiles, aux aliments protéinés pour lutter contre la malnutrition, sont de plus en plus utilisés pour le changement social. “Le paysage de l’innovation sociale est devenu tellement dominé par les objets, que nous avons perdu de vue leurs lacunes”. Les objets reposent sur une promesse très simple. “Si on fourni 10 000 moustiquaires à des familles en Tanzanie, cela va avoir un impact instantané. Si nous pouvons en livrer 12 000 l’année suivante, c’est un progrès. Cette histoire est facile à raconter. Facile à mesurer. En d’autres termes, elle est un rêve pour les ONG.” 

    "Le problème est que la solution rapide promise par les (...)

    #innovation_sociale

  • Les angles morts de l’innovation sociale - OpenDemocracy
    http://alireailleurs.tumblr.com/post/108061178933

    Sur Open Democracy, le consultant Remko Berkhout (@remkoberkhout) de l’agence Hivos, livre une intéressante critique des limites de l’innovation sociale, telle que débattue au dernier “Unusual Supects Festival”, une conférence dédiée à l’innovation sociale qui se tenait à Londres en septembre dernier. Pour lui, celle-ci souffre de 3 biais (il en distingue formellement 4, mais il me semble qu’un des biais peut se fondre avec le premier) : 

    un biais en faveur de la cooptation plutôt que de la collaboration. Pour lui, le secteur de l’innovation sociale est trop occupé à développé des programmes de volontariats ingénieux plutôt que de chercher à réorganiser les programmes politiques. Elle n’est pas assez en opposition par rapport au politique, ne fait pas assez débat, n’est pas assez indisciplinée par rapport (...)

    #innovation_sociale

  • Construire l’Etat innovant
    http://www.internetactu.net/2015/01/13/construire-letat-innovant

    Jennifer Pahlka (@pahlkadot, Wikipedia), est la fondatrice et directrice de Code for America. En octobre dernier, elle était l’invitée des Talks at Google (@googletalks), le programme de conférence interne de Google (organisée le plus souvent sans grand formalisme contrairement aux conférences TED), et qui publie nombre d’entre elles sur une chaîne YouTube dédiée. Dans la vidéo de son intervention, Jennifer…

    #citelabo #données_publiques #egov #innovation_sociale #Participation #politiques_publiques #Silicon_Valley #villes2.0

  • La #science citoyenne à l’assaut des étoiles
    http://www.internetactu.net/2014/12/10/la-science-citoyenne-a-lassaut-des-etoiles

    Si aujourd’hui tout le monde parle de la sonde Rosetta et de son robot Philae, premier artefact humain à atterrir sur une comète, ce n’est pourtant pas la première mission consacrée à ces objets célestes. Lancé en 1978, l’ISEE-3 s’est également penché sur ces phénomènes, bien que ce n’était pas sa mission première. Mais surtout, l’histoire de l’ISEE-3 est une…

    #bidouillabilité #coopération #hacker #innovation_sociale #open_innovation #Participation #politiques_publiques

  • 2040 : la fin du mariage
    http://www.internetactu.net/2014/12/02/2040-la-fin-du-mariage

    Comme l’a rappelé le débat sur le mariage pour tous, nombre d’entre nous aspirons à un même idéal, partageons une même représentation sociale normative : celle du #couple, de la sacro-sainte famille nucléaire. La plupart d’entre nous aspirent à cet idéal : s’unir à quelqu’un et lui promettre de passer notre vie avec lui. Toutes nos références culturelles nous renvoient…

    #futur #innovation_sociale #politiques_publiques #prospective

    • Effectivement, à titre personnel je suis favorable au mariage civil (i. e. d’État) pour personne. C’est à mon sens une affaire privée dont la l’État n’a pas à se mêler, surtout quand cela devient un instrument de discrimination (sociale, fiscale, légale, etc.). Je ne permets pas à l’État d’avoir un droit de regard sur ma religion, ma sexualité, mes opinions politiques, etc. Je ne vois pas pourquoi je lui permettrais d’en avoir un sur ma vie amoureuse.

      Que la puissance publique souhaite organiser et réguler la démographie, c’est une chose. Que cela aille jusqu’à des politiques de natalité, c’est peut-être nécessaire. Mais je n’ai aucun doute que cela peut être fait sans dicter un ou des modèles de couple.

      Que l’État ait à cœur de garantir l’équité (à défaut d’égalité...) entre les citoyens est fondamental. Historiquement, l’État supplée d’ailleurs à l’Église à la suite de la Révolution pour tenir le registre d’état civil et par sa reconnaissance du mariage il se porte alors garant du respect des droits de chacun des époux (selon un équilibre certes tout à fait relatif, mais néanmoins accordant des droits et devoirs à chacun, en particulier par exemple en cas de divorce). Ces intentions sont louables et sa méthode ne me pose pas de problème tant que c’est la société qui impose son modèle à l’État (avec toutes les nuances qu’apporte Hubert Guillaud dans son article qui permettent de comprendre qu’il s’agit, pour une part plus ou moins large, d’une fiction). Mais lorsque les pratiques évolues radicalement et que c’est l’État qui impose un modèle désuet et minoritaire à la société, alors on atteint la limite.

      Aujourd’hui, il me semble que la seule mesure équitable et progressiste soit de supprimer le mariage civil. La protection des individus doit pouvoir se faire sans. Peut-être en ayant alors recours plus fréquemment à la justice, c’est vrai.

      On peut supposer que le mariage serait alors sans doute largement réapproprié par la société civil : religions, individus, communautés sexuelles, politiques, philosophiques, etc. Il y aurait alors autant de mariage que de convictions à son propos et ça me semblerait une bonne idée.

      Bref, n’importe comment, c’est à mon sens ce débat qui a manqué terriblement lors de l’hystérie « mariage pour tous » et qui me fait penser qu’il s’agit d’une mesure tristement conservatrice ou au mieux obsolète.