• « Terroristes » : Paris est prêt à les rendre à l’Italie — L’AUTRE QUOTIDIEN
    https://www.lautrequotidien.fr/articles/2019/1/28/terroristes-paris-est-prt-les-rendre-litalie

    Le pas formel n’a pas encore été franchi mais c’est maintenant une question de jours. Les techniciens du ministère de la Justice français et leurs homologues italiens sont déjà en contact pour se mettre d’accord sur le parcours que suivra le gouvernement pour demander l’#extradition de certains #Italiens condamnés pour crimes de terrorisme et #réfugiés en France. La procédure devrait démarrer en février, après que se sera tenue la réunion de travail prévue dans les bureaux de la place Vendôme, avec les conseillers techniques envoyés par le ministre Alfonso Bonafede. Malgré la crise diplomatique entre la France et l’Italie, la ministre Nicole Belloubet continue à se dire disponible pour examiner « au cas par cas » les demandes de l’actuel gouvernement.

    Cette ouverture est confirmée par les discussions préliminaires en cours entre Rome et Paris. Les fréquents échanges ont déjà produit quelques résultats. Dans la liste des quinze noms, communiqués par l’Italie tout de suite après l’arrestation de Cesare Battisti, les magistrats du ministère français ont par exemple suggéré d’ôter le nom de Marina Petrella, l’ex-brigadiste arrêtée en 2008 dont le décret d’extradition a été finalement annulé pour raisons humanitaires. La liste dont on discute est désormais réduite à 14 noms : Giovanni Alimonti, Luigi Bergamin, Roberta Cappelli, Enzo Calvitti, Paolo Ceriani Sebregondi, Salvatore Cirincione, Maurizio Di Marzio, Paola Filippi, Gino Giunti, Giorgio Pietrostefani, Ermenegildo Marinelli, Sergio Tornaghi, Raffaele Ventura, Enrico Villimburgo. Les techniciens français doivent avant tout s’occuper d’évaluer dans une phase préliminaire l’admissibilité des demandes d’extradition présentées par Rome. Comme l’explique Youssef Badr, magistrat et porte-parole du ministère de la Justice, « il faudra vérifier la régularité juridique » des demandes. Pour la majeure partie des cas, il existe déjà des dossiers judiciaires sur lesquels avaient été lancées des discussions avec Paris au début des années 2000. A l’époque c’était le membre de la Ligue (ex du Nord) Roberto Castelli, qui était ministre de la Justice et son homologue français était Dominique Perben.

    #asile #droit_d'asile

  • sotto paga ! non si paga ! de Franca Rame et Dario Fo
    http://www.archivio.francarame.it/file/SOTT/2008/TEST/030631/030631-001.pdf
    Dario Fo et Franca Rame en 1953

    C’est le début d’une expérience : est-ce que la traduction automatique d’oeuvres littéraires et-elle envisageable ? Notre cobaille est une célèbre pièce de théâtre de l’équipe italienne Franca Rame et Dario Fo.

    Franca Rama a mis en ligne encore de son vivant le texte original de la pièce Faut pas payer ! comme la plus grande partie de leur oeuvre. Il n’y a pas de version allemande ni francaise sur la toile, alors j’essaie d’y remédier. Je crain que ce ne soit qu’un pis aller.
    Vous vous rappellez encore des traductions de modes d’emploi d’appareils éléctroniques dans les années 1990 ? On ne va pas manque de bien nous amuser.

    Le texte original de l’introduction :

    Questo spettacolo è stato rappresentato per la prima volta il 3
    ottobre 1974 alla Palazzina Liberty di Milano ed è stato ripreso il
    10 ottobre 1980 e tenuto in scena per altre 2 stagioni. Il testo è sta-
    to aggiornato all’ultima rappresentazione che ha debuttato al Teatro
    Manzoni di Pistoia l’8 dicembre 2007. Interpreti Marina Massiro-
    ni, Antonio Catania, Marina de Juli, Renato Marchetti, Sergio Va-
    lastro. Regia di Dario Fo.

    https://www.flickr.com/photos/visionraymaker/2191647565/sizes/o

    Flickr

    Diese Show wurde am 3. Mai uraufgeführt.
    Oktober 1974 im Palazzina Liberty in Mailand und wurde am 10. Oktober 1980 gedreht und für weitere zwei Spielzeiten auf der Bühne gehalten. Der Text wurde auf die letzte Aufführung aktualisiert, die am 8. Dezember 2007 im Teatro Manzoni in Pistoia uraufgeführt wurde. Dolmetscher Marina Massironi, Antonio Catania, Marina de Juli, Renato Marchetti, Sergio Valastro. Regie: Dario Fo.

    Voici l’opinion de l’association des traducteurs professionnels allemands à propos de Deepl.

    DeepL : Der Schein trügt - DVÜD e. V. | Deutscher Verband der freien Übersetzer und Dolmetscher
    https://dvud.de/2018/05/deepl-der-schein-truegt

    Für Linguisten und alle, die bei einer Übersetzung sowohl Ausgangs- als auch Zielsprache fließend beherrschen, kann DeepL unter Umständen sehr nützlich sein. Wenn man das Tool aber verwendet, ohne beide Sprachen wie seine Westentasche zu kennen oder das Ergebnis anschließend von einem Fachübersetzer überarbeiten zu lassen, geht das garantiert in die Hose.

    #intelligence_artificielle #art #théâtre #italien #allemand #traduction #faut_pas_payer_deutsch

    • #argh On remarque les lacunes du procédé déjà dans la traduction de la partie technique de l’introduction. C’est vraiment une traduction approximative. Il faudra y consacrer beaucoup de temps avant qu’elle ne soit correcte en ce qui concerne le style et les connotations qui font la beauté de l’original.

  • 1939 : la IIIe République interne les #femmes « indésirables » dans des #camps réservés : communistes, juives, antifascistes italiennes et espagnoles, délinquantes de droit commun se retrouvent derrière les barbelés... Un #film de l’historienne #Rolande_Trempé.

    http://sms.hypotheses.org/5909

    #histoire, république, #enferment, #camp, #prison, #internement, #communiste, #femmes, #antifascisme, #antifasciste, #espagnoles, #italiennes, #juives

  • Glossario

    Asilo politico

    All’origine l’asilo designava un luogo inviolabile, sicuro per definizione. Oggi indica una protezione che una persona può richiedere ad uno Stato sul suo territorio, laddove questa sia impossibilitata all’esercizio dei diritti fondamentali e delle libertà democratiche nello Stato di appartenenza. Riguarda quindi persone, in generale, costrette ad uno spostamento coatto.

    Il diritto di asilo è garantito in primo luogo dall’articolo 14 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del dicembre 1948, ma anche da diversi atti dell’Unione europea e dall’art.10 della Costituzione italiana, senza tuttavia trovare attuazione in una vera e propria legge.
    Cara

    Il cittadino straniero appena arrivato in Italia, privo di documenti di identificazione, che intende chiedere la protezione internazionale, viene inviato nei Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo (Cara) per l’identificazione e l’avvio delle procedure relative alla protezione internazionale. I richiedenti asilo dovrebbero restare fino a un massimo di 35 giorni in attesa che la loro richiesta di protezione sia esaminata dalla commissione territoriale competente. Un sistema caratterizzato da centri di grandi dimensioni, costi elevati, bassa qualità dei servizi erogati e isolamento dai centri urbani.

    Ai sensi del decreto legislativo n. 142 del 2015, i CARA dovrebbero essere semplicemente convertiti in “centri governativi di prima accoglienza”, in sostanza sostituiti dai centri governativi per richiedenti asilo a livello regionale o interregionale, i cosiddetti Hub previsti dalla Roadmap italiana.
    Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS)

    Sono immaginati al fine di sopperire alla mancanza di posti nelle strutture ordinarie di accoglienza o nei servizi predisposti dagli enti locali, in caso di arrivi consistenti e ravvicinati di richiedenti. Ad oggi costituiscono la modalità ordinaria di accoglienza. Tali strutture sono individuate dalle prefetture, in convenzione con cooperative, associazioni e strutture alberghiere, secondo le procedure di affidamento dei contratti pubblici, sentito l’ente locale nel cui territorio la struttura è situata. La permanenza dovrebbe essere limitata al tempo strettamente necessario al trasferimento del richiedente nelle strutture seconda accoglienza.
    Commissione territoriale

    La Commissione territoriale per il Riconoscimento della Protezione internazionale è l’organo che ha il compito di valutare e decidere in merito alla domanda di protezione internazionale, previa audizione del richiedente. Attualmente ve ne sono 20 sul territorio nazionale.

    Tale organismo è composto da un funzionario della Prefettura, che ha la carica di presidente; un funzionario della polizia di Stato; un rappresentante del comune o della provincia o della regione, e un rappresentante dell’UNHCR.
    I colloqui personali tra richiedente protezione e Commissione si svolgono al cospetto di un solo membro della Commissione, ma la decisione è collegiale. La Commissione, può decidere di riconoscere lo status di rifugiato, concedere la protezione sussidiaria o umanitaria, oppure rigettare la domanda.
    Direttiva “procedure”

    In data 26 giugno 2013, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno approvato la direttiva 2013/32/UE – la c.d. nuova direttiva “procedure” – che ha come scopo quello di definire procedure comuni, e non più norme minime, allo scopo del riconoscimento e della revoca della protezione internazionale.
    Direttiva accoglienza

    In data 26 giugno 2013, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno approvato la direttiva 2013/33/UE – c.d. direttiva “accoglienza” – che disciplina la normativa europea relativa all’accoglienza dei richiedenti in attesa del riconoscimento dello status. Obiettivo dichiarato della direttiva è procedere con l’armonizzazione e il miglioramento delle condizioni di accoglienza, anche al fine di limitare i movimenti secondari dei richiedenti all’interno dell’UE.
    Direttiva rimpatri

    La direttiva 2008/115/CE – detta anche “direttiva rimpatri” – disciplina le norme e le procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare. Il testo finale è stato adottato in prima lettura dal Parlamento europeo il 18 giugno 2008 e poi definitivamente approvato dal Consiglio il 16 dicembre dello stesso anno. Il fine era da un lato, quello di creare, a livello europeo, una politica di rimpatrio credibile coordinando le legislazioni degli Stati membri, dall’altro, di elaborare norme comuni affinché le persone siano rimpatriate in maniera umana e nel pieno rispetto dei loro diritti fondamentali.

    La direttiva ha suscitato critiche diametralmente opposte. Il risultato finale è stato giudicato da alcuni come un passo avanti nella tutela dei diritti umani, poiché la direttiva stabilirebbe delle norme che costituiscono un minimo comune denominatore, e soprattutto perché l’attuazione di tali norme è soggetta al controllo della Commissione e della Corte di Giustizia. Da molti altri è stato invece fortemente criticato proprio relativamente al riferimento ai diritti umani che, seppur sancito in diversi punti della direttiva, non sempre è stato tradotto in norme chiare, precise e incondizionate, ed è stato invece spesso diluito in formule vaghe ed ambigue.
    Hotspot

    L’Agenda europea sulla migrazione propone la creazione di “hotspot”, letteralmente “punto caldo”, cioè centri sulle frontiere esterne dell’Unione in cui si procederà a registrare i dati personali dei cittadini stranieri appena sbarcati, fotografarli e raccoglierne le impronte digitali entro 48 ore dal loro arrivo, eventualmente prorogabili a 72 al massimo. Nel caso in cui si rifiutino di farsi identificare saranno trasferiti nei Cie al fine di essere identificati e rimpatriati.

    Obiettivo fondamentale è l’identificazione e, quindi, la distinzione immediata tra quanti hanno diritto a fare domanda di protezione e chi invece va rimpatriato, i cosiddetti “migranti economici”, mettendo in discussione il principio fondamentale della necessaria valutazione delle motivazioni personali alla base di ogni singola domanda d’asilo. In sostanza, le forze dell’ordine procederanno

    Sono coinvolti sei porti: Pozzallo; Porto Empedocle; Trapani; Lampedusa, già attivo in via sperimentale; Augusta e Taranto. Anche la Grecia inizia a sperimentare il metodo hotspot.
    Hub

    Previsti dalla nuova Roadmap, ossia la tabella di marcia del Ministero dell’Interno, nella fase di prima accoglienza e concepiti come grandi centri a livello regionale e/o interregionale dove fare un primo screening dei migranti che abbiano espresso la volontà di richiedere protezione. Per la realizzazione di queste nuove strutture verranno riconvertiti i centri per richiedenti asilo (CARA) e i centri di prima accoglienza (CDA). In sostanza, una sorta di centro di smistamento dove le persone dovrebbero restare per poco tempo, per realizzare le operazioni di identificazione e formalizzazione della domanda di protezione ed essere poi trasferiti nei centri di seconda accoglienza, vale a dire nelle strutture della rete SPRAR. Non essendo definito un termine massimo di permanenza, il rischio è quello che si ripresentino le stesse incertezze presenti nell’attuale sistema di accoglienza.
    Principio di non-refoulement

    Il principio di non respingimento è un principio fondamentale del diritto internazionale: infatti, ai sensi dell’art.33 della Convenzione di Ginevra a un rifugiato non può essere impedito l’ingresso sul territorio né può esso essere deportato, espulso o trasferito verso territori in cui la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate.
    Per effetto della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, il divieto di refoulement si applica indipendentemente dal fatto che la persona sia stata riconosciuta rifugiata e/o dall’aver quest’ultima formalizzato o meno una domanda diretta ad ottenere tale riconoscimento.
    Il refoulement consiste, in sostanza, in qualsiasi forma di allontanamento forzato verso un paese non sicuro.
    Procedura di ricollocazione

    Prevista dalla nuova Agenda europea sull’immigrazione, la “relocation”, consiste nel trasferimento in Europa dei migranti richiedenti protezione arrivati in Italia, Grecia e Ungheria. Si tratta in sostanza di un meccanismo di selezione a cui possono aderire quelle persone in evidente necessità di protezione internazionale, appartenenti cioè a nazionalità il cui tasso di riconoscimento di protezione è pari o superiore al 75% sulla base dei dati Eurostat. In sostanza siriani, eritrei ed iracheni.

    In pratica, dagli hotspot, le persone che vengono selezionate per essere ricollocate vengono prima trasferite negli hubs dedicati, dove si valuta la compatibilità dei profili delle persone con le varie disponibilità di accoglienza degli Stati membri.
    Protezione internazionale

    Nell’ambito della normativa europea, per richiesta di protezione internazionale si intende la domanda che mira ad ottenere lo status di rifugiato o il riconoscimento di protezione sussidiaria. Fino alla decisione sulla richiesta di protezione internazionale, al richiedente viene rilasciato un permesso di soggiorno temporaneo. Ai fini del riconoscimento di una protezione internazionale devono sussistere gravi violazioni dei diritti umani fondamentali della persona.
    Protezione Sussidiaria

    Una delle forme di protezione che può essere riconosciuta dalla Commissione territoriale competente a una persona richiedente asilo, laddove non possa dimostrare di essere a rischio di persecuzione personale, ma rischi di subire un grave danno (condanna a morte, tortura, minaccia grave e individuale alla vita o alla persona di un civile derivante dalla violenza in situazioni di conflitto armato) per cui non può o non vuole avvalersi della protezione del suo paese. Il permesso di soggiorno per protezione sussidiaria ha una durata di 5 anni, è rinnovabile previa verifica della permanenza dei motivi per cui è stato rilasciato e consente, tra le altre cose, l’accesso allo studio, lo svolgimento di un’attività lavorativa e l’iscrizione al servizio sanitario.
    Protezione Umanitaria

    In concreto una forma residuale di protezione per quanti non hanno diritto al riconoscimento dello status di rifugiato, non hanno diritto alla protezione sussidiaria ma non possono essere allontanati dal territorio nazionale in condizioni di oggettive e gravi situazioni personali. Il permesso di soggiorno per motivi umanitari viene rilasciato dal questore a seguito di raccomandazione della Commissione territoriale in caso di diniego, qualora ricorrano “seri motivi” di carattere umanitario come ad esempio motivi di salute o di età, oppure vittime di situazioni di grave instabilità politica, di episodi di violenza o di insufficiente rispetto dei diritti umani, vittime di carestie o disastri ambientali o naturali, ovvero direttamente su richiesta del cittadino straniero.

    Ha una durata di 2 anni, è rinnovabile, e può essere convertito in permesso di soggiorno per lavoro.
    Regolamento Dublino III

    Il Regolamento Dublino III, entrato in vigore il 1 gennaio 2014, stabilisce, sulla base di alcuni criteri, quale Stato debba farsi carico della richiesta di asilo presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un Paese terzo o da un apolide. Il principio generale alla base del regolamento è che qualsiasi domanda di asilo debba essere esaminata da un solo Stato membro. La competenza per l’esame di una domanda ricade in primo luogo sullo Stato in cui il richiedente asilo ha fatto il primo ingresso nell’Unione europea, salvo eccezioni.
    Regolamento EURODAC (European Dactyloscopie)

    Il regolamento prevede un sistema informatico che gestisce una banca dati europea per il confronto delle impronte digitali dei richiedenti asilo e delle persone che hanno attraversato in maniera irregolare una frontiera esterna dell’Unione. Funzionale all’applicazione del regolamento di Dublino III, in quanto permette di determinare quale Paese è competente ad esaminare una richiesta d’asilo. In sostanza, i paesi dell’UE, attraverso il raffronto delle impronte raccolte nel sistema, possono verificare se un cittadino straniero, ha già presentato una domanda di asilo in un altro paese dell’UE o se è entrato irregolarmente nel territorio dell’Unione dalla frontiera esterna di un altro Stato membro.
    Reinsediamento europeo

    Introdotto dall’Agenda europea sull’immigrazione, il Programma di reinsediamento europeo prevede il trasferimento di persone in evidente bisogno di protezione internazionale da Paesi terzi – come la Turchia, il Libano, la Giordania – verso Stati membri dell’Unione. Il programma prevede il reinsediamento di 20.000 persone in due anni in tutti gli Stati membri secondo criteri di distribuzione come PIL, popolazione, tasso di disoccupazione e numero passato di richiedenti asilo e di rifugiati reinsediati. Il programma si basa comunque su una partecipazione volontaria da parte degli Stati membri.
    Richiedente asilo

    Il richiedente asilo è una persona che, fuori dal Paese di origine, presenta, in un altro Stato, domanda di protezione internazionale o comunque ha manifestato la volontà di chiedere asilo. Un richiedente rimane tale fino alla decisione delle autorità competenti sul riconoscimento dello status di rifugiato o di altra forma di protezione.
    SPRAR

    Il Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), la cosiddetta “seconda accoglienza”, è istituito dal Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Viminale e gestito dall’Anci (l’associazione dei Comuni italiani).

    Il richiedente, che lo richieda, che ha formalizzato la richiesta di asilo e non dispone di mezzi di sussistenza (si fa riferimento all’importo annuo dell’assegno sociale) è inserito nel sistema di accoglienza in centri di secondo livello. Oltre al vitto e alloggio, devono essere erogati servizi come la mediazione linguistica e culturale, corsi di lingua italiana, percorsi di formazione e professionali, orientamento e assistenza legale al fine di favorire l’integrazione. L’accoglienza è prevista per sei mesi, rinnovabili per altri sei ed è comunque garantita fino alla decisione della Commissione territoriale oppure, in caso di ricorso, fino all’esito dell’istanza sospensiva e/o alla definizione del procedimento di primo grado.
    Status di rifugiato

    Ai sensi della Convenzione di Ginevra è rifugiato colui che essendo perseguitato o temendo di essere perseguitato per motivi di razza, religione, cittadinanza, appartenenza ad uno specifico gruppo sociale o per le proprie opinioni politiche ha abbandonato il proprio paese non potendo o non volendo avvalersi della protezione di tale paese.

    La persona alla quale viene riconosciuto lo status ha diritto ad un permesso di soggiorno della durata di 5 anni, rinnovabile.
    Trattenimento/CIE

    Il trattenimento consiste in una privazione della libertà di cittadini stranieri per ragioni legate al loro status migratorio. Gli stranieri in condizione di ingresso o soggiorno irregolare e in taluni casi abbastanza usuali anche i richiedenti asilo sono trattenuti nei centri di identificazione ed espulsione (Cie) al fine di essere rimpatriati. Non si tratta dunque di strutture di accoglienza, ma di luoghi da cui le persone non possono uscire liberamente, veri e propri centri detentivi.

    Sette sono i Cie attualmente attivi in Italia: Torino, Roma, Crotone, Bari, Brindisi, Trapani, Caltanissetta. La Roadmap italiana prevede la riapertura dei Cie di Milano e di Gradisca. Il cittadino straniero può essere trattenuto al massimo fino a 90 gg, ridotti drasticamente da 18 mesi. Il trattenimento dei richiedenti asilo può durare fino a 12 mesi. Il legislatore lega la durata alla reale e tragica durata della prassi della procedura di richiesta asilo.
    Visto

    I cittadini di Paesi terzi devono essere in possesso di un visto all’atto dell’attraversamento delle frontiere esterne dell’Unione. Per visto turistico si intende un’autorizzazione rilasciata o decisione adottata da uno Stato membro che permette l’ingresso, per breve durata, nei Paesi dell’area Schengen al cittadino straniero che intenda soggiornare per motivi turistici e per un massimo di tre mesi su un arco temporale di 6 mesi.

    Il Regolamento (CE) n. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 20093, istituisce un codice comunitario dei visti (codice dei visti), stabilendo le procedure e le condizioni per il rilascio del visto di transito o per soggiorni di breve durata, non più di tre mesi, nel territorio degli Stati membri e degli Stati associati che applicano interamente l’acquis di Schengen.

    Il visto UE diventa unico venendo meno quindi la precedente distinzione tra visto di transito e visto di soggiorno.
    Lo Stato membro competente ad esaminare una domanda di visto è lo Stato membro meta unica o principale del soggiorno, ovvero lo Stato membro di ingresso nell’Unione, nel caso in cui non sia possibile stabilire la destinazione principale.

    http://openmigration.org/glossario
    #glossaire #italien #migrations #asile #réfugiés #Italie

  • LE MOUVEMENT #FUTURISTE DES ANNÉES #1920 ET #1930

    http://www.futurisme.net/mouvement.html
    consulté le 05/06/2018

    Durant les années 1920 et 1930, le mouvement futuriste #italien s’associe, en partie, au #fascisme. Il en émergera le #parti_politique_futuriste qui avait la capacité d’influencer la direction artistique de certains gros travaux, notamment en architecture.
    Plusieurs futuristes italiens ont soutenu le fascisme dans l’espoir de moderniser un pays divisé en temps de guerre. Comme les fascistes, ces futuristes étaient des #nationalistes italiens, des radicaux, des admirateurs de la violence, et étaient opposés à la démocratie parlementaire.

    Marinetti fonde en 1918 le #Parti_politique_futuriste (#Partito_politico_futurista) qui fut absorbé en 1919 par Benito Mussolini, faisant de Marinetti l’un des principaux membres du #Parti_national_fasciste. S’il s’oppose aux institutions existantes et quitte le congrès en 1920, il soutient cependant le fascisme jusqu’à sa mort en 1944. Grâce à sa proximité avec le pouvoir de Mussolini, le #futurisme dispose d’une grande liberté d’action et effectue un travail important, notamment en architecture. Marinetti échoua cependant à faire du futurisme l’art officiel de l’État fasciste, en raison du désintérêt de Mussolini pour l’art, ce qui l’amena à donner son patronage à de nombreux style et mouvements dans un but politique : afin de s’assurer de la fidélité des artistes. Accepté dans les premières années du fascisme, le futurisme fut condamné par Mussolini en 1930 par l’Italie de « l’#art_dégénéré ». Il faut cependant reconnaître que le futurisme n’était pas exclusivement lié au fascisme : certains artistes futuristes s’opposaient radicalement à ce régime, mais également à la direction artistique et politique de Marinetti.

    Mon commentaire sur cet article :
    Ici, c’est le concept d’« art dégénéré » qui nous intéresse. On observe en effet que, si elle censure fortement l’art, la dictature ne le condamne cependant pas : si l’art peut véhiculer des idéaux de liberté et de justice, il peut aussi être utilisé en tant qu’arme politique au service de la propagande. Dans le cas du futurisme, l’art permet en effet la diffusion des idées fascistes, même si les artistes fascistes qui appartenaient à ce mouvement véhiculaient ces idées par conviction et par souci artistique, non en tant que propagande comme c’est le cas de l’art dégénéré.

  • Flüchtlinge: Israel einigt sich mit UNHCR auf Umsiedlung von Afrika...
    https://diasp.eu/p/6955000

    Flüchtlinge: Israel einigt sich mit UNHCR auf Umsiedlung von Afrikanern

    Statt Tausende Afrikaner abzuschieben, will Israels Regierung sie nun nach eigenen Angaben umsiedeln. Zu den Aufnahmeländern zählen demnach auch Deutschland und Italien.

    #ausland #flüchtlinge #israel #unhcr #umsiedlung #afrikaner #regierung #angaben #aufnahmeländer #deutschland #italien #news #bot #rss

  • Polémique en #Croatie : #Rijeka - #Fiume, vers le retour du #bilinguisme ?

    Rijeka va-t-elle réintroduire les panneaux en italien, 65 ans après leur disparition ? La question agite la capitale du #Kvarner depuis plusieurs semaines. Cette proposition, à l’occasion du rendez-vous Rijeka – Capitale européenne de la Culture 2020, réveille d’épineuses questions identitaires. Reportage.

    https://www.courrierdesbalkans.fr/Croatie-Rijeka-Fiume-vers-un-retour-du-bilinguisme
    #langues #italien

  • Vocabolari bilingue per imparare l’italiano

    Negli ultimi anni in tutte le biblioteche interculturali è cresciuta molto la richiesta di vocabolari in Tigrino, Farsi, Somalo nonché in altre lingue. Sul mercato dei libri italiani e francesi però non esiste ancora un’offerta valida che risponda a questo bisogno. Interbiblio ha pertanto deciso di creare i vocabolari necessari. Interbiblio ha scelto di prendere a modello il vocabolario tedesco-somalo «#Bishara» di #Mahamud_Geryare. È realizzato in modo adeguato e contiene i concetti più importanti come pure frasi tratte dalla vita di tutti i giorni.

    http://www.interbiblio.ch/it/servizi/imparare-l-italiano

    #italien #tigrino #somalo #farsi #dictionnaire #apprendre_l'italien

    @wizo, semmai vuoi apprendere Tigrino, Farsi o Somalo...

  • Teilerfolg von Uber in Italien | heise online
    https://www.heise.de/newsticker/meldung/Teilerfolg-von-Uber-in-Italien-3726932.html

    28.05.2017
    Das Verbot aller Uber-Dienste in Italien hat das Berufungsgericht in Rom jetzt eingeschränkt, es lässt Uber Black in ganz Italien zu.

    Nachdem im April von einem Turiner Gericht alle angebotenen Uber-Dienste in Italien verboten wurden, hat das Berufungsgericht in Rom jetzt zumindest das Verbot für den unter „Uber Black“ angebotenen Service zurückgezogen. Diese Dienstleistung „Mietwagen mit Fahrer“, allgemein auch Luxus- oder Limousinenservice genannt, darf weiterhin in ganz Italien sehr zum Unwillen der italienischen Taxifahrer angeboten werden.

    Allerdings bleiben die für Taxifahrer weit problematischeren Dienste Uber Pop und Uber X verboten. Uber Pop vermittelt Fahrten an Privatpersonen ohne Personenbeförderungsschein und Uber X an professionelle Fahrer mit entsprechenden Papieren. In Deutschland ist Uber Pop ebenfalls verboten, über Uber X , wie es derzeit in Berlin angeboten wird, wird noch gestritten. Das hiesige Verfahren zu Uber Black hatte der Bundesgerichtshof an den Europäischen Gerichtshof weitergeleitet, wo auch bereits eine Klage von einem spanischen Taxiverband anhängig ist. EuGH-Gutachter hatten die Dienste als Taxi-Service eingestuft, ein Urteil wird für Ende des Jahres erwartet.

    #Uber #Taxi #Italien

  • Kampf gegen Schlepper: Libyscher General droht Italien (http://www....
    https://diasp.eu/p/5851721

    Kampf gegen Schlepper: Libyscher General droht Italien

    Italien schickt Marineschiffe vor die Küste Libyens, um Schlepper zu stoppen. Ein einflussreicher libyscher Befehlshaber hat angekündigt, die Italiener zu stoppen.

    #schlepper #italien #ausland #kampf #libyscher #general #marineschiffe #küste #libyen #befehlshaber #italiener #news #bot #rss

  • Bankenrettung: Lasst die Banken nicht riesig werden (http://www.zei...
    https://diasp.eu/p/5809885

    Bankenrettung: Lasst die Banken nicht riesig werden

    Die neusten Rettungsaktionen in Italien führten dazu, dass große Institute noch größer wurden. Das verschärft die Probleme des Bankensektors. Dabei gäbe es eine Lösung.

    #wirtschaft #bankenrettung #lasst #banken #rettungsaktionen #italien #institute #probleme #bankensektor #lösung #news #bot #rss

  • 24.03.2017: Taxifahrerstreik (Tageszeitung junge Welt)
    https://www.jungewelt.de/artikel/307717.taxifahrerstreik.html

    Im Kampf gegen den US-Fahrdienstleistungsvermittler Uber sind Taxifahrer in ganz Italien in einen Ausstand getreten. Der Streik begann um 8 Uhr am Donnerstag und sollte bis 22 Uhr dauern. In Rom fand zudem eine Demonstration vom Kollosseum zum Platz Madonna di Loreto statt. Die Chauffeure protestieren gegen das US-Unternehmen sowie eine geplante Gesetzesänderung, in der sie eine Deregulierung des Sektors sehen. Bereits Ende Februar waren die Fahrer in einen »wilden Streik« getreten, damals nahmen sie nur noch Notfallfahrten für behinderte Menschen an. (

    #Taxi #Italien #Uber

  • Les Italiens et la #Suisse, une histoire d’amour qui était pourtant mal partie

    Eh oui, les « Italiens sont de retour » en Suisse. Une nouvelle vague d’immigration qui vient s’ajouter à une communauté italienne plus ancienne désormais bien établie. Qui a trimé, souffert de la #xénophobie. Mais dont l’#intégration est aujourd’hui citée en exemple.


    http://www.swissinfo.ch/fre/les-italiens-et-la-suisse--une-histoire-d-amour-qui-%C3%A9tait-pourtant-mal-partie/42501920
    #histoire #migrations #Italie #migrants_italiens #italiens

  • Chi fabbrica le armi e chi le acquista?
    http://visionscarto.net/chi-fabbrica-le-armi

    Titolo: Chi fabbrica le armi e chi le acquista? Parole chiave: #armi #conflitti #guerra #Russia #Stati_Uniti_d'America #Cina #Francia #Europa Pubblicazioni: Questa carta è stata presentata alla conferenza Planetary Security Conference all’Aia, nei Paesi Bassi (2-3 novembre 2015). Autore: Philippe Rekacewicz Data di creazione: 2015. Traduzione: Cristina Del Biaggio

    #Collezione_cartografica

  • Gli orrori di #Boko_Haram che non fanno notizia

    Una nuova mattinata di orrori ha insanguinato oggi la Nigeria. Trentadue tra uomini, donne e bambini trucidati, ottanta feriti, tutti mutilati, vittime dei terroristi islamici del gruppo nigeriano Boko Haram che si aggiungono alle oltre 6600 del 2014, quasi l’80 per cento civili. Ma il mondo non ne parla.


    http://www.huffingtonpost.it/antonella-napoli/gli-orrori-di-boko-haram-che-non-fanno-notizia_b_8590062.html
    #Nigeria

  • Drehorgeln von Bacigalupo aus Berlin
    http://www.drehorgelinfo.de/drehorgelbau/bacigalupo.html

    Weltberühmt sind die Drehorgeln von Bacigalupo aus Berlin. Dabei handelt es sich nicht nur um eine Firma, sondern mehrere Familienmitglieder die aus Italien kamen und mit weiteren Landsleuten in unterschiedlichen Werkstätten Drehorgeln bauten und reparierten. Hier haben wir die Familien vorgestellt und nach den Jahreszahlen geordnet. Nur aufgrund der bescheidenen Lebensweise war es möglich für die armen Drehorgelspieler bezahlbare und dabei recht attraktive Instrumente zu bauen, die heute zu den begehrten Sammlerstücken gehören.
    ...

    1847 wurde Giovanni Battista Bacigalupo in Modena Italien geboren (4.12.1847). Er starb 1914 in Berlin. Mit etwa 10 Jahren verließ er seine Heimat und ging zunächst nach Paris und erlernte bei Ludovico Gavioli das Orgelhandwerk. Später arbeitete er bei Chiappa in London, England.

    1867 kam er nach Deutschland. In Hamburg reparierte er bereits Musikinstrumente, so auch Drehorgeln.

    1873 zog es ihn nach Berlin, wo er ebenfalls an Musikinstrumenten arbeitete.

    1879 gründete Giovanni Battista Bacigalupo mit Chiaro Frati die Firma „Frati und Co.“ in der Buchholzer Str. 1. Viele Instrumente aus jener Zeit sind bis heute erhalten geblieben. Es sind vor allem Drehorgeln mit 33 Tonstufen, die als Harmonipan- oder Violinopan-Drehorgeln in den Handel kamen.

    1889 Am 23.7.1889 wurde Giovanni Bacigalupo in der Schönhauser Allee 74 geboren.

    1890 verkaufte Chiaro Frati seine Geschäftsanteile an Julius Jacobi und zog nach Italien.

    1891 gründete Giovanni Battista Bacigalupo mit dem Orgelbauer Giuseppe Cocchi und dem Gastwirt Antonio Graffigna eine neue Firma unter dem Namen „Cocchi, Bacigalupo und Graffigna“ in der Schönhauser Allee 78. Diese drei Italiener führten den Betrieb bis zum Jahre 1903. In diesem Betrieb arbeiteten zeitweise bis zu 50 Mitarbeiter. Es waren Tischler, Drechsler, Schlosser, Dreher, Gürtler (fertigten die Cornetts aus Messing für die Cornettino-Orgeln), Bildermaler, Orgelbauer, Pfeifenmacher, Walzenarrangeure, Walzenzeichner und Walzenstifter. Die Instrumente dieser Firma wurden auf internationalen Ausstellungen gezeigt. Graffigna organisierte den Verleih der Drehorgeln.

    1896 trat Giusppe Cocchi mit seinem Sohn John aus der Firma aus und gründete in der Lychener Str. 2/3 ein eigenes Unternehmen.

    1903 löste sich die Fima „Cocchi, Bacigalupo und Graffigna" auf.

    1903 gründete Giovanni Battista Bacigalupo mit seinen beiden älteren Söhnen Louis und Giuseppe die Orgelbaufirma „Bacigalupo und Co." an gleicher Stelle in der Schönhauser Alleee 78. Dieses Unternehmen existierte leider nur zwei Jahre.

    1905 Eröffnete Giuseppe Bacigalupo (Spitzname „Klumpfuß“) seine Werkstatt unter dem Namen „G. Bacigalupo“ in der Schönhauser Alleee 79. Somit gab es in der Schönhauser Allee jetzt zwei Firmen mit dem Namen Bacigalupo in unmittelbarer Nachbarschaft! Dies erklärt auch den Aufdruck auf der ersten Seite des Firmenkataloges: "Ersuche genau auf die Hausnummer zu achten, früher im Nebenhause in den alten Räumen der Firma „Cocchi, Bacigalupo und Graffigna“. Giuseppe Bacigalupo arbeitete dort bis zu seinem Tod im Jahre 1921.

    1907 wanderte Louis Bacigalupo nach Amerika aus und überließ die Werkstatt in der Waldstr. 43 seinem jüngeren Bruder Giovanni Bacigalupo jun. Dieser führte die Firma zusammen mit seinem Schwager Lino Gattorna weiter, während sich Giovanni Battista Bacigalupo aus dem Drehorgelbau zurückzog und mit seiner Frau Rosa eine Gastwirtschaft in der Beusselstraße in Berlin Moabit betrieb.

    1908 zog die Firma „Bacigalupo Söhne“ (Inhaber (Giacomo) Giovanni Bacigalupo jun. und Lino Gattorna) in die Schönhauser Allee 74.

    1912 Umzug der Firma „Bacigalupo Söhne“ in die neuen Gewerberäume in der Schönhauser Allee 74a.

    1920 Konkurs der Firma „Cocci. Bacigalupo und Graffigna“

    1921 Nach dem Tod von Giuseppe Bacigalupo im Jahre 1921 übernahm sein Sohn Giovanni (nicht zu verwechseln mit Giovanni Bacigalupo jun., Sohn von Giovanni Battista Bacigalupo) die Firma und führte diese bis zu seinem Tod im Jahre 1934. Sein Nachfolger war Luigi Bacigalupo.

    1933 trat Lino Gattorna aus der Firma aus und gründete für kurze Zeit eine eigene Firma in der Kopenhagener Str. 72.

    Bacigalupo
    https://de.wikipedia.org/wiki/Bacigalupo

    Drehorgelfabrik Bacigalupo
    http://www.gedenktafeln-in-berlin.de/nc/gedenktafeln/gedenktafel-anzeige/tid/drehorgelfabrik-baci

    Die Drehorgel-Dynastie
    http://www.prenzlauerberg-nachrichten.de/kultur/kulturnachrichten/_/die-drehorgel-dynastie-17354.html

    Wer die Geschichte der Italiener in Prenzlauer Berg erzählen will, kommt um ein Kapitel nicht herum: Das legendäre Familienunternehmen der Drehorgelbauer Bacigalupo.

    Museum Pankow/Objektsammlung/Beispiele/Teil4 - Berlin.de
    Firmenschild „Orgelfabrik Inh. G. BACIGALUPO“
    http://www.berlin.de/ba-pankow/museumsverbund/archiv/objekte/beispiele4.html

    Datierung: um 1920 (?)
    Herkunft / Fundort: Hauseingang Schönhauser Allee 72 (ehem. 79)
    Material: Glas, Metall
    Farbe: schwarz, rot, weiß, grau
    Datum des Erwerbs: 1997
    Art des Erwerbs: Schenkung nach Anbringung eines Ersatzschildes
    Beschreibung: Hinterglasmalerei
    historische, regionale Bezogenheit / individuelle Geschichte:
    Nachdem Giovanni Battista Bacigalupo (1847-1914) in London die Kunst des Drehorgelbaues erlernt hatte, beteiligte er sich ab 1879 an der ersten Firma in Berlin, die mechanisch-pneumatische Musikwerke herstellte.
    Später gründete er in der Schönhauser Allee 78 eine Firma, die schon seinen Nahmen beinhaltete.
    1903 wurde diese aufgelöst und im gleichen Jahr und an gleichem Orte gründete er mit seinen Söhnen Luigi Marco, genannt „Louis“, (1872-1959) und Giuseppe Carlo Luigi (1875-1921) das Unternehmen Bacigalupo & Co.. 1905 trennten sich die Brüder. In der Schönhauser Allee 79 wurde bis 1967 die Drehorgelfabrikation von Giuseppe Carlo Luigi Bacigalupo, Giovanni junior (1896-1934) und dem Schwiegersohn Luigi (1895-1967) fortgesetzt.
    Louis und der dritte Bruder Giacomo Giovanni Bacigalupo (1889-1978) zogen mit ihrer Firma nach Moabit. 1907 wanderte Louis nach Amerika aus und überließ dem Bruder seinen Anteil. Giacomo Giovanni Bacigalupo zog 1908 in die Schönhauser Allee 74, schließlich 1912 in die Schönhauser Allee 74a, wo er seine Firma bis 1975 leitete. Von dieser Adresse stammt das Firmenschild.
    Museum Pankow Erfassung: 2000

    Die Geschichte des Drehorgelbaus in Berlin
    http://www.internationale-drehorgelfreunde-berlin.de/berliner-drehorgelbau

    Seit über 200 Jahren werden in Deutschland, vor allem aber in Berlin, Drehorgeln gebaut. Kummer war der erste namentlich bekannte Drehorgelbauer in Berlin. Seine Werkstatt befand sich am Spittelmarkt Nr. 4. Es folgten die Werkstätten Frati, Bacigalupo, Holl, Gröseling, Hilger und Töpfer. Am bekanntesten ist der Name Bacigalupo, denn fast 100 Jahre sorgten Familienmitglieder in der Schönhauser Allee in verschiedenen Werkstätten für den Bau und Reparatur dieser Instrumente. Mit der Einführung der Rundfunkgeräte wurden die Drehorgeln aus dem Straßenbild immer mehr verdrängt. In bescheidenen Stückzahlen wurden bis 1977 in der Werkstatt von G. Bacigalupo Drehorgeln repariert. Kurz vor seinem Tod verkaufte er einen Teil seiner Werkstatt wie auch die Notenstanzmaschinen an seinen inoffiziellen Firmennachfolger Curt Baum in Hamburg. Ein Teil der Firmeneinrichtung ging an „Siegfrieds Mechanisches Musikkabinett“ (Inh. Siegfried Wendel) nach Rüdesheim. Die Reste der Werkstatt übernahmen die Internationalen Drehorgelfreunde Berlin e.V., die alles in einem Berliner Museum den Interessenten der Drehorgelmusik präsentieren wollen.

    Quelle: Dr. Dietmar Jarofke , Anleitung für Drehorgelspieler, ISSN 0940-466-X ).

    Die Familie Bacigalupo
    http://www.kalenderprenzlauerberg.de/themen/januar-die-bacigalupos

    Italienische Zuwanderung im 19. Jahrhundert

    Ein Name mit Weltruhm

    Rund 7.000 Instrumente wurden von den Bacigalupos gebaut und in die ganze Welt verkauft, der Prenzlauer Berg war das Zentrum des deutschen Drehorgelbaus. Die höchsten Stückzahlen erreichten die Leierkästen, die man nicht nur kaufen, sondern auch gegen eine Gebühr ausleihen konnte. Damit zogen die Musiker durch die Berliner Hinterhöfe, spielten für die Anwohner und hofften auf einige Pfennige, die ihnen zugeworfen wurden. Die Drehorgelmusik war ein Teil des Alltags der großstädtischen Arbeiterbevölkerung, Drehorgeln gehörten zum Straßenbild Berlins, heute treten Leiermänner nur noch an touristischen Brennpunkten und auf Festen auf.

    Literaturhinweise

    Franzkowiak, Anne: Mechanische Musikinstrumente. Vom Salon in die Kneipe, Berlin, 2011 Klein, kompakt, informativ, mit Hörbeispiele auf CD

    Italiener in Prenzlauer Berg. Spurensuche vom Kaiserreich bis in die Gegenwart, hrsg. vom Kinder & JugendMuseum im Prenzlauer Berg, Berlin, 1997 Sehr spannend, nicht nur zur Familie Bacigalupo.

    Willy Römer. Leierkästen in Berlin 1912-1932, Edition Photothek 1, Hrsg. Diethard Kerbs, Berlin, 1983 Schon älter aber tolle Bilder.

    Heinz Nerger. Drehorgelspieler der alten Schule. Annäherung an ein Berliner Original, Hrsg. Museum Pankow, Berlin, 2012

    Alles über Latschenpaule und seine Zeit

    Falanga, Gianluca: Italien in Berlin, Berlin, 2006 Das Standardwerk

    Musikaliensammlung | Stiftung Stadtmuseum Berlin
    http://www.stadtmuseum.de/sammlungen/musikaliensammlung

    Die Vorführung der mechanischen Musikinstrumente wird jeden Sonntag um 15 Uhr im Märkischen Museum angeboten. Darüber hinaus sind auch Sonderführungen durch den Ausstellungsraum Automatophone möglich.

    #Berlin #Drehorgel #Leierkasten #Geschichte #Italien

  • « L’art de la joie » de Goliarda Sapienza
    http://www.franceinter.fr/emission-lheure-des-reveurs-lart-de-la-joie-de-goliarda-sapienza

    Goliarda demeure une auteure méconnue jusqu’à cette rencontre inattendue, entre ce texte et Nathalie Castagné, traductrice d’italien. Coup de théâtre, coup de cœur, Nathalie Castagné est saisie par ce qu’elle lit. Elle n’hésite pas une seconde : il faut traduire ce livre à tout prix et arracher Sapienza Goliarda à l’oubli. A sa sortie en France, c’est un succès extraordinaire. C’est la consécration. L’art de la joie a sorti Sapienza Goliarda de l’ombre. Jusqu’à 21H, c’est le récit de cette belle aventure avec Nathalie Castagné, la traductrice de Goliarda, celle à qui l’on doit la découverte en France de cette auteure tragique et magnifique. Source : L’Heure des (...)

  • Le débat sur les langues en quinze questions : arguments, faits et chiffres

    Mesdames et Messieurs, chères et chers collègues et amie-e-s,

    J’ai le plaisir de vous signaler la mise en ligne ce 12 septembre d’un texte qui tente de faire, en quinze points, un tour d’horizon résumé des questions fréquemment soulevées ces temps-ci dans le cadre du débat sur l’#enseignement_des_langues en #Suisse.

    Ce petit fascicule, sous le titre « Le débat sur les #langues en quinze questions : arguments, faits et chiffres », peut être téléchargé gratuitement sur le site de l’Observatoire Économie-Langues-Formation.

    Il ne s’agit pas d’un texte scientifique, mais plutôt d’un texte politique, même si chaque proposition s’appuie sur des arguments et des données précises. Il me semblait en effet utile, dans un débat où les idées souvent s’entremêlent et où les clichés ne sont parfois pas très loin, de tenter d’aborder conjointement les aspects socio-politiques, économiques et pédagogiques.

    À chaque question, on propose d’abord une réponse en trois lignes, de sorte que le tout peut être parcouru rapidement ; la réponse brève est néanmoins suivie d’une réponse plus circonstanciée sur deux ou trois pages.

    Tout en vous souhaitant bonne réception de ce courriel, je vous prie de recevoir, Mesdames et Messieurs, chères et chers collègues et ami-e-s, mes salutations les meilleures.

    François Grin

    Pour télécharger le document :
    http://www.unige.ch/traduction-interpretation/recherches/groupes/elf/news/debat-langues-quinze-questions/Le-debat-sur-les-langues-en-Suisse.pdf
    cc @simplicissimus