• Amazon : les arnaques sur Kindle Unlimited n’en finiront donc jamais
    https://www.actualitte.com/article/lecture-numerique/amazon-les-arnaques-sur-kindle-unlimited-n-en-finiront-donc-jamais/89583

    Rémunérer les auteurs à la page... quelle connerie !

    La méthode est connue : Kindle Unlimited rémunère au nombre de pages lues, mais par un problème informatique – et toujours pas résolu ! – la firme n’est pas en mesure de calculer les pages, juste de situer l’endroit du livre où se trouve le lecteur. Et par conséquent, en déduit le nombre de pages lues, et la rémunération en conséquence.

    L’objectif est donc simple : créer des ebooks avec 3000 pages, et faire passer le lecteur de la page 1 à 3000 en une fraction de seconde. Rusé, non ?

    Amazon vient de préciser deux ou trois éléments sur le mode de calcul de ces fameuses pages lues, jurant qu’il travaille « régulièrement pour améliorer la fidélité du système KENPC, qui mesure le nombre de pages lues ». Comment expliquer que le Kindle Edition Normalized Page Count ne soit pas plus fonctionnel, dans ce cas ? Mystère.

    Dans la grande majorité des cas, indique Amazon, KENPC dans sa version 3 enregistre les pages lues « avec un haut degré de précision ». Cependant, pour « quelques cas restants, tels que les appareils très anciens, nous utilisons plusieurs processus et technologies (manuels et automatisés), pour mesurer avec précision les pages lues ».

    Autrement dit, quand c’est trop vieux, ça marche moins bien – message sous-jacent : n’oubliez pas de vous procurer les derniers appareils de lecture de la firme.

    En somme, aucune explication probante, et aucune remise en cause de la part du cybermarchand. Au contraire, en fait, les escrocs savent désormais que tout un vieux parc de machines de lectures les attend pour continuer leurs petites manipulations. Il faudra attendre, et attendre encore, que tout le monde ait renouvelé ses outils de lecture.

    Pour mémoire, Amazon abonde un fonds chaque mois, pour payer les auteurs indépendants et les éditeurs qui alimentent le catalogue. Au niveau mondial, il s’élève pour le mois de mai à 19 millions €.

    « De plus, nous allons à nouveau distribuer des bonus “KDP Select All-Stars” aux auteurs et aux titres les plus lus aux États-Unis, au Royaume-Uni et en Allemagne pour le mois de mai. Pour octroyer ces bonus, nous nous baserons sur le total des Pages normalisées de l’édition Kindle (KENP) lues au cours du mois. Nous récompenserons également les livres illustrés pour enfants avec de nouveaux bonus qui seront attribués aux 100 albums les plus lus aux États-Unis et aux 25 meilleurs titres au Royaume-Uni », indique la firme.

    #Amazon #Kindle #Droits_auteurs



  • Richard Stallman e il compagno smartphone - l’Espresso
    http://espresso.repubblica.it/visioni/tecnologia/2016/08/08/news/richard-stallman-e-il-compagno-smartphone-1.279873?ref=HEF_RULLO

    A tutti gli agenti dell’#Nsa e dell’Fbi impegnati a leggere questa mail: in nome della Costituzione americana mi appello a voi affinché seguiate l’esempio di #Edward_Snowden». L’originale inciso in capo alla mail rivela le attitudini politiche e comunicative di Richard Stallman, attivista e intellettuale newyorkese capofila del movimento per il software libero: «Ci troviamo tutti implicati nostro malgrado in un perfetto panopticon tecnologico», spiega il padre del copyleft: «La sorveglianza digitale di massa è ormai un fenomeno globale».

    Stallman, una laurea in fisica ad Harvard e altre nove “honoris” causa sparse per il globo, persegue con tenace coerenza la sua filosofia: l’unica opposizione efficace alla violazione dei diritti nel Web è il ricorso a programmi non proprietari, liberi di essere studiati, modificati, copiati e ridistribuiti. «Laddove tutto questo è vietato», sostiene il presidente della Free Software Foundation, «siamo di fronte a software in grado di reperire informazioni dal nostro computer e dalla nostra vita privata».

    Assistiamo a una mediatizzazione sempre più pervasiva delle nostre esistenze. Da un lato smartphone e computer hanno rotto il monopolio dei mezzi unidirezionali come la televisione, dall’altro sembrano diventati imprescindibili per le nostre esistenze.
    «La democrazia e le libertà individuali sono a repentaglio ugualmente. Avere un cellulare oggi significa essere costantemente sotto la minaccia della tracciabilità. E non solo. Ogni dispositivo ha una backdoor universale comandabile da remoto che può trasformare in qualsiasi momento il nostro microfono in un registratore permanente. Anche se non stiamo parlando al telefono o ad apparecchio spento. È quello che ho chiamato “ #Stalin’s_dream ”, il sogno di Stalin. L’unica soluzione è usarli il meno possibile. Una democrazia che si rispetti sa tutelare i suoi cittadini, a partire dai suoi dissidenti».

    Lei si è apertamente schierato contro i più grandi colossi dell’hi-tech come #Apple e #Microsoft. Che cosa imputa a queste compagnie?
    «Innanzitutto impediscono l’accesso ai codici sorgenti dei loro programmi ostacolando qualsiasi cambiamento. Per me i prodotti Apple si dovrebbero chiamare tutti “ #iPrison ”, in quanto minano alla base le libertà informatiche dal momento che accettano solo programmi sviluppati esclusivamente dalla compagnia. Ogni foto o video prodotto su un dispositivo Apple finisce immediatamente sui server della compagnia. Il livello di censura è allarmante: una applicazione di nome Metadata+ che svelava informazioni sugli attacchi nel mondo da parte dei droni statunitensi è stata bloccata per ben cinque volte. Lo stesso avviene su servizi che riguardano il diritto all’aborto o l’occupazione dei Territori palestinesi. La Microsoft ha inserito intenzionalmente su Windows dei bug e backdoor per modifiche unilaterali a distanza. Per non parlare del controllo che esercita: #Windows 10 ha per esempio tredici schermate di opzioni sulla sorveglianza di difficilissima disattivazione. Ognuna di queste compagnie produce #software intenzionati a captare informazioni ai propri utenti. Ricorrere ai software liberi è sempre più urgente».

    Le sue critiche non hanno risparmiato neanche #Amazon e la tecnologia e-book.
    «I #Kindle sono diventati un buon indice del livello toccato da queste compagnie che in nome dei principi neoliberisti hanno perso ogni scrupolo. Se per usufruire di un libro non avevi bisogno di alcuna tecnologia segreta, né firmare alcun contratto, né essere identificato o dare informazioni su quali sono le tue letture, con gli e-book s il mondo si è rovesciato. Non puoi prestare un file né tanto meno rivenderne uno “usato”. Ma soprattutto sei costretto ad usare carta di credito e pertanto a essere tracciato. Come su Amazon e nell’e-commerce in genere».

    Esistono delle contromisure per garantire la propria privacy?
    «Innanzitutto non dare mai informazioni e dati personali a siti Web. Non uso la carta di credito se non per acquistare biglietti aerei, sempre su browser liberi come Tor in grado di rispettare l’anonimato. Accetto solo cookies temporanei e i siti che non rispettano le mie condizioni, semplicemente li evito. Come del resto Facebook: la sua unica funzione è quella di raccogliere dati sulla nostra vita e le persone che ci circondano. Il sogno di ogni agenzia di spionaggio. Scoraggio chiunque a postare foto mie e di altre persone, è il modo più semplice per rintracciarne la posizione. Non ricorro mai al cloud computing (immagazzinamenti on line della memoria, ndr). Anche se detesto questa terminologia, non affido a nessuno la mia memoria elettronica: consegnarla ad un esterno significa consentirne l’accesso perenne».

    Veniamo alla politica. In Italia c’è il Movimento 5 Stelle che nasce dalla Rete inseguendo il sogno di una democrazia diretta basata sul voto on line. Che cosa ne pensa?
    «Non affiderei per nessuna ragione al mondo qualsiasi consultazione elettorale a un computer o a software informatici. Negli Usa questa tentazione sta prendendo piede e ne sono fondamentalmente preoccupato. Per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle ho criticato con veemenza il ricorso a programmi proprietari come Meetup e l’uso di tablet delle grandi compagnie. Se vuoi batterti seriamente per la libertà, il primo passo per un partito sviluppatosi attraverso Internet è la coerenza negli strumenti a cui ricorri».

    Nelle scorse settimane gli Stati Uniti sono stati scossi dal ritorno di un acceso scontro razziale. L’ennesimo assassinio di un afroamericano trasmesso in diretta su Facebook, l’attentato di Dallas e infine le proteste del gruppo Black Lives Matter con arresti di massa tra i manifestanti...
    «È paradossale che da un prodotto come #Facebook per cui nutro un profondo disaccordo nasca una denuncia così costruttiva. Credo che questa però sia una battaglia tutta politica, una guerra alla povertà. Non è solo razzismo, abbiamo una parte consistente di poliziotti violenti che si protegge credendosi al di sopra della legge. Credo che oggi essere un poliziotto inteso come pubblico ufficiale negli States sia eroico. In Italia dovreste ricordare quanto successo al G8 di Genova. Solo un’esigua minoranza denuncia i soprusi. A questa violenza repressiva di sistema si aggiunge una discriminazione politica. Seguendo le politiche neocon di non tassazione dei ricchi, si mira a colpire i più deboli. Che in molti casi non hanno accesso al voto dal momento che l’id card (la carta d’identità che garantisce l’accesso al voto, ndr) ha costi in termini di tempo e denaro inaccessibili per molti. Infine la presenza massiccia di armi acuisce la gravità degli abusi e delle reazioni di protesta. Condanno nel modo più totale le risposte violente e gli omicidi di poliziotti, ma l’equazione tra violenza della repressione e violenza dell’oppresso resta per me inaccettabile».

    Tutto questo potrebbe avere una ricaduta sulle elezioni di novembre in un contesto internazionale incandescente, tra guerre, terrorismo globale e fenomeni d’immigrazione che suscitano reazioni di chiusura.
    «Ero un acceso sostenitore di Bernie Sanders. Hillary Clinton e Donald Trump, come del resto Obama, appartengono alla stessa categoria. Siamo in piena plutocrazia, comandano i miliardari. Basti pensare al disastro della guerra in Iraq e all’alleanza ingiustificabile con quella che io chiamo “Arabia Salafita” (Arabia Saudita, ndr) che propaga la Sharia, senza rispetto per i diritti umani. Obama, nonostante abbia evitato guerre aperte, ha perseverato nell’usare i droni che fanno molte vittime civili; sarebbe più intelligente bombardare Daesh in campo aperto sovvenzionando le forze locali. Ah, smettiamo di chiamarlo “Stato Islamico”, non rappresenta in alcun modo il variegato mondo musulmano, prima vera vittima del terrorismo. Per il futuro sono molto pessimista: in qualche decade, tra guerre e riscaldamento globale, non so ipotizzare quali saranno le conseguenze di fronte ai milioni di rifugiati in fuga alla ricerca delle più banali forme di sopravvivenza».

    #Richard_Stallman #open_source #privacy


    • ha ha ! trop drôle ! ça me rappelle mon début de carrière, au milieu des années 1980, un éditeur que je ne nommerai pas m’avait proposé de me payer... au nombre de cm2 que je couvrais dans le livre :)


  • Le jardin ferme, il n’était pas ouvert | Carnet de notes
    https://n.survol.fr/n/le-jardin-ferme-il-netait-pas-ouvert

    Il suffira qu’un jour vous ayez envie d’aller à la concurrence… Vous ne pourrez y transférer aucun livre sous #DRM #Kindle.

    Une prison dorée, c’est pratique, agréable, mais c’est une #prison quand même. Plus on y reste, plus il est coûteux d’en sortir.

    #ebook


  • Non, on ne mémorise pas moins bien sur Kindle que sur papier !
    http://lafeuille.blog.lemonde.fr/2014/09/12/non-on-ne-memorise-pas-moins-bien-sur-kindle-que-sur-papier

    Récemment, une étude a fait le tour de la presse internationale (Guardian, New York Times, Rue89...) et j’étais un peu énervé de la synthèse qui en était faite, qui semblait un nouveau pavé dans la mare du sempiternel débat autour de l’électronique et du papier... En fait, le constat qu’on mémorise moins bien au format numérique qu’au format papier me semble si éloigné de la réalité des pratiques et des constats des experts (« Quand on observe de près les effets des écrans sur le cerveau, on constate que le support informatique ne change pas grand-chose à la lecture » dit Stanislas Dehaene), que j’ai voulu en savoir plus.

    Xavier de la Porte sur la même étude jeudi 11 :
    http://www.franceculture.fr/emission-place-de-la-toile-place-de-la-toile-2014-09-11

    #Cognition #Corps_humain #Design #EBook #Kindle #Lecture #Liseuse #Livre #Livre_électronique #Numérique


  • Des #livres, des lecteurs, des lectures

    #Anne_Mangen, chercheuse de l’université de Stavanger, a mené une expérience pour évaluer la manière dont un lecteur appréhende un texte lu sur support #papier, comparativement à la manière dont est reçu le même texte lu sur #liseuse #Kindle. Chaque sujet devait lire la même nouvelle de vingt-huit pages1 puis répondre à des questions sur différents aspects du texte : personnages, intrigue, lieux, objets. Les résultats obtenus tendent surtout à indiquer une confusion significative, chez les lecteurs qui utilisent un Kindle, dans la reconstitution de l’enchaînement des événements du récit. La réponse émotionnelle au texte de chacun des groupes n’était, en revanche, pas différente. Les lecteurs sur Kindle avaient légèrement mieux mémorisé les objets mentionnés dans le texte.

    http://hyperbate.fr/dernier/?p=31255#identifier_0_31255


  • Kindle Unlimited

    http://quartz.syr.edu/blog/?p=5954

    Perhaps, you may think, I am an ivory tower academic blind to the coming disruptive change…like when the Internet was going to put libraries out of business… then Google…then Netflix…then Yahoo! Answers. Here’s the plain truth: there is a HUGE disruptive change happening in libraries, and it is facilitated by things like Google and Kindle Unlimited. Libraries are shifting from collection-focused buildings to centers of innovation focused on communities. If you think of libraries as places filled with books, you are in for a bit of a shock. Any library that can be replaced by a $10 a month subscription to stuff SHOULD be replaced.

    #livre #amazon



  • Après une expérience pas trop réussite avec une #tablette, je me demandais si quelqu’un peut me donner des conseils pour l’éventuel achat d’un #ebook_reader type #kindle pour lire des #ebooks.
    Car je me vois mal partir une année à Amsterdam et devoir lire des livres en hollandais...

    A quoi il faut faire attention ?
    J’imagine le format des fichiers que cet appareil peut lire —> est-ce qu’il y a la possibilité pour certains de lire des pdf ?
    Est-ce possible de convertir les formats assez facilement ? Est-ce possible de contourner amazon, si jamais je décidait pour un kindle ?

    Je pense qu’il y a aussi différentes façon de stocker les ebooks : est-ce qu’il y en a que je ne peux partager ? Qui s’autodé