• 45 | 2018 juillet 2018/septembre 2018`

    http://journals.openedition.org/echogeo/15326

    A noter dans cette livraison sur l’#iran l’article très intéressant « Représenter l’espace par la carte dans les manuels scolaires en Iran (1973-2012) » d’Alice Bombardier

    À travers un corpus de huit manuels de géographie et persan, publiés en Iran avant ou après la Révolution islamique et supports de l’école primaire ou secondaire, cet article analyse la place de la carte du point de vue graphique, sémiologique et discursif. Des scénarios cartographiques originaux sont mis en lumière. La situation de la carte dans le système d’images mais aussi son rôle dans l’« iconicisation » du territoire national et dans la représentation du monde sont présentés. Cette exploration des procédés de la cartographie scolaire en Iran permet de mettre en exergue la contribution de la géographie à la fabrique du territoire et de l’identité nationale dans une société multi-ethnique et multi-linguistique.

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    Sommaire :

    Amin Moghadam, Mina Saïdi-Sharouz et Serge Weber
    Déclinaisons géographiques du changement social en Iran [Texte intégral]
    Introduction
    Alice Bombardier
    Représenter l’espace par la carte dans les manuels scolaires en Iran (1973-2012) [Texte intégral]
    Mina Saïdi-Sharouz
    Le rôle des séries télévisées turques dans la circulation des modèles urbains et des modes d’habiter en Iran [Texte intégral]
    Ronan des Vallières
    Pourquoi tant de malls à Téhéran ? [Texte intégral]
    Éléments d’économie politique des centres commerciaux en République islamique (1987-2017)
    Amir Amiri
    Dynamiques migratoires des espaces ruraux en Iran : une étude de cas [Texte intégral]


  • La sindaca di #Lodi non torna indietro: «Il regolamento resta in vigore». Nuovo caso in Veneto

    Per ottenere il contributo regionale sull’acquisto di testi scolastici in Veneto, i cittadini non comunitari devono presentare, oltre alla certificazione Isee, un certificato sul possesso di immobili o percezione di redditi all’estero rilasciato dalle autorità del Paese di provenienza.

    È quanto si legge nelle «istruzioni per il richiedente» rilasciate a settembre sul sito internet della Regione. Nei giorni scorsi, era scoppiata la polemica su un caso simile a Lodi, dove il Comune ha chiesto un documento aggiuntivo a chi non è italiano per ottenere le agevolazioni sulla mensa scolastica.

    La norma non è però presente né nella delibera di Giunta né nel bando per la concessione di contributi, ma soltanto nelle «istruzioni per il richiedente» rilasciate a settembre sul sito internet per la compilazione della richiesta. A renderlo noto, in un’interrogazione alla Giunta regionale, è il Gruppo del Partito democratico, che chiede una proroga per il termine di presentazione delle domande, che è stata fissata a mezzogiorno di oggi. «La Giunta - afferma l’interrogazione che ha come primi firmatari i consiglieri Francesca Zottis e Claudio Sinigaglia - faccia chiarezza sui contributi per il buono libri: la documentazione richiesta ai cittadini non comunitari sta provocando ritardi e disagi».

    La certificazione richiesta ai cittadini extra Ue è «un passaggio obbligatorio - spiegano Zottis e Sinigaglia - che compare solo nelle istruzioni delle procedure web per la validazione delle domande alla Regione. Tuttavia la documentazione non serve in presenza di un’apposita convenzione tra l’Italia e lo stato di provenienza: bastano delle semplici dichiarazioni sostitutive. Ma le amministrazioni locali neanche sanno quali sono i Paesi con cui sono stati firmati questi accordi, oltre ad aver scoperto in ritardo la necessità di un ulteriore passaggio in quanto non c’era alcuna traccia nel bando. Non si può scaricare ulteriori incombenze e responsabilità sui Comuni. Senza considerare che si rischia di tagliar fuori dai contributi una buona fetta di cittadini non comunitari che invece avrebbe bisogno di un sostegno».

    La replica della Regione Veneto rispetto alla vicenda, sottolinea che la necessità di un certificato ai cittadini non comunitari per usufruire dei buoni per l’acquisto di libri ricalca quanto stabilito dalla normativa statale. Si sarebbe trattato, quindi, dell’applicazione in ambito regionale del Decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394 tutt’ora vigente.

    La norma regola l’utilizzo degli istituti della autocertificazione di fatti, stati e qualità personali relativamente ai soli cittadini non comunitari, appartenenti a Paesi che non hanno sottoscritto con lo Stato Italiano convenzioni internazionali. In ambito regionale la materia è regolata dalla legge 7 febbraio 2018 n. 2 «Disposizioni in materia di documentazione amministrativa» ai sensi dell’articolo 3 del Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 «Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa» e dell’articolo 2 del Decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394 «Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero».

    Intanto, sul «caso Lodi», è intervenuto Matteo Salvini, attraverso una dichiarazione postata sul suo profilo Facebook: «Basta coi furbetti, se c’è gente che al suo Paese ha case, terreni e soldi, perché dovremmo dare loro dei servizi gratis, mentre gli Italiani pagano tutto?».

    E, dopo le polemiche, arriva la replica della sindaca di Lodi, che non arretra. «Certamente il Regolamento rimane in vigore, la Legge deve sempre valere per tutti - si legge in una nota - dispiace che non tutti condividano il principio di equità che sta alla base di questa delibera, che vuole mettere italiani e stranieri nella stessa condizione di partenza per dimostrare redditi e beni posseduti, né il successivo impegno preso dall’Amministrazione nei confronti dei cittadini che sono nell’oggettiva impossibilità di presentare la documentazione richiesta».

    https://www.huffingtonpost.it/2018/10/15/bimbi-stranieri-esclusi-da-buoni-libro-senza-certificato-ad-hoc-nuovo

    #enfants #enfance #école #discriminations #Italie #mensa #manuels_scolaires #xénophobie #racisme #cantine_scolaire

    • Lodi, l’affondo di Fico: «Chiedere scusa ai bimbi e riammetterli a #mensa»

      Dopo la rivolta contro l’esclusione dei bimbi stranieri l’inversione di rotta del governo. Salvini: «Se i genitori non possono portare i documenti, varrà la buona fede». E Di Maio: «I bambini non si toccano, Bussetti troverà soluzione». Ma la sindaca resiste: «Il regolamento resta in vigore»

      https://www.repubblica.it/cronaca/2018/10/15/news/lodi_dietrofront_del_governo_ai_bimbi_stranieri_bastera_l_autocertificazi

    • Lodi: sospendere la delibera comunale sulle modalità di accesso alle prestazioni sociali agevolate

      Lodi: Amnesty International Lombardia chiede la sospensione della delibera comunale sulle modalità di accesso alle prestazioni sociali agevolate

      Amnesty International Lombardia ha espresso preoccupazione per la delibera approvata dal comune di Lodi, che prevede che ai fini dell’accoglimento della domanda per ottenere le agevolazioni vengano considerati – per i cittadini stranieri – anche i redditi e i beni posseduti all’estero e non dichiarati in Italia.

      Ai fini di tale certificazione, anche in assenza di beni o redditi, è necessario produrre una certificazione rilasciata dalla competente autorità dello stato estero (ambasciata o consolato), corredata da traduzione legalizzata dall’autorità consolare italiana che ne attesti la conformità.

      In una lettera inviata alla sindaca di Lodi, Sara Casanova, il responsabile di Amnesty International Lombardia, Simone Rizza, ha dichiarato che “in conseguenza di tale disposizione, in molti casi si ha l’impossibilità di attestare una situazione patrimoniale di difficoltà, a carico di una considerevole fascia di popolazione debole e sulla base di un criterio inequivocabilmente discriminatorio (…). Gli effetti sono di particolare rilevanza se visti in relazione al servizio di mensa e di trasporto pubblico per i bambini delle famiglie colpite dal provvedimento, il cui diritto allo studio e ad una positiva integrazione con i compagni pari-età rischiano di essere seriamente compromessi“.

      Amnesty International Lombardia ha dunque chiesto alla sindaca di sospendere questa misura al più presto, individuando in via alternativa criteri diversi e comunque non discriminatori.

      https://www.amnesty.it/lodi-amnesty-international-lombardia-chiede-la-sospensione-della-delibera-co

    • Veneto, bimbi stranieri non hanno sconti sui libri senza certificati dei Paesi d’origine

      Nuovo ‘caso Lodi’: i bimbi stranieri vengono discriminati in Veneto: senza certificazioni dei Paesi d’origine che attestino la condizione economica della famiglia non possono ottenere agevolazioni sui libri scolastici. Assessore del comune di Padova: “Lo faccia la Regione la verifica visto che si tratta di una disposizione regionale anche perché ad oggi non c’è un elenco dei Paesi che aderiscono alle convenzioni quindi tecnicamente è una norma inapplicabile e per questo discriminatoria”

      https://www.fanpage.it/veneto-bimbi-stranieri-non-hanno-sconti-sui-libri-senza-certificati-dei-paes

    • Mensa ai bimbi migranti, il dem Guerini: «Non cancellate l’umanità della mia Lodi»

      Sindaco per otto anni, ora a capo del Copasir. Il deputato dem parla del caso-mense scolastiche: «L’immagine che si sta dando non ha nulla a che fare con la nostra comunità che si è sempre caratterizzata per l’impegno verso gli altri»


      https://www.repubblica.it/politica/2018/10/17/news/lodi_l_ex_sindaco_guerini_ora_capo_del_copasir_nostra_citta_sempre_stata_accogliente_-209132976/?ref=twhs&timestamp=1539771237000&refresh_ce

    • Italy’s Salvini forced into U-turn over school lunches for immigrant children

      Far-right minister forced to drop support for edict that effectively excluded children from school canteens

      Italy’s far-right interior minister, Matteo Salvini, has been forced to drop his support for a controversial policy in a northern city that led to the children of immigrants paying more for school lunches than their Italian counterparts.

      The minister came under pressure after a crowdfunding appeal raised €60,000 (£46,000) within a few days to fund school lunches for the children of mainly African migrants in protest against a resolution passed by Sara Casanova, the mayor from Salvini’s League party in the Lombardy city of Lodi, that in effect forced them to eat separately.
      The edict had obliged parents to declare their assets, in Italy and their countries of origin – a difficult if not impossible request for those coming from African countries – in order to qualify for the standard cost of meals.

      Failing to provide the asset details meant they had to pay the highest rate of €5 per child, and with migrants constituting the poorest people in the city, many could not afford to do so. Families were also required to pay €210 per child each quarter for the school bus.

      The resolution, first reported by the Piazza Pulita television programme, meant that for two weeks, more than 300 children were in effect excluded from school canteens across the city and forced to dine at home.

      Activists and leftwing politicians attacked the resolution, with a senator from the centre-left Democratic party, Simona Malpezzi, describing it as “apartheid”.

      Italy’s children’s commissioner, Filomena Albano, urged the city’s council to rethink the policy, telling La Repubblica: “It’s unthinkable to force young children to eat alone, cut off from their classmates, because their parents cannot pay.”

      The aid group Coordination of Equal Duties launched a crowdfunding campaign across Italy that raised €60,000 to ensure school lunches and bus rides for children affected by the resolution.

      Amid the outcry, Salvini relinquished his support for the move, writing on Facebook that “a self-certification of assets” would be enough to guarantee school meals for the children of foreigners.

      He also came under pressure from his government coalition partner, Luigi Di Maio, the leader of the populist Five Star Movement, who praised Italians’ generosity and said “no child should be harmed”.

      In spite of the pressures from the government and the protesters, Casanova has insisted she will not go back on her decision. Although she is likely to accept the self-certification, the resolution will not be dismissed, she told reporters.

      The former prime minister Matteo Renzi described the resolution as a “national disgrace”.

      ‘‘Seeing children discriminated against in the school canteen for economic reasons hurts the heart,” he wrote on Twitter. “Politics based on hate and fear generates monsters.”


      https://amp.theguardian.com/world/2018/oct/15/italys-salvini-forced-into-u-turn-over-school-lunches-for-immigrant

    • Italy’s Tough Line on Immigrants Reaches a School Cafeteria

      At the beginning of the school year, as most of the elementary students chatted over warm plates of pasta in the cafeteria, about a dozen immigrant children unwrapped sandwiches around three tables in a spare classroom with slanted purple blinds, drab office furniture and a form reading, “Students who bring lunch from home.”

      “I wanted to go back to the cafeteria,” said Khadiga Gomaa, a 10-year-old Egyptian girl.

      Khadiga and the others did not belong to an Italian breakfast club of poorly behaved students. They were segregated from the rest of the pupils at Lodi’s Archinti school because they had lost their daily lunch subsidy.

      And that was because they failed to meet a new, and critics say punitive, requirement introduced by the town’s mayor, a member of the governing and anti-immigrant League party.

      In addition to the usual documentation needed for lunch and bus subsidies, the mayor now requires foreigners to prove that they do not possess property, bank accounts or other revenue streams in their countries of origin.

      Without that proof, children cannot get subsidized lunch and instead have to pay five euros a day, which many parents say they cannot afford. But in Lodi’s schools, as in much of Italy, children cannot bring outside food into the cafeteria.

      That meant students who hadn’t paid or received subsidies had to go home for lunch. To avoid burdening parents, the school’s principal allowed the children to bring sandwiches from home and eat them in a separate room.

      Reports of segregation in Lodi — and the violation of the sacred Italian ritual of lunching together — struck an Italian heartstring.

      After a national outcry, Italians raised 80,000 euros to pay for the lunches and school buses of about 200 immigrant children, many of them born and raised in Italy, through December. And many hailed the haul as a first sign of resistance to the League, and to Matteo Salvini, its national leader and Italy’s powerful vice premier, who has cracked down on immigration, hardened opposition to birthright citizenship and spoken harshly about migrants.

      But here in Lodi, a town in the fertile Po River Valley, with a handsome piazza paved with cobbled gray river stones and adorned with a medieval cathedral and neoclassical facades, many locals took another view.

      On Tuesday morning, as the committee that had raised money for the children held a rally in a small piazza directly under the mayor’s offices, Adriana Bonvicini, 60, bought gladioli in the piazza’s flower shop.

      “They are exploiting their children and people’s feelings to get what they want,” she said, gesturing at the square, filled with women in hijabs and flowing African dresses.

      “They are trying to cast us as heartless,” she continued. “They are the cruel ones. It’s a question of justice. They all have five kids each and want a free ride. Remember what Erdogan said.”

      This was a reference to President Recep Tayyip Erdogan of Turkey, who has urged Turkish people living in Europe to “have not just three but five children.” She quoted him, loosely: “We will take over Europe through our women’s bellies.”

      The women around Ms. Bonvicini agreed.

      They argued that it wasn’t so hard for foreigners to get proof from their embassies and that foreigners took advantage of the town’s largess and then complained about it.

      They sounded, in short, like the people who voted for the League in the town and all over the country.

      “Let them govern,” Ms. Bonvicini said, referring to the government.

      But Lodi mothers from Tunisia and Egypt said that they returned home to get the documents and that none existed. A mother from Nigeria said her husband went to the embassy in Rome and submitted the requisite documentation to the city, but had yet to hear back and was struggling to pay the full freight for her child.

      The mayor, Sara Casanova, had the backing of Mr. Salvini (“SHE’S RIGHT!!!” he wrote on Twitter). On Tuesday she was nowhere to be seen.

      She declined an interview request, but told La Verità, a newspaper preferred by the government, that she didn’t require the documentation from people from war-torn nations, and that “we’re not racist and there’s no apartheid here.”

      On Tuesday, the committee’s organizers hung signs showing children with their noses pressed up against a cafeteria window.

      Another sign showed a boy with his hands in the air saying: “Fascism is back. History didn’t teach you anything!!”

      That sign was directed to Lodi’s mayor, whose door they knocked on every two hours with chants of “Open up.” But it could have been a message to the national government.

      Tuesday was also the 75th anniversary of the deportation of Roman Jews to Nazi death camps, but the prime minister’s office wrote that it was the 80th anniversary, and the president of the country’s national broadcaster, who was chosen by Mr. Salvini, wrote of “the celebration of the 65th anniversary.”

      Northern regions controlled by the League have also required immigrants to prove their financial status through the same bureaucratic requirement used in Lodi when trying to get low-cost public housing and subsidies to buy school textbooks. For the demonstrators in Lodi, the town, a famous battlefield for Napoleon, was now a front against the government’s creeping racism and resurgent fascism.

      “I’m sorry for Italy if they think this is equality,” said Imen Mbarek, 30, who said she returned to Tunisia to get the right papers but that they simply didn’t exist. She is now paying full price for school lunch; last year, she said, she paid 1.65 euros a day.

      Hayat Laoulaoi, 35, a Moroccan housewife with a blue headdress and pink cellphone cover, had four children, all but one born in Italy. She said she was unable to secure the required documentation or afford the full freight.

      o she made her son Soufiane, 9, tuna sandwiches that he ate in the separate room.

      She said that after losing the bus subsidy, she walked with him six kilometers to school and that when they saw a bus drive by on the street he asked, “‘There’s a school bus, why can’t we go on it?’”

      As she spoke, her son played quietly with a Transformer toy and said he missed his friend Rayen, a Tunisian boy who still eats in the cafeteria.

      The majority of the students in his school, as high as 80 percent according to school officials, are considered foreigners, even though many of them were born and raised in Italy.

      Eugenio Merli, the principal of the Archinti school — which is named for Ettore Archinti, a former Lodi mayor sent by fascists to die in a Nazi concentration camp — defended his decision to put the children in a separate classroom to eat.

      “Eating in the classroom created a type of separation, but it was a way to help the parents,” he said, adding that he worried that if the children were forced home for lunch, they might not come back.

      This month, he strong-armed the cafeteria’s caterers into letting the students back into the cafeteria, where they ate their sandwiches at separate tables.

      “The kids have a right to be with their friends, not to be segregated,” he said. “They aren’t just going to school to learn. They are also learning how to live together.”

      Outside the school, he greeted Khadiga Gomaa, who was in high spirits. She said she had eaten her first hot lunch with her friends since school started.

      “I had penne pasta, cod and salad,” she said. “It was good.”


      https://www.nytimes.com/2018/10/22/world/europe/italy-schools-league.html


  • http://eye.news-desfemmes.fr/m2?r=uDVhM2EzODFhYjg1YjUzNDg0NTVkZGZkZMQQF9Co59DHXeVN0IjQk9Dc0JcW

    Les femmes restent à ce jour encore largement exclues des programmes et des manuels scolaires dans toutes les disciplines.

    A la suite du Dictionnaire universel des créatrices initié par Antoinette Fouque, les éditions des femmes-Antoinette Fouque ont souhaité les faire entrer de plain pied dans la culture commune à travers l’éducation, permettant ainsi aux élèves d’avoir accès à d’autres visions du monde, à un plus large abord de la création humaine.

    Des femmes en littérature est né de ce désir partagé avec le Salon des Dames et de l’accueil enthousiaste de Belin Éducation.

    Cette anthologie de cent textes à étudier en classe offre, conformément aux programmes officiels du collège, un panorama complet des grands œuvres littéraires écrites par des femmes du Moyen Âge à nos jours. Elle est accompagnée de nombreuses ressources pédagogiques pour enrichir l’étude des textes.

    Destinée aux enseignant.e.s, elle ne manquera pas d’intéresser aussi le grand public par son caractère novateur et original, la richesse de son contenu et le plaisir qu’il suscite à la lecture.

    Disponible le 5 septembre 2018, 29 €

    #visibilisation (et c’est heureux)


  • What Do We Teach Our Students About #Hiroshima and #Nagasaki?
    https://www.commondreams.org/views/2018/08/07/what-do-we-teach-our-students-about-hiroshima-and-nagasaki

    I have worked in four different high schools in New York City, and have hardly heard these nuclear disasters mentioned. The few lines of a history book devoted to the stories of Hiroshima and Nagasaki get skimmed over and are quickly forgotten. We would be shocked to hear of a school not teaching its students about the attacks of September 11th, in which nearly 3,000 died, but we gloss over the stories of the more than 200,000 people who died as a result of the U.S. bombings in Hiroshima and Nagasaki. When we choose to not fully teach this portion of our country’s history, we fail more than just the victims and survivors in Japan, we fail our own students by depriving them of knowledge that might move them to accomplish what other generations have not—a world free from the threat of nuclear weapons.

    #occultation #mémoire #états-unis #histoire #manuels_scolaires #enseignement


  • Happy slaves? The peculiar story of three Virginia school textbooks | Discover Richmond | richmond.com
    http://www.richmond.com/discover-richmond/happy-slaves-the-peculiar-story-of-three-virginia-school-textbooks/article_47e79d49-eac8-575d-ac9d-1c6fce52328f.html

    The textbook said slaves were happy, often referring to them as servants. It glorified Confederates. And it said precious little about women beyond Martha Washington and Pocahontas.

    “It makes you wonder how we got so many Virginians, with so few women,” quipped Eichelman, now 82.

    The book was “Virginia: History, Government, Geography,” and it was one of a trio of state-commissioned texts – the others were for fourth grade and high school – that taught Confederate-friendly “Lost Cause” ideas to a generation of Virginians and cast the state’s segregationist political leaders in a favorable light.

    If you were a Virginian between fourth and 11th grades from 1957 to the 1970s, you may well have gotten a dose of this official state history. The books were estimated to reach more than a million students.

    Why care about 50-year-old textbooks?



  • Manuel de maths : Nathan s’excuse

    Les Editions Nathan et les auteurs de l’ouvrage présentent leurs excuses aux enseignants, aux élèves, aux parents, ainsi qu’à l’ensemble de la communauté éducative. Nous présentons nos vives excuses aux associations d’aide aux migrants, réfugiés et demandeurs d’asile dont la CIMADE qui nous a alertés", déclare C Lucet , présidente des éditions Nathan. Elle répond ainsi aux critiques portées sur un exercice tiré d’un manuel de terminale ES. « En accord avec les auteurs de l’ouvrage, nous avons décidé d’arrêter immédiatement la commercialisation du livre incriminé et de remplacer gratuitement l’ouvrage actuel par la version corrigée qui sera disponible très prochainement ».
    @cdb_77
    http://www.cafepedagogique.net/lexpresso/Pages/2017/09/19092017Article636414037124706382.aspx


  • Questions d’#identité dans les #Balkans du XXe siècle

    L’ensemble de ce numéro est consacré à des articles nés de colloques, de varia ou des comptes rendus tous liés à des phénomènes humains. La première partie est axée sur les témoignages, témoignages de femmes résistantes ou déportées pendant la décennie 1940 dans les Balkans, des existences jetées par l’histoire dans des situations exceptionnelles, un « Malgré-nous » mosellan qui se retrouve dans les montagnes albanaises, une paysanne roumaine jetée en Sibérie, une jeune fille contrainte à « prendre la montagne » puis à rejoindre l’URSS avant de réussir à retrouver la France, des femmes qui « choisissent » la collaboration horizontale en Serbie... Nous retrouvons dans une seconde partie les questions identitaires en particulier à Chypre et en Macédoine avec des textes rares sur la République de Chypre du Nord et l’imbroglio identitaire macédonien du XXe siècle.

    Éditorial

    Joëlle Dalègre
    Questions d’identité dans les Balkans du XXe siècle… [Texte intégral]

    Narrations de soi, récits littéraires et identité

    Maria Thanopoulou
    Mémoire de la #survie et survie de la #mémoire [Texte intégral]
    Mémoire orale de la Seconde Guerre mondiale en #Grèce
    Memory Survival and Survival of Memory, Oral Memory of WWII in Greece
    Alexandra Vranceanu Pagliardini
    Du Journal de #Mihail_Sebastian au Retour du #hooligan : une vie de #Norman_Manea [Texte intégral]
    L’évasion dans la république des lettres
    From Mihail Sebastian’s Journal 1935-1944 : The Fascist Years to Norman Manea’s The Hooligan’s Return : A Memoir : the Escape to the Republic of Letters
    De la Jurnalul lui Mihail Sebastian la Întoarcerea huliganului de Norman Manea : evadarea în republica literelor
    Evelyne Noygues
    Le périple en #Albanie d’un « Malgré-nous » mosellan [Texte intégral]
    The trip in Albania of one “Malgré-nous” from Moselle
    Udhëtimi në Shqipëri e një « Malgré-nous » mosellan
    Hélène Lenz
    #Déportation d’une famille paysanne roumaine en #Sibérie (1941-1945) [Texte intégral]
    Deportation in Siberia of a Rumanian Peasant Family (1941-1945)
    Primele etape ale deportării în Siberia a unei familii de țărani din Bucovina în 1941
    Katina Tenda‑Latifis
    Témoignage : #Katina_Tenda‑Latifis [Texte intégral]
    Partisane, exilée, exportatrice de vins grecs et écrivain
    Testimony : Katina Tenda Latifis, Partisan, Exiled, Greek Wines Exporter and Writer
    Odette Varon‑Vassard
    Voix de #femmes [Texte intégral]
    Témoignages de jeunes filles juives grecques survivantes de la #Shoah
    Women’s Voices : Testimonies of Greek Jewish Women Who Survived the Shoah
    Γυναικείες φωνές : Μαρτυρίες Ελληνοεβραίων γυναικών που επέζησαν από τη Shoah
    Loïc Marcou
    La Shoah à #Salonique dans l’œuvre de l’écrivain #Georges_Ioannou [Texte intégral]
    The Holocaust in Salonika in the Work of the Writer Georges Ioannou
    Το Ολοκαύτωμα στη Θεσσαλονίκη στο έργο του συγγραφέα Γιώργου Ιωάννου
    Nicolas Pitsos
    Les noces de sang macédoniennes ou comment marier fiction et histoire dans le roman Que demandent les barbares de #Dimosthénis_Koúrtovik [Texte intégral]
    Macedonian Bloody Wedding or How to Match Fiction and History in Dimosthenis Kurtovic’s Novel What the Barbarians are Looking For
    Ο ματωμένος Μακεδονικός γάμος ή πώς παντρεύονται μυθοπλασία και ιστορία στο μυθιστόρημα Τι ζητούν οι βάρβαροι του Δημοσθένη Κούρτοβικ

    Discours politique, historiographie et identité

    Christina Alexopoulos
    Nationalisme d’État, #répression des #minorités linguistiques et revendications identitaires [Texte intégral]
    Le cas du #macédonien dans la Grèce des années 1930 et 1940
    State Nationalism, Repression of Linguistic Minorities and Identity Claims : the Case of the Macedonian Language in Greece during the 30’ and 40’
    Isabelle Dépret
    #Islam hétérodoxe et #christianisme en Grèce [Texte intégral]
    Tabous, #identités_religieuses et #discours nationaux
    Heterodox Islam and Christianism in Greece : Taboos, Religious Identities and National Discourse
    Ετερόδοξο Ισλάμ και Χριστιανισμός στην Ελλάδα : Ταμπού, θρησκευτικές ταυτότητες και εθνικός λόγος
    Ljubinka Škodrić
    Intimate Relations between Women and the German Occupiers in Serbia 1941-1944 [Texte intégral]
    Relations intimes entre des femmes et des occupants allemands en #Serbie, 1941-1944
    Alexandre Lapierre
    Identité nationale et relations communautaires à travers l’œuvre poétique de #Kóstas_Montis [Texte intégral]
    National Identity and Communities Relations through the Poems of Costas Montis
    Mathieu Petithomme
    Mémoire et politique à #Chypre_du_Nord [Texte intégral]
    Les usages des #célébrations_patriotiques et des #manuels_scolaires par le #nationalisme turc
    Memory and Politics in Northern Cyprus : Patriotic Celebrations and School Textbooks as used by Turkish Nationalism
    Η Μνήμη και τα πολιτικά στην Βόρεια Κύπρο : Πατριωτικές τελετές και σχολικά εγχειρίδια όπως χρησομιποιούνται από τον τούρκικο εθνικισμό
    Mathieu Petithomme
    Système partisan et évolution des clivages politiques à Chypre du Nord (1974-2014) [Texte intégral]
    Party System and Evolution of the Political Cleavages in Northern Cyprus (1974-2014)
    Κομματικό σύστημα και εξέλιξη των πολιτικών διαιρέσεων στην Βόρεια Κύπρο (1974-2014)

    http://ceb.revues.org/8064
    #revue #Chypre #littérature
    via @ville_en




  • L’enseignement civique selon Hachette et l’éducation nationale (Les Répliques)
    http://www.lesrepliques.com/L-enseignement-civique-selon-Hachette-et-l-education-nationale_a448.ht

    Les éditions Hachette Éducation sont spécialisées depuis plusieurs décennies dans la publications de manuels scolaires toutes matières : histoire, mathématique, éducation civique etc, et dont l’éducation nationale est le principal client.

    #éducation #entreprises #EMC #démocratie_nucléaire
    #manuels_scolaires


  • Bac géo : réussir son croquis et comprendre la mondialisation
    http://www.franceculture.fr/emissions/planete-terre/planete-terre-mercredi-25-mai-2016

    A l’occasion de la semaine Bac sur France Culture, trois professeurs d’histoire-géographie défrichent pour nous quelques sujets de géographie du programme des terminales scientifiques susceptibles de tomber au bac et nous donnent les clés d’un croquis réussi.

    #mondialisation #cartographie #manuels_scolaires #visionscarto


  • L’Afrique, le continent des problèmes, des possibles, des défis ? | La Géothèque

    http://geotheque.org/lafrique-le-continent-des-problemes-des-possibles-des-defis

    Très intéressante initiative pour les élèves


    Avec cette petite note :) —>

    Au programme de Terminale figure un chapitre intitulé « Le continent africain face au développement et à la mondialisation ». Dans ce cadre, les élèves doivent pouvoir réaliser un croquis sur le thème « Le continent africain » : contrastes de développement et inégale intégration dans la mondialisation ». Ce chapitre est intéressant et il oblige à une certaine gymnastique intellectuelle, qui doit montrer l’Afrique comme un continent des possibles, et tordre le cou aux idées reçues, sans tomber dans l’angélisme ou occulter les problèmes, bien réels du continent. Les deux croquis suivants sont à la disposition des professeurs et de leurs élèves, avec une version vidéo-projetable et l’autre imprimable et photocopiable à souhait.

    #afrique #cartographie #manuels_scolaires #visionscarto


  • « L’immigration dans les #manuels_scolaires », par #Wiktor_Stoczkowski et #Anastasia_Krutikova
    https://theconversation.com/limmigration-dans-les-manuels-scolaires-55456

    À défaut de pouvoir deviner ce que les Français pensent de l’immigration, il est possible de déterminer ce que l’#école de la République les exhorte à en penser. Afin de reconstituer la conception de l’#immigration proposée aux enfants scolarisés en France, nous avons analysé vingt et un manuels d’histoire-géographie, parus de 1999 à 2014 et destinés aux classes de quatrième et de troisième du collège.

    Le discours de tous les manuels présente un haut degré de cohérence et de constance. En même temps, il donne à voir un certain nombre de contradictions qui semblent révélatrices non seulement d’une représentation de l’immigration, mais aussi d’une image que la société française cherche à construire d’elle-même, tout en l’inscrivant dans les cadres d’une véritable vision du monde, inculquée aux enfants par le truchement de l’enseignement scolaire.

    (...) L’immigration – déclare un livre scolaire – n’est « ni invasion ni conquête ». Mais qui a dit que l’immigration était une invasion ou une conquête ? Les manuels s’adressent à un interlocuteur innommable. Ils semblent débattre avec un Spectre, argumenter contre un Spectre.

    Ce n’est qu’à deux reprises, sur des illustrations presque dépourvues de commentaire, que l’on mentionne furtivement le #Front_national. Il est d’ailleurs étrange que les deux manuels qui en parlent, bien qu’ils soient tous deux publiés après 2010, se réfèrent uniquement au Front national dans les années 1980, donc une trentaine d’années auparavant. Pourquoi ne pas parler du Front national dans le présent ? Pour ne pas reconnaître que la proportion des Français hostiles à l’immigration s’approche désormais de 70 %, alors que le Front national, à l’échelle nationale, ne recueille au maximum que 25 % des voix ? À l’évidence, les manuels suggèrent que la crainte de l’immigration n’existe en France qu’au Front national, et à cause du Front national. On veut se bercer de l’illusion que le Spectre qui hante la société française s’incarne dans un seul parti politique. Par ce subterfuge on pense pouvoir exorciser le mal sans poser les questions difficiles.

    (...) Est proscrit tout ce qui pourrait s’apparenter, de près ou de loin, aux idées du Spectre, de crainte de « faire son jeu » ou « d’apporter de l’eau à son moulin ». Par conséquent, on aboutit à une représentation idéologiquement épurée, celle de l’immigration bienfaisante, utile, profitable, rassurante, enrichissante. Hélas, le contraire du faux n’est pas nécessairement le vrai.

    (...) L’image scolaire de l’immigration est avant tout un miroir qui doit nous renvoyer un reflet artificiellement épuré à la fois de la France et de l’Occident : leur excellence attire une humanité assoiffée de liberté et de bien-être, pour le profit mutuel de tous les pays du monde. Dans cette vision enchantée, l’immigration n’a jamais rien d’une exploitation intéressée de la main-d’œuvre étrangère dans le but de conserver – à peu de frais, veut-on espérer – le mode de vie quelque peu insouciant auquel la prospérité de l’après-guerre a accoutumé les Occidentaux. Ce serait plutôt une preuve de la grandeur morale de l’Occident qui, en s’ouvrant à l’immigration, affirme son altruisme, sa charité, sa mission civilisatrice.

    (...) Les manuels affirment, en même temps, que les migrants internationaux sont rares et qu’ils se comptent par centaines de millions ; que la population immigrée en Europe reste stable et qu’elle augmente ; que le phénomène migratoire est maîtrisé et qu’il échappe à tout contrôle à cause de la migration clandestine ; que l’immigration est un bienfait pour l’Europe et que les États européens s’acharnent à lutter contre l’immigration ; que le nombre de réfugiés qui fuient les guerres augmente et que le nombre de conflits armés diminue ; que les migrants économiques s’exilent chassés par la misère et qu’ils disposent parfois de sommes considérables pour payer les passeurs ; que les pays de départ profitent de l’exil de leurs citoyens et qu’ils se retrouvent à court de travailleurs qualifiés ; que le travail des immigrés apporte une contribution précieuse à l’économie européenne et que beaucoup d’immigrés demeurent au chômage. On ne saurait affirmer que cet argumentaire inconséquent puisse être un instrument très efficace pour promouvoir une vision rassurante de l’immigration.

    Et la conclusion :

    Ce à quoi les manuels s’emploient c’est plus que d’échafauder une vision embellie de l’immigration comme exclusivement positive, toujours socialement souhaitable et moralement estimable. Ils font de ce phénomène un fait ontologique, inexorable, inscrit dans la nature des choses. Ils le placent donc hors de portée de la politique et du débat rationnel. On peine à croire que la vision enseignée aux enfants puisse former des citoyens d’un pays démocratique, pourvus d’esprit critique. La démocratie a besoin de citoyens qui osent regarder la réalité en face, qui sachent en débattre dans une discussion contradictoire, qui ne s’inclinent pas devant la fatalité, parce qu’ils auront appris que la réalité sociale est faite par des hommes et peut donc être transformée par des hommes.


  • L’islam stigmatisé dans les manuels scolaires (LeMonde.fr)
    http://www.lemonde.fr/religions/article/2016/01/09/l-islam-stigmatise-dans-les-manuels-scolaires_4844401_1653130.html

    Les deux auteurs ont procédé à une analyse lexicale de quinze manuels d’histoire destinés aux élèves de 2nde, 1re et terminale du lycée général en usage cette année, ainsi que neuf manuels destinés aux professeurs, publiés par les principaux éditeurs scolaires. Il en ressort deux constats. D’une part, quand le mot « islam » est présent dans une réponse, il est très souvent associé aux termes « attentats », « islamisme », « terrorisme », « 11-Septembre », « Ben Laden » ou « Al-Qaida ». D’autre part, cette religion apparaît comme étrangère à la France.

    #éducation #islamophobie #manuels_scolaires


  • Ringards sur le monde, par Marie Darrieussecq - Libération
    http://www.liberation.fr/chroniques/2015/10/09/ringards-sur-le-monde_1400736

    Mon fils est en troisième et il étudie, en français, la nouvelle : c’est au programme de littérature, et forcément, ça m’intéresse. Douze Nouvelles contemporaines ; regards sur le monde, c’est le titre du livre conseillé, que vont lire quantité d’élèves cette année. Un tableau de Martial Raysse fait la couverture, une jolie femme avec un cœur sur la joue. Au dos, la liste des douze auteurs : dix Français, un Italien, un Américain ; je ne les connais pas tous, mais ce qui me saute aux yeux, c’est que ce sont tous des hommes. J’ai un petit espoir sur un ou une Claude ; ah non, c’est un Claude. « Regards sur le monde », au pluriel peut-être, mais tous masculins. L’ambitieux sous-titre du recueil est : « Portrait des hommes et des femmes d’aujourd’hui, de la naissance à la mort » ; les hommes sont donc vus ici par des hommes, et les femmes aussi. Dans le dossier pédagogique, un chapitre est intitulé : « Un portrait critique de l’homme d’aujourd’hui » ; j’y lis que « les personnages féminins ne sont pas davantage épargnés par la critique que les hommes » ; la femme y est traitée en dix lignes et quatre personnages : deux tueuses, une quinquagénaire « vénale et hypocrite » et une jeune coquette « qui semble réduire la femme à un être sans profondeur intellectuelle ». Il est vrai que ce recueil ne laisse aucune chance à « la » femme de s’exprimer avec ses mots et son regard. Peut-être aurait-il fallu « des » femmes ? Mon fils, amusé et déjà féministe - c’est-à-dire raisonnablement sensible à l’injustice -, me montre le dossier pédagogique final. Dans le chapitre « Regards sur le monde en poésie et en chansons » sont proposés cinq autres auteurs… tous des hommes. Dans le chapitre « Visions du monde de demain », ils sont quatre, attention… tous des hommes. Le fou rire nous gagne, nous allons au chapitre « Fenêtres sur » : quatorze noms… suspense… deux femmes ! Bravo, Andrée Chedid et Fred Vargas ! Mais rien d’Alice Munro, qui semblait tout indiquée puisqu’elle pratique exclusivement la nouvelle, prix Nobel en 2013, deux ans avant la composition de ce recueil « pédagogique ».

    Comment éduquons-nous nos enfants ? Christine Pau, professeure d’histoire-géo à Laval, commentait récemment ici les modifications du nouveau programme d’histoire : « Le chapitre "Les femmes au cœur des sociétés qui changent", que j’avais repéré dans la première version, devient "Femmes et hommes dans les sociétés des années 1950" ». Il est louable que le mot « femmes » vienne, pour une fois, en premier ; mais probable que le cours novateur sur les femmes d’action se transforme en panorama des fifties.

    Une jeune amie australienne me montre avec étonnement la carte d’étudiant qu’elle vient d’obtenir à la Sorbonne : « Est-ce que le "e" du féminin est toujours mis entre parenthèses ? » Sous sa photo, les mentions « étudiant(e) » et « né(e) » l’ont choquée. Mais ma propre carte d’étudiant, dans les années 90, était au masculin d’évidence, au masculin universel du « neutre ». J’étais donc « étudiant » et « né » ; à l’époque, ça ne m’avait même pas surpris(e).

    Ici-même, dans Libération, je n’ai jamais pu obtenir le moindre « e », parenthèse ou pas, à « auteur » écrit sous ma pomme (ne parlons d’« autrice », qui serait pourtant la forme correcte en français). Toute la vie d’une femme en France est à l’avenant ; ma carte d’« assuré social » est à mon nom d’épouse ; je paie mes impôts à mon nom à moi depuis peu de temps et après avoir beaucoup insisté (c’est-à-dire à mon nom de jeune fille, qui est de facto le nom de mon père). Il se trouve que j’en paie plutôt plus que mon mari ; ça aussi, ça amuse mes enfants. Et mon mari aussi, ça l’amuse, que la plupart de nos biens soient à mon nom mais que, pour toutes les administrations, le « chef de famille », ce soit lui. Il parvient à me faire rire quand tous mes formulaires de réservation en ligne se bloquent si je refuse de renseigner la case « madame » ou « mademoiselle », alors que lui, on ne lui demande rien de son état conjugal, de sa virginité de damoiseau ou de sa disponibilité sexuelle quand il doit remplir un bordereau quelconque. La case « civilité » est obligatoire, madame ou mademoiselle : cochez ! Oui, nous nous mettons en colère et nous rions aussi, plutôt que de nous taper la tête contre les murs. Parce que nous sommes féministes, lui plus encore que moi, et que la lourdeur du monde en est moins accablante. Féministe, la vie est plus gaie. D’ailleurs, on ne dit plus « chef de famille ». On dit « personne de référence ». Un changement purement cosmétique. Allez voir les définitions de l’Insee : dans les couples homosexuels, la personne de référence est la personne la plus âgée ; et dans les couples hétérosexuels, c’est l’homme. Un regard sur le monde aussi simple que ça.

    #féminisme #manuels_scolaires #historicisation #femmes #litterature


  • #Srebrenica, un « trou » dans les manuels scolaires de #Bosnie-Herzégovine

    Le massacre de Srebrenica, seul épisode des guerres yougoslaves considéré comme « génocidaire » par le TPIY, est absent, ou presque, des manuels et des programmes scolaires bosniens. Que ce soit en Republika Srpska ou en Fédération croato-bosniaque. Vingt ans après Dayton, la Bosnie-Herzégovine peine toujours à regarder son passé en face.

    http://www.courrierdesbalkans.fr/articles/srebrenica-et-manuels-scolaires-en-bih.html

    #manuels_scolaires #éducation #école #génocide


  • #Géographie de l’#Europe et géographie de la #construction_européenne

    Les #images_contradictoires de l’Europe et de l’#Union_européenne dans quelques #manuels_de_géographie contemporains

    Cet article concerne les visions relatives de l’Europe et de l’Union européenne (UE) fournies par les manuels de géographie de l’enseignement secondaire dans différents pays. Dans la plupart d’entre eux, l’#enseignement de la géographie de l’Europe précède celui de l’UE. L’Europe tend alors à être présentée comme un objet réifié alors que l’UE apparaît plutôt comme un ensemble d’acteurs politiques développant leurs propres stratégies. Cette succession aboutit au mélange de différents paradigmes géographiques, chacun d’eux induisant un prisme idéologique spécifique. Cette accumulation de cadres épistémologiques contradictoires fournit une vision ambiguë qui complique la possibilité de développer une compréhension claire des enjeux géopolitique liés à la construction européenne.


    http://espacepolitique.revues.org/2613
    #cartographie #visualisation #manuels_scolaires #éducation #pédagogie
    cc @reka


  • Querelle du #cyrillique entre #Serbie et #Croatie : les #manuels_scolaires de la discorde

    L’ensemble de classe politique croate est en ébullition depuis que le Président serbe Tomislav Nikolić a offert des livres en #alphabet cyrillique aux élèves Bunjevci, une minorité de Voïvodine que Zagreb considère comme croate. Depuis, la polémique fait rage entre les deux voisins...


    http://balkans.courriers.info/article25566.html

    #langue


  • Les manuels scolaires toujours truffés de stéréotypes sexistes (FranceTVinfo)
    http://www.francetvinfo.fr/societe/education/polemique-sur-le-genre/les-manuels-scolaires-toujours-truffes-de-stereotypes-sexistes_638469.h

    Paradoxe de l’actualité : alors que le gouvernement vient d’enterrer les ABCD de l’égalité, un rapport parlementaire pointe les stéréotypes sexistes dans les manuels scolaires. […]
    Si le rapport souligne des « évolutions incontestables », il juge que les livres scolaires récents comportent toujours un certain nombre de clichés, plus insidieux qu’auparavant. Et ces stéréotypes ne sont pas sans conséquences, selon les sénateurs qui ont auditionné les éditeurs d’ouvrages ainsi que des chercheurs. Le comportement des filles et des garçons est touché, mais pas seulement. Cela peut influencer leur place dans la société, tout comme le choix de leur métier...

    #éducation #manuels_scolaires #égalité #sexisme #stéréotypes


  • Continu et discontinu dans l’espace géographique - La carte et la limite ou l’appropriation d’un outil par le pouvoir ; étude des manuels égyptiens de géographie de l’enseignement de base - Presses universitaires François-Rabelais

    http://books.openedition.org/pufr/2396

    Le trait matérialise le plus souvent la limite, la frontière sur la carte. Toutes les cartes sont composées de ces limites figurées par un trait. Naturelles (un fleuve, par exemple) ou conventionnelles (les frontières entre États ou les méridiens et parallèles sur le globe terrestre.), elles quadrillent, découpent l’espace des Hommes en portions limitées de surfaces plus ou moins vastes (hémisphères nord et sud, continents, États, régions…, communes, quartiers, îlots…). Le corpus de cartes des manuels scolaires de géographie de l’enseignement de base en Égypte (édition 2000) servira de support pour démontrer cette forte présence et pour s’interroger sur les sens à lui donner.

    #cartographie #égypte cc @alaingresh #géographie #manuels_scolaires


  • Manuels ou anthologies ? Deux manières contrastées d’enseigner (et de penser) la géographie à l’université en France et aux États-Unis

    http://echogeo.revues.org/13481

    Si de nombreuses recherches se sont intéressées aux supports didactiques utilisés dans l’enseignement primaire et secondaire, questionnant leur histoire, leurs finalités et leurs effets, peu d’études ont été consacrées à ce jour à cette question dans le contexte de l’enseignement supérieur. Parce que les modes d’enseignement d’une discipline sont tout aussi chargés de sens à l’université que dans les cycles précédents, cet article vise à contribuer à pallier ce manque à partir d’une réflexion sur les pratiques différenciées d’enseignement de la géographie en France et aux États-Unis, en s’appuyant principalement sur l’exemple de la géographie urbaine, et plus largement, des études urbaines. Partant du constat qu’en France l’enseignement des études urbaines repose largement sur l’utilisation des manuels universitaires, alors qu’aux États-Unis ce sont les anthologies (Readers) qui font figure de supports privilégiés, il a pour objectif de montrer la manière dont cette opposition manuel/Readers révèle deux manières contrastées de concevoir l’enseignement, et au-delà, deux façons distinctes de penser le savoir et d’écrire la géographie.

    #géographie #manuels_scolaires #france #états-unis


  • La place des femmes dans les manuels scolaires
    http://www.inegalites.fr/spip.php?article1754

    Sur près de 3 500 personnages sexués répertoriés dans les manuels scolaires, on décompte une femme pour cinq hommes, selon deux études menées par le Centre francilien de ressources pour l’égalité femmes-hommes Hubertine Auclert. Ces deux études font le même constat de la sous-représentation des femmes et de la persistance des représentations stéréotypées dans les manuels scolaires. L’Observatoire des inégalités propose des extraits de ces rapports. (...) Source : Observatoire des (...)


  • L’image des immigrés dans les manuels scolaires

    Avec l’importance prise dans la pédagogie par le travail personnel de l’élève autour de documents, les images ont conquis un statut nouveau : de simples illustrations, elles sont devenues la source même du savoir des élèves. Vingt manuels scolaires, d’histoire, de
    géographie et d’éducation civique, sont ici passés au crible d’une étude critique des images de l’immigrant

    http://www.scoop.it/t/geographie-des-migrations/p/3997769807/l-image-des-immigres-dans-les-manuels-scolaires-diversite-ville-ecole-integrat

    #manuels_scolaires #migration #image #pédagogie #éducation #immigrant


  • Quand le Tea Party réécrit les manuels d’histoire américains
    http://www.rue89.com/2012/05/27/le-tea-party-et-les-petits-arrangements-avec-lhistoire-232379

    Aux Etats-Unis, les manuels scolaires sont revus tous les dix ans. Les éditeurs publient généralement une seule version pour tout le pays. Et c’est le Texas, État comportant le plus grand nombre d’écoliers et donc le plus puissant, qui décide ce qui sera enseigné dans les livres scolaires des écoles publiques.
    Un pouvoir énorme, pour un des États les plus conservateurs et les plus religieux des États-Unis.
    Les membres de ce rectorat sont élus sous une étiquette politique. […]
    Ainsi, dans les livres d’histoire, les États-Unis ne seront désormais plus une « démocratie » – terme qui rappelle trop le parti démocrate – mais une « république constitutionnelle », une expression qui évoque cette fois le parti républicain. […]
    À quelques votes près, Barack Obama aurait pu devenir Barack Hussein Obama.
    […] Autre conséquence si les républicains les plus conservateurs remportent l’élection, le triomphe de l’idéologie libérale dans les manuels d’économie et d’histoire.

    #éducation #manuels_scolaires