• #Mondial féminin : une anthropologue #Argentine sur les routes de France
    https://lemediapresse.fr/international/mondial-feminin-une-anthropologue-argentine-sur-les-routes-de-france

    Féministe et Argentine, l’anthropologue #Nemesia Hijos a passé l’essentiel du mois de juin en France pour couvrir le méga-événement sportif. Et raconter les transformations du #Football féminin en cours dans son pays. 

    #International #Sport #Anthropologie #Boca_Juniors #Coupe_du_Monde #Egalite #Féminisme #Genre #NiUnaMenos

  • le Conseil d’Etat de #Bâle refuse d’exécuter un renvoi Dublin

    le Conseil d’Etat du canton de Bâle vient de prendre une position très forte : ils refusent d’exécuter le renvoi d’un jeune demandeur d’asile afghan qui devrait, selon décision du SEM confirmée par un arrêt du TAF, être renvoyé vers l’Autriche à cause du règlement du Dublin. Auparavant le Grand Conseil avait été saisi d’une #pétition et les 2/3 du Parlement ont soutenu les conclusions de la pétition. Le porte-parole du gouvernement dit : « Le Conseil d’Etat juge que l’accord de Schengen-Dublin n’est [dans ce cas] pas applicable. »

    Le canton s’expose ainsi aux réprimandes du #SEM, qui peut user de #sanctions financières (l’article évoque un montant de 128’000 francs de manque à gagner pour le canton dans l’hypothèse où le requérant obtiendrait une admission provisoire au terme de la procédure d’asile en Suisse).

    C’est un acte fort posé par le Conseil d’Etat bâlois, qui montre la voie du courage politique face aux décisions absurdes d’un règlement inhumain. Le gouvernement le fait avec toutes les pincettes nécessaires (« ce cas est particulier », « nous suivons le vote du Grand Conseil », etc.), mais il le fait et publiquement. Puisse cet acte inspirer d’autres cantons humanistes, qui auraient tout intérêt à s’opposer collectivement au SEM sur ce genre de cas.

    #Suisse #asile #migrations #réfugiés #NEM #renvois_Dublin #Dublin #règlement_Dublin #résistance

    Source : reçu par email d’un ami... qui lui-même cite cette source :
    Basler Regierung verweigert Ausschaffung

    Die Exekutive folgt einer Petition des Grossen Rates und will einen jungen Afghanen nicht ausweisen. Damit widersetzt sie sich einem Entscheid des Bundesverwaltungsgerichts.

    https://www.bazonline.ch/basel/stadt/basler-regierung-verweigert-ausschaffung/story/19616376

  • #Desmond resta qui

    Il 5 agosto 2018, un giovane uomo annega nelle acque del Ceresio. Era probabilmente originario del Benin, e avrebbe dovuto lasciare la Svizzera a breve, ma chi l’ha conosciuto dice “era uno di qua”. Chi era Desmond? Chi l’ha conosciuto ci mostra i luoghi che ha frequentato nei dieci anni passati nella Svizzera italiana, i legami nati, le tracce che ha lasciato, racconta di come abbia preso in mano il suo destino, malgrado il difficile passato, di come si sia integrato e abbia cercato di costruirsi un futuro. Eppure a volte nemmeno questo sembra bastare.

    https://www.rsi.ch/la1/programmi/cultura/storie/Desmond-resta-qui-11598169.html
    #asile #migrations #réfugiés #Suisse #Tessin #mort #décès #mourir_dans_la_forteresse_europe

    Les mots d’une amie sur Desmond :

    Il s’agit de l’histoire, accompagnée de témoignages de personnes qui l’ont connu, du jeune africain qui s’est noyé, début août de l’an passé dans le #lac_de_Lugano, à #Maroggia.
    Il avait 27 ans et était plein d’espoir.Il avait quitté le Bénin pour un avenir meilleur, portant sur ses épaules de lourds événements vécus dans son pays natal.
    Il avait trouvé un travail dans une entreprise de Lugano où son engagement et sa bonne volonté étaient fort appréciée de ses employeurs..
    Nos autorités, néanmoins, lui refusèrent le droit de rester en Suisse, cela le démolit dans sa santé . Il fut interné dans une clinique psychiatrique.
    Un jour accompagné, d’autres patients, il participa à une sortie à Maroggia. Il disparu dans le lac et on ne pu plus rien faire pour lui.

    #santé_mentale #NEM #Dublin #Dublin_tue #règlement_dublin #suicide (?)

    Desmond repose au #cimetière de #Taverne-Torricella :

    • La storia di Desmond, affogato con il marchio di Nem

      Il giovane africano morto nel Ceresio si era diplomato alla Spai con alti voti e aveva lavorato come asfaltatore. Fino al rigetto della sua richiesta come richiedente l’asilo.

      È una storia d’acqua e d’asfalto quella di Desmond Richard, il ragazzo africano annegato domenica pomeriggio nel Ceresio, a pochi metri da riva, davanti all’ex collegio don Bosco. Una storia di amicizie, integrazione e anche tristezza, perché è ingiusto morire a 27 anni. Integrazione è la parola chiave per capire la sua vita, frettolosamente archiviata come la vicenda di un richiedente l’asilo finito male. Anzi ex richiedente, dopo che la Segreteria di Stato della migrazione lo scorso anno aveva deciso per l’espulsione. Desmond era un “NEM”, l’autorità federale gli aveva chiuso la porta in faccia col sigillo della “non entrata in materia”. Stop, da quel giorno la Svizzera gli ha voltato le spalle.

      Una decisione che fa a pugni col fatto che Desmond era perfettamente integrato. Non opinioni, ma fatti: a partire dal diploma, ottenuto con il cinque e mezzo di media nonostante le difficoltà in italiano, alla Spai di Mendrisio come “costruttore stradale”. Qualificato, perché la formazione triennale gli aveva permesso di ottenere l’attestato federale di capacità.

      Un lavoratore molto capace e apprezzato, come lo ricorda un collega della ditta di asfaltatura, la Cogesa, dove ha lavorato fino al luglio dell’anno scorso. Un lavoro duro, quello dell’asfaltatore, che gli permetteva però di essere autosufficiente. Pagava la sua cassa malati (quanti integrati lo fanno?) e contribuiva col 10 per cento del salario al fondo per la migrazione. Intanto riusciva a mettere da parte anche dei risparmi.

      Desmond aveva un caratteraccio, dicono quelli che gli hanno voluto bene. Poteva mandarti allegramente a quel paese e questi sbalzi, accompagnati da un’aggressività solo verbale, sarebbero stati anche, ma qui avvertiamo il lettore ci siamo fermati, all’origine dei suoi ricoveri all’Osc di Mendrisio. Fino all’ultimo, quello finito tragicamente durante l’uscita a bordo lago a Maroggia con altri pazienti e accompagnatori. Fin qui i fatti, perché il lato più drammatico della vita di Desmond racconta di una madre morta, anzi uccisa, davanti agli occhi di lui bambino, durante l’esodo verso l’Europa. Non amava riaprire quella ferita, e forse molti dei suoi problemi attuali erano riconducibili a quel trauma.

      Persa tragicamente la mamma, mai conosciuto il padre, Desmond era convinto, sino allo scorso anno, di essere originario del Benin.

      Ma qualcosa non quadrava, dal momento che la sua lingua non era il francese (la parlata ufficiale di quel Paese), ma l’inglese. Un mistero che è stato risolto solo lo scorso anno, quando in un consolato africano di Zurigo Desmond ha scoperto le sue radici: Benin sì, ma Benin City, una popolosa città della Nigeria. E la provenienza nigeriana sarebbe diventata uno degli ostacoli per il riconoscimento quale richiedente l’asilo.

      Così, gravato da un decreto di espulsione che lo invitava a lasciare la Svizzera, il giovane aveva ottenuto qualcosa che poteva permettergli di rifarsi un’altra vita altrove. Un passaporto nigeriano. Un pezzo di carta che purtroppo non gli servirà più a niente.

      https://www.tio.ch/ticino/attualita/1313882/la-storia-di-desmond-affogato-con-il-marchio-di-nem?mr=1&ref=

    • La Segreteria dello di Stato della Migrazione uccide ancora

      Lo scorso 5 agosto 2018 – secondo i media – muore a Maroggia un “ex richiedente l’asilo” annegato nelle acque del Ceresio. Un “tragico incidente”, “una fatalità”, “scivolato su una passerella in riva al lago” – dicono – (…)ex richiedente, che la Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) lo scorso anno aveva deciso per l’espulsione(…) D. era un “NEM”, l’autorità federale gli aveva chiuso la porta in faccia col sigillo della “Non Entrata in Materia” . Eppure qui qualcosa non quadra, non convince, per l’ennesima volta. Con un trascorso tragico come molti/e migranti, dopo aver conosciuto inferni come la Libia e la traversata del Mar Mediterraneo nel quale ha perso l’unica persona legata a lui ovvero sua madre, (deceduta e gettata in mare come immondizia) e padre mai conosciuto, era da diversi anni in Svizzera, il paese della tanto rinomata ”accoglienza”. Qui ha svolto diversi tirocini e conseguito un diploma da asfaltatore, per diventare solo uno dei tanti sfruttati.

      Se da una parte dopo la sua scomparsa è stato elogiato dai giornali per quanto riguarda la farsa dell’integrazione, dall’altra quest’ultima suona sempre come una dichiarazione di guerra, una sorta di minaccia verso le persone che giungono in un altro paese, un’impresa eroica praticamente irraggiungibile. È ora ben chiaro che nemmeno superarla basta più. Nonostante fosse riuscito ad adeguarsi ai canoni di questa società, diventando un numero fra tanti che si spezza la schiena per alimentare questo accogliente sistema, si è visto ritirare il suo permesso da richiedente l’asilo proveniente dal Benin, poiché, come dicono i giornali: “ (…)qualcosa non quadrava, dal momento che la sua lingua non era il francese (la parlata ufficiale di quel Paese – il Benin ), ma l’inglese. Un mistero che è stato risolto solo lo scorso anno, quando in un consolato africano di Zurigo D. ha scoperto le sue radici: Benin sì, ma Benin City, una popolosa città della Nigeria. E la provenienza nigeriana sarebbe diventata uno degli ostacoli per il riconoscimento quale richiedente l’asilo”. Dunque l’accertamento della sua provenienza ha permesso di sbloccare le pratiche per la sua deportazione. Senza se, senza ma, Richard Desmond poteva quindi essere rimpatriato forzatamente.

      Da qui, con un’espulsione pendente nei suoi confronti verso una terra mai conosciuta e, viste le sue grida di aiuto inascoltate da parte di persone e associazioni, l’unico destino a lui imposto, come accade per molte persone in tali situazioni, è stata quella del ricovero all’ospedale psichiatrico. Bombato di psicofarmaci in modo che non potesse né pensare né reagire a quello che gli stava accadendo. Letteralmente gettato nel dimenticatoio, nel luogo in cui la mente viene annientata dai sedativi e la propria personalità viene calpestata.
      D’altronde si sa, le numerose testimonianze dalle prigioni ai centri di detenzione/espulsione per migranti parlano chiaro: è più facile ottenere ansiolitici o sedativi piuttosto che pastiglie per il mal di testa, per la gioia degli aguzzini e delle case farmaceutiche – come avviene anche nella vita di molte persone bianche occidentali.
      Forse allora non si parla più di “tragico incidente”, o “scivolata dal pontile”, come riportano i media di regime, per quanto ci riguarda si tratta dell’ennesimo omicidio da parte di chi decide delle vite e delle libertà altrui. Ennesimo perché di storie simili ne abbiamo sentite abbastanza, chi si ricorda di Youssouuf Diakité, il ragazzo maliano di 20 anni che il 27 febbraio dello scorso anno rimase folgorato sul tetto di un treno? O del ragazzo marocchino travolto a gennaio da un convoglio – sempre a Balerna – lungo i binari della ferrovia? E del richiedente l’asilo di Brissago morto ammazzato da 3 colpi di pistola (!!) da parte della polizia cantonale ticinese per “legittima difesa”? Per non citare Hervé Mandundu, ucciso il 6 novembre 2016 da tre pallottole sparate da un caporale della polizia del Chablais nel Canton Vaud. O Lamine F. trovato morto in una cella del carcere della Blécherette a Losanna il 24 ottobre 2017 che tre giorni prima, alla stazione di Losanna, era stato fermato per un controllo dalle guardie di confine e trattenuto in carcere perché scambiato per un’altra persona per la quale era stato emanato un decreto di espulsione. O anche Mike, membro del collettivo Jeano Dutoit, morto il 28 febbraio 2018 a Losanna durante un controllo di polizia nel quale viene “immobilizzato” e quante storie ancora di “avventurieri” migranti morti cercando di attraversare i confini di questa maledetta fortezza Europa?
      Tutte persone non vittime di fatalità o incidenti come spesso riportato, ma uccise da questo sistema marcio, dalla Segreteria di Stato della Migrazione, uccise dai confini di Stato, uccise dalla Polizia, uccise dal silenzio di questa società complice… …ma tanto si sa, erano migranti, persone non in regola – senza documenti – dal colore della pelle nera, e le loro vite valgono meno delle vite dei bianchi occidentali, non valgono un cazzo. Ecco l’accoglienza svizzera fatta di razzismo, prigioni, deportazioni e omicidi.
      Il razzismo e le frontiere uccidono, l’indifferenza pure! Per un mondo dove nessuno/a debba morire per una linea tracciata su una cartina o per il fatto di non possedere un pezzo di carta: abbattiamo ogni frontiera!


      https://frecciaspezzata.noblogs.org/post/2018/08/25/la-segreteria-dello-di-stato-della-migrazione-uccide-ancora

  • Le pur et l’impur
    https://collectiflieuxcommuns.fr/?754-le-pur-et-l-impur

    Chapitre éponyme du #Livre de P. Nemo « La régresison intellectuelle de la France », Texquis, 2011, pp. 77-87. Ce qui frappe en effet dans la police des idées qui a été mise en place depuis quelques années en France, c’est son caractère crypto-religieux. Aux personnes qui énoncent des faits et arguments au sujet de l’immigration, des mœurs familiales et sexuelles, de l’école, de la sécurité, de la #Politique pénale, des politiques sociales, de la fiscalité, etc., n’allant pas dans le sens de l’orthodoxie (...)

    #Les_fausses_subversions

    / Nemo P., #Psycho-sociologie, Politique, #Gauchisme, #Progressisme, Livre, #Immigration, #Parti_médiatique, (...)

    #Nemo_P. #Totalitarisme

    • Un extrait d’un livre de Philippe Nemo, néoconservateur notoire.

      La publication sans commentaires de l’extrait en question laisse une porte de sortie : on peut toujours prétendre le glisser comme pièce apportée au débat...

    • Lorsque les croyances collectives sont en jeu, les individus n’ont pas le réflexe de chercher à penser par eux-mêmes et de se forger leur propre opinion en examinant la réalité objectivement, indépendamment du jugement des autres. Leurs idées sont le fruit de l’imitation craintive d’autrui.

    • « Voilà un passage qui décrit parfaitement la mécanique de la dérive sectaire »

      C’est ce qui est fait sur l’entièreté du texte. N’est-ce pas suffisant pour « prétendre le glisser comme pièce apportée au débat » ?

      Pour répondre à la question directement : Je n’ai pas choisi le texte. Je le découvre dénigré sur sa provenance et non sur son fond donc je remets en avant le fond.

      Alors, doit-on nous passer des analyses de Bernanos (royaliste d’extrême-droite), Weil (nationaliste catho), Ellul (protestant).. J’entends certains penser « je ne les lirait jamais ». « L’ignorance c’est la force » aurait dit Orwell (franchement homophobe ce mec d’ailleurs.)

      Il me semble qu’un « naufrage » intellectuel est d’avantage dans la résignation : à voir se développer la mécanique sectaire et s’acculturer volontairement que dans une recherche de ce fut-elle par des chemins impurs de la vérité.

    • Si vous pensez que le texte de Nemo permet d’éclairer notre époque avec le même intérêt que ceux de Weil ou Ellul, et que de plus ni les uns ni les autres ne nécessitent de commentaires (y compris sur leurs « provenance »), alors la discussion s’arrête là, justement sur la bifurcation dans la dérive sectaire.

    • Oui, la discussion semble s’arrêter avant d’avoir commencé. Le sous-texte semble être « je ne parle pas aux fafs ».
      Cela dit. J’ai repensé à votre phrase dans les transports. Je la décompose façon technicien qui voyage en absurdie.

      Si vous pensez que :

      1) « le texte de Nemo permet d’éclairer notre époque avec le même intérêt que ceux de Weil ou Ellul »

      La technique est celle de « l’homme de paille » travestir ma position en une autre, plus facile à réfuter ou à ridiculiser.

      Cf. Item n°10
      https://cortecs.org/materiel/moisissures-argumentatives

      Réponse :
      a) Nemo je ne connais pas du tout (et a priori je m’en fout). Je ne parle que de ce texte.
      b) Je n’ai pas comparé Nemo et Weil/Ellul par rapport au niveau de l’intérêt mais par rapport à leurs « impuretés » (un comble de qualifier ainsi S.Weil)

      2) "et que de plus ni les uns ni les autres ne nécessitent de commentaires (y compris sur leurs « provenance »)"

      Je ne me suis pas non-plus prononcé sur le sujet (cf. homme de paille) passons. Y a aussi du fond dans cette question. Voir même une proposition peut-être à Lieux Commun ?
      – Mettre un CV idéologique des auteurs
      – Lister le pts de désaccord sur tous les points
      => Ceci à faire avant chaque publication d’article.
      // Mais, je doute que ça suffise pour sortir rescapé du « naufrage » //

      3) « alors la discussion s’arrête là, justement sur la bifurcation dans la dérive sectaire. »

      Alors là le fond n’est pas clair. Je suis obligé d’extrapoler. Comme je ne veux pas retomber moi même dans le piège de l’homme de paille, je suis obligé de supposer :

      a) Que c’est nous qui bifurquons dans une dérive sectaire (et pas vous).

      b) Que si 1) et 2) sont vrai alors y a dérive sectaire.

      Réponse :
      Sur le fond c’est un peu comique (puisque publier un article contre les dérives sectaires c’est une dérive sectaire) mais admettons :
      Certes vous n’avez pas dit ça mais ça renvoie vers ces 2 pensées :

      >> Si nous nous intéressons plus aux fond qu’aux provenances des textes nous sommes sectaire. Je pense l’inverse. Je trouve ça illogique.

      Plus réaliste.
      >> Trahir son « camps » (celui les gauchistes) c’est s’exclure soi-même du parti (du bien). Donc se prendre les foudres des gardiens (auto-proclamés) du temple. Donc se condamner à être un paria. L’excommunié se retrouve donc condamné à recréer sa petite secte. Ça me fait penser au trotskistes de LO qui se sont enfoncé dans le sectarisme pour éviter de se faire tabasser par les staliniens de l’époque.
      Sur ce dernier point je suis d’accords avec vous ; la discussion est fini :

      « n’allant pas dans le sens de l’orthodoxie régnante, on n’oppose pas d’autres faits ou d’autres arguments, mais une fin de non-recevoir. On ne veut pas discuter avec elles, on veut qu’elles disparaissent purement et simplement de l’espace public. On veut que la société soit purifiée de leur présence »

      Finalement ce petit texte apporte pas mal au débat.

    • >> Si nous nous intéressons plus aux fond qu’aux provenances des textes nous sommes sectaires. Je pense l’inverse. Je trouve ça illogique.

      Ouais... Et en même temps, est-ce que la logique, c’est pas un peu un truc de blancs cishet phallo-occidentalo-capitalisto-centré, tu vois ? Le fascisme, en fait, c’est quand on ne peut plus raconter n’importe quoi. Du coup... Tu serais pas un peu #facho @aktivulo1 ?

  • NEM #blockchain Faucet and Transactions using #reasonml; Let’s get this bread pt.2
    https://hackernoon.com/nem-blockchain-faucet-and-transactions-using-reasonml-lets-get-this-brea

    NEM Blockchain Faucet and Transactions using ReasonMLThis article explains how to get some virutal juice flowing in form of currency known as XEM. Including transactions using NEM SDK with ReasonML. Let’s get this bread pt.2??This article is a follow up on the previous ReasonML and NEM Blockchain; Let’s get this bread??. To see the steps explained in this article working, it’s necessary to complete the tutorial found in the first article.The ObjectiveOur goal is to transfer XEM, from one account to another — for that, we need to create our two accounts, and fill them with XEM, using a faucet.In case you want to learn only about the faucet, you can skip the throwback time section completelyThrowback timeIn case you’ve followed the previous article, you’ve ended up with a file structure as shown (...)

    #nem-blockchain #javascript #docker

  • #reasonml and NEM #blockchain Crashcourse
    https://hackernoon.com/reasonml-and-nem-blockchain-crashcourse-8c8b540ed522?source=rss----3a814

    ReasonML and NEM Blockchain; Let’s get this bread??NEM Blockchain onboarding combined with ReasonML crash courseThis article explains basic usage of NEM2-SDK with ReasonML, together with NEM2-CLI.IntroductionWe will go trough setting up NEM Catapult services to catapult our blockchain workflow, then we will interact with the blockchain itself using NEM SDK for #javascript, but to be extra-cool™ we will write our examples using ReasonML.ReasonML is essentially a syntax for OCaml programming language, it comes with a bunch of useful tooling, that allows us to compile it to Javascript.NEM is a relatively new blockchain technology, that handles multisignature transactions with ease, and has a wonderful dev-tooling.PrerequisiteThis article assumes you are familiar on an entry level with #docker, (...)

    #nem-blockchain

  • NEM-NEE

    Après être revenu sur les fondements historiques et conceptuels du droit d’asile et des étrangers, après avoir retracé l’évolution juridique actuelle, il documente les conditions de (sur)vie des personnes dont la demande d’asile a été frappée d’une décision de non-entrée en matière (NEM).


    https://vimeo.com/128189652

    –-> Un #film de 2005, réalisé par le jeune #Charles_Heller (c’est probablement son premier film). Je mets ici pour archivage

    #documentaire #NEM #non-entrée_en_matière #Suisse #survie #aide_d'urgence #SDF #sans-abris #asile #migrations #réfugiés #déboutés #disparitions #droit_d'asile #catégorisation #abus #profit #délit_de_solidarité #Soleure #illégalisation #clandestinisation #droits_humains #attractivité #Suisse

    Quelques citations que Heller utilise dans son film (notamment de #Arendt et #Agamben) :


    #camps

    Interview de Dominque Boillat, directeur de l’Office fédéral des migrations, à partir de la minute 5’50 :

    « La Suisse a une politique de migration qui est basée sur le marché du travail. Cela signifie qu’elle a fait une priorité aux compétences professionnelles, pour permettre aux étrangers qui viennent s’établir dans notre pays de s’introduire plus facilement sur le marché du travail, en fonction des besoins de notre économie. Par contre, la migration de l’asile est une migration clandestine, ce sont des gens qui viennent de la misère, souvent peu formés, de beaucoup plus loin, donc ils ont beaucoup plus de difficultés à s’intégrer dans notre société, des mœurs différents, parfois de religion différente. Ces gens-là, les Etats qui ont signé la convention de Genève, et la Suisse en est, doivent leur donner une protection. Ici on est dans un autre domaine. C’est pas de la migration souhaitée du point de vue de l’économie, c’est une migration qui est entre guillemets »"tolérée" parce que ces gens ont besoin d’une protection. Si quelqu’un vient dans ce système et veut en profiter pour immigrer alors qu’il n’a ni les compétences professionnelles, ni le droit de séjourner ni le droit d’avoir l’asile, il est considéré comme un étranger en séjour irrégulier. Cela dit, un certain nombre reste quand même, ils s’accrochent. Ils n’ont plus de travail, ils sont là, ils sont à la charge des autorités, parce qu’on ne peut pas les mettre à la rue non plus. Et il y a donc un bras de fer entre ces personnes qui se sentent exclues, mais qui ne veulent tout de même pas rentrer."

    Voix off Charles, à partir de la minute 7’70, en commentaire de cette citation de Arendt :


    « Hannah Arendt montre la logique de la politique adoptée par les Etats européens face aux réfugiés durant la Deuxième guerre mondiale.
    Le refus d’intégrer et l’impossibilité de renvoyer les réfugiés ne pouvait que mener aux camps.
    Nous retrouvons aujourd’hui à l’œuvre cette même logique, en Suisse comme partout en Europe. Et l’analyse d’Hannah Arendt garde toute sa pertinence, particulièrement si, à l’instar de Giorgio Agamben, on définit le camp non par les horreurs qui sont commises, une topographie spécifique, mais comme un espace d’exception au sein duquel le sujet ayant perdu toute protection juridique, est réduit à la vie nue. C’est bel et bien un tel espace que les autorités helvétiques allaient ouvrir en développant sciemment, méticuleusement, des moyens juridiques de faire disparaître ces personnes désignées comme indésirables ».

    Interview de Françoise Kopf, à partir de la minute 8’40 :
    "Les débuts de l’histoire remontent à l’entrée en vigueur de la loi sur l’asile. La première loi sur l’asile que la Suisse a formulée. Peter Hess, qui était à l’époque le responsable de la police étrangère, qui était en charge de l’asile, avait trouvé que l’aide sociale pouvait être utilisée comme instrument dans la politique d’asile, et donc en réduisant l’aide sociale on allait probablement réduire l’attractivité et l’attrait de la Suisse. Cette idée a fait son chemin, mais au même temps il y a eu une espèce de changement qui s’est mis en place dans les années 1990. A ce moment-là, réduire l’attractivité a changé de sens, ça a voulu plus dire réduire la durée de séjour, c’est-à-dire pousser les gens à disparaître, à les dissuader de rester plutôt que de réduire l’attractivité pour les potentiels arrivants. L’aboutissement de ces mesures se lit dans le « rapport Fuhrer/Gerber », un rapport de travail qui a été co-piloté par la conseillère d’Etat Rita Fuhrer, UDC, et l’ancien chef de l’Office fédéral des réfugiés, Jean-Daniel Gerber, qui était destiné à trouver de nouvelles mesures pour faire des économies dans le domaine de l’asile. Au moment où le rapport a été écrit, le Conseil fédéral, dans ces messages, avait constater qu’on avait réduit à un tel minimum les prestations d’assistance qu’on ne pouvait pas descendre plus bas et qu’il fallait donc changer de système. Comment faire pour faire des économies sans pouvoir descendre plus bas dans les normes de dignité ? L’idée est née d’exclure certains groupes, tout simplement, de l’assistance, et on les incitent à disparaître. Le rapport dit clairement que cette disparition est un des moyens de réduire les coûts, et table là-dessus, c’est-à-dire que les gens disparaissent dans la clandestinité, ici ou ailleurs. Ce qui est encore plus fou, c’est qu’en réalité les cantons, qui sont quand même tenus de mettre une aide d’urgence en place, sont, par ce rapport, incités aussi à ne pas en faire trop. Ils le disent très clairement : si toutes les personnes renvoyées dans l’anonymat, ces personnes qui n’existent plus, sans identité, faisaient recours à cette forme d’hébergement, l’hébergement d’urgence, des conséquences de ces mesures pourraient être négatives. « Toutefois, à juger par les expériences faites ces dernières années, seule une minorité des individus concernés et susceptibles de recourir systématiquement et pour une longue durée aux services et aux biens accessibles dans les centres d’urgence. La grande majorité d’entre eux disparaîtrait et chercherait de nouvelles opportunités dans la clandestinité ou au-delà des frontières. »

  • Reçu via la mailing-list du Collectif R (Lausanne, Suisse), le 5 mars 2018
    Site du Collectif R : http://desobeissons.ch

    Parcours de E.N. depuis le #Cameroun

    E.N. est originaire du Cameroun. Elle fuit ce pays, enceinte, en compagnie de son fils de deux ans et de son compagnon, en octobre 2016. Durant la traversée du #Niger, en octobre-novembre 2016, elle est victime de violences graves et inhumaines :

    « Nous avons fait deux semaines de voyage jusqu’à la frontière, à travers le désert. Nous étions très nombreux, entassés comme des animaux, allongés les uns sur les autres dans plusieurs pick-up, 42 personnes par véhicule ! Il y avait toute une colonne d’une dizaine de pick-up. Il faisait très chaud et nous étions sous la bâche. Nous ne devions pas bouger. Chaque mouvement dérangeait les autres qui nous frappaient. J’ai été beaucoup giflée pendant ce voyage parce que l’immobilité me causait des douleurs et je devais bouger. Je pleurais aussi à cause de mon fils parce qu’il faisait très chaud et que j’avais peur pour sa vie. Pendant trois jours il n’a pas bu d’eau. Il s’était déshydraté et il perdait du sang dans les selles et par vomissements. Il était très faible quand nous sommes arrivés.

    Des gens sont morts étouffés à cause de la chaleur et leurs corps ont été abandonnés au bord de la piste. Nous avons vu des squelettes dans le désert et des objets abandonnés comme des chaussures, des sacs, des vêtements. Nous avons vu un pick-up abandonné, des restes humains autour. C’était des images de la mort. Il n’y a pas de loi dans le désert et nous sommes à la merci du #guide qui nous conduit. Nous nous arrêtions dans les villages et là ils violaient les femmes. Moi j’avais rasé ma tête avant de partir et j’étais accompagnée d’un homme qui avait de l’argent et qui a à chaque fois pu payer pour qu’ils me laissent tranquille. Des hommes aussi étaient violés. Il y avait aussi des bandes armées qui nous accostaient pour nous prendre l’argent et kidnapper des femmes. Ils nous faisaient aligner allongées par terre et nous forçaient à ouvrir les jambes pour aller fouiller avec la pointe du fusil si nous cachions de l’argent à l’intérieur de nous. Ils demandaient aux enfants de regarder et mon fils de 2 ans a dû regarder. C’était ignoble.

    En #Libye nous sommes arrivés sur une espèce de camp où se trouvaient plus de 1’000 personnes. C’était en fait un terrain à ciel ouvert à proximité d’une ville. Nous sommes restés là deux semaines et demies. Les hommes partaient le matin pour travailler à la journée et gagner un peu d’argent pour poursuivre le voyage. Sur place, on nous vendait du pain, des boîtes de sardines et des packs d’eau. Il faisait très chaud, une chaleur qui n’a pas de nom, comme je n’avais jamais vécu auparavant. Il y avait beaucoup de diarrhées et de tuberculose et l’endroit était infesté de poux. Deux des femmes qui ont voyagé avec moi et qui sont maintenant en Allemagne sont atteinte de tuberculose et sont hospitalisées. Elles étaient en Suisse avant mais elles avaient reçu la décision de renvoi vers l’Italie et elles sont parties. Je le sais parce que nous échangeons nos contacts facebook entre nous pour que nos familles puissent être averties si nous disparaissons. Je suis restée en contact avec elles. La région était troublée et il y avait des attaques. Un jour, mon compagnon qui était parti avec un groupe d’hommes n’est pas revenu. Le passeur a dit que les milices locales les avaient fusillés. Je n’ai aucune preuve et je n’ai pas vu son corps. Je n’ai plus aucune nouvelle de lui mais sa famille non plus, qui a été avertie de sa mort par nos compagnons de route, et qui me harcèle depuis pour que je rende l’argent du voyage. Sa mère avait fait un emprunt pour qu’il puisse payer les passeurs.

    Le camp était gardé et nous ne pouvions pas nous enfuir comme ça. Mais la ville a été bombardée et il y a eu un mouvement de fuite de tous les migrants à ce moment-là. Je me suis enfuie avec mon fils. J’étais enceinte. J’avais caché de l’argent dans la semelle des babouches et j’ai pu payer pour la traversée de la #Méditerranée. Nous sommes arrivés en #Italie avec mon fils, complètement épuisés et démunis.

    Nous avons été logés dans une maison pour femmes tenue par des bonnes sœurs. Elles étaient sévères avec nous et contrôlaient la discipline. L’une d’entre elle était mauvaise et elle frappait nos enfants. Elle a frappé mon fils de 2 ans et quelques mois sous mes yeux parce qu’il avait arraché une fleur sur les plates-bandes. Les autres mères avaient peur de ces bonnes sœurs qui visiblement n’étaient pas là pour nous aider. Je me suis enfuie avec mon fils après quelques jours parce que cet endroit nous infantilisait et je ne me sentais pas respectée. Je ne voulais pas qu’on frappe mon fils ni que quelqu’un d’autre s’approprie l’éducation de mon fils. »

    Après s’être enfuie de chez les sœurs, E.N. et son fils arrivent à Milan où un amie les héberge quelques temps. Enfin, ils atteignent la #Suisse le…. Le jeune garçon est alors âgé de trois ans et E.N. est enceinte de…. Elle dépose une demande d’asile en Suisse, le….

    Malgré sa grossesse avancée, le SEM n’entre pas matière su sa demande d’asile et prononce son renvoi vers l’Italie, au nom des accords de #Dublin III. Elle accouche le 10 octobre 2017.

    Depuis lors, elle élève seule ses deux enfants, âgés aujourd’hui de 4 mois et de 3 ans, dans un contexte de grande détresse causé par la décision de son renvoi qui reste toujours valable aux yeux des autorités suisses. Les enfants nécessitent beaucoup de soins et une attention constante et E.N. ne dort pratiquement plus depuis des mois.

    Elle dit ne plus avoir la force de sortir avec eux, elle se sent très nerveuse et en situation de détresse, oppressée par la décision de son renvoi – qui peut être mise à exécution à tout moment. Elle vit de l’#aide_d’urgence, dans un centre collectif où le bruit et les dérangements continus l’empêchent de prendre du repos. En plus des douleurs causées par une arthrose des os, un ulcère à l’estomac pouvant provoquer des crises vomitives, et des sinusites chroniques occasionnant maux de tête et saignements, elle souffre d’un état d’#épuisement très avancé. Elle est sous anti-dépresseurs et suit, depuis septembre 2017, une psychothérapie de soutien. Le rapport médical versé par les professionnels qui l’entourent fait état de troubles anxieux dépressifs réactionnels, accompagnés d’une symptomatologie de #stress_post-traumatique. Elle a été hospitalisée une semaine en raison de ses angoisses et de son état d’épuisement physique et psychique et elle reçoit depuis un accompagnement infirmier à domicile.

    Malgré l’état de santé de E.N, malgré la charge de ses enfants en très bas et malgré les obstacles à leur réinstallation en Italie, un pays où la elle n’a aucune attache, aucun soutien ni aucune famille, et dont elle ne parle pas la langue, les autorités suisses refusent d’appliquer la #clause_de_souveraineté pourtant prévue par les accords de Dublin III en cas de raison humanitaire.

    Un réexamen de la décision de renvoi, basé sur le récent rapport médical établi par les professionnels de la santé qui entourent E.N, est déposé par sa mandataire juridique le 20 février 2017. Malgré cette démarche juridique, le Secrétariat d’Etat aux Migrations ne daigne pas suspendre le renvoi, même pour prendre le temps d’examiner à nouveau sa requête. Après quoi, l’autorité cantonale en charge de l’exécution des renvois – le Service de la population – tout aussi indifférent à la détresse de E.N. et de ses enfants, prononce leur #assignation_à_résidence, et leur fait savoir que la préparation de leur #renvoi_forcé vers l’Italie est bientôt terminée.

    Or, les autorités suisses n’ignorent pas les dangers auxquels est confrontée une femme migrante seule, avec ou sans enfants, dans les rue de l’Italie. Ainsi, les autorités suisses, intransigeantes dans leur acharnement à exécuter les renvois, mettent sciemment la vie de E.N et celle de ses enfants en danger !
    La Suisse a le devoir humanitaire évident de renoncer au renvoi en Italie de cette femme et de ses enfants, pour qui l’Italie serait une épreuve qui aggraverait leur état de santé psychique précaire nécessitant une prise en charge, et leur stabilité.

    #violence #femmes #parcours_migratoire #itinéraire_migratoire #grossesse #migrations #asile #réfugiés #mourir_dans_le_désert #morts #décès #désert #violences_sexuelles #viols #humiliation #non-entrée_en_matière #NEM #NEM_Dublin #renvoi_Dublin

    –-> Dans son récit, cette personne parle de #guide pour désigner les #passeurs.

    cc @isskein : voilà ce que c’est Dublin en Suisse...

  • Prévisions pour 2018 LGS - Théophraste R. - 25 Décembre 2017
    https://www.legrandsoir.info/previsions-pour-2018.html

    En 2018, il fera chaud en août. En septembre, le poids des cartables fera l’objet d’une émission « le téléphone sonne » à #France-Inter et de débats sur #BFM-TV.

    #Emmanuel-Macron lâchera que les étudiants sont des « branleurs » (sic), #Brigitte-Macron sera admise à l’hôpital américain de Neuilly pour un décoincement des zygomatiques, le chien #Nemo aura des tiques, mais une équipe de vétérinaires venu des Nouvelle-Calédonie (via Tokyo) l’en débarrassera. Il fera pipi sur le tapis rouge à l’arrivée d’#Angela-Merkel.


    Mort de la reine d’Angleterre (92 ans) : #Giscard, #Sarkozy, #Hollande, Macron seront aux obsèques (mais pas dans le même avion) ainsi que tous les ministres et #Stéphane-Bern (méconnaissable sous sa voilette noire) et aussi #Alain-Finkielkrault (« Elle a structuré ma pensée »).

    La #SNCF déplorera des ruptures de caténaires toutes les semaines, #Jean-Claude-Mailly prendra sa retraite de #FO et le pouvoir lui proposera un fromage discret de la marque « Sinécure ». Neuf #députés #LREM démissionneront pour redevenir patrons.

    #Aurore-Bergé et #Nadine-Morano rentreront en France après leur fuite à Noël pour échapper au sort fait aux dindes. #Gérard-Collomb sera victime d’un AVC mais ça ne changera rien quand il parle. Dix députés LREM seront surpris faisant la queue au Restaurant du cœur.

    Des journalistes attachés au mot juste remplaceront « migrant » par « réfugié », #Ruffin prendra la parole dans l’Hémicycle en slip de bain et tuba pour protester contre le délabrement de la piscine d’Amiens. La vidéo fera le tour du monde et sera vue 500 millions de fois.

    Près de 270 millions de locuteurs de la langue française lanceront une pétition internationale contre l’écriture dite inclusive ; les bobos-gauchos-démagos-hexagonaux qui avaient inventé le concept se remettront à écrire comme avant, en attendant d’apprendre les règles de grammaire et notamment celle sur l’accord du participe passé conjugué avec « avoir ». De colère, ils choisiront (enfin !) de se battre pour l’égalité homme/femme dans les entreprises (« A travail égal, salaire égal !).

    #Léa-Salamé pulvérisera le record mondial de durée de confession (20 heures ininterrompues) à Notre-Dame de Paris ; elle regrettera en sortant de ne pas avoir eu le temps de tout dire sur sa gestion de « L’émission politique ». Son confesseur mourra d’épuisement le lendemain.

    #BHL avouera que #Botul n’a pas existé.

    En décembre, il neigera sur l’autoroute du soleil et on assistera à des embouteillages monstres.

    #Valls deviendra roi de la Catalogne sous le nom de Manouel 49-3. #Julie-Gayet dira à #François-Hollande « Arrête de grossir ou je te quitte » . #Carla-Bruni commencera à reprocher à #Nicolas-Sarkozy de ne pas se « faire du gros argent », comme il avait promis.

    #Anne-Saint-Cricq se transformera sorcière, mais sans que ça se voit.

    #Eric-Zemmour deviendra chauve. #Naulleau se fera recoller les oreilles. #Christine-Angot mourra empoisonnée par morsure de langue, #Yann-Moix explosera comme une grenouille dans l’émission de #Laurent-Ruquier .

    #Caroline-Fourest se fera siliconer les lèvres et on la prendra pour #Emmanuelle-Béart en la voyant et pour Pinocchio en l’écoutant.
    Grâce à ses lecteurs qui redécouvriront le sens du mot « étrennes » et l’utilité de la chose, le site Le Grand Soir enverra deux reporters à l’étranger pour produire un film et un livre qui nous rendront tous meilleurs (1).

    Théophraste R.
    Note (1) Ceci est un projet déjà en cours, pas une prévision abracadabrantesque.

    #Humour #Voeux #2018 #France

  • Solidarité Tattes | Appel Dublin : La parole aux étudiant-e-s en travail social
    https://asile.ch/2017/11/13/solidarite-tattes-appel-dublin-parole-aux-etudiant-e-s-travail-social

    “Je me suis sentie complètement bouleversée, impuissante et… niée dans mon travail, qui devait durer 6 mois, mais qui a été stoppé après 4 mois “. Texte envoyé par email via la newsletter de Solidarité Tattes, le 12 novembre 2017. D’ici au 20 novembre 2017, date de remise de l’Appel contre l’application aveugle du règlement Dublin, […]

  • L’#ADN révèle les secrets du #tardigrade, résistant suprême
    http://www.lemonde.fr/sciences/article/2017/07/31/l-adn-revele-les-secrets-du-tardigrade-resistant-supreme_5167103_1650684.htm

    « Shinjirarenai ! », « Amazing ! », « Incroyable ! ». Dans toutes les langues, l’adjectif résonne souvent à l’unisson à l’évocation du nom d’une petite bête : le tardigrade. D’origine obscure et doté de facultés de survie inouïes, l’animal microscopique, surnommé « ourson d’eau » à cause de ses griffes, intrigue les scientifiques. Un groupe de biologistes britanniques et japonais a donc entrepris d’explorer son génome. Cette plongée dans les arcanes de son ADN leur a permis d’en percer certains mystères. Publiée le 27 juillet dans la revue PLOS Biology, leur étude apporte des révélations sur deux fronts distincts : la position exacte de l’animal au sein du vivant et les mécanismes génétiques à l’origine de ses capacités de #résistance.

    #nématodes #immortalité

  • SEM | Octroi de l’aide d’urgence en 2016 aux requérants d’asile déboutés
    https://asile.ch/2017/07/14/sem-octroi-de-laide-durgence-2016-aux-requerants-dasile-deboutes

    L’an dernier, 10’614 personnes ont obtenu une aide d’urgence sous forme de places d’hébergement, de nourriture, de vêtements ou de soins médicaux de base. Ces prestations ont été accordées en moyenne durant 122 jours, pour un coût total de 69,5 millions de francs. Dans l’ensemble, tant la durée de perception que les coûts de l’aide […]

  • RTS, Vacarme du 8 au 14 mai | “Moi Angèle, requérante d’asile, renvoyée vers l’Italie”
    https://asile.ch/2017/05/02/rts-vacarme-8-14-mai-moi-angele-requerante-dasile-renvoyee-vers-litalie

    Angèle* a 24 ans. Elle a quitté son pays d’Afrique de l’Ouest il y a un an, a traversé le Sahara, la Méditerranée et l’Italie pour demander l’asile en Suisse. Mais ses empreintes digitales ayant été enregistrées en Sardaigne, Angèle a été déclarée « NEM Dublin ». Selon le principe cardinal des accords de Dublin, dont la […]

  • En France, un tiers des #réfugiés sont expulsables dans un autre pays européen
    https://www.mediapart.fr/journal/international/221216/en-france-un-tiers-des-refugies-sont-expulsables-dans-un-autre-pays-europe

    Devant le centre de premier accueil des réfugiés de Paris, le 25 novembre 2016. © Reuters De plus en plus d’exilés, après avoir laissé leurs empreintes en Italie ou en Allemagne, arrivent en France dans l’espoir de déposer une demande d’asile. Soumis au règlement de Dublin, ils risquent d’être renvoyés d’où ils viennent. En attendant, les préfectures les assignent à résidence, manière d’assurer leur surveillance.

    #International #asile #convention_de_Dublin #migrants

  • Voix d’Exils | Il échappe à Daesh mais pas au SEM
    http://asile.ch/2016/08/22/voix-dexils-echappe-a-daesh-sem

    Témoignage saisissant de Saïd, un jeune Erythréen qui raconte son périple jusqu’en Suisse. Emprisonné dans son pays pour avoir déserté l’armée, il s’enfuit et gagne la Libye. Traité comme du bétail par les passeurs qui lui promettent la traversée de la Méditerranée, il croise le chemin des troupes de Daech. Il leur échappera de justesse […]

  • Une famille irakienne recourt avec succès contre son #renvoi vers la #Bulgarie

    Au mois de septembre, j’ai publié dans Le Matin Dimanche un article sur une famille de réfugiés irakiens que la Suisse veut renvoyer en Bulgarie dans le cadre des accords de Dublin (lire mon billet précédent). Fait rarissime, cette famille a gagné son recours contre la décision de “Non entrée en matière” du Secrétariat d’Etat aux Migrations (SEM). Mais elle n’est de loin pas tirée d’affaire, car le Tribunal Administratif Fédéral ne peut se prononcer que sur la forme, et pas sur le fond. Sa seule option : renvoyer le SEM à sa copie et lui demander de prendre une nouvelle décision. Qui sera très certainement…la même, selon les spécialistes que j’ai interrogés. En résumé : des pages noircies, des heures perdues, bref, du vent. Pendant ce temps, la famille en question poursuit son intégration en vivant dans l’angoisse permanente du couperet. Et, à l’instar d’Amnesty International, des ONG continuent à dénoncer les conditions d’accueil catastrophiques des migrants renvoyés dans certains pays d’Europe de l’Est, comme la Hongrie et la Bulgarie. Ci-dessous un nouvel article publié dans Le Matin Dimanche du 20 décembre.

    https://medium.com/@CamilleKra/une-famille-irakienne-recourt-avec-succ%C3%A8s-contre-son-renvoi-vers-la-bul
    #Suisse #expulsion #Dublin #asile #migrations #réfugiés #NEM

  • Question pour @tintin, concernant l’#Allemagne et les #réfugiés...

    Une amie suisse qui s’occupe d’un réfugié afghan me pose la question suivante :
    Qu’en sais-tu du renvoi de ressortissants afghans depuis l’Allemagne ?

    J’ai peur que ma réponse doive être : ils renvoient à tour de bras, mais avant de lui répondre définitivement, je voulais trouver des informations fiables...
    @tintin, en sais-tu quelque chose ?

    Le réfugié afghan dont elle s’occupe a reçu en Suisse une décision #NEM (non-entrée en matière) Dublin... il est en détention administrative en vue du renvoi sur l’Allemagne... Et mon amie à peur que depuis l’Allemagne ils vont par la suite le renvoyer en Afghanistan...

    #réfugiés_afghans #renvoi #expulsion

    • Pour le moment il n’y a aucun renvoie « à tour de bras ». Il y a beaucoup de « tension » autour des réfugiés afghans, pour l’instant le discours des politiques est très en avance sur leur résolution. Les afghans par contre, pour tout ce qui est papiers scolarisation, etc, passent après les syriens et les irakiens.
      L’Afghanistan est toujours considéré comme pays en guerre, une des manœuvres à l’heure actuelle est de définir des régions sures à l’intérieur du pays, mais pour le moment rien d’officiel.
      La pire situation pour les afghans est d’obtenir un demi statut dit « toléré ». Prestations à minima, accompagnement à minima, pas de permis de travail...
      La situation ne prête pas à rire.

    • @cdb_77
      Ai vu hier un reportage sur un réfugié afghan qui est arrivé en Allemagne à l’age de 14 ans et qui en a aujourd’hui 18. Il est donc arrivé avant la grande vague des réfugiés. Deux de ses demandes d’asile ont été déboutée, il est aujourd’hui majeur et donc expulsable. Mais pas expulsé, le combat administratif se poursuit.
      La majorité des cas récents d’expulsion l’ont été pour des faits criminels.
      Exemple personnel, des portables et certains objets disparaissent à un étage précis, à chaque étage il y a un vigile. Les voleurs sont identifiés, une perquisition est ordonnée, aucun des objets volés ne sont retrouvés mais dans le faux plafond des tablettes d’ecstasy et un couteau. Il s’agissait de jeunes syriens. Ils ont été séparés et éparpillés dans différents centres et leur demande d’asile suit son cours.

  • Pierre Bühler | « NEM Dublin » : L’étrange langage de l’asile
    http://asile.ch/2015/12/24/pierre-buhler-nem-dublin

    Cette formule un peu énigmatique relève du langage de l’asile. Elle veut dire : « non-entrée en matière sur la requête d’asile, parce que le requérant d’asile tombe sous la règle des accords de Dublin, c’est-à-dire qu’il peut être refoulé vers le pays par lequel il est entré en Europe, le pays de premier accueil ». Cela signifie […]

  • « Toujours plus d’Erythréens se voient refuser l’asile »…vraiment ?!
    http://asile.ch/2015/12/10/toujours-plus-derythreens-se-voient-refuser-lasile-vraiment

    Le Comptoir des médias est intervenu auprès des rédactions en ligne du 24Heures, de la Tribune de Genève et du 20 Minutes, à propos de l’article « Toujours plus d’Erythréens se voient refuser l’asile », signé ATS et paru le 23 octobre 2015. L’article parle de refus des demandes d’asile, alors qu’il s’agit en réalité de décisions de non-entrée […]

  • La Suisse doit suspendre les renvois Dublin vers les Etats à la frontière de l’Union européenne et sur la route des Balkans, et traiter elle-même les demandes d’asile
    http://www.asile.ch/vivre-ensemble/2015/10/27/la-suisse-doit-suspendre-les-renvois-dublin-vers-les-etats-a-la-frontiere-de-l

    L’appel est lancé : plusieurs voix s’élèvent et s’unissent pour demander au Conseil Fédéral la suspension des renvois Dublin pour un certain nombre de pays, ainsi que le traitement par la Suisse, de ces demandes d’asile. Une initiative soutenue par Vivre Ensemble, membre de la Copera. Lire le communiqué ci-dessous. Vivre Ensemble vous invite à son [...]

    #Communiqué

  • Au moins 20 enfants réfugiés venus seuls en Suède ont disparus de la gare de Malmö

    Depuis dimanche 13 septembre, au moins 500 réfugiés sont arrivés en gare de Malmö, dont beaucoup sont des mineurs non-accompagnés. Il semble qu’une vingtaine d’entre eux aient disparus avant d’avoir eu le temps de se faire enregistrer auprès des autorités suédoises qui a installé un bureau dans la gare. Eva-Gun Westford, représentante de la Police de la région de Scanie craint que ces enfants aient été enlevés et qu’ils soient abusés sexuellement. Mais il est aussi possible que des gens bien intentionnés, dans le chaos qui régnait dimanche en gare de Malmö, aient voulu venir en aide aux enfants et les ont amenés chez eux pour les nourrir et leur offrir un lit.

    Flyktningbarn forsvinner i Sverige - NRK Verden - Utenriksnyheter og -dokumentarer

    http://www.nrk.no/verden/flyktningbarn-forsvinner-i-sverige-1.12550634

    Flyktningbarn forsvinner i Sverige

    Politiet frykter at barn som kommer alene til Sverige blir bortført eller utnyttet i menneskehandel eller prostitusjon. 20 barn er sporløst borte fra togstasjonen i Malmö.

    #suède #réfugiés #refscan #asile #migrations

  • Le rapport commandé par #Boris_Nemtsov a été traduit en français par des militants entre autre du GRRR (Groupe de résistance aux répressions en Russie)

    (#Boris #Nemtsov était un opposant libéral russe. Il est mort assasinée le 27 février 2015 à Moscou à quelques pas du Kremlin)

    L’idée de ce rapport revient à Boris Nemtsov. Un jour, entrant dans le QG du parti, il annonça à voix haute : « Je sais ce qu’il faut faire, rédiger un rapport "#Poutine, et la guerre", le tirer en beaucoup d’exemplaires et le distribuer dans les rues. On va raconter comment Vladimir Poutine a déclenché cette guerre. C’est comme ça qu’on va vaincre sa propagande ». Il nous regardait tous en triomphant, comme il le faisait à chaque fois qu’il avait une bonne idée. « Qu’est-ce que tu en penses, Chorina[1] ? Elle te plaît, cette idée ? », dit-il passant son bras sur ses épaules. Dès le début 2015, Boris a commencé à rassembler des informations dans ce but. Il travaillait beaucoup avec des données publiques, trouvait des gens qui pouvaient lui en fournir. Il était persuadé qu’essayer d’arrêter la guerre, là était le vrai patriotisme, et que la guerre avec l’Ukraine était un crime lâche et cynique, que notre pays payait avec le sang de ses citoyens, en plus d’une crise économique et d’un isolement politique.

    http://www.grr-russie.org/2015/06/version-francaise-du-rapport-de-boris.html

    #russie #ukraine #guerre #répression

  • #Nemtsov_Report Says More Than 200 Russian Soldiers Killed In #Ukraine War
    http://www.rferl.org/content/russia-nemtsov-report-ukraine-war/27011532.html

    More than 200 Russian military personnel have been killed in fighting in eastern Ukraine, according to a report based on research begun by slain opposition leader Boris Nemtsov.

    The estimated death toll is one of the main findings of the much-anticipated report on Russia’s involvement in the Ukraine conflict, which was completed by allies of Nemtsov after his killing in February and released on May 12.

    Lien vers le rapport (en russe, du moins, j’imagine : pour l’instant, ça rame…) http://www.putin-itogi.ru/putin-voina

  • C’ést un document de 2009, mais oh combien actuel !
    La machine fédérale contre l’immigration

    Familles parquées dans des #containers, enfants retirés de l’école, personnes malades expulsées. Pour filtrer son immigration, la Suisse a mis au point un système entièrement nouveau. Un accueil dont le but n’est pas d’accueillir les gens mais de les faire partir : l’aide d’urgence. Cette méthode ouvertement dissuasive est appliquée à tous les immigrants dont la Confédération ne veut pas. Depuis 2004, la Suisse veut accélérer les procédures dans le domaine de l’asile. Une méthode ouvertement dissuasive a été mise en place : l’aide d’urgence. Les immigrants dont la Confédération ne veut pas sont ainsi poussés au départ.

    Tout commence en 2004 avec une décision politique. Le pays veut accélérer les procédures dans le domaine de l’asile. Il considère que certaines demandes sont à l’évidence injustifiées et que certains requérants doivent repartir aussitôt. Comme la Constitution ne permet pas de leur refuser toute assistance, on invente une « #assistance_dissuasive ». On va leur donner un peu d’argent, mais pas assez. On va leur fournir un logement, mais rudimentaire. On pourra même au besoin les emprisonner : c’est ce qu’on appelle des « mesures de contraintes ». L’aide d’urgence s’applique d’abord aux personnes qui font l’objet d’une #non-entrée_en_matière : les #NEM. Pour la plupart, ce sont des hommes, jeunes et célibataires. Mais en 2008, une nouvelle décision politique élargit la formule à tous les requérants d’asile en fin de procédure. Ce qui multiplie le nombre des personnes concernées et notamment des personnes vulnérables : les enfants, les malades et les familles. Ce reportage-vérité le montre, images à l’appui : aujourd’hui, la Suisse n’hésite plus à retirer de l’école les enfants de familles déboutées. A expulser des familles entières, et parfois mêmes, des malades.

    http://www.rts.ch/emissions/temps-present/immigration/1260539-la-machine-federale-contre-l-immigration.html

    #aide_d'urgence #dissuasion #logement #hébergement #bunkers #asile #réfugiés #déboutés #Suisse #migration #accueil #accélération_des_procédures #documentaire #reportage #Waldau