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#plages

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  • @biggrizzly
    BigGrizzly @biggrizzly CC BY-NC-SA 29/01/2026
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    @kassem
    @ericw
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    Le pétrole de l’Erika refait surface en #Bretagne, 26 ans après son #naufrage - ICI
    ▻https://www.francebleu.fr/infos/environnement/le-petrole-de-l-erika-refait-surface-en-bretagne-26-ans-apres-son-naufrag

    Une quinzaine d’#oiseaux #mazoutés ont été retrouvés ces dernières semaines sur des #plages du sud-#Finistère. D’après les analyses réalisées par le #Cedre, le #pétrole proviendrait du #pétrolier #Erika, qui a fait naufrage en décembre 1999.

    BigGrizzly @biggrizzly CC BY-NC-SA
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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 28/01/2026

    Il ciclone #Harry e quel silenzio imbarazzante della politica sul consumo di suolo lungo le coste

    Mentre il Governo Meloni dichiara lo stato di emergenza nazionale per Sicilia, Calabria e Sardegna dopo il “violento maltempo dei giorni scorsi”, promettendo generici ristori per salvare il “Pil turistico”, quasi nessuno richiama l’attenzione sul fatto che il 47,6% del consumo di suolo costiero del 2024 in Italia sia stato registrato proprio in queste tre Regioni. Lo fa invece il prof. Pileri, scrivendo una paradossale lettera al ciclone

    Harry ti presento la nostra politica, così provi tu a spiegarle alcune cose, con pieno rispetto per coloro che hanno subito i danni e che non c’entrano con quel che diremo.

    Prima cosa: spiega loro che tu sei il primogenito di altri cicloni. Dopo di te potrebbe arrivare Sally, poi Tally, poi Wally e poi chissà chi altro. E, c’è da giurarlo, saranno più ciclonici di te. Ti sarai accorto anche tu che, all’indomani dei tuoi sferzanti colpi che hanno sollevato onde di decine di metri, tutti i luminari della politica hanno parlato di danni, soldi e ricostruzione, ma non dei tuoi genitori ovvero di papà “riscaldamento” e mamma “globale”. E del fatto che a loro volta sono figli del nostro dannato modello economico fuori controllo.

    Di nuovo tutto tace. Pare che abbiano fatto la conta dei danni e dicano che si tratti di oltre un miliardo di euro tra coste siciliane, calabresi e del Sud della Sardegna. Ma nulla di più di questo sappiamo. Che cosa è stato danneggiato? Case? Strade? Muri di contenimento? Linee ferroviarie? Cavidotti? Fognature? Oppure i tanto amati, amatissimi, stabilimenti balneari che negli anni si sono allargati, espansi, rafforzati divorando metri su metri di spiaggia fino a gettare le loro finte strutture temporanee a un paio di metri dalla battigia?

    Sono sicuro che tu, Harry, da scassinatore di coste, ti saresti aspettato di leggere sui giornali del giorno dopo la conta precisa del bottino e non una somma approssimata dentro la quale non distinguiamo nulla.

    Quindi facciamo bene la domanda a ministri, sindaci e governatori ad interim. Premesso che tra ottobre e aprile sulle spiagge non dovrebbe esserci nulla e tutti gli stabilimenti balneari dovrebbero sparire, perché si tratta di strutture che devono essere amovibili, vorremmo sapere: quanti stabilimenti balneari non hanno smontato un bel niente in barba alle norme e/o al buon senso e hanno subito danni?; quanti di questi è impossibile smontarli perché anno dopo anno hanno gettato pavimentazioni in cemento, eretto piccoli edifici, fatto muretti, costruito depositi, etc.?; quanti stabilimenti si sono pure costruiti parcheggi?, e così via.

    Questo vorremmo sapere. So che tu vorresti avere certezza che tutte queste “personalizzazioni” che hanno rubato spazio al mare di tutti, interpretando le concessioni balneari come una sorta di porto d’armi per rapinare spiagge, non godranno di alcun ristoro. Neanche un centesimo. Anzi, caro Harry, stai dando l’occasione ai governi di fare pulizia di chi ha approfittato delle concessioni per spalmare cemento e di ridare spazio alla natura delle spiagge.

    Ricordiamo un dato che a te è noto (lo ripete da oltre 25 anni anche l’Agenzia europea dell’ambiente) e che in queste ore non esce dalle bocche cucite dei politici: il 29,2% delle coste siciliane tra zero e 300 metri è cementificato e quindi estremamente esposto ai possibili danni; il 29,65% della Calabria idem. E queste due Regioni continuano a costruire lungo le linee di costa infischiandosene del paesaggio, del pericolo, della natura e del mare: più 25 ettari in Sicilia; più 13 ettari in Calabria e più 13 ettari in Sardegna solo nel 2024, secondo i dati del Sistema nazionale protezione ambiente (Snpa, 2025). Il 47,6% del consumo di suolo costiero del 2024 è stato in queste tre Regioni.

    E noi dovremmo ora ripagare con i soldi di tutti i danni di chi ha aggiunto cemento e asfalto lungo le coste, sapendo bene che è da tempo che si dice di smetterla (ribadisco: non mi riferisco a chi ha subito danni anche ingenti e non c’entra con il tema che sto affrontando)? Dovremmo ripagare chi non ha rimosso nulla nella stagione invernale? Chi ha allargato il camping? Chi ha ottenuto (forse) una licenza di costruzione per un parcheggio vista mare o l’ennesimo cambio di destinazione d’uso o chissà che?

    Se formalmente purtroppo sono in regola (ma è tutto da dimostrare e inviterei il ministro e i governatori a cogliere l’occasione per farlo e pubblicare i risultati), dal punto di vista del buon senso ecologico e paesaggistico sono state trasformazioni insostenibili e che non si possono più vedere nel 2026, epoca che affoga nella crisi ecologica. Eppure, ci sono state. Eppure, in queste ore nessuno parla di fermare perentoriamente il consumo di suolo lungo le coste. Neppure Harry è riuscito a scuoterli e a farglielo dire. C’è da concludere che in questo Paese abbiamo un’abilità a perdere le occasioni per introdurre cambiamenti che potremmo fare un campionato mondiale e vincere a mani basse.

    Una nota folkloristica ma assai seria. Tra gli stabilimenti balneari danneggiati ci potrebbero essere anche quelli di varie forze dell’ordine. Ho presente la spiaggia del Poetto a Cagliari dove c’è una infilata di lidi esclusivi per carabinieri, polizia, esercito, etc.. Non so se costoro siano stati inclusi nei rinnovi delle concessioni ma non credo. Se i loro stabilimenti si fossero, per caso, allargati negli anni (peraltro con soldi pubblici) e ora sono stati danneggiati, non è che proprio loro possono dare il buon esempio a tutte e tutti e demolire un po’ di pezzi indietreggiando per bene? Sarebbe un bel segnale. Glielo vogliamo suggerire?

    ▻https://altreconomia.it/il-ciclone-harry-e-quel-silenzio-imbarazzante-della-politica-sul-consum

    #Calabre #Sicile #Sardaigne #cyclone #cyclone_Harry #sol #côtes #plages #artificialisation_des_sols #bétonisation

    CDB_77 @cdb_77
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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 26/10/2025
    2
    @reka
    @kassem
    2

    #Algues_vertes, l’histoire interdite

    https://www.editions-delcourt.fr/sites/default/files/styles/image_list/public/product/9782413010364-001-X.jpeg

    Pas moins de 3 hommes et 40 animaux ont été retrouvés morts sur les plages bretonnes. L’identité du tueur est un secret de polichinelle : les algues vertes. Un demi-siècle de fabrique du silence raconté dans une enquête fleuve.Des échantillons qui disparaissent dans les laboratoires, des corps enterrés avant d’être autopsiés, des jeux d’influence, des pressions et un silence de plomb. L’intrigue a pour décor le littoral breton et elle se joue depuis des dizaines d’années. Inès Léraud et Pierre Van Hove proposent une enquête sans précédent, faisant intervenir lanceurs d’alerte, scientifiques, agriculteurs et politiques.

    ▻https://www.editions-delcourt.fr/bd/series/serie-algues-vertes-l-histoire-interdite/album-algues-vertes-l-histoire-interdite
    #BD #livre #bande-dessinée
    #Bretagne #algues #plages #hydrogène_sulfuré (#H25) #Côtes_d'Armor #intoxication #santé_publique #Halte_aux_marées_vertes #omerta #Thierry_Morfoisse #justice #Nicol_Environnement #Screg-Colas #Bouygues #Sauvegarde_du_Trégor #silence #déni #agriculture #modernisation #remembrement #industrialisation #élevage_hors-sol #industrice_porcine #agriculture_intensive #pollution #eau_potable #Marc_Le_Fur #porcherie #nitrates #modernisation_agricole #engrais #Institut_scientifique_et_technique_de_l'environnement (#ISTE) #Christian_Bursan #industrie_agro-alimentaire #stratégie_de_l'incertitude #plan_algues_vertes (#PAV) #subventions #lisier #CRESEB #CSEB #conseil_régional_de_bretagne #France #comité_de_convergence_des_intérêts_bretons (#CCIB) #Produit_de_Bretagne #Institut_de_Locarn #Club_des_Trente #Breizh_Europe #Les_dîners_celtiques #Les_amis_du_cochon #tourisme #dépendance #terreur #suicides #banques #grande_distribution #argent_public #élevage #sodiaal #Triskalia #Synutra #Laïta #Jean-René_Auffray #vasières_du_Guessant

    CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 26/10/2025

      Les marées vertes

      https://images-eu.ssl-images-amazon.com/images/I/51To5%2B4lNsL._SX195_.jpg

      Qu’y a-t-il de commun entre les plages de Bretagne, la lagune de Venise, et le littoral chinois de Qingdao ?

      Tous les trois ont fait la « une » des journaux en raison d’impressionnantes « marées vertes », causées par l’accumulation estivale de macroalgues du genre Ulva.

      Ces marées vertes sont la forme la plus visible d’un enrichissement excessif des eaux marines. Cela ne doit pas faire oublier la forme planctonique, bien plus étendue vers le large, qu’on appelle « eaux colorées ». Ces phénomènes peuvent s’avérer dangereux tant pour la faune marine, que pour le promeneur du littoral ou le consommateur de coquillages. Alors quelle est la cause de ce soudain dérèglement ? Peut-on y remédier ?

      Depuis quand y a-t-il des marées vertes ? Est-ce un phénomène permanent ou saisonnier ? Que fait-on pour se débarrasser d’une marée verte déjà formée ? Quels sont les impacts sur l’écosystème marin ? Quelles sont les nuisances pour la société humaine ? Peut-on tirer de l’énergie des algues vertes ? Quelle est l’attitude du monde agricole ? Que fait l’administration pour diminuer la nuisance ? Eaux « rouges » contre marées « vertes » : quelles différences pour l’environnement ?

      Autant de questions auxquelles ce petit livre répond sans complaisance ni catastrophisme, au plus près de la connaissance scientifique actuelle, loin des polémiques qui masquent trop souvent la réalité ! Il intéressera les personnes soucieuses de la qualité de leur environnement côtier.

      ▻https://www.quae.com/produit/1402/9782759225552/les-marees-vertes

      CDB_77 @cdb_77
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  • @odilon
    odilon @odilon CC BY-NC-ND 26/05/2024
    11
    @vazi
    @biggrizzly
    @loutre
    @marcimat
    @spip
    @arno
    @vanderling
    @7h36
    @rastapopoulos
    @touti
    @colporteur
    11

    La belle plage - Nous voulons nous baigner partout
    ▻https://www.labelleplage.fr
    #cartographie #plages #baignade #santé

    ▻https://reporterre.net/20-des-plages-regulierement-polluees-les-coins-a-eviter-en-Bretagne

    odilon @odilon CC BY-NC-ND
    • @b_b
      b_b @b_b PUBLIC DOMAIN 27/05/2024

      Héhé, un site en #spip fabriqué à la maison :)

      #shameless_autopromo

      b_b @b_b PUBLIC DOMAIN
    • @arno
      ARNO* @arno ART LIBRE 27/05/2024

      Oh, y’a la plage à caca de Palavas qui rompt la belle « excellence » de nos plages de la côte d’améthyste :
      ▻https://seenthis.net/messages/1054506

      ARNO* @arno ART LIBRE
    • @cy_altern
      cy_altern @cy_altern CC BY-SA 28/05/2024
      @b_b

      heu... @b_b ? sur ▻https://petitions.eau-et-rivieres.org/labelleplage :

      Problème technique, les signatures sont temporairement suspendues.

      cy_altern @cy_altern CC BY-SA
    • @b_b
      b_b @b_b PUBLIC DOMAIN 28/05/2024

      Je viens de signer à l’instant sans problème, peut-être un pb d’indispo passager chez ovh ?

      b_b @b_b PUBLIC DOMAIN
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  • @ijok
    L’Actu des Oublié.e.s @ijok CC BY 26/04/2024

    Retour sur l’épisode 3 : Reclaim the Beach, où nous partons autour de la Méditerranée pour étudier différents mouvements de lutte pour la récupération du littoral.

    RECLAIM THE BEACH
    ▻https://audioblog.arteradio.com/blog/157476/podcast/214014/saison-iv-episode-3-reclaim-the-beach

    #plages #littoral #gentrification #grèce #liban #espagne #luttes #tourisme

    L’Actu des Oublié.e.s @ijok CC BY
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  • @kassem
    Kassem @kassem CC BY-NC-SA 22/07/2023
    2
    @lyco
    @fitzlombard
    2

    Half of U.S. beaches are contaminated with poop
    ▻https://www.zmescience.com/science/news-science/half-of-u-s-beaches-are-contaminated-with-poop

    https://cdn.zmescience.com/wp-content/uploads/2023/07/beach-gc64ca1703_1280.jpg

    Thankfully, steps are being taken to address the issue. In 2021, Congress passed the Infrastructure Investment and Jobs Act, also referred to as the bipartisan infrastructure law. This significant legislation allocates nearly $25 billion toward sewage and stormwater projects aimed at protecting our water. However, it may not be enough. To put this into perspective, the Environmental Protection Agency (EPA) estimates that the actual requirement for wastewater infrastructure is a substantial $271 billion.

    #états-unis #plages #caca

    Kassem @kassem CC BY-NC-SA
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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 21/03/2022
    1
    @ant1
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    Sur les #plages d’#Oran, un « mur de la honte » pour endiguer l’exil

    https://i.imgur.com/U24dzRQ.png

    Dans cette ville de l’Ouest algérien, les autorités ont choisi d’ériger un mur à certains points des plages pour contrer les départs de migrants par la mer. Habitants et collectifs citoyens dénoncent son « inefficacité » et un « désastre écologique ».

    9 heures du matin, à #Aïn_El-Turk. La petite plage de #Trouville, située sur la corniche oranaise, se réveille ce lundi 7 mars aux sons des marteaux-piqueurs et des cris des ouvriers, qui s’attellent à construire le mur que les autorités ont décidé d’ériger pour lutter contre l’émigration par la mer en Algérie (harraga ou harga en arabe). Un mur de béton percé de fenêtres que beaucoup ont vite qualifié de « mur de la honte », défigurant certaines parties du #littoral et bouchant l’accès aux plages des riverains, excédés par le projet.

    « C’est n’importe quoi… Je suis un enfant de la mer et je n’ai jamais vu ça de ma vie, râle Miloud, un habitant des alentours, la trentaine, en chargeant l’arrière de son camion de vieux matelas. Ils n’ont qu’à nous enfermer dans une cage, tant qu’ils y sont ! On prend encore de l’argent pour le dépenser inutilement, alors que des gens ont du mal à se nourrir. » Indigné, le pêcheur affirme voir régulièrement les migrants partir par la mer. « Les gens veulent partir et ce n’est pas un mur qui va les en empêcher. La mafia des passeurs est très bien organisée, ce n’est pas ça qui va l’arrêter de travailler. »

    À ses côtés, une voisine, teinture blonde et khôl aux yeux, djellaba sur le dos, confie ne rien comprendre à la situation. « Ils vont complètement nous boucher la vue. D’habitude, j’aime m’asseoir là-bas pour regarder la mer », dit-elle en pointant du doigt le bord de route situé à quelques mètres de chez elle. En s’approchant, on y découvre des escaliers et une partie de la chaussée tombés en ruine. Une image immortalisée par de nombreux détracteurs du projet, et qui a laissé certains d’entre eux penser, photos à l’appui postées sur les réseaux sociaux, que le mur à peine construit s’était effondré.

    Derrière le mur, le mal-être des candidats au départ ignoré

    « En réalité, ils ne l’avaient pas encore monté à cet endroit. Ils avaient creusé l’espace pour faire construire le mur et n’avaient pas anticipé la pluie. Les escaliers situés derrière se sont effondrés dans la nuit car l’eau s’est infiltrée », explique Larbi, membre du comité de quartier à l’origine de plusieurs rassemblements pour protester contre la construction du mur. Avec Karim, son voisin et ami, ils font le tour du littoral pour constater les « dégâts ».

    Un peu plus loin, sous le regard attentif d’une caméra de vidéosurveillance installée il y a peu, tous deux pestent contre l’extension du mur, qui s’apprête à fermer totalement l’accès aux riverains. « La conséquence, c’est que des jeunes ont trouvé ce recoin à squatter le soir alors qu’avant, c’était un endroit tranquille », regrette Karim, qui vit ici depuis quarante ans. Ses filles, âgées de 10 et 12 ans, se disent contre le mur également : « Ça ne veut pas rentrer dans leur tête. »

    Deux jours plus tôt, samedi 5 mars, une réunion était organisée avec des représentants de la wilaya d’Oran (équivalent de la préfecture en France) et cinq associations agissant en défense de l’environnement, durant laquelle les opposants au projet ont explicité les raisons de leur désaccord. Un « désastre écologique » pour les uns, une « honte pour la ville d’Oran » pour les autres. « Cela ne concerne pas que les Oranais, mais tous les Algériens. On ne les laissera pas faire », martèlent plusieurs membres du comité de quartier.

    « Aucune étude n’a été réalisée pour faire cela, enchaîne Karim. On a proposé d’autres solutions à la wilaya, comme l’installation de plots de stationnement ou de petits obstacles dans les escaliers menant aux plages, qui peuvent aussi empêcher les réseaux de passeurs d’acheminer leur matériel. »

    Le projet, dont le coût s’élèverait à 150 milliards de centimes (soit environ 7 millions d’euros) pour toute la côte oranaise, a été validé par la wilaya d’Oran. À Trouville, tout près du mur en construction, la résidence secondaire du wali apparaît. « C’était son idée. Il l’a défendue en disant qu’il était lui aussi un enfant de la mer. Mais il ne vient pas très souvent », tacle Larbi. « Il a du béton dans la tête », ironise un passant qui s’invite au débat.

    Face à la mobilisation, le comité de quartier affirme avoir réussi à décrocher une réduction de la hauteur du mur, passant de quatre à un mètre, avec un supplément « grillages ». Le mur devient un muret, symboliquement plus acceptable dans l’inconscient collectif. Après Bomo plage et Trouville, celui-ci doit s’étendre jusqu’aux Andalouses, la plage la plus prisée des touristes immigré·es en été, en passant par d’autres plages du littoral, devenues les principaux points de départ des réseaux de passeurs. En 2021, les traversées de l’Algérie vers l’Espagne ont fortement augmenté et plusieurs naufrages meurtriers ont été recensés.

    La situation est devenue inacceptable et cela ne nous honore pas (Saïd Sayoud, wali d’Oran)

    Après un long silence, le wali d’Oran, Saïd Sayoud, a finalement réagi dans une déclaration publique dimanche 13 mars et a présenté ces pans de mur comme une « solution temporaire ». « Nous n’avons pas construit n’importe quel mur, nous avons construit des obstacles qui mènent à certains endroits en mer qui sont utilisés pour l’émigration clandestine. Et cette décision n’a pas été prise par le wali individuellement mais par la commission de sécurité, au nom de l’intérêt général », a-t-il déclaré.

    Et d’ajouter, tout en vantant l’installation de caméras de vidéosurveillance : « La situation est devenue inacceptable et cela ne nous honore pas en tant que responsables. Nous sommes à la première page des médias et nous devons donc nous unir pour mettre fin à ce phénomène. Tout le monde peut être témoin que nous avons réussi à contrôler l’émigration clandestine au niveau de la wilaya d’Oran. Celle-ci a chuté de 70 % au cours des derniers mois. »

    Larbi, lui aussi pêcheur, souligne qu’il ne s’agit en aucun cas pour le collectif de soutenir le phénomène de harraga ou les réseaux de passeurs. « Vous croyez qu’on est insensibles à ce sujet ? Qu’on n’a pas eu de morts dans notre entourage ? On n’est pas pour la harga, mais ces méthodes ne nous conviennent pas. Ce n’est pas un mur qui va stopper les traversées par la mer. »

    Les autorités ne se demandent pas comment donner aux gens envie de rester ? (Une habitante de Trouville)

    Nombre de riverains et riveraines interrogé·es pointent « l’hypocrisie » d’un projet déjà jugé « inefficace », et qui va surtout gêner la population locale avant de mettre en difficulté les passeurs. « Pourquoi ne pas s’attaquer à la source du problème ? Les autorités ne se demandent pas pourquoi les gens veulent partir et comment leur donner envie de rester ? », interroge une habitante du coin.

    Pour un autre riverain, rencontré devant le mur érigé face à un hôtel avec vue sur mer, le mur n’est que « camouflage ». « Ils ont laissé le phénomène de harraga s’amplifier sur les dernières décennies et maintenant ils construisent un mur. C’est trop tard, il fallait se réveiller avant », dénonce le quinquagénaire, pour qui le mur ne va qu’encourager le business très lucratif des réseaux de passeurs, qui pourront agir plus discrètement, selon lui, derrière la façade de béton.

    Un avis partagé par Larbi, du comité de quartier : « Avec ces murs, ils vont faire le taxi, en faisant des allers-retours pour récupérer et déposer les gens, sans même descendre de leur bateau. » « Je vois les bateaux servant aux passeurs presque tous les jours à la plage, abonde Salim*, un habitant du littoral. Quand la mer est calme, ils mouillent au large. Quand il y a du vent, ils vont se réfugier au cap Falcon. Tout le monde sait comment ils fonctionnent mais ils ne sont jamais inquiétés. »

    Et le pêcheur, vivant sur l’une des plages de la corniche oranaise, ajoute : « Je vois aussi les frégates de la marine et les hélicoptères de la gendarmerie faire des rondes en plein jour, pour soi-disant surveiller la côte, alors que les départs se font de nuit. S’ils voulaient vraiment lutter contre la harraga, ils le pourraient autrement qu’avec un mur. »

    ▻https://www.mediapart.fr/journal/international/150322/sur-les-plages-d-oran-un-mur-de-la-honte-pour-endiguer-l-exil
    #mur #barrières #murs #murs_intra-urbains #Algérie #migrations #asile #réfugiés

    CDB_77 @cdb_77
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  • @metroet_
    métroet+ @metroet_ 30/10/2021
    2
    @bce_106_6
    @tout_va_tres
    2

    Crise climatique : un mur de sept mètres pour protéger les riches propriétés à Sydney
    ▻https://www.novethic.fr/actualite/environnement/climat/isr-rse/inegalite-climatique-un-mur-de-sept-metres-pour-proteger-les-plus-riches-a-

    Pour protéger leur propriété en bord de mer des tempêtes, des résidents ont investi des centaines de milliers de dollars pour construire un mur de sept mètres de haut. Quitte à dénaturer et fragiliser la plage publique, dénoncent les opposants au projet. Si les populations les plus riches sont les plus responsables du réchauffement climatique, elles sont aussi celles qui peuvent le plus facilement s’adapter à ses conséquences. 

    https://www.novethic.fr/fileadmin/020_1307682495.jpg

    La plage de Collaroy, à Sydney en Australie se fracture. Un mur de sept mètres de haut est actuellement en cours de construction sur le rivage australien. D’un côté, 49 riches propriétés menacées par les tempêtes et l’érosion de la côte. De l’autre, la plage, et les autres résidents, dont certains s’offusquent de voir le rivage dénaturé alors que les premières pierres du rempart de 1,3 kilomètre de long ont été posées en décembre 2020.

    Pour engager la construction du chantier, chacun des propriétaires a déboursé 300 000 dollars, rapporte le quotidien britannique Guardian qui a chroniqué l’affaire. De quoi assurer 80% du coût total. Le gouvernement de la Nouvelle-Galles du Sud et le Conseil des plages du Nord se sont engagés à compléter la facture. . . . . .

    #Australie #riches #plages #climat #effondrement #catastrophe #it_has_begun #collapsologie #changement_climatique #capitalocène #fin_du_monde #écologie #environnement #capitalisme

    métroet+ @metroet_
    • @metroet_
      métroet+ @metroet_ 30/10/2021

      Si même novethic s’aperçoit qu’il y a quelque chose qui cloche . .
      novethic, le site de l’éthique #néolibérale .

      métroet+ @metroet_
    • @metroet_
      métroet+ @metroet_ 30/10/2021

      Raoul de Godewarsvelde : Quand la mer monte, j’ai honte, . . .
      ▻https://www.dailymotion.com/video/x2at0pq

      métroet+ @metroet_
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  • @rezo
    Rezo @rezo 10/01/2020
    5
    @mad_meg
    @odilon
    @antonin1
    @la_feuille
    @monolecte
    5

    À feu et à sable
    ▻https://www.youtube.com/watch?v=XwJGWea4fyM

    Le chemin de nos vies modernes crisse à chaque pas au bruit des grains de sable qui l’ont pavé. Dans nos immeubles, nos routes, nos portables, nos médicaments ou les bouteilles de nos ivresses... Il est devenu le matériau à tout faire d’une société d’abondance. Sans que jamais n’apparaisse les circuits tortueux de cet ingrédient miracle. Source : #Datagueule 92

    Rezo @rezo
    • @odilon
      odilon @odilon CC BY-NC-ND 10/01/2020

      #sable #ressources_naturelles #nature #accaparements #inégalités #démocratie #citoyenneté #Joëlle_Zask

      odilon @odilon CC BY-NC-ND
    • @antonin1
      Antonin @antonin1 CC BY-NC-SA 10/01/2020

      Ici une nouvelle (pas très bien sourcée) sur les accaparements de sol dans les Philippines, pour remblayer notamment des polders dans des zones où le prix des terres s’envole.
      #extractivisme #construction
      ▻https://seenthis.net/messages/819936

      Antonin @antonin1 CC BY-NC-SA
    • @antonin1
      Antonin @antonin1 CC BY-NC-SA 10/01/2020

      Il est question de #barrages, de #mafias extractivistes, de #polders, de #mer_de_Chine, d’#artificialisation des #plages et d’#effondrement très matériel de plages et de rives de fleuves comme le #Mekong.
      #philosophie_de_la_nature derrière et #gilets_jaunes.

      Le docu sur le sable d’Arte a été mis ici.
      ▻https://www.youtube.com/watch?v=MFEM8PznN7s

      Antonin @antonin1 CC BY-NC-SA
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  • @reka
    Phil Reka docs & archives @reka CC BY-NC-SA 8/08/2019
    1
    @kassem
    1

    Lebanese brave badly polluted water to swim at public beaches - Reuters

    ▻https://www.reuters.com/article/us-lebanon-pollution-idUSKCN1UC1PR

    https://s2.reutersmedia.net/resources/r/?m=02&d=20190717&t=2&i=1408984790&w=1200&r=LYNXNPEF6G16F.jpg

    BEIRUT (Reuters) - On a beach in northern Lebanon, men and women swim in the Mediterranean’s warm blue waters close to a sewage outlet, while children play in sand that is strewn with litter.

    IMG/distant/json/IMG_0309jpgd6aeb.json https://dl.dropbox.com/s/csjldre9gmiucdi/IMG_0309.jpg?dl=0 https://dl.dropbox.com/s/1yhpkrmj1wc0q86/IMG_0302.jpg?dl=0

    Clichés : Août 2019, sewage water drop off ...
    #liban #eau #beyrouth #pollution #santé

    Phil Reka docs & archives @reka CC BY-NC-SA
    • @kassem
      Kassem @kassem CC BY-NC-SA 11/08/2019

      it safe to go back into the water? A systematic review and meta-analysis of the risk of acquiring #infections from recreational exposure to seawater
      ▻https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5913622/pdf/dyx281.pdf

      This is the first systematic review to evaluate the evidence that bathers are at risk of getting sick from exposure to sea- water, and to quantify this risk compared with non- bathers. The findings indicate that bathers are at a higher risk of experiencing a variety of symptoms of illness compared with non-bathers, including ear ailments, gastroin- testinal illness and symptoms of any illness. Recreational exposure to coastal waters is likely to cause these illnesses, although future epidemiological studies should aim to identify the microorganisms responsible for observed symptoms, to address the issue of specificity.

      #plages #baignades #santé

      Kassem @kassem CC BY-NC-SA
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  • @reka
    Phil Reka docs & archives @reka CC BY-NC-SA 6/08/2019
    1
    @kassem
    1

    #Liban : Où aller à la #plage en 2019

    ▻https://libnanews.com/liban-pollution-plage-ete-2019
    ▻https://i0.wp.com/libnanews.com/wp-content/uploads/2019/06/Lebanon-Plage-2019.001.jpg?fit=992%2C616&ssl=1

    Une nouvelle étude concernant la #pollution de nos #plages et de la mer a été publiée par le CNRS Libanais. Il s’agit plus particulièrement d’une étude des concentrations de Streptocoques de nos côtes.
    Cette enquête cependant n’inclue pas les autres types de polluants dont ceux d’origine chimiques.

    Selon cette étude conduite sur base d’échantillons récoltés en mai 2019, la présence de streptocoques est dépasserait de 50 fois, la limite maximale considérée comme sure de l’OMS à Beyrouth. 26 autres sites ont également fait l’objet d’une étude similaire.
    Antelias, #Beyrouth, Salaata et Tripoli déconseillées pour la baignade

    5 sites dont 4 à Beyrouth – avec plus précisément 10 000 streptocoques pour 100 millilitre – et un Tripoli au Nord Liban, ont ainsi plus une concentration record de 500 streptocoques pour 100 millilitre. Record cependant à Antelias reconduit pour la 3ème année consécutive, où plus de 36 000 streptocoques ont été retrouvés pour 100 millilitre d’eau.

    Phil Reka docs & archives @reka CC BY-NC-SA
    • @reka
      Phil Reka docs & archives @reka CC BY-NC-SA 6/08/2019

      Is it clean? Is it not clean? Debate on Lebanon’s sea continues - Newsroom Nomad
      ▻https://newsroomnomad.com/is-it-clean-is-is-not-clean-debate-on-lebanons-sea
      ▻https://i2.wp.com/newsroomnomad.com/wp-content/uploads/2018/07/sea-e1532171474393.jpg?fit=900%2C506&ssl=1

      In recent weeks, two seemingly contradictory studies were presented to the public concerning the state of Lebanon’s beaches: One, by LARI, warning that the country had “passed the threshold of pollution and that no sea is pollution free,” and the other, by CNRS, casting doubt on the results of the former.

      LARI, the Lebanese Agriculture Research Institute’s findings triggered a wave of public outrage and panic. And news headlines in the days that followed (like al-Akhbar’s “No region in Lebanon is free of pollution: Farewell to swimming” and The Daily Star’s “Do not swim: Coastal water pollution getting worse,” as well as a recent CNN report) clearly didn’t help.

      Phil Reka docs & archives @reka CC BY-NC-SA
    • @kassem
      Kassem @kassem CC BY-NC-SA 6/08/2019
      @reka

      Un voyage prévu au Liban @reka ?

      Kassem @kassem CC BY-NC-SA
    • @reka
      Phil Reka docs & archives @reka CC BY-NC-SA 6/08/2019
      @kassem

      @kassem Ouais, c’est pas très discret mon archivage... Je suis à Beyrouth en plein travail avec un étudiant de thèse, sur la problématique du processus de privatisation de la côte, des questions de pollution, assainissement, et usage de la bande côtière. Des nouvelles bientôt avec un texte et des photos ;

      Phil Reka docs & archives @reka CC BY-NC-SA
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  • @odilon
    odilon @odilon CC BY-NC-ND 7/04/2019
    4
    @simplicissimus
    @monolecte
    @7h36
    @fabxtra
    4

    Cap-Vert : les forçats du sable - ARTE Reportage | ARTE
    ▻https://www.arte.tv/fr/videos/087316-000-A/cap-vert-les-forcats-du-sable

    https://static-cdn.arte.tv/resize/9Qn875CyPKOcLMqBWg6B7xLBjfQ=/1920x1080/smart/filters:strip_icc()/apios/Img_data/cache-buster-1554396714/20/087316-000-A_2713741.jpg

    Isolé, à 700 kilomètres au large des côtes sénégalaises, l’île du Cap-Vert ne dispose d’aucune ressource naturelle. Une personne sur quatre vit avec moins de deux euros par jour.

    Les voleuses de sable sont souvent issues de familles monoparentales. Exploiter le sable reste le seul moyen de nourrir leurs enfants ou de leur permettre d’étudier. Elles vendent leur butin pour un salaire de misère à des constructeurs peu scrupuleux qui s’en servent pour fabriquer des parpaings.

    Aujourd’hui, certaines plages sont complètement détruites. Le sable noir a disparu. Seuls restent les galets. Les conséquences environnementales sont désastreuses : érosion accélérée de la côte, appauvrissement de la ressource halieutique et pollution par le sel des nappes phréatiques et des champs avoisinants.

    Cette exploitation sauvage est officiellement illégale depuis 2010. Mais, malgré la surveillance militaire et policière, les femmes continuent de courber l’échine sur les plages cap verdiennes.

    #femmes #pauvreté #esclavage #sable #Cap_Vert

    odilon @odilon CC BY-NC-ND
    • @odilon
      odilon @odilon CC BY-NC-ND 7/04/2019

      Il n’y a pas de féminin du mot forçat, une autre façon d’invisibiliser les femmes qui vivent cette vie ou parce que considéré comme étant la norme ?

      odilon @odilon CC BY-NC-ND
    • @nepthys
      Nepthys @nepthys 7/04/2019

      le féminin de „forçat”, c’est peut-être „femme au foyer”

      Nepthys @nepthys
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 7/04/2019

      #plages #sable_noir #environnement #érosion #pollution #salinisation #nappes_phréatique #extractivisme #exploitation

      CDB_77 @cdb_77
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  • @vraiment
    vraiment @vraiment 3/04/2019
    6
    @fil
    @monolecte
    @7h36
    @reka
    @odilon
    @sandburg
    6

    Campagne Danoise adressée aux français·es

    Chaque jour, 3 danois meurt d’un #cancer de la peau, aidez les Danois à se protéger la peau quand ils viennent en France ! (La déclinaison de la vidéo est réalisée sur plusieurs pays de destination du #tourisme.)

    ▻https://players.brightcove.net/734546185001/VyoonxXql_default/index.html?videoId=5315712487001

    ▻https://youtu.be/bvT4SVG8fMc

    #top_mignon #plages #soleil #protection_solaire

    vraiment @vraiment
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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 6/03/2019
    2
    @simplicissimus
    @odilon
    2

    Les eaux du #lac_Majeur, pomme de discorde entre la #Suisse et l’#Italie

    Faut-il élever le niveau d’eau du lac et l’utiliser comme #réservoir pour l’#agriculture, ou au contraire préserver les #plages si importantes pour le #tourisme ? Alors que les discussions sur le niveau du lac Majeur battent leur plein à la frontière italo-suisse, la question de la qualité de l’eau est à peine abordée.

    Le barrage de #Miorina, au sud du lac Majeur, régule le niveau du grand lac italo-suisse. Une élévation de quelques dizaines de centimètres du niveau d’eau permettrait de disposer de plusieurs millions de mètres cubes d’eau supplémentaires : de l’eau qui serait la bienvenue pour alimenter les exploitations agricoles des plaines du Piémont et de la Lombardie. Mais l’élévation du niveau du lac provoquerait en même temps la disparition de plages entières sur les rives piémontaises et suisses, pénalisant ainsi gravement le tourisme. Depuis 2015, les autorités italiennes procèdent à une élévation expérimentale du niveau du lac à 1,25 mètre au-dessus du zéro hydrométrique pendant les mois d’été. Fin 2018, elles ont décidé d’élever le niveau à 1,5 mètre. Ces 25 centimètres supplémentaires pourraient déclencher un incident diplomatique entre l’Italie et la Suisse. Le canton du Tessin/CH a déjà fait part de ses préoccupations au nom des communes riveraines. Il demande aux autorités italiennes de prendre les décisions concernant le niveau du lac de façon bilatérale, et réclame la mise en place d’un organe italo-suisse de consultation et de surveillance pour la gestion des eaux transfrontalières. Les hôteliers et les exploitants de campings côté piémontais ont eux aussi exprimé leur inquiétude.

    La qualité des eaux du lac reste médiocre

    En période de changement climatique, la présence de réserves d’eau pendant les longues périodes de sécheresse est tout aussi importante que la capacité à réguler les inondations lors des épisodes de fortes pluies. Pour intégrer vraiment tous les intérêts dans la gestion d’un grand plan d’eau comme le lac Majeur, il faudrait toutefois commencer par la qualité de l’eau du lac. Celle-ci est loin d’être bonne, comme en témoignent les échantillons d’eau prélevés par l’organisation environnementale italienne « Legambiente » : les systèmes d’épuration de l’eau sont insuffisants et les apports d’eaux usées restent importants.

    ▻https://www.cipra.org/fr/nouveautes/les-eaux-du-lac-majeur-pomme-de-discorde-entre-la-suisse-et-l2019italie/@@images/d0657895-ee1b-45a3-9507-b6f06bdc5966.jpeg
    ▻https://www.cipra.org/fr/nouveautes/les-eaux-du-lac-majeur-pomme-de-discorde-entre-la-suisse-et-l2019italie
    #eau #conflit

    CDB_77 @cdb_77
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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 30/08/2017
    1
    @02myseenthis01
    1

    #Agrigento, cento clandestini sbarcano in spiaggia e scappano (video)

    Adesso migranti sbarcano direttamente in spiaggia, per sfuggire ai controlli e rendendosi a tutti gli effetti clandestini. Accade a Torre Salsa, ad Agrigento. La mattina del 17 agosto circa un centinaio di migranti sono arrivati sulla spiaggia a bordo di un’imbarcazione in legno. Lo sbarco è stato ripreso dal mare dall’associazione ambientalista Mare Amico. Nel video, pubblicato anche su Youtube, si vedono i migranti scendere dalla barca e sparpagliarsi lungo il litorale. Sulla spiaggia rimangono abbandonate scarpe, vestiti, zaini e bottiglie d’acqua.

    ▻http://www.secoloditalia.it/2017/08/agrigento-cento-clandestini-sbarcano-in-spiaggia-e-scappano-video

    Lien vers la vidéo sur YouTube :
    ▻https://www.youtube.com/watch?v=kzeCUTY_N9Y

    avec ce commentaire sur twitter de @MSF_sea :

    Smugglers are adapting to developments in the #Med with boats reportedly arriving from #Libya on Italian shores:

    #Italie #Méditerranée #nouvelles_stratégies #asile #migrations #réfugiés #plages #plage #vidéo #stratégie #Sicile

    CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 10/09/2017

      ’Ghost boats’ drop Tunisian migrants onto sunny Italian tourist beaches

      Some 3,000 migrants, mostly men, have come from Tunisia in the past two months, with between 1,500-1,800 landing on the south coast of Sicily, and the rest on the smaller islands of #Lampedusa or #Linosa, said the local investigator, who spoke on condition of anonymity.

      Those who reached the smaller islands have almost all been identified by police, while between 20 to 40 percent of those who made it to Sicily vanished without trace, the official said.

      ▻https://www.reuters.com/article/us-europe-migrants-italy-ghostboats/ghost-boats-drop-tunisian-migrants-onto-sunny-italian-tourist-beaches-idUSK
      #disparitions

      –-> intéressant comment Reuters en parle... en utilisant l’image du #D-Day, du #débarquement :

      The figures jumping from a small boat into the clear shallow waters and running ashore on an Italian beach look like troops practicing a #D-Day-style_landing, but this is no drill, and these are not soldiers.

      Ce qui continue à alimenter le #mythe de l’#invasion (même si, évidemment, le D-Day doit être plutôt associé à la #libération... mais il y a quand même une analogie qui est faite entre ces quelques migrants vus comme des #soldats)

      #migrants_tunisiens #Tunisie

      CDB_77 @cdb_77
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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 11/08/2017

    Les Libanais veulent sauver leur mer, menacée par la privatisation

    En l’espace d’une trentaine d’années, les complexes balnéaires luxueux ont pullulé sur le littoral libanais, dont 60 % se retrouve désormais privatisé

    http://www.middleeasteye.net/sites/default/files/styles/main_image_article_page/public/kfaraabida%20drawings.jpg

    ▻http://www.middleeasteye.net/reportages/les-libanais-veulent-sauver-leur-mer-menac-e-par-la-privatisation-210

    #Liban #mer #plages #privatisation #résistance #tourisme

    CDB_77 @cdb_77
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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 8/08/2017
    @albertocampiphoto

    Grand nettoyage de #plages souillées à l’#huile_de_palme

    Une collision entre deux navires est à l’origine de la fuite. Des bateaux ont été envoyés au sud de #Hong_Kong pour nettoyer les eaux.

    https://files.newsnetz.ch/story/1/7/3/17352406/4/topelement.jpg

    ▻http://www.tdg.ch/monde/Grand-nettoyage-de-plages-souillees-a-l-huile-de-palme/story/17352406
    #pollution
    signalé par @albertocampiphoto

    CDB_77 @cdb_77
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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 24/07/2017

    #Croatie. En lutte pour la préservation des #plages

    Les habitants de plusieurs #îles croates sont mobilisés contre la Loi #littoral ouvrant la voie à la #privatisation des plages. Avec un certain succès.

    ▻http://www.courrierinternational.com/article/croatie-en-lutte-pour-la-preservation-des-plages

    CDB_77 @cdb_77
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  • @vanderling
    Vanderling @vanderling 21/06/2017
    2
    @aris
    @sinehebdo
    2

    Policeman checks to see if the old-fashioned... - Historical Times
    ▻http://historicaltimes.tumblr.com/post/162081823879/policeman-checks-to-see-if-the-old-fashioned

    http://68.media.tumblr.com/f16e436238ac59a2ff0847d7b856379c/tumblr_orv5vyPhqE1s7e5k5o1_1280.jpg

    Policeman checks to see if the old-fashioned bathing suit complies with a 1933 Redondo Beach ordinance banning women’s suits that are more than 3 in. above knee . The city was worried about women wearing the recently-introduced “monokini” - a topless bathing suit.

    #monokini #contrôle #police

    Vanderling @vanderling
    • @sinehebdo
      Dror@sinehebdo @sinehebdo 21/06/2017

      Redondo Beach:
      ▻https://www.youtube.com/watch?v=GUnH397mw9A

      Ailleurs:
      ▻https://seenthis.net/messages/518582
      ►https://www.flickr.com/photos/monolecte/26363639850

      Flickr

      #Ségrégation #Plages #États-Unis
      #Redondo_Beach #Patti_Smith #Musique

      Dror@sinehebdo @sinehebdo
    • @philippe_de_jonckheere
      Philippe De Jonckheere @philippe_de_jonckheere CC BY 21/06/2017
      @sinehebdo

      @sinehebdo Tu m’as coupé l’herbe sous le pied avec Redondo Beach !

      Philippe De Jonckheere @philippe_de_jonckheere CC BY
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  • @kassem
    Kassem @kassem CC BY-NC-SA 11/09/2016
    4
    @af_sobocinski
    @loutre
    @sinehebdo
    @supergeante
    4

    Arrêté anti-chicha : à quand un arrêté anti-spaghettis ?
    ▻http://www.liberation.fr/france/2016/09/09/arrete-anti-chicha-a-quand-un-arrete-anti-spaghettis_1491390

    La course à l’arrêté municipal le plus démagogique est ouverte. Dans ce concours, quelques élus des Alpes-Maritimes ont pris une longueur d’avance. Parmi eux, Loïc Dombreval, le maire de Vence (Alpes-Maritimes), élu sous les couleurs du Modem, qui a dégainé un arrêté anti-chicha « le 17 juin », rapporte Nice-Matin, qui indique qu’il « ne serait réellement entré en application que ce mois-ci ». Avant lui, les élus de trois autres communes du département - Carros, Villeneuve-Loubet, et Antibes - avaient aussi signé des textes pour interdire le narguilé.

    Pour motiver son arrêté, Charles Scibetta, l’édile LR de Carros, qualifie la chicha de « fléau sanitaire et social ». Soit. Mais alors pourquoi ne pas commencer par interdire l’alcool, un vrai « fléau » qui détruit tant de familles, le tabac, qui fait tant de morts, mais aussi le sucre qui donne le diabète, la viande le cholestérol ou le sel qui est mauvais pour les artères ? Après l’arrêté anti-chicha, à quand un arrêté anti-spaghettis qui tachent les chemises ? Dans ses motivations, Loïc Dombreval donne sans le vouloir la clé de ces drôles de textes signés par les élus de la côte. Rien à voir avec le soleil qui taperait un peu trop fort sur les têtes.

    #démagogie #racisme_primaire

    Kassem @kassem CC BY-NC-SA
    • @monolecte
      Monolecte 😷🤬 @monolecte CC BY-NC-SA 11/09/2016

      Ça fait un moment que d’autres communes ont fait ces choix « bizarres »
      ►https://www.flickr.com/photos/monolecte/26363639850

      Flickr

      Monolecte 😷🤬 @monolecte CC BY-NC-SA
    • @sinehebdo
      Dror@sinehebdo @sinehebdo 11/09/2016

      « Tenue correcte » est la seule pour laquelle il n’y a pas de logo, donc pas moyen de savoir s’il faut, pour les femmes, cacher ses seins ou les montrer...
      #Ségrégation #Plages #France #Racisme #Islamophobie #Chicha #Burkini #Voilà_voilà_qu'ça_r'commence

      Dror@sinehebdo @sinehebdo
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  • @sinehebdo
    Dror@sinehebdo @sinehebdo 26/08/2016
    13
    @vanderling
    @gastlag
    @kassem
    @rezo
    @7h36
    @solitudemaisdishuits
    @marcimat
    @james
    @sombre
    @baroug
    @fredlm
    @didier5
    13

    Voilà Voilà (qu’ça r’commence) - Rachid Taha, avec Brian Eno, Agnès b., Femi Kuti, Mick Jones, Christian Olivier, Eric Cantona, Camélia Jordana, Oxmo Puccino, Rachida Brachni, Sonia Rolland, Rodolphe Burger... (Zoom, Rome 2012)
    ►https://www.youtube.com/watch?v=A6WIbvwcVUg

    Making of:
    ▻https://www.youtube.com/watch?v=zeoRivz3vTk&list=PLj3wqzfOXuSd6xA5n5lIc1-noSXUvQtQF

    #Musique #Musique_et_politique #Rachid_Taha #Ségrégation #Plages #Burkini #Racisme #Islamophobie #Voilà_voilà_qu'ça_r'commence #France #Histoire

    • #Rachid Taha
    Dror@sinehebdo @sinehebdo
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  • @sinehebdo
    Dror@sinehebdo @sinehebdo 25/08/2016
    8
    @mad_meg
    @7h36
    @bce_106_6
    @suske
    @fil
    @vanderling
    @unagi
    8

    Un article en anglais sur l’histoire de la ségrégation à la piscine et dans les plages, aux Etats-Unis et en Afrique du Sud. Heureusement, c’est de l’histoire ancienne là bas (pas si ancienne que ça), mais les photos parlent d’elles même et vont ressembler à ce qu’on trouvera bientôt sur les plages françaises...

    Public Pools’ Contentious Past : « Just Don’t Touch the Water »
    US Slave, le 11 octobre 2011
    ▻http://usslave.blogspot.ca/2011/10/public-pools-contentious-past-just-dont.html

    En fait extrait du livre « A Social History of Swimming Pools in America » par Jeff Wiltse (2007)

    http://2.bp.blogspot.com/-wb2dWvJX55s/TpSoK5-4w1I/AAAAAAAAKp0/2ABlfgqDp4k/s400/1sign.jpg http://www.crmvet.org/crmpics/staug-beach2.jpg http://0.tqn.com/d/africanhistory/1/0/K/N/White-Area.jpg

    #Ségrégation #Plages #Etats-Unis #Afrique_du_Sud #Racisme #Burkini #Islamophobie #Voilà_voilà_qu'ça_r'commence #Photos
    ▻https://seenthis.net/messages/518852

    Dror@sinehebdo @sinehebdo
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 25/08/2016

      #USA #histoire

      CDB_77 @cdb_77
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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 30/04/2016
    1
    @reka
    1
    @reka @ville_en

    Géographies politiques du #tourisme

    Linda Boukhris et Amandine Chapuis
    #Circulations, #espace et #pouvoir - Penser le tourisme pour penser le politique [Texte intégral]
    Circulations, space and power. Rethinking tourism and the political
    Tristan Loloum
    Le gouvernement de la #nature - Tourisme et institutions environnementales dans le Nordeste brésilien [Texte intégral]
    The government of nature. Tourism and environmental institutions in Northeast Brazil
    Jennifer A. Devine
    Politics of Post-War Tourism in Guatemala : Contested Identities, Histories, and Futures [Texte intégral]
    Politique du tourisme d’après-guerre au #Guatemala : #identités contestées, histoires et futures
    Mélissa Elbez
    Qui sont les mayas de Tulum ? Identité locale plurielle et jeux de rôles identitaires en situation touristique (#Quintana_Roo, #Mexique) [Texte intégral]
    Who are the Mayans of Tulum ? Plural local identity and identitarian role plays in a tourist setting (Quintana Roo, Mexico)
    Mari Oiry-Varacca
    Tourisme et politisation des « identités » : réflexions post-coloniales sur la #marginalité au #Maroc [Texte intégral]
    Tourism and the politics of « identities » : postcolonial thoughts on marginality in Morocco
    Rachele Borghi
    « Et le bronzage de tes fesses dessine un coeur » - Réflexions sur les expériences lesbiennes des #plages [Texte intégral]
    « Et le bronzage de tes fesses dessine un coeur ». Some considerations on the lesbian experience of the beach
    Sébastien Jacquot et Cristina Notarangelo
    Vendeurs ambulants dans l’espace touristique à #Gênes : politiques d’éviction, résistances et arrangements [Texte intégral]
    Migrants and streetvendors in the tourist center of Genoa : eviction, resistances and arrangements
    Anthony Ince
    Autonomy, territory, mobility : everyday (geo)politics in voluntary exchange networks [Texte intégral]
    Autonomie, territoire, mobilité : (géo)politique du quotidien au sein des réseaux d’échanges volontaires

    ▻http://espacepolitique.revues.org/3703
    #revue #géographie #géographie_politique #Brésil #LGBT
    cc @reka via @ville_en

    CDB_77 @cdb_77
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  • @b_b
    b_b @b_b PUBLIC DOMAIN 29/03/2016
    2
    @fil
    @reka
    2

    Ce qu’il y a en face quand vous êtes à la plage en cartes - La boite verte
    ▻http://www.laboiteverte.fr/cartes-de-quil-y-a-face-etes-a-plage

    Le cartographe Andy Woodruff a créé cette série de cartes surprenantes qui montrent jusqu’où on arrive quand on part d’une côte de manière perpendiculaire et qu’on suit une ligne droite à travers la mer ou l’océan jusqu’à retrouver une terre.

    Grâce à elles on s’aperçoit que si vous êtes tranquille à la plage au Venezuela il y a de grande chances que vous regardiez vers la Bretagne ou si vous êtes tout au nord du Canada à St Antony vous êtes en fait en face de l’Australie.

    http://www.laboiteverte.fr/wp-content/uploads/2016/03/xarte-face-plage-02.jpg

    #map

    b_b @b_b PUBLIC DOMAIN
    • @rastapopoulos
      RastaPopoulos @rastapopoulos CC BY-NC 29/03/2016

      #plages

      RastaPopoulos @rastapopoulos CC BY-NC
    • @fil
      Fil @fil 29/03/2016

      la source ►http://andywoodruff.com/blog/beyond-the-sea

      Fil @fil
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  • @touti
    vide @touti 19/08/2014
    4
    @odilon
    @biggrizzly
    @geneghys
    @monolecte
    4

    Enjeux environnementaux et économiques des laisses de mer sur les plages girondines — Observatoire de la côte aquitaine
    ▻http://littoral.aquitaine.fr/Enjeux-environnementaux-et,414.html

    Il n’y a pas que les fonds marins que l’on gratte et détruit …
    En vendée, les tracteurs passent tous les jours ramasser la #laisse_de_mer pour « plaire aux touristes », alors que c’est ce qui tient les dunes et permet de garder un équilibre écologique et un réservoir de nourriture pour tout un tas d’animaux. En quelques dizaines d’années, au nom des touristes, s’est produit un saccage énorme, là où la nature sauvage avait un peu survécu. Et pour la pêche à pied, il n’y a plus de coques, de couteaux ou de bouquets. Tant pis, ce soir, on mangera les quelques algues trouvées.

    #écologie #plages #propreté_ennemie_de_l'écologie

    vide @touti
    • @odilon
      odilon @odilon CC BY-NC-ND 19/08/2014

      #littoral #tourisme #destruction

      odilon @odilon CC BY-NC-ND
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