• GNOME resolves the ‘inappropriate’ screenshot sound
    ▻https://www.omgubuntu.co.uk/2026/09/gnome-screenshot-sound-change

    Say goodbye to the public thinking you’re a creep next time you take a desktop screenshot on Ubuntu – #GNOME_51 has changed the sound effect that plays when you do. For a while now, when you screen grab your desktop or an app window, the accompanying sound effect is a familiar camera shutter, like the one when you take a photo on a smartphone. Cute in the privacy of your own home, but less cute in a public setting like a café. Why? Because it can sound rather creepy, as one bug report from 2024 laid bare: a UI/UX […] You’re reading GNOME resolves the ‘inappropriate’ screenshot sound, a blog post from OMG! Ubuntu. Do not reproduce elsewhere without permission.

    #News #gnome_shell #screenshots #Ubuntu_26.10
    ▻https://www.omgubuntu.co.uk/wp-content/uploads/2026/09/old-camera-shutter.oga
    ▻https://www.omgubuntu.co.uk/wp-content/uploads/2026/09/new-screen-capture.oga

  • #screening oncologici, la #campania resta indietro: i dati della #fondazione_gimbe
    ▻https://informareonline.com/screening-oncologici-la-campania-resta-indietro-i-dati-della-fondaz

    Esistono malattie che possono essere curate meglio semplicemente perché vengono scoperte in tempo. Un vantaggio notevole, che però, in Campania, continua a sfuggire a migliaia di cittadini. Sebbene la prevenzione rappresenti il primo argine contro i tumori, nella nostra regione continua a simboleggiare una delle sfide più complesse per la sanità pubblica. Per quanto, infatti, […] L’articolo Screening oncologici, la Campania resta indietro: i dati della Fondazione Gimbe proviene da Informareonline, scritto da Alessandro Giuseppe Terracciano

    #Approfondimenti #Attualità #EVIDENZA #Tumore

  • Il nuovo Patto su migrazione e asilo ci costerà due miliardi in cinque anni

    Dal piano presentato dal governo per implementare la nuova legislazione europea in vigore dal 12 giugno emergono esborsi enormi. Altreconomia l’ha consultato in esclusiva. Dai nuovi Cpr alle “zone di frontiera”, ecco le novità

    Implementare le misure previste dal Patto sulla migrazione e l’asilo costerà all’Italia più di due miliardi di euro nei prossimi cinque anni. Tra le spese più alte figurano quelle per il gratuito patrocinio (507 milioni), l’assunzione di 1.403 tra magistrati e funzionari per esaminare i ricorsi (327 milioni) e la costruzione di cinque nuovi Centri di permanenza per il rimpatrio (210 milioni). È la stima realizzata da Altreconomia, che ha potuto consultare in esclusiva il Piano di attuazione presentato dal Governo Meloni alla Commissione europea nel dicembre 2024 e mai reso pubblico.

    Una mancanza di trasparenza rispetto a cui non è bastata la sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio che ha riconosciuto il nostro diritto a visionarlo: quando la rivista va in stampa (il 20 maggio), oltre 70 giorni dopo il termine per l’invio, la copia del Piano aggiornato non è ancora stata inviata. Eppure l’interesse pubblico, come emerge dal documento che siamo comunque riusciti a visionare, non riguarda solo i costi.

    La nuova legislazione europea, in vigore dal 12 giugno, stravolgerà infatti tantissimi aspetti della normativa sull’immigrazione. Quelli più rilevanti riguardano l’accoglienza e la procedura di richiesta d’asilo. Chi arriva irregolarmente sul territorio italiano -e già questa è una forzatura- verrà sottoposto alla cosiddetta procedura di screening, che riguarda un primo controllo sulla salute, l’individuazione di eventuali vulnerabilità e la registrazione nelle banche dati. Tutto dovrebbe avvenire entro sette giorni (tre se la persona viene rintracciata sul territorio). Una volta terminato lo screening, entro cinque giorni la persona dovrà presentare richiesta di protezione internazionale.

    La maggior parte di queste domande verrà sottoposta alla “procedura accelerata alla frontiera”. “Sono più di dieci le ipotesi che permettono allo Stato di applicarla -spiega l’avvocata Eleonora Celoria, socia dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi)-. In tre casi la procedura alla frontiera diventa obbligatoria”. Quali? Se una persona è considerata un pericolo per la sicurezza nazionale, se ha consegnato documenti falsi o se appartiene a una nazionalità che ha un tasso di riconoscimento della protezione internazionale nei Paesi Ue inferiore al 20%.

    L’aspetto critico è che chi rientra in questa procedura, secondo la nuova normativa, deve rimanere nella “disponibilità” delle autorità per i tre mesi necessari all’esame della domanda. Periodo in cui, tra l’altro, non potrà lavorare. “Per giustificare il fatto che la persona non può muoversi liberamente, senza applicare le misure stringenti sulla limitazione della libertà personale, si introduce il concetto di ‘finzione di non ingresso’ -riprende Celoria-. Si fa finta che la persona non sia mai entrata sul territorio italiano anche se magari si trova già in una città del Nord Italia”.

    “Per giustificare il fatto che la persona non può muoversi liberamente, si introduce il concetto di ‘finzione di non ingresso’”-Eleonora Celoria

    Per quanto riguarda il come questo avverrà, con molta probabilità -saranno i decreti a specificare le modalità nel dettaglio- ci sarà un obbligo di dimora nel centro in cui le persone sono accolte o l’impossibilità di superare i confini di una certa area geografica. “Il diritto d’asilo diventa strettamente connesso alla libertà di movimento: evitando una detenzione vera e propria, che ci sarà solo in alcuni casi, si elimina l’intervento giurisdizionale e si lascia ampia discrezionalità alla polizia che potrà decidere i vari gradi di limitazione della libertà”.

    In questo quadro nel Piano di attuazione l’Italia specifica che individuerà 17 zone di frontiera oltre alle 12 già esistenti e sparse in tutto il Paese, da Agrigento a Matera fino a Gorizia. Per ogni sito si stima un costo pari a 17 milioni di euro nel quinquennio, a cui vanno aggiunte le spese per i 12 hotspot già presenti (19 milioni di euro) e quelli che potrebbero essere costruiti (il governo nel Piano usa il condizionale). Non solo. Viene preventivata una spesa di 1,2 milioni di euro all’anno per le postazioni dell’Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf) competente per la sanità transfrontaliera e 500mila euro per le attività delle Aziende sanitarie, necessarie per “identificare patologie e vulnerabilità meritevoli di essere approfondite ai fini dell’indirizzamento alla procedura e al percorso di accoglienza più adeguati”. I posti nelle strutture in cui svolgere le procedure sono un elemento chiave: il Patto prevede una disponibilità crescente che dipende dagli sbarchi. Per l’Italia -quando il documento è stato presentato nel dicembre 2024- era di 8.016 tra giugno 2025 e giugno 2026, il doppio (16.032) l’anno dopo e il triplo entro il 14 ottobre 2027 (24.048 posti).

    Il governo scrive che per raggiungere la capacità minima di 8.016 posti ne sono necessari duemila nei Centri di prima accoglienza (Cpa), che si aggiungono ai 3.540 già esistenti, e 270 in più nei centri di trattenimento di frontiera (che si aggiungono ai 50 presenti a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, e agli 83 di Modica-Pozzallo, in quella di Ragusa). Il costo per la realizzazione dei Cpa è di 50 milioni di euro in due anni, quello dei centri di trattenimento 8,1 milioni. A questo si aggiunge la realizzazione, stando al Piano, di cinque nuovi Centri di permanenza per il rimpatrio da 120 posti con una stima solo per le risorse umane e materiali di 7,6 milioni di euro, esclusa la gestione della struttura. Inoltre non viene indicato il costo di costruzione complessivo: quello nuovo di Castel Volturno (CE), ad esempio, costerà da solo 41,2 milioni di euro. Moltiplicato per cinque fa 210 milioni di euro.

    Ai costi vivi di gestione e costruzione delle strutture si aggiungono quelli per l’attivazione di 24 nuove sezioni della Commissione territoriale (Ct) centrpoichè il tempo massimo per decidere sulle procedure accelerate di frontiera è di tre mesi. È così prevista per ogni Ct l’assunzione di un presidente, dieci funzionari e tre-quattro unità di supporto. Totale: circa 26,7 milioni di euro all’anno che comprendono i servizi di mediazione (si calcolano appena due ore di audizione per 16.032 persone il primo anno e 24.048 dal secondo).

    Le due voci che hanno maggior impatto sono, come detto, quelle relative alla magistratura e al gratuito patrocinio. Per gestire il contenzioso -nel Piano si legge che tra il 30 giugno 2023 e il 30 giugno 2024 è aumentato del 46%- verranno assunte in totale 1.403 nuove unità, di cui 135 magistrati ordinari. Il costo stimato in dieci anni è di 584 milioni di euro. Anche in questo caso si aggiunge la mediazione, calcolata su quattro ore di media a persona per un totale, sempre nel decennio, di 30,6 milioni. Il totale per il gratuito patrocinio è invece pari a 71,9 milioni di euro per il primo anno e 107,7 dal secondo in poi.

    “Questo sistema crea enormi sacche di irregolarità”, conclude Celoria. Il richiedente asilo sottoposto a una procedura accelerata di frontiera che abbandonerà il centro o non rispetterà la limitazione geografica imposta, se fermato sul territorio, vedrà la sua richiesta automaticamente annullata e potrà essere portato in un Cpr in attesa di essere rimpatriato. Anche con le cinque nuove strutture i posti saranno circa 2.200. Per tutti gli altri ci sarà l’irregolarità e l’invisibilità.

    Un’altra preoccupante novità contenuta nel Patto riguarda i minori. L’età di chi è obbligato a lasciare le impronte e sottoporsi al fotosegnalamento precipita da 14 a sei anni ed è possibile utilizzare metodi “coercitivi” per costringere i minori a farlo. Ma soprattutto si apre alla possibilità di detenzione anche per gli under 18: nel Patto, infatti, non c’è nessun divieto e le procedure di screening sono uguali per tutti a prescindere dall’età.

    L’età di chi è obbligato a lasciare le impronte e sottoporsi al fotosegnalamento precipita da 14 a sei anni ed è possibile utilizzare metodi “coercitivi”

    “Questo creerà una condizione di promiscuità tra minori e adulti nelle strutture di accoglienza”, osserva Celoria. E non è da escludere la detenzione vera e propria. Nel disegno di legge di attuazione delle norme del Patto presentato dal governo il 20 aprile 2026 si specifica che la competenza della convalida di un eventuale trattenimento spetta al Tribunale per i minorenni. “Magari non succederà -conclude l’avvocata- ma non averlo escluso a priori è un segnale preoccupante”.

    ▻https://altreconomia.it/il-nuovo-patto-su-migrazione-e-asilo-ci-costera-due-miliardi-in-cinque-
    #pacte #pacte_migrations_et_asile #migrations #réfugiés #UE #union_européenne #coût #coûts #rétention #détention_administrative #Italie #screening #procédure_accélérée_à_la_frontière #fiction_de_non-entrée #liberté_de_circulation #liberté_de_mouvement #zones-frontière #hotspots #centri_di_prima_accoglienza (#cpa) #Porto_Empedocle #Modica-Pozzallo #Castel_Volturno #mineurs

  • #MARS-Q: al via il progetto di ricerca dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”
    ▻https://informareonline.com/mars-q-al-via-il-progetto-di-ricerca-delluniversita-della-campania-

    Napoli – Il Dipartimento Multidisciplinare di Specialità Medico-Chirurgiche e Odontoiatriche dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” ha avviato MARS-Q (Masticatory Activity, Readability, Sleep disorders and Questionnaire-based Symptoms), un progetto di ricerca finanziato nell’ambito dei Starting Grants 2025 dell’Ateneo. Il progetto si pone come obiettivo principale lo studio e lo #screening delle problematiche del #sonno […] L’articolo MARS-Q: al via il progetto di ricerca dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” proviene da Informareonline, scritto da Redazione Informare

    #Approfondimenti #Attualità #disturbi_temporomandibolari #università_luigi_vanvitelli

  • Cinematic Rebellion: From Los Angeles to Palestine
    ▻https://www.mydylarama.org.uk/Cinematic-Rebellion-From-Los-Angeles-to-Palestine.html

    "This film is built off of truth and rich history. Behind this film are piles of personal stories, family histories, settler-colonial history, and folkloric Palestinian oral stories that existed pre-1948. As part of the diaspora, grandparents and elders serve as a direct line to Palestine. With that generation disappearing, a new, stronger connection is being developed. Behind that connection exists a flourishing fusion of oral histories, family relics, embroidery, epigenetics, and (…) #Screen_Extra

    ▻https://communistusa.org/watts-rebellion-1965
    ▻https://www.arthousecrouchend.co.uk/programme/?programme_id=10206038

  • 7 Activist documentaries available for free
    ▻https://www.mydylarama.org.uk/7-Activist-documentaries-available-for-free.html

    The UCLA Film Archive just announced that 7 activist documentaries that are now freely available to access and stream for students, academics, and others. This update was shared through the Radical Film Network, thanks to Pr John T. Caldwell. He writes: "This online collection is from a recent retrospective of my films that the UCLA Archive featured at the LA Hammer Museum last Fall. Now, all of these experimental documentaries and ethnographic films (made between 1983 and 2020) are (…) #Screen_Extra

    ▻https://vimeo.com/showcase/11426869

  • Why the GNOME #screenshot App Doesn’t Work in #GNOME_49
    ▻https://www.omgubuntu.co.uk/2025/10/gnome-screenshot-app-no-longer-works-in-gnome-49

    If you see the “unable to capture a screenshot, all possible methods failed” error when using GNOME Screenshot in Ubuntu, it is not a bug – but by design. You’re reading Why the GNOME Screenshot App Doesn’t Work in GNOME 49, a blog post from OMG! Ubuntu. Do not reproduce elsewhere without permission.

    #News #Ubuntu_25.10

  • #Gradia is a Slick New #screenshot Annotation Tool for Linux
    ▻https://www.omgubuntu.co.uk/2025/06/gradia-linux-screenshot-annotation-tool-app

    Gradia is a new screenshot annotation tool for Linux that you can use to create engaging visuals for app stores, blogs, and social media - is it any good? You’re reading Gradia is a Slick New Screenshot Annotation Tool for Linux, a blog post from OMG! Ubuntu. Do not reproduce elsewhere without permission.

    #News #Apps #Office_&_Productivity_Apps

  • Comme des Italiens en #Suisse (1/5) : La liberté en Suisse et ailleurs

    Les Italiens sont des millions à avoir émigré vers la Suisse, d’abord à la fin du 19ème siècle, puis dans un second mouvement après la Deuxième Guerre mondiale. Ils sont venus pour travailler, dans des conditions souvent très difficiles. Ils n’étaient pas les bienvenus, même si la Suisse avait besoin d’eux, notamment pour ses grands chantiers comme la construction du tunnel du Gothard, pour édifier sa modernité. Les Italiens et les Italiennes formaient d’ailleurs encore en 2023 la population étrangère la plus importante de Suisse.

    A la fin des années 1880, la Suisse connaît un tournant dans son histoire démographique : de pays d’émigration, elle devient un pays d’immigration. La Suisse évolue et devient un pays désirable, en premier lieu pour ses Italiens.

    Rosita Fibbi est sociologue affiliée au Forum suisse pour l’étude des migrations et de la population à l’université de Neuchâtel. Elle répond aux questions de Marie Giovanola.

    ►https://www.rts.ch/audio-podcast/2024/audio/comme-des-italiens-en-suisse-1-5-la-liberte-en-suisse-et-ailleurs-28688945.html
    #immigration #migrants_italiens #Italie #immigration #racisme #main-d'oeuvre
    #audio #podcast #surpopulation_étrangère #Überfremdung #politique_migratoire #saisonniers #émeutes #missions_catholiques #fanfare #police_fédérale_des_étrangers #travailleurs_étrangers #accord_migratoire #rotation_de_la_main-d'oeuvre #permis_saisonniers #rotation #histoire #humiliation #visite_médicale #screening_sanitaire #trauma #corps #nudité #marginalisation #montagne #hébergement #baraquements #conditions_de_vie #écart #périphérie #marginalisation_spatiale #industrie #stabilisation #regroupement_familial #permis_de_séjour #discriminations #enfants_du_placard #enfants_cachés #expulsions #Schwarzenbach #initiatives_Schwarzenbach #James_Schwarzenbach #initiative #colonies_libres #permis_de_séjour #naturalisation #votations

  • « In Albania tutti trattenuti. Così si violano le norme Ue »

    Per i giudici di Palermo la detenzione è legittima solo come extrema ratio, da valutare caso per caso. «Ma a #Shengjin e #Gjader si presuppone che la reclusione sarà generalizzata: verrebbe a mancare la logica graduale prevista dalle direttive europee», afferma l’esperta di diritto dell’Unione #Daniela_Vitiello

    «Nei centri in Albania viene a mancare la logica graduale della direttiva Ue che prevede il trattenimento dei richiedenti asilo solo come extrema ratio», afferma Daniela Vitiello. Ricercatrice di diritto dell’Unione europea presso l’università degli studi della Tuscia e responsabile di un’unità di ricerca del centro di eccellenza Jean Monnet sull’integrazione dei migranti in Europa, con il manifesto commenta le recenti decisioni del tribunale di Palermo sulla detenzione dei richiedenti asilo a Porto Empedocle. Confermata in un caso, non convalidata negli altri cinque.

    Queste decisioni dicono qualcosa anche sul progetto dei centri in Albania?
    Le decisioni di non convalida dei trattenimenti, ma anche la prima di convalida, vanno nella direzione indicata dalle Sezioni unite della Cassazione nell’ordinanza di rinvio alla Corte di giustizia, dopo i ricorsi contro gli analoghi provvedimenti dello scorso autunno del tribunale di Catania. La Cassazione dà un’interpretazione costituzionalmente orientata della disciplina italiana sulla garanzia finanziaria, evidenziando che la garanzia costituisce una causa generale di esclusione del trattenimento e non una «misura alternativa» ai fini della verifica dei presupposti per l’ingresso e il soggiorno, secondo quanto previsto dalla «direttiva accoglienza» dell’Ue. In pratica il diritto Ue prevede che il trattenimento sia in ogni caso l’extrema ratio, oggetto di una valutazione caso per caso, nel rispetto dei principi di necessità e proporzionalità. Lo Stato membro ha comunque l’obbligo di prevedere misure meno afflittive. Per questo il giudice di Palermo sottolinea la natura facoltativa del trattenimento e che le misure qualificate come «alternative» nel diritto italiano (consegna del passaporto e prestazione della cauzione) sono in realtà di natura diversa. Ciò è rilevante rispetto ai centri in Albania perché il protocollo del 6 novembre 2023 individua solo un’area per l’arrivo dei migranti (Shengjin) e un’area per il loro trattenimento durante la verifica dei requisiti e per il rimpatrio (Gjader); per cui si presuppone che il trattenimento generalizzato debba essere la regola in queste procedure extraterritoriali. Senza alternative. Verrebbe così a mancare la logica graduale della detenzione amministrativa prevista come ultima ratio.

    È l’unico problema?
    No. Per giungere nei centri ci sarà un trasferimento forzato a bordo di navi militari italiane, che costituiscono territorio della Repubblica. Soccorsi, se così vogliamo definirli, di questo tipo non possono essere qualificati come operazioni di ricerca e soccorso (Sar) perché ciò implicherebbe lo sbarco in un luogo sicuro (place of safety). È difficile credere che strutture di trattenimento in cui le persone sono soggette a un regime di isolamento e privazione della libertà di movimento (se non addirittura della libertà personale) possano essere qualificate come tali. Questo tipo di regime detentivo generalizzato potrebbe porsi in contrasto con il diritto alla libertà e alla sicurezza dei migranti, ponendo problemi rispetto al diritto costituzionale, dell’Ue e alla Convezione europea dei diritti dell’uomo.

    Altre criticità sono state sollevate in merito al diritto di difesa.
    Sì, perché il contatto con i legali rischia di essere vanificato, soprattutto a causa della extraterritorialità dei centri. Probabilmente sarà offerto ai migranti un elenco di avvocati per il gratuito patrocinio, ma non è detto che questi abbiano competenze specifiche in materia migratoria e d’asilo. Inoltre, è verosimile che le comunicazioni con gli assistiti avvengano attraverso posta elettronica: l’intermediario sarebbe un responsabile della pubblica amministrazione, cioè la controparte, con una sostanziale compressione del diritto di difesa e la possibile conseguenza di convalide a catena e conseguenti espulsioni collettive.

    A giugno 2026 entra in vigore il Patto Ue su immigrazione e asilo. Cosa cambia per il trattenimento dei richiedenti asilo?
    L’approccio hotspot, già attivo in Italia da anni per una prima identificazione e incanalamento nelle procedure corrette, si accompagna al trattenimento generalizzato ai fini dello screening, che dura tra le 24 e le 48 ore per rispettare l’articolo 13 della Costituzione. Il nuovo Patto istituzionalizza l’approccio hotspot e collega ancor più strettamente la fase dell’accertamento (screening) con le successive procedure di asilo e rimpatrio alla frontiera, rendendo il trattenimento la regola e ponendo una serie di interrogativi di sostenibilità amministrativa e legittimità giuridica, sia rispetto al diritto interno, che europeo e internazionale.

    ▻https://ilmanifesto.it/in-albania-tutti-trattenuti-cosi-si-violano-le-norme-ue
    #Albanie #détention #Italie #accord #rétention #extrema_ratio #nécessité #proportionnalité #rétention_généralisée #externalisation #droit #screening #approche_hotspot

    –-

    ajouté à la métaliste sur l’#accord entre #Italie et #Albanie pour la construction de #centres d’accueil (sic) et identification des migrants/#réfugiés sur le territoire albanais...

    ►https://seenthis.net/messages/1043873

  • Drapeaux Verts et Rouges. #Dépistage précoce dans le #Trouble_du_Spectre_de_l’Autisme pour enfants de 0 à 3 ans

    Dans le domaine du Trouble du Spectre de l’Autisme (#TSA), l’importance d’un diagnostic précoce est reconnue au niveau international. En effet, plus tôt le #diagnostic est formulé, plus tôt l’enfant et sa famille peuvent bénéficier d’une intervention appropriée. L’intervention précoce, contrairement à celle qui arrive plus tard, a un impact majeur sur le développement de l’enfant et sur la qualité de vie du système familial. Cet instrument naît de l’exigence d’impliquer de manière active et directe les professionnels et les volontaires qui opèrent dans le domaine de la petite enfance, dans le dépistage précoce de ces comportements particuliers qui pourraient conduire à un diagnostic de TSA.
    Drapeaux Verts et Rouges n’est pas un instrument de diagnostic, mais un guide à l’observation, qui a pour but de faciliter la communication avec la famille et avec les professionnels qui s’occuperont, si nécessaire, d’approfondir l’aspect diagnostique. Le manuel a le double but de faciliter l’observation de l’enfant, au moyen de fiches agiles à administrer, et d’aider à communiquer ce qui a été observé de manière objective et efficace, grâce à la fiche récapitulative, jointe, qui aide à mettre en évidence d’éventuelles priorités de discussions. Le choix des comportements à observer a été effectué après avoir consulter différents articles sur les signes précoces des TSA.

    ▻https://www.fondazioneares.com/edizioni/catalogo-completo-edizioni-ares/collana-strumenti-di-lavoro-online/campanelli-dettagli-f

    #autisme #screening #screening_précoce #manuel #enfants

  • Films of Resistance: A Night of Shorts
    ▻https://www.mydylarama.org.uk/Films-of-Resistance-A-Night-of-Shorts.html

    Films of Resistance: A Night of Shorts was held at the Genesis cinema in London. The programme of Palestinian shorts was put together by the newly created Films of Resistance initiative, backed by magazine Culturala. The films shown were: - An Orange from Jaffa (2023) by Mohammed Almughanni One Minute (2015) by Dina Naser The Silent Protest (2019) by Mahasen Nasser-Eldin Bethlehem 2001 (2020) by Ibrahim Handal 120 KM (2021) by Waseem Khair The normal reactions in An Orange (…) #Screen_Extra

    ▻https://culturala.org/film

  • The pact kills : l’istituzionalizzazione della fine del diritto d’asilo nell’UE

    Un documento dell’Associazione #Open_Your_Borders di Padova sul nuovo patto europeo sulla migrazione e l’asilo.

    Il 10 aprile il Parlamento europeo ha approvato il Nuovo Patto sulla Migrazione e l’Asilo, frutto di un lungo negoziato cominciato nel 2020 tra Parlamento, Consiglio e Commissione.

    Prima di entrare in vigore, dovrà essere votato anche dal Consiglio dell’UE, l’organo in cui risiedono i rappresentanti dei governi dei 27 stati membri, la cui votazione è attesa entro la fine di aprile.

    In sintesi, questo Nuovo Patto prevede una serie di riforme del sistema di gestione dei flussi migratori e della richiesta di protezione internazionale nel territorio dell’Unione Europea e, in particolare, raccoglie al suo interno dieci proposte di legge che vanno brutalmente a rafforzare l’approccio securitario della ormai consolidata “fortezza Europa”, costituita dalle 27 nazioni, sulle 43 + 7 dell’Europa geografica.

    È evidente che i tempi e i contenuti di questa mossa hanno chiare motivazioni elettoralistiche in vista delle elezioni Europee, con il riposizionamento dei vari partiti nazionali in funzione sia della propria affermazione locale che della futura riaggregazione in probabili inedite coalizioni. Infatti “il Patto” è stato approvato trasversalmente con 301 voti favorevoli, 269 contrari e 51 astensioni.

    La coalizione di centrodestra governativa guidata da Giorgia Meloni è risultata non omogenea, con lo spostamento di Fratelli d’Italia (attualmente all’opposizione in Europa) a favore e con la Lega che ha confermato il proprio voto contrario, probabilmente perché considera la linea adottata troppo moderata e poco sovranista.

    Con motivazioni opposte, si sono schierati contrari anche il PD (che è organico dell’attuale maggioranza in UE) e il Movimento 5 stelle.

    Si rincorrono i toni trionfalistici per la “decisione storica” presa, dipinta come “un enorme risultato per l’Europa”, “un solido quadro legislativo su come affrontare la migrazione e l’asilo nell’Unione europea” e per una fantomatica e propagandistica “vittoria italiana” sottolineata da Meloni, nonostante il tanto criticato Regolamento di Dublino (per cui è il paese di primo ingresso l’unico responsabile di esaminare le richieste di protezione internazionale e di gestire e trattenere al suo interno le persone migranti) sia stato di fatto rafforzato.

    Noi, in questa giornata buia per il diritto d’asilo europeo e per la libertà di movimento internazionale, vediamo solo un consolidamento di pratiche di violazione dei diritti umani, che sono già attuate e condivise da parecchio tempo, sia alle frontiere che nei territori degli Stati dell’Unione Europea, in vista di quello che si prospetta come un inasprimento e allargamento del conflitto mediorientale e di una sempre maggiore instabilità di tutta l’area del Sahel (testimoniato da 7 colpi di Stato in pochi anni e dalla guerra solo apparentemente interna in Sudan che continua nell’indifferenza generale) dove si stanno giocando gli interessi egemonici in Africa dei due blocchi politici ed economici contrapposti, con Stati Uniti e Francia su tutti da un lato, e paesi Brics (Russia, Cina, India, ecc.) dall’altro.

    Con l’Unione Europa dal peso politico inconsistente tra le due parti e i suoi Stati membri che si percepiscono (erroneamente) come meta di approdo per tutti i movimenti di fuga delle popolazioni, i confini esterni dell’Unione diventano in primis la rappresentazione materiale da blindare assolutamente a scopo preventivo.

    Di seguito, analizziamo nello specifico le nuove norme per noi più critiche e problematiche.
    1) Procedure accelerate e sommarie per la richiesta di protezione internazionale

    Il Nuovo Patto divide in maniera importante i percorsi di richiesta di protezione internazionale, con l’applicazione di una procedura accelerata e generalizzata basata soprattutto sulla provenienza geografica legata alla classificazione dei cosiddetti “Stati sicuri” e non sulla storia individuale delle persone.

    Il testo prevede che tali procedure accelerate – che dovrebbero durare al massimo 12 settimane – siano svoltedirettamente nelle zone di frontiera, con il trattenimento di migliaia di persone in centri di detenzione posizionati ai confini degli Stati dell’Unione Europea.

    Lo svolgimento dell’esame approssimativo delle richieste sulla base della nazionalità porterà quindi ad un aumento generalizzato delle espulsioni, limitando la possibilità di richiesta di asilo, in violazione del principio internazionale del non respingimento, ma anche, ad esempio, al diritto alle cure mediche e al ricongiungimento familiare.

    Il criterio basato sullo Stato di provenienza è già stato eccezionalmente usato per velocizzare l’ingresso e l’integrazione diffusa delle persone rifugiate ucraine – però limitato a donne, bambin* e anzian*. Tale applicazione, causata dal conflitto Russia-Ucraina, che evidentemente ci tocca da vicino sia per posizione geografica che etnica, ha però contestualmente escluso l’evacuazione di tutti gli altri “non bianchi” presenti in quel territorio per motivi di lavoro, di studio o in transito migratorio. Anche per questo motivo, utilizzare solamente il criterio di provenienza geografica di origine senza considerare le specificità delle persone nelle procedure accelerate è funzionale alla negazione dell’asilo, in quanto arbitraria e strumentale da parte degli Stati.
    2) Un nuovo regolamento di screening (ovvero l’esercizio della bio-politica)

    Le persone richiedenti asilo non possono scegliere se seguire una procedura tradizionale (che richiede molti mesi) o accelerata, ma vengono divisi e indirizzati in base al loro profilo, stilato attraverso un nuovo e uniforme regolamento di screening obbligatorio inserito nell’Eurodac, creando così una enorme banca dati comune: questa “procedura di frontiera” preliminare, da farsi entro 7 giorni dall’arrivo, comprende identificazione, raccolta dei dati biometrici, controlli sanitari e di sicurezza, controllo di eventuali trasferimenti e precedenti, il tutto a partire dai 6 anni di età. Questa procedura sarà adottata principalmente per le persone richiedenti asilo che per qualche motivo vengono considerati un “pericolo” per i paesi dell’Unione, per coloro che provengono dai paesi considerati “sicuri” e per chi proviene da paesi che, anche per altri motivi, hanno un tasso molto basso (sotto il 20 per cento) di domande d’asilo accolte.
    3) Introduzione del concetto di “finzione del non ingresso”

    Il patto introduce il concetto di “finzione giuridica di non ingresso”, secondo il quale le zone di frontiera sono considerate come non parte del territorio degli Stati membri. Questo interessa in particolare l’Italia, la Grecia e la Spagna per gli sbarchi della rotta mediterranea, mentre sono più articolati “i confini” per la rotta balcanica. Durante le 12 settimane di attesa per l’esito della richiesta di asilo, le persone sono considerate legalmente “non presenti nel territorio dell’UE”, nonostante esse fisicamente lo siano (in centri di detenzione ai confini), non avranno un patrocinio legale gratuito per la pratica amministrativa e tempi brevissimi per il ricorso in caso di un primo diniego (e in quel caso rischiano anche di essere espulse durante l’attesa della decisione che li riguarda). In assenza di accordi con i paesi di origine (come nella maggioranza dei casi), le espulsioni avverranno verso i paesi di partenza.

    Tale concetto creadelle pericolose “zone grigie” in cui le persone in movimento, trattenute per la procedura accelerata di frontiera, non potranno muoversi sul territorio né tantomeno accedere a un supporto esterno. Tutto questo in spregio del diritto internazionale e della tutela della persona che, sulla carta, l’UE si propone(va) di difendere.
    4) L’istituzione di un meccanismo di “solidarietà obbligatoria” e l’esternalizzazione dei confini

    All’interno di una narrazione in cui le persone in movimento sono un onere da cui gli Stati Europei cercano di sottrarsi, viene istituito un meccanismo di “accettazione obbligatoria” di ricollocamento e trasferimento delle persone migranti, ma solo in caso di non precisate impennate di arrivi. Gli Stati potranno però scegliere se “accettare” un certo numero di migranti o, in alternativa all’accoglienza, fornire supporto operativo al paese d’arrivo, inviando del personale o mezzi, oppure pagare una quota di 20mila euro per ogni richiedente che si rifiutano di accogliere, da versare in un fondo comune dell’Unione Europea.

    I soldi versati in questo fondo comune, oltre a poter essere redistribuiti tra i paesi di frontiera (come l’Italia), potranno essere utilizzati per sostenere e finanziare «azioni nei paesi terzi o in relazione ad essi che hanno un impatto diretto sui flussi migratori verso l’UE» ossia paesi, come Libia e Tunisia da cui le persone migranti partono per raggiungere l’Europa.

    Un meccanismo disumanizzante e che trasforma le persone e le garanzie dei diritti umani in merci barattabili con un compenso economico destinabile a rafforzare i confini ancora più esternamente.

    Un ulteriore sviluppo è dato dalla delocalizzazione della zona di frontiera, attraverso la creazione di hotspot al di fuori dei confini nazionali, come nel caso dei futuri centri italiani in Albania.

    L’adozione di questo Nuovo Patto – non ancora definitivo, si ricorda – dimostra come i valori di accoglienza e “integrazione” e il diritto alla libertà di movimento, previsto dall’art. 12 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, vengano sgretolati di fronte ad una sempre più marcata diffidenza, chiusura e difesa della sovranità nazionale.

    Con la recrudescenza dei nazionalismi negli Stati Europei e la loro incapacità di agire con una lungimiranza alternativa e una visione decolonializzata nello scacchiere geopolitico, la tutela degli individui e della dignità umana viene “semplicemente” sostituita da inquietanti concetti privi di senso legati alla purezza della nazione e dell’etnia e alla difesa, in modalità securitaria e repressiva, della patria e della tradizione, che si traducono in istituzionalizzazione e normalizzazione dell’agire violento ai confini della UE e in una crescente esternalizzazione della frontiera attraverso il respingimento delle persone razzializzate nell’ultimo Paese di partenza, con l’intento dichiarato di voler scoraggiare la mobilità verso l’Europa.

    ▻https://www.meltingpot.org/2024/04/the-pact-kills-listituzionalizzazione-della-fine-del-diritto-dasilo-nell
    #pacte #asile #migrations #réfugiés #droit_d'asile #procédure_accélérée #pays_sûrs #rétention #frontières #rétention_aux_frontières #screening #Eurodac #procédure_de_frontière #biométrie #fiction_juridique #zones_frontalières #solidarité_obligatoire #externalisation #relocalisation #fiction_légale #legal_fiction

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    ajouté à la métaliste sur #Pacte_européen_sur_la_migration_et_l’asile :
    ►https://seenthis.net/messages/1019088

    ajouté à la métaliste autour de la Création de zones frontalières (au lieu de lignes de frontière) en vue de refoulements :
    ►https://seenthis.net/messages/795053

  • WebAIM: Screen Reader User Survey 10 Results
    ▻https://webaim.org/projects/screenreadersurvey10

    In December 2023 and January 2024, WebAIM surveyed preferences of #screen_reader users. We received 1539 valid responses. This was a follow-up to 9 previous surveys that were conducted between January 2009 and June 2021.

    In order, the most problematic items are:

    – CAPTCHA - images presenting text used to verify that you are a human user
    – Interactive elements like menus, tabs, and dialogs do not behave as expected
    – Links or buttons that do not make sense
    – Screens or parts of screens that change unexpectedly
    – Lack of keyboard accessibility
    – Images with missing or improper descriptions (alt text)
    – Complex or difficult forms
    – Missing or improper headings
    – Too many links or navigation items
    – Complex data tables
    – Inaccessible or missing search functionality
    – Lack of “skip to main content” or “skip navigation” links

    #accessibilité

  • Celebrating World VFX Day - Chris Lumb
    ▻https://www.mydylarama.org.uk/Celebrating-World-VFX-Day-Chris-Lumb

    In our final instalment for World VFX day we spoke to comedian and old school effects fan Chris Lumb about the library ghost from Ghostbusters and the face melting scene in Raiders of the Lost Ark. Ghostbusters - library ghost (Ivan Reitman, 1984) EEG When I about 7yrs old I saw Ghostbusters at the cinema with my brother and was totally blown away by this jump scare at the start. screaming at me. It’s terrifying! I love the way she shushes them first and then instantly changes, she (...) #Screen_Extra

  • Celebrating World VFX Day - Sam Hall, ILM
    ▻https://www.mydylarama.org.uk/Celebrating-World-VFX-Day-Sam-Hall-ILM

    Happy World VFX Day! We spoke with Sam Hall, actor and Senior Research and Development Engineer at Industrial Light & Magic (ILM) about the T-Rex scene in Jurassic Park, Pixar’s anthropomorphic Blue Umbrella and rendering black holes in Interstellar. Jurassic Park - T-Rex reveal (Dir. Steven Spielberg, 1993) ILM and Stan Winston Studios The cool thing about this scene is that less is more. The T-Rex has been teased throughout the film so they’ve built the tension leading up to (...) #Screen_Extra

  • World VFX Day - Tom Salinksy
    ▻https://www.mydylarama.org.uk/World-VFX-Day-Tom-Salinksy

    Happy World VFX Day! There’s nothing more special than special effects. Whether digital or practical, special effects are created by a highly skilled, specialised labour force and have created some of cinema’s most captivating images (that’s why we insist on calling them SPECIAL effects). In support of the effects industry and to celebrate the first World VFX day we spoke with a random collection of people who work in and/or love sfx and asked them to share some of their favourite (...) #Screen_Extra

  • Celebrating SFX - Eddie French
    ▻https://www.mydylarama.org.uk/Celebrating-SFX-Eddie-French

    In our third post in the run up to World VFX day tomorrow we’re talking about sfx legends Ray Harryhausen and Eugen Schüfftan, as well as the sparing use of CGI in Mad Max: Fury Road with non-binary comedian, film nerd and podcaster Eddie French! Jason and The Argonauts – Talos scene (Dir. Don Chaffey, 1963) Ray Harryhausen Of course I love all of Harryhausen’s stuff. I would’ve looked like the ultimate hipster if I’d chosen The Valley of Gwangi, though that is also excellent (I mean (...) #Screen_Extra

  • Celebrating SFX - Abdel Belabbes
    ▻https://www.mydylarama.org.uk/Celebrating-SFX-Abdel-Belabbes

    In the second instalment of our VFX series we’re exploring the merging of CGI and stop motion in Robocop 2, Guillermo del Toro’s penchant for insectoids as evidenced in Pacific Rim and the mercurial appendages of Dr Octopus in Spiderman 2, all selected by sfx fan Abdel Belabbes. Robocop 2 (Dir. Ivin Kershner, 1990) Phil Tippett One of the coolest things in VFX is when different techniques are married together and this scene has a great transition from live action to stop motion which (...) #Screen_Extra

  • Celebrating SFX - Eddy Durnan
    ▻https://www.mydylarama.org.uk/Celebrating-SFX-Eddy-Durnan

    There’s nothing more special than special effects! Whether digital or practical, special effects are created by a highly skilled, specialised labour force and have created some of cinema’s most captivating images (that’s why we insist on calling them SPECIAL effects). In support of the effects industry and to celebrate World VFX Day on Dec 8th we spoke with a random collection of people who work in and/or love sfx and asked them to share some of their favourite sequences, starting with (...) #Screen_Extra

  • Blue Recorder, Linux Screencast App, Ported to GTK4
    ▻https://www.omgubuntu.co.uk/2023/11/blue-recorder-linux-app-ported-to-gtk4

    GNOME Shell’s built-in screen recording feature is perfect at capturing short clips but when you need to record longer sessions you should use a dedicated screen recording app. Such tools give you greater control over video quality, output format, sound capture, frame rate, and so on — all vitally important if you’re looking to create high-quality screencast content for videos, social media, or really helpful bug reports. Amongst the surfeit of Linux screen recording software that’s readily available is Blue Recorder. Blue Recorder is an improved, Rust-based rewrite of Green Recorder, which was an open-source screen recording tool leveraging FFPMEG […] This post, Blue Recorder, Linux Screencast App, Ported to GTK4 is from OMG! Ubuntu. Do not reproduce elsewhere without (...)

    #News #App_Updates #screen_recorders