• Uganda accused of promoting sex tourism with ’curvy women’ ...
    http://news.trust.org/item/20190207175109-1s11y

    Uganda must cancel a beauty contest that seeks to attract more visitors by showcasing “curvy women” because it objectifies women and promotes sex tourism, campaigners said on Thursday.

    Tourism Minister Godfrey Kiwanda sparked outrage on Wednesday when he unveiled the “Miss Curvy Uganda” contest, saying the east African nation had “naturally endowed” women who should be used as “a strategy” to boost tourism.

    Women’s rights activists, politicians, church leaders and ordinary Ugandans said the contest was “state-sponsored objectification of women” and was treating women as though they were wildlife. Some are calling on Kiwanda to resign.

    More than 1,000 people have signed an online petition calling on the tourism ministry to abandon the pageant and apologise to the public.

    “In Uganda, the ministry of tourism has added ’curvy women’ on the list of ’tourism attractions’. I personally feel attacked. This is degrading women,” said Primrose Murungi, an entrepreneur and activist who started the online petition.

    #Ouganda #femmes #attractions_touristiques #curvy_women



  • Turismo sessuale minorile: il primato dei clienti italiani

    Nel mondo 3 milioni di persone viaggiano ogni anno per fare sesso con i minori. Molti di loro sono italiani e tanti arrivano dall’Europa. Il fenomeno del turismo sessuale minorile è in crescita ovunque, dalla Thailandia al Brasile, tra uomini e donne. Un reato che fa guadagnare cifre enormi alla criminalità organizzata.

    In tutto il mondo ci sono tre milioni di persone che ogni anno si mettono in viaggio per fare sesso con un minore. I dati sono dell’Organizzazione mondiale del turismo (Omt). Le mete più gettonate sono i cosiddetti “paesi del terzo mondo“, dove povertà e corruzione rendono più facile commettere questo tipo di reato. Perché di questo si tratta, nonostante si cerchi di far pensare che la vittima sia accondiscendente o il suo aspetto fisico tradisca i dati anagrafici.

    «Eppure molta gente pensa che – fuori dai confini patri – non si stia violando la legge», dice Yasmin Abo Loha, segretario generale di Ecpat Italia, ong attiva su questo fronte da più di 20 anni.

    Turismo sessuale minorile, il primato dell’Italia

    L’Italia gode, purtroppo, di un triste primato, piazzandosi tra i primi sei paesi da cui partono i “clienti” di minori costretti a prostituirsi. Gli altri sono Francia, Germania, Regno Unito, Cina e Giappone. Anche per questo, il 16 gennaio al Senato è stata presentata Stop sexual tourism, la campagna internazionale a tutela dei “Diritti Minorili nel Mondo”, promossa dall’Associazione fiori di acciaio, in collaborazione con Mete Onlus e patrocinata dall’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile).

    L’iniziativa prevede l’affissione di un manifesto informativo in 57 aeroporti italiani, per denunciare una situazione sempre più dilagante, ma anche per stimolare una presa di coscienza in chi ha come scopo ultimo del proprio viaggio l’abuso del corpo di un bambino.

    I turisti sessuali italiani e le mete: non solo Thailandia

    I turisti sessuali italiani sono circa 80 mila, per lo più uomini (90%). Negli ultimi anni l’età si è abbassata ed è compresa tra i 20 e i 40 anni, come rivela uno studio di Ecpat Italia, contenuto nel Global Study di Ecpat Iternational (End Child Prostitution in Asian Tourism).

    Il documento è frutto di due anni di ricerca, condotta tra il 2015 e il 2016 grazie al supporto di 67 partner e al contributo di 66 esperti. I principali paesi di destinazione, contrariamente a quanto pensano tanti, sono Brasile, Repubblica Dominicana, Colombia, oltre a Thailandia e Cambogia. A questi poi, ultimamente, si sono aggiunte anche “nuove mete”: alcuni paesi dell’Africa e dell’Est Europa.
    Turismo sessuale femminile: tante le donne coinvolte

    Da non trascurare anche il numero in crescita delle donne che viaggiano in paesi in via di sviluppo, in cerca di sesso a pagamento con i minori. In totale sono il 10% dei turisti sessuali.

    Mentre gli uomini prediligono prede più giovani (fra i 12 e i 14 anni d’età) e tendono a cambiare partner ogni sera, le donne vanno in cerca di adolescenti, ragazzi che possano diventare i loro accompagnatori per tutta la vacanza. Questo avviene soprattutto in Kenya e nei Caraibi.
    Ecpat: pochi pedofili, tanti clienti abituali e occasionali

    Oltre al giro d’affari imponente, secondo solo a quelli di armi e droga, un altro dato preoccupante, sempre diffuso da Ecpat, riguarda i pedofili. Questi, che hanno un target molto profilato (under 12 o addirittura 9) e sono i più consapevoli di ciò che stanno facendo, sono il 5 per cento. Il restante 35% è costituito da clienti abituali, mentre quelli occasionali sono ben il 65%. E c’è di più: gli autori di questi delitti, nella maggior parte dei casi non sanno che quello che stanno commettendo è un reato, tanto in Italia e quanto all’estero.

    Uno dei primi ostacoli da superare per sconfiggere il fenomeno è, quindi, proprio l’inconsapevolezza. Per questo a Giorgia Butera, presidente di Mete Onlus e promotrice della campagna Stop sexual tourism, è venuta l’idea del manifesto informativo da affiggere negli aeroporti e, come ha spiegato a Osservatorio Diritti, «presto anche in altri luoghi di transito, affinché la comunicazione diventi circolare».
    Cosa dice la legge italiana: il reato di turismo sessuale.

    A normare questo tipo di illeciti nel nostro paese c’è la legge 269/1998, “Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù”, aggiornata poi dalla 38/2006, “Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet”.

    La normativa italiana è considerata molto avanzata ed è stata tradotta in varie lingue perché è una delle prime che ha previsto il principio di extraterritorialità: gli italiani che compiono turismo sessuale potrebbero essere inquisiti nello stato estero, su denuncia delle vittime, e poi in Italia, d’ufficio, dalla magistratura.
    Turismo sessuale minorile, la definizione

    A livello internazionale, invece, il turismo sessuale minorile non è ancora considerato un crimine contro l’umanità. Per questo Giorgia Butera a marzo riproporrà la questione al Consiglio dei Diritti umani delle Nazioni Unite. Per ora l’unica definizione di «sfruttamento sessuale e commerciale dei minori» è stata formulata durante il Primo Congresso Mondiale sul tema che si è svolto a Stoccolma nel 1996.

    Nella Dichiarazione e Agenda per l’Azione si parla di una «violazione fondamentale dei diritti dei bambini che comprende l’abuso sessuale da parte dell’adulto e una retribuzione, in beni o in denaro, del minore e/o di terzi. Il bambino viene trattato sia come oggetto sessuale sia come oggetto commerciale. Lo sfruttamento sessuale dei minori a fini commerciali rappresenta una forma di coercizione e violenza esercitate nei confronti dei bambini ed equivale ai lavori forzati e a una forma di schiavitù contemporanea».

    Economia del turismo sessuale e criminalità organizzata

    Ma per Abo Loha la vera svolta per risolvere un «problema ormai di ordine commerciale, oltre che di violazione di diritti umani, in quanto gestito interamente dalla criminalità organizzata, sarebbe armonizzare la cooperazione giudiziaria e investigativa, perché si ha a che fare con crimini transnazionali».


    https://www.osservatoriodiritti.it/2018/03/27/turismo-sessuale-minorile-nel-mondo-italia-ecpat
    #tourisme #tourisme_sexuel #mineurs #enfants #enfance #Italie #statistiques #chiffres

    cc @albertocampiphoto




  • "L’abattage "désigne ici la mise à mort progressive de femmes d’élevage dévolus à la production du plaisir masculin. Entre marginalisation & rupture sociale l’auto-aliénation des prostitués en Catalogne

    Au fin fond des « bordels » de Catalogne : les clients transfrontaliers de la prostitution – Fragments sur les Temps Présents
    https://tempspresents.com/2016/12/20/au-fin-fond-des-bordels-de-catalogne-les-clients-transfrontaliers-de-

    À la croisée d’un imaginaire collectif du ‘bordel’ régulateur de l’ordre public et de l’ordre social, et sous l’influence bien réelle du lobbying des patrons de clubs et des activités récréatives (ANELA), la réglementation apparaissait comme un remède miracle pour dépasser les difficultés de gestion de l’espace public, et pour permettre le déploiement de la production de la plus-value festive. Dans la plaine de l’Emporda, on pouvait identifier une dizaine de puticlubs adhérents ou non du syndicat patronal : les plus grands ou les plus reconnus, Le Paradise, le Lady’s Dallas et le Gran Madams sur les communes de La Jonquera ou de Capmany, le Paloma Blanca à Medinya, le Nou Styl entre Gérone et Sain Féliu de Guixol, le Baby Doll et le Torre Park à l’Escala, le My Love et le Club Eden à Gérone, l’Erotica Club près de Santa Christina.

    La population prostitutionnelle n’était désormais plus la même : les estimations médianes présentaient à la fin des années 2000 plus de 350 000 prostituées présentes dans la péninsule espagnole2, les plus hautes estimations allant jusqu’à 500 000 prostituées3 ; entre 20 000 et 40 000 prostituées seraient présentes en Catalogne. Les mouvements circulatoires de prostituées à l’échelle continentale, ou au moins à l’échelle transnationale, modifient considérablement la nature de l’activité, celle-ci étant depuis les années 1990 reconnue internationalement comme un travail si la prostitution n’est pas contrainte4. Au-delà des conditions juridiques nationales de traitement de la prostitution, la prostituée est désormais reconnue comme une « travailleuse du sexe » libre et consentante, les puticlubs catalans deviennent des « megaprostìbulos » : la prostitution n’est plus exclusivement un phénomène territorialisé de sauvegarde de l’ordre social, c’est aussi, un empire licite massifiant le commerce du corps.

    • #prostitution #Espagne #Catalogne #France #Pyrénées_orientales #clients #bordel #virilité #virilisme #femmes

      Les bordels catalans ne sont pas l’hétérotopie masculine d’un monde perdu. Ils sont toujours, ponctuellement, au cours d’une soirée ordinaire, l’espace défouloir d’une virilité déchue. Tous les hommes n’ont pas un égo neutralisé par leur timidité. Beaucoup sont là par revanche, rarement de manière explicite, mais toujours, la discursivité laisse filtrer les mêmes équivoques du langage et des expériences. L’assimilation de la femme à la prostituée, et rarement l’inverse, pour tenter de comprendre le destin des travailleuses du sexe, laisse à penser que l’enjeu du ‘bordel’ dépasse très largement les murs des maisons closes. On serait même tenté de voir le ‘bordel’ comme ne se fermant plus par destination politique de la morale sociale, mais qu’à l’inverse, il laisse filtrer tous les comportements sociaux que la société contemporaine proscrit et prescrit simultanément. Un client nous le dit, en prenant des accents que l’on croirait emprunté à un Éric Zemmour en virée : « Tant que les femmes auront plus de droits que nous, nous aurons toujours besoin des filles [les prostituées] pour ne pas devenir des châtrés » [entretien informel avec un client régulier, juin 2003]. Le virilisme revendiqué justifie tout autant qu’il rend possible l’espace de domination prostitutionnel : le ‘bordel’ étant pour d’aucuns un espace d’autonomie permanent de cette domination normalement proscrite, mais toujours reproduite comme une norme originaire.

    • J’isole cette partie sur le #sport et une raison supplémentaire de le detester. Je savais deja que les soirs de match de foot il y a une augmentation des violences par conjoint et que ces violences augmentent encore en cas de défaite de l’équipe locale mais maintenant j’apprend que c’est aussi un prétexte utiliser par des putiers pour refiler le VIH, l’hépatie, la syphillise ou des clamydias à leur compagnes.

      Les clients partageant leurs vies avec une compagne l’avouent quasiment tous : leurs visites se font la plupart du temps incognito, sous le prétexte festif, « d’y boire juste un coup ». Le meilleur alibi est alors celui de l’activité ou du spectacle sportif. Les plus nantis vont au golf, le commun va au Camp Nou voir le FC Barcelone. Beaucoup en profitent pour faire une « halte de repos festif » [expressions communes] dans les clubs catalans. Il est singulier de relever cette association entre la pratique sportive et la pratique sexuelle tarifée. Les tenanciers de club catalans déclarent tous que leur chiffre d’affaires augmente dès qu’un événement sportif a lieu à Barcelone.

      ...

      La féminisation du public dans les stades n’est probablement pas qu’un effet de communication du marketing, c’est aussi l’émergence symbolique d’un doute des épouses trompées.

      Pour le golf les putiers bourgeois se sont garantie une plus grande impunité car ce sport comporte toujours beaucoup de clubs non mixtes et d’exclusion explicite des femmes.
      #prostitution #fraternité #hommerie

    • Je n’ai pas tout lu « au fin fond des bordels de Catalogne » @tradfem a traduit un article d’Amélia Tiganus ( survivante de la prostitution et de la traite. Elle est activiste pour feminicidio.net ) https://seenthis.net/messages/623250
      http://feminicidio.net/articulo/las-manadas-los-sanfermines

      Sous prétexte de manifestation sportive ou tout simplement de tourisme, des mâles vont au bordel comme d’autre vont mettre un cierge à Lourdes.
      #sexe #violence #torture #tourisme_sexuel #bordel #Catalogne

    • Le marché de la prostitution à La Jonquera - Arte Regards
      https://www.arte.tv/fr/videos/073399-053-A/arte-regards
      30 min.
      Disponible du 12/01/2018 au 11/02/2018
      Prochaine diffusion : mardi 16 janvier à 04h20

      Depuis le durcissement de la législation française en matière de #prostitution, la petite ville de #La_Jonquera, à la frontière franco-espagnole, est devenue une destination de choix pour les amateurs de sexe contre rémunération.
      Comment se porte la prostitution en Europe ? L’une des réponses se trouve à La Jonquera, à la frontière franco-espagnole. Pour Sònia Martínez Juli, la maire de La Jonquera, c’est un problème qu’il faut traiter à l’échelle nationale. Le propriétaire du Paradise, la plus grande maison close d’Europe, lui-même fils de prostituée, voit les choses différemment... Quant aux témoignages de Français, qui constituent ici 90 % de la clientèle, ils apportent un éclairage supplémentaire sur ce phénomène en pleine expansion.

      3 connards offre une pute à leur pote pour son anniversaire, pour faire de lui un homme. Je leur souhaite de tomber un jour sur Raffaëla et Karen, les 2 potesses de Virginie Despentes.

    • https://seenthis.net/messages/567365

      #Richard_Poulin arrive à l’interview avec un badge sur le revers de sa veste qui montre clairement quels sont ses principes : “Aucune femme ne naît pour être pute”, un slogan qui reprend le titre du livre écrit par la colombienne #Sonia_Sánchez, une survivante de la prostitution. Parce que ce Canadien, professeur émérite de l’UFR de sociologie et d’anthropologie à l’Université d’Ottawa et auteur de nombreux livres et études sur la prostitution et la traite d’êtres humains à des fins d’exploitation sexuelle, est considéré comme un des plus grands spécialistes mondiaux dans ce domaine.

      source et traduction @tradfem


  • Le tourisme sexuel en Thaïlande : une prostitution entre misère et mondialisation
    http://teoros.revues.org/1822

    Près de neuf millions de touristes ont visité la Thaïlande en l’an 2000, parmi lesquels 65 à 70 % sont des hommes. Malgré d’intenses campagnes médiatiques de sensibilisation contre le tourisme sexuel et nombre de batailles judiciaires à l’encontre des abuseurs d’enfants en Asie et ailleurs, le secteur – si prospère pour beaucoup – du tourisme sexuel en Thaïlande ne paraît guère vouloir se tarir. Au contraire, la demande s’élargit et se diversifie. Le présent article dresse un rapide bilan du tourisme sexuel en Thaïlande tout en tentant de déceler les racines du mal et d’explorer les moyens d’en éradiquer ses aspects les plus détestables, aux conséquences particulièrement morbides. Les principaux analystes de la situation sociale en Thaïlande sont unanimes à considérer que l’avenir paraît pour le moins morose. La situation ne s’améliorera guère au cours des deux décennies suivantes ; elle s’adaptera plutôt aux nouvelles réalités du marché et au contexte géopolitique reconfiguré… Ainsi, au milieu des années 1990, nous avons souligné l’aggravation – et les conséquences dramatiques – de la prostitution à des fins touristiques (Michel, 1995 : 182-201), situation qui, avec la crise économique de 1997 et les turpitudes du consumérisme et de la mondialisation, s’est encore détériorée ces toutes dernières années, bien en dépit d’une réelle amélioration des législations en vigueur (mais les nouvelles lois sur la prostitution ou sur la lutte contre la pédophilie et le trafic d’enfants ne sont que rarement appliquées) et d’une prise de conscience évidente de la part de la population thaïlandaise, notamment en raison des ravages du sida… Mais, selon d’autres chercheurs, dont Bello, la situation est critique et la Thaïlande sera prochainement – triste record – le seul pays du globe dont la population devrait diminuer en raison du sida (1998 : 224).

    #corruption #prévention #prostitution #sida #tourisme_sexuel #thaïlande


  • #Sénégal : un JT rappé contre le #tourisme_sexuel
    https://www.mediapart.fr/journal/international/080817/senegal-un-jt-rappe-contre-le-tourisme-sexuel

    Vidéo dans l’article À 100 km de Dakar, la plage de Saly a accueilli l’an passé quelque 1,6 million de touristes. Mais le soir, c’est souvent « sexe contre sous », chante Xuman, des #Haut-Parleurs qui a rencontré une jeune femme qui durant deux ans a vécu du tourisme sexuel.

    #International



  • Raquel Rosario Sanchez : Le tourisme sexuel est un impérialisme sexualisé

    https://tradfem.wordpress.com/2015/12/30/raquel-rosario-sanchez-le-tourisme-sexuel-est-un-imperialisme-sex

    Je garde un souvenir très vif de ce moment : j’étais à la plage, en République dominicaine, avec ma sœur et je venais d’arriver au bar pour chercher de quoi manger quand un homme plus âgé a entamé la conversation avec moi. Il m’a dit son nom et qu’il venait de France. Peut-être un peu naïvement, excitée par l’occasion de pratiquer le français que j’avais appris à l’école avec « une vraie personne française », j’ai bavardé un peu en attendant mon plat. Il me disait être administrateur dans un hôpital public. Je lui ai demandé son âge dans mon français bancal. Il m’a répondu : «  Cinquante-sept  ». Après un moment, j’ai cherché ma sœur des yeux et je me suis préparée à partir quand c’est arrivé. L’homme a commandé un deuxième verre et me l’a tendu. Mon visage a dû refléter ma confusion croissante quant à ses intentions pas très honnêtes, parce qu’il a posé tout de suite sa main sur la mienne, en me chuchotant à l’oreille : «  Ne t’inquiètes pas. Tu n’as rien à faire, pour le moment .  » J’avais 17 ans.

    Traduction française : Tradfem
    Article original : http://www.feministcurrent.com/2015/11/25/sex-tourism-sexualized-imperialism

    Traduction espagnole : https://tradfem.wordpress.com/2016/01/20/raquel-rosario-sanchez-el-turismo-sexual-es-imperialismo-sexualiz (par l’auteure)

    #Raquel_Rosario_Sanchez est une activiste et défenderesse des droits, originaire de la République dominicaine. Son travail porte sur la violence envers les femmes et les filles, la traite des personnes et l’abolition de la peine de mort. Elle poursuit en Oregon un diplôme de master en Études sur les femmes, le genre et la sexualité.

    #prostitution #tourisme_sexuel #impérialisme #feminist_current #tradfem


  • Philippines’ generation of sex tourism children

    Weekends are busy on Fields Avenue in Balibago. Young women greet meandering men and invite them into the bars that line the street. Known as the “supermarket of sex”, Angeles City’s red light district has fast become a top destination for sex tourism.

    Male travellers from Asia, Australia, the US, Europe and the Middle East constitute the bulk of the arrivals at Clark Airport, a former US military airbase. From there, many flock to the bars and clubs of Fields Avenue - and to the impoverished young women who work there.

    Acquiring their company for the night is straightforward. For a small fee, the men obtain what is known as an “early work release” that permits them to take the woman of their choice back to their hotel.

    http://www.aljazeera.com/indepth/inpictures/2015/03/philippines-generation-sex-tourism-children-150305120628971.html
    #tourisme_sexuel #Philippines #


  • Moldova Adopts ’Chemical Castration’ To Stem Tide Of Pedophilia, Sex Tourism
    http://www.rferl.org/content/moldova_pedophilia_chemical_castration/24511825.html

    “Sex tourists are a special breed of predatory pedophile,” said Michael Levy, the U.S. prosecutor who handled the Bianchi case at the time. “They have the means to travel to foreign places where they think the law cannot reach them and where no one will care about their crimes.”

    Since its independence from the Soviet Union two decades ago, Moldova has been one of the places such predators visit.

    With its combination of poverty and weak governance, Moldova is particularly vulnerable to this kind of exploitation.

    #pédophilie #tourisme_sexuel #trafic_d'enfants #prostitution #castration_chimique #Moldavie


  • ’40 percent of male foreign tourists on sex tours’ - The Philippine Star » News » Headlines
    http://www.philstar.com/Article.aspx?articleId=729980&publicationSubCategoryId=63

    MANILA, #Philippines - At least 40 percent of male foreign tourists in the country, including Americans, come for sexual tourism, US Ambassador Harry Thomas Jr. said yesterday.

    “I estimate that maybe up to 40 percent of foreign men who come here come for sexual tourism and that is unacceptable.

    And any of them engaged in things that violate the law whether they are American or other foreigner should be prosecuted. That is against human values,” Thomas said during a roundtable discussion on human trafficking organized by the Supreme Court, Philippine Judicial Academy in partnership with the Court of Appeals and US Department of Justice Criminal Division.

    Thomas said the US wants the Philippines to refine and strengthen its anti-trafficking law to ensure the conviction of foreigners involved in the crime.

    He said he also told President Aquino and Justice Secretary Leila de Lima that the US government is resolved to prosecute any American involved in cybersex and human trafficking.

    Thomas said the US provided over $6.6 million to the Philippines for its anti-trafficking program and training.

    “I think that the conviction rate improved in the last year and there were record number of 25 convictions… But this is a large country of many provinces and some provinces, some towns no prosecutions, no arrests,” Thomas said.

    “And that is unacceptable especially when you have places where you have shelters for victims so you know there is a lot of trafficking going on. It is not up to us to dictate, we just ask that the courts and the legislature work together to strengthen gaps in it so that people and those who commit this crime are successfully prosecuted,” he added.

    #tourisme_sexuel