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RSS: #trento

#trento

  • #trentola_ducenta
  • @informare
    Informare @informare via RSS 28/06/2026

    #Trentola_Ducenta, incendio domato dalle guardie del #WWF di #caserta e dai #Vigili_del_fuoco
    ▻https://informareonline.com/trentola-ducenta-incendio-domato-dalle-guardie-del-wwf-e-dai-vigili

    Nella mattinata del 28 giugno 2026, durante un servizio di vigilanza ambientale e per il contrasto alla “Terra dei Fuochi”, svolto in maniera gratuita, le guardie giurate del WWF si sono imbattute in un vasto incendio nelle campagne a poca distanza dell’abitato di Trentola Ducenta (Caserta). A bruciare è stata la vegetazione. La colonna di […] L’articolo Trentola Ducenta, incendio domato dalle guardie del WWF di Caserta e dai vigili del fuoco proviene da Informareonline, scritto da Redazione Informare

    #Approfondimenti #Attualità

    Informare @informare via RSS
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  • @melting_pot_europa
    Melting Pot Europa @melting_pot_europa via RSS 18/05/2026

    “No CPR, né qui né altrove”: la #Trento antirazzista è tornata in piazza
    ▻https://www.meltingpot.org/2026/05/no-cpr-ne-qui-ne-altrove-la-trento-antirazzista-e-tornata-in-piazza

    Tantissime persone, oltre 1.500 secondo il Coordinamento regionale No CPR, sabato 16 maggio hanno nuovamente attraversato e riempito le strade di Trento animando il corteo contro la costruzione di un CPR in città. Una mobilitazione ampia, partecipata e determinata che conferma quanto sia forte e diffusa l’opposizione ad un “lager di Stato” che rappresenta uno dei simboli concreti delle politiche di estrema destra della giunta provinciale e del governo Meloni, ma anche un affronto per il territorio e per un tessuto sociale solidale ben presente in città. Il corteo è partito nel pomeriggio da piazza Dante, sotto i palazzi della

    #Notizie #CPR,_Hotspot,_CPA #Italia #Razzismo_e_discriminazioni #Redazione #Solidarietà_e_attivismo #Trentino-Alto_Adige/Südtirol

    Melting Pot Europa @melting_pot_europa via RSS
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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 25/11/2024
    2
    @gao_tumbuktu
    @reka
    2

    Le numéro 67 de la revue #Nunatak (version italophone)

    https://nunatak.noblogs.org/files/2023/03/cover67xweb.jpg

    La revue est disponible en ligne:
    ▻https://nunatak.noblogs.org/post/2023/03/24/nunatak-n-67-inverno-2022-2023

    Je mettrai ci-dessous des mots-clés et citations des articles...

    –-----

    métaliste des numéros recensés sur seenthis:
    ►https://seenthis.net/messages/969908

    CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 25/11/2024

      Il monte solitario e la democrazia contro lo Stato. Omaggio a Berîvan Şengal

      https://pixelfed.zoo-logique.org/storage/m/_v2/578583396227231930/0bb057b62-db9a0d/mc43qK8yH21c/TQi9ZKEFtaldgH5lmkCd8ksNY6iQwp4B6AiQHmFm.png

      Citations:

      «Sulla montagna liberata dalla guerriglia le frontiere sono di fatto abolite permettendo ai curdi e alle curde di ritrovare l’unità spezzata dai confini statali. Anche in questo sta la centralità delle montagne: non solo rifugio e retrovia tattico per la guerriglia, ma anche laboratorio di una nuova società, territorio libero dove sperimentare fin d’ora una vita libera dallo Stato, dal denaro, dalle imposizioni del capitalismo e del patriarcato.»

      (p.9)

      #Irak #Mont_Sengal #Yézidis #Jabal_Waid #Berivan #révolution #PKK #auto-gestion #Etat #ISIS #Etat_islamique #génocide #résistance #lutte #femmes #monts_Qandil #Kurdistan #montagne #guérilla #Daesh #Rojava #Abdullah_Öcalan #confédéralisme_démocratique #Traité_de_Lausanne #murs #barrières_frontalières #Autonomie_démocratique #Accord_de_Sinjar #Baath #Saddam_Hussein #massacre #Génocide_kurde #Anfal #arabisation #islamisation #KDP #exil #réfugiés #résistance_armée #auto-gouvernement #Etat-nation

      voir aussi:
      La montagna sola. Gli ezidi e l’autonomia democratica di Şengal

      https://seenthis.net/local/cache-vignettes/L450xH683/La_montagna_feb5-9e320.jpg

      ▻https://seenthis.net/messages/1084395

      CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 25/11/2024

      “#Water_grabbing”. Il caso della #Valle_Stura

      https://pixelfed.zoo-logique.org/storage/m/_v2/578583396227231930/0bb057b62-db9a0d/tY97SjNK7Ufj/Xz8mu7zVegIlUIcBHBoIOAerYP7p2ZuVGmFBUL98.png

      #eau #trafic #Demonte #eau_en_bouteilles #Sant'Anna #Fonti_di_Vinadio #Cuneo #ACDA #eau_potable #infrastructure #pertes #changement_climatique #ressources_hydriques #extractivisme #acqua_Sant'Anna #économie #travail #business #Stura #élevage #agriculture #agriculture_intensive #PNRR #spéculation #servizio_idrico_integrato

      CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 25/11/2024

      Scalpellini di #Clivio. Una storia sovversiva dal Vermont alle Prealpi lombarde

      https://pixelfed.zoo-logique.org/storage/m/_v2/578583396227231930/0bb057b62-db9a0d/oOyol8qoqLXr/tlxN4vEpslxNxpKhbpqGp2DxxmSGhwbZe4mpEFfY.png

      #Carlo_Restelli #tailleurs_de_pierre #anarchisme #Rockland #Maine #émigration #Valceresio #mines #Barre (#Vermont) #mortalité #travail #conditions_de_travail #Luigi_Galleani #socialisme #Ettore_Molinari #Elio_Corti #Scuola_di_Clivio #école #Scuola_Moderna_Razionalista #Francisco_Ferrer #Luigi_Molinari #Francesco_Ghezzi #Cusano_Milanino #Suisse #Zurich #bombes_de_Zurich #bombe_di_Zurigo #Luigi_Bertoni #Eugenio_Giuseppe_Macchi

      ps. j’ai créé une page wiki (en italien) de Carlo Restelli, mais je ne sais pas si elle va être supprimée:
      ▻https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Restelli

      CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 27/11/2024

      Nucleare e militare. Una rete « mare » e « monti »

      https://pixelfed.zoo-logique.org/storage/m/_v2/578583396227231930/0bb057b62-db9a0d/DjdHWpBiEkmj/odttCEHvQaHoczAFEP7Dw9eTBsqaa1ktcF77Uv5y.png

      #nucléaire #armes #industrie_de_l'armement #Pian_d'Alpe #Ansaldo #Leonardo #Ansaldo_Energia #Ansaldo_Ricerche #Trino_Vercellese #Saluggia #Bosco_Marengo #La_Spezia #Cameri #pollution #contamination #soumarins_nucléaires #IG_O&M #Fincantieri #Riva_Trigoso #Saclant #Maricocesco #Mariperman #Base_Comsubin #Gruppo_Operativo_Incursioni (#GOI) #Decima_Flottiglia_Mas #GNL_Italia #SNAM #Camp_Darby #CIA #Etats-Unis #SIFAR #Gladio #NATO #OTAN #Sarzana #Maristeli-Luni #base_militare #Eliassalto #Brigata_Marina_San_Marco #NHI #Oto_Melara #Iveco #MBDA #Centro_Interforze_di_Munizionamento_Avanzato (#CIMA) #ASG_Superconductors #ENEL #pipeline #NATO_POL

      CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 27/11/2024

      #Kein_BBT - No TAV. Aggiornamento della lotta contro il #TAV in #Trentino

      https://pixelfed.zoo-logique.org/storage/m/_v2/578583396227231930/0bb057b62-db9a0d/XCPzIDF0T9R2/bSgwBoz33oSbxeSlpasjhNth8aUzz259mAxuFOi0.png

      #BBT #no-TAV #no_tav #PNRR #train #transport_ferroviaire #grande_vitesse #résistance #expropriation #regénération_urbaine #smart_cities #circonvallazione_ferroviaria_di_Trento #Trento #Brenner

      CDB_77 @cdb_77
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  • @irpimedia
    IrpiMedia @irpimedia via RSS 13/02/2023
    1
    @cdb_77
    1

    Trento, gli effetti del Pnrr sul progetto della Circonvallazione ferroviaria
    ▻https://irpimedia.irpi.eu/lemanisullaripartenza-circonvallazione-trento-pnrr

    Dal 2003 Rfi vuole un progetto ferroviario per potenziare il trasporto merci. Un’opera inutile che passa da terreni mai bonificati. Il Pnrr, però, può velocizzarne la costruzione. Nonostante le voci contrarie Clicca per leggere l’articolo Trento, gli effetti del Pnrr sul progetto della Circonvallazione ferroviaria pubblicato su IrpiMedia.

    IrpiMedia @irpimedia via RSS
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 14/02/2023

      https://irpimedia.irpi.eu/wp-content/uploads/2023/02/viz-ferrovia-trento-pnrr.png

      #Trento #Piano_nazionale_di_ripresa_e_resilienza (#Pnrr) #circonvallazione #train #Circonvallazione_di_Trento #Italie #Alpes #Trente #Rete_ferroviaria_italiana (#Rfi) #marchandises #corridors #Grande_Mala_Opera #Comitato_No_Tav_Trento #No_Tav #impact_environnemental #environnement #Brenner #Tétraéthylplomb #plomb #toxicité #pollution #Tunnel_del_Brennero #transport_ferroviaire #santé #assainissement #Recovery_Fund #utilité #inutilité

      CDB_77 @cdb_77
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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 7/07/2020
    2
    @biggrizzly
    @cy_altern
    2
    @isskein @karine4 @thomas_lacroix

    Semble naître en #Italie un nouveau réseau de #villes-refuge... des villes qui accueillent et soutiennent celleux qui défendent les #droits_humains...

    Ci-dessous une petite liste à partir des signalisation de Filippo Furri.

    Je vais ajouter à la métaliste sur les villes-refuge :
    ►https://seenthis.net/messages/759145

    ping @isskein @karine4 @thomas_lacroix

    CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 7/07/2020

      #Torino, prima città rifugio in Italia di chi difende i diritti umani

      Decolla il progetto del Comune con #Amnesty_International. Anche un polo per formare sull’accoglienza.

      Trovano casa a Torino gli attivisti di Amnesty International, ma anche tutti quelli che ogni giorno sono minacciati per la loro battaglia per i diritti umani. L’assessore ai Giovani, Marco Giusta, ha siglato un accordo che la trasforma nella prima “#shelter_city” d’Italia, cioè luogo di rifugio e accoglienza per chi si batte per i diritti umani e per questo è minacciato nel proprio Paese. Il progetto prevede un periodo di ospitalità che va da tre mesi a un anno, a seconda delle necessità: “Si tratta della messa a punto di un lavoro di tre anni e mezzo – racconta Giusta - Torino è davvero diventata la Capitale dei Diritti. Le conoscenze sono fuori dal Palazzo, costruire ponti e collaborazioni con chi lavora ogni giorno sul tema è stato fondamentale. Servivano spazi di codecisione amministrativi e li abbiamo creati al fine di lanciare programmazioni concrete e permanenti per la Città”.
      Il patto prevede da un lato la creazione di una rete d’accoglienza, ma anche il rafforzamento di progetti come #Open_011, la Casa della mobilità giovanile di corso Venezia. Una realtà nato nel 2006 durante le Olimpiadi Invernali e che oggi punta a diventare un Training Centre di livello internazionale. Sarà qui infatti la sede operativa di #JHREP, il Programma di Educazione ai Diritti Umani che Amnesty International Italia, Cifa Onlus e la rete internazionale #Hreyn intendono sviluppare per promuovere l’organizzazione di momenti formativi, training e study session nazionali e internazionali sul territorio torinese. “Torino sui diritti non deve essere arroccata, deve passare all’attacco – chiarisce l’assessore - Attacco non violento, ma strategico: serve una strategia per aggredire il fenomeno di violenza di genere, l’antisemitismo, il razzismo, il fascismo. La nostra strategia è sempre la stessa: serve diffondere valori e temi nella cittadinanza. Una città dei diritti, per me, è una città in cui le persone scelgono di venire a vivere e in cui scelgono di rimanere. In cui i e le giovani mettono alla prova i propri talenti e ambizioni. In cui ogni persona ha la possibilità di lavorare e il diritto di sentirsi a casa. In cui tutti i quartieri beneficiano di nuove opportunità e si sviluppano”.
      Già da luglio è attiva la nuova convenzione ventennale per la gestione dello spazio che prevede un ulteriore innalzamento degli standard qualitativi e l’introduzione di tariffe calmierate riservate a progetti sostenuti dalla Città o finanziati dal programma “#Erasmus_plus” e dal Consiglio d’Europa.

      ▻https://torino.repubblica.it/cronaca/2019/12/10/news/torino_prima_citta_rifugio_in_italia_di_chi_difende_i_diritti_uman
      #Turin #citoyenneté

      CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 7/07/2020

      Padova sarà presto la seconda città-rifugio per i difensori dei diritti umani

      L’Italia diventa sempre più sensibile al tema della protezione degli human rights defenders, i difensori dei diritti umani. Tanto che, dopo Trento, anche Padova sarà presto una pioniera delle città-rifugio.

      Grazie ad una campagna lanciata un anno e mezzo fa dalla rete In difesa di formata da oltre 40 associazioni italiane, anche il nostro Paese avrà le sue shelter-cities, luoghi protetti per avvocati, blogger, attivisti in pericolo. La provincia autonoma di Trento ha già approvato una mozione a riguardo, e presto seguirà la provincia di Padova.

      «Ma entro fine anno contiamo di arrivare a cinque enti locali trasformati in shelter cities italiane», anticipa a b-hop Francesco Martone, portavoce della rete «#In_difesa_di…» (www.indifesadi.org)

      Ma cosa sono esattamente le città-rifugio? Luoghi sicuri e protetti nei quali i perseguitati in patria per via del loro essere schierati per professione a difesa dei diritti dei più vulnerabili (pensiamo a chi protegge i popoli indigeni in America Latina o agli avvocati e blogger in Cina, o ancora agli attivisti per diritti degli omosessuali in Africa), potranno vivere tranquilli ma in attività per un periodo circoscritto della loro vita.

      E continuare a lavorare anche a distanza, per portare a compimento la loro missione.

      «Sono due le città italiane che iniziano a muoversi in questa direzione per esser accreditate come shelter city: una è Trento, che ha annunciato di recente il suo coinvolgimento in questo meccanismo – assicura Martone – e l’altra è Padova, che ancora non ha formalizzato l’impegno, ma presto lo farà».

      «Stiamo lavorando anche su Prato e poi con la Regione Lazio e il comune di Milano», dice.

      Ma come si fa a candidarsi per essere una città che protegge chi nel proprio Paese ha dei problemi a proseguire con il lavoro di attivista? Ricordiamo che solo nel 2017 sono morte 312 persone, assassinate perché combattevano per i diritti umani. Parliamo spesso di regimi, altre volte di democrazie a rischio, Stati come la Colombia, la Mauritania, l’Iraq, l’Eritrea.

      Intanto, per accogliere, bisogna avere una “vocazione” già avviata, spiega Martone. Ad esempio, una società civile che abbia già preso a cuore una causa specifica.

      Poi ci si deve collegare ad un protocollo d’intesa che nel frattempo va avanti a livello nazionale. Bisogna cioè manifestare l’interesse ad ospitare un “perseguitato” e prendersi anche dei rischi o la responsabilità di tutelare la sua identità. Certo, l’Italia rispetto ad altri Paesi è indietro ma comincia a muovere passi importanti.

      «Il tema human rights defenders in Italia è relativamente nuovo – spiega Martone– In Germania o Olanda, invece, già esistono gli shelter e funzionano bene. Per i nostri enti locali questo è un uovo di colombo, adesso ci dicono: “finalmente per la prima volta quando parliamo di diritti umani sappiamo esattamente cosa possiamo fare per tutelare le persone“».

      Si tratta di attivare anzitutto un sistema di relazioni diplomatiche abbastanza solido e multi-livello.

      «Necessariamente il nostro lavoro nella Campagna italiana coinvolge le ambasciate e il ministero degli esteri. Noi siamo da due anni in dialogo con la Farnesina su questo», spiega ancora l’attivista.

      E i risultati si vedono: nonostante l’incertezza politica l’Italia è ormai ingaggiata.

      «La Farnesina ha risposto per ora organizzando un mega convegno a Roma sulle buone pratiche.

      Il 18 giugno prossimo saranno presenti alla Farnesina, attivisti dall’area euro-mediterranea, l’Ong Frontline defenders, e Justice & Peace, una Ong olandese che gestisce il programma locale di protezione e molti altri.

      «Questa roba qui in Italia non è stata mai fatta. Intanto creiamo le premesse perché si possa iniziare a capire come fare: incontriamo soggetti che già fanno opera di protezione».

      In effetti ad Amsterdam, Groningen, l’Aja, Maastricht, Middelburg, in Olanda, esistono convenzioni e strutture dove le persone perseguitate possono riprendere fiato, cercare alleanze, ricaricare le energie. Lavorare da avvocati, giornalisti, blogger, attivisti.

      Un esempio? Amsterdam. Dove «puoi essere ciò che sei, amare chi vuoi e pensare e credere in ciò che desideri. Libertà e tolleranza sono parte integrante della città. Ed è questo che rende Amsterdam una shelter city per eccellenza». Così si legge sul sito olandese.

      Lookkaté, ad esempio, è un’attivista che viene dalla Thailandia dove promuove i diritti civili e politici del popolo Thai. Ora si trova in Olanda dove ha trovato momentanemente un po’ di pace. E di alleati.

      «L’altra grande sfida è in effetti quella di trovare terreno fertile: una società civile locale che non solo accolga ma che collabori con lo human rights defender», spiega ancora Martone.

      «Quando un attivista minacciato tende a lasciare il paese d’origine prima ci sono dei protocolli da seguire, dei visti da ottenere, uno status di protezione internazionale temporanea per esempio», spiega infine Martone.

      ▻https://www.b-hop.it/primo-piano/anche-padova-le-citta-rifugio-difensori-dei-diritti-umani
      #Padoue

      CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 7/07/2020

      Il Comune di Montegrotto Terme diventa Città Rifugio per i difensori dei diritti umani

      Il Consiglio Comunale di #Montegrotto_Terme ha approvato una mozione per aderire al progetto “Città Rifugio”.

      Si tratta di un progetto pilota di accoglienza temporanea e supporto per difensori dei diritti umani minacciati, in grado di raccogliere le diverse disponibilità territoriali per la relocation degli Human Rights Defenders, da attivare di concerto con la rete "In Difesa Di - per i diritti umani e chi li difende”, con gli altri Enti locali italiani interessati, le organizzazioni della società civile presenti ed attive sul territorio, e il Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’Università di Padova.

      Il Comune di Montegrotto Terme va ad aggiungersi ai Comuni di #Trento, Padova, #Cadoneghe, #Ponte_San_Nicolò, #Rubano, #Noventa_Padovana, #Asiago, Torino e alla Provincia Autonoma di Trento che hanno già aderito all’iniziativa.

      Con l’approvazione della mozione il Comune di Montegrotto Terme si impegna inoltre a:

      promuovere occasioni di studio, formazione e scambio di esperienze tra amministrazioni territoriali, organizzazioni della società civile e università sul ruolo degli enti locali nella protezione dei difensori dei diritti umani e le Città-Rifugio;
      promuovere nelle scuole di ogni ordine e grado iniziative di sensibilizzazione sui difensori dei diritti umani intese come educazione all’assunzione di responsabilità per lo svolgimento di ruoli di cittadinanza attiva e democratica;
      sollecitare il Governo nazionale affinché attivi programmi di protezione per i difensori dei diritti umani, rafforzando l’iniziativa del corpo diplomatico italiano nell’attuazione delle linee-guida UE ed OSCE, ed aderendo alla Temporary Relocation Platform dell’Unione Europea;
      prevedere attraverso gli strumenti della cooperazione decentrata iniziative di supporto a programmi e progetti di sostegno e protezione dei difensori dei diritti umani in paesi terzi, centrale per il perseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile;
      inviare la rispettiva mozione all’ANCI ed alla Conferenza Stato-Regioni al fine di diffonderla presso altri Enti locali sollecitandone l’impegno per la protezione dei difensori dei diritti umani e la creazione di opportunità di rifugio temporaneo per attivisti a rischio e di programmi di cooperazione decentrata nei paesi terzi.

      L’iniziativa intende dare attuazione alla Dichiarazione “sul diritto e la responsabilità degli individui, dei gruppi e degli organi della società di promuovere e proteggere le libertà fondamentali e i diritti umani universalmente riconosciuti” (Dichiarazione sui Difensori dei diritti umani), adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 9 dicembre 1998; alle Linee Guida sui Difensori dei diritti umani, adottate dal Consiglio dell’Unione Europea nel 2004 e aggiornate nel 2008, volte ad orientare il lavoro delle rappresentanze diplomatiche dell’Unione e degli Stati Membri e la “Piattaforma UE di coordinamento per l’asilo temporaneo dei difensori dei diritti umani”; nonché alle Linee Guida sulla protezione dei Difensori dei diritti umani, adottate dall’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) nel 2014.

      L’art. 1 della Dichiarazione sui Difensori dei diritti umani stabilisce che “tutti hanno il diritto, individualmente ed in associazione con altri, di promuovere e lottare per la protezione e la realizzazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali a livello nazionale ed internazionale”.

      L’Unione Europea nell’ambito della “Piattaforma di coordinamento per l’asilo temporaneo dei difensori dei diritti umani” (European Union Human Rights Defenders RE location Platform, EUTRP), ha implementato dei programmi di training in modo da garantire la necessaria sicurezza del Difensore; l’obiettivo è dunque un approccio di sviluppo e potenziamento delle capacità (capacity building), affinché i difensori dei diritti umani acquisiscano gli strumenti per mitigare i rischi che corrono e che risultano determinanti affinché possano elevare il loro livello di sicurezza e la qualità del loro lavoro.

      Nel Rapporto presentato quest’anno dal Relatore Speciale delle Nazioni Unite sui difensori dei diritti umani è stata riaffermata la centralità degli Enti locali in un sistema integrato di protezione e sostegno ai difensori dei diritti umani che preveda anche un maggior impegno da parte della diplomazia, attraverso le ambasciate in paesi terzi e nei consessi internazionali quali il Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite.
      Nel medesimo Rapporto sono indicati i principi che devono informare le iniziative a sostegno dei programmi di ricollocamento temporaneo dei difensori dei diritti umani: che siano fondate sui diritti umani, che includano difensori e difensore di differenti background, integrino la dimensione di genere, siano fondate su un approccio olistico alla sicurezza, siano orientate alla protezione di individui e collettivi, prevedano la partecipazione dei difensori e difensore nella scelta delle misure di protezione e siano flessibili al fine di soddisfare i bisogni specifici dei difensori e delle difensore.

      L’iniziativa “Città Rifugio-Shelter City” fu lanciata per la prima volta nel 2012 dai Paesi Bassi. Essa prevede che, quando i difensori dei diritti umani sono seriamente minacciati a causa del loro operato da attivisti, possono richiedere un alloggio temporaneo alle città olandesi di: Amsterdam, Groningen, L’Aja, Maastricht, Middelburg, Nijmegen, Tilburg, Utrecht. Il periodo di permanenza di un difensore dei diritti umani è ridotto (dai 3 ai 6 mesi), questo perché la ratio è di fornirgli un periodo di “rest and respite” (riposo e tregua) al di fuori del suo paese, per poi poter affrontare nuovamente la lotta nonviolenta per i diritti umani quando le minacce saranno cessate.
      L’iniziativa olandese è stata in grado di amplificare un forte segnale al governo dei paesi di origine, all’opinione pubblica e agli eventuali responsabili delle minacce al difensore dei diritti umani: sostenendo pubblicamente il difensore, l’iniziativa dimostra che le violazioni sui diritti umani denunciate dall’attivista minacciato, sono prese seriamente in considerazione da parte della comunità internazionale. A tal riguardo, particolarmente vulnerabili, risultano essere le cosiddette Women Human rights Defenders, donne attiviste minacciate, e le loro famiglie.

      In Italia, sotto impulso della rete “In Difesa Di - per i diritti umani e chi li difende” alcuni Enti locali italiani stanno lavorando alla creazione di programmi di accoglienza temporanea e rifugio per difensori e difensore dei diritti umani a rischio.

      La mozione approvata dal Comune di Montegrotto Terme è disponibile al link sottostante.

      ▻https://unipd-centrodirittiumani.it/it/news/Il-Comune-di-Montegrotto-Terme-diventa-Citta-Rifugio-per-i-difensori-dei-diritti-umani/4969

      CDB_77 @cdb_77
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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 5/01/2019
    2
    @fil
    @la_feuille
    2

    #Decreto_salvini, liste de villes dans lesquelles les #associations et les #citoyens descendent en masse pour dire NON au decrét. Mais aussi résistance des institutions ecclésiastiques et judiciaires, etc. :

    – #Lecce
    – #Oulx
    – Lucca (les paroisses)

    #résistance #associations #citoyens #asile #migrations #réfugiés #Italie

    Et une #carte, que je vais essayer de mettre à jour régulièrement :

    https://i.imgur.com/MYscNRD.png

    ►http://u.osmfr.org/m/279671
    En rouge : les maires qui disent NON
    En orange : des oppositions citoyennes et de la société civile
    #cartographie #visualisation

    A voir aussi, la métaliste :
    ►https://seenthis.net/messages/739545

    CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 5/01/2019

      #Sicuridiessereumani, anche #Lecce scende in strada contro il decreto sicurezza e immigrazione

      Un corteo a Lecce per dire no al decreto sicurezza e immigrazione voluto dal Governo. L’appuntamento è fissato per il giorno della Befana, dalle 16.00.

      ▻https://www.leccenews24.it/attualita/corteo-lecce-contro-decreto-sicurezza-immigrazione-salvimi.htm

      –-> Lecce scende in strada, ma nessuna dichiarazione del sindaco, a meno di prova contraria...

      CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 5/01/2019

      Contro le frontiere e il Decreto Salvini, nuova occupazione a Oulx

      Ieri è stata occupata la casa cantoniera appena fuori Oulx, in direzione del confine del Monginevro, per farne un nuovo rifugio autogestito per i migranti che tentano di passare in Francia.

      Al rifugio ogni aiuto è benvenuto. C’è bisogno di materiali vari, materassi, coperte, vestiti pesanti. Scarpe invernali, calze, guanti, cappelli. Stufe, legna, tappeti, cibo.

      https://cdn.radioblackout.org/wp-content/uploads/2018/12/47683246_1062892897216196_3176317813644066816_n-300x169.jpg

      ▻https://radioblackout.org/2018/12/contro-le-frontiere-e-il-decreto-salvini-nuova-occupazione-a-oulx

      CDB_77 @cdb_77
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      CDB_77 @cdb_77 5/01/2019

      Parrocchie lucchesi contro il decreto sicurezza. E la Lega si arrabbia

      Dura presa di posizione dell’Unità pastorale: "Effetti della legge peggiori del ’male’, accelerazione di barbarie nel nostro Paese. I dirigenti toscani del Carroccio: «Pensate alle anime, non fate politica»

      ▻http://iltirreno.gelocal.it/lucca/cronaca/2018/12/04/news/parrocchie-lucchesi-contro-il-decreto-sicurezza-e-la-lega-si-arrab

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      CDB_77 @cdb_77 7/01/2019

      Anche gli #scout cattolici di #Agesci si schierano contro il decreto Salvini sulla sicurezza

      L’Agesci Sicilia ha approvato un durissimo documento contro il decreto denunciando che “molti dei cittadini stranieri residenti da diversi anni nelle nostre città rischiano, tra poche settimane, di essere privati di assistenza e diritti, quei diritti inviolabili di cui ogni essere umano non può essere privato.”

      ▻https://www.fanpage.it/anche-gli-scout-cattolici-di-agesci-si-schierano-contro-il-decreto-salvini-s

      CDB_77 @cdb_77
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      CDB_77 @cdb_77 7/01/2019

      Bagnasco schiera la Chiesa: “Sul decreto sicurezza sì all’obiezione di coscienza”

      L’arcivescovo apre il fronte cattolico. La Cei affronterà il tema al prossimo consiglio. Appello della Comunità di Sant’Egidio: «Tutti devono godere dei diritti fondamentali»

      https://www.lastampa.it/rf/image_lowres/Pub/p4/2019/01/04/Italia/Foto/RitagliWeb/f912a382-1069-11e9-82cf-7b137e13b8df_21febe21aac1edaa7d04ebc3557b1415-kpsG-U11201716098058A0D-1280x545%40LaStampa.it.jpg

      ▻https://www.lastampa.it/2019/01/05/italia/bagnasco-schiera-la-chiesa-sul-decreto-sicurezza-s-allobiezione-di-coscienza-z6ylaPLvFxz3r60Y6MGUlK/premium.html
      #Eglise

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      CDB_77 @cdb_77 8/01/2019

      #Genova in piazza contro il decreto sicurezza. «Siamo una città aperta»

      Alle manifestazioni di protesta contro il Dl sicurezza a firma Salvini si aggiunge un fiume di folla anche tra le vie di Genova. Tra gli slogan: «Né col Pd né con la Lega in mare c’è la nostra umanità»; mentre tra i cori: «Se ci sono i disoccupati, la colpa è dei padroni e non degli immigrati».

      ▻https://video.repubblica.it/edizione/genova/genova-in-piazza-contro-il-decreto-sicurezza-siamo-una-citta-aperta/323991/324609?video

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      CDB_77 @cdb_77 8/01/2019

      #Alba in piazza contro il decreto sicurezza (VIDEO e FOTOGALLERY)

      Sono state oltre 300 le persone che questo pomeriggio hanno sfilato per le vie del centro storico di Alba per manifestare contro il decreto sicurezza.

      https://www.ideawebtv.it/wp-content/uploads/2018/12/Alba-manifestazione-contro-il-decreto-sicurezza-2.jpg

      ▻https://www.ideawebtv.it/2018/12/22/alba-in-piazza-contro-il-decreto-sicurezza-video-e-fotogallery

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      CDB_77 @cdb_77 8/01/2019

      Proteste a Milano contro il decreto Sicurezza: “Siamo tutti clandestini” Video

      ▻https://www.milanotoday.it/video/manifestazione-dlsicurezza-milano.html

      #Milan

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      CDB_77 @cdb_77 8/01/2019

      Un presidio in prefettura a Venezia contro il decreto sicurezza
      Un presidio in prefettura a Venezia contro il decreto sicurezza

      „Associazioni riunite per una manifestazione in programma alle 17 di martedì. Partecipa il Pd. Contestato anche il sindaco Brugnaro“

      ▻https://www.veneziatoday.it/attualita/presidio-decreto-sicurezza-venezia-8-gennaio-2019.html
      #Venise

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      CDB_77 @cdb_77 10/01/2019

      Il Csm boccia il decreto sicurezza: è incostituzionale

      Il decreto sicurezza varato dal governo è incostituzionale nella parte che si occupa di migranti e richiedenti asilo. Lo scrive la VI commissione del #Consiglio_superiore_della_magistratura in un corposo parere indirizzato al ministero della Giustizia e che sarà discusso mercoledi prossimo dal plenum di Palazzo dei Marescialli.

      ▻https://www.repubblica.it/politica/2018/11/15/news/il_csm_boccia_il_decreto_sicurezza_e_incostituzionale_-211768027

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      CDB_77 @cdb_77 10/01/2019

      La #Silp condanna il decreto sicurezza: «mero strumento di propaganda elettorale»

      Lo ha affermato Daniele Tissone, segretario nazionale del #Sindacato_Italiano_Lavoratori_Polizia_di_Stato nel corso del congresso a Rimini

      ▻https://www.globalist.it/news/2019/01/09/la-silp-condanna-il-decreto-sicurezza-mero-strumento-di-propaganda-elettor
      #police

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      CDB_77 @cdb_77 10/01/2019

      200 persone hanno manifestato in piazza Municipio a #Bolzano contro il decreto Salvini
      ▻https://www.facebook.com/Video33TV/videos/2333634569982045

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      CDB_77 @cdb_77 12/01/2019

      Anche Taranto si mobilita contro il decreto sicurezza del governo penta-leghista, in particolare contro la parte relativa alla regolamentazione dell’ingresso e gestione dell’immigrazione
      ▻http://www.norbaonline.it/ondemand-dettaglio.php?i=63464

      #Taranto

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      CDB_77 @cdb_77 12/01/2019

      Presidio Anpi in piazza contro decreto sicurezza

      PAVIA. Oggi in piazza del Municipio, a partire dalle 18.30, mobilitazione di Anpi a sostegno dei sindaci che hanno deciso di disobbedire al decreto sicurezza, voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, approvato da governo e parlamento e firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Una manifestazione anche a difesa della Costituzione», spiegano dall’Associazione nazionale partigiani italiani che appoggia la scelta di alcuni amministratori di non applicare le parti del decreto che riguardano l’immigrazione. «Ci troviamo di fronte ad una palese incostituzionalità della legge Salvini– sottolinea la vicepresidente di Anpi Annalisa Alessio -. La disobbedienza rappresenta una virtù civile e noi siamo al fianco dei sindaci disobbedienti e chiediamo che il fronte della protesta civile si allarghi anche ai primi cittadini del nostro territorio». Definisce poi «una vergognosa operazione di distrazione di massa» quella di individuare «un nemico pubblico nel migrante e nel richiedente asilo». «Serve solo a dirottare l’attenzione dai problemi veri del Paese e a nascondere l’incapacità politica», chiarisce Alessio che poi, citando le parole del partigiano Pietro Benedetti, «la patria è il mondo», conclude: «Noi ci riconosciamo in queste parole». Tra i punti del decreto contestati dai sindaci c’è l’abolizione del permesso di soggiorno umanitario, limitandolo ad alcuni casi speciali. Chi ha il permesso in scadenza non potrà averlo rinnovato, se non in pochi casi, dicono i primi cittadini, e rimarrà nel nostro Paese senza diritti. —

      ▻https://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2019/01/11/news/presidio-anpi-in-piazza-contro-decreto-sicurezza-1.1764502
      #Pavia

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      CDB_77 @cdb_77 12/01/2019

      CHIEDIAMO L’ABROGAZIONE DEL DECRETO SALVINI SULLA SICUREZZA

      Il Decreto Legge Salvini sulla Sicurezza - ora Legge.132/2018 - viola i diritti umani delle persone richiedenti asilo e la relativa normativa europea, li discrimina nell’accesso ai loro diritti fondamentali tra cui quello al Servizio Sanitario Nazionale; smantella il sistema pubblico di accoglienza e protezione dei migranti che scappano da guerre e soprusi; non affronta i problemi strutturali dei flussi migratori ed aumenta il numero di migranti irregolari nel nostro Paese.

      Per tali motivi chiediamo:

      a) ai cittadini di mobilitarsi affinché siano rispettati i diritti umani e le norme contro le discriminazioni e vengano individuate tutte le strade previste dalle normative italiane ed europee per il loro rispetto;

      b) ai Sindaci che intendono rispettare i diritti umani nelle loro comunità di evidenziare gli elementi di incostituzionalità e la contrarietà alle norme di diritto europeo ed adiscano i giudici di merito che, a loro volta, sollevino le questioni di incostituzionalità rilevate;

      c) ai Partiti politici, ai Sindacati,all’Associazionismo e alle Forze sociali che vogliono difendere i diritti umani di promuovere la raccolta firme per l’abrogazione della L.132/2018 inerente la sicurezza (ex Decreto Legge Salvini)

      ▻https://www.change.org/p/partiti-politici-chiediamo-l-abrogazione-del-decreto-salvini-sulla-sicurezza

      CDB_77 @cdb_77
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      CDB_77 @cdb_77 13/01/2019

      I Vescovi lombardi contro il decreto Salvini: «L’ emergenza migranti non è solo una questione di ordine pubblico»

      Si è conclusa così la due giorni di incontro della Conferenza Espiscopale Lombarda che si sono tenuti a Caravaggio mercoledì 9 e giovedì 10 gennaio. Invitando le Caritas a lavorare in sintonia con la Cei e il Papa e con un invito ai fedeli a essere testimoni di speranza.

      http://media.famigliacristiana.it/2019/1/dsc_0285_2521869.jpg

      ▻http://m.famigliacristiana.it/articolo/i-vescovi-lombardi-lemergenza-migranti-non-e-solo-una-questione-

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      CDB_77 @cdb_77 13/01/2019

      "No a questo decreto sicurezza", l’appello di cittadini e più di venti associazioni baresi

      „La petizione sarà consegnata il prossimo 21 novembre al prefetto di Bari, in vista della conversione in legge del ’dl 113’ che passerà al vaglio della Camera il giorno successivo“

      ▻http://www.baritoday.it/attualita/no-decreto-salvini-sicurezza-appello-associazioni-baresi.html

      #Bari

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      CDB_77 @cdb_77 13/01/2019

      Roma, #IoDisobbedisco: nasce la rete solidale contro il decreto Salvini

      Sarà un aggregatore di solidarietà. Casetta Rossa: «Un nuovo coordinamento di associazioni che contestano le politiche messe in campo dal governo sui temi della sicurezza e dell’immigrazione»

      ▻https://roma.repubblica.it/cronaca/2019/01/12/news/roma_iodisobbedisco_nasce_la_rete_contro_il_decreto_salvini-21643472

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      CDB_77 @cdb_77 13/01/2019

      Sanremo 2019, su Claudio #Baglioni, Matteo Salvini e migranti: #Negramaro, #Mannoia, #Meta sono con lui

      Sono state tante le persone che hanno voluto esprimere solidarietà al Direttore artistico di Sanremo Claudio Baglioni dopo le polemiche scatenate dalle sue parole sui migranti durante la conferenza stampa de Festival e i successivi attacchi di Salvini: Negramaro, Emma, #Ermal_Meta, #Simone_Cristicchi e Fiorella Mannoia sono tra gli artisti che hanno voluto manifestargli il proprio appoggio.

      ▻https://music.fanpage.it/sanremo-2019-su-claudio-baglioni-matteo-salvini-e-migranti-negramaro-m
      #chanteurs

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      CDB_77 @cdb_77 28/01/2019

      Oltre 10.000 in piazza per il corteo della #Genova “solidale e accogliente”

      Aderiscono 130 associazioni, tra cui gli scout Agesci che hanno aperto il corteo. Piazza Matteotti stracolma. «Chiediamo un welfare e diritti per tutti»

      https://www.genova24.it/photogallery_new/images/2019/01/manifestazione-genova-citt-accogliente-26-gennaio-2019-523266.660x368.jpg

      ▻https://www.genova24.it/2019/01/migliaia-in-piazza-per-il-corteo-della-genova-solidale-e-accogliente-tra-i-

      CDB_77 @cdb_77
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      CDB_77 @cdb_77 20/02/2019

      #Residenza-MI, quattro nuovi sportelli in città

      Il Comune di Milano ha inaugurato quattro sportelli per garantire una residenza anagrafica cosiddetta “fittizia” a chi è senza una casa. Il servizio – che ora prende il nome “Residenza-MI” – era già attivo da qualche anno sperimentalmente nel Municipio 1, all’interno del CAM Garibaldi di via Strehler. Da oggi si moltiplica in città con l’obiettivo di raggiungere più persone e garantire i loro diritti.

      “La residenza – dichiara l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino – è un requisito imprescindibile per accedere ad alcuni servizi fondamentali, per questo vogliamo assicurarci che chiunque possa godere dei diritti che sono garantiti dalla Costituzione, in primis quello di potersi curare utilizzando il sistema sanitario. L’attivazione di Residenza-Mi va proprio in questa direzione. Il servizio, inoltre, diventa ancora più importante visto il periodo storico in cui ci troviamo: paradossalmente tanti senza dimora, molti dei quali italiani, che avrebbero i requisiti per il reddito di cittadinanza rischiano di essere tagliati fuori perché incapaci di dimostrare la propria residenza. Agganciarli con gli sportelli vorrà dire tentare di ricostruire il loro quadro anagrafico”.

      I nuovi sportelli hanno iniziato la loro attività nei municipi 4 (via Oglio 18), 5 (viale Tibaldi 41), 6 (via Legioni Romane 54) e 8 (Via Quarenghi 21). Ogni sportello sarà aperto due giorni alla settimana: in via Oglio, mercoledì dalle 14 alle 17 e venerdì dalle 9 alle 12; in viale Tibaldi, giovedì dalle 9 alle 12 e martedì dalle 14 alle 17; in via Legioni Romane, martedì dalle 9 alle 12 e giovedì dalle 14 alle 17; in via Quarenghi, mercoledì dalle 9 alle 12 e lunedì dalle 14 alle 17.

      Il servizio verrà gestito dal Terzo settore, in particolare dall’Ati (associazione temporanea di impresa) costituita da Fondazione Caritas ambrosiana, Consorzio Frasi prossimo e Fondazione Casa della carità, vincitrice dell’avviso pubblico finanziato con risorse provenienti dal Programma operativo nazionale per il contrasto alla grave emarginazione (PON Inclusione).

      Residenza-MI andrà ad arricchire ulteriormente l’offerta dei servizi per i senza fissa dimora, per garantire a chi vive per strada il diritto alla residenza anagrafica che è indispensabile per richiedere documenti come la carta di identità e la tessera sanitaria e, di conseguenza, poter godere di alcuni diritti fondamentali, come l’accesso alle cure attraverso il servizio sanitario nazionale.

      Per accedere agli uffici sarà necessario presentare una relazione, redatta dai servizi sociali territoriali, dagli operatori del Centro aiuto Stazione Centrale (CASC) o dagli enti del Terzo settore con cui il Comune collabora, che dimostri che la persona che arriva allo sportello abbia una relazione continuativa con il territorio e abbia espresso la volontà di rimanere a Milano.

      Nei prossimi mesi l’Amministrazione si impegnerà a reperire degli spazi idonei per far sì che ci possa essere uno sportello “Residenza-MI” in ogni municipio.

      ▻http://www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it/news/primopiano/Tutte_notizie/politiche_sociali/residenza-mi_quattro_nuovi_sportelli
      #Milan

      CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 3/03/2019

      #Milan, 2 mars 2019:

      https://i.imgur.com/7fscBRm.jpg

      ▻https://twitter.com/CorraConso/status/1102130496912396288
      Milano, in 250.000 tra canti e colori: il videoracconto della marcia contro il razzismo

      Bandiere, slogan, cori e tanti sorrisi. Grande successo nel centro di Milano per «People-Prima le persone». «C’è un Italia diversa da quella che sbraita e che inneggia al razzismo», dice il fondatore di Emergency Gino Strada mentre alle sue spalle passa un grande «barcone» di cartone e i manifestanti cantano «Fin che la barca va». «Siamo contentissimi - dice l’assessore al Sociale del comune di Milano e ideatore di People Pierfrancesco Majorino - ma ora bisogna continuare su questa strada». Il corteo si è concluso in piazza del Duomo dove il dj italo-nigeriano Simon Samaki Osagie ha dato vita al suo speaker box street party contro le discriminazioni

      ▻https://video.repubblica.it/edizione/milano/milano-in-250000-tra-canti-e-colori-il-videoracconto-della-marcia-contro-il-razzismo/328447/329042

      CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 3/03/2019

      Iniziative in tutta Italia contro la Legge Salvini e per il diritto di residenza e iscrizione anagrafica

      Sono diverse le città italiane che si sono mobilitate oggi per il diritto alla residenza e all’iscrizione all’anagrafe, nella giornata d’iniziativa comune lanciata nel corso dell’ultima assemblea nazionale di #Indivisibili. Oltre alla Legge Salvini, che prevede il divieto di iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, la mobilitazione ha preso di mira anche il famigerato art. 5 del Piano casa di Renzi e Lupi, emanato nel 2014.

      La legge Salvini ha stabilito che dal 5 ottobre dello scorso anno il permesso per richiesta di asilo non costituirà più titolo per l’iscrizione anagrafica e quindi non solo verrà meno la possibilità di avere la carta di identità, ma anche di maturare gli anni per esercitare una serie di diritti e doveri. La questione anagrafica è uno degli ambiti dove questa legge esercita tutta la sua efficacia contro i migranti e richiedenti asilo.

      Oltre agli aspetti discriminatori sul piano razziale, la norma ha dei notevoli vulnus anche sul piano giuridico. In evidente contrasto con tale legge l’art 6, comma 7 del Testo Unico disciplina Immigrazione del 1998, prevede l’accesso all’iscrizione anagrafica di italiani e stranieri a parità di condizioni, costituendo uno strumento efficace agli amministratori per disobbedire alla nuova legge. Va considerato inoltre che l’art.2 della L.n. 1228/1954 prevede che «...E’ fatto obbligo ad ognuno di chiedere per sé e per le persone sulle quali esercita la patria potestà o la tutela, la iscrizione nell’anagrafe del Comune di dimora abituale...» e il mancato adempimento a tale obbligo viene espressamente sanzionato con ammenda.

      A #Roma movimenti per il diritto all’abitare e associazioni antirazziste hanno manifestato a Bocca della Verità.

      https://i.imgur.com/vBQ95fO.jpg

      #Rome

      A #Padova attivisti/e della rete cittadina contro il razzismo e per l’inclusione sociale hanno incontrato il Sindaco Sergio Giordani al quale esposto il problema dell’esclusione sociale di quanti già dimorano abitualmente nei nostri territori. In seguito all’incontro si è svolto un presidio davanti all’Ufficio Anagrafe.

      https://i.imgur.com/eyUCjl4.jpg

      #Padoue

      Anche a #Vicenza i manifestanti hanno presidiato di fronte all’Ufficio Anagrafe.

      https://i.imgur.com/oN0kg0c.jpg

      Sempre di fronte agli uffici dell’Anagrafe, a #Trento è stato allestito un gazebo solidale.

      https://i.imgur.com/nYLe52V.jpg

      A #Macerata si è svolto un presidio di fronte alla sede del Comune, con la presenza di numerosi richiedenti asilo. Nonostante l’azione fosse esclusivamente di carattere comunicativo e simbolico, diverse pattuglie di polizia e carabinieri sono accorse sul posto, procedendo all’identificazione dei manifestanti, che si sono opposti al tentativo di sequestro dello striscione.

      https://i.imgur.com/j3jDkY5.jpg

      Iniziativa davanti al comune anche ad #Ancona, con lo striscione esposto sulla facciata del Municipio.

      https://i.imgur.com/PmU1lFt.jpg

      A #Fano è stato esposto lo striscione «Residenza per tutti!» davanti agli uffici comunali. In tutte le città marchigiane mobilitate è stato richiesto alle Amministrazioni Comunali di non applicare la Legge Salvini, sulla base della corretta interpretazione normativa, già adottata da alcuni comuni, fra i quali quello di Jesi.

      https://i.imgur.com/otFeUlO.jpg

      ▻https://www.globalproject.info/it/in_movimento/iniziative-in-tutta-italia-contro-la-legge-salvini-e-per-il-diritto-di-residenza-e-iscrizione-anagrafica/21899

      CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 3/03/2019

      Centinaia di barchette di carta sulla scalinata del Comune di #Bra per dire sì all’accoglienza

      La manifestazione dei sostenitori de L’Italia che R-esiste a favore di una corretta integrazione dei migranti

      https://www.lastampa.it/rf/image_lowres/Pub/p4/2019/03/02/Cuneo/Foto/RitagliWeb/2b9dacd2-3cf9-11e9-98ad-f54b39baf731_PHOTO-2019-03-02-10-53-44-kLyB-U112024230605052DI-1024x576%40LaStampa.it.jpg

      ▻https://www.lastampa.it/2019/03/02/cuneo/centinaia-di-barchette-di-carta-sulla-scalinata-del-comune-di-bra-per-dire-s-allaccoglienza-teWvW4S8JCt6Y5uIQ825MO/pagina.html

      CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 4/03/2019

      Milan anti-racism march draws “hundreds of thousands”

      Huge crowds have gathered in the northern Italian city of Milan to protest against racism.

      Organisers said about 200,000 people turned out in the city in Lombardy, a region where the right-wing populist League party has strong support.

      Campaigners say the government promotes fear and hatred to spread division.

      https://ichef.bbci.co.uk/news/624/cpsprodpb/791F/production/_105870013_052692589.jpg https://ichef.bbci.co.uk/news/624/cpsprodpb/12243/production/_105870347_052692628.jpg

      ▻https://www.bbc.com/news/world-europe-47431311

      CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 9/02/2020

      aa

      CDB_77 @cdb_77
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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 21/12/2018

    #métaliste de liens sur des projets qui visent à intégrer les #réfugiés dans les universités

    En général, sur l’accès aux études universitaires des réfugiés :
    ▻https://seenthis.net/messages/746028

    Les Hautes écoles face à l’accueil des réfugiés, dans le #monde :
    ▻https://seenthis.net/messages/593418

    Refugees Welcome Map
    ►https://seenthis.net/messages/475877
    #cartographie #visualisation

    #Science_for_refugees
    ►https://seenthis.net/messages/474982#message474983
    #science4refugees

    Universities are failing refugees. They must do more to prevent a ’lost generation’ :
    ▻https://seenthis.net/messages/813004

    #études_universitaires #université #asile #migrations #intégration_professionnelle #éducation #accès_aux_études #solidarité #universités-refuge

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      CDB_77 @cdb_77 24/06/2019

      En #Suisse

      ▻https://seenthis.net/messages/671694
      –-> aussi sur le #Passeport_Européen_de_Qualifications

      ▻https://seenthis.net/messages/585406
      ▻https://seenthis.net/messages/526101
      ▻https://seenthis.net/messages/503039
      ▻https://seenthis.net/messages/409739

      A l’#EPFZ (#école_polytechnique de #Zurich) :
      ▻https://seenthis.net/messages/515188

      Avec un témoignage :
      ▻https://seenthis.net/messages/580710

      Sur le programme #Horizon_académique de l’#Université_de_Genève :
      ▻https://seenthis.net/messages/645853
      ▻https://seenthis.net/messages/513292
      Réfugiés aux études (vidéo) : ▻https://seenthis.net/messages/912826
      #Chercheurs afghans abrités par l’uni : ▻https://seenthis.net/messages/930868

      Quand le programme ne s’appelait pas encore Horizon académique
      ▻https://seenthis.net/messages/499841
      ▻https://seenthis.net/messages/466178
      ▻https://seenthis.net/messages/466001
      ▻https://seenthis.net/messages/465817
      ▻https://seenthis.net/messages/444685

      #Université_de_Bâle
      ▻https://seenthis.net/messages/440488
      #Bâle

      #USI, #Università_della_Svizzera_italiana
      ▻https://seenthis.net/messages/607485
      #Tessin

      Une #interpellation :
      ▻https://seenthis.net/messages/602108
      #interpellation_parlementaire

      Les #barrières à l’inscription des demandeurs d’asile dans les universités suisses :
      ▻https://seenthis.net/messages/746026

      Des #critiques autour de ces programmes :
      ▻https://seenthis.net/messages/592005

      Prise de position de l’UNES : l’accès à l’université pour les réfugiés doit être facilité :
      ▻https://seenthis.net/messages/563366

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      CDB_77 @cdb_77 24/06/2019

      #Italie :

      A #Trento:
      ▻https://seenthis.net/messages/746029

      Projet #mentorship en Italie:
      ▻https://seenthis.net/messages/604788#message644263

      #Università_Europea:
      ▻https://seenthis.net/messages/482579

      #Pavia:
      ►https://seenthis.net/messages/475877

      Le projet #UNI-CO-RE de l’université de #Bologne:
      ▻https://seenthis.net/messages/761696
      #corridors_universitaires

      #Bari, l’Ateneo dà a 42 rifugiati il passaporto di studio : « La nostra è un’università del mondo »
      ▻https://seenthis.net/messages/833074

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      #Hongrie :
      ►https://seenthis.net/messages/718619
      ►https://seenthis.net/messages/514227
      #CEU #Central_European_University

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      #Allemagne

      #Kiron_University :
      ▻https://seenthis.net/messages/426497

      Autres initiatives en Allemagne :
      ▻https://seenthis.net/messages/368941

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      @stephane_m

      #France

      #Grenoble :
      ►https://seenthis.net/messages/621465
      ▻https://seenthis.net/messages/497301

      Des étudiants d’universités et de grandes écoles aident les migrants à passer leurs diplômes en #France :
      ▻https://seenthis.net/messages/510007

      Appel « Ils ferment les frontières, ouvrons nos écoles » :
      ▻https://seenthis.net/messages/485541

      #EHESS :
      ►https://seenthis.net/messages/474982#message474983

      #Sciences_po (+ autres projets signalés par @stephane_m) :
      ▻https://seenthis.net/messages/469358

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      Sur les #bourses_d'études pour réfugiés :
      ▻https://seenthis.net/messages/613719
      #Argentine #USA #Etats-Unis

      Spécifiquement sur les Etats-Unis :
      ▻https://seenthis.net/messages/570099

      Et l’Italie :
      ▻https://seenthis.net/messages/604788
      ▻https://seenthis.net/messages/585400

      #Kings_College
      ▻https://seenthis.net/messages/568552
      #Oxford :
      ▻https://seenthis.net/messages/511012
      #UK #Angleterre
      #Compass_project, #University_of_London
      ▻https://seenthis.net/messages/511012#message608004
      #Bristol
      ▻https://seenthis.net/messages/500218
      #sanctuary_scholarship_scheme
      #Goldsmith_university :
      ►https://seenthis.net/messages/421844
      Université de #Leeds, #sanctuary_scholarships :
      ▻https://seenthis.net/messages/790102

      En France pour les #réfugiés_syriens :
      ▻https://seenthis.net/messages/505542

      En #Belgique
      ▻https://seenthis.net/messages/442897
      #ULB

      Le projet européen #coLAB :
      ▻https://seenthis.net/messages/776300

      En #Angleterre, #Newcastle :
      ▻https://seenthis.net/messages/801990
      #UK

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      CDB_77 @cdb_77 24/06/2019

      Autres projets :

      Programmes #Erasmus+ pour soutenir les réfugiés dans leurs études (notamment en lien avec l’apprentissage de la langue)
      ►https://seenthis.net/messages/621465
      #ErasmusPlus

      A ‘University in Exile’ to Reconnect Syrian Students and Academics
      ▻https://seenthis.net/messages/594865
      #Jamiya_Project

      The #silent_university :
      ▻https://seenthis.net/messages/491347

      Berliner Student gründet Online-Uni für Flüchtlinge ohne Papiere
      ►https://seenthis.net/messages/421844

      #Wings_university
      ▻https://seenthis.net/messages/368941#message378162

      #Off-university :
      ▻https://off-university.com
      –-> pour chercheur·es de Turquie

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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 21/12/2018

    Progetto richiedenti asilo all’Università

    Dal 2015 un flusso crescente di rifugiati e migranti ha cercato di raggiungere l’Europa per richiedere asilo, a seguito delle varie situazioni di conflitto che hanno caratterizzato numerosi paesi dell’Asia e dell’Africa, dando luogo ad una situazione di emergenza umanitaria.

    Dato l’alto numero di richiedenti asilo e riconosciuti accolti anche in Trentino, l’università di Trento ha deciso di portare il proprio contributo, accogliendo e agevolando l’accesso al percorso universitario di un gruppo selezionato di soggetti presenti sul territorio trentino con lo status giuridico di richiedenti asilo politico e/o già in possesso di protezione internazionale, e che dispongono dei titoli di studio adatti per accedere all’università.

    Questa iniziativa è stata portata avanti in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, il Cinformi e l’Opera Universitaria e ha condotto alla predisposizione di un protocollo di intesa - tra l’Ateneo e l’assessorato alla salute e politiche sociali e l’assessorato all’università e ricerca, politiche giovanili, pari opportunità, cooperazione allo sviluppo della Provincia Autonoma di Trento- per l’a.a. 2016/2017 e i successivi cinque, per poter garantire a 5 studenti ogni anno l’inserimento universitario presso l’Università di Trento, una borsa di studio e il posto alloggio per un periodo pari per lo meno ad un ciclo triennale del percorso di studi universitari.

    Il progetto è coordinato per conto della Prorettrice alle politiche di equità e diversità, prof.ssa Barbara Poggio, dalla dott.ssa Paola Bodio, dalla collaboratrice dott.ssa Ilaria Segata e coinvolge vari uffici della Direzione didattica e servizi agli studenti:

    - il Servizio orientamento alla scelta universitaria;
    - gli uffici del supporto alla didattica;
    - il CLA per la parte relativa ai corsi di lingua italiana per stranieri;
    - la Divisione rapporti internazionali.

    L ’Ateneo ha avviato un progetto sperimentale nel secondo semestre dell’a.a. 2015-2016 con 5 studenti selezionati, che aveva i seguenti obiettivi:

    - accompagnamento nella fase di orientamento alla scelta universitaria;
    - valutazione dei titoli di studio stranieri per frequentare i corsi singoli e per la successiva iscrizione ai corsi di laurea;
    - esonero dal pagamento della quota di iscrizione ai corsi singoli e ai corsi di lingua italiana per stranieri;
    - accompagnamento e sostegno, in collaborazione con i singoli Dipartimenti, per il superamento del test di ingresso ai corsi (tutti a numero programmato) definendo una sorta di “contingente progetto richiedenti asilo” in accordo con i vari dipartimenti;
    - supporto e accompagnamento con il servizio di tutorato;
    - supporto nella fase di iscrizione ai corsi di laurea e nella domanda di posto alloggio presso l’Opera Universitaria.

    Accanto al progetto di accoglienza annuale di un gruppo di studenti e studentesse rifugiati o richiedenti asilo, sono emerse ulteriori iniziative su proposta degli studenti e del personale docente dell’ateneo.

    https://i.imgur.com/OqiOJhD.png

    ▻https://www.unitn.it/ateneo/55763/progetto-richiedenti-asilo-alluniversita

    #Trento #Italie #études_universitaires #université #asile #migrations #intégration_professionnelle #éducation #réfugiés #intégration

    CDB_77 @cdb_77
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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 20/12/2018
    1
    @l_l_de_mars
    1

    #Graffitis vus à #Trento 22-24.11.2018

    Meno consumismo, più banditismo

    https://i.imgur.com/TPKckfY.jpg

    #consumérisme

    Meno fascisti più autostoppisti

    https://i.imgur.com/4vIEa12.jpg

    #fascisme #autostop

    Basta fogli di via. Banditi dappertutto

    https://i.imgur.com/52ZsVp1.jpg

    No fogli di via:

    https://i.imgur.com/4Q0bMho.jpg

    Leghisti carogne

    https://i.imgur.com/rfPLv6e.jpg

    #Ligue_du_nord #Lega_Nord

    Lega servi dei ricchi

    https://i.imgur.com/68EOvAq.jpg

    Roma ladrona, ma è comoda la poltrona

    https://i.imgur.com/LmjqbTX.jpg

    No alla sorveglianza sociale

    https://i.imgur.com/kPflxpZ.jpg

    #surveillance #surveillance_sociale

    https://i.imgur.com/tV50acn.jpg

    No al #DASPO urbano

    https://i.imgur.com/u45FjX5.jpg

    Fuoco alle galere

    https://i.imgur.com/4gAsQ0E.jpg

    #prisons

    Sabotiamo la guerra

    https://i.imgur.com/kZiwBWW.jpg

    #sabotage #guerre

    I giorni passano, i #lager restano. No #CPR

    https://i.imgur.com/umMESaJ.jpg

    #détention_administrative #CRA #rétention

    https://i.imgur.com/ucdmilY.jpg

    Attacchiamo i padroni

    https://i.imgur.com/doVpm0B.jpg

    #patrons #patronnat

    #Refugees_welcome

    https://i.imgur.com/VwPqgLC.jpg

    #réfugiés

    #No_TAV

    https://i.imgur.com/VgL4hHX.jpg

    #TAV

    https://i.imgur.com/Td02Trk.jpg

    #ENI assassina

    https://i.imgur.com/AFvMEou.jpg

    Non nominare cubetto invano

    https://i.imgur.com/8hCPWks.jpg

    I fascisti accoltellano, ora basta

    https://i.imgur.com/zkUpVD0.jpg

    Basta frontiere

    https://i.imgur.com/CKcY1tL.jpg

    #frontières

    https://i.imgur.com/t654685.jpg

    Terrorista è lo Stato

    https://i.imgur.com/n4iLYkW.jpg

    #Etat #Etat-nation #terrorisme

    Io imbratto, egli imbratta, voi blatte. Fanculo al daspo urbano

    https://i.imgur.com/hoxaDo7.jpg

    Ordine. Disciplina. Quello che mi serve è un po’ di benzina

    https://i.imgur.com/zebxSMm.jpg

    #ordre #discipline

    Verità per #Giulio_Regeni

    https://i.imgur.com/LZJwlEx.jpg

    Nel carcere di #Spini le guardie pestano

    https://i.imgur.com/unSaB2g.jpg

    Fuoco a galere e #CIE

    https://i.imgur.com/6YET5vx.jpg

    No border nation, stop deportation

    https://i.imgur.com/oAtmz5a.jpg

    #renvois #expulsions

    Università per tutti. Tagli per nessuno

    https://i.imgur.com/HCte5Km.jpg

    #université #accès_à_l'éducation

    Le parole sono importanti. Chi parla male pensa male

    https://i.imgur.com/hVF0ts0.jpg

    #mots #vocabulaire #terminologie

    Morte al fascio

    https://i.imgur.com/MXQGMWf.jpg

    + sbirri morti

    https://i.imgur.com/whibgbk.jpg

    #police
    #Trente #Italie #art_de_rue #street-art

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    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 31/08/2019

      Trento, 15.05.2019

      Le parole sono importanti, chi parla male pensa male

      https://i.imgur.com/FfG13Sz.jpg

      #Default!

      https://i.imgur.com/ihJ35X5.jpg

      Morte al fascio

      https://i.imgur.com/tKv1qe4.jpg

      #antifa #anti-fascisme

      La #mafia è una montagna di merda

      https://i.imgur.com/cey1Ceg.jpg

      #No_Tav

      https://i.imgur.com/9NFWS8h.jpg

      Antifa:

      https://i.imgur.com/DLCShah.jpg

      No alla sorveglianza speciale:

      https://i.imgur.com/WkzBqgx.jpg https://i.imgur.com/luuXIw0.jpg

      Morte al fascio:

      https://i.imgur.com/wo2XkYn.jpg

      Ogni tempesta comincia con una singola goccia, cercate di essere voi quella goccia

      https://i.imgur.com/lKffZtX.jpg

      Dobbiamo aspettare che la catastrofe si compia prima di agire?

      https://i.imgur.com/7Ry59Lx.jpg

      #catastrophe

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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 19/12/2018
    2
    @parpaing
    @ericw
    2

    #Métaliste sur les #graffitis...

    J’oublie peut-être des liens...

    #graffiti #street-art #art_de_rue

    • #Mistral
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      CDB_77 @cdb_77 17/03/2019

      ... en France

      #Paris :

      ▻https://seenthis.net/messages/644109
      ►https://seenthis.net/messages/742524

      #Toponymie :
      ▻https://seenthis.net/messages/785509
      #toponymie_politique

      #En_marche, #violences_policières :
      ▻https://seenthis.net/messages/772820

      En lien avec les #gilets_jaunes :
      ▻https://seenthis.net/messages/753697
      ►https://seenthis.net/messages/742524

      –---------

      #Marseille , en lien avec le « mur de la honte » :
      ▻https://seenthis.net/messages/732426

      –-----------

      #Grenoble :
      Première liste :
      ►https://seenthis.net/messages/628739
      Deuxième liste :
      ►https://seenthis.net/messages/759192
      Et à l’#Université_Grenoble_Alpes :
      ►https://seenthis.net/messages/718003
      Graffitis sur l’Esplanade Alain le Ray à #Grenoble à l’occasion de la journée des droits des femmes 2019 (#8_mars) :
      ▻https://seenthis.net/messages/769357

      Quartier #Mistral de Grenoble après le décès de #Adam et #Fatih :
      ►https://seenthis.net/messages/769378

      Dans le #Vercors :
      ▻https://seenthis.net/messages/788957

      A #Pont_de_Claix (papeteries) :
      ▻https://seenthis.net/messages/799594#message799598
      #Pont-de-Claix

      Tags #violente_paix
      ►https://seenthis.net/messages/800056

      –-----------

      #Poitiers et # Toulouse :
      ▻https://seenthis.net/messages/745554

      –------------

      #Lyon :
      ▻https://seenthis.net/messages/769345
      ►https://seenthis.net/messages/657729

      –-----------

      #Hautes-Alpes / #Briançonnais :
      ▻https://seenthis.net/messages/688734#message688767
      ▻https://seenthis.net/messages/784078

      –------------

      #Dijon
      ►https://seenthis.net/messages/746623

      –------------

      #Caen
      ▻https://seenthis.net/messages/752425

      –-----------

      #Gap
      ▻https://seenthis.net/messages/767766

      –----------

      #Montpellier
      ►https://seenthis.net/messages/772305

      –-----

      #Roche_de_Rame (Briançonnais) :
      ▻https://seenthis.net/messages/807049

      CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 17/03/2019
      @reka @sinehebdo

      En #Suisse...

      Au #Tessin :
      ▻https://seenthis.net/messages/681997

      A #Genève :

      Des espaces publicitaires laissés vides...
      ►https://seenthis.net/messages/566968
      ►https://seenthis.net/messages/557449

      ▻https://seenthis.net/messages/422145
      ▻https://seenthis.net/messages/398723
      ▻https://seenthis.net/messages/360427
      #art_de_rue #street-art
      ping @reka
      et peut-être ça intéresse aussi @sinehebdo

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      CDB_77 @cdb_77 17/03/2019

      En #Italie

      A #Bolzano :
      ▻https://seenthis.net/messages/799518

      A #Trieste :
      ▻https://seenthis.net/messages/745561

      A #Trento :
      ▻https://seenthis.net/messages/745887

      A #Turin :
      ▻https://seenthis.net/messages/747562

      A #Palerme :
      ▻https://seenthis.net/messages/748191

      A #Padoue :
      ▻https://seenthis.net/messages/797310
      #Padova

      #Gorizia
      ▻https://seenthis.net/messages/797323

      #Udine
      ▻https://seenthis.net/messages/797324

      #Siracusa, #Sicile :
      ▻https://seenthis.net/messages/801069

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      #Lisbonne, #Portugal
      ▻https://seenthis.net/messages/755549

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      Sur #Zeinixx, street-artiste à #Dakar au #Sénégal :
      ▻https://seenthis.net/messages/755544

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      A lire sur les graffitis :
      ▻https://seenthis.net/messages/651085
      ▻https://seenthis.net/messages/634124

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      CDB_77 @cdb_77 1/11/2019

      #Athènes, #Grèce

      ▻https://seenthis.net/messages/808996

      Formes d’expression alternatives sur les murs de la ville pendant la période de la crise
      ▻https://seenthis.net/messages/760951

      Graffitis #anti-touristes :
      ►https://seenthis.net/messages/808999
      #Air_BnB #tourisme

      –—

      Région de #Pélion, Grèce :

      https://i.imgur.com/11KxZR7.jpg

      #fascisme

      CDB_77 @cdb_77
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  • @reka
    Phil Reka docs & archives @reka CC BY-NC-SA 23/11/2018

    Des nouvelles du « Black Friday » en Norvège, c’est à la Une de toutes les télés et de tous les journaux -> pour alimenter un futur billet sur la #consommation

    Ici à Arendal, certains parents ont filé l’équivalent de 50 euros à leurs enfants qui voulaient « participer à la fête »... En sortant de l’école, ils iront dans la gallerie marchande pour faire « des bonnes affaires » avec leur billet de 500 NoK.

    Alors :

    A commencer par un reportage et un débat sur la NRK qui montre des images tournées à 5:00 ce matin... J’ai rarement vu qu’elque chose d’aussi obscène.

    Basé sur les chiffres de l’année dernière, dans le pays le plus riche du monde, on devrait dépenser dans les magasins environs 400 millions d’euros rien qu’aujourd’hui (soit la même somme que plusieurs semaines voir plusieurs mois en temps normal)

    Le truc est déjà complètement gore, et on apprend que les proprio des grands magasins et des shopping centers situés en général en périphéries on loué de milliers d’autobus pour organiser des services de navettes gratuites depuis les centres villes, loués des espaces de parkings supplémentaires, proposent des aides pour transporter les produits achetés, et je ne parle pas de la bouffe gratuite, des boissons etc...

    Venter shoppingkaos: Her stormer kundene inn porten klokka 05.00 – NRK Norge – Oversikt over nyheter fra ulike deler av landet
    ▻https://www.nrk.no/norge/venter-shoppingkaos_-her-stormer-kundene-inn-porten-klokka-05.00-1.14307195

    https://gfx.nrk.no/3plKJxzHKX7DySCS4SJfyQfi3coFSTQN5B_Guo6nu6BA.jpg

    Venter shoppingkaos: Her stormer kundene inn porten klokka 05.00

    VESTBY (NRK): Butikkene har doblet og triplet antall ansatte på jobb. Antall vektere er firedoblet og Røde Kors sto klare da Oslo Fashion Outlet i Vestby åpnet portene på Black Friday.

    ❞

    –---

    Mais il y a quand même un petit mouvement de protestation et cetaines et certains resteront fermé aujoud’hui :

    Biskopen meiner Black Friday er med på skape uro og kjøpepress – NRK Sogn og Fjordane – Lokale nyheter, TV og radio
    ▻https://www.nrk.no/sognogfjordane/biskopen-meiner-black-friday-er-med-pa-skape-uro-og-kjopepress-1.14305896

    https://gfx.nrk.no/yyUuiykONzK7rSjl7ZIUmQfH27cikLrDOGqcYwfVuChQ.jpg

    Stengjer butikken i protest på Black Friday

    – Black Friday øydelegg for småbutikkane, hevdar Maja Dahl Igland Vigeland og Marita Hjelmeland hos konseptbutikken Nério+Fend i Stryn. Dei stengjer like godt i protest.

    ❞

    –---

    Les télés ont envoyé des équipes pour filmer le chaos, ils diffusent en direct et facilitent le captures d’écrans pour que les gens puissent copier et poster plus facilement sur les réseaux. Faire le buzz à tout prix. Le spectacle affligrant de personnes qui se battent à mains nues pour un manteau, un écran, un T-shirt... C’est décadant.

    #consommation #décadence #comportement #aliénation #domination #pouvoir

    Ce matin, ce que j’ai vu en ville m’a donné la nausée.

    Phil Reka docs & archives @reka CC BY-NC-SA
    • @reka
      Phil Reka docs & archives @reka CC BY-NC-SA 23/11/2018

      Black Friday – genialt eller galskap ? – Ytring
      ▻https://www.nrk.no/ytring/black-friday-_-genialt-eller-galskap_-1.14305978

      https://gfx.nrk.no/2sDirnpd13LjT8M7p9AwpQFHcMQ3nNSQqeFjc0A0lU6w.jpg

      Fredag kommer norske forbrukere til å bruke nesten fire milliarder kroner på mer eller mindre gode tilbud i forbindelse med kjøpefestdagen Black Friday.

      Men er Black Friday egentlig genialt- eller er det bare galskap ? Det kommer litt an på hvilken Black Friday-type man er :

      Phil Reka docs & archives @reka CC BY-NC-SA
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 23/11/2018

      A #Trento, en #Italie, c’est la même histoire... je vais voir si je vais réussir à prendre des photos...

      Mais parallèlement, Trento est aussi pleine de graffitis et tags contre le #consumérisme...
      J’ai posté sur twitter, je vais essayer de les mettre dans un futur (proche j’espère) sur seenthis :
      ▻https://twitter.com/CDB_77/status/1065879802517823488
      #résistance

      CDB_77 @cdb_77
    • @reka
      Phil Reka docs & archives @reka CC BY-NC-SA 23/11/2018

      US retail workers face long hours, poor pay and ’anxiety through the roof’ on Black Friday | Business | The Guardian
      ▻https://www.theguardian.com/business/2018/nov/23/black-friday-retail-workers-face-long-hours-poor-pay-and-anxiety-throug

      https://i.guim.co.uk/img/media/b5170d7d296877ffbb7aa9b4e960820d4af7f061/0_85_3500_2101/master/3500.jpg?width=1200&height=630&quality=85&auto=format&fit=crop&overlay-align=bottom%2Cleft&overlay-width=100p&overlay-base64=L2ltZy9zdGF0aWMvb3ZlcmxheXMvdGctZGVmYXVsdC5wbmc&s=ed3f55e736ddea37a397da9198dfd713

      Nicholas Oates started working at an Amazon fulfillment center in Kansas City, Missouri, in August last year, a few months before Amazon’s ‘peak season’ began in late November, when Black Friday and Cyber Monday sales kick off holiday shopping.

      That year, 45% of all US online transactions on Thanksgiving Day and 54.9% of all online transactions on Black Friday were made through Amazon. On Cyber Monday, Amazon sold over 64m items , making up a significant portion of the record $6.59bn in total sales for the day. Amazon noted it was their biggest sales day in company history.

      This year, Amazon expanded their Black Friday sale to “Black Friday Deals Week”, encompassing Black Friday and Cyber Monday, and offering different sales on a daily basis.

      Phil Reka docs & archives @reka CC BY-NC-SA
    • @reka
      Phil Reka docs & archives @reka CC BY-NC-SA 23/11/2018

      Une grosse bouse du LCL

      https://dl.dropbox.com/s/ofp6ldr3obiznhd/Capture%20d%E2%80%99%C3%A9cran%202018-11-23%20%C3%A0%2012.24.01.png?dl=0

      Phil Reka docs & archives @reka CC BY-NC-SA
    • @bce_106_6
      bce_106_6 @bce_106_6 23/11/2018

      Black friday : grève en Espagne chez Amazon Le Figaro.fr avec AFP - 23 Novembre 2018
      ▻http://www.lefigaro.fr/flash-eco/2018/11/23/97002-20181123FILWWW00122-black-friday-greve-en-espagne-chez-amazon.php

      Des salariés du plus grand centre logistique d’Amazon en Espagne ont entamé un mouvement de grève vendredi, jour des super soldes du « Black Friday », a-t-on appris auprès d’un syndicat et de l’entreprise.

      L’ampleur de la mobilisation dans ce centre situé à San Fernando de Henares, près de Madrid, était cependant difficile à évaluer. Une source syndicale a assuré à l’AFP dans la matinée que le centre était « à l’arrêt » tandis que la multinationale affirmait dans un communiqué que « la majorité des employés de la vacation du matin travaillaient et traitaient les commandes ».

      Le centre de San Fernando de Henares, où sont préparés des colis adressés aux clients d’Espagne et d’Europe, « est complètement à l’arrêt : les camions n’y entrent pas et n’en sortent pas », a déclaré à l’AFP par téléphone la syndicaliste Ana Berceruelo, membre de la confédération syndicale Comisiones Obreras (Commissions ouvrières ou CCOO).

      Ce centre, ouvert en 2012, emploie selon elle actuellement quelque 2000 personnes, en contrat permanent ou en intérim. Les grévistes réclament de meilleurs salaires et conditions de travail et ont déjà suivi plusieurs journées de grève cette année.

      bce_106_6 @bce_106_6
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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 17/09/2018

    “Vicino Ma Fuori” i l quartiere di #San_Martino a #Trento

    Il quartiere di San Martino a Trento, collocato immediatamente a nord del centro storico della città, rappresenta da sempre un interessante laboratorio socio-urbanistico. La sua storia inizia intorno al 1500, con i primi interventi di edificazione all’esterno delle mura settentrionali, in quel piccolo lembo di terra schiacciato tra l’onda dell’antico corso del fiume Adige e le prime pendici della collina.

    Nel corso della storia il quartiere di San Martino perde il contatto con il fiume e vive stagioni alterne, sempre all’interno di una dimensione ibrida tra propaggine del centro storico e quartiere popolare. Recentemente poi il quartiere è stato investito da una serie di iniziative, pubbliche e private, che hanno tentato di valorizzarne la storia ed il carattere particolare.

    Questo libro racconta le trasformazioni di San Martino attraverso cinque contributi dal diverso taglio disciplinare, che permettono di intuire la complessità di un quartiere costantemente alla ricerca di una propria collocazione.

    http://www.professionaldreamers.net/_prowp/wp-content/uploads/978-88-908130-1-6.jpg

    ▻http://www.professionaldreamers.net/_prowp/wp-content/uploads/978-88-908130-1-6-web.pdf
    #urbanisme #Italie #livre

    CDB_77 @cdb_77
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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 29/07/2017

    Trento, la prostituzione cambia volto: le ragazze lavorano in residence o case, anche in pieno centro

    Il problema prostituzione, a Trento, sta cambiando forma, ma è sempre presente. Se fino a qualche anno fa le ragazze erano soprattutto in strada e lavoravano di notte, ora si sono spostate nei #residence e negli appartamenti privati e si trovano anche di giorno, in pieno centro. E se prima la provenienza era limitata ai Paesi africani, ora ci sono ragazze dell’Est Europa e sudamericane.

    ▻http://www.corriere.it/cronache/17_luglio_28/trento-prostituzione-cambia-volto-defe0016-7355-11e7-a3f5-e19bfc737a80.shtm

    #prostitution #Trento #Italie #appartement_privés
    Conséquence: #invisibilisation #visibilité

    CDB_77 @cdb_77
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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 18/10/2016

    I paesi che rinascono grazie ai migranti : LA MAPPA

    Dal ripopolamento di comuni quasi abbandonati al recupero di vecchi mestieri: da Satriano a Chiesanuova, ecco quali sono alcuni degli effetti positivi dei progetti d’accoglienza Sprar per rifugiati e richiedenti asilo. A cura di Valeria Valeriano

    ▻http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/mappe/migranti-progetti-sprar-effetti-positivi-paesi-mestieri-comunita-rifugiati.
    #SPRAR #cartographie #visualisation #Italie #solidarité #asile #migrations #réfugiés #Riace #Trento #Trente #Asti #Chiesanuova #Satriano #Santorso #renaissance #démographie #Santa_Marina #Valderica #Sant'Alessio_in_Aspromonte #Capua #accueil

    CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 5/11/2016

      Il welfare buono dei migranti, che al Sud crea ricchezza e lavoro

      A Sant’Alessio in Aspromonte, 357 abitanti, il progetto Sprar per i rifugiati è diventato un modello che anche all’estero vogliono replicare. “C’è un aspetto umanitario, ma c’è anche una ricaduta economica e occupazionale per il territorio”, assicura il sindaco

      ▻https://o.twimg.com/2/proxy.jpg?t=HBhsaHR0cDovL2kuY2RuLWxrLml0L2Jsb2JzL3ZhcmlhbnRzLzIvZC80LzUvMmQ
      ▻http://www.linkiesta.it/it/article/2016/11/05/il-welfare-buono-dei-migranti-che-al-sud-crea-ricchezza-e-lavoro/32288

      CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 18/09/2017

      Who Will Save These Dying Italian Towns?

      Near-empty villages try to hold on to an endangered way of life — and some of the country’s most important artisanal traditions.

      https://static01.nyt.com/images/2017/08/23/t-magazine/23tmag-italy-slide-W9PJ/23tmag-italy-slide-W9PJ-superJumbo.jpg https://static01.nyt.com/images/2017/08/23/t-magazine/23tmag-italy-slide-EU48/23tmag-italy-slide-EU48-superJumbo.jpg https://static01.nyt.com/images/2017/08/23/t-magazine/23tmag-italy-slide-KPC6/23tmag-italy-slide-KPC6-superJumbo.jpg

      ▻https://www.nytimes.com/2017/09/07/t-magazine/abandoned-italian-towns.html?smid=tw-share

      CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 27/11/2017

      #Recosol

      La #Rete_dei_Comuni_solidali, #Comuni_della_Terra_per_il_Mondo, un progetto nato per volontà di alcuni amministratori piemontesi, sta trovando consensi e adesioni fra i Comuni di tutta Italia.
      La Rete parte da #Carmagnola, #Bra, #Carignano, #Moretta, comuni di tradizione contadina dove la terra ha risposto positivamente e determinato l’economia.
      In seguito ad alcuni viaggi “solidali” in America Latina, gli amministratori di Carmagnola e di altri piccoli Comuni capiscono che è giunto il tempo (in questo nuovo millennio), di “guardare” oltre i propri confini. Aiutando concretamente il Terzo Mondo, in effetti si aiutano le prossime generazioni (i nostri figli) a vivere in un mondo con meno differenze sociali ed economiche.

      ▻http://www.comunisolidali.org

      CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 12/01/2018

      Le città invisibili - Trento

      Rispetto alla quasi totalità delle Regioni, in Trentino la Provincia gestisce autonomamente le pratiche d’accoglienza. I protagonisti di questa storia sono una famiglia di Siriani, ospitata a Trento dopo l’esperimento riuscito dei corridoi umanitari, una ragazza fuggita dal Camerun che frequenta l’università di Trento dopo le violenze e le sofferenze subite prima di arrivare in Italia; due ragazzi del Mali diventati casari in un importante caseificio di montagna, un panificatore pakistano che lavora presso uno dei locali storici della città.

      ▻https://www.youtube.com/watch?v=Pvo0xyKl3ME&feature=youtu.be


      #travail #intégration

      CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 16/01/2018

      #Campobasso: Qui vogliamo i migranti
      ▻http://cartadiroma.waypress.eu//RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SIW1014.TIF&subcod=20180115&numPag=2&

      CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 26/02/2018

      An Ancient Tuscan Village, Like Italy, Is Reshaped by Migration

      CASTELLINA IN CHIANTI, Italy — The three-story school building hasn’t changed much. The blackboards still hang against the ochre-colored classroom wall. Even the morning ritual is familiar: Two students walk through the rows of tiny desks to collect the exercise books, which are still stacked inside in the same storage closet used during the late 1980s, when I was a primary school student in Castellina in Chianti.
      What has changed are the students. When I was growing up, only one of my classmates was from somewhere else, a boy who arrived from Grosseto, roughly 60 miles away, to our ancient walled town of 2,800 people. Like me, he was from Tuscany, but he seemed like an exotic stranger.
      Today, more than half of the 23 second graders have parents from Afghanistan, Albania, Bosnia, Macedonia, Morocco, Pakistan or Tunisia. Five were born in their family’s country of origin or in transit to Europe. This is the new Italy.

      Initially, I didn’t pay close attention to what was happening in my village. I was part of a different migration: the flood of Italians in their 20s, 30s and 40s who had earned college degrees and then left villages or small towns, where job options are limited. Some had moved to Berlin, Denver, London or Paris, where one of my closest childhood friends now lives. I landed in Rome, among those who moved to Italy’s big cities in search of work.

      For many visitors, a great allure of Italy is the sense that nothing changes, whether the timeless beauty of Rome or Florence, or of villages like Castellina, where the castle and the original fortification were built in the 1400s. But change is now rippling through the country as Italians prepare for national elections on March 4 — the first in five years. No issue is more inflammatory than migration. No issue is more deeply felt than the weak economy that has plagued my generation.

      What I hadn’t expected was the way both issues had quietly reshaped my village. My family has lived in Castellina for generations, and I’m the granddaughter of a farmer, in this region famous for its wine. Yet migrants now tend many of the fields or care for many of the elderly, while some of their children and grandchildren have moved away. Today, 17 percent of the population in Castellina arrived as migrants.
      Take what has happened in Castellina and multiply it by thousands to understand how Italian towns and villages are changing. No place has reacted like any other; sometimes, the reaction has been ugly. This month, a far-right supporter shot six African migrants in the central city of Macerata. Some right-wing politicians have denounced an “invasion,” with one warning that migrants posed a threat to the “white race.”

      Nationally, the immigration issue is so toxic politically that, before Christmas, Parliament balked at passing a law to naturalize 800,000 children — some arrived at a young age with parents who have long-term residence and work permits, while others were born in Italy. That means that many of the second graders in Castellina live in limbo.

      I had seen migrants working in the fields for a few years, as well as a couple of veiled women walking around Castellina, but I didn’t fully understand how the village was changing until last year, when I spoke with Francesco. He is nine, and my mother has been his babysitter for eight years, making her his honorary grandmother.

      One night over dinner, Francesco told me how sad he was that his friend Igor, a Ukrainian refugee, had left. Igor had explained that he could return home because bombs were no longer falling and his father had been discharged from the army. I was startled by Igor’s story, but also that Francesco knew so much about global affairs through his friends at school.
      On a recent morning, I went to the primary school and met the second graders, who insisted on writing their names in my notebook because they said the names are hard for Italians to pronounce, just as it is hard for some immigrant children to master Italian.

      “Our language is complex,” the teacher, Maria Luisa Roscino, told me. “Children are fast to learn, but at home they don’t speak Italian — and that puts them at a disadvantage.”

      Ms. Roscino began teaching in Castellina in 1998. This is her first class in which most students — 51 percent — were either born abroad or had foreign parents. “It is challenging, especially in terms of cultural differences,” she said. “For the rest, children are children.”
      A few years earlier, I was on an Italian Coast Guard ship, working on an article about the drownings of migrants trying to cross the Mediterranean. We came upon a rotting wooden fishing boat, overweighted by desperate people, many of them Syrians who were fleeing war and had paid smugglers to make the dangerous passage. As the coast guard loaded everyone onto the rescue ship, a 4-year-old boy from Damascus stared at me and smiled. For two hours.

      “He says you look like his mother,” his father told me through a translator, “who died under the bombs in Syria.”

      The next morning, I visited the boy in one of the centers in Sicily where local governments were housing the migrants. He was chewing a cookie, his mouth full of crumbs as he blew me a kiss. He reminded me that the only difference between his mother and me was that I was born in Tuscany, not in Syria.

      What brought more Syrians to Tuscany — as well as Bangladeshis, Gambians, Nigerians and so many others — was a 2015 national policy to relieve the burden on Sicily by accelerating and expanding the distribution of migrants throughout the country. By then, European leaders had blocked the route north, shutting down the migration trails through Italy or the Balkans, even as people kept coming across the Mediterranean.
      Many Italians had opened their homes to migrants. Migrant soccer teams were formed. Italy was praised globally for its welcoming, big-hearted embrace. But as migrants kept coming, and were placed in every region of the country, resistance and anger began to bubble up.

      Some jurisdictions tried to block migrants. Matteo Salvini, leader of the anti-immigrant, right-wing League Party, has held rallies across Italy, pushing an “Italians first” platform and accusing the center-left government of turning the country into a “large refugee camp.”

      Castellina now has residents from sub-Saharan Africa, as well as Kosovars, Moroccans, Tunisians, and others. A delegation from the League eventually arrived to protest the latest resettlement, but they failed to stir up much anger — Tuscany has been a leftist stronghold for decades.

      I left Castellina in 2005, but am one of the many Italians who crowd trains and buses on Friday evenings to go to their home villages. I often spend my weekends with family and friends, many of whom also live elsewhere but return for visits. One weekend, I heard about a Pakistani woman, Lubna Batool, a doctor, who now lives here. When I visited the school, I met her and her daughter.

      Ms. Batool had followed her Afghan husband, who was granted a residency permit in Castellina, and she joined him eight years ago, as Italy’s economic crisis had worsened. She worked as a surgeon in southwestern Pakistan, but she has been unable to find a job in Italy. She bought costly textbooks and traveled to Rome to take a complex exam to be credentialed as a doctor.

      Today, Castellina has only two general practitioners, including my own, Dr. Giuseppe Pacella. One of the thousands of physicians across Italy who is nearing retirement, he is encouraging Ms. Batool’s pursuit of an Italian medical certificate, partly because he worries about who will take his place.

      “These people not only have degrees, but are also resilient,” Dr. Pacella told me. “They went through wars, moves and economic troubles. We need to integrate those who want to work, because we will all benefit from it.”

      Yet coexistence and integration are different. In some ways, Castellina is much as it was when I was living there. The same baker’s shop is there, though the son has now taken over. The jeweler and electronics seller are the same team, a lady and her business partner; they can still fix almost anything, even if their hands are crooked and their eyeglasses thicker.

      But many of the waiters and dishwashers in restaurants are migrants. So are many farmhands, including Ms. Batool’s husband, Ali Mohammad. I found him one recent morning in the vineyards amid frozen puddles and white frost, tying hooks to the wires that steady the grapevines — work my grandfather and other ancestors once did.

      Afterward, some of the farmworkers went to the coffee bar that was my teenage hangout. In the afternoon, our retired postman joined the former tobacco shop vendor and other retirees to play cards in a back room. In the evening, the migrants gathered on the staircase out front, the new face of the town’s social life. The old-timers and the newcomers rarely mix, inhabiting parallel worlds, divided partly by language.

      Like many of my childhood friends, I have kept my formal residence in Castellina. We pay taxes here. We vote here. But we do not live here. Ours is the generation that left, out of necessity if not happily.

      Yet my friends are still bound together by our village. When one of our grandparents dies, we all attend the funeral. When someone is married, we all return for the wedding. My heart is at peace when I look out over the vineyards and see the medieval stone tower in the distance.

      Now, though, Castellina doesn’t belong only to me and my friends. I realized this when I met Bilal El Hartika, 9, who was born in Tuscany to Moroccan parents.

      I asked if he felt that he belonged here.

      “I am Moroccan and Italian, from Castellina,” he answered, without hesitation.

      “This is my home,” he said, adding in Arabic, “My ‘dar.’”

      https://static01.nyt.com/images/2018/01/04/world/europe/xxcastellina-slide-3QC4/xxcastellina-slide-3QC4-superJumbo.jpg

      ▻https://www.nytimes.com/2018/02/20/world/europe/italy-tuscany-migration-elections.html
      #Castellina_in_Chianti #Toscane

      CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 27/02/2018

      Accoglienza e rinascita economica dei comuni

      Date uno sguardo ai siti in calce a questo post. Il primo afferma che ci sono in Italia quasi mille borghi abbandonati, per passati disastri o per l’emigrazione. Wikipedia ne dà un elenco selezionato regione per regione. Alcuni di questi borghi che sono poco popolati ma non del tutto deserti, offrono notevoli incentivi per incoraggiare a trasferirsi lì. Bormida (Savona) offre un bonus di 2mila euro e affitti a partire da 50 euro mensili. Gangi (Palermo), eletto il più bel borgo d’Italia 2014, offre le case gratis. Un altro borgo molto noto è Craco (Matera) che ha conservato intatte le case medioevali, e oggi vivacchia con 800 abitanti.

      Questi siti ne parlano come mete di visita turistica e artistica. In effetti molti degli antichi borghi, specie medievali, sono stati restaurati da privati e sono ora ambiti luoghi di residenza e turismo.

      Ma il problema dei borghi spopolati in Italia è molto più vasto. Innanzitutto, lo spopolamento dei borghi – in un paese montuoso come il nostro – ha causato l’abbandono della cura di boschi, corsi d’acqua, sentieri e strade. La politica delle Comunità montane non è bastata a impedire questo abbandono complessivo, che rende il territorio fragile e incline a smottamenti, frane, inondazioni e incendi. Il ripopolamento di alcuni borghi da parte di famiglie agiate non rimedia a questa disastro. Possono rimediarvi invece gli immigrati, a cui si possono insegnare i lavori e le tecniche per preservare l’ambiente montano e collinare.

      I migranti inoltre, opportunamente assistiti, possono rivitalizzare l’economia di tipo artigiano e del piccolo commercio – oltre all’economia turistica. Il modello ormai famoso è quello di Riace (Reggio Calabria). Ma molti altri paesini stanno seguendo la stessa strada. Il sito di Sky Tg 24 (in calce) descrive anche Satriano (Catanzaro), Santorso (Vicenza), Santa Marina (Salerno), Chiesanuova (Torino), S. Alessio in Aspromonte (RC), comuni dai 300 ai 6mila abitanti che sono rinati grazie alla presenza in ciascuno di essi di poche decine di immigrati. Vita online fa un lungo elenco di comuni delle valli piemontesi; Città Nuova online parlava di Lemie, sempre in Piemonte, notando che è la stessa comunità a chiedere agli immigrati di restare. Il Corriere della Sera (25-8-2015) parlava di Acquaformosa (Cosenza).

      Ci sono in Italia circa 1.100 comuni coinvolti nella rete governativa SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), direttamente o tramite consorzi; e i posti Sprar finanziati sono oltre 31mila (dati di novembre 2017). Ma i comuni italiani sono oltre 8mila, ed è grave che vengano lasciate al loro insindacabile giudizio le decisioni di accoglienza. Lo stesso vale per le Province, che aderiscono a Sprar solo in 18. Le regioni con una accoglienza Sprar più alta sono – in ordine decrescente – Sicilia, Lazio, Calabria, Campania ed Emilia-Romagna, ecc.

      C’è anche una Rete di Comuni Solidali (RE.CO.SOL – ultimo sito indicato). Sono 263, fra cui solo 4 capoluoghi (Alessandria, Cagliari, Cuneo e Messina). Fra l’altro, essi propongono una “Carta di solidarietà” per l’accoglienza. Fra gli impegni da prendere c’è quello di escludere progetti di accoglienza che non abbiano forme di inclusione sociale.

      ▻https://sviluppofelice.wordpress.com/2018/02/26/accoglienza-e-rinascita-economica-dei-comuni

      CDB_77 @cdb_77
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      CDB_77 @cdb_77 3/03/2018

      Accoglienza, integrazione e sviluppo: #Camini diventa modello internazionale

      Accoglienza, integrazione reale, sviluppo: così lo Sprar di Camini diviene modello di studio a livello internazionale. Dal marzo scorso a oggi, nella cittadina ionica, si sono alternati gruppi per un totale di 50 volontari provenienti da ogni parte del mondo, 30 solo tra luglio e agosto, 7 sono appena arrivati e fino a dicembre sono previsti arrivi con ritmo costante.

      http://www.cn24tv.it/public/images/201709/welcome.camini-1.jpg

      ▻http://www.cn24tv.it/news/160037/accoglienza-integrazione-e-sviluppo-camini-diventa-modello-internazionale.htm

      CDB_77 @cdb_77
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      CDB_77 @cdb_77 4/03/2018

      At a refugee centre in the heart of Tuscany, integration is a two-way street

      Villaggio La Brocchi has taken an innovative approach to integration. Its goal is to help new arrivals join the local community, through a number of initiatives, including a choir and an intercultural library.

      http://scd.infomigrants.net/media/resize/my_image_big/dffc0dd7d1280b3b0f0106a79128792508319766.jpeg

      ▻http://www.infomigrants.net/en/post/7733/at-a-refugee-centre-in-the-heart-of-tuscany-integration-is-a-two-way-s
      #Villaggio_La_Brocchi

      CDB_77 @cdb_77
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      CDB_77 @cdb_77 30/07/2018

      «#Accoglienza_diffusa» in Cadore, rifugiati nei paesi spopolati delle #Dolomiti

      Un caso di integrazione riuscita, grazie anche a un modello «vincente» di accoglienza diffusa sul territorio. È quello che si sperimenta in Cadore, dove la comunità montana accoglie i richiedenti asilo. Nelle casette dei paesi spopolati sulle Dolomiti orientali, arrivano giovani africani, afghani e pachistani che puliscono le strade, falciano l’erba, riparano le recinzioni. Piccoli gruppi di rifugiati, ospitati nelle frazioni e nei comuni. Seguono corsi professionali, lavorano per imparare un mestiere. È la strategia di accoglienza diffusa della cooperativa sociale Cadore Scs, aderente a Legacoop e Confcooperative. Oggi, i rifugiati partecipano a progetti di riqualificazione degli orti e provano a far nascere una coltivazione sperimentale di carciofi alpini insieme ai disabili.

      ▻http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-06-08/accoglienza-diffusa-cadore-rifugiati-paesi-spopolati-dolomiti-142140.sh

      #Cadore #Dolomites #montagne #Alpes

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      CDB_77 @cdb_77 16/10/2018

      Migranti, la sfida dei piccoli comuni: “Aderiamo tutti al sistema Sprar”

      E’ partito da #Ventotene il camper dei comuni del welcome. Prima tappa il festival Sabir ma l’obiettivo è toccare 100 piccoli comuni per dire chiaramente: “E’ ora di reagire, accogliere è un’opportunità per far rinascere i territori”
      La prima tappa è il festival Sabir, che parte oggi a Palermo ma l’obiettivo è più ampio, toccare 100 piccoli comuni per dire chiaramente: “è ora di reagire, accogliere è un’opportunità per far rinascere i territori”. Il messaggio viaggia sulle quattro ruote di Ventotene, il camper dei Comuni Welcome della Caritas di Benevento e che parte idealmente dal Manifesto per una Rete dei piccoli Comuni del Welcome.

      “L’idea è nata banalmente, abbiamo notato che quello che facevamo nelle nostre province era simile a quello che si fa in altri piccoli comuni italiani ma non avevamo una rete di supporto - spiega Angelo Moretti, coordinatore della Caritas diocesana di #Benevento - Sui territori ci sono grandi eccellenze che non hanno futuro perché i paesi si stanno spopolando. Questa è una condizione di cui si parla troppo poco, eppure sappiamo che 5000 degli 8000 comuni italiani rischiano lo spopolamento. Le comunità rurali hanno grandi potenzialità ma su di esse non si fa un investimento serio, anzi laddove si poteva reinvestire abbiamo disinvestito”. Da qui l’idea di creare #comuni_Welcome, accoglienti non solo verso chi arriva da lontano, come i migranti, ma anche verso le fasce più deboli della popolazione: “queste piccole comunità si aprono al futuro, ritrovano un segnale di speranza e una risorsa contro lo spopolamento, anche in termini di energie vitali, di longevità . Se i giovani vanno via manca il progetto di vita di una comunità. Se arrivano 20 persone e rimangono, ridanno nuova energia. Paradossalmente - aggiunge- in alcuni casi che abbiamo sperimentato nel beneventano sono gli autoctoni a essere rimasti nei paesi grazie alla scelta di restare fatta dai migranti”.

      Sono già 4 anni che nei comuni del beneventano sono iniziati progetti di accoglienza Sprar. “Abbiamo spiegato ai Comuni nella concretezza cosa significa governare l’accoglienza - spiega ancora Moretti - sottolineando che essa non poteva essere fatta solo ai migranti, dimenticandosi i giovani senza reddito, i disabili, gli anziani - aggiunge -. Se vuoi essere un comune Welcome devi esserlo per tutti. E oggi stiamo dimostrando che è possibile: abbiamo 220 lavoratori nel Consorzio Sale della Terra, abbiamo ripreso terre e case abbandonate, utilizzato i fondi del welfare per fare progetti di agricoltura coesiva, artigianato inclusivo”.

      Una sfida che si scontra con la realtà di malaccoglienza e sfruttamento presente invece in altre realtà: non è un mistero che molti dei braccianti sfruttati e sottopagati arrivino dai centri di accoglienza straordinaria. A questo si aggiunge la preoccupazione per quello che succederà con l’entrata in vigore del Decreto Salvini su immigrazione e sicurezza, che ridurrà l’accesso allo Sprar: “I comuni devono reagire aderendo allo Sprar che andava difeso già da prima, quando era in vita: troppi pochi comuni hanno aderito in questi anni - sottolinea il responsabile di Caritas Benevento -. Per noi la modalità di Salvini è pericolosissima, lui vuole aumentare i grandi centri di accoglienza è questo è rischioso perché consente di creare sistemi di devianza e toglie protagonismo ai comuni. Quello che ci preoccupa è che i comuni non reagiscano, oggi più che mai bisogna reagire per non farlo diventare legge e bisogna reagire prima di tutto aderendo in massa al sistema Sprar.”

      Moretti respinge al mittente la critica di chi contesta l’accoglienza nei comuni che si stanno spopolando parlando di un tentativo di sostituzione etnica: “c’è un discorso reale: abbiamo un trend di spopolamento delle aree rurali che è pericolosissimo e che significa non avere un progetto di futuro in questi territori - afferma -. A fronte di questa condizione reale non parliamo di sostituzione ma di interazione nuova. Quando diciamo che ci sono due milioni e mezzo di neet, di giovani che non studiano, che non lavorano e che hanno smesso di avere un sogno sul proprio futuro stiamo raccontando una sconfitta per il paese: le terre hanno un senso se qualcuno le sogna. La sostituzione è solo una grande fesseria, ci sono circa tremila comuni a rischio estinzione: l’interazione tra i sogni tra un giovane migrante e un giovane autoctono è una possibilità di vita, è solo energia pura, una grande possibilità”.

      Il più famoso dei comuni accoglienti in Italia è Riace: oggi passato dalla fama internazionale alle accuse contro il sindaco Mimmo Lucano, tuttora agli arresti domiciliari. “Sull’accoglienza Riace è il simbolo di ciò che funziona e quello su cui noi lavoriamo è proprio questo, non far sì che un solo comune funzioni ma che funzioni una rete di comuni - spiega ancora Moretti - Vogliamo far capire che accogliere con intelligenza è una grande occasione di sviluppo economico e sociale. E che il modello non può essere emblematico ma diffuso, e cioè che i comuni devono allearsi. I sindaci oggi sono veri statisti che possono salvare l’Italia - conclude -. Ma le esperienze fortemente simboliche sono poco ripetibili, quello che vogliamo fare è far vedere la possibilità di modelli replicabili perché più comuni possibili possano aderire”. (ec)

      ▻http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/600706/Migranti-la-sfida-dei-piccoli-comuni-Aderiamo-tutti-al-sistema-Spra

      CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 16/10/2018

      Non solo Riace: l’accoglienza che funziona e fa bene ai territori

      Se c’è una cosa che l’esperienza di Riace ha insegnato, è che l’accoglienza delle persone migranti, se fatta bene, ha ricadute positive sull’intera comunità e a volte contribuisce addirittura alla rinascita di un territorio. Questo al di là delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto il sindaco Domenico Lucano, a cui domenica 7 ottobre migliaia di persone da tutta Italia hanno espresso affetto e sostegno riversandosi nel piccolo borgo calabrese per una manifestazione di solidarietà. Ad essere meno noto è il fatto che il modello Riace non è certo l’unico: anzi, da nord a sud, il nostro paese è costellato da una miriade di esperienze di accoglienza straordinarie, che però nel dibattito pubblico sono del tutto assenti, a causa delle strumentalizzazioni politiche che puntano sulla retorica della paura. Per non parlare della natura stessa dei media, più tendenti a snobbare ciò che funziona bene – soprattutto se entrato a regime – in favore del negativo e del sensazionale. Proprio per questo, a inizio ottobre, la cooperativa sociale Dedalus, insieme all’Associazione Laici Terzo Mondo e al Forum Disuguaglianze Diversità, hanno organizzato alla Camera un incontro intitolato “L’immigrazione come risorsa per le comunità: pratiche di buona accoglienza”, invitando a parlare sindaci, associazioni, personaggi del mondo della cultura, della scuola, della politica e della società civile, alla presenza del presidente della Camera Roberto Fico, che ha ascoltato dall’inizio alla fine i racconti delle numerose esperienze dell’accoglienza italiana, quella che funziona.

      Come Pettinengo, piccolo comune della provincia di Biella in Piemonte, a 700 metri d’altitudine: proprio grazie al suo Cas, il Centro di Accoglienza Straordinaria, è riuscito a trovare riscatto a seguito della chiusura delle sue famose industrie tessili e conseguente disoccupazione. “Abbiamo iniziato con piccoli numeri, ora ospitiamo circa 100 persone, in 13 piccole strutture: ci siamo accorti che più persone ospitavamo, più aumentava il lavoro per la nostra comunità” racconta Andrea Trivero, direttore dell’associazione Pacefuturo che nel paese si occupa della gestione del Cas – Siamo ripartiti dal telaio tradizionale usato in Africa, e da dei corsi di formazione per i nostri ospiti. Abbiamo coinvolto le aziende, così come il savoir-faire dei nostri concittadini che avevano perso il lavoro. Il risultato è che oggi lavorano per noi 30 persone, quasi tutte di Pettinengo, che conta 1500 abitanti”. Tutto questo secondo Trivero si può fare anche in un Cas, lavorando sulle persone e le risorse positive del territorio: il cosiddetto “welfare generativo”. Anche a Marechiaro, in provincia di Napoli, il Cas ha avuto un’ottima ricaduta sul territorio, nonostante la diffidenza iniziale dei cittadini. “E’ un piccolo centro che ospita 25-30 persone con quattro bambini – spiega Rocco Conte dell’ong Laici Terzo Mondo – Li conosco tutti individualmente, conosco il loro percorso migratorio, le loro storie, e questo è essenziale per poterli accompagnare nell’integrazione”.

      Un’attenzione e una cura della persona che, quando si parla di grossi centri e grandi numeri, spesso si annulla, provocando attriti con le comunità locali, diffidenza e paura. E allora meglio puntare sull’accoglienza diffusa, che non a caso è uno dei punti cardine dello Sprar, il Sistema di Protezione dei Rifugiati e Richiedenti Asilo. Forti preoccupazioni sono emerse alla recente approvazione del “Decreto Salvini”, che ne prevede un forte ridimensionamento. Eppure è un esempio di trasparenza (diversamente dai Cas, qui sono i comuni che devono gestire i fondi e rendicontare le spese) e, pur con tutti i limiti, conta numerosi casi di successo. Come l’esperienza di Chiusano D’Asti, capofila di una rete di cinque comuni che lavorano in sinergia, utilizzando i progetti Sprar per costruire integrazione e l’autonomia dei migranti ospitati, ma sempre utilizzando le risorse e le potenzialità del territorio in vista del bene comune. O a Latina, dove all’interno dello Sprar è nato l’atelier sociale Acanthus: qui le donne rifugiate, provenienti da Gambia, Costa d’Avorio, Siria, lavorano fianco a fianco per realizzarecapi ed accessori di alta sartoria. “L’accoglienza ai rifugiati non è un problema emergenziale ma strutturale, e come tale necessita di risposte strutturali – spiega il sindaco di Latina Damiano Coletta – La politica dello Sprar è una risposta strutturale”.

      Anche la scuola, “il luogo dell’accoglienza per eccellenza”, può fare molto per dare delle risposte alle molteplici esigenze educative, ai bisogni, fragilità che continuamente si evolvono, ma avrebbe bisogno di più risorse. Così come un maggiore riconoscimento andrebbe dato a quelle realtà che vanno in soccorso delle categorie più fragili. Le donne immigrate vittime di tratta, ad esempio, secondo Tiziana Bianchini del CNCA vanno accompagnate individualmente verso il punto di arrivo più importante di tutto il percorso, ovvero la denuncia. Che ha pure delle ricadute positive sul territorio: “Secondo i dati della Direzione nazionale antimafia, per ogni persona sottratta al traffico sono tra i 45 e i 60 mila euro sottratti alle organizzazioni criminali” spiega Andrea Morniroli di Dedalus. E poi ci sono le esperienze di incontro e convivenza tra le culture, come il centro per gli adolescenti “Officine Gomitoli” a Napoli, o l’associazione Hamef, sempre a Napoli. “Si discute sulla nostra vita ma senza di noi – commenta amareggiata la presidente Fatou Diako, che è anche coordinatrice nazionale del partito DeMa – Vengo dalla Costa D’Avorio. Dopo la guerra civile del 2011 che ha devastato la nostra terra, tanti giovani ivoriani sono arrivati in Italia, distrutti. Con la nostra associazione siamo riusciti ad ascoltarli, quell’ascolto che manca nella politica italiana”.

      Se è vero che clima non è certo positivo e spesso gli operatori e gli stranieri si sentono soli, le esperienze raccontate mostrano che la realtà è più avanti della politica, ed è una bella realtà. Va raccontata meglio e con più forza, come hanno sottolineato anche Silvia Stilli, portavoce di Aoi, Carlo Borgomeo, Presidente della Fondazione CON IL SUD, e il Segretario generale di ActionAid Italia, Marco De Ponte. “E’ importante sapere e comunicare che è massiccia la presenza, da decenni, di persone che lavorano per accogliere, includere, per il bene di tutti – commenta anche la giornalista Benedetta Tobagi – Perché accogliere? Non solo perché è giusto, ma perché conviene e può davvero diventare una risorsa per gli italiani”.

      ▻https://www.unimondo.org/Notizie/Non-solo-Riace-l-accoglienza-che-funziona-e-fa-bene-ai-territori-177948

      CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 10/12/2018

      Riabitare l’Italia. Comunità e territori tra abbandoni e riconquiste

      Un viaggio lungo un anno. Attraverso pieghe e rugosità dell’intero spazio alpino italiano. Incrociando contesti territoriali, situazioni, storie, progettualità differenti. Perché le Alpi restano un puzzle composito, dove la spinta verso l’omogeneizzazione operata dalla modernità novecentesca ha prodotto, soprattutto a partire dagli ultimi decenni del secolo, un parallelo processo di costruzione di nuove specificità e valori, non riducibili solamente alle eredità storiche. E al contempo, in maniera crescente, diventa sempre più evidente come il tema alpino debba essere traguardato verso una più generale questione nazionale di riconcettualizzazione e riposizionamento delle aree interne del Paese, oggetto non a caso da qualche anno di una Strategia nazionale prefigurata dall’allora ministro Fabrizio Barca. Quell’«osso» – per tornare a una fortunata immagine di Manlio Rossi-Doria – fatto da dorsali appenniniche e alpine, da enclave rurali profonde, che nel corso della storia unitaria è stato progressivamente marginalizzato a favore della «polpa» delle rigogliose pianure e città. Dimenticando che l’Italia è innanzitutto una sorta di gigantesca infrastruttura geomorfologica e ambientale che storicamente è stata interpretata tramite un fitto reticolo insediativo a matrice policentrica fatto di piccoli e medi centri.
      Le profonde mutazioni culturali che portano oggi a riconsiderare l’Italia dei margini e dei borghi, la crisi delle aree metropolitane ma ancora di più degli spazi intermedi (distretti, territori di recente urbanizzazione) compresi tra aree interne e città, le ricorrenti catastrofi “naturali” e la parallela presa di consapevolezza dell’importanza della questione ambientale in rapporto ai cambiamenti climatici, impongono con urgenza una riconfigurazione dei rapporti tra «osso» e «polpa». Anche perché questo «osso» rappresenta quasi un quarto della popolazione totale, e più dei due terzi dell’intero territorio italiano. Abbastanza per farne l’oggetto di una grande politica nazionale. Se non fosse che fino ad oggi hanno prevalso nell’elaborazione politica e intellettuale e poi nel senso comune altre rappresentazioni aggregate, più generali e spesso perciò fuorvianti: il Nord contro il Sud, la città opposta alla campagna e la pianura alla montagna; o ancora le rappresentazioni dello sviluppo, dal “triangolo industriale” fino alla più recente “terza Italia” dei distretti. Da qui il valore strategico, per dare nuova centralità ai margini, di un lavoro sulle rappresentazioni e gli immaginari territoriali.
      Tale riconfigurazione delle geografie fisiche e culturali del Paese trova riscontro in diversi indizi, ancora pulviscolari e frammentari ma diffusi e evidenti: fenomeni di reinsediamento a macchia di leopardo, nuovi montanari, inedite forme di turismo, agricoltura e sviluppo locale, arrivo di stranieri. Ma anche e soprattutto sperimentazioni di pratiche, dalla riattivazione e rigenerazione dei luoghi a base culturale fino alle cooperative di comunità che elaborano forme altre e autorganizzate di welfare. Fenomeni che dal punto di vista quantitativo sono certamente limitati, ma che al contempo paiono essere decisivi per il ripensamento di questi territori, in quanto portatori di nuove istanze e valori, visioni e progettualità, dove l’esserci, l’assunzione diretta di responsabilità e di presa in cura delle cose, assumono dimensione pubblica e valenza “politica”.
      Un’opera di potenziale riterritorializzazione che può essere decisiva. Perché l’Italia contemporanea delle aree interne è, nelle sue componenti più dinamiche e progettanti, anche questo: un’istanza civile e in qualche modo collettiva di emancipazione che vede in questi spazi rarefatti e a maglie larghe un luogo di opportunità per disegnare progetti di vita individuali e – insieme – un’Italia diversa, costruita dal basso, fuori dalle logiche e dai percorsi istituzionali consueti, dove potere intrecciare realismo e idealità. Un’Italia che chiede non assistenzialismo, ma la rimozione degli ostacoli che non consentono il libero dispiegarsi delle progettualità delle persone. Privo di rappresentanze politiche, non intercettato dalle tradizionali culture politiche riformiste, questo pezzo di Italia costituito da un arcipelago di soggettivismi dalla valenza collettiva in fieri ha deciso di muoversi da solo, ripartendo dai margini.
      In tutte queste esperienze e processi, la dimensione culturale gioca un ruolo decisivo. Ma di che “cultura” stiamo parlando? Un dato sembra emergere da questo viaggio attraverso le Alpi: la visione culturale patrimonialista, fondata sulla valorizzazione delle eredità storiche e delle risorse locali, e che così grande peso ha avuto nel corso degli ultimi 25 anni, pare non essere più sufficiente. Quello che sta emergendo, è piuttosto un’istanza fondata sulla capacità produttrice della cultura. Come ha affermato Gianluca D’Incà Levis di Dolomiti Contemporanee, «quassù c’è nulla da consumare, c’è invece molto da produrre». Nelle esperienze più interessanti, è questa nuova accezione del fare culturale che permette di ricombinare gli elementi patrimoniali con sguardi e pratiche innovative, ponendo al centro non come di consueto il consumo e il turismo, ma la creazione di nuovi modelli di abitabilità e di sviluppo del territorio montano.
      Non quindi mera produzione culturale finalizzata al consumo, o semplice costruzione di narrazioni e nuovi valori simbolici. Piuttosto, un ripensamento complessivo dei modi di vivere lo spazio alpino, in cui la dimensione culturale è determinante per rielaborare le forme della produzione agricola o del costruire in montagna, di gestione dei servizi collettivi di welfare o di trasferimento delle innovazioni tecnologiche. Un’idea di riattivazione e rigenerazione a base culturale che inizia ad attraversare tutto l’arco alpino, dalle valli occitane del Piemonte (si vedano i casi di Ostana e della valle Maira) fino all’esperienza dell’Unione Territoriale Intercomunale delle Valli e delle Dolomiti Friulane. Una riattivazione a base culturale, e questo è l’altro dato centrale, strettamente correlata ai processi di innovazione sociale. Perché è nell’intreccio e ibridazione di vecchi e nuovi abitanti, di consolidate e inedite competenze, che si producono – fuori da ogni ritrita contrapposizione tra culture “alte” e “basse” – nuovi saperi e conoscenze territoriali condivise, e nuovi progetti di territorio. La nascita di nuove culture è inscindibile dalla costruzione di una nuova società locale.
      Tutti questi temi attraverso il libro collettivo “Riabitare l’Italia”, edito da Donzelli, che sarà in libreria nel prossimo mese di dicembre con gli scritti, tra gli altri, di Pier Luigi Sacco sulla rigenerazione a base culturale, di Fabrizio Barca sul rapporto tra politiche per le aree interne e nuove diseguaglianze, gli Atlanti di Lanzani-Curci, Carrosio-Faccini e Cersosimo-Nisticò che ridefiniscono le geografie fisiche, sociali e economiche di questi territori, le riflessioni di Barbera-Parisi sugli innovatori sociali. Perché è solo attraverso la costruzione di una progettualità d’insieme, che non riduca nuovamente le aree interne a un recinto separato dal resto, che «osso» e «polpa» possono ritornare a compenetrarsi, come è sempre stato nella storia del Bel Paese.

      http://www.dislivelli.eu/blog/immagini/foto_dic_gen_2019/derossi.png

      ▻http://www.dislivelli.eu/blog/riabitare-litalia.html

      #livre #aree_internes #zones_internes #Apennins #Alpes

      CDB_77 @cdb_77
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      CDB_77 @cdb_77 10/07/2019

      Projet « #Wonder_Grottole »

      https://i.imgur.com/cwsrNt4.png

      ▻https://www.wondergrottole.it
      #Grottole #Basilicata #Basilicate

      CDB_77 @cdb_77
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      CDB_77 @cdb_77 7/10/2019

      Benevento: come l’accoglienza diffusa ha rivitalizzato i piccoli Comuni

      Nel Beneventano #Campolattaro, #Petruro_Irpino, #Pietrelcina sono esempi di Comuni dove i richiedenti asilo ospitati negli Sprar sono diventati ricchezza per il territorio

      https://www.avvenire.it/c/2019/PublishingImages/d551287e62c441e49830ad9a65c6e3f8/Cattura_66239454.jpg?width=1024#.jpg

      Nei piccoli comuni i richiedenti asilo ospitati dalla rete d’accoglienza diffusa degli Sprar sono diventati una ricchezza. Nelle terre di periferia dell’Appennino di Benevento, dimenticate e spopolate, i profughi sono una risorsa umana e lavorativa. Il loro arrivo infatti ha bloccato la sparizione dalla carta geografica, ha riportato sogni, progetti per il futuro, visione politica, ha creato reti e posti di lavoro per italiani e stranieri. Più forti di problemi di integrazione e pregiudizi.

      ll tema della «restanza» dei giovani come diritto ad esistere di tante aree del territorio italiano in declino è stato sabato al centro della seconda giornata del festival «Porti di terra» in corso a Benevento e organizzato dal consorzio sale della terra promosso dalla Caritas diocesana diretta da don Nicola De Blasio. Insomma, nessuna «mangiatoia» o business dell’accoglienza, ma economia civile fatta con sacrifici anche economici da soci e volontari (spesso giovani professionisti) per far partire imprese cooperative di comunità utilizzando con intelligenza i fondi europei e ricercando credito.

      Campolattaro, Petruro Irpino, Pietrelcina sono tra i primi esempi. Micro municipi che in 30 anni, a causa della crisi che ha chiuso miniere e fabbriche stavano diventando borghi disabitati e che hanno invertito la rotta grazie agli Sprar. Lo conferma il sindaco di Campolattaro Pasquale Narciso: «La cooperativa di comunità Cives, con soci italiani e stranieri inseriti o usciti dallo Sprar, sta rilanciando il turismo con l’accoglienza diffusa e un locale. Avevamo degli immobili lasciatici nel centro storico, non sapevano che farne causa spopolamento. Quando la Caritas ha presentato il progetto Sorar con gli sviluppi abbiamo dato a loro gli spazi.» In questi comuni bambini dello Sprar hanno evitato la chiusura dei servizi pubblici, ad esempio le scuole primarie, hanno ridato vita a piazze vuote. E ingenerato nuovi bisogni. A Petruro la coop si occupa di assistenza domestica agli anziani, a Petrelcina - casa natale di San Padre Pio - la start up vuole invece innovare il turismo religioso e occuparsi di agricoltura con la lavorazione del pomodoro con braccianti italiani e stranieri, a Castelpoto, dove la salsiccia rossa al peperoncino non si trova in nessun bar, la coop di comunità vuole aprire un bistrot dove degustarla insieme a piatti etnici. Agricoltura, turismo a passo lento e sostenibile sono le linee imprenditoriali comuni. «Il 20% del pil nazionale è prodotto da queste attività, può funzionare anche nelle nostre aree interne,» commenta un osservatore distaccato come Filippo Liverini, imprenditore e presidente di Confindustria Benevento. La rete dei piccoli comuni del welfare e del welcome si è allargata negli ultimi 12 mesi. Benessere e benvenuto, uno slogan generativo e inclusivo che Angelo Moretti, direttore generale del Consorzio Sale della Terra e referente della rete, ha proposto a molti sindaci girando in camper l’Italia a rischio abbandono.

      Quest’anno lo Sprar, di sistema di accoglienza diffusa nei comuni curato da Viminale, Anci e terzo settore, tagliato dal primo decreto sicurezza avrà 7mila posti in meno. «Senza dubbio è un problema. Chiediamo al governo ad esempio di inviare negli Sprar i richiedenti asilo che verranno redistribuiti in Italia. Poi occorre cambiare tipologia di bandi cui partecipare in Europa. Ci sono piccoli comuni spopolati che hanno pannelli fotovoltaici pagati dall’Ue installati per non perdere fondi e inutilizzabili perché nessuno sa fare manutenzione. O piazze rifatte tre volte con finanziamenti per la edilizia in cui non c’è più nessuno. Dobbiamo partecipare a bandi per creare infrastrutture digitali e sociali che rendano efficienti aree attraenti». Dopo il festival partirà un corso di formazione per amministratori dei 30 comuni della rete. «Sono importanti - conclude Moretti- le elezioni da anni si vincono o si perdono in questi territori». Ma pochi lo hanno capito.

      ▻https://www.avvenire.it/attualita/pagine/benevento-i-piccoli-comuni-rivitalizzati-dall-accoglienza-diffusa

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      CDB_77 @cdb_77 25/07/2020

      #Belmonte_Calabro, come studenti e migranti hanno contribuito a ripopolare un borgo della Calabria: “Noi ora lo chiamiamo #Belmondo”
      ▻https://seenthis.net/messages/869025

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    @biggrizzly
    3

    Dans la série qu’on a déjà commencé quelque part ici, vu à l’aéroport de Genève aujourd’hui : ENFIN !!! Les autorités aéroportuaires reconnaissent ENFIN 215 ans après la déclaration des droits humains, que les hommes peuvent AUSSI changer et torcher leurs enfants

    https://farm1.staticflickr.com/569/23449389516_1e2236e4e4_o_d.jpg

    Incroyable et merveilleux.

    Phil Reka docs & archives @reka CC BY-NC-SA
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 2/12/2015

      #toilettes #genre #hommes #enfants #aéroport #Genève #toilettes_publiques

      CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 2/12/2015

      v. aussi pour #Trento : ▻http://seen.li/6v6j

      CDB_77 @cdb_77
    • @simplicissimus
      Simplicissimus @simplicissimus 2/12/2015

      Je l’avais photographié dans ce même aéroport de Genève en octobre 2010…

      https://dl.dropbox.com/s/p8e0j98daylvanm/20101017Geneve1.jpg

      et l’intérieur de l’antre
      https://dl.dropbox.com/s/xj8kd04b0nv3fvp/20101017Geneve2.jpg

      Simplicissimus @simplicissimus
    • @reka
      Phil Reka docs & archives @reka CC BY-NC-SA 2/12/2015
      @simplicissimus

      @simplicissimus irremplaçable :) c’est moi qui ait 5 ans de retard ha ha ! #merci !

      Phil Reka docs & archives @reka CC BY-NC-SA
    • @simplicissimus
      Simplicissimus @simplicissimus 2/12/2015

      Je pensais l’avoir mis ici, mais c’était ailleurs et avant : je vois que mes premières interventions datent de février 2012…

      Simplicissimus @simplicissimus
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  • @albertocampiphoto
    albertocampiphoto @albertocampiphoto CC BY-NC-SA 19/04/2015
    @cdb_77

    Festival du Film dans les Alpes

    Festival du film de montagne d’Autrans - France
    ▻http://www.festival-autrans.com

    Orobie Film Festival - Bergamo - Italie
    ▻http://www.montagnaitalia.com/OFF15.html

    Sestriere Film Festival - Sestriere (TO) - Italie
    ▻http://www.montagnaitalia.com/SESTRIERE%2015.html

    Cervino Cinemountain - Cervinia - Italie
    ▻http://www.cervinocinemountain.it

    Festival della montagna di Cuneo - Italie
    ▻http://www.festivaldellamontagna.it

    Festival du Film des Diablerets - Suisse
    ▻http://www.fifad.ch

    Mountain Film Festival #Domžale
    ▻http://imffd.com

    Bergfilmtagen - #Going - #Autriche
    ▻http://www.bergfilmtage.at

    Mountain film - #Graz - Autriche
    ▻http://www.mountainfilm.com

    Film festival della Lessinia - Bosco Chiesanuova (VR) - Italie
    ▻http://www.ffdl.it

    Livigno Film Festival - Italie
    ▻http://www.europeanfreeridefestival.com/it

    Festival dei Festival Lugano - Suisse
    ▻http://www.festival-dei-festival.ch

    Film Festival St. Anton - Autriche
    ▻http://www.filmfest-stanton.at

    Festival International du Film de Montagne Tegernsee - #Allemagne
    ▻http://www.bergfilm-festival-tegernsee.de

    Festival international du film Aventure et Découverte - Val d’Isere - France
    ▻http://www.festival-aventure-et-decouverte.com

    Trento film festival - Italie
    ▻http://trentofestival.it

    www.alpconv.org
    #cinema #film #alpes #lugano #trento #france #autrans #bergamo #Suisse #italie #montagne #slovenie #livigno #trento @cdb_77

    • #Allemagne
    • #Autriche
    • #France
    • #Italie
    • #Suisse
    • #les Alpes
    • #Val d'Isère
    albertocampiphoto @albertocampiphoto CC BY-NC-SA
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 19/04/2015

      ▻http://www.cipra.org/fr/publications/4031/@@images/8a02010a-3adc-4fcc-8b41-a6d0dd587144.jpeg
      #Alpes #festival #convention_alpine

      CDB_77 @cdb_77
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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 15/04/2015
    1
    @reka
    1
    @albertocampiphoto

    Sinti in Tv

    Lunedì 13 aprile, aspettando di poter parlare a «Quinta colonna» (Rete4) dal campo di #Trento.

    ▻https://www.flickr.com/photos/crudekap/sets/72157651496052767
    #Roms #photographie #Italie
    cc @albertocampiphoto

    CDB_77 @cdb_77
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