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RSS: #turchia

#turchia

  • @irpimedia
    IrpiMedia @irpimedia via RSS 22/06/2026

    Newsroom – Cocaina: il più grande sequestro in mare di sempre. Il drop-off e la nuova geografia del #Narcotraffico
    ▻https://irpimedia.irpi.eu/newsroom-nave-arconian-sequestro-cocaina-mafia-turca

    Dalla super alleanza turco-olandese che ha riscritto le rotte della cocaina, fino all’evoluzione dei metodi di trasporto L’articolo Newsroom – Cocaina: il più grande sequestro in mare di sempre. Il drop-off e la nuova geografia del narcotraffico proviene da IrpiMedia.

    #Mafie #Narcos #Paesi_Bassi #Turchia

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    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 22/06/2026

      #drogue #trafic_de_drogue #cocaïne #Sahara_occidental #Arconian #mer #Pays-Bas #Turquie #criminalité_organisée #Caraïbes #Europe #Sierra_Léone #containers #drop-off

      CDB_77 @cdb_77
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  • @irpimedia
    IrpiMedia @irpimedia via RSS 19/06/2026

    Macchinari italiani ed europei per missili e aerei da combattimento russi
    ▻https://irpimedia.irpi.eu/macchinari-italiani-europei-per-missili-caccia-russi-redwing-metal

    La società turca Redwing Metal ha spedito quasi sei milioni di euro di beni sotto #Sanzioni Ue a due società della famiglia del vicedirettore del colosso militare Rostec. Il comproprietario di Redwing è un cittadino europeo L’articolo Macchinari italiani ed europei per missili e aerei da combattimento russi proviene da IrpiMedia.

    #Mondo #Guerra #Russia #Turchia #Ucraina #Unione_europea
    ▻https://irpimedia.irpi.eu/public/uploads/2026/06/ucraina-kyiv-ospedale-okhmatdyt_1.mp4

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  • @irpimedia
    IrpiMedia @irpimedia via RSS 9/06/2026

    Trenta tonnellate di cocaina: il più grande carico di sempre era diretto al Mediterraneo
    ▻https://irpimedia.irpi.eu/nave-arconian-sequestro-cocaina-mafia-turca

    Una nuova alleanza criminale fra mafia turca e #Narcos olandesi ha a disposizione un’intera flotta di navi da cargo, e ha messo a punto una nuova rotta dai Caraibi all’Europa, passando dal Sierra Leone L’articolo Trenta tonnellate di cocaina: il più grande carico di sempre era diretto al Mediterraneo proviene da IrpiMedia.

    #Mafie #Mondo #Narcotraffico #Paesi_Bassi #Turchia
    ▻https://irpimedia.irpi.eu/public/uploads/2035/07/video-nave-plutus-lancio-cocaina.mp4

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    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 9/06/2026

      #drogue #trafic_de_drogue #cocaïne #mafia_turque #Caraïbes #Sierra_Léone #navire #Méditerranée #Pays-Bas

      CDB_77 @cdb_77
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  • @radio_blackout
    Radio_Blackout @radio_blackout via RSS 5/02/2026

    Puntata del 03/02/2026@0
    ▻https://radioblackout.org/podcast/puntata-del-03-02-2026

    Il primo argomento della puntata è stato quello dello #sciopero_internazionale dei #porti, indetto e coordinato dal #calp e dal sindacato di base #usb, e che sempre nelle acque del Mediterraneo avrà luogo in #grecia, nei #paesi_baschi, in #marocco e in #Turchia. Anche qui in #italia ci saranno manifestazioni che vedranno protagonisti i #portuali […]

    #Antonio_Vesco #conferenza_teatrale #criminalità_immaginate #filcams_cgil #Grosseto #guerra #i_portuali_non_lavorano_per_la_guerra #Laboratorio_Malaerba #licenziamento #mafia #Pam #teatro
    ▻https://radioblackout.org/wp-content/uploads/2026/02/F_m_03_02_Riccardo-CALP-su-sciopero-internazionale-poortuali-6-febbra

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  • @radio_blackout
    Radio_Blackout @radio_blackout via RSS 7/11/2025

    #Kurdistan: timidi sviluppi nel processo di pace tra lo Stato turco ed il #pkk
    ▻https://radioblackout.org/2025/11/kurdistan-timidi-sviluppi-nel-processo-di-pace-tra-lo-stato-turco-ed-

    Il 28 ottobre le HPG, Forze di Difesa del Popolo del PKK, hanno annunciato il ritiro dalla #Turchia come gesto di buona volontà nel processo di pace con Ankara. Una scelta che conferma la disponibilità curda al dialogo, nonostante repressione, arresti politici e militarizzazione del Kurdistan. Quasi in parallelo, l’ultranazionalista Bahçeli, alleato di Erdoğan, ha aperto alla liberazione di Selahattin Demirtaş, dirigente […]

    #L'informazione_di_Blackout #Erdogan #öcalan
    ▻https://radioblackout.org/wp-content/uploads/2025/11/cynar.mp3

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  • @scomodo
    scomodo @scomodo via RSS 17/10/2025

    La Profezia del #terremoto su #Istanbul
    ▻https://scomodo.org/la-profezia-del-terremoto-su-istanbul

    Un viaggio nei quartieri di Istanbul, dopo il terremoto del 2023, che tira le somme di vent’anni di trasformazione urbana, mettendo alla prova la promessa di sicurezza del governo. L’articolo La Profezia del Terremoto su Istanbul proviene da Scomodo.

    #Territori #Mondo #Photo_story #Turchia

    scomodo @scomodo via RSS
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  • @radio_blackout
    Radio_Blackout @radio_blackout via RSS 29/09/2025

    BASTIONI DI ORIONE 25/09/2025 – ECUADOR IN PIAZZA CONTRO #noboa E IL TRUMPISMO IN SALSA LATINA ; SUDOVEST ASIATICO IN SUBBUGLIO, RIPERCUSSIONI DELLE GUERRE SIONISTE ; CINA DOPO SHANGAI COOPERATION ORGANIZATION E XI ALL’ONU CON LA CASACCA AMBIENTALISTA
    ▻https://radioblackout.org/podcast/bastioni-di-orione-25-09-2025-ecuador-in-piazza-contro-noboa-e-il-tru

    Abbiamo sentito Eduardo Meneses, dopo i primi giorni di paro nacional in Ecuador che ci ha indicato priorità, lotte, situazioni diverse nel paese in lotta contro le ricette neoliberiste di Daniel Noboa e prima che gli scontri producessero i primi morti; il popolo è sceso in piazza nella #cuenca per i diritti dei contadini, ma […]

    #armenia #azerbaijan #chp #Conaie #curdi #Erdogan #Israele #nato #netanyahu #Ocalan #pkk #proteste #qatar #quito #Sco #Siria #Trump #Turchia
    ▻https://radioblackout.org/wp-content/uploads/2025/09/Ecuador-en-paro-contra-Noboa-y-Fmi.mp3

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  • @irpimedia
    IrpiMedia @irpimedia via RSS 30/07/2025

    L’Escobar turco dietro alle navi del drop-off
    ▻https://irpimedia.irpi.eu/piratidelmediterraneo-traffico-cocaina-navi-metodo-drop-off

    Tonnellate di cocaina lanciate nel Mar #Mediterraneo: un affare gestito dalla mafia turca, in alleanza con colombiani, albanesi e calabresi L’articolo L’Escobar turco dietro alle navi del drop-off proviene da IrpiMedia.

    #Mondo #'Ndrangheta #Albania #Narcos #Turchia
    ▻https://irpimedia.irpi.eu/wp-content/uploads/2035/07/video-nave-plutus-lancio-cocaina.mp4


    ▻https://irpimedia.irpi.eu/wp-content/uploads/2035/07/video-nave-plutus-arrembaggio.mp4

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  • @irpimedia
    IrpiMedia @irpimedia via RSS 30/07/2025

    Newsroom – #Milano è sotto inchiesta. Nel Mediterraneo, la nuova rotta sommersa della cocaina
    ▻https://irpimedia.irpi.eu/newsroom-milano-inchiesta-urbanistica-nuovo-metodo-traffico-cocaina-d

    A Milano, un’indagine mette in discussione il modello di sviluppo urbanistico degli ultimi anni. Poi ci spostiamo nel Mediterraneo, dove un nuovo metodo di traffico di cocaina prevede il lancio di carichi in mare da navi cargo e il recupero da parte di pescherecci L’articolo Newsroom – Milano è sotto inchiesta. Nel Mediterraneo, la nuova rotta sommersa della cocaina proviene da IrpiMedia.

    #Mafie #Podcast_Newsroom #'Ndrangheta #Albania #Lombardia #Narcos #Spesa_pubblica #Turchia

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  • @radio_blackout
    Radio_Blackout @radio_blackout via RSS 4/07/2025

    #Turchia. #satira, #Pride e opposizione nel mirino
    ▻https://radioblackout.org/2025/07/turchia-satira-pride-e-opposizione-nel-mirino

    La #repressione colpisce sempre più duramente in Turchia. La presenza di riviste satiriche a fumetti è una consolidata tradizione. #leman è un periodico ad ampia diffusione popolare, non certo un giornaletto di nicchia, ma è finito comunque nel mirino della magistratura che ha disposto l’arresto di due redattori, del direttore responsabile e del vignettista e […]

    #L'informazione_di_Blackout #islamisti #smirne
    ▻https://cdn.radioblackout.org/wp-content/uploads/2025/07/2025-07-01-murat-turchia-repres-vignetta-smirne-pride.mp3

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  • @radio_blackout
    Radio_Blackout @radio_blackout via RSS 9/05/2025

    Collaborazione tra industrie delle armi italiane e turche: lunedì mobilitazione a Torino contro il “Forum #Turchia”
    ▻https://radioblackout.org/2025/05/collaborazione-tra-industrie-delle-armi-italiane-e-turche-lunedi-mobi

    Lunedì 12 maggio a Torino si terrà il forum “Turchia: un hub verso il futuro”, promosso dalla Camera di Commercio con l’obiettivo dichiarato di “rafforzare la cooperazione economica” tra Italia e Turchia nei settori dell’aerospazio, dell’automotive e della digitalizzazione. Ma dietro il lessico anodino della diplomazia economica si cela una realtà ben più grave: il […]

    #L'informazione_di_Blackout #baykar #leonardo

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  • @radio_blackout
    Radio_Blackout @radio_blackout via RSS 24/03/2025

    #Turchia NON SI FERMANO LE #proteste .
    ▻https://radioblackout.org/2025/03/turchia-non-si-fermano-le-proteste

    Turchia aggiornamenti sulle proteste.

    #L'informazione_di_Blackout #Erdogan #Imamoglu

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  • @radio_blackout
    Radio_Blackout @radio_blackout via RSS 8/03/2025

    Siria del Nord-Est: corrispondenza dalla diga di Tishreen in #rojava
    ▻https://radioblackout.org/2025/03/siria-del-nord-est-corrispondenza-dalla-diga-di-tishreen-in-rojava

    Una corrispondenza con un compagno internazionalista che in questo momento si trova sulla diga di Tishreen, nella Siria del Nord-Est, un’importante infrastruttura della regione difesa in prima persona dagli abitanti e dalle abitanti del Rojava contro gli attacchi dell’aeronautica turca e delle truppe di terra dell’Esercito Nazionale Siriano, una coalizione di milizie islamiste finanziate e […]

    #L'informazione_di_Blackout #confederalismo_democratico #Turchia
    ▻https://cdn.radioblackout.org/wp-content/uploads/2025/03/tishreen.mp3

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  • @radio_blackout
    Radio_Blackout @radio_blackout via RSS 1/03/2025

    Kurdistan: messaggio di Öcalan per chiedere lo scioglimento del #pkk@0
    ▻https://radioblackout.org/2025/03/kurdistan-messaggio-di-ocalan-per-chiedere-lo-scioglimento-del-pkk

    Di giovedì la notizia che il leader del PKK Abdullah Öcalan, durante una riunione con una delegazione del partito DEM, ha chiesto lo scioglimento del PKK e l’abbandono delle armi da parte della guerriglia curda nel quadro di un processo di pace con la #Turchia di Erdogan. Facendo appello ad un processo di apertura democratica […]

    #L'informazione_di_Blackout #Ocalan
    ▻https://cdn.radioblackout.org/wp-content/uploads/2025/03/dichiarazioniöcalan.mp3

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  • @radio_blackout
    Radio_Blackout @radio_blackout via RSS 16/01/2025
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    @cdb_77
    1

    #baykar, l’azienda dei droni da #guerra di #Erdogan acquista #piaggio_aerospace
    ▻https://radioblackout.org/2025/01/baykar-lazienda-dei-droni-da-guerra-di-erdogan-acquista-piaggio-aeros

    l governo italiano ha autorizzato l’acquisizione di Piaggio Aerospace da parte dell’azienda turca Baykar. Si tratta dell’azienda che produce i droni militari – in particolare il modello Bayraktar – utilizzati dall’esercito turco nelle guerre di occupazione in nord-Iraq e Siria, oltre a essere venduti dalla Baykar agli eserciti di mezzo mondo. Il “nulla osta” del […]

    #L'informazione_di_Blackout #droni_da_gierra #Turchia
    ▻https://cdn.radioblackout.org/wp-content/uploads/2025/01/025-01-14-mazzeo-piaggio.mp3

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    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 16/01/2025

      #armes #commerce_d'armes #Italie #Turquie #drones #complicité #drones_de_guerre #Ethiopie #Ukraine #Maroc

      CDB_77 @cdb_77
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  • @radio_blackout
    Radio_Blackout @radio_blackout via RSS 16/01/2025
    1
    @cdb_77
    1

    #Bulgaria. Frontiera di morte
    ▻https://radioblackout.org/2025/01/bulgaria-frontiera-di-morte

    La Bulgaria, paese recentemente entrato nell’area Schengen intende dimostrare a Bruxelles di saper controllare le proprie frontiere, specialmente quelle con i paesi dai quali transitano i migranti. Le politiche migratorie europee continuano a mietere vittime anche in questa zona dell’Unione, dove a fine anno sono morti tre ragazzini minorenni provenienti dall’Egitto. Ad attivisti ed attiviste […]

    #L'informazione_di_Blackout #arresto_no_border_in_bugaria #frontiere_uccidono #morire_assiderati #no_name_kitchen #rotte_balcaniche #Turchia
    ▻https://cdn.radioblackout.org/wp-content/uploads/2025/01/2025-01-14-virginia-bulgaria.mp3

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    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 16/01/2025

      Bulgarian authorities let 3 minors freeze to death by blocking rescue efforts.

      https://pixelfed.zoo-logique.org/storage/m/_v2/578583396227231930/634f2a4e4-291f24/8jyt7W2QuQVX/1qNblt3Za96k6QrhVLPxgZUJj2SAnQLu7NA20gxZ.jpg

      #décès #mourir_aux_frontières #Bulgarie #frontières #migrations #réfugiés #morts_aux_frontières #Burgas #criminalisation_de_la_solidarité

      CDB_77 @cdb_77
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  • @radio_blackout
    Radio_Blackout @radio_blackout via RSS 13/01/2025

    L’escalation di #Erdogan contro il #rojava
    ▻https://radioblackout.org/2025/01/94696

    La #Turchia e le milizie islamiste filo-turche, in particolare l’Esercito nazionale siriano (SNA), stanno sfruttando lo spostamento di potere a Damasco per colpire le aree di autogoverno controllate dai curdi nella #Siria settentrionale e orientale. Ankara giustifica queste azioni sostenendo che i gruppi che operano nella regione, in particolare le Unità di difesa popolare curde […]

    #L'informazione_di_Blackout #Kurdistan
    ▻https://cdn.radioblackout.org/wp-content/uploads/2025/01/siria3.mp3

    Radio_Blackout @radio_blackout via RSS
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  • @radio_blackout
    Radio_Blackout @radio_blackout via RSS 19/12/2024

    #Israele e #Turchia premono sulla #Siria del sud-ovest e del nord-est
    ▻https://radioblackout.org/2024/12/israele-e-turchia-premono-sulla-siria-del-sud-ovest-e-del-nord-est

    In queste giornate di repentini cambiamenti vogliamo fare il punto con Eliana Riva, caporedattrice del giornale di informazione Pagine Esteri, rispetto a due elementi di particolare pressione sul territorio siriano, ossia Israele da un lato e la Turchia dall’altro. Ciascuno con sfumature e per versi diversi hanno un ruolo preminente in questa fase post caduta […]

    #L'informazione_di_Blackout #curdi #palestina
    ▻https://cdn.radioblackout.org/wp-content/uploads/2024/12/Eliana-riva-siria-israele-2024_12_19_2024.12.19-10.00.00-escopost

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  • @irpimedia
    IrpiMedia @irpimedia via RSS 1/02/2024

    Uccidere a distanza: la storia dei droni
    ▻https://irpimedia.irpi.eu/gameofdrones-uccidere-a-distanza-storia-dei-droni

    Dalla fine dell’Ottocento, con Nikola Tesla, si cerca di sviluppare tecnologie capaci di muovere degli oggetti a distanza. Le guerre sono state un acceleratore del loro sviluppo, fino ai giorni nostri L’articolo Uccidere a distanza: la storia dei droni proviene da IrpiMedia.

    #Mondo #Armi #Guerra #Iran #Israele #Russia #Turchia

    IrpiMedia @irpimedia via RSS
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  • @irpimedia
    IrpiMedia @irpimedia via RSS 26/01/2024

    Uccidere a distanza: la storia dei droni
    ▻https://irpimedia.irpi.eu/sorveglianze-uccidere-a-distanza-storia-dei-droni

    Dalla fine dell’Ottocento, con Nikola Tesla, si cerca di sviluppare tecnologie capaci di muovere degli oggetti a distanza. Le guerre sono state un acceleratore del loro sviluppo, fino ai giorni nostri L’articolo Uccidere a distanza: la storia dei droni proviene da IrpiMedia.

    #Mondo #Armi #Guerra #Iran #Israele #Russia #Turchia

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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 25/03/2018
    4
    @reka
    @cy_altern
    @kassem
    @lyco
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    L’Europe paye des équipements militaires à la Turquie pour refouler les réfugiés

    Mediapart et l’EIC révèlent que l’argent de l’Union européenne a permis à la Turquie de s’équiper en véhicules blindés afin d’empêcher le passage de réfugiés à sa frontière avec la Syrie. Cette opération pourrait avoir causé de nombreuses victimes parmi les Syriens tentant de fuir la guerre, alors que la prise d’Afrin par l’armée turque va pousser encore des milliers de personnes sur la route de l’exil.
    Quand les soldats turcs ont ouvert le feu, Ibrahim Khaled a pris sa mère par la main et s’est mis à courir. Il a entendu le cliquetis des armes à feu, entendu les cris des réfugiés frappés par les balles, et a été projeté à terre. Khaled ne s’est pas retourné. « J’ai senti que si je m’arrêtais là, je serais tué ou arrêté », dit-il.
    Pendant des heures, Khaled et sa mère ont couru dans la direction que le passeur leur avait indiquée. Ils ont marché à travers des champs d’oliviers, ont rampé sur des pierres jusqu’à atteindre un village turc. De la soixantaine de réfugiés qui avaient quitté le camp près de #Darkush, dans la province syrienne d’#Idlib, seule une poignée a traversé la frontière. Khaled ne sait pas ce qui est arrivé aux autres. Ils sont probablement morts ou de retour en Syrie, pense-t-il. « Nous avons eu de la chance. »
    Khaled est assis dans un appartement nouvellement construit en périphérie de Mersin, dans le sud-est de la Turquie, où lui et sa mère ont trouvé refuge après leur fuite à l’automne dernier. Il porte un jean déchiqueté et un pull qu’un voisin lui a donnés. Ses yeux sont fatigués, son front est plissé de rides. Khaled s’est longtemps posé la question de savoir s’il devait parler avec des journalistes des #violences à la #frontière_turco-syrienne. Il a peur que les autorités turques ne se vengent sur lui. Dernièrement, il a accepté de nous accorder une interview à la condition que son nom soit changé. « Je veux que le monde sache ce qui nous arrive à nous, Syriens », dit-il.

    La guerre civile en Syrie entre dans sa huitième année. Plus de 350 000 personnes ont été tuées à ce jour, des millions ont été déplacées. Et bien qu’il n’y ait toujours pas de paix en vue, les pays voisins de la Syrie ont fermé les voies d’échappatoire. Le Liban, la Jordanie et la Turquie, qui accueillent ensemble plus de cinq millions de Syriens, refusent d’accepter davantage de demandeurs d’asile. La Turquie a construit sur sa frontière avec la Syrie un mur de trois mètres de haut et long de plusieurs centaines de kilomètres.

    Khaled raconte que des #soldats_turcs ont ouvert arbitrairement le feu sur des réfugiés. Les détails de son témoignage sont difficiles à vérifier, mais ils sont cohérents et coïncident avec les déclarations de plus d’une douzaine de témoins avec lesquels le Spiegel s’est entretenu. L’ONG Human Rights Watch a révélé des cas similaires début février : des soldats turcs ont forcé des réfugiés à retourner en Syrie et ont tiré de manière indiscriminée, selon l’organisation.

    Il y a précisément deux ans, le 18 mars 2016, l’Union européenne et Ankara concluaient un accord selon lequel les Européens allaient verser 3 milliards d’euros à la Turquie en échange du maintien des réfugiés sur son sol (en attendant un deuxième volet de 3 milliards d’euros). Les dirigeants européens ont prétendu que cet accord avait permis de contenir la « crise des réfugiés ». En réalité, la crise s’est simplement déplacée. À présent, les gens meurent moins fréquemment dans la mer Égée, où le nombre d’embarcations traversant vers la Grèce s’est réduit drastiquement une fois l’accord passé. Mais ils meurent sur la frontière turco-syrienne.

    Officiellement, les milliards de l’Europe servent exclusivement à aider la Turquie à gérer les réfugiés sur son sol et à les empêcher d’entrer en Europe. C’est faux. Mediapart et ses partenaires du réseau European Investigative Collaborations (EIC) révèlent que l’Union européenne a payé à la Turquie pour 83 millions d’euros de véhicules militaires et d’équipements de surveillance afin de traquer les réfugiés. Y compris à la frontière turco-syrienne, pourtant officiellement ouverte.

    Les journalistes de l’EIC se sont plongés dans les centaines de contrats européens. L’un d’entre eux montre que l’Union européenne a financé à 75 % l’achat par la Turquie de 82 véhicules blindés Cobra II, dont le coût total est de 47,5 millions d’euros. Ces engins, équipés de périscopes, peuvent patrouiller le long du mur côté turc tout en localisant les réfugiés approchant de l’autre côté. Produits par Otokar, l’un des plus gros industriels turcs de l’armement, ces véhicules ont été livrés aux forces armées turques au printemps 2017.

    Ils font aujourd’hui partie de l’infrastructure de surveillance de ce qui va devenir bientôt le troisième mur le plus long du monde : 900 km de béton équipés de drones, de caméras thermiques, et de tours de tir télécommandées et automatisées de manière « intelligente ». Des haut-parleurs diffusent des messages, avertissant les gens, en turc et en arabe, de ne pas s’approcher davantage. De l’artillerie lourde ouvre le feu si ces avertissements sont ignorés. Les caméras thermiques sont capables, par temps clair, de repérer trois personnes debout d’une taille de 1,80 m à une distance de dix kilomètres. En d’autres termes, l’équipement financé par l’Union européenne aide à repérer des réfugiés qui essaient de traverser le mur frontalier et risquent d’être touchés par des tirs… et tués.

    Le mur construit par Ankara maintient par ailleurs des centaines de milliers de réfugiés syriens coincés dans une zone de guerre. On estime que plus de 200 000 personnes ont été déplacées dans le nord de la Syrie depuis la mi-décembre, et il faut s’attendre à ce que la prise par l’armée turque, ces derniers jours, de la ville kurde d’Afrin provoque de nouveaux flux de réfugiés.

    La Turquie assure que la frontière est toujours ouverte pour les demandeurs d’asile, ce qui est contredit par différentes sources turques et syriennes proches de la frontière. L’Institut international pour les études stratégiques (IISS) notait déjà en juin 2017 que la Turquie avait rendu « pratiquement impossible pour les réfugiés syriens le passage de la frontière légalement ». « La Turquie assure que sa politique de la “porte ouverte” est toujours en vigueur, mais dans la réalité, elle est presque fermée », estimait alors l’institut.

    Depuis septembre dernier, 42 civils ont été tués alors qu’ils tentaient de passer de Syrie en Turquie, selon Rami Abdulrahman, directeur de l’Observatoire syrien des droits de l’homme. Le Haut-Commissariat des Nations unies pour les réfugiés (UNHCR) confirme qu’il est devenu pratiquement impossible de traverser la frontière (excepté pour les personnes gravement blessées ou malades), alors que le nombre de réfugiés fuyant la Syrie est en hausse.

    On assiste à une violation des droits humains, selon Thomas Gammeltoft-Hansen, directeur de recherche à l’Institut danois des droits de l’homme et du droit humanitaire Raoul-Wallenberg. « Si des balles mortelles sont tirées sur des réfugiés essayant de traverser la frontière, c’est une violation pure et simple des droits humains, rappelle-t-il. Si le mur frontalier enlève aux Syriens toute possibilité de demander l’asile, c’est une autre violation du droit international, en particulier du principe de non-refoulement. »

    La fourniture de matériel à la Turquie par l’Union européenne pourrait rendre cette dernière complice de violation des droits humains à la frontière turco-syrienne. « S’ils savent que l’équipement est utilisé d’une façon qui viole les droits des réfugiés, les membres de l’UE sont par principe complices », ajoute Thomas Gammeltoft-Hansen.

    309 millions d’euros côté français

    Interrogée par l’EIC, la Commission européenne nous a répondu que « l’Union européenne ne fournit pas d’équipements militaires ou létaux à la Turquie ». Les Cobra II sont pourtant bien des engins militaires. La Commission ajoute que l’accord avec la Turquie prévoit que les véhicules soient « exclusivement affectés à la surveillance des frontières et que toute modification ou changement d’affectation des équipements requiert l’autorisation écrite de la commission ».

    Sauf que Bruxelles n’a pas les moyens de contrôler ce que fait le régime autoritaire d’Erdogan de ses armes. Plusieurs experts des droits de l’homme craignent d’ailleurs que la Turquie n’utilise cet équipement financé par les fonds européens pour les opérations militaires menées actuellement dans les zones kurdes de Syrie, ou pour la répression visant sa propre population. Des photos de l’invasion par l’armée turque de la province kurde d’Afrin depuis fin janvier montrent que des véhicules Cobra II ont été utilisés. Mais au lieu de périscopes avec des caméras thermosensibles, ils ont été équipés d’armes.

    Le caractère problématique des financements européens ne se limite pas à la frontière turco-syrienne. Pour aider la Turquie à surveiller sa portion de frontière terrestre avec la Grèce, l’Union européenne a financé des véhicules militaires plus monstrueux encore que les Cobra II, selon l’enquête de l’EIC.

    En mai 2017, Aselsan, une société détenue à 84 % par l’armée turque, a remporté un contrat à hauteur de 30 millions d’euros avec l’Union européenne pour fournir à la Turquie 50 véhicules pour patrouiller à la frontière grecque, dont 20 sont dotés d’un blindage extrêmement épais afin de protéger les véhicules des mines et grenades. Selon les documents européens consultés par l’EIC, ces engins sont des contributions de l’Europe à « la prévention de l’immigration illégale, du trafic humain, des crimes de passage des frontières [« cross-border crimes »], et du système des passeurs ».

    L’un des industriels qui a étudié l’appel d’offres s’est retrouvé perplexe devant la disproportion apparente entre l’objectif affiché et les spécifications techniques de ces véhicules, « clairement exagérées » pour des engins censés être utilisés à la frontière de la Turquie avec l’Union européenne. Mais l’UE a été ferme : le blindage lourd est absolument requis, dit-elle dans sa réponse, sans en expliquer les raisons.

    On comprend que Bruxelles soit très discret sur la question. Aselsan, qui a remporté l’appel d’offres, ne fournira en réalité que l’équipement électronique. Selon l’enquête de l’EIC, les véhicules sont des Hizir, d’impressionnants engins de guerre (notre photo ci-dessus) fabriqués par Katmerciler, un industriel appartenant à un ancien député de l’AKP, le parti de Recep Tayyip Erdogan. Le président turc est un grand fan de l’Hizir, dont il a dévoilé le prototype en novembre 2016 lors d’un salon militaire, six mois avant que l’UE n’en finance 50 exemplaires.

    L’appel d’offres de Bruxelles stipulait pourtant que les véhicules devaient avoir été mis sur le marché depuis un an. Ce n’est pourtant pas le cas des Hizir, dont les premiers exemplaires sont récemment sortis de l’usine, et qui sont toujours en cours de test avant leur livraison prochaine à l’armée turque.

    Lorsque, en 2016, l’Union européenne a promis à Erdogan 3 milliards d’euros en échange de son accord pour reprendre tous les réfugiés syriens arrivant sur les îles grecques, il était pourtant statué que cet argent serait uniquement utilisé pour aider à l’accueil des plus de 3,5 millions de réfugiés syriens vivant en Turquie.

    Or sur ces 3 milliards d’euros qui ont été collectés auprès des États membres de l’UE (la quote-part de la France dans ce programme s’élève à 309 millions d’euros), une partie a été utilisée pour financer six bateaux de patrouille à destination des gardes-côtes turcs. Lesquels, selon plusieurs ONG opérant dans ces zones maritimes, arrêtent agressivement les réfugiés tentant de quitter la Turquie, mettant parfois les embarcations de réfugiés en danger.

    « Juste après que l’accord avec la Turquie a été mis en place, il était évident que les #gardes-côtes_turcs faisaient tout pour arrêter les gens qui traversaient la mer, explique Ruben Neugebauer, porte-parole de Sea-Watch, l’une de ces organisations. Il y a différentes tactiques. Parfois nous voyons des bateaux turcs naviguer autour des canots pneumatiques, provoquant des vagues, les mettant en danger de telle sorte que parfois les réfugiés décident de rentrer par eux-mêmes. Parfois, ils chassent les bateaux et frappent même les gens à coups de bâton afin de les faire repartir. »

    En réponse à cette interpellation, les gardes-côtes turcs ont publié une déclaration disant qu’ils étaient mandatés pour arrêter les bateaux de réfugiés avant qu’ils ne pénètrent dans les eaux européennes. Les bâtons, expliquent-ils, sont utilisés pour tenter d’endommager les moteurs et les hélices de façon à attacher les petites embarcations aux plus gros bateaux des gardes-côtes pour les tirer vers les côtes turques.

    Mais ce n’est pas le seul cas d’abus présumé commis à bord de ces bateaux financés par l’argent européen. L’ONG Lighthouse Relief a publié une déclaration commune avec le UNHCR pour exprimer sa préoccupation au sujet d’un incident survenu en novembre dernier, assurant que les gardes-côtes turcs avaient tiré en l’air et dans la mer, ce qui a provoqué le saut dans l’eau de plusieurs réfugiés.

    Ces six bateaux de patrouille ont été commandés à un constructeur naval néerlandais, #Damen, pour la somme de 18 millions d’euros – une somme qui vient pour partie du fonds danois d’#aide_au_développement. Ils ont été livrés aux gardes-côtes turcs l’année dernière. Le dernier a été livré juste avant Noël. D’après la société navale, ces bateaux peuvent transporter jusqu’à 120 réfugiés et migrants en mer.

    Ces fournitures d’équipement pour le contrôle des frontières à la Turquie font partie d’une tendance croissante au sein de l’Union européenne : « L’UE utilise de plus en plus le principe de la pleine concurrence et externalise le contrôle frontalier à des pays tiers au lieu d’effectuer son propre contrôle, fait valoir le chercheur danois Thomas Gammeltoft-Hansen. Vous financez le contrôle des frontières, mais vous ne voulez pas être là vous-mêmes car vous risquez de mettre en jeu votre responsabilité en termes de droits humains. » Une stratégie qui rappelle étrangement ce qui se passe aujourd’hui entre l’Italie et la Libye.

    Un porte-parole de la Commission européenne a répondu par écrit aux questions de l’EIC en affirmant que l’Union européenne suivait « attentivement » la situation à la frontière turco-syrienne et qu’elle était consciente de l’existence de violences à la frontière, « mais n’a pas été capable d’obtenir de confirmation indépendante par ses sources ou par les autorités turques ». Sollicités depuis une semaine, l’ambassade turque à Copenhague et le gouvernement turc à Ankara n’ont pas donné suite aux sollicitations de l’EIC.

    Mercredi 14 mars, l’Union européenne a donné son feu vert pour le versement du deuxième volet de l’aide promise à la Turquie. Trois nouveaux milliards d’euros vont être versés à Ankara.

    ▻https://www.mediapart.fr/journal/international/240318/l-europe-paye-des-equipements-militaires-la-turquie-pour-refouler-les-refu
    #externalisation #UE #EU #Turquie #frontières #asile #migrations #réfugiés_syriens #surveillance_des_frontières #militarisation_des_frontières #gardes-côtes #contrôles_frontaliers #violence

    • #Europe
    • #Turquie
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    • #L’Union européenne
    CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 25/03/2018

      En lien avec cela, voir aussi ce qui se passe à la frontière turco-syrienne :
      ▻https://seenthis.net/messages/501666
      #fermeture_des_frontières #refoulement #push-back

      CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 26/03/2018

      Commentaire d’Emmanuel Blanchard sur la liste Migreurop :

      Cela fait bien longtemps que la « #guerre_aux_migrants » n’est plus une métaphore mais s’incarne dans dispositifs et matériels. Une enquête de l’European Investigative Collaborations décrit comment des fonds de l’UE ont servi à l’armée turque pour acheter des équipements (véhicules blindés notamment) utilisés aux frontières turco syriennes et turco-grecques.
      Afin de rendre plus hermétiques encore ces frontières, lieux de toutes les violences, « l’Union européenne a donné son feu vert pour le versement du deuxième volet de l’aide promise à la Turquie. Trois nouveaux milliards d’euros vont être versés à Ankara ».

      CDB_77 @cdb_77
    • @kassem
      Kassem @kassem CC BY-NC-SA 26/03/2018

      EUROPA - Droits de l’homme | Union Européenne
      ▻https://europa.eu/european-union/topics/human-rights_fr

      Protéger les droits de l’homme dans le monde

      Le cadre stratégique en faveur des droits de l’homme et de la démocratie adopté en 2012 vise à renforcer l’efficacité et la #cohérence de la politique dans ce domaine. [...]

      L’Union européenne s’est résolument engagée à défendre et à protéger les droits de l’homme, la démocratie et l’État de droit dans le monde. Les droits de l’homme sont au cœur de ses relations avec d’autres pays et régions. [...]

      La politique de l’UE :

      vise à faire progresser les droits des femmes, des enfants, des minorités et des personnes déplacées ;

      [...]

      Tous les accords commerciaux ou de coopération conclus avec des pays tiers (plus de 120 à ce jour) prévoient une clause sur les droits de l’homme spécifiant que ces droits constituent un aspect fondamental des relations avec l’UE, qui a imposé à plusieurs reprises des sanctions pour violations des droits de l’homme.

      L’#UE poursuit également des dialogues sur les droits de l’homme avec plus de 40 pays et organisations, dont la #Russie, la #Chine et l’#Union_africaine. Elle évalue ses activités mondiales dans ce domaine, dans son rapport annuel sur les droits de l’homme et la démocratieRechercher les traductions disponibles de ce lienEN•••.

      Par l’intermédiaire de l’instrument européen pour la démocratie et les droits de l’hommeRechercher les traductions disponibles de ce lienEN••• (IEDDH), l’UE soutient des groupes, des associations ou des particuliers qui défendent les droits de l’homme, les libertés fondamentales, la démocratie et l’État de droit. Cet instrument est doté d’un budget de 1,3 milliard d’euros pour la période 2014-2020.

      Macron : la situation en #Turquie ne permet « aucune avancée » avec l’UE
      ▻http://www.lemonde.fr/europe/article/2018/01/05/pour-macron-les-evolutions-recentes-de-la-turquie-ne-permettent-aucune-avanc

      Le président français a notamment évoqué des visions différentes sur le respect des libertés individuelles et a appelé la Turquie au « respect de l’Etat de droit ».

      #psychose

      Kassem @kassem CC BY-NC-SA
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 19/04/2018

      #Militarisation_des_frontières, dans ce cas la frontière turco-syrienne... avec l’argent de l’UE :

      Un’inchiesta giornalistica transnazionale ha rivelato che fondi UE sono stati impiegati dalla #Turchia per la militarizzazione del confine con la Siria. La parlamentare europea @SofiaSakorafa chiede alla CE di accertarsi che non ci siano violazioni dei diritti umani #RightsEP

      ▻https://twitter.com/BalcaniCaucaso/status/986650825333379073
      Vu sur twitter, le 19.04.2018

      CDB_77 @cdb_77
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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 25/06/2016

    #TURCHIA È legge l’immunità all’esercito. Militari e servizi salvi dai processi per abusi a civili,soprattutto kurdi

    Il parlamento ha passato la proposta che salva militari e membri dei servizi segreti dai processi per abusi contro i civili. Tutto coperto dalla volatile etichetta del “controterrorismo”

    ▻http://nena-news.it/turchia-e-legge-limmunita-allesercito/#st_refDomain=t.co&st_refQuery=/is7TrxVqba

    #Turquie #armée #immunité #impunité

    CDB_77 @cdb_77
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