• Tutto quello che sapete sull’imene è falso - Il Post
    https://www.ilpost.it/2018/11/09/false-credenze-imene

    «Si lacera alla prima penetrazione», «durante il primo rapporto sessuale causa un sanguinamento», «la presenza dell’imene è garanzia di verginità»: chi lo dice, non sa di cosa parla
    “L’imene si lacera alla prima penetrazione”, “l’imene causa un sanguinamento durante il primo rapporto sessuale”, “la presenza dell’imene è garanzia di verginità”: sono solo alcune delle false credenze che circolano intorno a questa parte del corpo femminile sulla quale (anche dal punto di vista anatomico) moltissime donne e moltissimi uomini hanno idee piuttosto vaghe. Sapere come è fatto un imene non solo è importante di per sé, ma smonta una serie di luoghi comuni che hanno represso o preteso di controllare la sessualità femminile per secoli.

    L’imene è fatto così
    La parola “imene” deriva dal greco “hymén”, che vuol dire “pelle, membrana”, ma che è anche il nome del dio che nella mitologia greco-romana presiedeva alle nozze.

    L’imene è una membrana che circonda o ricopre in parte l’apertura esterna della vagina e che “separa” il vestibolo della vagina (lo spazio compreso tra le piccole labbra) dalla vagina stessa. Non sembra avere una funzione fisiologica specifica, non si trova in profondità e si presenta come una specie di piega, rivestita all’interno da un epitelio simile a quello vaginale e all’esterno da una sottile epidermide: tra questi due strati si trova un tessuto ricco di fibre elastiche, vasi e terminazioni nervose.

    (Immagine dal sito Deutsche Hebammen Zeitschrift)

    L’imene, come ogni altra parte del corpo, cambia nel tempo (solitamente si atrofizza con l’età) e può avere consistenze e forme diverse da donna a donna: può anche non esserci, può essere più o meno elastico e più o meno spesso, può essere rosa o biancastro, può essere semilunare, anulare, bilabiato, può presentare uno o più fori o non presentarne affatto. Quando l’imene ricopre l’intera apertura vaginale può essere un problema, risolvibile comunque con un piccolo intervento che permetta al sangue mestruale di defluire.

    Dall’imene alla “corona vaginale”
    Nel 2009 RFSU, un’associazione svedese che si occupa di educazione sessuale, aveva proposto di abbandonare la parola “imene” a favore di “corona vaginale”, perché il termine “imene” coincide ormai con un concetto infondato che lo considera come una specie di barriera alla penetrazione. La proposta dell’associazione era stata accolta dallo Språkrådet, l’Istituto svedese per la salvaguardia e lo studio della lingua, e dunque l’espressione “corona vaginale” – che aiuta a demolire una serie di miti intorno a quella parte del corpo femminile – è diventata ufficialmente parte della lingua svedese.

    Un’operazione linguistica simile è stata fatta in Norvegia nel 2017 quando il più importante dizionario del paese, dopo alcune discussioni con medici, ostetriche e femministe, ha deciso di sostituire la parola “imene” con “ghirlanda vaginale”.

    L’imene e la-prima-volta
    Dato che l’imene non è una membrana che ottura la vagina, non è nemmeno qualcosa che si può rompere la prima volta che la vagina viene penetrata. L’imene è appunto una corona, un ripiegamento di tessuti che nella maggior parte dei casi presenta almeno un’apertura. Non può dunque essere strappato né da un pene, né da un assorbente interno, né da un dito, né da qualsiasi altra cosa.

    Quando si prova a inserire qualcosa in vagina si possono produrre delle lacerazioni del tessuto, ma la membrana – per la sua forma o per l’elevata elasticità – può non portarne alcuna traccia. La penetrazione può essere insomma del tutto irrilevante. La cosa che può variare con una penetrazione regolare è la maggiore flessibilità dell’imene, ma l’imene non smette di esistere né scompare dopo la prima penetrazione. Non è nemmeno provato che l’imene si possa modificare o lacerare facendo sport o andando a cavallo (altro luogo comune) perché non è comunque una membrana così fragile da esplodere come un palloncino. Diversi studi hanno infine dimostrato che le lesioni all’imene (che possono essere causate anche da un parto) guariscono rapidamente, senza lasciare traccia.

    La prima volta che l’imene viene sollecitato per lasciare entrare un pene (o qualsiasi altra cosa) può provocare un sanguinamento, ma sono pochissime le donne che sanguinano e questo è dovuto alla rigidità della corona vaginale o alla sua forma. La prima volta, infine, che l’imene viene sollecitato può essere doloroso, ma di solito la fonte principale del dolore non ha a che fare con l’imene. Il più delle volte le lesioni causano comunque solo un lieve bruciore e il dolore ha a che fare con la poca lubrificazione. Il dolore che si può provare durante il primo rapporto penetrativo può essere legato al fatto di contrarre i muscoli della vagina, per l’agitazione.

    A che cosa serve sapere come è fatto?
    Sapere come è fatto un imene smonta una serie di luoghi comuni che hanno represso e preteso di controllare la sessualità femminile per secoli: innanzitutto quello sulla verginità, legato alla concezione dell’imene come fosse una specie di “sigillo di garanzia”. Parlando di imene, infatti, i dizionari o i manuali legano spesso la sua descrizione anatomica alla questione della verginità, che però non ha molto a che fare con la medicina o con l’anatomia e che, piuttosto, è una costruzione sociale e culturale. Wikipedia riporta che «la vagina di una donna vergine non può essere penetrata senza passare attraverso l’imene»; l’enciclopedia Treccani scrive che l’imene «è intatto nella donna vergine»; e in uno dei trattati di anatomia più diffusi nelle facoltà di medicina in Italia, il cosiddetto “Balboni” (dal cognome di uno dei suoi autori), si dice che l’orifizio vaginale «nelle donne vergini è ristretto dall’imene».

    Anche nel senso comune, e fin dall’antichità, l’imene è stato associato alla verginità e di conseguenza, con un passaggio automatico, alla purezza o all’innocenza di una donna: ed è stato utilizzato per reprimere, controllare, giudicare e umiliare le donne nel corso della storia, per perpetuare miti e pregiudizi sulla sua sessualità e per mantenere salde le strutture del patriarcato. Basti pensare ai test sulla verginità praticati ancora oggi in alcuni paesi, per controllare con due dita che l’imene di una donna – e dunque la sua moralità o reputazione – siano intatte. O basti pensare all’usanza diffusa fino a qualche decennio fa anche in Italia di esporre alla finestra il lenzuolo della prima notte di nozze per mostrare, con la macchia di sangue, la verginità pre-nuziale di una donna e dunque la sua “virtù”.

    Volendo per un momento restare dentro al circolo paradossale e sessista del binomio imene-verginità, si può affermare con certezza che lo stato dell’imene non è comunque un fattore conclusivo dello stato di verginità. La verginità, poi, è un concetto costruito socialmente e culturalmente: non è misurabile o verificabile a livello anatomico guardando gli organi sessuali. Dunque è impossibile sapere se qualcuna sia stata penetrata o no guardando il suo imene.

    Va poi notato che la cosiddetta “perdita della verginità” è stata ed è tuttora legata all’idea di un rapporto vaginale penetrativo ed etero-normato (un uomo che penetra una donna, la donna che “perde” o “concede” qualcosa). Ma ci sono anche altre pratiche sessuali, non tutte presuppongono la presenza di un’altra persona e non tutte presuppongono pratiche vaginali; e più in generale, nessuno e nessuna dovrebbe essere definita per la propria storia sessuale, che comunque non viene raccontata dall’imene.

    #hymen #virginité #misogynie #domination_masculine #hétérosexualité #vocabulaire #guirlande_vaginale

    • L’article me viens de @sharazde j’avais oublié de le mentionné. C’est elle qu’il faut remercié en fait.

      Le mot « vierge » est une horreur, il implique que la sexualité est une salissure irrémédiable. Je déteste le concept de vierge.
      C’est aussi hallucinant de voire à quel point le sexe féminin est une fiction rempli d’organes fantaisie complétement inventés par des anatomistes retors. Entre l’hymen qui sert à dissimulé la brutalité des hommes, le point G qui n’existe pas, le clito qui apparait et disparait selon les périodes et les coup de lame, l’uterus qui se décroche et se balade jusqu’à nos tête, nos trompes affublés du nom d’un affreux bonhomme, sans oublié de rendre sexuels des organes qui n’en sont pas : les mamelles. Tout ca c’est n’importe quoi !

      Ca me donne envie de faire une anatomie aussi idiote et sadique pour les hommes. Je vais mettre ca sur ma liste de choses à faire. #mégèrisme

  • Quelques #graffitis vus au #Cambodge, et plus précisément sur la #montagne #Bokor (sur lequel je ferai probablement un post dans les prochains jours, car l’histoire est fort intéressante) :


    #toblerone

    Quelqu’un reconnaît l’identité de ces personnes qui ont été dessinées sur ce graffiti ?

    #Kampot #Cambodge #graffiti #art_de_rue #street-art
    cc @reka

  • Indonesia: Medical Groups Silent on Abusive ‘Virginity Tests’

    (New York) – Indonesian medical associations should publicly denounce so-called virginity tests obligatory for female applicants to the Indonesian National Armed Forces and National Police, Human Rights Watch said in letters sent on February 20, 2018. Virginity testing is a form of gender-based violence and has been widely discredited, including by the World Health Organization (WHO).

    https://www.hrw.org/news/2018/03/07/indonesia-medical-groups-silent-abusive-virginity-tests
    #virginité #femmes #test_de_virginité #Indonésie

  • Les femmes de droite : qui sont-elles ? Quels sont leurs réseaux ?
    http://aucreuxdemoname.fr/blog/100-femmes-pour-la-liberte-de-harceler

    les femmes ont trois possibilités :

    Se soumettre dans le silence et la rage
    Se révolter, au risque d’être victimes de violence
    Pactiser avec l’ennemi pour être tranquilles
    Concrètement, nos femmes de droites ont choisi la troisième voie. Devant le constat de ces violences existantes, c’est une stratégie somme toute assez logique :

    Les hommes exercent une violence. Si je me révolte je subirai encore plus de violence. Je choisis donc de me mettre sous la protection du patriarcat pour ne pas subir cette violence. Et je fais en sorte de permettre que ce système perdure.

    [Dworkin] De la maison du père à la maison du mari et jusqu’à la tombe qui risque encore de ne pas être la sienne, une femme acquiesce à l’autorité masculine, dans l’espoir d’une certaine protection contre la violence masculine. Elle se conforme, pour se mettre à l’abri dans la mesure du possible. C’est parfois une conformité léthargique, en quel cas les exigences masculines la circonviennent progressivement, comme une enterrée vive dans un conte d’Edgar Allan Poe. Et c’est parfois une conformité militante. Elle sauvera sa peau en se démontrant loyale, obéissante, utile et même fanatique au service des hommes qui l’entourent. […]. Quelles que soient les valeurs ambiantes, elle les incarnera avec une fidélité sans faille.
    Les hommes respectent rarement leur part du marché tel qu’elle l’entend : la protéger contre la violence masculine.
    [Dworkin] Les femmes de droite ont examiné le monde ; elles trouvent que c’est un endroit dangereux. Elles voient que le travail les expose à davantage de danger de la part de plus d’hommes ; il accroît le risque d’exploitation sexuelle.[…] Elles voient que le mariage traditionnel signifie se vendre à un homme, plutôt qu’à des centaines : c’est le marché le plus avantageux. […]. Elles savent également que la gauche n’a rien de mieux à offrir : les hommes de gauche veulent eux aussi des épouses et des putains ; les hommes de gauche estiment trop les putains et pas assez les épouses. Les femmes de droite n’ont pas tort. Elles craignent que la gauche, qui élève le sexe impersonnel et la promiscuité au rang de valeurs, les rendra plus vulnérables à l’agression sexuelle masculine, et qu’elles seront méprisées de ne pas aimer ça. Elles n’ont pas tort. Les femmes de droite voient que, dans le système où elles vivent, si elles ne peuvent s’approprier leur corps, elles peu-vent consentir à devenir une propriété masculine privatisée : s’en tenir à un contre un, en quelque sorte.

    • Je cherche la liste complète de ces prétendues 100 femmes et dans le meilleur des cas je trouve une 15-20 ène de noms. Sur la tribune féministe qui y répond les signatures sont toutes mentionnées https://www.francetvinfo.fr/societe/droits-des-femmes/tribune-les-porcs-et-leurs-allie-e-s-ont-raison-de-sinquieter-caroline-

      Le titre de la tribune violophile de Peggy Sastre est quant même pas claire. « La liberté d’importuné » j’avais cru que c’était la revendication de la part de femmes d’avoir le droit d’agresser les agresseurs, de harceler les harceleurs et d’humilier les humilieurs, ou alors la revendication d’une sexualité féminine prédatrice.

      Mais bien sur il y a #inversion_patriarcale C’est pas la « liberté d’importuné » que ce femmes revendiquent, c’est pas une liberté pour elles mêmes, ni une liberté pour les femmes. C’est la liberté pour les hommes d’importuner n’importe quelle femme, n’importe ou, n’importe quant et n’importe comment.

      Parceque je vois pas trop ce qui empêche ces 20 femmes (prétenduement 100) d’être « importunées ». Elles peuvent très bien ne pas dénoncer les agressions qu’elles subissent et taire les viols qui ont été perpétrés contre elles. Elles peuvent aussi choisir d’interagir sexuellement avec des hommes qui se comportent comme des bourgeois du XIXeme.

      La liberté revendiqué ici c’est la liberté de ne pas être libre. Comme disait l’autre « la liberté c’est l’esclavage »

      Par rapport à Catherine Millet j’avais raté ses déclarations de décembre dernier sur le viol qui sont des enfilades de sophisme et d’inversion patriarcales
      http://www.francesoir.fr/societe-faits-divers/quand-catherine-millet-regrettait-pas-avoir-ete-violee-pas-grave-traumati

      Ça c’est mon grand problème, je regrette beaucoup de ne pas avoir été violée. Parce que je pourrais témoigner que du viol on s’en sort.

      Inversion car on ne peu pas consentir au viol.
      Sophisme car, on se sort de tout, tant qu’on en est pas mort·e. C’est un peu le principe d’être en vie, être en vie ca veut dire qu’on se sort de tout jusqu’au jour ou on s’en sort pas et on en crève.
      Cruauté cynique aussi puisque ce que veux dire cette phrase c’est que les victimes de viol qui dénoncent le viol qu’elles ont subi sont des puritaines qui font des histoires pour rien.

      Pour elle, « l’intégrité » des femmes n’est pas touchée après un viol puisque la conscience reste « intacte ». Elle a cependant souligné que « si la fille était vierge d’accord il lui manque désormais quelque chose » avant d’ajouter qu’elle considérait qu’il était « plus grave » de perdre un ou plusieurs membres dans un accident de voiture.

      C’est une variation du « y a pas mort d’homme ».

      On retrouve cette comparaison du viol à un accident qui est l’idée centrale du manifeste ; ne surtout jamais nommé les agresseurs quitte à prétendre qu’il n’y a pas d’agression, seulement des accidents.

      Pour le sophisme, d’un coté elle reproche aux victimes d’intégré une vision d’elles même qui serait traditionaliste et pourtant elle utilise le concept de virginité. La virginité c’est l’expression d’une souillure intrinsèque à la sexualité. En face de la vierge il y a la salope et rien d’autre. Elle parle d’un manque de quelquechose, et c’est pas si grave d’être violé une fois qu’on la perdu ce quelquechose. Si il manque quelquechose à une femme elle n’a plus de valeur ni d’alternative, la soumission et le silence. Angot dirait « On se débrouille ».

      Mais par contre ça m’est arrivé d’avoir des rapports sexuels avec des gens qui ne me plaisaient pas spécialement. Parce que voilà c’était plus facile de céder à la personne ou parce que c’était une partouze et qu’on était en groupe.

      Elle confirme cette idée, une fois que la vierges a été souillé par un homme, elle est irrémédiablement souillé. Plus aucun homme ne peut la salir. Les femmes dé-viérgées n’ont plus aucune raison de refusé la sexualité avec tout homme qui en ferais la demande.
      D’un coté Millet refuse aux femmes de pensé que la sexualité puisse être une souillure, mais de l’autre elle fonde son système de valeur sur la notion de souillure.

      #violophilie #anti-féminisme #victim_blaming #blâmer_la_victime #silenciation #victime #vierge #virginité

    • J’ai ôté le portrait de Catherine Deneuve suite à la lecture d’un message.
      Jusqu’à présent toutes les photos parues sont retouchées sauf celle qui illustre la tribune qui elle est brute.
      1 On replace CD dans son age pour assoir le texte de la tribune.
      2 On fait monter le commentaires sexistes sous le portrait pour annimer les débats.

    • http://www.le-blog-de-la-pintade.fr/2018/01/reponse-a-catherine-deneuve-pas-neuve-et-sa-clique.html

      – Sarah Chiche (écrivain, psychologue clinicienne et psychanalyste)
      – Catherine Millet (critique d’art, écrivain)
      – Catherine Robbe-Grillet (comédienne et écrivain)
      – Peggy Sastre (auteur, journaliste et traductrice)
      – Abnousse Shalmani (écrivain et journaliste)
      – Alexandra Alévêque (journaliste)
      – Kathy Alliou (curatrice)
      – Françoise Arnaud (historienne de l’art)
      – Celina Barahona (consultante marketing)
      – Sophie Bastide-Foltz (traductrice littéraire)
      – Marie-Laure Béraud (auteur-interprète, musicienne)
      – Marie-Laure Bernadac (conservateur général honoraire)
      – Léa Bismuth (critique d’art, curatrice)
      – Catherine Bizern (productrice et programmatrice indépendante)
      – Stéphanie Blake (auteur de livres pour enfants)
      – Linda Blake Pibarot (traductrice)
      – Sonia Bogdanovsky (chef monteuse cinéma)
      – Christine Boisson (actrice)
      – Ariane Bouissou (journaliste)
      – Odile Buisson (gynécologue-obstétricienne)
      – Sophie Cadalen (psychanalyste)
      – Farideh Cadot (galeriste)
      – Cristina Campodonico (responsable de l’action culturelle de la S.G.D. L.)
      – Nickie Caro (normalienne, agrégée de Lettres, ancien professeur de Khâgne)
      – Ingrid Caven (actrice et chanteuse)
      – Monique Chatenet (conservateur en chef du Patrimoine au Centre André Chastel)
      – Julie du Chemin (écrivain et sexologue)
      – Erika Maria Cool-Troch (manager Yak Immo)
      – Véronique Coquet-Caubère (productrice)
      – Sabine Dauré (viticultrice)
      – Catherine Deneuve (actrice)
      – Frederique Dolphijn (cinéaste, metteur en scène et romancière)
      – Christine Domine (professeur)
      – Nathalie Dray (journaliste)
      – Corinne Ehrenberg (psychanalyste)
      – Méline Engerbeau (entrepreneuse)
      – Caroline Faillet (experte en stratégie digitale)
      – Nouhad Fathi (journaliste et blogueuse)
      – Marguerite Ferry (paysagiste)
      – Adeline Fleury (écrivain)
      – Catherine Francblin (critique et historienne d’art)
      – Gloria Friedmann (artiste plasticienne)
      – Sophie Gaillard (présentatrice du 6-7h sur Sud Radio)
      – Bernadette de Gasquet (médecin et auteur)
      – Véronique Gérard-Powell (spécialiste de l’Art européen XVe-XVIIIe siècles, Centre André Chastel)
      – Christine Goémé (femme de radio)
      – Reine Grave (vidéaste)
      – Aliette Griz (écrivain et membre du Réseau Kalame)
      – Cécile Guilbert (écrivain)
      – Clarisse Hahn (réalisatrice, vidéaste et photographe)
      – Anne Hautecoeur (éditrice)
      – Marie Herbreteau (graphiste)
      – Brigitte Jaques-Wajeman (metteur en scène)
      – Claudine Junien (généticienne, membre de l’Académie de Médecine)
      – Brigitte Lahaie (actrice et présentatrice radio)
      – Rachel Laurent (artiste)
      – Sylvie Le Bihan (écrivain)
      – Anne-Marie Lesage (retraitée)
      – Myriam Le Strat (dentiste)
      – Martine Lerude (psychiatre, psychanalyste)
      – Elisabeth Lévy (directrice de la rédaction de Causeur)
      – Jacqueline Lichtenstein (philosophe)
      – Christine Lombard (créatrice de mode)
      – Joëlle Losfeld (éditrice)
      – Vanessa Luciano (chroniqueuse radio, sexothérapeute)
      – Mademoiselle A (chanteuse, comédienne et modèle)
      – Valérie Maës (actrice et vidéaste)
      – Abeline Majorel (responsable pédagogique et business developer)
      – Claire Margat (critique d’art, traductrice)
      – Isabelle Marlier (anthropologue et écrivain)
      – Isabelle Martin (enseignante)
      – Christelle Mata (attachée de presse)
      – Sophie de Menthon (présidente du Mouvement ETHIC et membre du CESE)
      – Karine Miermont (écrivain)
      – Anne Morelli (professeure à l’Université libre de Bruxelles)
      – Anne-Elisabeth Moutet (journaliste)
      – Latifa Najar (retraitée)
      – Natacha Nikouline (photographe)
      – Karine Papillaud (journaliste littéraire)
      – Julia Palombe (chanteuse, auteur)
      – Nelly Perotin (retraitée)
      – Camille Pier (auteure, compositeure et interprète)
      – Sylvie Pierson (secrétaire)
      – Francesca Piolot (productrice radio)
      – Barbara Polla (médecin, écrivain, commissaire d’exposition)
      – Joana Preiss (actrice, réalisatrice)
      – Isabelle Prim (réalisatrice et comédienne)
      – Nicole Priollaud (chargée de la communication de l’Académie nationale de Pharmacie)
      – Anne Rudisuhli (psychopraticienne)
      – Nora Sahara (journaliste et infirmière)
      – Sylviane Sainclair (retraitée)
      – Marie Sellier, (auteure, Présidente de la S.G.D.L. - Société des Gens de Lettres)
      – Joëlle Smets (journaliste et sexologue)
      – Hélène Soulodre (documentaliste)
      – Brigitte Sy (réalisatrice et actrice)
      – Catherine Thieron (auteure et vocaliste)
      – Catherine Titeux (architecte, Bruxelles)
      – Trinidad (humoriste, imitatrice, chanteuse)
      – Gabriela Trujilo (historienne du cinéma et critique)
      – Christine Van Acker (auteur)
      – Roxane Varone (chirurgienne)
      – Alexandra Varrin (écrivain)
      – Hélène Vecchiali (psychanalyste et coach)
      – Martine Vercruysse (animatrice)
      – Sonia Verstappen (travailleuse du sexe et anthropologue)
      – Caroline Vié (journaliste et romancière)
      – Bérengère Viennot (traductrice et chroniqueuse)
      – Evelyne Vitkine (consultante en marketing)

    • Merci @touti pour la liste
      Je voie qu’il y a – Odile Buisson (gynécologue-obstétricienne) - je me souviens d’une emission de radio dans laquelle elle niait les violences gynécologiques et obstétricales mais je le retrouve pas, ca a du disparaître avec @audeV

      J’en profite pour archiver ca :

      Mercredi soir, sur le plateau de BFMTV, Caroline De Haas, qui a elle-même été victime de viol, s’est retrouvée face à l’une des signataires de la tribune du Monde, Brigitte Lahaie. Dans l’émission NewséCompagnie menée par Nathalie Levy, les deux femmes s’interrogeaient sur la façon de redonner aux femmes la puissance de leur corps.

      « Il y a un truc très simple, c’est d’arrêter les violences, affirme alors Caroline De Haas. Parce que les violences, elles empêchent la jouissance. Quand vous avez été victime de viol, vous jouissez moins bien en fait, en général. » Brigitte Lahaie, qui a longuement animé sur RMC Lahaie, l’amour et vous, répond alors : « On peut jouir lors d’un viol, je vous signale. »

      https://www.lexpress.fr/actualite/medias/on-peut-jouir-lors-d-un-viol-je-vous-signale-brigitte-lahaie-choque-sur-bfm

      –---

      J’archive aussi les declaration de Deneuve sur le viol perpetré par polansky :

      « C’est une jeune fille qui avait été amenée chez Roman par sa mère, qui ne faisait pas son âge de toute façon », avait déclaré l’actrice le 16 mars dernier. « Et de toute façon, on peut imaginer qu’une jeune femme de 13 ans puisse faire 15, 16 ans. Il ne lui a pas demandé sa carte de visite. Il a toujours aimé les jeunes femmes. J’ai toujours trouvé que le mot de viol avait été excessif », avait-elle conclu.

      http://www.lefigaro.fr/cinema/2017/07/05/03002-20170705ARTFIG00310-affaire-polanski-les-propos-de-catherine-deneuve-

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      Meme sujet discuté ici aussi ; https://seenthis.net/messages/658841

    • Non c’est pas celui là car avec Taddei et Peggy Sastre je me serais pas infligé ca. C’est une autre emission probablement sur france culture. Je vais voire si je la retrouve.

      Je pense que c’était l’émission dont il est question ici : http://marieaccouchela.blog.lemonde.fr/2017/07/20/debat-sur-les-maltraitances-medicales-sur-france-inter-
      C’est pas france cul c’est france inter.
      https://www.franceinter.fr/emissions/le-debat-de-midi/le-debat-de-midi-17-juillet-2017

    • Il est insupportable pour ces femmes, non qu’elles imaginent que le monde va s’écrouler si elles ne sont plus traitées comme des objets par les hommes, mais que d’autres femmes puissent sans autorisation réclamer leur libération. Quelle déchéance de perdre leur position de pouvoir de représentation face à l’ensemble les #meetoo qui ont gravé leur souffrance du patriarcat dans l’anonymat d’un mouvement de grande ampleur. Qui a besoin d’entendre déclamer d’une voix tellement égoïste ces femmes de droite, ultime ressort du patriarcat qui s’étouffe dans ces soubresauts fétides. A part le système lui même pour maintenir l’illusion de la liberté de quelques élues. Ce n’est pas pour elles qu’elles réclament la subordination face aux hommes,mais pour faire taire toutes ces femmes courageuses, les punir d’avoir oser prendre la parole sans les prévenir.

      Je vois bien un banquet de femmes, ou certaines refuseraient d’être serveuses, soubrettes, debouts toute la soirée et renverseraient les plats de bites en gelée sur la tête de ces privilégiées.

    • Jolie image @touti très inspirante !

      Je trouve quand même qu’elle font très fin d’époque comme le disait @odilon et qu’elles s’autosabotent merveilleusement toutes seules. Je rapportait toute à l’heure les propos de Millet et Lahaie à mes voisin·es qui trouvaient quand même un peu que la galanterie et la séduction sont a distingué. Mais illes ont été horrifiés et ont revu leur jugement sur ce manifeste (bon c’est des voisin·es cools et très à gauche celleux-là).

      Je pense que c’est une belle opportunité de poursuivre et affiner la discutions sur la sexualité patriarcale. Leur manifeste maintiens la tension et réactive l’attention sur les violences sexuelles et ca fait des exemples précis de culture du viol à déconstruire. J’ai presque envie de dire merci à ces femmes de droite tellement elles y vont franco de porc.

      En plus c’est un bon outil pour détecté les machos et les toxiques, y compris chez les gauchistes : https://seenthis.net/messages/659363

    • Deneuve hier a écrit dans libé pour essayé de se rattraper aux branches tout en réaffirmant ce qu’elle à écrit.
      D’abord elle ne manque pas de montrer son mépris pour Brigitte Lahaie, qui n’est manifestement pas de même monde que les autres signataires car les propose de Millet encore plus choquant ne sont pas dénoncés.
      Ensuite elle dit que le manifeste ne dit pas que le harcelement c’est bien mais il dit que le harcelement c’est pas grave et qu’il faut etre puritaine pour en faire une histoire et qu’on devrait avoir de la peine pour les frotteurs plutot qu’autre chose. Il dit aussi que les victimes confondent drague maladroite et harcelement alors que cette confusion on la trouve dans ce manifeste. Le texte dit aussi que les utilisatrices et utilisateurs (les hommes victimes sont totalement effacés par ce manifeste) sont dans la haine des hommes et la haine de la sexualité.
      En somme elle s’excuse de ce qu’elle a dit mais elle dit qu’elle a rien dit de mal (B.Lahaie a fait pareil). Technique de faux-cul qui a toujours rien compris au problème.
      Il y a quand meme une différence avec l’apologie de la séduction à la française de l’époque DSK, c’est que cette fois les signataires de ces tribunes pro-viol, pro-violences sexuelles sont contraintes de s’excusé, meme si elles le font hypocritement sans comprendre.
      Au passage j’étais étonné de pas trouvé Iacub sur ce manifeste mais elle a quand même fait un papier sur libé que j’ai pas lu et pas envie de lire.

    • contribution de B.B :

      « Concernant les actrices, et pas les femmes en général, c’est, dans la grande majorité des cas, hypocrite, ridicule, sans intérêt. Cela prend la place de thèmes importants qui pourraient être discutés. Moi, je n’ai jamais été victime d’un harcèlement sexuel. Et je trouvais charmant qu’on me dise que j’étais belle ou que j’avais un joli petit cul. Ce genre de compliment est agréable. Or il y a beaucoup d’actrices qui font les allumeuses avec les producteurs afin de décrocher un rôle. Ensuite, pour qu’on parle d’elles, elles viennent raconter qu’elles ont été harcelées… En réalité, plutôt que de leur profiter, cela leur nuit. »

  • Hildegarde de Bingen, l’invention de la « création au féminin »
    https://www.franceculture.fr/conferences/institut-francais-de-la-mode/hildegarde-de-bingen-linvention-de-la-creation-au-feminin

    Religieuse, compositrice, savante, femme de lettres, Hildegarde de Bingen a été l’une des premières femmes à s’imposer dans un monde de l’esprit dominé par les hommes. Dans un contexte historique où la notion de « nouveauté » n’était pas favorisée, elle a imposé une œuvre novatrice, au féminin !

    #conférence #audio #moyen-age #femmes #historicisation #Hildegarde_von_Bingen #recluses #vierges #virginité #nonnes #compositrice

    • Pour l’elixir de scolopendre.

      « La scolopendre est chaude et a les plus grandes vertus pour le foie, le poumon et les entrailles malades. Prendre de la scolopendre, faire cuire abondamment dans du vin, ajouter du miel pur, et faire bouillir à nouveau, puis écraser du poivre long et deux fois autant de cannelle, faire bouillir avec le vin. Passer dans un linge. On obtient ainsi une potion. Boire à jeun ou après les repas. Cela fait du bien au foie, purge les poumons, guérit les entrailles malades, fait disparaitre la pourriture et les maladies intérieures. »

      http://www.biomanie.be/fr/catalog-10/epices-et-herbes/melange-pour-faire-l-elixir-de-scolopendre
      Ce mélange contient tous les ingrédients pour faire l’élixir avec 2 litres de vin rouge
      Du coup c’est juste une fougère en poudre (et pas le terrible myriapode que je pensait) avec un peu de miel, poivre et cannelle et on te vend ca 120€ le kg en naturopathie et t’as meme pas le pinard pour ce prix là !

    • Les autrices religieuses du XIIeme

      Codex Guta-Sintram
      https://fr.wikipedia.org/wiki/Codex_Guta-Sintram

      Le manuscrit contient un colophon détaillant sa création : il est achevé en 1154, rédigé par la chanoinesse Guta, du couvent Schwarzenthann et enluminé par le chanoine Sintram de Marbach. L’abbaye de Marbach est en effet un ancien monastère double de chanoines fondé en 1089, les chanoinesse s’étant installée dans leur Couvent de Schwartzenthann (de) (actuelle commune de Wintzfelden) en 1124.

      Sur Heloïse abesse dont l’œuvre n’as pas été conservée
      https://fr.wikipedia.org/wiki/H%C3%A9lo%C3%AFse_(abbesse)

      Herrade de Landsberg (ou Herrade de Hohenbourg ou Herrade dite de Landsberg) abbesse, poète, enlumineuse et encyclopédiste.
      https://fr.wikipedia.org/wiki/Herrade_de_Landsberg


      Illustration de la Philosophie par Herrade de Landsberg sur d’autres sources on dit que c’est le 7 arts liberaux.

      Élisabeth de Schönau
      https://fr.wikipedia.org/wiki/%C3%89lisabeth_de_Sch%C3%B6nau

      Élisabeth de Schönau, en allemand Elisabeth von Schönau, (née en 1129 près de Cologne - morte le 19 juin 1164 au monastère de Schönau im Taunus, dans les environs de Strüth en Rhénanie-Palatinat) est une visionnaire allemande et une sainte catholique du XIIe siècle.

      Elle est cité comme visionnaire qui à subit et forgé le mythe des 11000 vierges. Elle souffrait d’un manque de crédibilité car elle n’avais pas d’assises culturelle ( et probablement la haute origine sociale) d’une Hildegard. Cas de création contrainte sous la pression de son frère Egbert (je sais pas comment ca s’écrit). Elle meurt à 35 ans à force d’épuisement lié à l’ascèse.

    • Pour les laïcs
      Marie de France (1145-1198)
      https://fr.wikipedia.org/wiki/Marie_de_France_(po%C3%A9tesse)

      Marie de France, fl. 1160-12101, est une poétesse qui vécut en France et surtout en Angleterre2. Ses fables adaptées d’Ésope furent lues et imitées du XIIe au XVIIIe siècle. Le romantisme au XIXe siècle redécouvrit ses lais, contes en vers rédigés en ancien français dans la scripta anglo-normande. Marie de France appartient à la génération des auteurs qui illustrèrent l’amour courtois en littérature, entre autres par l’adaptation des légendes orales bretonnes ou matière de Bretagne. Elle est la première femme connue à avoir écrit des poèmes en français.

      Marie de Champagne et Aliénor d’Aquitaine sont mentionnées à la fin.
      Il y aurais des femmes lettrées en Italie à cette époque.

    • Lingua Ignota
      Langue inconnue de Hildegard


      https://fr.wikipedia.org/wiki/Lingua_Ignota

      La Lingua Ignota (en latin « langue inconnue ») a été décrite au XIIe siècle par l’abbesse de Rupertsberg, Hildegarde de Bingen, une sainte de l’Église catholique romaine, dans un ouvrage intitulé Lingua Ignota per simplicem hominem Hildegardem prolata.

      La langue s’écrit avec 23 caractères, les litterae ignotae, et était apparemment utilisée pour une mystique particulière.

      Hildegarde de Bingen décrit partiellement cette langue dans un ouvrage intitulé Lingua Ignota per simplicem hominem Hildegardem prolata, qui nous est parvenu en deux manuscrits datant tous deux approximativement de 1200, le Wiesbaden Codex et un manuscrit de Berlin. Le texte est un glossaire de 1 011 mots en Lingua Ignota, dont la plupart des gloses sont en latin, parfois en allemand. Les mots apparaissent a priori comme des néologismes, souvent nommés par plusieurs adjectifs. Grammaticalement, la Lingua Ignota semble une relexification partielle du latin, ce qui en ferait une langue construite en intégrant un nouveau vocabulaire à une grammaire existante.

      L’usage de la langue nous est inconnu. Nous ignorons également si d’autres que sa créatrice l’utilisaient. Au XIXe siècle, certains pensaient que Hildegarde souhaitait faire de la Lingua Ignota une idéolangue universelle. Il est cependant aujourd’hui généralement admis que la Lingua Ignota fut mise au point comme un langage secret. Tout comme pour sa « musique inentendue », elle a pu lui venir par inspiration divine[réf. nécessaire]. À supposer que la langue ait été créée par Hildegarde de Bingen, il s’agirait alors d’une des plus anciennes langues construites connues.

      Dans une lettre adressée à Hildegarde, son ami le prévôt Wolmarus, appréhendant la mort d’Hildegarde, lui demanda « Ubi tunc vox inauditae melodiae ? Et vox inauditae linguae ? » (Descemet, p. 346, « Où donc est la voix de la mélodie inentendue ? Et la voix du langage inentendu ? » ), suggérant que l’existence du langage d’Hildegarde était connue, mais il n’y eut aucune initiative qui pût permettre à sa langue d’être préservée après sa mort.

  • L’hymen, un myth patriarcale
    https://feministoclic.olf.site/lhymen-mythe-patriarcal

    Tout le monde a entendu parler de l’hymen, cette partie mystifiée du corps de la femme qui incarne le culte de la virginité dans nos sociétés patriarcales. Mais sait on vraiment de quoi il s’agit ? Sachez que le véritable « hymen » n’a rien à voir avec l’image que l’on s’en fait, celle d’une fine membrane recouvrant le vagin des femmes comme un couvercle, et vouée à être déchirée lors du premier coït. D’ailleurs, les très rares hymens qui recouvrent entièrement le vagin doivent être incisés médicalement à la puberté pour permettre l’écoulement des règles. Le plus souvent, l’hymen prend la forme d’un pli de la membrane vaginale. Élastique, il se déchire rarement lors du premier coït. Si l’on saigne lors de notre « première fois », c’est plus probablement du à un partenaire maladroit ou pressé qui blesse notre vagin qu’à une rupture de l’hymen.

    C’est sur ce pas grand chose que le patriarcat et les religions ont construit un mythe oppressant aujourd’hui encore des millions de femmes, conditionnant (à tort !) la virginité à son existence, l’érigeant en critère décisif pour définir la “pureté” des femmes . Aujourd’hui en France, des chirurgiens complaisants sous couvert de faux diagnostic de kyste vulvaire, acceptent encore de pratiquer des hymenoplastie pour simuler une défloration la nuit de noces. L’hymen, une arnaque patriarcale d’un archaïsme insupportable !

    Chloé

    #femmes #domination_masculine #patriarcat #hétérosexisme #virginité #vierges #féminisme #sexualité

    • La notion même de virginité est extrêmement sexiste, androcentré et hétéro sexiste. C’est un mot qui n’a existé qu’au féminin en français avant qu’on lui fabrique un masculin peu utilisé.
      – La vierge est la femmes ou la fille qu’aucun penis n’a pénétré. C’est une femme qui n’a pas encore été vendu par son propriétaire (le père) à un autre homme.
      – C’est le penis des hommes qui définit une femme son identité et sa valeur. La femme pas encore colonisé par un penis masculin à plus de valeur.
      – Virginité veux dire « sans tache, pure, propre... » et cette expression implique qu’une femme pénétré par un penis est « taché, impure, sale » et on retrouve ce qu’on appel le slut shaming. Elle implique l’idée que la sexualité est sale, vile...
      #virginité

  • Fatma
    vu et bien aimé ce film de Khaled Ghorbal qui aborde la conditions des jeunes #filles et des #femmes en Tunisie (et sans doute ailleurs) à travers le parcours d’une jeune femme qui a reçu une éducation conservatrice et qui cherche à s’en émanciper.
    J’ai aussi aimé la chute qui reste ouverte à tous les possibles.
    #viol #sexisme #féminisme #virginité #divorce #film

    Un résumé ici
    https://www.trigon-film.org/fr/movies/Fatma

  • Afrique du Sud : des bourses universitaires réservées aux jeunes filles vierges (L’Express)
    http://www.lexpress.fr/actualites/1/styles/afrique-du-sud-des-bourses-universitaires-reservees-aux-jeunes-filles-vierg

    Une municipalité sud-africaine offre des bourses universitaires à des jeunes filles à condition qu’elles soient vierges, une initiative « choquante » pour les féministes qui ont dénoncé vendredi une atteinte à la dignité.

    #éducation #université #bourses #sexisme #virginité #Afrique_du_Sud

    • Sur Libération également : http://www.liberation.fr/planete/2016/01/27/afrique-du-sud-des-bourses-scolaires-reservees-aux-jeunes-filles-vierges_

      N’offrir des bourses d’études qu’aux jeunes filles vierges qui s’engagent à le rester pendant leur scolarité. Qu’elle prenne pour prétexte le besoin de voir les jeunes filles se concentrer sur leurs études ou la lutte contre la propagation du sida, la mairie d’Uthukela, une ville de 670 000 habitants au sud-est de l’Afrique du Sud, a pris une décision contestée. Et l’abstinence, bien sûr, n’est demandée qu’aux femmes. [...] Si la bourse scolaire ne récompense (ou ne stigmatise) que des jeunes filles, c’est parce que selon les autorités municipales, elles sont vulnérables à des grossesses précoces et aux MST. [...] En Afrique du Sud, les tests de virginité sont encore légaux même si l’Organisation mondiale de la santé (OMS) les considère comme une violence sexuelle. L’organisation exhorte d’ailleurs les autorités sanitaires partout dans le monde à supprimer ces pratiques intrusives. De plus, l’Afrique du Sud étant l’un des pays où les viols et les agressions sexuelles sont les plus nombreux, ce type d’initiative ne peut qu’accentuer l’ostracisation des victimes. [...] Selon une étude de 2009 du Medical Research Council (MRC), seule une agression sexuelle sur 13 serait déclarée. Il y aurait donc eu l’an dernier quelque 8000 agressions sexuelles pour la seule ville d’Uthukela. « Les jeunes filles qui auraient perdu leur virginité à la suite d’un viol ou d’une agression sexuelle […] seront pénalisées pour l’obtention de la bourse, ce qui ne peut qu’aggraver leur traumatisme », s’insurge Jennifer Thorpe. [...]Mais boycotter cette mesure, pour les jeunes Sud-Africaines, est cependant difficile tant les études coûtent cher dans ce pays. La plupart des étudiants ont besoin d’une aide financière pour mener à terme leurs études supérieures. La majorité ne peut même pas faire face aux frais de scolarité. A l’université de Witwatersrand à Johannesburg par exemple, l’année coûte entre 1930 euros et 3800 euros alors que le revenu moyen d’un salarié ne dépasse pas 979 euros par mois.

      #femme #discrimination

    • Ce Mr s’est persuadé qu’il peut réécrire l’histoire au fur et à mesure, et il vrai que les français ont la #mémoire courte, sa #versatilité est juste énorme.

      @aude_v je ne suis pas du tout d’accord, je n’appelle pas cela liberté mais manipulation. Ces pauvres types imbus de pouvoir sont perpétuellement dans la représentativité et le mensonge médiatique. Ils voudraient faire croire qu’ils agissent dans un internet démocratique où chacun serait à égalité et aurait loisir de se refaire une #virginité_numérique à tout moment. Contrairement à toi comme à 99,9% des habitants de ce pays, ils ont des responsabilités politiques et une parole publique à assumer. Donc, non ce n’est pas normal du tout.

      En France, il n’y a pas d’obligation d’archivage de la parole publique sur les réseaux sociaux. Aux Etats-Unis, c’est beaucoup plus strict : le Presidential Records Act prévoit l’archivage de l’ensemble des enregistrements du président et du vice-président, ainsi que de ses équipes.

  • « Papa protège ma #virginité », la nouvelle coutume patricarcale dans les communautés chrétiennes évangéliques aux USA

    Toute la cérémonie est organisée comme un simulacre pervers de mariage entre le père et sa fille : robe blanche, signature du contrat, remise de l’anneau de pureté.

    Ces bals de pureté père/fille, et l’idée de jeunes filles donnant leur virginité à leur père jusqu’au mariage existent depuis une dizaine d’années, seulement, dans les communautés des chrétiens évangélistes. Ils se développent de façon inquiétante, puisqu’ils sont maintenant présents dans 48 des 50 états des Etats-Unis

    Evidemment, l’équivalent n’existe pas pour les garçons...

    http://www.barbieturix.com/2014/04/10/papa-protege-ma-virginite-lessor-inquietant-des-bals-de-purete-aux-etat

    #intégrisme #patriarcat #sexisme

  • Female students in Indonesia may be forced to undergo ’virginity tests’ | Society | The Guardian
    http://www.theguardian.com/society/2013/aug/21/virginity-tests-female-students-indonesia
    C’est ça oui, c’est pour leur bien !

    A plan to make female high school students undergo mandatory virginity tests has been met with outrage from activists, who argue that it discriminates against women and violates their human rights.

    Education chief Muhammad Rasyid, of Prabumulih district in south Sumatra put forward the idea, describing it as “an accurate way to protect children from prostitution and free sex”. He said he would use the city budget to begin tests early next year if MPs approved the proposal.

    “This is for their own good,” Rasyid said. “Every woman has the right to virginity … we expect students not to commit negative acts.”

    C’est pour leur bien, c’est pas du #sexisme, hein

    The test would require female senior school students aged 16 to 19 to have their hymen examined every year until graduation. Boys, however, would undergo no investigation into whether they had had sex.

    #femmes #filles #virginité #Indonésie

  • Égypte : un militaire relaxé après avoir pratiqué des « tests de virginité » - Le Point
    http://www.lepoint.fr/monde/egypte-un-militaire-relaxe-apres-avoir-pratique-des-tests-de-virginite-11-03

    Un tribunal militaire égyptien a relaxé dimanche un médecin militaire accusé d’avoir pratiqué des « tests de virginité » forcés sur des manifestantes l’an dernier, une affaire qui avait provoqué un tollé et contribué à ternir l’image de l’armée au pouvoir en Égypte.

    Scandaleux.

    #Egypte #virginité