• Lombardia, Olimpiadi di cemento

    Le promesse di sostenibilità dei Giochi nella regione guidata da Fontana si scontrano con la realtà. A Milano i privati fanno affari, in #Valtellina associazioni e comitati cercano di bloccare opere invasive

    Per le feste natalizie tutto in piazza del Duomo è stato progettato sotto il segno delle Olimpiadi di #Milano-Cortina 2026. L’albero di quasi trenta metri è addobbato con 100mila luci a led messe a disposizione da #Tcl, #sponsor dei Giochi, che si è occupato anche della realizzazione del villaggio di Natale. Parte della zona pedonale è occupata dal #Cubo_olimpico, la struttura temporanea che ospiterà gli studi televisivi internazionali da dove verranno trasmesse le gare.

    Al piano terra, è possibile comprare i gadget nello store ufficiale della manifestazione (pagando unicamente con Visa, altro megasponsor dell’evento), mentre l’uscita della metro è tappezzata di loghi della kermesse. Fino a pochi mesi fa l’unico simbolo che ricordava a meneghini e turisti l’inizio dei Giochi era un grande orologio posto davanti a Palazzo Reale, alla destra del Duomo. Dal 6 febbraio 2025 segna il conto alla rovescia verso la data della cerimonia di apertura, che avverrà allo stadio San Siro.

    Mentre regione Lombardia e comune di Milano sono pronti a festeggiare, meno contenti sono i residenti di alcuni quartieri della città e della Valtellina. Le promesse contenute nel dossier di candidatura hanno lasciato il posto a cementificazione, speculazione edilizia e progetti ancora in corso. Associazioni e giornalisti chiedono chiedono conto di ritardi e spese extra, ma la risposta degli enti fatica ad arrivare: si conoscerà il vero costo della manifestazione solo quando le luci si saranno spente, sperando che l’eredità non lasci troppi debiti.
    Milano da costruire

    Saranno quattro i luoghi principali della kermesse a Milano e nei comuni vicini: il villaggio olimpico, l’arena Santa Giulia, alcuni padiglioni della Fiera di Rho e il forum di Assago. I primi due sono stati costruiti di sana pianta e basta allontanarsi un poco dal centro per vedere come questi edifici abbiano cambiato fisionomia ai quartieri che li ospitano. Solo quattro fermate di metro dividono piazza Duomo dallo Scalo di Porta Romana ed è qui che è stato costruito il villaggio olimpico.

    Gli slogan affissi sui cartelloni dei cantieri inneggiano a un «quartiere che ripensa il suo futuro». «Non è così, a ripensarlo sono state le imprese private – dice Stefano Nutini, del circolo Perucchini-Tiberio di Rifondazione Comunista e membro del Comitato insostenibili olimpiadi (Cio), rete di gruppi, associazioni e collettivi che vuole mostrare l’insostenibilità dell’evento –. Qui è in corso una colossale speculazione economico-finanziaria che ha cambiato completamente la faccia della città».

    Nella presentazione della rete è precisata la motivazione della mobilitazione: «Milano-Cortina 2026 è paradigmatica di un modello di sviluppo che quotidianamente proviamo a contrastare e modificare, in quanto insostenibile sul piano economico, climatico, ambientale e sociale». Il Villaggio con le stanze degli atleti diventerà uno studentato che, secondo l’impresa costruttrice Coima, coprirà nel post Olimpiadi il 6 per cento del fabbisogno dei posti letto per studenti in città, circa 1.700.

    I lavori sono terminati a luglio, in anticipo rispetto a quanto previsto, con extracosti pari a 40 milioni di euro che i privati chiedono siano coperti da fondi pubblici. Il terreno, comprato da Coima a Ferrovie dello Stato nel 2022, era costato 180 milioni di euro. A otto fermate da piazza Duomo si arriva a Rogoredo. Camminando una decina di minuti, il cantiere comincia a prendere spazio, mentre il PalaItalia Santa Giulia si staglia sullo sfondo. Costo iniziale dell’opera: 176,4 milioni di euro di investimento privato di Evd Milano, succursale di Eventim, multinazionale tedesca dell’intrattenimento dal vivo e sponsor. Il viavai dei camion è continuo.

    Durante la passeggiata monitorante organizzata da Libera Milano a metà dicembre alcuni abitanti del quartiere hanno raccontato che l’evoluzione degli interessi nel quartiere sta portando le persone più povere ad andarsene, spostandole sempre più in periferia. «L’abbiamo già visto con Expo 2015, dove lo sviluppo è stato solo immobiliare, all’insegna della privatizzazione e della turistificazione – racconta a lavialiberaLuca Trada del collettivo Off Topic –. Ci sono tante questioni che si intersecano. Se il diritto all’abitare viene negato e lo sport diventa una pratica esclusiva, che tipo di eredità potranno mai dare questi Giochi?». La rete Cio ha raccolto le testimonianze nel docufilm Il grande gioco, attraversando gli spazi urbani e quelli montani.
    Valtellina, disagi e attese

    Circa 220 chilometri separano Milano da Livigno che, insieme a Bormio, è uno dei due comuni della Valtellina dove si terranno 34 gare per le Olimpiadi e nessuna per le Paralimpiadi. Ma tutta la valle è stata inondata di investimenti, e la maggior parte ha il colore del cemento: strade, tangenziali, rotatorie. Secondo gli organizzatori, alcune di queste sarebbero state necessarie per l’evento olimpico, ma non verranno completate entro quella data.

    Per il cavalcavia di Montagna di Valtellina (chiamata tangenziale sud di Sondrio), ad esempio, il budget previsto è passato in un anno da 30 a più di 43,5 milioni e solo a fine novembre ha superato la procedura autorizzativa, bypassando anche il parere negativo della Soprintendenza. Secondo quanto riportato dal portale Open Milano Cortina, pubblicato da Società infrastrutture Milano Cortina (Simico) in seguito alle richieste della rete di monitoraggio civico Open Olympics 2026, l’inizio dei lavori è previsto per inizio agosto 2026, cinque mesi dopo la fine dei Giochi.

    Da alcuni anni, associazioni e comitati denunciano i ritardi e l’arroganza nella gestione dei processi decisionali. «Alcuni interventi vanno fatti – ha sostenuto Barbara Baldini, ex sindaca di Montagna di Valtellina –, ma non sono state trovate soluzioni condivise col territorio: l’opera contestata prevede solo il superamento di un passaggio a livello su cui si chiude la tangenziale Sud di Sondrio, mentre il comitato ribadisce la necessità di riprendere il progetto previsto sin dai primi anni 2000. Ancora più grave che la legacy dei giochi non contempli riflessioni su questioni urgenti come lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione e il diritto alla salute».

    Anche per Emanuele Capelli, segretario provinciale di Rifondazione comunista a Sondrio, «le criticità alla viabilità e alla mancanza di servizi si stanno intensificando con l’avvicinarsi della data delle gare». Neppure le zone patrimonio Unesco vengono risparmiate dalle opere viarie. È il caso dello svincolo della Sassella, dove si trova anche il santuario quattrocentesco della Madonna della Sassella. Budget: 21 milioni. I lavori dovrebbero iniziare a fine maggio, ma gli abitanti sperano che non comincino mai.

    Stessa cosa per la “tangenzialina” dell’Alute: 800 metri di strada in un territorio a rischio idrogeologico. A Livigno, in località Bondi, è in programma la realizzazione del parcheggio interrato Mottolino, che offrirà circa 500 posti auto su tre livelli. Secondo quanto scritto da Simico, «la copertura dell’autorimessa fungerà da base per le piste da sci durante le competizioni olimpiche».

    A realizzare l’opera, 27 ditte subappaltatrici. «Hanno venduto questa operazione come un modo per ridurre le tasse agli abitanti di Livigno grazie agli stalli a pagamento», incalza Alberto Maspero, consigliere di minoranza di Sinistra per Sondrio. Il problema è che la fine del cantiere è prevista per il 30 settembre 2026, anche se da qualche mese è subentrata un’altra scadenza, quella provvisoria entro cui consegnare l’opera: il 15 dicembre 2025.

    «Non siamo contro la manifestazione sportiva – dice Michele Iannotti, coordinatore provinciale del Pd – ma questi eventi devono essere utilizzati per progettare insieme ai territori. Su questo fronte, le aspettative sono state ampiamente disattese»
    Dati parziali

    Per sapere quanto spenderà realmente la Lombardia per l’evento olimpico bisogna incrociare più fonti. Due sono le banche dati sulle opere pubbliche: il portale Open Milano Cortina 2026 e il sito Oltre i Giochi 2026, che raccoglie e descrive gli interventi sul territorio, ma non è chiara la data di aggiornamento delle informazioni contenute. A queste si sono aggiunte due richieste di accesso civico generalizzato da parte di Libera Lombardia e Libera Milano a Comune e Regione per conoscere gli interventi connessi ai Giochi finanziati dagli enti.

    Partiamo dai dati restituiti da Simico. Le opere riportate sono 29, per un valore economico di 1,39 miliardi di euro, 32 milioni in più rispetto alla spesa prevista alla fine dell’anno scorso. A fare una fotografia dei dati disponibili (e di quelli mancanti) è la rete Open Olympics 2026 nel suo terzo report, pubblicato alla metà di dicembre.

    «Confrontando i dati del portale Simico con quello regionale, apprendiamo che ci sono ulteriori 44 opere che prevedono 3,82 miliardi di euro di spesa – commenta Elisa Orlando, curatrice del report e membro di Common (Comunità monitoranti di Libera) –. Sono inclusi gli investimenti privati, come il villaggio olimpico e il PalaItalia Santa Giulia, ma si tratta di una quota minima pari a 342 milioni di euro, mentre i finanziamenti pubblici da Unione europea, Stato, regioni, comuni sono il 91 per cento».

    In totale, considerando tutti e 78 gliinterventi, la spesa complessiva ammonterebbe a 5,17 miliardi di euro. Nella risposta della Regione all’accesso civico, si menzionano l’aumento dei costi totali delle opere (+2 per cento della spesa pubblica complessiva), ma anche una diminuzione dei finanziamenti lombardi inizialmente stanziati (-4 per cento). In ogni caso, la comparazione è complessa: le informazioni hanno date di aggiornamento diverse e non esiste un portale unico dove reperirle. C’è una parte, poi, che rimane opaca e riguarda le spese in più che gli enti pubblici hanno dovuto affrontare.
    Sugli extracosti nessuno deve sapere

    La Regione ha inviato alcuni documenti. Diversa è stata la risposta del comune di Milano. All’interno dell’accesso civico, Libera Lombardia e Libera Milano avevano chiesto i dati su variazioni, incrementi e rimodulazioni di costi rispetto a quelli previsti, con i provvedimenti comunali e la ripartizione delle coperture finanziarie utilizzate per far fronte a tali extracosti.

    L’amministrazione guidata da Giuseppe Sala ha sottolineato che la richiesta non poteva essere accolta perché gli iter sono ancora in corso e serve «evitare un pregiudizio concreto alla tutela di uno dei seguenti interessi privati»: la proprietà intellettuale, il diritto di autore e i segreti commerciali. Dopo il ricorso, il responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza Marco Ciacci ha dichiarato che il villaggio olimpico e l’Arena Santa Giulia «non essendo state inserite nel piano delle opere [...] non hanno beneficiato per ora di finanziamenti pubblici nell’ambito di quelli disposti per l’evento olimpico».

    Ciacci ha poi sottolineato che, grazie ad alcuni articoli contenuti nel decreto Sport di quest’estate, al comune di Milano sono stati assegnati dal governo ulteriori 21 milioni di euro per garantire lo svolgimento dei Giochi all’Arena Santa Giulia. Il responsabile ha concluso che nonostante l’accoglimento dell’istanza di riesame, la consegna dei documenti avverrà solo in un futuro imprecisato: sarà possibile sapere «al momento della conclusione dell’iter procedimentale in corso».

    Una risposta simile a quella data al direttore di AltreconomiaDuccio Facchini, che aveva fatto ricorso al Tar. Così, per sapere quanto costeranno le Olimpiadi ai cittadini, bisognerà aspettare la fine dei lavori. L’ultima in programma è prevista per il 2033. «Il monitoraggio proseguirà dopo il marzo 2026 – conclude Leonardo Ferrante, referente Common e portavoce della rete Open Olympics – e continuerà per capire quale sarà il futuro delle infrastrutture che dovrebbero diventare eredità di tutti».

    https://lavialibera.it/it-schede-2528-lombardia_olimpiadi_di_cemento_milano_cortina_2026
    #JO #JO2026 #Milan #jeux_olympiques #montagne #Italie #Lombardie #béton #bétonisation #Alpes #VISA #coût #spéculation #Coima #Evd_Milano #Eventim #Livigno #Bormio #Montagna_di_Valtellina #Bondi #budget #transparence #Milano-Cortina

  • Scandale crypto : Un cocréateur de Libra aurait soudoyé la sœur du président argentin pour un post sur le token
    https://fr.cointelegraph.com/news/libra-co-creator-claims-paid-javier-milei-sister-token-post


    Messages qui auraient été envoyés entre Davis et un cadre potentiel d’une société d’investissement.
    Source : La Nacion

    Des médias argentins rapportent que Hayden Davis, une figure liée au token Libra, s’est vanté d’avoir payé la sœur de Javier Milei afin que le président partage des informations sur le memecoin.

    L’un des créateurs du controversé token Libra aurait envoyé un message vantant sa capacité à payer la sœur du président argentin en échange d’une publication de ce dernier sur X à propos du memecoin, selon des médias argentins.

    Le journal La Nacion a rapporté le 18 février avoir consulté des messages dans lesquels Hayden Davis — une personne liée au token Libra (LIBRA) et PDG de Kelsier Ventures — aurait proposé à un dirigeant d’une société d’investissement crypto de payer Karina Milei pour obtenir un « contrôle » sur le président argentin.

    « On peut aussi faire tweeter Milei, organiser une rencontre en personne et assurer la promo », indique une capture d’écran d’un message que Davis aurait envoyé en décembre à cet investisseur, qui a refusé l’offre.

    « J’envoie de l’argent à sa sœur et il fait tout ce que je dis », aurait affirmé Davis dans un autre message.

    Davis n’a pas pu être immédiatement contacté pour commenter ces révélations. Un porte-parole a déclaré à CoinDesk que Davis ne se souvenait pas d’avoir envoyé ces messages et qu’il n’en trouvait aucune trace sur son téléphone. Il a également nié avoir effectué des paiements à Javier ou Karina Milei.

    Karina Milei est actuellement secrétaire générale de la présidence argentine et proche conseillère de son frère. Elle l’accompagne régulièrement lors de ses déplacements officiels à l’étranger.

    Davis et Kelsier Ventures ont été parmi les principaux bénéficiaires du lancement du token LIBRA, affirmant avoir engrangé environ 100 millions de dollars. Davis a cependant déclaré ne pas posséder de tokens et ne pas chercher à les vendre.

    LIBRA avait atteint une capitalisation de 4,5 milliards de dollars à son sommet avant de s’effondrer de 95 % peu après.

    Milei affirme qu’il n’a pas « promu » le token LIBRA — comme le prétendent les poursuites judiciaires pour fraude déposées contre lui — mais argue plutôt qu’il a simplement « diffusé l’information ».

    « Je ne l’ai pas promu. J’ai simplement relayé l’information », a déclaré Milei lors d’une interview accordée le 17 février à Todo Noticias. Il s’agissait de sa première prise de parole publique depuis le scandale autour du token Libra, qui a conduit l’opposition à réclamer sa destitution.


    Davis (à gauche) et Milei (à droite).
    Source : Javier Milei

    • dans l’actualité argentine, on parle beaucoup du #triangle_de_fer
      quelques éléments à ce sujet (décembre 2024)

      ¿Cómo es el « triángulo de hierro » que maneja la Argentina ?
      https://cenital.com/el-triangulo-de-hierro-que-maneja-el-pais

      *

      La mesa chica la integran Milei, su hermana Karina y al asesor sin firma Santiago Caputo. ¿Cómo es el vínculo entre ellos? ¿Quién contrapesa a quién? ¿Quién tiene la última palabra? Toda la intimidad de esa convivencia y las tensiones que la podrían hacer estallar.*

      Por Noelia Barral Grigera
      7 de diciembre de 2024
      La expresión “triángulo de hierro” para referirse a la mesa chica de decisiones partidarias y de gobierno empezó a ser usada por Milei a mediados de mayo. Corrían tiempos de incertidumbre para la gestión libertaria, que no había logrado aún aprobar la ley Bases y tenía previsto un “Pacto de Mayo” con los gobernadores que debía firmarse el 25 de ese mes y tambaleaba (al punto de que terminaría siendo rubricado un mes y medio más tarde de lo previsto, en otra fecha patria: el 9 de Julio). El presidente y su equipo evaluaban cómo salir del tropezón político que, con el estiramiento del debate y la poda de numerosos artículos, les asestaba el Congreso. Exactamente una semana más tarde, de manera inesperada, el Gobierno comunicaba el despido del primer jefe de Gabinete de Javier Milei y amigo personal del presidente, Nicolás Posse. Esa salida fue clave para la conformación del triángulo de hierro. Posse tensionaba con Santiago Caputo y, cuando cayó en desgracia ante los ojos de Karina Milei, perdió la pelea. Karina ungía a Caputo y, en un mismo movimiento, consolidaba un nuevo esquema tripartito de toma de decisiones. Un triángulo que para los hermanos Milei no era novedad (porque había funcionado en otros momentos con otros terceros, luego caídos en desgracia), pero que sí inauguraría una nueva etapa en la joven gestión libertaria. Javier, Karina y Santiago. Un triángulo diferente. Un triángulo de hierro.

      Fue por entonces, también, que el triángulo de hierro empezó a ser nombrado como tal por el mandatario en entrevistas periodísticas. La expresión, que no es más que otra forma de llamar a la mesa chica o al círculo íntimo que tuvieron todos los presidentes, fue tomada por Milei de uno de sus autores de cabecera, el Premio Nobel de Economía Milton Friedman. Sin embargo, y como suele ocurrir con muchos de los conceptos que Milei aplica en su praxis política, su sentido fue cambiado. Friedman escribió con su esposa, la profesora de la Universidad de Chicago Rose Director, el libro “Tiranía del status quo”, en el que habla del “triángulo de hierro formado por los políticos que buscan votos otorgando privilegios, los beneficiarios de esas dádivas y los burócratas que se aferran a sus puestos alimentados por aquellas demagogias”. Milei lo resignificó.

      El vértice del poder en el triángulo es Karina. En el libro Karina: La hermana. El jefe. La soberana (Sudamericana 2024), la periodista Victoria De Masi reconstruye con una multiplicidad de fuentes de distintos períodos de la vida de los Milei la relación entre Javier y Karina. A lo largo de 224 páginas, el libro retrata una codependencia que hace difícil distinguir quién protege o quién conduce. Probablemente, a veces uno, a veces otra. Javier le aseguró al periodista Eduardo Feinmann: “Yo reporto a mi hermana”. Karina le dijo al periodista Guido Braslavsky: “Yo soy los oídos de Javier. Él habla y sé lo que quiere”. Tras más de un año de investigación, De Masi define a Karina como “la dueña del látigo, que institucionalizó la obediencia debida en La Libertad Avanza”. Un látigo que, desde que funciona formalmente el triángulo de hierro, a veces operativiza Santiago Caputo a través del equipo de comunicación digital paraoficial, pero que siempre empuña y utiliza Karina. La lista de quienes se vieron marginados por su decisión es extensa. En una recopilación no exhaustiva aparecen los nombres de Carlos Kikuchi, Ramiro Marra, Eugenio Casielles, Carlos Maslatón, Eduardo Serenellini, Constanza Moragues, Oscar Zago, Francisco Paoltroni, ¿Fátima Florez? y tantos otros y otras. Estas decisiones, muchas veces intuitivas y poco estratégicas, a veces tienen vuelta atrás. Bien lo saben José Luis Espert, Lilia Lemoine y Carolina Píparo. Pero no dejan de ser decisiones que pasan por el tamiz de Karina. Todo lo que tiene que ver con Javier está a cargo de ella. Desde la comida hasta las actividades de campaña, pasando por las giras internacionales, las entrevistas en televisión y la ropa para cada ocasión. “Hablalo con Kari” es una respuesta que el celular de Javier ya debe teclear de memoria, sin que el presidente toque las letras.

    • Karina Milei — Wikipédia
      https://fr.wikipedia.org/wiki/Karina_Milei


      Gala presidencial en el Teatro Colón por la asunción del presidente argentino Javier Milei el 10 de diciembre de 2023.
      GCBA

      Karina Elizabeth Milei, née le 28 mars 1972 à Buenos Aires, est une femme politique argentine.

      Elle est directrice de campagne de son frère, Javier Milei, lors de l’élection présidentielle de 2023. Après la victoire et l’investiture de son frère, elle devient secrétaire générale de la présidence de la Nation argentine et, son frère étant célibataire, est considérée comme la Première dame informelle de l’Argentine.

    • rien, pour le moment dans la presse française

      le plus récent, justement sur ce #triangle_de_fer

      Javier Milei et le « triangle de fer » qui dirige l’Argentine – Le Point
      (09/02/2025)

      https://www.lepoint.fr/economie/javier-milei-et-le-triangle-de-fer-qui-dirige-l-argentine-09-02-2025-2581881

      C’est un triumvirat surnommé le « triangle de fer » qui constitue le premier cercle du président Javier Milei. Comme l’explique le politologue argentin Ignacio Labaqui, « le triangle de fer est le cercle de confiance de Milei », ce que les Argentins appellent traditionnellement la « mesa chica » (la petite table). Au sommet de cette structure informelle mais toute-puissante se trouve Karina Milei, la sœur du président. Sans expérience politique préalable, elle occupe une position centrale dans l’appareil gouvernemental, au point que son frère la désigne comme « El jefe » (le chef). Son influence est telle que, explique Ignacio Labaqui, « quiconque tombe en disgrâce auprès de Karina Milei est éjecté du gouvernement ». Cette relation fusionnelle entre le président et sa sœur illustre une…

      #paywall

    • dans le débat, même le soutien de Milei trouve qu’il pourrait (et devrait) faire plus attention à qui a accès à lui et revoir un peu comment fonctionne le cercle de ses proches (il n’emploie pas le terme de triangle de fer et, évidemment, qu’il faudrait peut-être changer de sujet : ça fait une semaine qu’on ne parle que de ça, alors qu’il y a d’autres sujets importants pour l’Argentine.

      l’opposante sort des témoignages affirmant que la sœur demande jusqu’à 2000 $ pour être pris en photo avec le président…

      le soutien : le parti qui l’attaque n’est pas tout-à-fait vierge de tentatives de corruption, ils utilisent l’affaire de façon politique ! Faut faire le ménage partout…

      opposante ; le président gouverne de façon inconstitutionnelle par décrets présidentiels, il n’a pas établi de budget ou plutôt n’a pas fait voter les budgets par le parlement

      (dans les images :


      Emmanuel Macron, Karina Milei, Javier Milei, Brigitte Macron © BestImage, Jacovides-Perusseau
      )

      #coima -> #pot-de-vin

    • ouf ! complètement dingue
      l’auteur de la vidéo coffeezilla, spécialiste du sujet apparemment, a enquêté et interviewé directement les auteurs du coup (Hayden Davies et le patron de la plateforme qui hébergeait les coins). HD reconnait avoir snipé et se retrouve bien embêté avec ses 100 M$ sur les bras et de gros ennuis au cul…
      pour le memecoin Melania, ça se passait entre potes dans un bar à chicha, et les snipers initiés ont eu la surprise de voir qu’ils s’étaient fait doubler

      Argentina’s Memecoin Disaster Is Worse Than You Think - YouTube
      https://www.youtube.com/watch?v=Ud6GuH7gSDw

      Javier Milei promotes a crypto token which falls apart, but when an insider goes public, the entire economy of memecoins unravels.

    • Un paraíso fiscal, cinco empresas y 23 cuentas claves en la ruta del dinero $LIBRA - LA NACION
      mouvement des 10 comptes les plus bénéficiaires et des 13 impliqués dans l’investissement initial
      dont un a transféré l’argent aux Seychelles
      (sur ces 23, 3 ont un nom comportement le mot MILEI, ce qui, évidemment, ne prouve rien)
      https://www.lanacion.com.ar/politica/escandalo-cripto-un-paraiso-fiscal-cinco-empresas-y-23-cuentas-claves-e

      En base a los datos públicos de Solana, los que obtuvieron ganancias tras el tuit de Milei movieron al menos US$140 millones hacia cuentas vinculadas a compañías de exchange de las que se podrían conocer quién está detrás de cada una de ellas; una de esas firmas está radicada en Seychelles

      El universo cripto puede ocultar a quienes mueven el dinero, pero no a los rastros que dejan. Es decir, las cuentas se identifican con códigos o apodos que preservan el anonimato. Pese a eso, sus transferencias quedan expuestas. Se pueden observar movimientos, montos y fechas. Varios de los giros vinculados a los ganadores del caso $LIBRA llegaron a empresas de este ecosistema, que no sólo funcionan como una escala en la trazabilidad sino también como la llave para conocer quiénes derivaron fondos hacia ellas.

      Un análisis de LA NACION relevó movimientos de las 10 cuentas que más ganancia obtuvieron mediante la compra y venta de los tokens de $LIBRA, y de las 13 que están relacionadas con los fondos que inyectaron la liquidez inicial del proyecto y luego, al retirar el dinero, desplomaron su valor. Dentro de este grupo se encuentran aquellas con los mensajes “Milei”, “MileiVlad” y “Milei CATA”.

      Las firmas Bybit, Kraken, Wintermute, Coinbase y Binance aparecen en los movimientos impulsados por dichas cuentas, según los datos expuestos por la blockchain Solana, que es la red donde operó el memecoin que difundió el presidente, Javier Milei. Tal cual explicaron especialistas en materia cripto, abogados, un exfuncionario de la Unidad de Información Financiera (UIF) y traders contactados por LA NACION, estas empresas, mediante accionar judicial, podrían facilitar los datos de los responsables de quienes ganaron con $LIBRA.

      “Depende de la regulación del país donde operan estas empresas y del país donde se encuentren sus cuentas recaudadoras”, analizó el exfuncionario de la UIF. En ese sentido, documentación oficial revela que Bibyt, a donde giró US$5 millones la cuenta que más ganancia obtuvo, está registrada en Seychelles, considerado un paraíso fiscal. “Bybit Bybit Technology Limited, (Incorporation No. 226958), una compañía incorporada en Seychelles teniendo su domicilio registrado en House of Francis, Room 303, Ile Du Port, Mahe”, informa su propio sitio web.

      Distinto es el caso de las cuentas cuyas transferencias encuentran vinculación con Kraken, que se define como “la primera empresa de criptomonedas de Estados Unidos en recibir una licencia bancaria estatal”. Esto aumenta las posibilidades de accionar judicial en ese país a manos del FBI, que ya fue recibió una denuncia del caso o, incluso, de la Comisión de Bolsa y Valores de ese país, conocida como SEC, que también fue notificada. “Ellos tienen otros fierros, cuando quieren información, la tienen”, sintetizó el exfuncionario de la UIF.

      La ruta del dinero
      A continuación, la trazabilidad del dinero de las cuentas que, después del tuit de Milei publicado el 14 de febrero a las 19:01, dispararon sus ventas y engrosaron sus ganancias. Los datos de las operaciones y movimientos fueron observados a través de la blockchain Solana y el sitio Dexscreener, popular en la comunidad cripto.

      suit le détail des mouvements observés sur les 10 comptes qui ont retiré le plus d’argent

    • exemple de mouvements sur le compte 2

      Cuenta 2
      Comenzó a operar con $LIBRA a las 19:01, minuto en el que efectuó cuatro compras, cada una de US$250.000. Terminó de vender a las 20:14 de ese mismo viernes. Sin embargo, los movimientos de salida de dinero de esa cuenta comenzaron antes. Tres pasos.

      1. A las 19:57, a las 20:08 y a las 20:15, un minuto después del fin de su ventas, se observan transferencias a una misma cuenta a la que le dirigió US$6,9 millones.

      2. La cuenta que recibió esos montos movió esa cifra hacia otra cuenta, en un único giro, a las 21:34.

      3. Esta última, a las 23:08, movió US$4,4 millones a “Wintermute 4″.


      Transferencias en la blockchain Solana

      Wintermute es una compañía vinculada al trading. En su página web oficial brinda información sobre dos empresas a su nombre: Wintermute Trading Ltd “registrada en Inglaterra” y Wintermute Asia Pte Ltd, “registrada en Singapur”. Allí aclara: “Ni Wintermute Trading Ltd ni Wintermute Asia Pte. Ltd están autorizadas o reguladas por cualquier autoridad reguladora, es decir, cualquier parte que negocie con Wintermute Trading Ltd o Wintermute Asia Pte. Ltd. Es posible que Ltd no se beneficie de las protecciones que normalmente se brindan cuando se negocia con entidades reguladas”.