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RSS: #pnrr

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    Informare @informare via RSS 18/09/2026

    Lo stadio Reggia #caserta #baseball sepolto dal #pnrr
    ▻https://informareonline.com/lo-stadio-reggia-caserta-baseball-sepolto-dal-pnrr

    500mila euro per trasformare un gioiello in un cantiere fantasma. Oggi l’impianto sportivo è fermo, costretto a sbrogliarsi in una matassa amministrativa iniziata nel maggio 2024 Caserta è una città di sport: siamo ancora tutti entusiasti per la promozione in A2 di basket della JuveCaserta e riponiamo tante aspettative per la costruzione del nuovo stadio […] L’articolo Lo stadio #reggia_caserta_baseball sepolto dal PNRR proviene da Informareonline, scritto da Gianrenzo Orbassano

    #Approfondimenti #Attualità #EVIDENZA #Magazine_Settembre_2026 #San_Clemente

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    Informare @informare via RSS 9/09/2026

    #pnrr, proroga fino al 31 dicembre 2027 per 48 progetti a #Napoli e provincia
    ▻https://informareonline.com/pnrr-arriva-la-proroga-per-48-progetti-a-napoli-e-provincia-ce-temp

    È stato pubblicato all’interno della Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 185 risalente all’11 agosto 2026, un comunicato emesso dal Ministero dell’Interno relativo al decreto del Capo del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali, adottato di concerto con il Ragioniere generale dello Stato il 31 luglio 2026. Un decreto che individua ben 251 interventi relativi […] L’articolo PNRR, proroga fino al 31 dicembre 2027 per 48 progetti a Napoli e provincia proviene da Informareonline, scritto da Alessandro Giuseppe Terracciano

    #Approfondimenti #Attualità #ministero_dell'interno #PUI

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    Countdown #pnrr: a che punto sta la Provincia di #caserta?
    ▻https://informareonline.com/countdown-pnrr-a-che-punto-sta-la-provincia-di-caserta

    I dati ufficiali degli Uffici studi di Camera e Senato, ricavati dalla piattaforma ReGiS, fotografano lo stato di avanzamento amministrativo degli investimenti PNRR in #provincia_di_caserta. Il dossier è stato pubblicato il 28 luglio 2026, mentre i dati territoriali sono aggiornati al 1° luglio 2026. In provincia di Caserta il Piano nazionale di ripresa e resilienza […] L’articolo Countdown PNRR: a che punto sta la Provincia di Caserta? proviene da Informareonline, scritto da Gianrenzo Orbassano

    #Approfondimenti #Attualità

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    Informare @informare via RSS 11/07/2026

    MIM, fondi #pnrr: 1,8 milioni di euro per 91 scuole casertane
    ▻https://informareonline.com/mim-fondi-pnrr-18-milioni-di-euro-per-91-scuole-casertane

    Sono oltre 1,8 milioni di euro i fondi destinati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito a 91 istituti scolastici casertani nell’ambito dello sviluppo digitale e didattico. I fondi, provenienti dai programmi PNRR e PON/POC, saranno utilizzati soprattutto per la promozione di nuove risorse digitali, software e per garantire innovazioni nella didattica; come ad esempio l’acquisto […] L’articolo MIM, fondi PNRR: 1,8 milioni di euro per 91 scuole casertane proviene da Informareonline, scritto da Martina Baiano

    #Approfondimenti #Attualità #caserta #Ministero_dell'istruzione #scuola

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    Informare @informare via RSS 5/07/2026

    #studentati di “lusso”: a #Napoli arrivano i finanziamenti del #pnrr con prezzi da resort
    ▻https://informareonline.com/studentati-di-lusso-a-napoli-arrivano-i-finanziamenti-del-pnrr-con-

    Il 27 marzo del 2024 furono aperte le candidature del Bando Housing: grazie ad uno stanziamento di circa 1,2 miliardi di euro, soggetti pubblici, privati ed ecclesiastici avevano la possibilità di candidarsi per svolgere attività di gestione di residenze o alloggi per studenti universitari finalizzato alla creazione di 60mila posti letto entro il 2026. L’obiettivo […] L’articolo Studentati di “lusso”: a Napoli arrivano i finanziamenti del PNRR con prezzi da resort proviene da Informareonline, scritto da Luca Capone

    #Approfondimenti #Attualità #EVIDENZA #Magazine_Luglio_2026 #caro_affitti

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    Informare @informare via RSS 16/06/2026

    #lavoro e formazione, il #Sud punta sul #Programma_GOL
    ▻https://informareonline.com/lavoro-e-formazione-il-sud-punta-sul-programma-gol

    Negli ultimi anni il mercato del lavoro italiano ha mostrato segnali di crescita che hanno coinvolto anche il Mezzogiorno, un’area storicamente caratterizzata da tassi di occupazione più bassi rispetto alla media nazionale. In questo scenario si inserisce il Programma GOL, acronimo di #Garanzia_di_Occupabilità_dei_Lavoratori, una delle principali riforme previste dal Piano Nazionale […] L’articolo Lavoro e formazione, il Sud punta sul Programma GOL proviene da Informareonline, scritto da Elisabetta Rota

    #Approfondimenti #Attualità #pnrr

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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 4/02/2026

    La #tendopoli di #San_Ferdinando vive un’emergenza senza fine

    Quindici anni dopo il terribile incendio nella baraccopoli calabrese “abitano” ancora centinaia di braccianti. La pioggia di finanziamenti non ha risolto i problemi strutturali ma li ha aggravati. Anche il #Pnrr non è stato all’altezza

    Arriviamo alla baraccopoli calabrese di San Ferdinando dopo la pioggia e molti dei lavoratori migranti che vivono qui sono già rientrati nelle loro tende e baracche. Dal lato del cancello che divide gli alloggi di fortuna dalla strada un ragazzo senegalese sta facendo le abluzioni. È l’ora della preghiera per i musulmani del campo e nell’aria si sente il canto del muezzin. Un muezzin digitale, ma il richiamo è ugualmente potente. E poco importa se non c’è elettricità in quasi metà del campo, con l’impianto elettrico andato fuori uso nel periodo natalizio e ancora non ripristinato nonostante uno stanziamento lampo di 140mila euro da parte delle istituzioni regionali.

    Visto il freddo che fa, per scaldarsi ci sono rami secchi e polistirolo oppure una stufetta elettrica: più che gli allacci abusivi il problema è che ci sono ancora diverse centinaia di persone costrette a vivere in questa baraccopoli, pur lavorando nelle campagne della zona. Rosarno, Gioia Tauro, Taurianova, Rizziconi: “l’americhicchia” di una volta dove accorrevano lavoratori anche dal resto d’Italia prima del crollo del mercato e ancora oggi tra distese di aranceti, alberi di clementine e bergamotti si concentra il grosso delle coltivazioni agrumicole.

    Ma anche Polistena, Palmi, la stessa San Ferdinando e Seminara, dove l’agrumicoltura mantiene un ruolo rilevante pur alternandosi con le altre colture che dominano nel resto dei 33 Comuni dell’area, soprattutto vite e olivo. In totale oltre 44mila ettari di colture, quasi un quinto solo agrumi e più recentemente kiwi, con più di 13mila aziende agricole (dati del Censimento agricoltura 2020 dell’Istat) che impiegano fino a circa 3.500 lavoratori stranieri durante la stagione agrumicola. Presenze diminuite negli anni per la mancanza di sistemazioni dignitose a fronte di una richiesta di lavoro rimasta sostanzialmente immutata, mettendo così in difficoltà diversi produttori locali.

    “Le amministrazioni vogliono approfittare delle opportunità di finanziamento più che risolvere il problema, continuando a realizzare investimenti senza una visione territoriale e coordinata”, commenta Alessandra Corrado, sociologa e docente presso l’Università della Calabria impegnata dal 2023 nel progetto Campagne aperte di Fondazione con il Sud. E anche quando riescono a canalizzare risorse per l’inclusione sociale non dialogano con le esigenze del territorio e del mondo imprenditoriale “che palesa un’esigenza di manodopera formata e tendente alla stabilizzazione, in contraddizione con le condizioni abitative precarie che vediamo”. Sembra un paradosso in un territorio dove dalla rivolta dei braccianti del 2011 si sono susseguiti finanziamenti su finanziamenti.

    Il Villaggio della solidarietà di Rosarno, in particolare, ha impiegato ingenti risorse e 13 anni per essere definitivamente consegnato, quattro anni il Borgo solidale di Taurianova. Basta farsi un giro lì per trovarsi sostanzialmente di fronte a una triste distesa di container e moduli abitativi posizionati lontano dai centri abitati, gestiti finché ci saranno i soldi per rifinanziarli. Nonostante questo per la prefetta di Reggio Calabria Clara Vaccaro è “un risultato inimmaginabile, tre anni fa nessuno avrebbe detto che saremmo riusciti a smantellare Rosarno e Taurianova”, anche se ammette che per risolvere veramente il problema “bisogna costruire anche alternative di housing sociale per tutti e convogliare sforzi, energia, soldi per costruire un sistema corretto per un’integrazione vera. Ci stiamo lavorando”. Come nel resto d’Italia per gli interventi provvisori o emergenziali si trovano sempre risorse, mentre quando si tratta di affrontare alla radice problematiche complesse tutto resta indefinito.

    Intanto le sei palazzine costruite con fondi europei a Rosarno a partire dal 2011 per “la rete di accoglienza abitativa e di inclusione sociale”, completate lo scorso anno, restano ancora inutilizzate. A rendere ancora più amaro il boccone è il fatto che questi interventi si siano intersecati agli stanziamenti dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) dedicati alla fuoriuscita dagli insediamenti illegali. Taurianova ha perso circa tre milioni e mezzo destinati all’acquisto e ristrutturazione di immobili privati per cercare di risolvere in maniera più strutturale la crisi abitativa e circa due milioni per Rosarno.

    Una situazione desolante secondo Ibrahim Diabate, responsabile del progetto Dambe Sò di Mediterranean Hope, il programma per migranti e rifugiati della Federazione delle chiese evangeliche (Fcei). “Sono più di vent’anni che in Calabria siamo in emergenza alloggiativa e ancora andiamo di tendopoli in campo -spiega-. È solo un altro business dell’accoglienza che non risolve mai la cosa, perché nessuno si occupa di consegnare le palazzine di Rosarno, non dico ai migranti, ma quantomeno ai lavoratori? Adesso addirittura vogliono fare gli chalet”. Mentre parla seduto al desk, passa qualche ospite a chiedergli il cedolino per il contributo per l’alloggio. “Noi gli diamo una sistemazione vera e loro visto che lavorano pagano per il posto che occupano. Significa riconoscere loro dignità”.

    Anche San Ferdinando ha perso i quasi cinque milioni inizialmente previsti dal Pnrr, in questo caso parzialmente rientrati dalla finestra del decreto “Caivano Bis”. Una misura diversa, con obiettivi diversi e dieci milioni complessivi per finanziare diversi tipi di intervento. Di questi, il sindaco Gianluca Gaetano intende utilizzarne 3,6 per la realizzazione di una “fattoria solidale” con tanto di chalet in cui spostare i lavoratori migranti che attualmente vivono nella baraccopoli di San Ferdinando.

    Questo, attraverso l’acquisto di un’ex azienda agricola fallita “molto bella, molto grande in cui intendiamo investire per realizzare delle unità abitative che ospiteranno dalle 120 alle 200 persone, un nuovo quartiere della città, in osmosi col territorio circostante” dichiara il sindaco telefonicamente. “La governance costa molto ma noi intendiamo finanziarla attraverso l’autosostenibilità. Sarà una vera e propria azienda agricola, dove si fa produzione e trasformazione, e magari anche un ristorante etnico”, da affidare a “una o più cooperative sociali di comprovata esperienza in modo che costi di conduzione, decoro del luogo e cura degli ospiti siano autofinanziati”. Un grande progetto aziendale più che un intervento per risolvere l’emergenza abitativa, per il quale il sindaco dice di ispirarsi proprio all’ostello e alla rete di Sos Rosarno. A metà gennaio 2026 non è ancora aperto, accumulando un ritardo di sette mesi dalla data programmata.

    Funzionerà? Intanto, con gli stessi fondi, è previsto anche lo sgombero degli oltre 500 abitanti della tendopoli. A suscitare dubbi sono proprio le modalità, come spiega Peppe Marra, storico sindacalista dell’Usb Calabria da anni impegnato in lotte a difesa dei lavoratori. “Immaginare di costruire da zero l’esperienza di una realtà già presente sul territorio da quindici anni, realizzando una cooperativa a partire da un’azienda fallita sembra piuttosto una serie di belle parole. Il rischio è che diventi un ulteriore inefficace esborso di denaro pubblico”.

    A pesare nel giudizio non è solo la delusione suscitata dagli interventi passati: “Il problema abitativo va affrontato rendendo disponibile ad affitto calmierato quel patrimonio immobiliare costituito dal 40% di appartamenti vuoti o poco utilizzati, invece di continuare a ragionare su grandi concentramenti e business per le aziende che non lasciano niente sul territorio”. In qualche modo i discorsi si riallacciano, nella piana di Gioia Tauro come nel resto d’Italia, indicando come si potrebbero trasformare le politiche di accoglienza e i fondi pubblici per il riscatto dei lavoratori migranti in strategie di sviluppo locale.

    ▻https://altreconomia.it/la-tendopoli-di-san-ferdinando-vive-unemergenza-senza-fine
    #baraquement #Italie #Calabre #campement #migrations #baraccopoli #travailleurs_étrangers #Rosarno #Gioia_Tauro #Taurianova #Rizziconi #Polistena #Palmi #Seminara #agrumes #kiwi #Villaggio_della_solidarietà #Borgo_solidale #containers #Dambe_Sò

    CDB_77 @cdb_77
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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 1/09/2025

    A #Borgo_Mezzanone, in ascolto di chi ci vive, oltre la retorica del “ghetto”

    Nel foggiano lo sfruttamento lavorativo alimenta l’insediamento informale, vera e propria cittadella che ospita fino a quattromila persone nei periodi di picco. Intanto i 53 milioni di euro del Pnrr destinati all’area sono andati perduti.

    Il sole batte forte sulla pista di Borgo Mezzanone ma nonostante gli oltre 40 gradi un gruppetto di persone gioca a pallone tra container, baracche e casette in mattoni. Autocostruzioni, sorte a partire dal 2019, quando l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini pensò bene di risolvere “il problema ghetti” a colpi di ruspa, demolendo quasi un quarto delle baracche. L’effetto è stato l’opposto e questo insediamento informale, nato intorno a un aeroporto militare dismesso e adibito nel 2005 a Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) ha vissuto una nuova stagione, segnando sempre più il passo verso una cittadella stabile: una specie di periferia senza servizi del vicino Borgo Mezzanone, borghetto agricolo frazione di Manfredonia ma a soli dieci chilometri da Foggia.

    Durante il picco della raccolta del pomodoro si arriva a una presenza stimata di tre-quattromila persone, ma i numeri durante il resto dell’anno non sono molto inferiori anche grazie alla continuità che offre il lavoro in agricoltura. Bas è stanco di giocare a pallone, si allontana dagli altri per prendere un po’ d’ombra sotto la lamiera di una delle botteghe del ghetto. In questo caso la parola “ghetto” sembra appropriata. Da una parte non esistono leggi specifiche che confinano e costringono a vivere in questi luoghi, allo stesso tempo però appare evidente che la mancanza di documenti o l’impossibilità di affittare una casa in città in qualche modo limita la scelta a posti come questo, dove abitare e trovare lavoro passando spesso per le maglie del caporalato.

    “Volevo una vita migliore di questa, un posto in cui stare bene, lavarmi, essere pulito. Non è quello che speravo, ma l’ho costruito io”, racconta Bas, che vive qui da oltre dieci anni, dopo aver lavorato inizialmente alle giostre per poi scegliere l’agricoltura. Prima di arrivare dal Senegal ai campi della Capitanata (la pianura intorno a Foggia) ha fatto l’Università, e ci tiene a precisarlo. “La vita è una curva, sali lentamente ma quando arrivi sopra basta un attimo e cadi di nuovo in basso. L’importante è non perdersi mai d’animo. Conosci Victor Hugo e ‘Les misérables’? Quanti anni ha fatto in prigione Jean Valjean prima di uscire e diventare l’uomo più ricco di tutti? Non esiste niente di impossibile”.

    Tra una parola e l’altra prende una bibita. È estate e con l’energia elettrica che arriva ogni giorno è più facile avere a disposizione qualcosa di fresco da bere, mentre d’inverno l’elettricità arriva solo a zone alterne. Per l’acqua invece bisogna sempre aspettare che vengano a riempire le cisterne all’ingresso, oppure prendere l’automobile e farsi un chilometro per arrivare alla fontanella di Piazza Madonna del Grano, di fronte alla chiesa del paese. Malgrado la vicinanza al paesino non ci sono servizi a Borgo Mezzanone, come non c’è un medico, tolta la presenza sporadica di volontari e organizzazioni internazionali.

    La discussione viene interrotta da un ragazzo intento a portare la sua motoretta da uno dei meccanici del campo. Qui si ripara tutto o lo si riconverte in altro, cosa abbastanza nota anche ai tanti italiani che ci lasciano le auto da rottamare. È solo una delle diverse attività di “economia della sopravvivenza” del ghetto, insieme a negozi di alimentari o vestiti, localini e ristoranti. Ci passa anche qualche venditore ambulante che si occupa di vendita di pentolame e oggettistica. “Il legame quasi indissolubile e naturale tra gli insediamenti informali e lo sfruttamento lavorativo è il vero nodo da sciogliere -spiega l’avvocato Stefano Campese, specialista in diritto dell’immigrazione, per anni coordinatore pugliese del progetto Presidio della Caritas-. In questa zona la particolarità del caporalato è di essere fortemente collegato alla questione della presenza degli insediamenti informali, in cui c’è necessariamente manodopera a basso costo”. Spesso questi sono degli hub nei quali si va a finire anche quando il proprio percorso è iniziato da altre parti, durante la stagione ci sono sempre opportunità di lavoro e si arriva grazie alla propria rete di riferimento già presente nel campo. Ma trovare un’occupazione non è l’unico criterio.

    “C’è gente che sta qui da anni, magari perché non è mai uscita oppure ha un interesse ulteriore a rimanerci essendo coinvolta nella dinamica dello sfruttamento lavorativo oppure, ad esempio, gestisce il mercatino all’interno dell’insediamento informale”. La maggior parte delle persone che vivono qui sono lavoratori agricoli, non solo stagionali, ma la situazione è fluida. In una cittadella serve di tutto, anche un posto dove sedersi e parlare, come i tavolini del ristorante di Hasan, uno dei vecchi del campo.

    “Quando sono arrivato io, qui non c’era quasi nulla, solo qualche baracca”, racconta dopo aver preparato il caffè. Era il 2007 quando “sbarcava” a Milano dal Togo e in due settimane era a Borgo Mezzanone per fare richiesta d’asilo presso il Cara. Da allora è ancora qui e vive grazie alla sua piccola attività che con tenacia ha tirato su pezzo dopo pezzo. “Ho aperto nel 2016, ho dovuto ricostruire due volte dopo gli incendi, ma oggi ho cinquanta persone a mangiare. È tutta roba che ho recuperato, tranne il frigo che ho comprato. Anche se guadagno qualche centesimo, ringraziando dio va bene, qui ho tutti i miei fratelli e tanti amici italiani ed europei che mi vengono a trovare”. È ora di andare a riempire le taniche per innaffiare i due alberi che si trovano dietro la moschea e la chiesa pentecostale, operazione di cui si occupa lui. Piccoli tentativi di rendere più vivibile un posto a tratti infernale ma pur sempre la casa di qualche migliaio di persone, tra cui quegli abitanti del ghetto che c’entrano poco con l’agricoltura ma sono essenziali al funzionamento di questa comunità.

    Mentre il ristorante di Hasan continua per la sua strada, il Cara è passato attraverso il Protocollo d’intesa per la riconversione di Borgo Mezzanone in foresteria regionale, promosso nel 2021 dalla prefettura di Foggia, dalla Regione Puglia e dal ministero dell’Interno. Un finanziamento di circa 3,5 milioni di euro che ha portato finora alla realizzazione di 100 container per 400 posti, mentre l’obiettivo era quello di ospitare fino a 1.300 persone. Un intervento in fieri che ha solo spostato alcuni abitanti del ghetto di qualche centinaio di metri in una zona recintata e maggiormente controllata. La Regione Puglia ha cercato a più riprese di dare vita a delle progettualità di lungo periodo in tutta la zona.

    In questa cornice gli oltre 53 milioni di euro di fondi Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), destinati al Comune di Manfredonia e ora irrimediabilmente perduti, a meno di giravolte istituzionali al momento non previste, sono solo l’ultimo tassello. ll progetto presenta infatti problematiche tecnico-gestionali di governance e non garantisce il rispetto della nuova scadenza della Commissione europea di giugno/agosto 2026. Prevedeva il recupero e la realizzazione di opere di urbanizzazione, la ristrutturazione e costruzione di edifici residenziali e di strutture abitative leggere e rimovibili. Ma senza affrontare le cause, che vanno dallo stretto legame tra caporalato e insediamenti informali, così come tra impellenza di rinnovare il permesso di soggiorno e necessità di avere una qualche forma di contratto, l’insediamento informale si autoriproduce. Alla fine appare evidente come non vi sia una soluzione buona per tutti, il ghetto è un caleidoscopio di vite e problemi diversi, una lente attraverso cui leggere questa società.

    “Io sto qui perché è comodo per il lavoro, conosco tante aziende e vengo pagato bene -racconta Dolo, un uomo burkinabé che vive ormai da tanti anni a Borgo Mezzanone-. Oggi mi sono svegliato alle quattro del mattino per andare a lavorare alle cinque, sono tornato dopo le sette di sera. Non mi lamento, se domani non voglio andare a lavorare nessuno mi obbliga. Posso restare qui, ci sono bar, ristoranti, negozi, ho gli amici, se sto male qualcuno mi può aiutare. Al Cara invece che cosa hanno fatto? Belli i container nuovi, ma quando hai finito di lavorare intorno a te non c’è niente. Qua posso avere una vita. Manca l’acqua, per la corrente bisogna arrangiarsi e non passa mai la polizia. Mi chiedo: è un pezzo d’Italia oppure no? Questo è quello che critico di più, se già venisse la polizia staremmo tutti più tranquilli”.

    Per trovare una soluzione al dilemma, fuoriuscita dal ghetto per combattere il caporalato o combattere il caporalato per uscire dal ghetto, bisognerebbe partire dall’ascolto dei problemi di chi ci vive. Le idee non mancano.

    ▻https://altreconomia.it/a-borgo-mezzanone-in-ascolto-di-chi-ci-vive-oltre-la-retorica-del-ghett

    #rhétorique #discours #Italie #Pouilles #habitat #Pnrr #baraccopoli #auto-construction #agriculture #travail_agricole #caporalato #logement #eau #électricité #recyclage #réusage #économie_de_survie #exploitation #campement #économie #restaurant #amitié #containers #Manfredonia #permis_de_séjour #Cara

    CDB_77 @cdb_77
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  • @radio_blackout
    Radio_Blackout @radio_blackout via RSS 24/01/2025

    SALVIAMO IL #Meisino: CONTINUA L’OPPOSIZIONE AL CANTIERE
    ▻https://radioblackout.org/2025/01/salviamo-il-meisino-continua-lopposizione-al-cantiere

    Sabato 25 gennaio alle ore 15, presso il ponte Sassi si terrà una #manifestazione pubblica indetta dal comitato salviamo il Meisino, che da mesi si sta frapponendo alla distruzione e cementificazione del parco facente parte di una zona di riserva naturale. “Dietro le retoriche di un’ecologismo di facciata si nasconde l’ennesimo sperpero di fondi pubblici […]

    #Blackout_Inside #pnrr #torino
    ▻https://cdn.radioblackout.org/wp-content/uploads/2025/01/meisino.mp3

    Radio_Blackout @radio_blackout via RSS
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  • @cdb_77
    CDB_77 @cdb_77 25/11/2024
    2
    @gao_tumbuktu
    @reka
    2

    Le numéro 67 de la revue #Nunatak (version italophone)

    https://nunatak.noblogs.org/files/2023/03/cover67xweb.jpg

    La revue est disponible en ligne:
    ▻https://nunatak.noblogs.org/post/2023/03/24/nunatak-n-67-inverno-2022-2023

    Je mettrai ci-dessous des mots-clés et citations des articles...

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    métaliste des numéros recensés sur seenthis:
    ►https://seenthis.net/messages/969908

    CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 25/11/2024

      Il monte solitario e la democrazia contro lo Stato. Omaggio a Berîvan Şengal

      https://pixelfed.zoo-logique.org/storage/m/_v2/578583396227231930/0bb057b62-db9a0d/mc43qK8yH21c/TQi9ZKEFtaldgH5lmkCd8ksNY6iQwp4B6AiQHmFm.png

      Citations:

      «Sulla montagna liberata dalla guerriglia le frontiere sono di fatto abolite permettendo ai curdi e alle curde di ritrovare l’unità spezzata dai confini statali. Anche in questo sta la centralità delle montagne: non solo rifugio e retrovia tattico per la guerriglia, ma anche laboratorio di una nuova società, territorio libero dove sperimentare fin d’ora una vita libera dallo Stato, dal denaro, dalle imposizioni del capitalismo e del patriarcato.»

      (p.9)

      #Irak #Mont_Sengal #Yézidis #Jabal_Waid #Berivan #révolution #PKK #auto-gestion #Etat #ISIS #Etat_islamique #génocide #résistance #lutte #femmes #monts_Qandil #Kurdistan #montagne #guérilla #Daesh #Rojava #Abdullah_Öcalan #confédéralisme_démocratique #Traité_de_Lausanne #murs #barrières_frontalières #Autonomie_démocratique #Accord_de_Sinjar #Baath #Saddam_Hussein #massacre #Génocide_kurde #Anfal #arabisation #islamisation #KDP #exil #réfugiés #résistance_armée #auto-gouvernement #Etat-nation

      voir aussi:
      La montagna sola. Gli ezidi e l’autonomia democratica di Şengal

      https://seenthis.net/local/cache-vignettes/L450xH683/La_montagna_feb5-9e320.jpg

      ▻https://seenthis.net/messages/1084395

      CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 25/11/2024

      “#Water_grabbing”. Il caso della #Valle_Stura

      https://pixelfed.zoo-logique.org/storage/m/_v2/578583396227231930/0bb057b62-db9a0d/tY97SjNK7Ufj/Xz8mu7zVegIlUIcBHBoIOAerYP7p2ZuVGmFBUL98.png

      #eau #trafic #Demonte #eau_en_bouteilles #Sant'Anna #Fonti_di_Vinadio #Cuneo #ACDA #eau_potable #infrastructure #pertes #changement_climatique #ressources_hydriques #extractivisme #acqua_Sant'Anna #économie #travail #business #Stura #élevage #agriculture #agriculture_intensive #PNRR #spéculation #servizio_idrico_integrato

      CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 25/11/2024

      Scalpellini di #Clivio. Una storia sovversiva dal Vermont alle Prealpi lombarde

      https://pixelfed.zoo-logique.org/storage/m/_v2/578583396227231930/0bb057b62-db9a0d/oOyol8qoqLXr/tlxN4vEpslxNxpKhbpqGp2DxxmSGhwbZe4mpEFfY.png

      #Carlo_Restelli #tailleurs_de_pierre #anarchisme #Rockland #Maine #émigration #Valceresio #mines #Barre (#Vermont) #mortalité #travail #conditions_de_travail #Luigi_Galleani #socialisme #Ettore_Molinari #Elio_Corti #Scuola_di_Clivio #école #Scuola_Moderna_Razionalista #Francisco_Ferrer #Luigi_Molinari #Francesco_Ghezzi #Cusano_Milanino #Suisse #Zurich #bombes_de_Zurich #bombe_di_Zurigo #Luigi_Bertoni #Eugenio_Giuseppe_Macchi

      ps. j’ai créé une page wiki (en italien) de Carlo Restelli, mais je ne sais pas si elle va être supprimée:
      ▻https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Restelli

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      CDB_77 @cdb_77 27/11/2024

      Nucleare e militare. Una rete « mare » e « monti »

      https://pixelfed.zoo-logique.org/storage/m/_v2/578583396227231930/0bb057b62-db9a0d/DjdHWpBiEkmj/odttCEHvQaHoczAFEP7Dw9eTBsqaa1ktcF77Uv5y.png

      #nucléaire #armes #industrie_de_l'armement #Pian_d'Alpe #Ansaldo #Leonardo #Ansaldo_Energia #Ansaldo_Ricerche #Trino_Vercellese #Saluggia #Bosco_Marengo #La_Spezia #Cameri #pollution #contamination #soumarins_nucléaires #IG_O&M #Fincantieri #Riva_Trigoso #Saclant #Maricocesco #Mariperman #Base_Comsubin #Gruppo_Operativo_Incursioni (#GOI) #Decima_Flottiglia_Mas #GNL_Italia #SNAM #Camp_Darby #CIA #Etats-Unis #SIFAR #Gladio #NATO #OTAN #Sarzana #Maristeli-Luni #base_militare #Eliassalto #Brigata_Marina_San_Marco #NHI #Oto_Melara #Iveco #MBDA #Centro_Interforze_di_Munizionamento_Avanzato (#CIMA) #ASG_Superconductors #ENEL #pipeline #NATO_POL

      CDB_77 @cdb_77
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 27/11/2024

      #Kein_BBT - No TAV. Aggiornamento della lotta contro il #TAV in #Trentino

      https://pixelfed.zoo-logique.org/storage/m/_v2/578583396227231930/0bb057b62-db9a0d/XCPzIDF0T9R2/bSgwBoz33oSbxeSlpasjhNth8aUzz259mAxuFOi0.png

      #BBT #no-TAV #no_tav #PNRR #train #transport_ferroviaire #grande_vitesse #résistance #expropriation #regénération_urbaine #smart_cities #circonvallazione_ferroviaria_di_Trento #Trento #Brenner

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  • @radio_blackout
    Radio_Blackout @radio_blackout via RSS 13/09/2024

    Difendere il parco, fermare il cantiere. Le mobilitazioni per difendere il Meisino a dieci giorni dall’inizio dei lavori
    ▻https://radioblackout.org/2024/09/difendere-il-parco-fermare-il-cantiere-le-mobilitazioni-per-difendere

    Da circa dieci giorni sono cominciati i lavori al parco del Meisino, in borgata Sassi, dove il Comune vorrebbe costruire una nuova “Cittadella dello Sport” con i fondi del PNRR, fondi “a perdere” dell’Unione Europea – da spendere assolutamente entro il 2026 – con investimenti calati dall’alto che cementificano ulteriori pezzi di verde pubblico metropolitano […]

    #L'informazione_di_Blackout #comune_di_Torino #lotte_ecologiste #mobilitazione #salviamo_il_meisino
    ▻https://cdn.radioblackout.org/wp-content/uploads/2024/09/Meisino-.mp3

    Radio_Blackout @radio_blackout via RSS
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 13/09/2024

      #Meisino #PNRR #résistance #cittadella_dello_sport #Turin #parco_del_Meisino

      CDB_77 @cdb_77
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  • @irpimedia
    IrpiMedia @irpimedia via RSS 13/02/2023
    1
    @cdb_77
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    Trento, gli effetti del Pnrr sul progetto della Circonvallazione ferroviaria
    ▻https://irpimedia.irpi.eu/lemanisullaripartenza-circonvallazione-trento-pnrr

    Dal 2003 Rfi vuole un progetto ferroviario per potenziare il trasporto merci. Un’opera inutile che passa da terreni mai bonificati. Il Pnrr, però, può velocizzarne la costruzione. Nonostante le voci contrarie Clicca per leggere l’articolo Trento, gli effetti del Pnrr sul progetto della Circonvallazione ferroviaria pubblicato su IrpiMedia.

    IrpiMedia @irpimedia via RSS
    • @cdb_77
      CDB_77 @cdb_77 14/02/2023

      https://irpimedia.irpi.eu/wp-content/uploads/2023/02/viz-ferrovia-trento-pnrr.png

      #Trento #Piano_nazionale_di_ripresa_e_resilienza (#Pnrr) #circonvallazione #train #Circonvallazione_di_Trento #Italie #Alpes #Trente #Rete_ferroviaria_italiana (#Rfi) #marchandises #corridors #Grande_Mala_Opera #Comitato_No_Tav_Trento #No_Tav #impact_environnemental #environnement #Brenner #Tétraéthylplomb #plomb #toxicité #pollution #Tunnel_del_Brennero #transport_ferroviaire #santé #assainissement #Recovery_Fund #utilité #inutilité

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