• Schizzano i fatturati delle prime 100 aziende belliche del mondo. C’è anche #Leonardo

    Nel #2024 le più grandi aziende del comparto militare hanno registrato ricavi record pari a 679 miliardi di dollari a livello globale. A guidare la crescita sono le corporation statunitensi impegnate nello sviluppo di sottomarini nucleari e aerei da combattimento per il Pentagono. Così come quelle europee, coinvolte nel sostegno all’Ucraina e nel riarmo. Mentre le società israeliane stanno ancora traendo enormi profitti dall’aggressione contro la Striscia di Gaza. I dati del Sipri

    Le tensioni internazionali e la crescita delle spese militari spingono i fatturati delle principali aziende belliche. Secondo l’ultima analisi dell’Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma (Sipri) i ricavi combinati dei primi 100 produttori di armi a livello globale hanno infatti raggiunto il risultato record di 679 miliardi di dollari, un incremento del 5,9% rispetto all’anno precedente e del 26% nell’ultimo decennio.

    La crescita è dovuta principalmente alle aziende statunitensi (tra cui Lockheed Martin, produttore del caccia F-35) ed europee (tra cui l’italiana Leonardo, seconda in Europa) ma che si è osservata in tutte le regioni. “Lo scorso anno i ricavi globali derivanti dalla vendita di armi hanno raggiunto il livello più alto mai registrato dal Sipri, grazie alla forte domanda di cui hanno approfittato i produttori -ha spiegato Lorenzo Scarazzato, ricercatore del programma sulle spese militari e la produzione di armi del Sipri-. Sebbene le aziende abbiano potenziato la loro capacità produttiva, devono ancora affrontare una serie di sfide che potrebbero influire sui costi e sui tempi di consegna”.

    Tra le prime 100 aziende ben 77 hanno incrementato i loro ricavi dovuti alla vendita di armi ed equipaggiamenti militari, con 42 che hanno segnato un aumento superiore al 10%. Due di loro hanno addirittura più che raddoppiato questa cifra; si tratta di Czechoslovak group (proprietaria, tra le altre, anche di Fiocchi munizioni) che occupa la 46esima posizione con una crescita del 193% e SpaceX, fondata da Elon Musk. Quest’ultima ha segnato un incremento dei ricavi dovuto alle commesse militari del 103%, raggiungendo il 77esimo posto e facendo la sua comparsa per la prima volta nei maggiori produttori di armi. Per rispondere all’aumento della domanda almeno 38 aziende hanno espanso la produzione nel corso del 2024 tramite la creazione di nuove filiali e stabilimenti o sotto forma di acquisizioni.

    Il report del Sipri è dominato dalle aziende statunitensi, che occupano ben 39 posizioni. Una macchina bellica fattasi istituzione che nel 2024 ha segnato ricavi complessivi per 334 miliardi di dollari, poco meno della metà del valore globale, con un aumento del 3,8% rispetto al 2023. Ben quattro delle prime cinque aziende a livello globale battono bandiera statunitense: si tratta di Lockheed Martin, che ha registrato ricavi pari a 64,7 miliardi di dollari e un incremento del 3,2% rispetto al 2023, Rtx al secondo posto (43,6 miliardi, un aumento del 4,1%) e Northrop Grumman (terzo posto, 37,9 miliardi, + 3,3%). Chiude in quinta posizione General dynamics con ricavi pari a 33,6 miliardi e un aumento record dell’8,1%. Secondo il Sipri questa crescita è dovuta alla produzione dei sottomarini a propulsione nucleare di classe Columbia e Virginia, anche se nel 2024 sono cresciute le preoccupazioni per i persistenti superamenti dei costi e i ritardi di produzione che hanno interessato entrambi i programmi.

    Secondo i ricercatori, ritardi e superamenti del budget rappresentano un fenomeno endemico nell’industria bellica. Un esempio significativo riguarda i già citati sottomarini nucleari di classe Columbia che hanno registrato un superamento del costo stimato fino a 17 miliardi di dollari, con un ritardo di almeno 16 mesi nella produzione della prima imbarcazione. In modo simile la consegna di 110 aerei da combattimento F-35, prodotti da Lockheed Martin, ha subito un ritardo medio di 238 giorni per aeromobile e un aumento del budget che secondo le stime dello stesso dipartimento della Difesa (ora “della Guerra”) ammonta a 89,5 miliardi. Considerando anche i costi di manutenzione, l’intero “progetto F-35” è arrivato così a costare agli Stati Uniti 1.600 miliardi di dollari, contro i 1.100 stimati nel 2018. “I ritardi e l’aumento dei costi avranno inevitabilmente un impatto sulla pianificazione e sulla spesa militare degli Stati Uniti -ha fatto notare Xiao Liang, del gruppo di ricerca del Sipri-. Ciò potrebbe avere ripercussioni sugli sforzi del governo statunitense volti a ridurre la spesa militare eccessiva e migliorare l’efficienza del bilancio”.

    Delle 26 aziende produttrici di armi presenti nella “Top 100” con sede in Europa, 23 hanno registrato un aumento dei ricavi derivanti dalla vendita di armi: 151 miliardi di dollari, in aumento del 13%. Questo fenomeno è stato determinato dalla domanda derivante dalla guerra in Ucraina e dalla percezione di una minaccia da parte della Russia. A trarne i maggiori benefici è stata la già citata Czechoslovak group grazie alla produzione di proiettili d’artiglieria per l’esercito di Kiev.

    Per quanto riguarda l’Italia il fatturato nel settore degli armamenti delle due aziende presenti nella Top 100 -Leonardo Spa e Fincantieri Spa- ha raggiunto i 16,8 miliardi di dollari nel 2024, con un aumento del 9,1% rispetto all’anno precedente. Leonardo come detto si qualifica come la seconda azienda europea nel settore degli armamenti e ha aumentato il proprio fatturato bellico del 10%, raggiungendo i 13,8 miliardi di dollari. Nel 2024 la ex Finmeccanica ha costituito una joint venture con la società tedesca Rheinmetall per sviluppare un carro armato e un nuovo veicolo da combattimento della fanteria per le forze armate italiane. Ha inoltre avviato una seconda collaborazione con Bae Systems e diverse società giapponesi, tra cui Mitsubishi heavy industries e Mitsubishi electric corporation, per sviluppare un aereo da combattimento di sesta generazione.

    Anche per questa edizione del rapporto l’analisi relativa alla Russia incontra forti limitazioni data la mancanza di trasparenza sulle vendite e la produzione bellica. Le due aziende russe presenti nella Top 100, Rostec e United shipbuilding corporation, hanno aumentato i loro ricavi complessivi nel settore degli armamenti del 23%, raggiungendo i 31,2 miliardi di dollari, nonostante le sanzioni internazionali che hanno causato una carenza di componenti. La domanda interna sarebbe stata, infatti, sufficiente a compensare ampiamente il calo delle esportazioni. “Oltre alle sanzioni, le aziende belliche russe stanno affrontando una carenza di manodopera qualificata. Ciò potrebbe rallentare la produzione e limitare l’innovazione -ha precisato Diego Lopes da Silva ricercatore senior del Sipri-. Tuttavia, dobbiamo essere cauti nel fare tali previsioni, poiché l’industria degli armamenti russa ha dimostrato di essere resiliente durante la guerra in Ucraina, contrariamente alle aspettative”.

    Anche il Medio Oriente ha fatto segnare nuovi record. Per la prima volta, nove delle prime 100 aziende produttrici di armi hanno sede nella regione, con un fatturato complessivo pari a 31 miliardi di dollari e una crescita del 14%. In particolare, le tre società israeliane presenti nella classifica, Elbit systems, Israel aerospace industries e Rafael, hanno aumentato il loro fatturato complessivo del 16%, raggiungendo i 16,2 miliardi di dollari.

    “La crescente reazione negativa alle azioni di Israele a Gaza sembra aver avuto un impatto minimo sull’interesse per le armi israeliane -ha sottolineato Zubaida Karim del Sipri-. Molti Paesi hanno continuato a effettuare nuovi ordini presso le aziende israeliane nel 2024”. La crescita di queste società viene fatta risalire proprio all’aggressione militare contro Gaza e alla richiesta internazionale di equipaggiamento israeliano, in particolare per quanto riguarda i droni. Ad esempio, nel 2024 Elbit Systems ha riferito che il 65% del suo portafoglio ordini da 22,6 miliardi di dollari proveniva da contratti internazionali, compresi accordi con Paesi europei per droni a lungo raggio. I ricavi dell’azienda nel settore degli armamenti sono aumentati del 14% su base annua, raggiungendo i 6,3 miliardi di dollari. In particolare, Elbit si è aggiudicata nuovi contratti per oltre cinque miliardi dal ministero della Difesa israeliano dopo l’inizio dei bombardamenti contro Gaza nell’ottobre 2023. Risultati simili sono stati ottenuti da Israel aerospace industries con 5,2 miliardi di dollari da commesse militari, un aumento del 13% rispetto al 2023, e da Rafael con una crescita del 23% e 4,7 miliardi in ricavi.

    https://altreconomia.it/schizzano-i-fatturati-delle-prime-100-aziende-belliche-del-mondo-ce-anc

    #armes #industrie_de_l'armement #business #chiffres #statistiques #armée #monde #Lockheed_Martin #Czechoslovak_group #Fiocchi_munizioni #SpaceX #Elon_Musk #Rtx #Northrop_Grumman #General_dynamics #Rheinmetall #Finmeccanica #Bae_Systems #Mitsubishi_heavy_industries #Mitsubishi_electric_corporation #Rostec #United_shipbuilding_corporation
    #Sipri #rapport

  • L’#extrême_droite britannique multiplie les #raids racistes sur le littoral français

    Les attaques de militants de l’#UKIP visant des exilés se sont succédé ces derniers mois autour de #Dunkerque, s’ajoutant à de nombreuses pressions. Des associatifs dénoncent le laisser-faire des autorités et craignent l’escalade.

    La #vidéo ne dure qu’une quarantaine de secondes. Sur les premières images, on distingue une douzaine de personnes, de nuit, portant une banderole floquée du message « Islamist invaders not welcome in Britain » (« Les envahisseurs islamistes ne sont pas les bienvenus en Grande-Bretagne »). Dans la séquence suivante, au moins sept hommes, casquettes noires vissées sur le crâne, marchent à vive allure dans les rues de #Grand-Fort-Philippe, en périphérie de Dunkerque, dans le Nord.

    L’un d’entre eux porte un drapeau de l’Angleterre, un autre, celui de l’Union Jack. On les voit, munis de puissantes lampes torches, se rapprocher puis s’en prendre à un groupe d’une vingtaine de personnes exilées, assises et assoupies sur le trottoir. Ces dernières sont réveillées dans leur sommeil, la plupart semblent stupéfaites. La bande-son de la vidéo se résume à un slogan, qui tourne en boucle : « You shall not pass ! » (« Vous ne passerez pas ! »)

    Cette vidéo, rendue publique le 30 septembre sur les réseaux sociaux du parti d’extrême droite britannique UKIP (#United_Kingdom_Independence_Party), a été tournée dans la nuit du 9 au 10 septembre. « Ce soir-là, les militants du UKIP ont insulté les exilés, ils ont également volé les gilets de sauvetage de certains et sont même allés jusqu’à frapper plusieurs personnes, dont une femme », détaille Salomé Bahri, coordinatrice de l’association Utopia 56.

    Au cours de leur maraude nocturne, les bénévoles de cette association ont rencontré les exilés victimes de cette #agression et ont recueilli leurs témoignages. « Ils ont vraiment eu peur, certains ont cru qu’ils allaient mourir », confie Salomé Bahri.

    À leur tête, un leader raciste et masculiniste

    Cette agression xénophobe, préméditée et mise en scène, perpétrée par des militants d’extrême droite britanniques sur le littoral nord de la France n’est pas un événement isolé. Ces dernières semaines, les actes d’#intimidation ou de #violence à l’encontre de personnes exilées et de leurs soutiens se sont succédé à Dunkerque et #Calais. Le 7 novembre au matin, encore à Grand-Fort-Philippe, une petite dizaine de militants britanniques d’extrême droite du mouvement « Raise The Colours » (« hissez les couleurs ») se filme au bord du fleuve Aa en exhibant un immense drapeau de l’Union Jack tout en proférant leur haine des personnes migrantes.

    Alors que le #Royaume-Uni est confronté depuis plusieurs mois à d’importantes mobilisations anti-immigrés, les plages de la #Côte_d’Opale sont devenues le nouveau terrain de jeu de l’extrême droite britannique, suscitant peu de réactions des pouvoirs publics.

    « Il y a toujours eu cette menace de l’extrême droite sur le littoral, mais cela s’est nettement accéléré ces derniers temps », note Salomé Bahri. Début juin, les militants de l’UKIP sont restés plusieurs jours à Calais et ont multiplié les intimidations envers les exilés et les personnes solidaires, postant systématiquement ensuite leurs vidéos sur les réseaux. À leur tête, une des figures du parti, #Nick_Tenconi, ouvertement islamophobe, masculiniste et anti-LGBT+, promeut l’expulsion en masse des immigrés présents sur le territoire britannique.

    Les humanitaires dépeints comme des « terroristes de l’intérieur »

    « Nick Tenconi et son groupe sont restés entre une heure trente et deux heures devant l’accueil de jour à nous menacer et à nous insulter, nous traitant de “terroristes de l’intérieur” et de “méchants petits communistes” », se remémore Léa Biteau, du Secours catholique. Les images publiées sur X montrent le leader de l’UKIP, dans une posture d’intimidation, accuser les équipes du Secours catholique « d’être complices de l’envoi de migrants illégaux vers le Royaume-Uni ».

    Dans une autre vidéo postée le 7 juin, Nick Tenconi, mégaphone en main, hurle sur un groupe d’exilés attendant le début d’une distribution alimentaire : « Vous êtes tous filmés ! Nous allons transmettre ces images aux services de renseignement britanniques ! Vous n’êtes pas les bienvenus en Grande-Bretagne, faites-le savoir à vos amis et vos familles ! »

    Le parti d’extrême droite a lancé pendant l’été une cagnotte en ligne destinée à « maintenir une présence dans le nord de la France » de ses militants « afin de localiser et stopper les bateaux ». Plus de 21 000 euros ont pour l’heure été récoltés par la plateforme GiveSendGo, déjà épinglée pour avoir hébergé des appels à dons en faveur de militants suprémacistes et #néo-nazis. Ces raids de militants de l’UKIP ne constituent toutefois pas la seule menace à laquelle ont dû faire face les personnes exilées et leurs soutiens ces derniers mois sur le Calaisis et la Côte d’Opale.

    Croix gammée, doigts d’honneur et excréments

    « Ces dernières semaines, nous avons constaté que certaines cuves d’eau avaient été sabotées : des robinets ont été volés, l’#eau a été polluée par du produit vaisselle ou encore des personnes ont volontairement déversé le contenu », indique Lachlan Macrae de Calais Food Collective.

    Ce groupe de solidaires installe des citernes d’eau sur les camps de fortune où survivent les exilés, palliant ainsi les carences assumées de l’État français en matière d’accès à l’eau, un droit pourtant fondamental. « Dernièrement, une des citernes a même été taguée d’une #croix_gammée », ajoute le militant.

    « Le 26 septembre, nous avons découvert un sac d’excréments à l’entrée de l’entrepôt », détaille Jade Lamalchi de l’Auberge des migrants, en reprenant un document sur lequel elle consigne, avec d’autres solidaires, les #menaces et intimidations auxquelles ils et elles font face. La responsable associative évoque également le cas récent de filatures, par un couple dans un véhicule, au cours desquelles les personnes solidaires ont été prises en photo. « On se demande si c’est une manière de préparer de futures actions », s’inquiète la jeune femme.

    « Il y a un climat ambiant qui favorise ce type d’agissements isolés, cela décomplexe le passage à l’acte », estime Léa Biteau du Secours catholique, également confrontée à « des actes de #vandalisme, tels que des dépôts d’excréments ou de la glue dans les serrures des locaux ».

    La salariée associative n’impute toutefois pas directement ces actes à l’extrême droite organisée, mais souligne que ces actions, qui peuvent venir d’habitants, participent à « décourager les initiatives solidaires ». Un constat partagé par Salomé Bahri qui observe régulièrement des riverains du camp de #Loon-Plage, près de Dunkerque, « faire des doigts d’honneur ou insulter des bénévoles d’Utopia et des personnes exilées ».

    Les groupuscules néo-fascistes français en embuscade

    « À Londres comme à Paris, les responsables politiques usent d’un discours politique toujours plus dur et déshumanisant à l’encontre des personnes exilées, cela normalise ces idées et ce type de comportements, s’alarme Lachlan Macrae, ce n’est pas surprenant ensuite de voir ces agitateurs fascistes se sentir encouragés pour agir ». Le militant de Calais Food Collective rappelle que Nick Tenconi et le parti UKIP étaient aux avant-postes du mouvement anti-immigrés qui s’est répandu cet été outre-Manche.

    Dans de nombreuses villes du Royaume-Uni, des rassemblements hostiles, attisés sur les réseaux sociaux par l’extrême droite, ont eu lieu devant les hôtels hébergeant les demandeurs d’asile, avec comme slogan principal « Send them home, protect our kids ! » (« Renvoyez-les chez eux, protégez nos enfants ! ») « Après ça, pour Nick Tenconi et l’UKIP galvanisés par ces mobilisations, la prochaine étape était de venir à Calais », observe Lachlan Macrae.

    « On craint que les actions menées par UKIP sur le #littoral ne donnent des idées à des groupes d’extrême droite locaux », analyse Salomé Bahri. Le 1er septembre, les groupuscules #identitaires #Nouvelle_droite, basé à Lille, et #Les_Normaux, venus de Rouen, se sont retrouvés pour une action de communication sur une plage proche du #cap_Gris-Nez. Les militants d’extrême droite se sont pris en photo arborant des banderoles « #Stop_the_boats » et en soutien à #Tommy_Robinson, un ancien hooligan à l’origine de l’#English_Defence_League, un groupuscule nationaliste et islamophobe. L’activiste d’extrême droite, très influent sur les réseaux sociaux, est à l’origine de la manifestation anti-immigrés qui a rassemblé 100 000 personnes au cœur de Londres le 13 septembre dernier.

    Les autorités très lentes à réagir

    Le raid de l’UKIP de début septembre a donné lieu à un signalement d’Utopia 56 auprès du parquet de Dunkerque le 18 septembre. Ce n’est toutefois qu’après la publication de la vidéo sur X de l’agression perpétrée contre des exilés que la procureure de Dunkerque a ouvert une enquête. Contacté par Basta !, le parquet de Dunkerque n’a pas partagé de nouveaux éléments relatifs à cette affaire. Plusieurs associatifs restent toutefois sceptiques quant à la capacité de réaction des autorités françaises, les mêmes qui, par ailleurs, organisent des expulsions de campements toutes les 48 heures à Calais ou cautionnent les interceptions violentes de zodiacs sur les plages du littoral.

    « Une ligne rouge a été dépassée : les pouvoirs publics laissent faire les propos et actes racistes et nous, en tant qu’associatifs, on se retrouve à devoir s’organiser, faire de la veille sur les réseaux sociaux afin de prévenir de futurs agissements de l’extrême droite », estime Jade Lamalchi, de l’Auberge des migrants, qui a de son côté signalé les cas de filatures auprès de la sous-préfecture de Calais, sans suite pour le moment. « On essaie désormais d’anticiper de nouvelles menaces de l’extrême droite, abonde Salomé Bahri. On prévient les bénévoles et les personnes exilés via des stories WhatsApp et on adapte nos missions sur le terrain. »

    Fin septembre, dans un courrier adressé au Premier ministre britannique, Keir Starmer, un collectif de 150 organisations de la société civile britannique appelle à une réponse forte des autorités face aux intimidations et menaces grandissantes de l’extrême droite auxquelles elles sont confrontées.

    Salomé Bahri conclut : « En #Angleterre comme en #France, cette volonté de beaucoup de responsables politiques de ne pas pointer du doigt les discours et les actes racistes est un terreau fertile, c’est une incitation à continuer et aller plus loin. »

    https://basta.media/extreme-droite-britannique-multiplie-les-raids-racistes-sur-littoral-franca
    #racisme #UK #Manche

  • #Promenade_des_Canadiens

    Février, #1937

    En pleine guerre civile, deux mois avant le tristement célèbre bombardement de Guernica, #Malaga tombe aux mains des franquistes.
    Des familles entières fuient la ville et sont prises pour cibles.
    À Malaga, un chemin magnifique bordant la mer porte le nom mystérieux de Promenade des Canadiens. Une #plaque discrète en précise la raison.
    Intrigués, des vacanciers cherchent à en savoir davantage et vont découvrir l’un des épisodes les plus meurtriers de la #guerre_d’Espagne.
    Parce que tourner la page n’est pas déchirer le livre, Promenades des Canadiens revient sur ce drame méconnu.

    https://steinkis.com/livres/promenade-des-canadiens
    #frontières #réfugiés #réfugiés_espagnols #migrations #Espagne #France #guerre_civile #toponymie #Norman_Bethune #Almería #évacuation #marche #Queipo_de_Llano #Unité_canadienne_de_transfusion_de_sang #massacre #la_débandade #déplacés_internes #Benito_Mussolini #chute_de_Malaga #peur #terreur #humiliation #arrestation #Antonio_Vallejo_Najera #réparation_morale #mémoire

    #Carlos_Arios_Navarro, le #boucher_de_Malaga :

    Carlos Arias Navarro, 1er marquis d’Arias Navarro, né le 11 décembre 1908 à Madrid et mort le 27 novembre 1989 dans la même ville, est un homme d’État espagnol de l’époque franquiste. Il est le troisième et dernier président du gouvernement du général Francisco Franco.


    https://fr.wikipedia.org/wiki/Carlos_Arias_Navarro
    #franquisme

    #livre #bande-dessinée

  • The REAL Reason The Imperial West HATES Russia | Joti Brar

    via https://diasp.eu/p/17795789

    https://www.youtube.com/watch?v=HABwKORAaZE

    Neurality Studies - Interviews 28.06.2025 - 50 Min.

    Today I’m talking to Joti Brar, one of the leaders of the Communist Party of Great Britain, the editor of the party’s publication, and the Spokesperson for the World Anti-Imerialist Platform.

    Today we want to discuss her analysis of the role the UK is playing in the Russo-Ukrainian War, the Gaza Genocide, and the unfolding new war with Iran.

    #UK #United_Kingdom #China #Ukraine #Russia #Iran #Gaza #recources #capitalism #empirialism #colonialism #empoverishment #overproduction

  • Craig Mokhiber sur X : “The Israeli regime has just attacked & commandeered the humanitarian ship #Madleen, in blatant violation of international law. In recent months, the Israeli regime has carried out genocide & apartheid in Palestine, a transnational terrorism attack in Lebanon, thousands of armed”
    https://x.com/CraigMokhiber/status/1931871812062793905

    Le régime israélien vient d’attaquer et de réquisitionner le navire humanitaire #Madleen , en violation flagrante du droit international.

    Ces derniers mois, le régime israélien a perpétré un génocide et un apartheid en Palestine, une attaque terroriste transnationale au Liban, des milliers d’attaques armées contre le Liban, la Syrie, le Yémen et l’Iran, l’occupation illégale de territoires palestinien, libanais et syrien, plusieurs exécutions extrajudiciaires à l’étranger, et a utilisé ses intermédiaires dans les pays occidentaux pour harceler les défenseurs des droits humains et corrompre les gouvernements.

    Il dispose de stocks d’armes nucléaires, chimiques et biologiques. Et il est gouverné par un régime d’extrême droite, profondément raciste et fondamentalement violent.

    L’ONU a le devoir de répondre aux menaces à la paix et à la sécurité internationales et de défendre les droits humains.

    Expulsez, isolez, mettez sous embargo et sanctionnez le régime dès maintenant. #UnitingForPeace

  • #BlackRock is Suing #UnitedHealth for Giving “Too Much Care” to Patients After the #CEO was Murdered | by HR NEWS | May, 2025 | Medium
    https://medium.com/@hrnews1/blackrock-is-suing-unitedhealth-for-giving-too-much-care-to-patients-after-t

    BlackRock — the world’s most powerful asset manager and UnitedHealth’s biggest shareholder with nearly 10% ownership — is literally suing the health insurance giant. But not for what you’d expect. They’re mad that UnitedHealth might actually be giving patients too much care.

    Yeah, you read that right. In the upside-down world of Wall Street, providing healthcare is apparently bad for business.

  • Remous au #CNRS autour du projet de création de labos d’excellence
    https://www.lemonde.fr/sciences/article/2025/01/20/remous-au-cnrs-autour-du-projet-de-creation-de-labos-d-excellence_6506714_16

    Remous au CNRS autour du projet de création de labos d’excellence
    Suite à l’annonce de la création des « Key Labs » , le 12 décembre, par Antoine Petit, président-directeur général du CNRS, une motion de défiance appelant à leur « arrêt immédiat » et à la démission du PDG a recueilli près de 5 000 signatures.

    Le #PDG du CNRS, #Antoine_Petit, est en train de se mettre à dos les employés de l’organisme, les directeurs de laboratoire et même ses partenaires universitaires. Le 12 décembre 2024, à la convention des directrices et directeurs d’unités, représentant plus de 800 laboratoires, il a surpris l’audience en annonçant la création d’un nouveau label, les « CNRS #Key_Labs ».

    Ce statut, accordé à environ 25 % des unités (soit 46 % des personnels CNRS), vise à « faire porter un effort particulier sur un nombre plus restreint d’unités, celles qui peuvent légitimement prétendre à être qualifiées “de rang mondial” ». Au conseil d’administration du CNRS du 20 décembre, un document sur la stratégie jusqu’en 2028 précise qu’il s’agit « d’aider les très bons à devenir encore meilleurs ». Le PDG a également expliqué que « cette priorité ne signifie pas exclusivité », c’est-à-dire que le CNRS n’abandonnera pas les 75 % des #unités non labélisées.

    La précision n’a pas rassuré. Dès le 20 décembre, France #Universités, principal partenaire du CNRS dans ces unités, qualifiées de « mixtes » car en cotutelle entre l’organisme et les universités, a exprimé son « désaccord face aux annonces unilatérales faites par le CNRS ». « Désaccord total » réitéré dans un communiqué, le 17 janvier, malgré une réunion avec Antoine Petit. Une motion de défiance appelant à l’« arrêt immédiat » des Key Labs et à la démission du PDG a recueilli plus de 5 200 signatures. Selon un sondage réalisé par l’Association des directions de laboratoires (ADL), près de 80 % des 428 répondants sont contre la mesure. Le principal syndicat, le Syndicat national de la #recherche_scientifique (SNCS-FSU), a également dénoncé, le 18 décembre, cette « politique destructrice ».

    « Dans le dos des #personnels »
    Deux critiques sont faites. D’abord, sur la méthode. Les universités n’ont été prévenues que la veille au soir, par courriel, avec consigne de « ne pas rendre publique cette annonce ». Lors de la convention, tout le monde a compris que la liste, encore confidentielle, était déjà arrêtée, avec possibilité d’aménagements à la marge. La motion de défiance ainsi que les communiqués syndicaux rappellent aussi qu’aucune instance consultative n’a été informée, alors que la collégialité et l’évaluation par les pairs (pour juger de l’« excellence » scientifique) sont clés dans ces communautés. « On n’y comprend plus rien dans les réformes : Agences de programmes, Programmes et équipements prioritaires de recherche (PEPR), Key Labs… Tout ça se fait dans le dos des personnels. Il faut changer de méthode », souligne Boris Gralak, secrétaire général du SNCS-FSU qui, le 17 janvier, a appelé à une conférence nationale pour « proposer une organisation de la recherche qui soit partagée par l’ensemble des personnels ».

    « Il était normal d’élaborer en interne ce concept, ne serait-ce que pour assurer la cohérence entre disciplines, rappelle au Monde Antoine Petit. Maintenant, nous discutons avec nos partenaires et différentes instances. » Des réunions sont prévues, le 27 janvier avec le conseil scientifique du CNRS, le 29 avec les organisations syndicales, et le 30 avec l’ADL.

    Sur le fond, ensuite, le principe des vases communicants inquiète. « Donner plus à 25 % des labos, ce sera moins pour les 75 % restants », rappelle Boris Gralak. « Dire qu’on mise sur les “meilleurs”, c’est dire aux autres qu’ils ne sont pas bons », critique un pétitionnaire. « Cela affaiblit certains groupes, ajoute de la compétition. Personne n’a encore démontré que concentrer les moyens était plus efficace que collaborer, mettre en réseau ou échanger », rappelle Valérie Boussard, sociologue et coprésidente de l’ADL, qui a convoqué une assemblée générale de ses membres pour discuter des suites à donner à leur sondage. La vision de laboratoires égalitairement dotés est évidemment fictive. Trois mille unités de recherche n’ont pas le CNRS en tutelle. Antoine Petit, en 2019, avait déjà créé une polémique en souhaitant une loi de programmation « inégalitaire » pour la recherche. Parmi les futurs Key Labs, certains sont déjà très « accompagnés ».

    Les moyens financiers ne sont pas vraiment en jeu, car ceux-ci proviennent majoritairement des appels d’offres auxquels répondent les chercheurs, et pas tant des tutelles. Les moyens humains, recherche et soutien, sont en revanche plus critiques. Antoine Petit a prévu que dans cinq ans, près de 55 % des personnels CNRS appartiendront à ces Key Labs – soit dix points de plus qu’aujourd’hui. A recrutement constant, cela fera moins de postes pour les labos n’ayant pas ce label, moins de personnel de soutien, moins d’étudiants attirés… Ce qui fera « péricliter » ces labos selon la pétition, dont un des initiateurs diagnostique : « C’est un autosabordage du CNRS par son PDG qui faillit à sa mission. » « C’est infondé de dire que les CNRS Key Labs sont une réponse à la pénurie de moyens, dont je dis souvent qu’elle est préjudiciable au pays, ajoute Antoine Petit. Le dispositif doit renforcer la France sur une scène internationale où la compétition est féroce. Il n’y a aucune raison que cela crée une catastrophe. »

    Lire aussi | Frédéric Restagno : « Alors, je ne suis pas un bon chercheur ! »

    Lire aussi la tribune : « Le darwinisme social appliqué à la recherche est une absurdité »

    #David_Larousserie

  • #Luigi_Mangione Prosecutors Have a Jury Problem: ’So Much Sympathy’ - Newsweek
    https://www.newsweek.com/luigi-mangione-jury-sympathy-former-prosecutor-alvin-bragg-terrorism-new-y

    An attorney has said that jury selection may be very difficult in Luigi Mangione’s murder trial as there is so much public sympathy for the alleged killer of #UnitedHealthcare CEO Brian Thompson.

    Neama Rahmani, who was a federal prosecutor in California, said that Manhattan District Attorney Alvin Bragg will have to be very careful during the jury selection process.

    “I’ve never seen an alleged murderer receive so much sympathy. To many people, #Mangione is a hero of sorts,” Rahmani said.

  • Lu dans cet article de France 24 en langue espagnole à propos du meurtre De Brian Thompson PDG de #Unitedhealthcare :

    “La frustración de los consumidores, los empleados y la comunidad ante las empresas parece haberse convertido en indignación. Hemos pasado lentamente de un mundo de «no confío en usted» a «lo odio», y amplios sectores del público estadounidense sienten ahora una gran antipatía hacia el capitalismo y los capitalistas”, escribieron en Harvard Business Review, Ranjay Gulati y Alison Beard.

    Heureusement, Donald T. (le nouveau PDG des États-Unis d’Amérique) va régler le problème (en 24 heures) ...
    https://www.france24.com/es/ee-uu-y-canad%C3%A1/20241214-de-presunto-asesino-a-h%C3%A9roe-mangione-atiza-un-movimiento-con

    • Ce réquisitoire :

      La preuve par la mort

      1) Ou comment Brian Thompson est mort d’un système qui a tout mis en oeuvre pour qu’on lui tire dessus.
      Le meurtre de Brian Thompson, PDG d’UnitedHealthcare, la plus grande compagnie privée d’assurance santé des États-Unis, éclaire brutalement certaines vérités sur nos sociétés.

      2) La plupart des médias et des élites se sont scandalisés à deux reprises : d’abord face à l’assassinat de ce dirigeant, célèbre pour ses politiques de refus systématique de prise en charge visant à maximiser les profits et les dividendes de son entreprise. Puis, quelques jours plus tard, face à l’incroyable vague de solidarité dont bénéficie son meurtrier présumé, Luigi Mangione "is not an Hero" répètent médias et décideurs.

      3) Ces élites posent la même question en boucle : comment peut-on soutenir un meurtrier ? Comment peut-on se réjouir de la mort d’un homme ? Des leçons de morale fusent : il serait possible de combattre des idées et des politiques injustes, mais pas par la violence. "Nous perdons notre humanité", disent-ils, "si nous acceptons de telles méthodes".

      4) L’importance de l’acte a provoqué quelque chose d’assez rare : l’admission complète de l’injustice des politiques d’assurances privées américaines par divers démocrates, libéraux, aux USA comme en France qui sont venus légitimer l’assassinat tout en portant un jugement moral sur l’acte et l’auteur.

      En d’autres termes : nous sommes d’accord sur le fond, pas sur la forme.

      5) Le soutien massif de la population à Luigi, ses revendications et son geste ont empêché les dirigeants de surjouer l’indignation pour ne pas se ridiculiser. Les braises d’un conflit social d’ampleur sont chaudes et vives, il ne faudrait pas souffler dessus.

      La mort de Brian Thompson n’est en rien plus grave aux yeux de la population, que celle des milliers d’assurés qui n’ont pas pu se soigner à cause de la politique de sa compagnie provoquant le décès de milliers de personnes.

      6) "Ce PDG n’a tué personne de ses propres mains", nous répond-on. D’autres diront que Brian Thompson n’est pas un meurtrier : les assurés non pris en charge par sa compagnie seraient morts tôt ou tard.

      Si l’on suit ce raisonnement, pourquoi ne pas comparer jusqu’au bout : Brian Thompson avait 50 ans, il aurait pu espérer vivre encore 30 ou 40 ans. Mais une tierce personne en a décidé autrement.

      7) Les décisions de Brian ont pour sa part amputé plusieurs dizaines de milliers de personnes de plusieurs mois (ou années) de vies. Les 40 ans de perdus de Brian pèsent ils plus que les plus de 10 000 années volées à ses assurés non pris en charge ?
      Ce système nous impose l’idée qu’il est "normal" de laisser mourir des gens –de faim, de froid, de maladie, ou de guerre– tandis que les ultra-riches continuent de prospérer. Mais quand 1 des leurs tombe, l’indignation devient immédiate et absolue.

      8) L’argument selon lequel le meurtre par arme à feu est un scandale ne tient pas. Aux États-Unis, plus de 20 000 personnes meurent chaque année par balle (hors suicides), soit plus de 50 morts par jour. En quoi la mort de Brian Thompson diffère-t-elle de ces victimes anonymes ? Parce qu’il "ne l’aurait pas mérité" ? Pourtant, il figure parmi ceux qui, par leurs décisions, ont causé le plus de morts indirectes en 2024.

      9) La vérité est simple : les puissants ne supportent pas de vivre dans l’insécurité qu’ils imposent aux autres.
      Depuis des décennies, ils ont conçu un système qui les protège et les place au-dessus des lois. Si vous êtes en colère, votez, disent-ils. Si vous subissez une injustice, portez plainte. Si vos conditions de travail sont indignes, faites grève. Tout est pensé pour contenir la colère dans des cadres "civilisés".

      10) Sauf que la réalité montre année après année que ni les élections, ni les procès, ni les grèves ne suffisent à mettre fin aux injustices. Des injustices bien concrètes : des malades abandonnés, des sans-abri, des chômeurs désespérés. Ces injustices tuent, chaque jour.

      À force de mépriser la colère et d’ignorer les recours légaux, ce système a lui-même créé les conditions pour des actes comme celui de Luigi Mangione.

      11) Qu’ils aient peur est logique. Mais qu’ils culpabilisent ceux qui refusent de pleurer la mort de ce PDG est insupportable. On ne peut pas bâtir une société inhumaine et exiger des révoltes feutrées et courtoises.

      Et ceux qui témoignent d’une façon ou d’une autre de la solidarité envers Luigi Mangione sont peut être "moins civilisés" que les élites scandalisées. Mais ils ont en eux beaucoup plus d’humanité.

      12) Et c’est cette humanité qui fait qu’ils ne sont pas hermetiques aux drames vécus par des millions de personnes, et qu’ils ne mettent pas au-dessus de cela la mort d’une seule personne, qui plus est responsable d’une partie de ces drames.

      On préfère des sauvages qui ont gardé leur humanité que des "bons petits citoyens" qui acceptent l’inacceptable.

      13) Ce qui a fait fracas de cet assassinat c’est sa réception, son écho, partout. De Seattle où des panneaux publicitaires sont piratés pour porter des messages de soutien à Luigi, aux tags « Delay, Deny, Defense, » apparus ces derniers jours dans les universités parisiennes. Ce qui est mis le plus en avant, source de débat et de conflit, c’est le geste.

      14) Ce qui est questionné, et critiqué parfois même par de hauts fonctionnaires démocrates, c’est le fonctionnement du système de santé. La victime a, elle, été reléguée en arrière plan de cet assassinat, ce qui est profondément rare dans nos sociétés individualisées. C’est cette invisibilisation qui fait la force de cet acte. Finalement, Luigi a tiré sur le système d’assurance santé américain. Que quelqu’un le fasse, tout le monde l’attendait.

      https://piaille.fr/@cerveauxnondisponibles@mamot.fr/113656346520829181

  • VRAI OU FAUX. Monosourcil, bouc émissaire, Monopoly... Quatre théories complotistes autour de Luigi Mangione, le suspect du meurtre du PDG de UnitedHealthcare
    https://www.francetvinfo.fr/vrai-ou-fake/vrai-ou-faux-monosourcil-bouc-emissaire-monopoly-quatre-theories-complo

    "Robin des bois, « héros »… Luigi Mangione est l’objet de nombreux messages de soutien. L’homme de 26 ans est pourtant l’unique suspect des autorités pour l’assassinat de Brian Thomson, PDG de la compagnie d’assurance UnitedHealthcare, abattu dans une rue de New York, le 4 décembre. Il a été interpellé lundi 9 décembre à 500 kilomètres de là, dans un McDonald’s d’Altoona, en Pennsylvanie, après cinq jours d’une traque médiatisée.

    Né dans une famille italo-américaine aisée, élevé dans le Maryland, Luigi Mangione est ingénieur, diplômé d’une prestigieuse université privée de Pennsylvanie. Son profil et son physique ont donné lieu à des folles spéculations et théories du complot. Franceinfo revient sur plusieurs d’entre elles.
    La théorie du « bouc émissaire »

    « C’est complètement injuste et c’est une insulte à l’intelligence du peuple américain », a lancé Luigi Mangione mercredi, alors qu’il était menotté et escorté par la police devant le tribunal du comté de Blair (Pennsylvanie). Une déclaration qui n’a pas manqué d’alimenter les spéculations. « On dirait que c’est un bouc émissaire. J’ai l’impression que nous sommes dans une simulation… Un épisode vraiment bizarre de [la série de science-fiction dystopique] Black Mirror », réagit une personne sur TikTok, repérée par la chaîne californienne Fox 11(Nouvelle fenêtre).

    « Si vous croyez qu’un type de la Ivy League [groupe de prestigieuses universités américaines privées] a décidé au hasard d’assassiner un grand PDG, vous faites partie des moutons. Agent MK Ultra évident / bouc émissaire mis en place par le gouvernement de l’ombre », estime un autre(Nouvelle fenêtre) internaute sur X. Le projet MK-Ultra est un programme secret de la CIA, lancé dans les années 1950. Il a consisté à développer et tester des techniques de manipulation mentale à base de drogues, d’hypnose, d’électrochocs, ou encore de la privation sensorielle. Ces méthodes, souvent illégales, ont été utilisées sur des citoyens américains et étrangers pendant la guerre froide.

    Il est aussi devenu une référence récurrente dans les milieux conspirationnistes pour expliquer toutes sortes d’actes, criminels ou non, comme l’expliquait en 2019 le mensuel américain Wired(Nouvelle fenêtre). Le programme a été interrompu dans les années 1970. Luigi Mangione, âgé de 26 ans, n’a donc pas pu être concerné par ce programme.

    Le « gouvernement de l’ombre » constitue une autre théorie complotiste récurrente, reposant sur l’idée qu’un groupe secret et non élu exerce le véritable pouvoir, manipulant les gouvernements officiels pour servir des intérêts cachés. Derrière ce groupe secret, des entités comme les banques centrales, les élites mondiales, des sociétés secrètes, dont l’objectif, selon ces théories, souhaitent, d’après les partisans de cette thèse sans fondement, créer un « nouvel ordre mondial ».
    La théorie du monosourcil

    Sur les réseaux sociaux, les enquêteurs amateurs se multiplient, et certains sont convaincus d’avoir repéré des incohérences entre les images de vidéosurveillance qui ont servi à pister le tireur et les photos du suspect interpellé. « Si l’homme masqué n’a pas de monosourcil, alors pourquoi Luigi est-il arrêté ? L’intrigue s’épaissit comme ce sourcil », plaisante un internaute sur X, montage photo de basse qualité à l’appui. « Les sourcils ne correspondent pas. Le nez est différent et (...) le suspect a une mâchoire et un menton plus pointus que Luigi », affirme un autre.

    If the masked man doesn’t have a unibrow, then why is Luigi arrested ? The plot thickens like that eyebrow. #LuigiMangione(Nouvelle fenêtre) #LuigManigone(Nouvelle fenêtre) #CEOAssassination(Nouvelle fenêtre) #UnitedHealthcareAssassin(Nouvelle fenêtre) pic.twitter.com/Cm4OyD9s8F(Nouvelle fenêtre)
    — TheRealRobbyLee (@theRealRobbyLee) December 10, 2024(Nouvelle fenêtre)

    « Si vous regardez des photos de lui prises à son hôtel, son visage est très anguleux » comparé aux photos de son arrestation où il regarde l’objectif de face, estimait mercredi Tracy Walder, ancienne agente de la CIA et du FBI, interviewée dans l’émission américaine Crime Fix(Nouvelle fenêtre). « lI faut prendre en compte plusieurs angles de caméras. Cela va donner une lecture différente de votre visage. Je pense que les personnes choisissent ce qui les arrange pour affirmer que ce n’est pas lui », explique-t-elle.

    Les premiers éléments de l’enquête s’avèrent pourtant accablants pour Luigi Mangione. Ses empreintes digitales correspondent à celles trouvées sur la scène du crime et les douilles découvertes correspondent à l’arme détenue par le suspect au moment de son arrestation. En plus d’une arme à feu en kit, le jeune ingénieur portait sur lui une fausse carte d’identité et un manuscrit de trois pages critiquant notamment le système de santé et les grandes entreprises aux Etats-Unis.
    La théorie du chiffre 286

    Certains, comme le compte X conspirationniste Concerned Citizen (suivi par 740 000 abonnés), relèvent une répétition du nombre 286 dans la vie de Luigi Mangione. Sur X, le compte au nom de Luigi Mangione affiche ainsi 286 publications. Dans la bannière de son profil sur le même réseau, on peut voir Chapignon, le 286e Pokémon du Pokédex, annuaire regroupant les personnages du jeu vidéo japonais. Selon ces internautes, il a également été arrêté à 286 miles de la scène de meurtre (plutôt entre 279 et 290 miles par la route, selon l’itinéraire choisi). Enfin, ils citent le chapitre 28, verset 6, du Livre des proverbes de l’Ancien Testament. Les traductions varient, mais le proverbe dit en substance : « Mieux vaut un pauvre à la conduite intègre qu’un homme tortueux et louvoyant, même riche. »

    Par ailleurs, comme le souligne Newsweek(Nouvelle fenêtre), le nombre 286 est associé au « code de refus » appliqué lorsqu’un dossier de remboursement en soins de santé est refusé en raison de non-respect des délais d’appel. Autant de coïncidences qui ont pu satisfaire des internautes amateurs de signes et de messages cachés, sans pour autant faire avancer l’enquête.
    La théorie du Monopoly

    Pour d’autres enfin, Luigi Mangione jouait au Monopoly avec les autorités. A l’origine de cette rumeur, des billets de banque du jeu de société découverts dans un sac à dos abandonné dans Central Park, qui ressemblait à celui porté par le tireur, détaille CNN(Nouvelle fenêtre). Un internaute a estimé sur X que Luigi Mangione avait laissé de l’argent dans le célèbre parc, qui symbolise le « milieu du plateau de jeu, où les gens déposent de l’argent ». Ce n’est pas une règle officielle, mais certains joueurs utilisent en effet cette zone pour alimenter une cagnotte.

    L’internaute fait ensuite un parallèle avec le fait que le suspect ait emprunté le train pour se rendre jusqu’en Pennsylvanie, soulignant que Pennsylvania Railroad est l’une des gares de la version américaine du jeu. Il souligne par ailleurs que McDonald’s a, durant plusieurs années, mené des opérations commerciales avec le jeu. Il conclut en espérant que le suspect obtiendra la carte « Sortez de prison », estimant que Luigi Mangione n’est pas le vrai tireur.

    🚨 Luigi Mangione is playing MONOPOLY with them !

    He left money in Central Park, which would represent the middle of the game board where people put free money (the location also looks like a game board). He then took the railroad to Pennsylvania (Pennsylvania Railroad is a spot… pic.twitter.com/hRlC8zUW6z(Nouvelle fenêtre)
    — ⃤ PrepperPress (@lightbenderleia) December 11, 2024(Nouvelle fenêtre)

    Pour Ted Williams, ancien détective à Washington, interrogé par Fox News(Nouvelle fenêtre), l’argent du Monopoly trouvé dans un sac à dos signifie plutôt que le suspect jouait au « jeu du chat et de la souris » avec les autorités. Luigi Mangione « savait qu’il y avait de fortes chances qu’ils trouvent le sac à dos, et il laisse des miettes de pain pour faire savoir aux autorités que c’est lui qui contrôle la situation », estime l’expert. Arrêté mardi, le suspect est poursuivi pour meurtre au premier degré, et inculpé pour possession d’une arme à feu sans permis, contrefaçon et fourniture de fausses pièces d’identité à la police.

  • Comment l’assassinat du patron des assurances privées UnitedHealthCare a pris un tour politique aux Etats-Unis
    https://www.francetvinfo.fr/monde/usa/comment-l-assassinat-du-patron-des-assurances-privees-unitedhealthcare-

    a mort de l’homme d’affaires a suscité de vives réactions contre les compagnies de santé privée, accusées de profiter de la situation de leurs clients.

    Le soleil n’est pas encore levé, mercredi 4 décembre, dans le centre de New-York, devant le prestigieux hôtel Hilton de Manhattan, quand une silhouette vêtue de noir surgit derrière un homme en costume cravate et l’abat froidement d’une balle dans le dos. L’homme d’affaires qui s’effondre n’est autre que Brian Thompson, le PDG d’UnitedHealthCare, premier assureur santé privé du pays. Il succombe à ses blessures dans les heures qui suivent en arrivant à l’hôpital.

    Après cinq jours de cavale, un homme de 26 ans, Luigi Mangione, est finalement arrêté lundi 9 décembre dans un McDonald’s de la ville rurale d’Altoona, à 500 km de là. « Le recours à la violence pour lutter contre la cupidité des entreprises est inacceptable », a condamné la porte-parole de la Maison Blanche, Karine Jean-Pierre, au lendemain de son interpellation. « On ne tue pas des gens de sang-froid pour des questions politiques ou pour exprimer un point de vue », a tancé Josh Shapiro, le gouverneur démocrate de Pennsylvanie, alors que les messages de soutien au jeune homme se multiplient sur les réseaux sociaux. Dans une note interne citée par le New York Times(Nouvelle fenêtre), la police s’inquiète que le suspect soit perçu « comme un martyr » par certains et « un exemple à suivre ».
    De vives réactions politiques

    « J’ai vécu avec les failles du système de santé et je les ressens encore aujourd’hui », a réagi le gouverneur démocrate du Maryland, Wes Moore, sur CBS(Nouvelle fenêtre). Condamnant le meurtre de Brian Thompson, l’élu a raconté que, malgré la perte de son père à l’âge de 3 ans, parce qu’il ne pouvait pas obtenir le traitement dont il avait besoin, « la façon de résoudre les problèmes n’est pas de tuer les gens de sang-froid ». « Il y a actuellement deux adolescents dans le Minnesota qui grandissent comme je l’ai fait : sans père », a-t-il ajouté, demandant à ce que justice soit rendue à l’homme d’affaires et à sa famille.

    « Rien ne justifie la violence, mais les réactions qui ont suivi [le meurtre de Brian Thompson] ne m’ont pas surpris », a abondé Ro Khanna, élu démocrate à la Chambre des représentants, sur la chaîne ABC(Nouvelle fenêtre). « La réaction viscérale des personnes qui, dans tout le pays, se sentent trompées, arnaquées et menacées par les pratiques ignobles de leurs compagnies d’assurance devrait être un avertissement pour tous les acteurs du système de santé », a aussi affirmé la sénatrice démocrate Elizabeth Warren dans le HuffPost(Nouvelle fenêtre).

    « La violence n’est jamais la solution, mais il y a des limites à la pression exercée sur les gens. »
    Elizabeth Warren, sénatrice démocrate

    Même réaction de Bernie Sanders, l’ancien candidat aux primaires démocrates. Qualifiant le meurtre de Brian Thompson de « scandaleux » et « inacceptable », il estime également auprès du HuffPost que « l’explosion de colère » des internautes « montre que des millions de personnes comprennent que les soins de santé sont un droit de l’homme et que l’on ne peut pas tolérer que des membres de cette industrie refusent des soins à leurs assurés alors qu’ils réalisent des milliards de dollars de bénéfices ».
    Une vague de commentaires ironiques

    Dans les heures qui ont suivi la mort du patron, les internautes ont vite donné une dimension politique à l’affaire, alors que ni le tueur ni son mobile n’étaient encore connus. Une réaction traduisant une colère profonde à l’égard d’un système lucratif, accusé de s’enrichir sur le dos des patients. Une information du New York Times(Nouvelle fenêtre), publiée au lendemain du meurtre et largement reprise sur la toile, a renforcé ce sentiment : les mots « delay » (retarder) et « deny » (refuser) ont été retrouvés inscrits sur des douilles sur les lieux du drame, rappelant des pratiques controversées du secteur.

    Ces mots rappellent aussi l’essai Delay, Deny, Defend, publié par le juriste américain Jay Feinman en 2010, racontant comment ces compagnies « retardent » les dossiers, « refusent » au maximum les remboursements et se « défendent » quand il s’agit d’indemniser. Une semaine après la mort de Brian Thompson, le livre était en tête des ventes sur la plateforme Amazon, dans la catégorie droit des assurances et droit des affaires(Nouvelle fenêtre).

    Dans la foulée, des milliers d’internautes ont publié des commentaires haineux et sarcastiques sur les réseaux sociaux, prenant fait et cause pour le tueur et critiquant vertement les assurances américaines. « J’ai soumis une demande de prise en charge pour mes condoléances, mais elle a été refusée, trop triste », assénait ironiquement un internaute sur TikTok. « Pensées et prières pour tous les patients à qui l’on a refusé une prise en charge », pointe un autre.
    Des profits records

    En 2023, UnitedHealthCare, qui fournit la couverture santé de 51 millions d’Américains, a dégagé 22 milliards de dollars de bénéfices et 371,6 milliards de dollars de revenus, rappelle le Financial Times(Nouvelle fenêtre). Le jour de sa mort, Brian Thompson était à New York pour rencontrer des investisseurs et devait annoncer que le chiffre d’affaires de son entreprise atteindrait entre 450 et 455 milliards de dollars en 2025, rapporte Le Figaro(Nouvelle fenêtre). Selon Forbes(Nouvelle fenêtre), le groupe refuse environ un tiers des demandes de prise en charge médicale à ses assurés, le taux le plus élevé de toutes les compagnies d’assurances et le double de la moyenne du secteur.

    « Mes pensées et mes prières ne sont pas incluses dans ma couverture », ont ainsi commenté de nombreux internautes, en référence à ces refus fréquents des assurances américaines. Sur Facebook, l’entreprise a été contrainte de modérer drastiquement les réactions sous sa publication(Nouvelle fenêtre) présentant ses condoléances aux proches de Brian Thompson, l’immense majorité des réactions étant des émojis hilares. Le Network Contagion Research Institute, un centre de recherche spécialisé dans les questions numériques, a recensé « un bond de publications très engagées à travers les réseaux sociaux glorifiant l’événement, certaines appelant même à des actes de violence supplémentaires ».
    Un suspect glorifié

    L’arrestation de Luigi Mangione, un Italo-Américain de 26 ans au parcours scolaire exemplaire et issu d’une famille influente de Baltimore, a également suscité une nouvelle vague de soutien inattendue. Deux heures après l’annonce de son interpellation, un profil Instagram à son nom est passé de 2 000 abonnés à plus de 45 000. Même phénomène sur le réseau social X, où un compte à son nom, qui regroupait quelque 45 000 abonnés lundi en fin de journée, en comptabilise désormais plus de 417 000.

    Les internautes ont manifesté leur soutien en créant des tee-shirts « Free Luigi » ("Libérez Luigi") ou à son effigie. Une cagnotte a également été créée, réunissant plus de 34 000 dollars pour l’aider à payer ses frais de justice. Par ailleurs, des policiers d’Altoona, où il a été arrêté, ont reçu des menaces de mort, rapporte CNN(Nouvelle fenêtre). A Baltimore, près de la ville natale de Mangione, un panneau portant les inscriptions « Deny, Defend, Depose » et « Health Care 4 All » ("Une assurance-maladie pour tous") est apparu aux abords des routes, rapporte le site d’information Baltimore Banner(Nouvelle fenêtre).

    De son côté, le jeune diplômé de la prestigieuse université de Pennsylvanie conteste son transfèrement devant la justice de New York et compte plaider non coupable, selon son avocat Thomas Dickey. Ce dernier a par ailleurs affirmé à CNN(Nouvelle fenêtre) qu’il n’utiliserait pas les fonds récoltés grâce à cette cagnotte.

  • Il sintomo Mangione
    https://radioblackout.org/2024/12/il-sintomo-mangione

    Si è già detto tutto e il contrario di tutto sull’identità di #Luigi_Mangione, il giovane americano che qualche giorno fa ha ucciso a Manhattan il CEO di #united_healthcare, uno dei colossi della #farmaceutica responsabile della morte di migliaia di cittadini americani, a causa delle politiche dilazionatorie messe in atto per posticipare il più […]

    #L'informazione_di_Blackout #Stati_Uniti
    https://cdn.radioblackout.org/wp-content/uploads/2024/12/Mometti_mangione_10_12_24.mp3

  • Peut-on faire de Luigi Mangione un héros ?
    https://www.frustrationmagazine.fr/luigi-mangione

    Le 9 décembre, après plusieurs jours de cavale, l’homme qui est suspecté d’avoir assassiné de sang froid et en pleine rue le PDG d’une grande compagnie d’assurance maladie privée à New York, a été arrêté. Le monde entier a découvert son identité : celle d’un jeune homme de 26 ans, issu d’un milieu aisé, diplômé […]

  • Exclusive : #Luigi ’s Manifesto - Ken Klippenstein
    https://www.kenklippenstein.com/p/luigis-manifesto

    I’ve obtained a copy of suspected killer Luigi #Mangione ’s manifesto — the real one, not the forgery circulating online. Major media outlets are also in possession of the document but have refused to publish it and not even articulated a reason why. My queries to The New York Times, The Washington Post, CNN and NBC to explain their rationale for withholding the manifesto, while gladly quoting from it selectively, have not been answered.

    I’ll have more to say on this later — on how unhealthy the media’s drift away from public disclosure is — but for now, here’s the manifesto:

    “To the Feds, I’ll keep this short, because I do respect what you do for our country. To save you a lengthy investigation, I state plainly that I wasn’t working with anyone. This was fairly trivial: some elementary social engineering, basic CAD, a lot of patience. The spiral notebook, if present, has some straggling notes and To Do lists that illuminate the gist of it. My tech is pretty locked down because I work in engineering so probably not much info there. I do apologize for any strife of traumas but it had to be done. Frankly, these parasites simply had it coming. A reminder: the US has the #1 most expensive healthcare system in the world, yet we rank roughly #42 in life expectancy. #United is the [indecipherable] largest company in the US by market cap, behind only Apple, Google, Walmart. It has grown and grown, but as our life expectancy? No the reality is, these [indecipherable] have simply gotten too powerful, and they continue to abuse our country for immense profit because the American public has allwed them to get away with it. Obviously the problem is more complex, but I do not have space, and frankly I do not pretend to be the most qualified person to lay out the full argument. But many have illuminated the corruption and greed (e.g.: Rosenthal, Moore), decades ago and the problems simply remain. It is not an issue of awareness at this point, but clearly power games at play. Evidently I am the first to face it with such brutal honesty.”

    https://seenthis.net/messages/1087082

    J’avoue être perplexe depuis hier, à me demander lequel de ces manifestes est un vrai, un faux, un à moitié vrai, un potentiellement faux... Et pas certain qu’on puisse le savoir un jour.

  • The #Allopathic #Complex and Its Consequences
    https://archive.is/2024.12.09-230659/https://breloomlegacy.substack.com/p/the-allopathic-complex-and-its-consequences

    #luigi #mangione's last words

    LM Dec 09, 2024

    The second amendment means I am my own #chief_executive and commander in chief of my own military. I authorize my own act of #self-defense in response to a hostile entity making war on me and my family.

    Nelson Mandela says no form of viooence can be excused. Camus says it’s all the same, whether you live or die or have a cup of coffee. MLK says violence never brings permanent peace. Gandhi says that non-violence is the mightiest power available to mankind.
    That’s who they tell you are heroes. That’s who our revolutionaries are.

    Yet is that not capitalistic? Non-violence keeps the system working at full speed ahead.

    What did it get us. Look in the mirror.

    They want us to be #non-violent, so that they can grow fat off the blood they take from us.

    The only way out is through. Not all of us will make it. Each of us is our own chief executive. You have to decide what you will tolerate.
    In #Gladiator 1 #Maximus cuts into the military tattoo that identifies him as part of the roman legion. His friend asks “Is that the sign of your god?” As Maximus carves deeper into his own flesh, as his own blood drips down his skin, Maximus smiles and nods yes. The tattoo represents the emperor, who is god. The god emperor has made himself part of Maximus’s own flesh. The only way to destroy the emperor is to destroy himself. Maximus smiles through the pain because he knows it is worth it.

    These might be my last words. I don’t know when they will come for me. I will resist them at any cost. That’s why I smile through the pain.

    They diagnosed my mother with severe neuropathy when she was forty-one years old. She said it started ten years before that with burning sensations in her feet and occasional sharp stabbing pains. At first the pain would last a few moments, then fade to tingling, then numbness, then fade to nothing a few days later.
    The first time the pain came she ignored it. Then it came a couple times a year and she ignored it. Then every couple months. Then a couple times a month. Then a couple times a week. At that point by the time the tingling faded to numbness, the pain would start, and the discomfort was constant. At that point even going from the couch to the kitchen to make her own lunch became a major endeavor

    She started with ibuprofen, until the stomach aches and acid reflux made her switch to acetaminophen. Then the headaches and barely sleeping made her switch back to ibuprofen.

    The first doctor said it was psychosomatic. Nothing was wrong. She needed to relax, destress, sleep more.

    The second doctor said it was a compressed nerve in her spine. She needed back surgery. It would cost $180,000. Recovery would be six months minimum before walking again. Twelve months for full potential recovery, and she would never lift more than ten pounds of weight again.

    The third doctor performed a Nerve Conduction Study, Electromyography, MRI, and blood tests. Each test cost $800 to $1200. She hit the $6000 deductible of her #UnitedHealthcare plan in October. Then the doctor went on vacation, and my mother wasn’t able to resume tests until January when her deductible reset.

    The tests showed severe #neuropathy. The $180,000 surgery would have had no effect.

    They prescribed #opioids for the pain. At first the pain relief was worth the price of constant mental fog and constipation. She didn’t tell me about that until later. All I remember is we took a trip for the first time in years, when she drove me to Monterey to go to the aquarium. I saw an otter in real life, swimming on its back. We left at 7am and listened to Green Day on the four-hour car ride. Over time, the opioids stopped working. They made her MORE sensitive to pain, and she felt withdrawal symptoms after just two or three hours.

    Then gabapentin. By now the pain was so bad she couldn’t exercise, which compounded the weight gain from the slowed metabolic rate and hormonal shifts. And it barely helped the pain, and made her so fatigued she would go an entire day without getting out of bed.

    Then Corticosteroids. Which didn’t even work.

    The pain was so bad I would hear my mother wake up in the night screaming in pain. I would run into her room, asking if she’s OK. Eventually I stopped getting up. She’d yell out anguished shrieks of wordless pain or the word “fuck” stretched and distended to its limits. I’d turn over and go back to sleep.

    All of this while they bled us dry with follow-up appointment after follow-up appointment, specialist consultations, and more imagine scans. Each appointment was promised to be fully covered, until the insurance claims were delayed and denied. Allopathic medicine did nothing to help my mother’s suffering. Yet it is the foundation of our entire society.

    My mother told me that on a good day the nerve pain was like her legs were immersed in ice water. On a bad day it felt like her legs were clamped in a machine shop vice, screwed down to where the cranks stopped turning, then crushed further until her ankle bones sprintered and cracked to accommodate the tightening clamp. She had more bad days than good.

    My mother crawled to the bathroom on her hands and knees. I slept in the living room to create more distance from her cries in the night. I still woke up, and still went back to sleep.
    Back then I thought there was nothing I could do.

    The high copays made consistent treatment impossible. New treatments were denied as “not medically necessary.” Old treatments didn’t work, and still put us out for thousands of dollars.
    UnitedHealthcare limited specialist consultations to twice a year.
    Then they refused to cover advanced imaging, which the specialists required for an appointment.

    Prior authorizations took weeks, then months.

    UnitedHealthcare constantly changed their claim filing procedure. They said my mother’s doctor needed to fax his notes. Then UnitedHealthcare said they did not save faxed patient correspondence, and required a hardcopy of the doctor’s typed notes to be mailed. Then they said they never received the notes. They were unable to approve the claim until they had received and filed the notes.

    They promised coverage, and broke their word to my mother.
    With every delay, my anger surged. With every denial, I wanted to throw the doctor through the glass wall of their hospital waiting room.

    But it wasn’t them. It wasn’t the doctors, the receptionists, administrators, pharmacists, imaging technicians, or anyone we ever met. It was UnitedHealthcare.

    People are dying. Evil has become institutionalized. Corporations make billions of dollars off the pain, suffering, death, and anguished cries in the night of millions of Americans.

    We entered into an agreement for healthcare with a legally binding contract that promised care commensurate with our insurance payments and medical needs. Then UnitedHealthcare changes the rules to suit their own profits. They think they make the rules, and think that because it’s legal that no one can punish them.

    They think there’s no one out there who will stop them.

    Now my own chronic back pain wakes me in the night, screaming in pain. I sought out another type of healing that showed me the real antidote to what ails us.

    I bide my time, saving the last of my strength to strike my final blows. All extractors must be forced to swallow the bitter pain they deal out to millions.

    As our own chief executives, it’s our obligation to make our own lives better. First and foremost, we must seek to improve our own circumstances and defend ourselves. As we do so, our actions have ripple effects that can improve the lives of others.

    Rules exist between two individuals, in a network that covers the entire earth. Some of these rules are written down. Some of these rules emerge from natural respect between two individuals. Some of these rules are defined in physical laws, like the properties of gravity, magnetism or the potential energy stored in the chemical bonds of potassium nitrate.

    No single document better encapsulates the belief that all people are equal in fundamental worth and moral status and the frameworks for fostering collective well-being than the US constitution.

    Writing a rule down makes it into a law. I don’t give a fuck about the law. Law means nothing. What does matter is following the guidance of our own logic and what we learn from those before us to maximize our own well-being, which will then maximize the well-being of our loved ones and community.

    That’s where UnitedHealthcare went wrong. They violated their contract with my mother, with me, and tens of millions of other Americans. This threat to my own health, my family’s health, and the health of our country’s people requires me to respond with an act of war.

    END

    #UnitedHealthcare #LuigiMangione #Luigi_Mangione #mangione

    https://seenthis.net/messages/1087255

  • Assassinat de Brian Thompson à New York : un homme arrêté en Pennsylvanie
    https://www.lemonde.fr/international/article/2024/12/09/assassinat-de-brian-thompson-a-new-york-un-homme-arrete-en-pennsylvanie_6438

    « Des membres de la police d’Altoona », à 500 kilomètres à l’ouest de New York, « ont arrêté Luigi Mangione, un homme de 26 ans, pour possession d’armes à feu. A l’heure actuelle, nous pensons qu’il s’agit de la personne que nous recherchons dans le meurtre ciblé et effronté de Brian Thompson, PDG de #UnitedHealthcare », a déclaré Jessica Tisch, la patronne de la police de New York (NYPD), lors d’un point presse aux côtés du maire, Eric Adams.

    L’homme a été placé en garde à vue après que la police eut reçu une information selon laquelle il avait été repéré dans un McDonald’s, a ajouté la patronne de la police de New York. « Ils ont également récupéré des vêtements, dont un masque, correspondant à ceux portés par l’individu recherché, a déclaré Mme Tisch. Ils ont également récupéré une fausse carte d’identité du New Jersey correspondant à celle que notre suspect avait utilisée pour s’enregistrer dans son auberge de jeunesse de New York avant l’assassinat. »

    Les policiers qui l’ont arrêté ont découvert sur lui plusieurs fausses pièces d’identité, un passeport américain, ainsi qu’une arme à feu et un silencieux, « tous deux compatibles avec l’arme utilisée dans le meurtre », a ajouté la cheffe de la police.

    Le chef des enquêteurs du NYPD, Joseph Kenny, a identifié le suspect comme étant Luigi Nicholas Mangione, qui est né et a grandi dans le Maryland, et une dernière adresse connue à Honolulu, à Hawaï. Il possédait une « arme fantôme », un type d’arme qui peut être assemblée à la maison à partir de pièces sans numéro de série, ce qui les rend difficiles à retracer, ont déclaré les enquêteurs. « Pour l’instant, les informations que nous recevons d’Altoona indiquent que l’arme semble être une arme fantôme qui pourrait avoir été fabriquée sur une imprimante 3D, capable de tirer une balle de 9 mm », a ajouté le responsable de l’enquête. Il avait aussi avec lui un document laissant penser qu’« il éprouve de l’hostilité à l’encontre des entreprises américaines ». A ce stade, la police n’a [pourtant] fait état d’aucun mobile [afin de limiter l’émulation consécutive à ce meurtre].

    #IFoughtTheLawAndLawWon

  • Patron américain exécuté à New York : identité du tueur, billets de Monopoly, fuite en Greyhound… la traque s’intensifie - Le Parisien
    https://www.leparisien.fr/faits-divers/patron-americain-execute-a-new-york-identite-du-tueur-billets-de-monopoly
    https://www.leparisien.fr/resizer/-DgLORM6rilXXwgbRU6gA4NS7U0=/1200x675/cloudfront-eu-central-1.images.arcpublishing.com/leparisien/YTJH5MME6VEFZFXWIQ3BMGBD6E.jpg
    La colère est immense.
    Pas sûre que 50 000 $ soient suffisants.

    La possibilité d’un acte de vengeance à l’encontre d’un représentant d’une grosse compagnie d’assurances agite la toile. Et ce dans un sens étonnant. La publication sur Facebook des condoléances du groupe United Health – la maison mère de UnitedHealthcare – a fait vivement réagir les internautes, l’immense majorité des réactions étant des émojis « rire » ! Network Contagion Research Institute, un centre de recherche spécialisé dans les questions numériques, a recensé « un bond de publications très engagées à travers les réseaux sociaux glorifiant l’événement, certaines appelant même à des actes de violence supplémentaires, suscitant des dizaines de millions de vues ».

    Cette absence d’empathie voire cette rage illustre le désaveu de la population envers le secteur de l’assurance santé privée en général, UnitedHealthcare en particulier. « United a refusé de payer mes médicaments quand on m’a diagnostiqué une sclérose en plaques », raconte une internaute sur TikTok. « J’espère que sa famille va recevoir une facture », assène-t-elle, à propos de l’assassinat de Brian Thompson. Selon ValuePenguin, un groupe d’analystes, UnitedHealthcare refuse environ un tiers des demandes de prise en charge médicale à ses assurés, le taux le plus élevé de toutes les compagnies d’assurances et le double de la moyenne du secteur, ces dernières années…

    UnitedHealthcare couvre environ 50 millions de personnes aux États-Unis et a réalisé 16,4 milliards de dollars de bénéfices en 2023. La même année, la rémunération de son patron, Brian Thompson, a été de plus de 10 millions de dollars.

    Dans ce contexte explosif, la chasse à l’homme s’est étendue à plusieurs États et est entrée ce lundi dans son sixième jour. Le FBI a diffusé dimanche de nouvelles images de la personne recherchée et offre désormais une récompense pouvant aller jusqu’à 50 000 dollars pour toute information conduisant à l’arrestation du suspect.

    • Police have charged a 26-year-old man in connection to the killing of UnitedHealthcare’s CEO Bryan Thompson last week.

      On Monday, police announced they charged 26-year-old Luigi Mangione in connection to the murder of United Healthcare CEO Bryan Thompson in New York last week.

      Mangione, who was recognised in a McDonalds in Pennsylvania, was in possession of a ghost gun and a three-page handwritten document that the police said showed “motivation and mindset” for Thompson’s killing. Shortly after first being detained, Mangione was charged with murder and four other counts.

      This is all we have learned so far about the suspect, who is set to be extradited to New York to face charges connected with Thompson’s death.

      Mangione was born and raised in Maryland and comes from a wealthy family, having attended an elite, all-boys high school in Baltimore where he was valedictorian.

      His father, Nick Mangione, was a successful real estate developer known for Turf Valley Resort, a sprawling luxury retreat and conference centre outside Baltimore that he purchased in 1978. One of his cousins is Republican Maryland state legislator Nino Mangione.

      Since his arrest, his family have released a statement saying they “only know what we have read in the media. Our family is shocked and devastated by Luigi’s arrest. We offer our prayers to the family of Brian Thompson and we ask people to pray for all involved”.

      In his valedictory speech, Luigi Mangione described his classmates’ “incredible courage to explore the unknown and try new things,” according to a post on the school website. He praised their collective inventiveness and pioneering mindset.

      A classmate of his at highschool, Freddie Leatherbury, told Associated Press about Mangione: “Quite honestly, he had everything going for him”.

      Mangione earned undergraduate and graduate degrees in computer science at the Ivy League University of Pennsylvania, where he learned to code and helped to start a club for people interested in gaming.

      Since graduating, Mangione was employed as a data engineer for digital retailing website TrueCar and as an intern for video game developer Firaxis.

      Mangione’s social media account provide some clues about his possible thinking. An active Goodreads account shows he wrote sympathetically about the so-called “Unabomber manifesto”, a book written by Theodore Kaczynski who carried out a bombing campaign that killed three people starting in 1978.

      “While these actions tend to be characterized as those of a crazy luddite, however, they are more accurately seen as those of an extreme political revolutionary” Mangione said of Kaczynski.

      Elsewhere, his profiles suggest he had recently lost contact with his family and friends, having not posted in several months. In October, a post on X showed someone tagging Mangione and writing: “Hey, are you ok? Nobody has heard from you in months, and apparently your family is looking for you”.
      Evidence and arrest

      Mangione was taken into custody after being recognised at McDonald’s, where a customer informed an employee who tipped off authorities.

      The suspect was in possession of a ghost gun, a silencer and a loaded magazine with six rounds of ammunition. Police said he was also carrying several fake IDs, including one used to check into the New York City hostel where Thompson’s shooter was seen.

      Mangione reportedly lied about his name when arrested, telling officers he “clearly shouldn’t have” when asked. A criminal complaint filed in Pennsylvania says that he became quiet and started to shake when asked if he had recently visited New York.

      He has been charged with the murder of Bryan Thompson who was the CEO of United Healthcare, the US’s largest health insurer.

      Bullet castings with the words “deny” and “delay” were left at the scene. The phrases are commonly used to describe insurer tactics to avoid paying claims, leading the public to speculate if the shooting was motivated by hatred for healthcare insurers paying claims.

      Police said they found three pages of documents when they arrested Mangione that showed “ill will towards corporate America” including a sentence that read: “I do apologise for any strife and trauma, but it had to be done”.

      https://www.euronews.com/2024/12/10/united-healthcare-ceo-shooting-what-we-know-about-suspect-luigi-mangione

    • https://archive.ph/CYYd7#selection-591.0-601.336

      États-Unis. Après le meurtre du patron d’UnitedHealthcare, une vague de sympathie pour le tueur
      La chasse à l’homme se poursuit à New York pour retrouver le tueur de Brian Thompson, le patron du premier assureur maladie du pays, abattu en pleine rue le 4 décembre. Un meurtre qui a ouvert les vannes, sur les réseaux sociaux, à la colère de certains Américains contre leur système d’assurance médicale privée, rapportent les médias.

  • Article en 3 parties :
    – un meurtre de PDG
    – un tueur, sa traque, qui est-il ?
    – une victime, quelles bonnes raisons de l’avoir tué ?

    Ils savent les QAnon que ce genre de meurtre, c’est plutôt d’extrême gauche ? Ils foutent quoi, ils se réaccaparement l’acte ?

    Les Etats-Unis en ébullition après l’assassinat de Brian Thompson, PDG de UnitedHealthcare (compagnie d’assurance santé)

    https://www.francetvinfo.fr/monde/usa/les-etats-unis-en-ebullition-apres-l-assassinat-de-brian-thompson-patro

  • Fab, Epic’s New Unified Content Marketplace, Launches Today ! - Epic Games
    https://www.epicgames.com/site/en-US/news/fab-epics-new-unified-content-marketplace-launches-today

    Fab is the successor to the Unreal Engine Marketplace and Sketchfab Store, and the new home for Quixel Megascans. This new open marketplace supports all types of creators with content for use across Unreal Engine, Unity 3D, Unreal Editor for Fortnite (UEFN) and other digital content creation tools. Unreal Engine developers will be able to access Fab directly in the Unreal Engine 5 Editor, and Fornite creators can discover Fortnite ready assets through Fab in UEFN. The Fab integration in UEFN is undergoing maintenance and will be back online shortly, and the Fab integration in the Unreal Engine 5 Editor is coming soon.

    On notera l’ouverture à la concurrence, en plus des assets d’Epic Games.

    #jeux_vidéo #jeu_vidéo #epic_games #marketplace #boutique #unreal_engine #sketchfab #unity_3d

  • The Costs of Criminalizing the Homeless
    https://jacobin.com/2024/09/supreme-court-criminalizing-homelessness-families

    Children at a homeless encampment in San Diego, California, on Wednesday, July 31, 2024. (Carlos Moreno / Anadolu via Getty Images)

    Quand on rend responsables les pauvrrs de leur sort on ignore le fait qu’il s’agit d’un mal nécessaire et d’une conséquence immédiate du système capitaliste que subissent les pauvres. Le seul acte de solidarité utile au dela du présent serait de les convaincre de se joindre aux organisations anticapitalistes de leur classe.

    Quand on regarde les État Unis on découvre que la catastrophe sociale n’est pas seulement plus grave qu"en Europe de l’Ouest mais que ses victimes sont considérés comme par les nazis allemands. On les traite comme des sous-hommes atteints d’une maladie héréditaire.

    Voilà encore un indice qui s’ajoute au fait que la politique génocidaire nazie, pas celle contre les juifs mais contre les peuples slaves, a été conçue suivant l’exemple de la colonisation des amériques et de l’extermination de ses peuples autochtones.

    Ceci explique aussi pourquoi l’impérialisme états-unien a réussi ses projets de reconstruction des nations allemandes et japonaises. D’abord on partageait quelques idées fondamentales comme la supériorité de sa propre « race » puis les anciens ennemis temporaires devaient participer sur cette base idéologique au maintien de l’empire repris des britanniques et contribuer à son élargiissement. Cette exigence marque toujours la relation des USA avec ses partenaires.

    Aprës 1950 la pauvreté c’était pour les autres, pour les africains et les asiatiques sauf pour les japonais. Chez soi on narguait le peuple en lui promettant une vie prospère. La promesse n’a pas été respectée, même pendant cette époque révolue.

    Aujourd’hui on retourne au sources de l"exploitation sans merci et se prend le droit de laisser crever dans la rue les plus défavorisés. Parfois on ne leur laisse même pas ce droit.

    23.9.2024 by Richard Schweid - In June, the US Supreme Court voted 6-3 to allow states to ban homeless people from sleeping outside. This decision has put thousands of unhoused families in danger, exacerbating a crisis for which both political parties are to blame.

    A few years ago, I was staying at a motel in Arlington, Virginia, beside the Robert E. Lee highway, one of the principal roads leading into our nation’s capital. The motel had government approval to serve as a way station for homeless families, and to collect their rent from municipal authorities. Every night a local church sent around a van loaded with hot meals in Styrofoam cartons. The van parked in the motel’s parking lot and people came out from their rooms to collect supper for themselves and their children.

    On one side of the motel was a little slope of woods, running down to a small creek that flowed, a little further on, under a bridge across the highway. When that van parked, people materialized from out of those trees, climbing the slope in considerable numbers. A few were holding the hands of their children. Old and young, down on their luck, living by that creek as best they could. Most of them looked like they could really use that hot meal.

    I thought of them following the Trump Supreme Court’s recent 6-3 decision empowering municipalities to make sleeping outdoors, including in encampments, illegal. It provides a taste of what a Trump era’s social policy toward the unhoused would look like. Over the past fifty years, the number of families without stable housing on any given night has skyrocketed. People living in harsh conditions of extreme poverty have been a feature of our national landscape ever since the beginning of European colonization, but rarely have so many been shown such little care.

    In the early European colonies, families in extreme poverty were a fact of life. The New World was fraught with dangers: disease, accident, or death left some families unable to care for themselves. The community assisted these families one by one. As the nation’s population grew, so did the number of families requiring assistance, and public officials began to construct almshouses where the poor — children and adults — could be collectively housed. It was considerably cheaper to care for people in bulk and easier to weed out the undeserving.

    For most of the nineteenth century, those families that needed help had to accept congregate housing or none at all. Today, the choice is the same: almshouses or nothing. And in today’s almshouses — called shelters — it is not unusual to find children thrown together with mentally ill adults, just like in an eighteenth-century almshouse. Children have no choice but to sleep and wake in congregate shelter amid families not their own, and some of those families will include individuals who are truly mentally disturbed, or just plain weird. These children are at higher risk than their stably housed peers for poor health, bad grades, domestic abuse, and low self-esteem.

    On any given night, over one hundred thousand children experience homelessness with their families in the United States, according to the Department of Housing and Urban Development (HUD). “Homeless” once meant single men sleeping rough, but now it is just as likely to mean families in dire economic circumstances, who can’t afford a place to spend the night. Public shelters are often full or unsafe, leaving mothers and children who are living in extreme poverty with no other choices than to sleep in their cars, or motel rooms, or mattresses on floors, packed into small spaces with too many friends or family.

    City officials in many places, desperate to cleanse their streets of people experiencing homelessness in plain sight, made it illegal to bring them food. A multitude of cities and towns have “vehicle dwelling bans,” on their books, which make it illegal to live in your car. These laws are usually enforced in municipalities with limited shelter space for those experiencing homelessness, leaving people to fend for themselves, even those with families. In many places, people in this fix often wind up in encampments of tents and jackleg dwellings, temporary solutions that provide a sort of place to stay. In 2022, Tennessee made camping on public land a felony crime. But the court’s ruling in favor of a municipality’s right to prohibit camping on public land will further criminalize homelessness.

    What does it mean to us as a nation that somewhere in our home states, in every state, children among us are experiencing homelessness? It meant little to the first Trump administration. Budget cuts to HUD were constant and deep, with no protest from the department’s secretary, Ben Carson, a neurosurgeon with no prior experience in the field of housing. Secretary Carson often said he believes those with the will and desire can lift themselves and their families out of extreme poverty by hard work and that government subsidies discouraged a can-do attitude.

    Under a second Trump administration, this would serve as a rationale for cuts to federal funding for assistance to the unhoused. In the eighteenth-century, towns and municipalities could banish someone from their precincts, and often did so with extremely poor families so that they would not become public charges. The criminalization of homelessness allows blame to be placed solely on the shoulders of the person experiencing it, absolving the rest of us from having to provide others with basic shelter, even when those others are children.

    Family homelessness has steadily worsened under both political parties for the past quarter-century as income inequality increased, making it ever easier to fall into extreme poverty, unable to earn enough to both feed families and make mortgage or rent payments. Blame is bipartisan. Bill Clinton’s welfare reform in 1996 helped swell the rolls of the extremely poor. The 2008 recession generated a record number of families experiencing homelessness, but even in the Clinton and George W. Bush years of prosperity that preceded it, and the Barack Obama years of recovery that followed, the numbers of homeless families kept rising across the country. It is safe to posit that in a second Trump mandate, many children would live in extreme poverty and experience homelessness. These children will be affected physically and mentally in ways that may hamper them for their entire lives.

    Children who experience homelessness are likely to have higher levels of the stress hormone cortisol, which in turn can have lasting effects on both mental and physical health. Normally, this hormone is helpful, allowing individuals to respond quickly in an emergency, or when threatened, but when cortisol levels are chronically elevated it can cause permanent changes in the brain, according to experts in pediatric neurology. Many children experiencing homelessness may frequently feel unsafe and threatened, and the resulting levels of cortisol puts them at risk of having their minds and bodies permanently affected. These kids will have higher chances of failing in school, or spending time incarcerated. They are more likely to be victims of domestic abuse when children and to inflict it when they are adults.

    The best strategy for reducing the number of homeless children in our communities is rapidly rehousing families that fall into homelessness. We need to work with these families and get them into stable housing, both for their good and for our own. Studies have shown that a majority of families experiencing homelessness who are provided rent subsidies are likely to continue being able to pay the rent when the subsidies have run out, and will not experience homelessness again, according to a HUD report.

    To institute a policy of rapid rehousing, however, a community must be willing to provide rent subsidies for, say, a year, and to have a stock of decent housing with accessible rental prices. A community commitment is needed to assure that our children do not have to live in cars or motel rooms. By converting homelessness into a crime, communities can turn their collective backs on these people without feeling qualms.

    At the beginning of the twentieth century, hundreds of thousands of children as young as eight years old were putting in twelve hours a day doing hard jobs for little pay in mills and factories. Children had to work so their families could afford food and shelter. To us, only a little more than a century later, it appears coarse and brutal that parents could have sent their eight-year-olds out to work, no matter how desperate their financial situations. It is likely to seem equally coarse and brutal to Americans in the twenty-second century that we allowed millions of children to grow up with nowhere to call home.

    Richard Schweid is a journalist from Nashville who has lived many years in Barcelona. He has published a dozen books, including Invisible Nation: Homeless Families in America. His latest book is The Caring Class, which is about women in the Bronx working as home health aides for the elderly .

    #United_States #Law #Inequality #Supreme_Court #homelessness #Public_Housing #Housing_Crisis

    #USA #pauvreté #capitalisme #sdf #nazis #colonialisme