• Abolire il turismo, per vivere meglio
    https://lavialibera.it/it-schede-2798-assalto_citta_turismo_di_massa

    Siamo in pieno periodo di ferie, e chi ancora non ha deciso come impiegare il tempo libero dal lavoro (se un lavoro abbastanza remunerato ce l’ha) si affanna per pianificare all’insegna di relax e divertimento la manciata di giorni che gli è concessa, con l’intenzione di evadere dall’asfissiante routine di tutti i giorni. E se c’è chi torna nel solito villaggio con piscina e baby club, chi si riversa con voli low cost nelle grandi capitali e chi preferisce immergersi nella wilderness delle mete esotiche, altri, sempre più numerosi, spinti da quella che sembra una nuova sensibilità ecologica provano a fuggire dalla quotidianità in maniera sostenibile, sfruttando vecchi e nuovi cammini o le sempre più estese ciclabili che si ramificano in montagna e lungo le coste. foto_sx Ma (…)

    #CULTURAMA

  • Extension de la zone commerciale Aouste : on n’en veut pas et on va faire autre chose !
    https://ricochets.cc/Extension-de-la-zone-commerciale-on-n-en-veut-pas-et-on-va-faire-autre-cho

    Il y a plusieurs mois maintenant que la commission départementale d’aménagement commerciale de la Drôme a donné son avis favorable à l’agrandissement de l’empire économique de la famille Loyal à Aouste-sur-Sye. Cette dernière veut continuer à déposséder l’autonomie du territoire et des habitant•e•s en matière de nourriture, d’habitat, de loisir. Plus besoin de savoir mettre en bocaux pour la conservation des aliments, d’avoir à couper en petit morceaux dans des grands filets d’huiles (...) #Les_Articles

    / #Aouste_sur_Sye, #Bouteilles_à_la_rivière, Tourisme, sports & loisirs, #Résistances_au_capitalisme_et_à_la_civilisation_industrielle, #Vallée_de_la_Drôme, #Occupations_et_blocages, #Autonomie_et_autogestion

    #Tourisme,sports&_loisirs

  • Procès Airbnb, coaching immobilier, chasse aux crevards... C’est l’été à Marseille !
    https://lundi.am/Le-syndrome-Florent-Richard

    Manifestation aux Goudes contre le surtourisme, désert de valises à roulette dans le quartier du Panier, banderoles de voisins contre les Rooftop illégaux à Malmousque, manifestation d’habitant.es contre un 6e restaurant branché au Vallon des Auffes, dancefloors sans fin à la Friche et soirées contre-culturelles sympa à la Belle de Mai, Jacuzzi hors de prix et jets de harissa pour réchauffer les maillots de bain des touristes à Belsunce, arrêtés de péril dans les Airbnb aux Réformés... Mais encore effondrements de bâtiments et blessées à la halle Delacroix, rénovations avec toujours autant de tact et de supposé « soin » pour les habitant.es de Noailles, chaleureusement accompagnés par les enseignes blanc immaculé des succursales culturelles comme Montevidéo (préempté 900 000 euros par la ville) ou verdâtre de bars à New Yorkais, repeints pendant le carnaval... Victor Collet poursuit ici son travail d’enquête sur la gentrification de Marseille et tout ce qui lui résiste.

    #Marseille #gentrification #tourisme #Airbnb #location_courte_durée #immobilier #spéculation #Florent_Richard

  • Israele spinge il vino del Negev. Negando l’acqua ai palestinesi

    Anche l’enoturismo alla scoperta delle cantine del deserto è uno strumento del governo per perpetrare e normalizzare l’#apartheid. In Italia arriva la proposta di legge per fermare l’import

    La normalizzazione della pratica di apartheid da parte del governo israeliano passa anche per comunicati all’apparenza banali, diffusi in Italia da professionisti che lavorano al servizio dell’Ufficio nazionale del turismo di Tel Aviv occupandosi di ufficio stampa e pubbliche relazioni in lingua italiana.

    L’ultima notizia è il riconoscimento di un’indicazione geografica per i vini prodotti nell’area del Negev, dove sono censite oltre una trentina di cantine costruite nel deserto: l’agricoltura dipende dall’irrigazione e -come evidenzia la mappa pubblicata sul sito di Negev desert wine– in alcuni casi le aziende sono proprio a ridosso della Striscia di Gaza sotto assedio, in un territorio in cui l’acqua negata alla popolazione palestinese è un’arma. Secondo un rapporto di Medici senza frontiere pubblicato a fine aprile sono 2,1 milioni le persone colpite da scarsità idrica.

    Ecco allora che il titolo del comunicato stampa, quello che le agenzie sperano sempre di veder copia-incollato sui media, è grottesco: “Il Negev sulla mappa mondiale del vino”.

    La notizia è stata rilanciata a fine maggio anche dall’account social del governo israeliano e da quello del ministero del Turismo: “Let’s raise a glass to a new chapter in Israeli wine tourism” è il messaggio del reel. “In alto i calici per un nuovo capitolo per l’enoturismo in Israele”. Il copy si chiude con l’espressione “L’Chaim”, il tradizionale brindisi ebraico che si traduce letteralmente con “alla vita”. A quasi tre anni dall’inizio di una guerra che ha fatto almeno 70mila vittime suona grottesco.

    Com’è grottesco il tentativo in corso di collocare Israele nella mappa globale del vino: “Questo riconoscimento è destinato a rafforzare in modo significativo il posizionamento internazionale dei vini israeliani, grazie alla combinazione di una storia affascinante, sapori distintivi e innovazione agricola all’avanguardia. Con questo traguardo il Negev diventa la seconda regione vinicola in Israele a ottenere uno status ufficiale di denominazione, affiancandosi alla Giudea che ha aperto la strada alcuni anni fa. Questa denominazione colloca il Negev accanto ad alcune delle regioni vinicole più prestigiose al mondo, come Champagne, Chianti, Bordeaux e Napa Valley”, spiega il comunicato stampa.

    L’iniziativa è stata guidata dalla Merage foundation Israel, che ha promosso gli sforzi per affermare il Negev come destinazione internazionale per l’enoturismo: si tratta di un processo che ha richiesto circa quattro anni e si è concluso con il riconoscimento ufficiale della regione che si estende da Kiryat Gat, a Nord, fino a Eilat, a Sud. È sempre la fondazione Merage ad aver lavorato per la creazione di un consorzio tra le aziende attive nella regione desertica.

    Il comunicato cita le parole di Nicole Hod Stroh, direttrice dell’organizzazione: “Come persona che ha fatto Aliyah dalla Colombia (il ritorno degli ebrei in Israele, ndr) e che da molti anni si occupa dello sviluppo regionale e della crescita economica del Negev, considero l’enoturismo un’espressione moderna e significativa del sionismo contemporaneo -dice-. Non ho dubbi che nei prossimi anni il Negev diventerà una meta enoturistica ambita, al pari delle principali regioni vinicole del mondo”.

    Amnesty international in un report pubblicato a metà giugno sottolinea come “all’interno di Israele, le autorità hanno demolito circa cinquemila abitazioni dei villaggi beduini nella Regione desertica del Negev/Naqab, nel Sud di Israele, secondo il Comitato di governo avanzato per gli arabi del Naqab, un gruppo rappresentativo locale. Le località ebraiche in espansione erano amministrate da autorità separate. Oltre sessanta case sono state demolite nel villaggio di al-Sir, nel Nord-Est del Negev/Naqab, durante i mesi più caldi, lasciando per strada circa 1.500 persone beduine palestinesi con cittadinanza israeliana o sfollandole con la forza in alloggi inadeguati in township per soli beduini prive dei servizi essenziali”. Quello che accade viene definito non a caso apartheid.

    A metà maggio anche in Italia è stata intanto depositata una proposta di legge “finalizzata, in linea con il diritto internazionale, all’adozione di misure volte ad impedire l’importazione di beni e la fornitura di servizi provenienti dagli insediamenti israeliani situati nel Territorio palestinese occupato (Tpo), allo scopo di non favorire il consolidamento della presenza illegale israeliana nel suddetto territorio”, spiega l’articolo 1.

    E il vino è uno dei prodotti più esportati, evidenzia il report della campagna Stop al commercio con gli insediamenti illegali, da cui discende l’iniziativa di legge grazie all’impegno di una coalizione di 20 organizzazioni della società civile.

    “Non è stupefacente il fatto che Israele abbia un sistema di denominazioni d’origine e che le usi per aumentare la colonizzazione dei Territori occupati -spiega Michele Antonio Fino, professore di Fondamenti del diritto europeo, food law ed ecologia giuridica all’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo-. Le denominazioni di origine nascono sempre all’interno di uno Stato perché è lì che si forma il primo nucleo di una reputazione: ovviamente il loro riconoscimento internazionale dipende da altro ma la strategia dietro a questa operazione è abbastanza chiara. A me non risulta che ci sia alcuna forma di riconoscimento internazionale, però, per come è scritto il testo dell’accordo Trips (Trade-related aspects of intellectual property rights), il meccanismo è quello di un mutuo riconoscimento delle indicazioni di origine tra gli Stati che hanno aderito all’Organizzazione mondiale del commercio. Se ne deduce che Israele può procedere da sola e poi pretendere il riconoscimento di questa denominazione negli altri Paesi ma questo non è la stessa cosa di dire che Negev è riconosciuta a livello internazionale”. È, insomma, una fuffa sionista.

    https://altreconomia.it/israele-spinge-il-vino-del-negev-negando-lacqua-ai-palestinesi
    #vin #Israël #eau #Palestine #désert_du_Néguev #écotourisme #tourisme #Néguev #irrigation #agriculture #vitictulture #tourisme_viticole #Merage_foundation_Israel #Tourisme_gastronomique #Kiryat_Gat #Eilat #Nicole_Hod_Stroh #sionisme

  • #tourisme et virilisme
    https://laviedesidees.fr/Tourisme-et-virilisme

    En se concentrant sur la station balnéaire de Lloret de Mar en #Espagne, une anthropologue étudie les sociabilités masculines dans un contexte où l’alcool, la fête et le sexe structurent les imaginaires. Quand « tourisme » rime avec « virilisme »…

    #Société #sexisme #masculinité

  • CONTRE LE « MONTAGNISME » HEGEMONIQUE
    https://oclibertaire.lautre.net/spip.php?article4728

    Henri Mora participe à l’administration du « Blog de l’antitourisme » une plateforme d’archives et d’analyse critique du tourisme et de la marchandisation du monde. L’UGEL (Unió de Grups Excursionistes Llibertaris) apparaît en Catalogne en 2012. Le but de cette fédération de groupes de randonneurs est avant tout de s’opposer aux logiques capitalistes. 361 juin 2026

    / Environnement, Ecologie , Luttes de territoire , Tourisme - antitourisme

    #361_juin_2026
    #Environnement,_Ecologie
    #Luttes_de_territoire
    #Tourisme_-_antitourisme

  • Zoll und Polizei durchsuchen versiffte Küche : Indische Köche schliefen auf der Arbeitsstelle
    https://www.berliner-zeitung.de/article/zoll-und-polizei-durchsuchen-versiffte-grosskueche-in-kreuzberg-100

    A Berlin les chaînes de restaurants indiens pratiquent l’exploitation extrême et servent des plats malsains. La législation allemande pour les visas de travail fait fleurir toute sorte d’abus dans tous les secteurs économiques. Conclusion : regardez bien où vous mangez et buvez et n’utilisez surtout pas les Uber.

    4.6.2026 von Andreas Kopietz - Polizei und andere Behörden ermitteln wegen Ausbeutung. Inder wurden unter Mindestlohn bezahlt und schliefen in Kellerräumen von Restaurants.

    Beamte von Zoll und Polizei haben in Kreuzberg eine Großküche durchsucht. Dort haben Menschen aus Indien nicht nur gekocht, sondern auch unter unzumutbaren Bedingungen gewohnt. Hintergrund der Durchsuchung ist ein seit Juni 2023 laufendes Ermittlungsverfahren wegen Menschenhandels zum Zweck der Ausbeutung, das die Staatsanwaltschaft Berlin führt.

    Acht Beschuldigte im Alter von 36 bis 66 Jahren stehen im Verdacht, seit mindestens 2021 indische Spezialitätenköche angeworben und diese nach ihrer Einreise nach Deutschland über Jahre hinweg ausgebeutet zu haben.

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    Gemüsebällchen mit Hühnerkeule: Die Lebensmittel waren nicht abgedeckt, sodass die Hühnerkeule Gefrierbrand hat. Die Bällchen sind verschmutzt. Alles wird entsorgt. © Polizei Berlin

    Die Ermittlungen des Landeskriminalamtes und des Hauptzollamtes ergaben, dass den Betroffenen nach ihrer Ankunft teilweise die Ausweise abgenommen wurden, um Abhängigkeiten zu schaffen. Zudem sollen sie in Berliner Restaurants regelmäßig über die vereinbarte Arbeitszeit hinaus bis zu 13 Stunden täglich gearbeitet haben. Der Lohn, den sie bekamen, lag den Ermittlungen zufolge teilweise bis zu 75 Prozent unter dem gesetzlichen Mindestlohn. In einzelnen Fällen blieben Lohnzahlungen ganz aus.

    Die meist aus Indien stammenden Arbeitnehmer waren laut Polizei unter menschenunwürdigen Bedingungen in überbelegten Unterkünften oder in Kellerräumen von Restaurants untergebracht. Nach dem bisherigen Ermittlungsstand bedienten sich die Beschuldigten zur Verschleierung der Tatbegehung eines konspirativen Geflechts verschiedener Betreibergesellschaften. Außerdem haben die Behörden den Verdacht, dass Sozialversicherungsbeiträge in erheblichem Umfang nicht ordnungsgemäß abgeführt wurden.
    Schimmelige Wände und gravierende hygienische Mängel

    Der Einsatz, der am Mittwoch um 6 Uhr begann, wurde von der Gemeinsamen Ermittlungsgruppe Arbeitsausbeutung des Hauptzollamtes Berlin und des Landeskriminalamtes geführt. Beteiligt waren auch das bezirkliche Ordnungsamt, die Lebensmittelaufsicht und die Bauaufsicht. Die Küche, die durchsucht wurde, belieferte indische Restaurants mit vorgekochten Speisen.

    In der Küche trafen die Kontrolleure vier aus Indien stammende Männer an, die dort auch geschlafen hatten. Die Wände des Lagers, wo Mitarbeiter auf Matratzen schliefen, waren nach Auskunft von Ermittlern großflächig von Schimmel befallen.

    Die Lebensmittelaufsicht stellte in den Räumen teils gravierende hygienische Mängel fest. Darunter waren unsachgemäß gelagertes Fleisch und Gemüse. Die Kontrolleure entsorgten zudem mehrere große Kübel mit bereits zubereiteten Soßen, die bei falschen Temperaturen gelagert waren.

    Arbeitsbedingungen haben sich weiter verschlechtert

    Darüber hinaus stellten sie erhebliche Missstände beim Brandschutz fest. So waren Flucht- und Rettungswege blockiert. Das Bauamt ordnete deshalb die sofortige Schließung des Objekts an. Die angetroffenen ausgebeuteten Arbeiter bekamen von den Zoll- und Polizeibeamten englischsprachige Flyer mit Informationen über Hilfsangebote überreicht.

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    Die Kontrolleure stellten diverse offene Behälter mit Zutaten fest, die bei Temperaturen gelagert wurden, bei denen sich die Keime besonders gut entwickeln. © Polizei Berlin

    Zeitgleich durchsuchte die Polizei neben der Großküche drei Wohnungen von Beschuldigten in Kreuzberg, Friedrichshain und Mitte. Dort stellten die Beamten unter anderem Mobiltelefone und Geschäftsunterlagen wie Lohnjournale von Arbeitnehmern sicher.

    Bereits im Frühjahr 2024 waren in diesem Ermittlungsverfahren zahlreiche Durchsuchungsbeschlüsse in Berlin und Brandenburg vollstreckt worden. Dabei ergaben sich nach Angaben der Polizei neue Erkenntnisse, wonach weiterhin indische Spezialitätenköche unter ausbeuterischen Bedingungen beschäftigt worden sein sollen. Nach dem bisherigen Stand der Ermittlungen haben sich laut Polizei die Arbeits- und Lebensbedingungen der Betroffenen seit dem Frühjahr 2024 sogar weiter verschlechtert.

    #Allemagne #Berlin #immigration #exploitation #libéralisme #restaurants #gastronomie #tourisme

  • Nach 27 Jahren flieht eine Berliner Institution. Gründer Andreas Becker rechnet ab: Wie Müll, Drogen und explodierende Kosten das Aus besiegelten. n im Niedergang“: Circus-Hotel am Rosenthaler Platz schließt
    https://www.berliner-zeitung.de/article/exklusiv-circus-hotel-am-rosentaler-platz-schliesst-betreiber-sieht

    Circus wr nie eine relevante Adresse.

    28.5.2026 von Valentin Wölflmaier - Nach 27 Jahren flieht eine Berliner Institution. Gründer Andreas Becker rechnet ab: Wie Müll, Drogen und explodierende Kosten das Aus besiegelten.

    Berlin verliert eine seiner bekanntesten touristischen Adressen am Rosenthaler Platz. Das Circus-Hotel wird Ende Oktober an diesem Ort seine Türen schließen. Die Mitarbeiter sind bereits informiert. Es ist das vorläufige Ende eines Kapitels für ein Haus, das wie wenige andere den Aufstieg Berlins zur europäischen Touristenmetropole begleitet und geprägt hat. Von der Schließung ausgenommen bleibt das benachbarte Hostel der gleichen Betreibergruppe.

    Der unmittelbare Auslöser für das Ende am jetzigen Standort liegt in der Immobilie selbst. Das Objekt sei sanierungsbedürftig, sagt Mitbegründer Andreas Becker, der Eigentümer jedoch nicht zu entsprechenden Investitionen bereit. Angesichts der allgemeinen Marktlage lohne sich eine eigene, nachhaltige Investition für die Betreiber nicht mehr. Man suche nun nach einer neuen Immobilie, um Hotel und Hostel künftig wirtschaftlicher unter einem Dach vereinen zu können.

    Hohe Personal- und Energiekosten

    Die Gründe für den Rückzug sind jedoch vielschichtig und spiegeln auch die aktuellen wirtschaftlichen und gesellschaftlichen Krisen der Hauptstadt wider. Auf der rein betriebswirtschaftlichen Ebene nennt Andreas Becker eine toxische Mischung aus strukturellen Nachteilen für Einzelbetreiber. Die Personalkosten seien vor allem durch die massiven Mindestlohnerhöhungen rasant gestiegen, hinzu kämen inflations- und kriegsbedingte Preissteigerungen für Energie, Wasser und Wärme.

    Zudem drückten die Provisionen von Online-Reisebüros. Bis zu 18 Prozent des generierten Umsatzes verlangten Plattformen wie Booking.com – ein laut Becker geschäftsschädigendes Maß, das große Hotelketten dank direkter Verträge und um bis zu sechs Prozentpunkte niedrigerer Provisionen umgehen könnten. Ein starker Kostentreiber ist die erhebliche City Tax von nun 7,5 Prozent auf alle Übernachtungen.

    Symptom einer tiefergehenden touristischen Krise

    Doch die Schließung ist auch Symptom einer tiefergehenden touristischen Krise der Hauptstadt. Während andere europäische Metropolen längst wieder wachsen, liegt Berlin bei den Gästezahlen noch immer unter dem Niveau des Vor-Corona-Jahres 2019. Die Rahmenbedingungen haben sich drastisch verschlechtert. Becker zeichnet das Bild einer in Teilen dysfunktionalen Infrastruktur: „Der Flughafen ist ein riesiges Problem. Berlin ist schlecht angebunden, wir haben 15 bis 20 Prozent weniger Ankünfte als 2019.“

    Erschwerend komme hinzu, dass die Fluggesellschaft Ryanair angekündigt habe, ihre Basis am BER im Oktober zu schließen und das Flugangebot massiv zusammenzustreichen. Auch die Schiene biete keine Entlastung: „Der Hauptbahnhof ist seit 20 Jahren eine Dauerbaustelle, die nicht beendet wird.“
    Problem mit Obdachlosigkeit und Drogenkonsum

    Hoffnungen auf schnelle Impulse durch sportliche Großveranstaltungen erteilt der Hotelier eine Absage. Diese seien wirtschaftlich relativ irrelevant und spiegelten oft nur die aktuelle gesellschaftliche Atmosphäre wider – im Fall der Europameisterschaft 2024 eher die eines Landes in der Krise.

    Hinzu komme ein wachsendes Problem mit Obdachlosigkeit und offenem Drogenkonsum. Zwar ziehe Berlin weiterhin eine spezifische Gruppe von Menschen an, die für Extremerfahrungen und den Konsum harter Drogen in den Clubs anreisen, doch für den allgemeinen Massenmarkt tauge dieses Nischen-Modell nicht. Es herrsche die Fehlwahrnehmung, dass ein derart libertäres Nachtleben die breite Masse der Touristen anziehe. Becker sieht diese Entwicklung durch die jüngste Cannabis-Legalisierung noch verschärft: „Sie haben mittlerweile im Innenstadtbereich große Bereiche, die durchgehend nach Marihuana stinken.“

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    Andreas Becker betreibt das Circus-Hotel und das Circus-Hostel am Rosenthaler Platz in Berlin Mitte. © Doris Spiekermann-Klaas TSP via www.imago-images.de

    Hotelier: Berlin folge dem Negativbeispiel Amsterdams

    Die Stadt sende Signale des Niedergangs aus. „Für die große Mehrheit der Besucher, wie Familien mit Kindern oder Menschen aus Ländern mit strengen Drogenregeln, ist das ein Zeichen von Kontrollverlust“, analysiert Becker. Für Touristen sei ein Umfeld mit offenem Drogenkonsum stets mit Gefahr und Kriminalität belastet. Berlin folge damit dem Negativbeispiel Amsterdams, das durch eine liberale Drogenpolitik massiven Drogentourismus angezogen habe, bis die Strukturen kollabierten.

    Diese Entwicklung hat messbare Konsequenzen, insbesondere bei der weltweit am stärksten wachsenden Zielgruppe: dem asiatischen Tourismus. „Dieses Wachstum kommt in Berlin nicht an, da in Asien Sauberkeit und eine strenge Drogenpolitik wichtig sind“, stellt Becker fest. Erschwerend komme hinzu, dass asiatische Gäste großen Wert auf exklusive Einkaufsmöglichkeiten legten – ein Segment, in dem Berlin etwa gegenüber München deutlich das Nachsehen habe.

    Das Circus beschäftigt 200 Mitarbeiter

    Diese harte Bestandsaufnahme steht in scharfem Kontrast zu den Anfängen des Unternehmens. Die Geschichte des Circus ist eine klassische Berliner Nachwende-Erzählung, in der Pragmatismus auf Aufbruchstimmung traf. Sie begann 1997, als Andreas Becker, damals Student und Aushilfe in einem Erotikgeschäft in Prenzlauer Berg, die Idee zu einem Backpacker-Hostel entwickelte. Mit geliehenem Geld startete er in einer unsanierten Ruine an der Reinhardtstraße in Mitte. Eine lobende Erwähnung im Reiseführer „Lonely Planet“ sorgte kurz darauf für den internationalen Durchbruch. Das Circus wuchs mit der Stadt, expandierte an den Rosenthaler Platz und beschäftigt heute rund 200 Mitarbeiter.

    Für den Rosenthaler Platz bedeutet der bevorstehende temporäre Rückzug nun mehr als den bloßen Verlust von 60 Gästezimmern. Wenn im Oktober die Lichter im Hotel ausgehen, verschwindet eine Institution, die das unbeschwerte, improvisierte Nachwende-Berlin verkörperte. Was laut Becker bleibt, ist ein Platz, der auch die urbanen Krisen wie unter einem Brennglas bündelt: Drogen, Obdachlosigkeit, Leerstand.

    #Berlin #Mitte #Rosenthaler_Platz #Hotel #Tourismus #Krise

  • En Bretagne, le #tourisme haut de gamme colonise le #littoral
    https://www.lemonde.fr/economie/article/2026/05/26/en-bretagne-le-tourisme-haut-de-gamme-colonise-le-littoral_6693835_3234.html

    A Saint-Malo, la justice a autorisé, fin mars, la construction d’un complexe hôtelier 4 et 5 étoiles et d’un centre de thalassothérapie sur le site d’un ancien #camping_municipal. Un projet de #luxe, comme il s’en développe de plus en plus dans la région.


    Sur le site du terrain de camping des Nielles, à Saint-Malo (Ille-et-Vilaine), le 20 avril 2026. SYLVIE VENNÉGUÈS/« LE TÉLÉGRAMME »/MAXPPP

    L’escalier donne une vue plongeante sur la plage du Minihic, à Saint-Malo (Ille-et-Vilaine), tiraillée entre le soleil et le vent de ce matin de mai. Sur le sable, on joue. Certains tentent même la baignade. Alain André, Jean-Luc Villette, Marie-Geneviève d’Aiglepierre, Alexis Clidière et Jeanne Bert Olivier admirent ce paysage qui fait leur quotidien dans ce quartier résidentiel de la cité.

    « Cet environnement, c’est un bien commun que l’on va transformer au profit du tourisme de luxe », peste le premier. De part et d’autre de la rue qui mène à la plage se trouve en effet le site de l’ancien camping municipal des Nielles, qu’ils ont connu « très populaire et ouvert à tous ». Il a fermé en 2015 avant que, l’année suivante, le groupe Raulic, propriétaire des Thermes marins de Saint-Malo, y annonce la construction d’un complexe hôtelier 4 et 5 étoiles avec thalasso et spa. « Nous n’aurons plus accès facilement à la mer », regrette Jean-Luc Villette, quand Marie-Geneviève d’Aiglepierre ironise : « On aura vue sur la piscine à débordement… »

    [...]

    Du Castelbrac, à Dinard (Ille-et-Vilaine), à l’hôtel Le Château de Sable à Porspoder (Finistère), le développement de projets hôteliers 4 et 5 étoiles sur le trait de côte breton se perçoit jusque dans les données de l’Insee.
    L’offre d’#hôtels 1 ou 2 étoiles a en effet diminué de 22 % entre 2017 et 2022, quand celle des 4 et 5 étoiles a augmenté de 13 %. En 2025, l’organisme notait même que « la fréquentation des hôtels 4 et 5 étoiles de la région alimente en premier lieu la hausse des nuitées hôtelières bretonnes ».

    https://justpaste.it/ekgsq

  • #Napoli, il #racket resiste al #turismo: parola ad #Ulderico_Carraturo, presidente della #FAI_Antiracket_Porta_Capuana
    https://informareonline.com/napoli-il-racket-resiste-al-turismo-parola-ad-ulderico-carraturo-pr

    La città di Napoli ha ormai superato quello sdoganamento che per anni ne limitava lo sviluppo dal punto di vista turistico. Oggi si parla di un trend “Napoli”, di un marchio divenuto un vero attrattore per milioni di persone dal tutto il mondo, affermandola come una delle mete più ambite d’Europa. Tutto questo aumenta esponenzialmente […] L’articolo Napoli, il racket resiste al turismo: parola ad Ulderico Carraturo, presidente della FAI Antiracket Porta Capuana proviene da Informareonline, scritto da Stefano Errichelli

    #Approfondimenti #Attualità #Magazine_Maggio_2026

  • Londoner Szeneportal Resident Advisor: „Billigflieger-Clubcrowd schwindet spürbar in Berlin“
    https://www.berliner-zeitung.de/article/londoner-szeneportal-resident-advisor-billigflieger-clubcrowd-schwi

    Trifft uns nicht, die fahren sowieso alle mit Uber.

    19.5.2026 von Stefan Hochgesand - Die Krise der Berliner Clubs hat sich bis nach London rumgesprochen. Das Branchenportal Resident Advisor analysiert den Status quo des Berliner Nachtlebens. Schlimm? Jein.

    Auf seinem Höhepunkt prägte der Techno-Tourismus die Identität Berlins maßgeblich. Günstige Flüge und niedrige Lebenshaltungskosten machten ihn möglich, und in vielen Clubs stellten Touristen zeitweise einen erheblichen Teil des Publikums.

    So beschreibt es das einflussreiche, 2001 in Australien gegründete, nunmehr in London beheimatete, aber global (von Tokio bis nach Kalifornien) agierende Szeneportal Resident Advisor treffend in einem neuen englischsprachigen Artikel zum ambivalenten Status quo des Berliner Nachtlebens – mit historischem Rückgriff auf den von Tobias Rapp in seinem Berliner Technoszene-Buch „Lost And Sound“ (2009) geprägten Begriff der Easyjetset-Touristen, die mit dem Billigflieger für ein Wochenende nach Berlin zum Feiern kommen.

    „Während die deutsche Hauptstadt erstmals seit über einem Jahrzehnt einen Rückgang im Tourismus verzeichnet, beginnt die einst prägende Billigflieger-Clubcrowd, die das Nachtleben maßgeblich mitgeformt hat, spürbar zu schwinden“, heißt es in der ausgedehnten Überschrift des Analysestücks von Resident Advisor. Ausdrücklich ausgenommen sind in dieser Rechnung vom stärksten Tourismus-Schwund seit einer Dekade wohlgemerkt die von der Pandemie geprägten Jahre, in denen die Clubs ohnehin weitgehend dicht waren.

    Die neuen, bei Resident Advisor zitierten Daten: 29,4 Millionen Übernachtungen von 12,4 Millionen Berlin-Besuchern im vergangenen Jahr – ein Rückgang gegenüber 30,6 Millionen Übernachtungen und 12,7 Millionen Gästen im Jahr 2024. „Das entspricht zwar nur rund vier Prozent, fällt jedoch in eine Phase, in der die Clubszene der Stadt ohnehin unter Druck steht“, so heißt es bei Resident Advisor zur besseren Einordnung der Zahlen. „Gleichzeitig erodieren die Bedingungen, die den Easyjetset überhaupt ermöglicht haben. Billigflüge werden unzuverlässiger, die Lebenshaltungskosten steigen, und die Clublandschaft selbst schrumpft.“

    Laut Visit Berlin gaben zuletzt rund 22 Prozent der internationalen Gäste und 17 Prozent der inländischen Berlin-Touristen Clubbing als Reisegrund an – das entspricht nach wie vor Millionen von Besuchen jedes Jahr. „Menschen kommen weiterhin gezielt zum Clubbing nach Berlin, aber es ist deutlich mainstreamiger geworden“, sagt Emiko Gejic, Sprecherin der Berlin Clubcommission, dem Londoner Szeneportal. „Manche kommen, weil sie davon gehört haben, nicht weil sie tief in der Szene verwurzelt sind.“
    „Berlin ist weiterhin eine Clubbing-Hauptstadt“

    Wenn die Easyjet-Crowd dünner wird, geschieht das zeitgleich mit einer Szene, die zunehmend schwerer zu erhalten ist, befindet Resident Advisor. Man verweist auf bekannte unlängst geschlossene Läden wie das Watergate, das Mensch Meier, das SchwuZ und die nur mit Ach und Krach gerettete Renate. „Diese Verluste spiegeln ein längerfristiges Muster in Berlin wider, in dem der nach der Wiedervereinigung vorhandene Raumüberfluss, der die Clubkultur überhaupt erst möglich machte, zunehmend durch Neubauprojekte und steigende Immobilienpreise ersetzt wird. Die Zahl der Spielstätten sinkt, während die Kosten für ihren Betrieb – Miete, Energie, Personal – weiter steigen.“

    Ein weiterer wichtiger Faktor, der bei Resident Advisor benannt wird, ist der BER: „Weniger günstige Flüge bedeuten weniger spontane Wochenendtrips – genau jene, die früher die Clubökonomie der Stadt getragen haben.“ Denn der viel gescholtene Flughafen Berlin-Brandenburg bietet weiterhin nicht den Anbindungskomfort großer europäischer Drehkreuze. Höhere Steuern sowie Gebühren haben einige Billigfluggesellschaften dazu veranlasst, Strecken zu reduzieren.

    Ist das Berliner Nachtleben also im Niedergang begriffen? Nein, im Resident-Advisor-Stück wird schließlich doch noch Hoffnung verbreitet: Berlin bleibe eines der dichtesten und vielfältigsten Clubökosysteme der Welt – mit einer Bandbreite, die nur wenige Städte erreichen. Berlin sei weiterhin eine Clubbing-Hauptstadt. „An jedem Wochenende gibt es mehr Optionen, als die meisten Städte in einem ganzen Monat bieten.“ Aber die Bedingungen, die Berlins Leumund einer Clubbing-Kapitale geschaffen haben (günstige Flächen, günstige Flüge und ein stetiger Zustrom von Kurzzeit-Touristen), seien eben nicht mehr selbstverständlich.

    #Berlin #Tourismus #Nachtleben #Uber #Billigflieger #Konjunktur #Clubsterben

  • Nouveau record de permis délivrés par le #Népal : comment l’#Everest est toujours plus victime du #tourisme des riches
    https://www.humanite.fr/environnement/alpinisme/nouveau-record-de-permis-delivres-par-le-nepal-comment-leverest-est-toujour

    Le gouvernement népalais a annoncé un nouveau record du nombre de permis délivré pour l’ascension du toit du monde. Un chiffre qui recouvre une réalité sombre : le #surtourisme des riches n’a pas fini de détruire notre #planète.

  • Une gigantesque retenue d’eau au-dessus de Courchevel s’affaisse à une vitesse alarmante, poussant le préfet à prendre des mesures d’urgence
    https://www.lemonde.fr/planete/article/2026/05/16/une-gigantesque-retenue-d-eau-au-dessus-de-courchevel-s-affaisse-a-une-vites


    La retenue de la Loze, près de Courchevel (Savoie), en 2023. ANTOINE CHANDELLIER/LE DAUPHINE/MAXPPP

    Une retenue d’eau creusée en 2020 pour garantir l’enneigement d’une piste de ski qui pourrait figurer aux #JO Alpes 2030 menaçait jusqu’à peu un hameau de la commune, selon une étude géomorphologique à laquelle « Le Monde » a eu accès.

    Les travaux réalisés pour garantir l’enneigement de la célèbre piste de l’Eclipse, à Courchevel (Savoie), pour les Championnats du monde de #ski alpin de 2023 et dans la perspective des JO Alpes 2030, ont-ils exposé les populations d’un hameau en contrebas à un scénario qui aurait pu être catastrophique ? Selon une expertise géomorphologique datée de décembre 2025 à laquelle Le Monde a eu accès, la retenue d’eau de la Loze, creusée en 2020 à 2 270 mètres d’altitude pour stocker les 170 000 mètres cubes d’eau nécessaires à l’enneigement des 3,2 kilomètres de piste, s’affaisse sur ses fondations à une vitesse alarmante.

    ça alors, on peut faire du dégât durable mais aussi instantané avec une bassine contenant 4 fois moins d’eau qu’à Sainte Soline

    #montagne #ingénieurs #Chamrousse

  • Alaska Mega-Tsunami Raises Alarm for Cruise Ships in Glacier Fjords
    https://gcaptain.com/alaska-mega-tsunami-raises-alarm-for-cruise-ships-in-glacier-fjords
    https://gcaptain.com/wp-content/uploads/2026/05/Alaska-mega-tsunami.jpeg
    Aerial photo of the August 10, 2025 landslide captured during a field reconnaissance overflight on August 13, 2025. Look direction is to the west.
    USGS Photo

    A massive landslide in Alaska’s Tracy Arm fjord triggered one of the tallest tsunamis ever recorded, sending water 481 meters—about 1,578 feet—up the opposite wall of the fjord in what scientists are calling a climate-linked near miss for cruise tourism.

    The Aug. 10, 2025 event, detailed in a new study published Wednesday in Science, began when more than 64 million cubic meters of rock collapsed into the fjord near South Sawyer Glacier, about 80 miles south-southeast of Juneau. The landslide generated an initial 100-meter breaking wave traveling more than 70 meters per second, followed by a megatsunami that stripped vegetation from the steep fjord walls.

    No one was killed or injured. Scientists say that was largely a matter of timing, with the landslide striking in the early morning hours when no cruise ships or large numbers of visitors were in the immediate area.

    “The fact that the landslide occurred this early in the morning was unbelievably lucky. Next time — and there will be a next time — we may not be so lucky,” said Dan Shugar, a University of Calgary geomorphologist and lead author of the study.

    Tracy Arm is a popular destination for cruise ships, tour boats and kayakers drawn by tidewater glaciers, steep cliffs and floating ice. The study warns that those same features can amplify landslide-generated tsunamis, creating extreme local hazards with little warning.

    The U.S. Geological Survey said the landslide occurred at about 5:26 a.m. local time and was detected by seismic instruments. Kayakers camped at Harbor Island near the mouth of Tracy Arm later reported that their gear had been swept away by waves. A NOAA tide gauge in Juneau, roughly 80 miles away, recorded tsunami waves up to 36 centimeters above tide level that continued for hours.

    Researchers found the landslide was preceded by several days of increasing microseismic activity, raising the possibility that future collapses in glacier fjords could be detected before failure. The event also produced seismic waves equivalent to a magnitude 5.4 earthquake and generated a long-period seiche—a sloshing motion trapped inside the fjord—that persisted for up to 36 hours.

    The study links the failure to glacial retreat driven by climate change. As glaciers pull back, they can remove support from steep mountain slopes, leaving unstable rock faces exposed above narrow fjords and coastal waters.

    Alaska has a long history of extreme landslide tsunamis, including the 1958 Lituya Bay event, which produced a record runup of about 530 meters. But the Tracy Arm event is notable because it occurred in a heavily visited cruise region, turning a remote geologic hazard into a direct maritime safety concern.

    For the cruise industry, the warning is blunt: glacier fjords are becoming more unstable just as more vessels and passengers are entering them.

    The Tracy Arm tsunami was not a mass-casualty disaster. But scientists say it easily could have been.

  • Hantavirus sur un bateau de croisière : Victimes, malades, évacuations… Le point sur la situation sur le « MV Hondius »
    https://www.20minutes.fr/monde/4222086-20260505-hantavirus-croisiere-victimes-malades-evacuations-point-s

    Y a-t-il une « transmission interhumaine » du virus ?

    Les hantavirus se transmettent à l’être humain par l’intermédiaire de rongeurs sauvages infectés (souris, rats…) qui excrètent le virus par la salive, l’urine et les excréments. Une morsure, un contact avec ces rongeurs ou leurs déjections ainsi que l’inhalation de poussière contaminée peuvent provoquer une infection. Le séquençage du virus est en cours en Afrique du Sud.

    L’« hypothèse de travail » de l’OMS est celle du virus des Andes, le seul hantavirus connu pour lequel une transmission interhumaine limitée entre contacts a été documentée. A ce stade, l’OMS suppose qu’un ou des premiers cas « ont été infectés en dehors du navire » par le virus et qu’il y a eu ensuite « une transmission interhumaine ». Selon l’OMS, l’épisode présente un risque « faible » pour le reste du monde.

    Is it beginning one more time ?

    #OMS #hantavirus #patient_zéro #tourisme

  • Berliner Zentrum Industriekultur - Fahrradrouten
    https://industriekultur.berlin/erleben/fahrradrouten

    Sehr schön, kennwaallet, muss nicht mit dem Fahrrad abgefahren werden. Mit dem Taxi schaffen wir das und noch mehr in ein oder zwei Tagestouren.

    Berlin ist ein riesiges Open-Air-Museum der Industriekultur, das Sie mit unseren acht Radrouten erkunden können. Wir haben für Sie die schönsten Wege, die interessantesten Orte und die spannendsten Geschichten zusammengestellt.

    Unsere 8,5 bis 25 km langen Routen führen auf Radwegen, Uferstraßen und ruhigen Nebenstraßen durch ganz Berlin. Nehmen Sie sich für jede Radroute am besten einen Tag Zeit, denn es gibt viel zu entdecken. Für die Pausen empfehlen wir Gaststätten und Cafés mit besonderem Industriekultur-Flair.

    #Berlin #Tourismus #Sightseeing #Geschichte #industrie

  • »Warmes Licht und kühles Bier« - Berliner Zentrum Industriekultur
    https://industriekultur.berlin/erleben/fahrradrouten/warmes-licht-und-kuehles-bier

    Harte Arbeit macht durstig! Die Fahrradroute »Warmes Licht und kühles Bier« führt zu beeindruckenden Schauplätzen und Orten der Elektroindustrie und den überraschend vielen Brauereien auf dem Prenzlauer Berg. Was hat das eine mit dem anderen zu tun?
    Zur Übersicht Fahrradrouten Download PDF-Flyer · DE Download GPX-Track Digitale Navigation auf Komoot · DE Hinweise zu Komoot Download PDF-Flyer · EN Komoot Navigation App · EN

    Werner von Siemens gründet 1847 in einer Hinterhofwerkstatt seine erste Firma. Siemens elektrotechnische Erfindungen befeuern die aufstrebende Elektroindustrie. Berlin wird zur Elektropolis. Größter Konkurrent ist die AEG, die am Humboldthain ab 1894 eine imposante Fabrikstadt errichtet. Die eindrucksvollen Bauten der Elektroindustrie verändern das Gesicht der Stadt, anfangs im Baustil des kaiserlichen Historismus, später im Stil der Neuen Sachlichkeit.

    In die pulsierende Metropole strömen Arbeiter:innen aus Pommern und Schlesien. Auch der Durst der ständig wachsenden Bevölkerung steigt. Innovative Braumeister wittern ihre Chance und brauen Bier mit neuen industriellen Methoden. Die Hanglage des Prenzlauer „Bergs“ begünstigt den Bau von Kellergewölben für die Lagerung. Mehr als ein Dutzend Brauereien entstehen alleine in diesem Stadtteil und machen die Elektropolis Berlin auch zur Brauereimetropole.

    Die Fahrradroute „Warmes Licht und kühles Bier“ ist seit Anfang 2026 beschildert. Unser Logo mit weißem Blitz auf rotem Grund weist Ihnen den Weg quer durch die Stadt.

    Stadt.
    Wegebeschaffenheit
    Wegebeschaffenheit der Radroute" class="route-info-image

    AEG-Apparatefabrik
    Ausgangspunkt der Elektroindustrie
    AEG-Apparatefabrik, roter Backsteinbau
    Fensterfront der AEG-Apparatefabrik
    Die AEG-Apparatefabrik an der Ecke Feldstraße/Ackerstraße in Berlin-Wedding. | © Berliner Unterwelten e.V., Foto: Holger Happel

    Emil Rathenau gründet 1883 die spätere „Allgemeine Elektricitäts Gesellschaft (AEG)“. In den folgenden Jahrzehnten steigt die AEG zu einem Weltkonzern der Elektrotechnik auf. Ab 1888 produziert das Unternehmen in der neuen AEG-Apparatefabrik zukunftsweisende Haushaltsgeräte und elektrotechnisches Material. Die Fassade des damaligen Neubaus an der Ackerstraße gestaltet Franz Schwechten, „Hofarchitekt“ von Kaiser Wilhelm II. Florale Verzierungen schmücken die Außenseite des Gebäudes. Eine aufgehende Sonne steht dabei symbolhaft für die aufstrebende Elektroenergie.

    Die Produktionsfläche reicht jedoch bald nicht mehr aus. Bereits 1894 kauft die AEG deswegen einen Teil des benachbarten Schlachthofgeländes. Hier am Humboldthain entsteht in den folgenden Jahren eine regelrechte Fabrikstadt der AEG. Ein Tunnel verbindet beide Standorte.

    Im Gebäude der AEG-Apparatefabrik in der Ackerstraße befindet sich inzwischen das Institut für Lebensmitteltechnologie der TU Berlin.

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    Adresse

    Ackerstraße 76
    13355 Berlin-Gesundbrunnen
    Industriekultur erleben

    Fahrradroute: Warmes Licht und kühles Bier
    Wissenswertes

    Führungen der Berliner Unterwelten e.V im AEG-Tunnel
    Die AEG-Apparatefabrik in der Denkmaldatenbank
    AEG-Humboldthain
    Imposante Fabrikstadt
    AEG-Humboldthain, Backsteingebäude mit Kran
    AEG-Humboldthain, Fassadenansicht von der Straße
    AEG-Humboldthain, Montagehalle
    AEG-Humboldthain: das weitläufige Gelände mit Gewerbe und Forschung hat seinen industriellen Charme erhalten. | © GSG Berlin

    Motoren, Maschinen, Eisenbahnmaterial und elektrische Geräte: die AEG-Humboldthain produziert von 1894 bis in die 1980er Jahre.

    1894 muss das schnelle wachsende Unternehmen AEG neue Flächen für die Produktion schaffen. Unweit der AEG-Apparatefabrik in der Ackerstraße entsteht daher nach und nach eine imposante Fabrikstadt am Humboldthain. Die Architektur der beiden Standorte unterscheidet sich jedoch deutlich. Die Fassade der Apparatefabrik schmücken florale Elemente und aufwendige Verzierungen. Am neuen Standort Humboldthain setzen Architekten wie Peter Behrens hingegen auf eine neue Architektursprache. Besonders beeindruckend ist die monumentale Montagehalle für Großmaschinen im Stil der Neuen Sachlichkeit. Ohne Ornamente, stattdessen mit strengen und klaren Formen, repräsentiert die Architektur der Montagehalle die industrielle Produktion im Inneren.

    1984 schließt der Standort AEG-Humboldthain und etliche Gebäude werden abgerissen. Das „Beamtentor“, gestaltet von Franz Schwechten, ist der ehemalige Eingang zum Gelände. Heute etwas verloren zwischen Neubauten in der Brunnenstraße 107 a, ziert das Denkmal ein Zahnrad als Symbol der Industrie. In den verbliebenen denkmalgeschützten Fabrikgebäuden sind u.a. ein Gründerzentrum, Medienunternehmen und die TU Berlin untergebracht. Noch immer verbindet ein Tunnel die Standorte Apparatefabrik und Humboldthain miteinander. Touren durch den AEG-Tunnel bietet inzwischen der Berliner Unterwelten e.V. an.

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    Adresse

    Brunnenstraße, Gustav-Meyer-Allee, Voltastraße, Hussitenstraße
    13355 Berlin-Gesundbrunnen
    Kontakt

    rent@amplifier.berlin
    Tel.: 030 84853855
    www.amplifier.berlin/
    Industriekultur erleben

    Fahrradroute: Warmes Licht und kühles Bier
    Wissenswertes

    „AEG-Humboldthain“ in der Denkmaldatenbank
    „AEG-Humboldthain“ bei VisitBerlin
    Best of

    Produktion damals und heute
    AEG-Tunnel
    Deutschlands ältester U-Bahntunnel
    Spärlich beleuchteter runder Tunnel mit Backsteinwänden
    Produktion von Munition im AEG-Tunnel
    Gebäude und Kran auf AEG Hof Humboldthain
    AEG-Tunnel mit Schienen und Treppen
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    Schon 1894 entstand der AEG-Tunnel zu Versuchszwecken. | © Berliner Unterwelten e.V., Foto: Holger Happel

    Der AEG-Tunnel gilt als Vorläufer der Berliner U-Bahn. Ende des 19. Jahrhunderts werden die Straßen immer voller. Deshalb entbrennt in Berlin ein Wettstreit um neue Verkehrsmittel. Die AEG baut 1894 einen Tunnel nach dem Vorbild der Londoner U-Bahn, der ersten U-Bahn der Welt. Die 295 m lange Versuchsstrecke verbindet die Fabrikstandorte der AEG in der Ackerstraße und am Humboldthain. Arbeiterinnen und Arbeiter fahren mit elektrischen Zügen von A nach B und auch schwere Güter werden so transportiert. Dieser Versuchstunnel gilt heute als erster U-Bahn-Tunnel Deutschlands.

    Den Zuschlag für den U-Bahnbau erhält allerdings Siemens mit dem preiswerteren Konzept einer Hochbahn. Ab 1902 rollen in Berlin die ersten Züge. Der AEG-Tunnel ist betriebsintern und zu Testzwecken weiterhin in Betrieb. Im Ersten Weltkrieg nutzt die AEG den Tunnel als Produktionsstandort für Munition, im Zweiten Weltkrieg als Luftschutzraum für die Werksangehörigen. Anfang der 1980er-Jahre werden die AEG-Fabriken am Humboldthain nach und nach geschlossen. 1984 ist endgültig Schluss, in der Folgezeit werden Teile der ehemaligen Fabrikstadt abgerissen. Der Tunnel steht zeitweilig unter Wasser.

    Die verbliebenen Gebäude sind heute denkmalgeschützt. Neues Leben ist eingezogen, beispielsweise ein Gründerzentrum, Gewerbebetriebe und Medienunternehmen. Dem Berliner Unterwelten e. V. gelingt es ab 2016, den Tunnel instand zu setzen und das historische Gleisbett freizulegen. Seitdem steigen Besucherinnen und Besucher bei geführten Touren hinab in den „ersten U-Bahntunnel Deutschlands“.

    Ein Meilenstein der Berliner Industriegeschichte widmet sich der Entstehung des Berliner Nahverkehrs.

    Adresse

    Voltastraße 5-6
    (Hof neben Treppe 12.1)
    13355 Berlin-Gesundbrunnen
    Kontakt

    Tel.: 030/49 91 05-17
    info@berliner-unterwelten.de
    www.berliner-unterwelten.de
    Anfahrt

    U-Bahn: U8 (Haltestelle Voltastraße)
    Öffnungszeiten

    Nur im Rahmen einer Führung zugänglich.
    Eintritt

    17,00 €

    Termine und Tickets im Online-Shop erhältlich, kein Ticketverkauf vor Ort.

    tickets.berliner-unterwelten.de
    Führungen

    Öffentliche Führungen nur für Personen ab 14 Jahren.
    Festes Schuhwerk ist notwendig, warme Kleidung wird empfohlen.

    www.berliner-unterwelten.de/fuehrungen/oeffentliche-fuehrungen/der-aeg-tunnel
    Barrierefreiheit

    Nicht barrierefrei zugänglich
    Industriekultur erleben

    Schauplätze
    Fahrradroute: Warmes Licht und kühles Bier
    Mitmachangebot: Erwachsene
    Wissenswertes

    AEG am Humboldthain in der Denkmaldatenbank
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    Krieg und FriedenTransport und Verkehr
    Brauerei Groterjan
    Malzbier und Jugendstil
    Außenansicht der Brauerei Groterjan in Prenzlauer Berg
    Villa der Brauerei Groterjan, Fassadenansicht
    Heute wird die ehemalige Brauerei Groterjan gewerblich genutzt. | © bzi, Foto: Anja Liebau

    Malzbierspezialitäten sind Ende des 19. Jahrhunderts das Kerngeschäft der kleinen Brauerei Groterjan in Berlin-Prenzlauer Berg. Der Braumeister Christoph Groterjan lässt sich 1894 das Rezept dafür patentieren. Malzbier gehört zu den obergärigen Bieren, wie auch die Berliner Weiße. Diese Biere lassen sich damals nicht lange lagern, weil sie schnell verderben. Anders als die untergärigen Biere, die Bairischen Biere. Sie lassen sich gut lagern und industriell herstellen, wie beispielsweise in der Pfefferberg-Brauerei.

    Zum Brauereibetrieb bei Groterjan gehört ab 1897 ein typischer Berliner Festsaal mit Kegelbahn sowie ein Biergarten. Dort, auf dem Gelände einer ehemaligen Eisengießerei nah an der Schönhauser Allee, ist Platz für 1.500 Gäste. Der Schank- und Gaststättenbetrieb soll den Bierkonsum in der Brauerei Groterjan ankurbeln und für Umsatz sorgen.

    In unmittelbarer Nachbarschaft, in der Milastraße 1, errichtet der Braumeister 1907 seine architektonisch ambitionierte Villa als Wohn- und Verwaltungsgebäude. Bereits ein Jahr später geht der Gaststättenbetrieb in Konkurs. 1927 ziehen die „Mila-Lichtspiele“ dort ein, von 1966 bis 1990 probt dann die „Volksbühne“ am Rosa-Luxemburg-Platz in dem freien Saalbau.

    Die Groterjan Brauerei fusioniert 1914 mit der Weißbierbrauerei Gebhardt AG und zieht im selben Jahr an deren Standort in Wedding um – denn dieses Grundstück lässt sich noch erweitern. In den alten Brauereigebäuden in Prenzlauer Berg produziert zuerst eine Schokoladen-, dann eine Brotfabrik. 1961 geht die Brauerei Groterjan in der Schultheiss-Gruppe auf, 1978 wird letztmalig Groterjan abgefüllt.

    Nach einer umfassenden Sanierung in den 1990er-Jahren gibt es auf dem alten Brauereigelände in der Milastraße unter anderem ein Möbelgeschäft. In der ehemaligen Villa Groterjan empfängt heute ein Restaurant seine Gäste.
    Adresse

    Milastraße 1–4
    10437 Berlin-Prenzlauer Berg
    Industriekultur erleben

    Fahrradroute: Warmes Licht und kühles Bier
    Wissenswertes

    Die Brauerei Groterjan bei Zeitreisen
    Die Brauerei Groterjan in der Denkmaldatenbank
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    Bier und Brot
    Deutsches Technikmuseum
    Mensch und Technik
    Beleuchtete Buchstaben vor Technik Museum
    Oldtimer in Ausstellung Mensch in Fahrt
    Backsteingebäude im Park des Technikmuseums
    Mädchen beim Papierschöpfen im Technikmuseum Berlin
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    Der große Schriftzug „Technik Museum“ weist den Weg in die Ladestraße. | © SDTB, Foto: Henning Hattendorf

    Wie entsteht Papier? Was ist eine Setzmaschine? Und warum braucht man Unterseekabel für ein funktionierendes Internet? Ein Besuch im Deutschen Technikmuseum ist eine Entdeckungsreise durch die Kulturgeschichte der Technik. Schauvorführungen, Mitmach-Angebote und die Experimentierstationen im Science Center Spectrum machen den Museumstag zum Erlebnis. Wer dann eine Pause braucht, stärkt sich in einem der Museumscafés in historischem Ambiente.

    Darüber hinaus ist der Museumspark des Deutschen Technikmuseums zu jeder Jahreszeit einen Besuch wert. Überwachsene Gleisanlagen, zwei Ringlokschuppen mit Drehscheiben und ein weithin sichtbarer Wasserturm erinnern an das ehemalige Bahnbetriebswerk Anhalter Bahnhof. Laut, betriebsam und der Himmel voller Dampf – so sieht das Gelände um 1900 aus. Das Areal gehört damals zu einem der größten Verkehrsknotenpunkte Berlins. Als „Landschaft aus Eisen und Stahl“ beschreibt der Schriftsteller Joseph Roth 1924 das Gebiet um den U-Bahnhof Gleisdreieck. Im Zweiten Weltkrieg werden jedoch viele Gebäude und Anlagen zerstört. Nach dem Krieg folgt die Teilung der Stadt und der in West-Berlin gelegene Anhalter Bahnhof versinkt schließlich in einen Dornröschenschlaf.

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    Adresse

    Trebbiner Str. 9
    10963 Berlin
    Kontakt

    Tel.: 030/43 97 34-0
    Mail an: info@technikmuseum.berlin
    www.technikmuseum.berlin
    Anfahrt

    U-Bahn: U1, U3, U7 (Haltestelle Möckernbrücke), U1, U2, U3 (Haltestelle Gleisdreieck)
    S-Bahn: S1, S2, S25, S26 (Haltestelle Anhalter Bahnhof)
    Öffnungszeiten

    Di. bis Fr.: 9.00 bis 17.30 Uhr
    Sa., So. und Feiertage: 10.00 bis 18.00 Uhr
    Montag geschlossen
    Eintritt

    Online-Ticket:
    15 € | ermäßigt 9 €

    Ticket vor Ort:
    17 € | ermäßigt 11 €

    Bis 18 Jahre kostenfrei und
    jeden Freitag ab 13 Uhr frei für alle.
    Führungen

    Sa., So. und mit Anmeldung
    Täglich Vorführungen
    Barrierefreiheit

    Eingeschränkt
    www.technikmuseum.berlin/besuch/barrierefreiheit
    ERIH-Mitglied

    Deutsches Technikmuseum bei ERIH
    Industriekultur erleben

    Schauplätze
    Fahrradroute: Eisenbahn und Landebahn
    Fahrradroute: Innovation und Eleganz
    Fahrradroute: Warmes Licht und kühles Bier
    Mitmachangebot: Erwachsene
    Mitmachangebot: Kinder und Familien
    Mitmachangebot: Schulen
    Wissenswertes

    Bahnbetriebswerk Anhalter Bahnhof in der Denkmaldatenbank
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    Produktion damals und heuteTransport und Verkehr
    E-WERK Berlin
    Umspannwerk und Techno-Club
    Schaltwarte im Hof des E-Werk aus rotem Backstein
    Halle im E-Werk
    Der heute als E-Werk bekannte Gebäudekomplex hat schon einige Nutzungs- und Umbauphasen erlebt. | © Foto: Andreas Muhs

    Das heute als E-WERK bekannte Gebäude hat in seiner über 100-jährigen Geschichte einige Nutzungs- und Umbauphasen erlebt. Bereits kurz nach dem Bau platzt das Kraftwerk aus allen Nähten. 1885 an der Mauerstraße in Mitte erbaut ist es das Zweite seiner Art in Berlin. Das erste Kraftwerk entsteht nur ein Jahr zuvor am Gendarmenmarkt.

    Berlin ist Ende des 19. Jahrhunderts eine wachsende Stadt. Der stetig steigende Stromverbrauch erfordert neue Lösungen. Um Strom speichern zu können, kommt 1898 ein fünfgeschossiges Speichergebäude dazu. Erst die neue Drehstromtechnik erlaubt es, Strom am Stadtrand zu erzeugen und fast verlustfrei in die Stadt zu leiten. Das Kraftwerk in der Mauerstraße wird um ein Umspannwerk ergänzt. Dieses spannt den hochgespannten Strom aus den Fernleitungen auf niedrigere Voltzahlen um. Der Architekt Hans Heinrich Müller verbindet beim Umbau des Werkes zwischen 1924 und 1928 Funktionalität und Ästhetik. Die neue zentrale Schaltwarte im Hof ist stilprägend. Sie ist rund und in der Höhe gestaffelt.

    Das Mitte der 1980er-Jahre stillgelegte Gelände erlebt nach der Wende seine Wiederentdeckung. Der Ort ist damals unter dem Namen „E-Werk“ als Techno-Club weit über Berlins Grenzen bekannt. Nach jahrelanger Sanierung öffnet das Gelände 2006 wieder. Bis 2024 dient das ewerk als Eventlocation, Wohn- und Arbeitsstätte. Seit 2025 ist das E-WERK ein exklusiver Bürostandort. Eine kleine Gleichrichterstation übernimmt auch heute noch teilweise die Stromversorgung der U-Bahn.

    Seit Anfang 2026 nutzt die „Stiftung Deutsche Kinemathek – Museum für Film und Fernsehen“ das E-Werk als temporäres Zwischenquartier. Mit »Screentime« verwandelt die Kinemathek die historische Halle in einen großflächig inszenierten Medienraum. Gezeigt werden dort experimentelle Ausstellungen, kuratierte Filmreihen, Produktionen aus dem Fernseharchiv sowie das Festival Film Restored.

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    Adresse

    Mauerstr. 78-80
    10117 Berlin-Mitte
    Kontakt

    www.e-werk.berlin/
    Industriekultur erleben

    Fahrradroute: Warmes Licht und kühles Bier
    Wissenswertes

    Umspannwerk Buchhändlerhof in der Denkmaldatenbank
    E-WERK Berlin bei Wikipedia
    Programm „Screentime"“ der Deutschen Kinemathek
    Best of

    Strom und Energie
    Gasometer Fichtestraße (Fichtebunker)
    Der letzte seiner Art
    Eingang zum runden Fichtebunker und Gasometer Fichtestraße
    Türen mit Schatten im Fichtebunker Fichtestraße
    Treppe und Registratur im Fichtebunker Fichtestraße
    Nummern an der Wand im Fichtebunker Fichtestraße
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    Die Fassade des ehemaligen Gasometers Fichtestraße hat sich im letzten Jahrhundert kaum verändert. | © bzi, Foto: Florian Rizek

    Der Gasometer Fichtestraße ist der älteste Gasbehälter, der in Berlin erhalten ist. Eine Erkundung durch das Innere des runden Backsteinbaus führt Neugierige in die Zeit der Industrialisierung Berlins und auf eine Reise durch 200 Jahre Stadtgeschichte.

    1826 erhellen die ersten Gaslaternen das nächtliche Berlin. In den folgenden 20 Jahren baut ein Londoner Unternehmen die Straßenbeleuchtung stetig aus. Mitte des 19. Jahrhunderts übernimmt die Stadt die öffentliche Beleuchtung. Gas findet zunehmend auch in Privathaushalten Verwendung, deshalb steigt die Zahl der Gasanschlüsse auch mit der wachsenden Bevölkerung. Die städtischen Gaswerke Berlins entwickeln sich zum größten Gasversorger Europas. Die Gasanstalten produzieren kontinuierlich Gas, die Abnahme durch die Verbraucher aber schwankt. Deshalb müssen ausreichend Speicherbehälter zur Verfügung stehen. Auf freiem Feld entstehen in der Nähe der Hasenheide dazu ab 1874 vier nahezu baugleiche Gasbehälter aus Backstein. Der erhaltene Gasometer in der Fichtestraße entsteht 1883/84. Gleichzeitig beginnt die Elektrifizierung Berlins, deshalb verliert der Gasspeicher schon in den 1930er-Jahren seine Funktion.

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    Adresse

    Fichtestraße 6
    10967 Berlin-Kreuzberg
    Kontakt

    Tel.: 030/49 91 05-17
    info@berliner-unterwelten.de
    www.berliner-unterwelten.de
    Anfahrt

    U-Bahn: U7 (Haltestelle Südstern)
    Bus: M41 (Haltestelle Körtestraße)
    Öffnungszeiten

    Nur im Rahmen einer Führung zugänglich.
    Eintritt

    17 €, ermäßigt 13 €.
    Termine und Tickets im Online-Shop erhältlich, kein Ticketverkauf vor Ort.

    tickets.berliner-unterwelten.de
    Führungen

    Die öffentlichen Führungen sind nicht für Kinder unter 7 Jahren geeignet.
    Festes Schuhwerk ist notwendig, warme Kleidung wird empfohlen.

    www.berliner-unterwelten.de/fuehrungen/oeffentliche-fuehrungen/fichtebunker-kreuzberg
    Barrierefreiheit

    nicht barrierefrei zugänglich
    ERIH-Mitglied

    Gasometer Fichtestraße bei ERIH
    Industriekultur erleben

    Schauplätze
    Fahrradroute: Warmes Licht und kühles Bier
    Mitmachangebot: Erwachsene
    Mitmachangebot: Schulen
    Wissenswertes

    Der Gasometer Fichtestraße in der Denkmaldatenbank
    Der Gasometer Fichtestraße bei Wikipedia
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    Krieg und FriedenStrom und Energie
    Historischer Hafen Berlin
    Berlin ist aus dem Kahn gebaut
    Historischer Hafen Berlin-Brandenburg
    Ausstellung im Schiff Historischer Hafen Fischerinsel
    Dampfschiff im Historischen Hafen Fischerinsel mit Fernsehturm
    Dampfschiff Restaurant im Historischen Hafen Fischerinsel
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    Im Historischen Hafen ist anfassen erlaubt, aber es könnte ölige Finger geben. | © Berlin-Brandenburgische Schifffahrts-gesellschaft e.V. Historischer Hafen

    Während eines Spaziergangs entlang der Fischerinsel in Berlin-Mitte stoßen Flaneure auf ein maritimes Kleinod. Zwischen der Mühlendammschleuse und dem Märkischen Museum befindet sich der Historische Hafen Berlin. Alte Dampfschlepper, historische Maßkähne und typische Fahrgastschiffe des 20. Jahrhunderts liegen hier vor Anker.

    Bereits im Mittelalter gibt es im historischen Zentrum Berlins erste Anlegestellen für den Warenverkehr. 1298 beurkundet der brandenburgische Landesherr Markgraf Otto V. schließlich die Erhebung eines Berliner Zolls, den Schifffahrtsverkehr und den Hafenbetrieb. Auch in den darauf folgenden Jahrhunderten bleiben die Wasserstraßen die wichtigsten Verkehrswege für den Waren- und Gütertransport. Mit Dampfschleppern und Maßkähnen kommen Anfang des 20. Jahrhunderts auch die so dringend benötigten Ziegel für den Wohnungsbau aus Brandenburg nach Berlin. Kohle aus der Lausitz und aus Schlesien sorgt für Wärme und Strom.

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    Adresse

    Märkisches Ufer
    10179 Berlin-Mitte
    Kontakt

    hafenmeister@historischer-hafen-berlin.de
    www.historischer-hafen-berlin.de
    Anfahrt

    U-Bahn: U2 (Haltestelle Märkisches Museum)
    S-Bahn: S3, S5, S7, S9 (Haltestelle Jannowitzbrücke)
    Eintritt

    Eintritt frei, Spenden willkommen
    Führungen

    Nach Vereinbarung
    Barrierefreiheit

    Nein
    ERIH-Mitglied

    ja
    Industriekultur erleben

    Geheimtipps
    Fahrradroute: Warmes Licht und kühles Bier
    Wissenswertes

    Der historische Hafen bei Wikipedia
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    Transport und Verkehr
    Hochbahnanlage Schönhauser Allee
    Vom Magistratsschirm zum Viadukt
    Hochbahn der U-Bahnlinie U2, Schönhauser Allee
    Hochbahn mit U-Bahn an der Schönhauser Allee
    Die U-Bahnstation Eberswalder Straße an der Linie U2. | © tic, Foto: Friedel Kantaut etc.

    Kurios: An der Schönhauser Allee in Prenzlauer Berg fährt die U-Bahn als oberirdische Hochbahn auf einem Viadukt. Um technische Probleme beim Bau von Tunneln unter der Spree und Häuserzeilen zu vermeiden, entscheidet sich der Magistrat von Berlin 1913 nicht für eine Untergrundbahn, sondern für die preiswertere Hochbahn. Diese Hochbahn auf Stelzen verläuft parallel zur Straße und schafft eine weitere Verkehrsebene.

    Das technisch elegante Werk des U-Bahn-Architekten Alfred Grenander trägt damals den Spitznamen „Magistratsschirm“. Die Hochbahn über der Schönhauser Allee ist wie ein aufgespannter Schirm, unter dem die Berlinerinnen und Berliner wettergeschützt flanieren können. Proteste wegen Erschütterungen in den Häusern, Geschäftsschädigung, Lärmbelästigung und Fahrpreiserhöhungen sorgen anfangs für Unmut. Inzwischen steht die Berliner Hochbahn unter Denkmalschutz und ist aus dem Stadtbild nicht mehr wegzudenken.
    Adresse

    von U-Bhf. Schönhauser Allee bis U-Bhf. Eberswalder Straße
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    Fahrradroute: Warmes Licht und kühles Bier
    Wissenswertes

    Die Hochbahnanlage in der Denkmaldatenbank
    Die U-Bahnlinie U2 bei Wikipedia
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    Transport und Verkehr
    Höfe am Südstern
    Kreuzberger Mischung
    Höfe am Südstern mit Fassadengestaltung
    Die asymmetrische, malerische Fassade fügt sich gut in den stark begrünten Straßenzug an der Hasenheide ein. | © bzi, Foto: Anja Liebau, 2021

    Zu Beginn des 20. Jahrhunderts strömen Menschen aus dem gesamten Deutschen Reich in die Hauptstadt Berlin, auf der Suche nach Arbeit. Die Stadt muss schnell neuen Wohnraum schaffen und stampft blockweise Häuser aus dem Boden. Eine Bauweise um 1900 ist die „Kreuzberger Mischung “, d. h. im Haus wird gewohnt und gearbeitet. Ein Beispiel für diese Mischnutzung sind die Höfe am Südstern.

    Das Gebäude hat zur Straßenseite hin eine prunkvolle Fassade, weil im Vorderhaus die Mittelklasse wohnt. Die repräsentativen Wohnungen haben oftmals eine winzige Mädchenkammer und einen Dienstbotenaufgang. Im Hinterhaus wiederum siedelt sich Gewerbe an. Es ist keine Seltenheit, dass in den Hinterhöfen auch Pferde- und Kuhställe untergebracht sind. Die Kühe versorgen die Bewohnerinnen und Bewohner der Höfe mit frischer Milch. Ein Kühlsystem gibt es zu der damaligen Zeit nicht.

    In den „Höfen am Südstern“ ist in einem der Seitenflügel der alte Pferdestall noch erhalten. Heute sind die Gewerbehöfe eine renommierte Adresse für Firmen aller Art.
    Adresse

    Hasenheide 54
    10967 Berlin-Kreuzberg
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    Fahrradroute: Warmes Licht und kühles Bier
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    Höfe am Südstern in der Denkmaldatenbank
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    Produktion damals und heute
    Kraftwerk Berlin und Heizkraftwerk Mitte
    Energieversorgung im Wohngebiet
    Kraftwerk Mitte an der Spree
    Große Halle, Party im Kraftwerk Berlin
    Der Gebäudekomplex des Kraftwerks Mitte liegt direkt an der Spree. | © bzi, Foto: Florian Rizek

    Mit dem Bau der Berliner Mauer 1961 benötigt die Hauptstadt der DDR eine eigene, gesicherte Energieversorgung. Das Heizkraftwerk Berlin-Mitte geht noch im gleichen Jahr in Betrieb und ist lange Zeit das wichtigste Kraftwerk Ostberlins. Neben den umliegenden Wohnungen erhalten auch der Alexanderplatz, die Charité und das Staatsratsgebäude der DDR Wärme und Elektrizität. 1996 löst ein benachbarter Neubau das alte Kraftwerk ab. Anschließend steht es einige Jahre lang leer. 2006 zieht im südlichen Trakt der legendäre Techno-Club „Tresor“ ein. Der Club befand sich zuvor im Tresorraum des ehemaligen Kaufhauses Wertheim am Leipziger Platz.

    Der riesige Komplex mit zahlreichen Erweiterungsbauten dient heute noch zum Teil der Energieerzeugung. Seit 2010 bietet das „Kraftwerk Berlin“ mit seiner 100 Meter langen Turbinenhalle Raum für Ausstellungen und Veranstaltungen. Mit ihrer mächtigen Erscheinung prägen das alte und neue Kraftwerk Mitte noch heute die umgebende Stadtlandschaft an der Spree.
    Adresse

    Köpenicker Straße 70
    10179 Berlin-Mitte
    Kontakt

    www.kraftwerkberlin.de
    contact@kraftwerkberlin.de
    Tel.: 030 2300 5100
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    Fahrradroute: Warmes Licht und kühles Bier
    Wissenswertes

    Website der Eventlocation Kraftwerk Berlin
    Das Heizkraftwerk Mitte bei Wikipedia
    Das Kraftwerk Berlin bei Wikipedia
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    Strom und Energie
    KulturBrauerei
    Kühles Bier aus tiefen Kellern
    Hof der KulturBrauerei mit Museum
    Turm der Kulturbrauerei an Straßenecke
    Infos auf Smartphone bei der KulturBrauerei
    Gang im Keller der KulturBrauerei
    i
    Die Schrift an den Gebäuden verrät, wo einst Garage, Ställe und Umkleidekabinen untergebracht waren. | © bzi, Foto: Katharina Hornscheidt

    Von der U-Bahnstation Eberswalder Straße in Prenzlauer Berg strömen Nachtschwärmer in die KulturBrauerei. Schon von weitem tönen tiefe Bässe aus den verschiedenen Clubs auf dem 25.000 m² Areal. In der Nacht und auch am Tag ist die KulturBrauerei ein Ort zum Essen, Trinken und Tanzen. Das Museum zum Alltag in der DDR, ein Kino und ein Fahrradverleih runden das kulturelle Angebot ab.

    1853 übernimmt Jobst Schultheiss eine bayrische Bierbrauerei und den dazugehörigen Lagerkeller in der Schönhauser Allee. Er gibt dem Unternehmen seinen Namen und wird schließlich zu einem der erfolgreichsten Bierbrauer in Berlin. Als Richard Roesicke die Brauerei 1864 übernimmt, behält er nicht nur den Braumeister, sondern auch den eingeführten Namen der Brauerei bei. Durch den Zusammenschluss mit weiteren Unternehmen entwickelt sich die Schultheiss-Brauerei schließlich zur größten Brauerei Deutschlands.

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    Adresse

    Schönhauser Allee 36
    10435 Berlin-Prenzlauer Berg
    Kontakt

    Tel.: 030/44 35 21 70
    info@tic-berlin.de
    www.kulturbrauerei.de
    Anfahrt

    U-Bahn: U2 (Haltestelle Eberswalder Straße o. Senefelderplatz)
    Tram: M1, M10, M12 (Haltestelle Eberswalder Straße)
    Nachtbus: N52 (Haltestelle Eberswalder Straße)
    Öffnungszeiten

    Gelände rund um die Uhr zugänglich
    Touristeninfo (Sudhaus, Haus 2):
    Di. bis So. 12:00 bis 17:30 Uhr (Öffnungszeiten können saisonal abweichen)
    Eintritt

    Gelände frei zugänglich
    Kultureinrichtungen siehe Website

    Führungen

    Kostenloses Guidesystem für mobile Endgeräte
    Führungen auf Anfrage, kostenpflichtig
    berlinonbike.de/alle-touren/kulturbrauerei-fuhrung/
    Barrierefreiheit

    Eingeschränkt
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    KulturBrauerei bei ERIH
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    Schauplätze
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    Mitmachangebot: Erwachsene
    Mitmachangebot: Schulen
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    Schultheiß-Brauerei in der Denkmaldatenbank
    KulturBrauerei bei Wikipedia
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    Bier und Brot
    Museum für Kommunikation Berlin
    Von Rauchzeichen, Rohrpost und Robotern
    Ausstellung im Museum für Kommunikation mit Kindern und Tablet
    Museum für Kommunikation bei Nacht
    Roboter im Museum für Kommunikation
    Schwarz-weiß Foto, Lichthof im Reichspostmuseum um 1912
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    Im Museum finden verschiedene Workshops u.a. für Kinder und Familien statt. | © Museum für Kommunikation Berlin, Foto: Michael Ehrhart

    Die Begrüßung im Museum für Kommunikation Berlin fällt überraschend aus: In der imposanten Eingangshalle heißen freundliche Roboter die Besucherinnen und Besucher willkommen. Dieses Museum ist ein Ort, an dem sich Menschen (und Roboter) begegnen, austauschen und unterhalten. Der Name des Museums ist dabei Programm. Schließlich geht es um bedeutende Fragen unserer Zeit:
    Wie hat sich der Umgang mit Zeichen, Codes und Medien im Laufe der Zeit verändert?
    Wie prägen neue Formen der Kommunikation unser privates und öffentliches Leben?
    Welche Zukunftsperspektiven gibt es für unsere Informationsgesellschaft?

    Kommunikation prägt schließlich schon immer das Leben der Menschen. Beginnend beim Rauchzeichen bis hin zum heutigen Smartphone – die umfangreiche Sammlung des Museums spiegelt unsere vielfältigen Formen von Kommunikation wieder. 1872 eröffnet das Museum als erstes Postmuseum der Welt. In der Schatzkammer befinden sich besondere Raritäten und kostbarste Exponate. Dazu gehören das erste „Telephon“ von Johann Philipp Reis und die wohl berühmtesten Briefmarken: die Blaue und die Rote Mauritius.

    Interaktion ist im Museum für Kommunikation Berlin ausdrücklich erwünscht. So laden beispielsweise eine funktionsfähige Rohrpostanlage und ein Green-Screen-Studio zum Ausprobieren ein.

    Der Rundfunkgeschichte ist ein Meilenstein der Berliner Industriekultur gewidmet.
    Adresse

    Leipziger Straße 16
    10117 Berlin-Mitte
    Kontakt

    Tel.: 030-20 29 40
    mfk-berlin@mspt.de
    www.mfk-berlin.de
    Anfahrt

    U-Bahn: U2 (Haltestelle Anton-Wilhelm-Amo-Straße o. Stadtmitte), U6 (Haltestelle Stadtmitte)
    Bus: M48, 265 (Haltestelle U Stadtmitte/Leipziger Straße), 200 (Haltestelle Anton-Wilhelm-Amo-Straße)
    Öffnungszeiten

    Di. bis Fr.: 9:00 bis 17:00 Uhr
    Sa./So./Feiertag: 10:00 bis 18:00 Uhr
    Jeder 3. Mi. im Monat: 9:00 bis 20:00 Uhr
    Geschl. am 01.01., Ostermontag, Pfingstmontag, 24., 25. u. 31.12.
    Eintritt

    Erwachsene 8,00 €, ermäßigt 4,00 €,
    Eintritt frei unter 18 Jahren.
    Führungen

    Führungen mit verschiedenen Schwerpunkten siehe Website, Anmeldung meist direkt vor Ort.
    Barrierefreiheit

    eingeschränkt
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    Das Museum für Kommunikation Berlin bei ERIH
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    Das Reichspostamt in der Denkmaldatenbank
    Das Museum für Kommunikation bei Wikipedia
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    Kommunikation und Medien
    Pfefferberg-Brauerei
    Braukunst vor den Toren der Stadt
    Moderne Gebäude neben alten Backstein-Bauten am Pfefferberg
    Eingang der Brauerei Pfefferberg an der Schönhauser Allee
    Rotes Backsteingebäude am Pfefferberg, Eingang von AEDES
    Bäume auf der Terrasse am Pfefferberg
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    Die Christinenstraße bietet den besten Blick auf die moderne Architektur neben historischen Brauereigebäuden. | © bzi, Foto: Anja Liebau

    An der Schönhauser Allee in Prenzlauer Berg liegt der Pfefferberg. Das Plateau mit Biergarten und Terrassencafé unter Bäumen überrascht viele Besucherinnen und Besucher. Niedrige Grundstückspreise und die erhöhte Lage im Norden der Stadt bieten Mitte des 19. Jahrhunderts beste Voraussetzungen für den Bau von Brauereien mit großen Kühlkellern. So beginnt auch die industrielle Karriere des Pfefferbergs.

    Namensgeber für das Areal an der Schönhauser Allee ist Joseph Pfeffer. Der bayerische Braumeister ist einer der ersten, der die untergärige Brauart nach Berlin bringt und ab 1841 an dem damals noch vor den Stadtgrenzen gelegenen Ort eine eigene Brauerei errichtet. Das so gebraute Bier ist länger lagerfähig und eignet sich deshalb besonders gut für die industrielle Produktion. Bis 1921 bestimmen deshalb Hopfen, Malz und Hefe das Geschehen der Pfefferberg-Brauerei.

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    Adresse

    Schönhauser Allee 176
    Christinenstr. 18/19
    10119 Berlin-Prenzlauer Berg
    Kontakt

    info@stiftung-pfefferwerk.org
    Tel.: 030/44383 376
    www.stiftung-pfefferwerk.org
    www.pfefferberg.de
    Anfahrt

    U-Bahn: U2 (Haltestelle Senefelderplatz)
    Öffnungszeiten

    Areal frei zugänglich | Anlieger siehe Website
    Führungen

    Auf Anfrage
    Barrierefreiheit

    Barrierefrei bis auf den Projektraum Meinblau
    ERIH-Mitglied

    Pfefferberg bei ERIH
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    Wissenswertes

    Zum Pfefferberg bei der Stiftung Pfefferwerk
    Die Brauerei Pfefferberg in der Denkmaldatenbank
    Der Pfefferberg bei Wikipedia
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    Bier und BrotProduktion damals und heute
    Portikus Anhalter Bahnhof
    Tor zum Süden
    Ruine des Portikus, Anhalter Bahnhofs
    Anhalter Bahnhof mit Vorplatz 1927
    Der Portikus ist der sichtbare Rest des Anhalter Bahnhofs. | © bzi, Foto: Nico Kupfer

    Am Askanischen Platz ragt eine beeindruckende Wand mit Rundbögen aus Backsteinen in die Höhe. Bis vor 70 Jahren gelangten Reisende durch diesen Portikus hindurch in eine gigantische Bahnhofshalle. Er ist der letzte Überrest der 34 Meter hohen und 170 Meter langen Halle des Anhalter Bahnhofs, fertiggestellt 1880. Ein Hallendach aus Glas überspannt frei und ohne jede Stütze die Gleise. Schnaufende Dampflokomotiven fahren ein und hüllen dadurch den Bahnsteig in beißenden Rauch. Ende des 19. Jahrhunderts herrscht geschäftiges Treiben vor und im Anhalter Bahnhof. Reisende kommen entweder mit Kutschen oder zu Fuß, um ihre Fahrt mit der Eisenbahn anzutreten. Die ersten Züge fahren nach Leipzig, Frankfurt und München. Der „Anhalter“ wird zum Tor des Südens. Vom Berliner Kopfbahnhof fahren Eisenbahnen nach Nizza, Athen und Neapel. Südlich vom Personenbahnhof erstreckt sich das große Gelände des Anhalter Güterbahnhofs. In der ehemaligen Ladestraße sitzt heute unter anderem das Deutsche Technikmuseum.

    Der Ausbau des Schienennetzes erfordert jedoch auch die Übermittlung von Informationen über Zugfahrten und Störungen. Die im Bahndamm verlegte Telegrafenlinie ist einer der ersten Aufträge der „Telegraphenbauanstalt Siemens & Halske“, die ihren Gründungsort in Sichtweite des Bahnhofs hat.

    Im Regime der Nationalsozialisten wandelt sich der Anhalter Bahnhof von einem Sehnsuchts- zu einem Schreckensort. Wie einige andere Bahnhöfe ist auch der Anhalter ab 1942 Startpunkt für Deportationen in Konzentrations- und Vernichtungslager. Die Sonderwaggons mit Deportierten werden an fahrplanmäßige Züge nach Dresden oder Prag angehängt. Von dort aus fahren die Züge weiter, zum Beispiel in das Konzentrationslager Theresienstadt. Seit 2021 befindet sich gegenüber der Ruine des Anhalter Bahnhofs am Askanischen Platz das Dokumentationszentrum Flucht, Vertreibung, Versöhnung.

    Das monumentale Bahnhofs-Gebäude von Architekt Franz Schwechten übersteht den Zweiten Weltkrieg nur mit erheblichen Schäden. Der Zugverkehr ist nur noch eingeschränkt möglich. Die Teilung Berlins führt 1952 schließlich zur Einstellung des Personenverkehrs. Aufgrund von Einsturzgefahr beschließt der Senat die Sprengung. Das Gebäude erweist sich jedoch als widerstandsfähig. Drei Jahre lang versuchen sich Abrissfirmen am Bahnhof. Schließlich bleibt allein der Portikus als Überrest des Tors zum Süden erhalten

    Das Areal rund um Anhalter Bahnhof und Gleisdreieck ist Thema eines Forschungsprojektes des Berliner Zentrum Industriekultur (bzi). Gleisdreieck Online verknüpft Geodaten und historisches Material zu einer umfangreichen Karte: Eine Spurensuche durch zwei Jahrhunderte Eisenbahngeschichte.

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    Adresse

    Askanischer Platz 6-7
    10963 Berlin-Kreuzberg
    Industriekultur erleben

    Fahrradroute: Warmes Licht und kühles Bier
    Wissenswertes

    Die Eisenbahn-Ausstellung im Deutschen Technikmuseum
    Der Portikus des Anhalter Bahnhofs in der Denkmaldatenbank
    Dokumentationszentrum Flucht, Vertreibung, Versöhnung
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    Transport und Verkehr
    Siemens Gründungsort
    Erfindergeist im Hinterhof
    Siemens Gründungsort ist heute die Hotelkette Mövenpick
    Siemens Gründungsort Siemenshaus
    Siemens Gründungsort
    Siemens Gründungsort Verwaltung
    In der Siemens-Repräsentanz von 1915 residiert heute die Hotelkette Mövenpick. | © bzi, Foto: Nico Kupfer

    Was für Steve Jobs und Apple eine Garage ist, ist für Siemens eine kleine Hinterhaus-Werkstatt. Die „Telegraphenbauanstalt Siemens & Halske“ begründet 1847 die über 100-jährige Entwicklung von SIEMENS zu einem weltweit agierenden Industriekonzern. Im Hin­ter­haus der Schöneberger Straße 33 baut die Firma ihre ers­ten Telegrafen. Die Ver­wal­tung befindet sich ab 1901 neben dem Anhal­ter Bahnhof, am Aska­ni­schen Platz, unweit des Gründungsorts. Zwei Jahrzehnte zuvor hatte Sie­mens & Halske die Signal­tech­nik für den Bahnhof gestellt. Heute sitzt an der gleichen Adresse die Zeitung „Der Tagesspiegel“.

    Ende des 19. Jahrhunderts zieht die Hauptverwaltung schließlich in die neu gegründete Siemensstadt in Berlin-Spandau. Die repräsentative Adresse in der Nähe des Regierungsviertels möchte das Unternehmen allerdings behalten. Daher entsteht an diesem Standort 1915 die neue Siemens-Repräsentanz, in der heute die Hotelkette Mövenpick residiert.

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    Adresse

    Siemens Gründungsort
    Schöneberger Str. 33

    Siemenshauptverwaltung
    Askanischer Platz 3

    Siemenshaus
    Schöneberger Str. 3
    alle 10963 Berlin-Kreuzberg
    Industriekultur erleben

    Fahrradroute: Warmes Licht und kühles Bier
    Wissenswertes

    Die Anfänge von Siemens auf der Unternehmenswebsite
    Siemens bei Wikipedia
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    Forschung und Innovation
    Umspannwerk Humboldt
    Eine Marienburg für Berlin
    Umspannwerk Humboldt, Torbogen
    Vogelperspektive auf das Umspannwerk Humboldt, Gebäude aus rotem Backstein
    Das Eingangsportal des Umspannwerks Humboldt in Berlin-Prenzlauer Berg. | © tic, Foto: Friedel Kantaut etc.

    1925 begeistert sich der Hausarchitekt der „Bewag“, Hans Heinrich Müller für die Marienburg, den größten gotischen Backsteinbau Europas in der inzwischen polnischen Stadt Malbork. Müller greift architektonische Stilmittel dieser mittelalterlichen Burg im Umspannwerk Humboldt auf. Das Eingangsportal des Umspannwerks in Berlin-Prenzlauer Berg zieren Spitzbögen. Zwei Brücken verbinden die mittig im Innenhof liegende Warte mit den Werkshallen. Ein Türmchen befindet sich im Innenhof des Umspannwerks.

    Viele Bauten von Müller, die ebenfalls in den 1920er-Jahren entstanden sind, greifen diese Detailverliebtheit auf. Inzwischen sind die großflächigen Räume des ehemaligen Umspannwerks in gewerblicher Nutzung.

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    Adresse

    Kopenhagener Straße 58 – 63
    10437 Berlin-Prenzlauer Berg
    Industriekultur erleben

    Fahrradroute: Warmes Licht und kühles Bier
    Wissenswertes

    Das Umspannwerk Humboldt in der Denkmaldatenbank
    Das Umspannwerk Humboldt bei Wikipedia
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    Strom und Energie
    Umspannwerk Scharnhorst
    Beobachtungsposten für Straßenbeleuchtung
    Umspannwerk Scharnhorst, Backsteinbau mit Fenstern
    Umspannwerk Scharnhorst
    Das Umspannwerk Scharnhorst, heute bekannt als „Vattenfall-Haus”. | © Foto: Stefan Joseph Müller

    Dieses Umspannwerk hat eine Besonderheit: Seit 1927 lässt sich in 25 Metern Höhe von der verglasten Lichtwarte aus die Straßenbeleuchtung überwachen. Allabendlich entscheidet bis in die 1940er-Jahre ein Mitarbeiter über den richtigen Zeitpunkt zum Einschalten der Straßenlaternen. Mit einem Knopfdruck schaltet sich das Licht in den umliegenden Bezirken ein.

    Der Hausarchitekt des ehemaligen Berliner Stromversorgers „Bewag“, Hans Heinrich Müller, entwickelt die moderne Architektur des Umspannwerks. Seine Gebäude verehren die Elektrizität fast wie ein Heiligtum. Seine „Kathedralen der Elektrizität“ repräsentieren dadurch die Bedeutung der Umspannwerke für die rasante Stadt- und Industrieentwicklung Berlins. Inzwischen ist das Umspannwerk nach seinem derzeitigen Nutzer benannt: „Vattenfall-Haus”. Es beherbergt Verwaltung und Kundenservice des Stromkonzerns.
    Adresse

    Sellerstraße 16–26
    13353 Berlin-Wedding
    Industriekultur erleben

    Fahrradroute: Warmes Licht und kühles Bier
    Wissenswertes

    Das Umspannwerk Scharnhorst in der Denkmaldatenbank
    Das Umspannwerk Scharnhorst bei Wikipedia
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    Strom und Energie

    #Berlin #Kreuzberg #Mitte #Wedding #Sehenswürdigkeiten #Fahrradtour #Tourismus

  • L’envers du Vélib’
    https://lecourrier.ch/2026/04/13/lenvers-du-velib

    Les interviews, articles de presse, et portraits (ou devrais-je dire publi-reportages ?) élogieux se succèdent à un rythme soutenu ces dernières semaines. L’ancienne candidate à l’élection présidentielle (1,7% des voix exprimées) et candidate malheureuse à la tête du Haut Commissariat aux réfugiés de l’ONU est fière de son bilan et le fait savoir.

    Mais à quel bilan se réfère-t-elle au juste ? Comme en atteste l’extrait précédent, c’est surtout son bilan environnemental qui est mis en avant. « Bienvenus à #Paris, la ville qui a dit non aux voitures » titrait ainsi Bloomberg, le média de son ami milliardaire philanthrope Michael Bloomberg. #Pistes_cyclables, journées sans voiture, #Vélib’, propreté de la Seine, « forêts urbaines », « îlots de fraicheur », fermeture des voies sur berges, bornes de recharge pour véhicules électriques, COP21, jeux olympiques « neutres en carbone »… Sept mille voitures en moins. 50 000 places de parking pour deux roues. Mille cinq cents km de pistes cyclables. Deux cents rues fermées à la circulation. A en croire Hidalgo, les faits et les chiffres parlent d’eux-mêmes.

    #végétalisation #verdissement #tourisme #embourgeoisement

  • Il “modello #Airbnb” snatura l’identità della #medina di #Marrakech

    Nella metropoli marocchina l’#overtourism sta trasformando il tessuto sociale del centro storico. Tutto è a misura di turista e gli affitti brevi fanno concorrenza sleale ai riad dei locali. Tradizioni e cultura sono a rischio. Il nostro reportage

    (#paywall)

    https://altreconomia.it/il-modello-airbnb-snatura-lidentita-della-medina-di-marrakech
    #Maroc #tourisme #over-tourism #tourisme_de_masse

  • « A Paris, la carte des logements occupés de manière intermittente recoupe étonnamment celle de la cherté au mètre carré »
    https://www.lemonde.fr/idees/article/2026/03/21/a-paris-la-carte-des-logements-occupes-de-maniere-intermittente-recoupe-eton

    #Paris cristallise l’ensemble des problèmes de #logement en France : rareté de l’offre, difficulté à trouver une habitation, prix et #loyers élevés, délais d’attente pour l’obtention d’un #logement_social. Ce n’est pas pour rien que, dans le classement officiel des territoires selon la tension du marché du logement, la capitale et sa petite couronne sont classées au niveau le plus élevé : la zone A bis. Pour comprendre ce qui a mené à cette situation, l’examen de quelques données de base sur la longue durée, tirées des recensements de 1968 à 2022 et rapportées par l’Insee, est riche d’enseignements.

    A priori, l’évolution du nombre de logements depuis 1968 est rassurante, puisqu’il a augmenté de près de 15 % : 1,4 million de logements en 2022, contre 1,22 million en 1968. Mais, dans le détail, les résidences principales connaissent une dynamique inverse – une baisse d’un peu plus de 25 000 logements – tandis que, symétriquement, les #logements_vacants et les #résidences_secondaires voient leur nombre grimper en flèche.
    La frontière étant poreuse entre ces deux dernières catégories, il est commode de les regrouper sous le nom de « logements intermittents ». Ils représentent aujourd’hui 9 % du parc dans la Métropole du Grand Paris (hors Paris), un chiffre proche des 8 % constatés à Londres. Dans Paris intra-muros, ils représentent près d’un logement sur cinq en 2022, contre seulement un sur vingt en 1968. Quels facteurs expliquent cette explosion ?

    L’augmentation du nombre de logements a servi en partie à satisfaire les désirs de ceux qui n’habitent pas Paris à l’année, provinciaux et étrangers désireux d’avoir un pied-à-terre dans la capitale et de profiter de ses agréments pendant une courte période. L’occupation intermittente concerne surtout les petites surfaces : près des trois quarts des logements inoccupés ne disposent que d’une ou deux pièces.

    La location meublée touristique est souvent incriminée. Elle joue un rôle, mais moins important qu’on ne le croit. Le nombre d’annonces de logements entiers disponibles en novembre 2025 sur la plateforme Airbnb ne dépasse pas 48 000 à Paris intra-muros, soit 3,4 % du nombre de logements selon une enquête de l’Atelier d’urbanisme de Paris (APUR). Même si ce nombre est sous-estimé, la location touristique ne doit pas être responsable de plus d’un tiers de l’augmentation de l’intermittence.

    L’ancienneté du logement entre en ligne de compte. Plus le logement vieillit, plus il faut entreprendre des travaux de rénovation, sans compter l’obsolescence qui déclasse les logements anciens au fur et à mesure que les normes de confort progressent. L’évolution de la réglementation constitue aussi un facteur, l’interdiction de louer des passoires thermiques en étant un bon exemple. La structure par ancienneté des logements inoccupés confirme pleinement cette hypothèse. Plus un logement est ancien, plus l’intermittence est développée ; un quart des logements construits avant 1914 sont dans ce cas, selon une autre enquête de l’APUR.

    Incitation fiscale

    Toutefois, au-delà de tous ces facteurs, la carte de l’occupation intermittente recoupe étonnamment celle de la cherté du logement au mètre carré : elle touche majoritairement les arrondissements centraux bordant la Seine. L’élément essentiel semble donc être une rétention de nature économique. Une occupation occasionnelle semble la meilleure façon d’attendre une occasion de vendre au prix le plus élevé et de réaliser une belle plus-value.

    Ces logements disposent d’une douche ou d’une baignoire et sont donc habitables dans la très grande majorité des cas : ils pourraient convenir à des étudiants ou à des jeunes travailleurs, particulièrement pénalisés par le manque de logements disponibles. Deux pistes successives peuvent être explorées pour les remettre sur le marché locatif.

    Première piste, l’incitation fiscale. Elle consisterait à les exempter de l’imposition des revenus fonciers en cas d’occupation du logement à titre de résidence principale [sans même imposer aux proprios de réaliser les travaux dont la responsabilité leur incombe ?]. Pour que l’effet soit neutre sur les finances publiques, il conviendrait de relever la taxe sur les logements vacants, qui a une réelle efficacité, et de rehausser le seuil maximal de la majoration de la taxe d’habitation sur les résidences secondaires. Cette stratégie devrait être maintenue pendant plusieurs années, pour en mesurer les effets.

    Mais il n’est pas impossible que cette stratégie ne tienne pas ses promesses : les bailleurs peuvent ne pas se satisfaire du niveau des loyers que paieraient les locataires potentiels (les prix élevés de l’immobilier à Paris rendent le taux de rendement de l’investissement locatif peu rémunérateur). En dernier recours, on pourrait alors obliger les propriétaires à louer leur bien, à un loyer abordable.

    #rente_foncière #spéculation #tourisme #pénurie #fiscalité #immobilier

  • La coalition israélo-américaine a frappé 56 musées et monuments historiques en #Iran

    via https://diaspora.psyco.fr/p/12337440

    ⚠️ 🇮🇷 Au moins 56 #musées et #monuments historiques, dont des sites inscrits au patrimoine #mondial, ont été endommagés dans l’agression israélo-américaine, selon le ministère iranien du #Patrimoine #culturel, du #Tourisme et de l’Artisanat.

    https://french.presstv.ir/Detail/2026/03/14/765369/La-coalition-isra%C3%A9lo-am%C3%A9ricaine%C2%A0a-frapp%C3%A9-56-mus%C #culture #fr

  • Dans le Finistère, des allocataires du RSA se lèvent contre des contrôles « irréalistes » et un « harcèlement moral institutionnel »
    https://www.liberation.fr/economie/social/dans-le-finistere-des-allocataires-du-rsa-se-levent-contre-des-controles-

    Après avoir subi de lourds contrôles administratifs et une suspension de leur #allocation, six personnes, ainsi que la CGT, citent à comparaître le président du département, Maël de Calan. Celui-ci annonce qu’il demandera « leur condamnation pour procédure abusive ».

    L’huissier de justice s’est présenté ce mardi 3 mars auprès du président du #conseil_départemental du #Finistère, Maël de Calan, et de Romain Chantelot, directeur emploi, insertion et logement au sein de la collectivité. Selon les informations de Libération, il leur a remis une citation à comparaître au tribunal correctionnel de Brest le lundi 30 mars à 13 h 30, où ils devront se présenter ou se faire représenter par un avocat, à l’audience.

    L’union départementale CGT et six autres plaignants les attendront. Ils ont choisi la citation directe, qui consiste à faire convoquer l’auteur suspecté des faits devant le tribunal correctionnel, et permet l’ouverture d’un procès en l’absence d’enquête approfondie. Ils veulent faire reconnaître leur qualité de victimes de harcèlement moral de la part des deux hommes, dans le cadre d’une procédure plus large pour #harcèlement_moral_institutionnel, appuyée par 18 témoignages supplémentaires. Pierre Dauly, Vianney Begos, Jeanne Degude, Cécile Weyer, Guilvic Le Cam Mesplomb et Patricia Koryga (qui avait témoigné dans Libération cet été) ont en commun d’être allocataires du revenu de solidarité active (#RSA) et d’avoir été privés de ressources après un contrôle administratif, qui les a plongés dans l’angoisse et a aggravé leur précarité.

    Pour chacun d’entre eux, tout a commencé par un courrier reçu avec le logo de leur département de résidence, « Finistère. Penn-ar-Bed ». L’objet indiquait « contrôle RSA ». Quelques paragraphes précisaient vouloir « s’assurer de l’application du juste droit ». Plusieurs semaines plus tard, le versement de leur RSA a été suspendu ou supprimé. Le versement de ce revenu vital est en effet aux mains des départements, qui sont donc aussi habilités à radier des bénéficiaires qui, selon eux, le percevraient de manière indue.

    https://justpaste.it/a9ydj

    edit

    Me Carpentier. "On voit les courriers qui se multiplient pour leur demander : ’Merci de justifier les 10 euros versés sur le compte de votre fils’",

    https://www.nextplz.fr/societe/538783-apres-avoir-verse-10e-sur-le-compte-de-son-fils-un-allocataire-du-rsa

    #contrôle #radiations

  • Les #chtites #maisons_solidaires, des tiny houses pour lutter contre le #mal-logement

    Des citoyens avec l’envie d’aider les sans-abri ont créé une association il y a 8 ans à #Lille. Le concept ? En louant leur chambre d’amis à des touristes, ils financent des tiny houses, des petites maisons destinées à accueillir des personnes sans logement. Pour accélérer leur action, l’#association a lancé une campagne de financement participatif.

    En 2018, un groupe de citoyens frustrés de ne pas pouvoir partager ses chambres d’amis avec des personnes sans logement a l’idée de les proposer à des touristes. L’argent récolté avec ces locations sert à financer de petits logements, des « tiny houses ». Il y en a déjà cinq sur la métropole lilloise, à #Saint-Maurice-Pellevoisin, habitées par des personnes en difficulté ou d’autres faisant le choix de vivre sobrement. Une #mixité_sociale pour favoriser aussi l’insertion.

    L’argent, le nerf de la guerre

    Une tiny house à fabriquer coûte environ 40 000 euros. L’association Les #chtites_maisons_solidaires a donc lancé une campagne de #financement_participatif de 60 000 euros, ce qui permettrait aussi de financer deux salariés : une spécialisée en urbanisme et le deuxième qui participe à la construction des logements. « On reçoit des loyers et on finance des jobs qui font du bien à la planète ! », lâche Christophe Thomas, président de l’association.

    Les deux prochaines petites maisons devraient être installées à #Lambersart. Dans le concept de l’association, elles seront louées à des touristes le temps d’être rentabilisées avant d’être loués à loyer très réduit à des personnes sans logement.

    "On commence par les louer à des touristes. On estime qu’il faut sept ans pour que la « tiny » soit payée. Tous les dons raccourcissent cette durée", complète enthousiaste Christophe Thomas. L’association s’est choisi un slogan : « Votre aventure, leur avenir ».
    Des appels aux dons

    L’association ne manque pas de projet pour récolter un peu d’argent. Une tiny house a été installée à Ambleteuse, dans le Pas-de-Calais pour récolter des fonds et, bientôt, un camping-car sera loué sur des Tiers-lieux de la région pour héberger des vacanciers.

    Christophe Thomas lance un appel à « l’hôte solidaire qui voudrait rejoindre notre équipe, le locataire bienfaiteur qui cherche une nuit insolite sur la Côte d’Opale ou sur les tiers lieux des Hauts-de-France... Ou, tout simplement, un donateur qui veut aider notre action ».

    Tout don ou mécénat permet à l’association de faire grandir son ambition : créer de l’habitat léger, écologique et adapté aux sans-abri.

    https://france3-regions.franceinfo.fr/hauts-de-france/nord-0/lille/les-chtites-maisons-solidaires-des-tiny-houses-pour-lutte
    #tiny_house #logement #solidarité #sans-abrisme #SDF #tourisme #tourisme_solidaire

  • isulas de s’isula
    https://radioblackout.org/podcast/isulas-de-sisula

    Isulas de s’isula è un #documentario che offre uno sguardo sull’arcipelago del Sulcis da parte dei pescatori. Le loro voci si intrecciano alla narrazione del regista Lorenzo Sibiriu, tornato nella sua terra d’origine.Un luogo meraviglioso funestato dall’inquinamento industriale, dalle esercitazioni militari, dal turismo di massa e dalla pesca intensiva; a cui gli abitanti umani e […]

    #c'hai_le_storie #sardegna
    https://radioblackout.org/wp-content/uploads/2026/02/isulas.mp3